Cerca nel blog

domenica 25 febbraio 2018

La Via Elettronica UniVersale

L'uomo è un gioco di parole:

"Secondo la Genesi nell'Antico Testamento Adam fu creato con la terra da Dio (c'è un gioco di parole con l'Ebraico אֲדָמָה ('adamah) "terra")."
(https://www.behindthename.com/name/adam - Trad. mia)

Google conferma; il termine אדמה (adamah) è reso in Italiano come "terra":



La traduzione in Inglese è più dettagliata:


ma anche per noi "terra" ha tutti questi significati, di territorio, di mondo (che i coperniCani dicono "pianeta"), di materia terrosa, di suolo, e di terreno come materia da lavorare, o "campo di lavoro".
Il "gioco di parole" ebraico quindi ci rivela una realtà che va ben oltre la leggenda genetica dell'A.T., in effetti questo dice tutto ciò che i testi ufficiali non dicono... o meglio, non specificano. Che l'uomo e la "terra" sono la stessa cosa; ciò che il Gentile Pubblico Pagante moderno e indottrinato è spinto a credere è che un tizio barbuto un bel giorno modellò un pupazzo di terra, e quello, lo "Adamo", divenne lo "uomo" attraverso la sua discendenza; ma non è così, l'uomo appartiene alla terra almeno quanto la terra appartiene all'uomo, e di fatto le due cose non sono distinte o distinguibili, da che non esisterebbe la coscienza di un luogo qualunque che si potrebbe chiamare "Terra" (colla iniziale maiuscola!) se non esistesse almeno un singolo uomo ad esperire questa realtà.

Non si tratta di un Apologo Primordiale, o un concetto filosofico, o mistico, o mitoLogico: si tratta di una "realtà materiale" e attuale di cui ci parla nel seguente video Daniel P. Beiting, che ha questo biglietto da visita su Google:
DANIEL P. BEITINGwww.vet.upenn.edu/people/faculty-clinician-search/DANIELBEITINGUniversity of Pennsylvania School of Veterinary Medicine Department of Pathobiology Rm 314 Hill Pavilion 380 S. University Avenue. 2158989247 · beiting@upenn.edu. Research; Publications; Education; Education. Immunology, Microbiology, Genomics.

Il suo argomento, descritto da Wikipedia è "Il microbioma":
"l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi di un ambiente definito. Un ambiente definito potrebbe essere un intero organismo (per esempio, un essere umano) o parti di esso (per esempio, l'intestino o la cute)[1]." (https://it.wikipedia.org/wiki/Microbioma)

Sempre da Wikipedia:
"Un bioma è un'ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante. Poiché la vegetazione, com'è noto, influenza la presenza degli animali, in un bioma troveremo popolazioni e comunità di animali e di piante comprendenti organismi pluricellulari e unicellulari, anche microscopici, che interagiscono fra loro." (https://it.wikipedia.org/wiki/Bioma)

Quello che invece gli Inglesi dicono "Gut flora" (flora intestinale) su Wiki Italia è più precisamente definito come Microbiota umano:

"Il microbiota umano è l'insieme di microorganismi simbiontici che convivono con l'organismo umano senza danneggiarlo.
L'informale termine flora intestinale non è del tutto corretto in quanto si tratta prevalentemente di batteri mentre il termine flora evoca piuttosto il regno vegetale nel quale, nei tempi passati, erano classificati i batteri; aggiungendo che non si tratta soltanto di microbiota intestinali, ma egualmente anche gastrici, ed altri (boccagola, etc..), anche il termine umano è preferibile a intestinale per descrivere più fedelmente la natura simbiontica del microbiota. Per essere ancora più precisi, con microbiota si intende l'insieme di microrganismi vero e proprio, mentre con il termine microbioma si fa riferimento al patrimonio genetico del microbiota.
Il microbiota umano è un buon esempio di mutualismo: cooperazione tra differenti tipologie di organismi che apporta un vantaggio ad ognuna di esse."

Vediamo quindi che la realtà bioLogica umana è infinitamente più complessa della sua concezione popolare, basata su un modello standard e artificiale dell'indiviDuo, composto di idee convenzionali e dati  statistici; così come ogni testa è un piccolo mondo, e i nostri pensieri differiscono immensaMente tra loro, lo stesso vale per i visceri inferiori, da che nessun microbioma è uguale all'altro, e dunque i nostri "microcosmi interiori" sono differenziati in misura estremamente variabile.
Per questo gli anglofoni dicono che "il tuo cibo è il mio veleno".

Se esiste un ordine, un sistema ordinato che definisce il concetto originale proprio del "cosmo" in quanto "habitat universale", ne esiste uno che riguarda tutti gli abitanti di questo stesso uniVerso, e dunque esistono un cosmo e un microcosmo accomunati dalle forme di vita più piccole che popolano entrambi, batteri e germi e virus, i cosiddetti "microrganismi", o microbi.




La realtà fisioLogica dell'uomo può essere dura da accettare, ma il fatto è questo:
"Il numero di geni totale del microbiota è stimato essere 100 volte il numero di geni del genoma umano. [3]" (https://it.wikipedia.org/wiki/Microbiota_umano#Descrizione)
Pertanto, quando si parla di "essere umano", del nostro microcosmo, dobbiamo sempre tenere ben presente questo, che la "realtà fisica", bio/fisioLogica espressa nel nostro codice genetico è 100 volte inferiore rispetto a quella dei nostri "microorganismi simbiontici", ovvero del mondo batterico che vive dentro, e sopra di noi.

Come abbiamo visto nel video, la "Terra", nella sua parte composta di terra, non è meno viva e affollata di quanto lo siamo noi:


"IL TERRENO E' VIVO"
In un grammo di terra vivono 40 miliardi di batteri


Gli esperti consigliano quindi di prendersi cura della nostra mente alimentando i nostri microbi:


ovvero, quella parte del nostro organismo pullulante di vita micro-organica che smentisce la visione "tradizionale" dell'uomo come un blocco unico, omogeneo e costante; in realtà il legame fra i visceri superiori (il cervello) e quelli inferiori è molto più stretto e complesso di quanto ci si possa immaginare. Nutrire i microbi significa ingerire molti enzimi bio-disponibili, che abbondano nella frutta e nella verdura (crude), e in modo particolare alimenti prebiotici e probiotici, rispettivamente:
 "ogni sostanza che, presente nel cibo, non viene assorbita dall'organismo, ma è utilizzata dalla flora intestinale."  (https://it.wikipedia.org/wiki/Prebiotico)
e
organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite.[1]"  (https://it.wikipedia.org/wiki/Probiotico)

--

"Uno dei due migliori mezzi per predire il successo nella vita è l'auto-controllo (l'altro è l'intelligenza). Il Professor Brad Bushman ha studiata l'aggressività umana per oltre 25 anni. L'aggressività spesso inizia dove l'auto-controllo finisce. Bushman parla delle sue ricerche sul collegamento tra i livelli di glucosio (zucchero nel sangue) e auto-controllo. Il glucosio fornisce al nostro cervello il carburante necessario per esercitare l'auto-controllo, compreso il controllo di sentimenti rabbiosi e impulsi aggressivi. La ricerca di Bushman dimostra che quando la gente è affamata, tende anche ad essere arrabbiata e aggressiva, riassunta nel termine “hangry” (hungry+angry) [affamato+arrabbiato, NdT]. Cibi salutari come vegetali, frutta e cereali integrali possono rendere la gente meno "hangry". Anche l'auto-controllo può essere rafforzato, come un muscolo, attraverso l'esercizio.





Brad J. Bushman (Ph.D. 1989, University of Missouri) è un professore in comunicazione e psicologia alla Ohio State University, e professore in scienza della comunicazione alla VU University di Amsterdam. [...] Per oltre 25 anni ha studiate le cause, le conseguenze e le soluzioni al problema dell'aggressività umana e della violenza. Egli è membro del comitato del Presidente Obama per la violenza armata, e ha testimoniato di fronte al congresso degli USA sull'argomento delle violenza giovanile.
Ha pubblicati oltre 170 articoli giornalistici soggetti a revisione paritaria, Secondo Google Scholar, i suoi articoli sono stati citati oltre 25.000 volte. E' stato classificato al secondo posto tra gli studiosi in comunicazione citati su Google Scholar. Nel 2014 ha ricevuto il premio Distinguished Lifetime Contribution to Media Psychology and Technology, dalla American Psychological Association." Etc.
(https://www.youtube.com/watch?v=UOn3zOp8JPE&t=902s)



Ora, non occorre uno scienziato, né tanto meno anglofono, per riconoscere l'ovvia assonanza di "hungry" - affamato - e "angry" - "arrabbiato", anche se in questo mondo-di-parole è impossibile ri-conoscere la radice originaria di entrambi gli aggettivi,  così come dei sostantivi da cui sono derivati, "hunger" (fame) e "anger" (rabbia); ci limitiamo a prenderne atto, sapendo come ciò che consegue ad un calo glicemico provoca spesso dei sentimenti negativi, di malumore e finanche di aggressività. SicuraMente le due cose sono correlate anche nella "realtà" bioLogica umana, e ne abbiamo tutti coscienza in qualche misura.

L'esperimento di Bushman & C., in cui è stata offerta una limonata addolcita con zucchero (glucosio) ad una metà degli studenti, e la stessa bevanda con un prodotto dolcificante (sucralosio) privo di calorie -ma anch'esso sospetto cancerogeno- non solo ha dimostrata la crudeltà imparziale dei ricercatori nei confronti delle cavie umane rispetto ai soliti, poveri roditori, ma ha provato che la assenza di calorie ha generata nei soggetti una aggressività nettamente superiore agli altri, rabboniti dalla dose di zucchero nel sangue.

Tutti gli effetti collaterali di ogni sostanza d'abuso alimentare ingerita regolarmente come "pasto" producono modificazioni fisiologiche disparate, perlopiù imprevedibili (ricordiamo il video nel post precedente e la disparità degli indici glicemici registrati dopo i pasti) e alla luce della conoscenza di una interazione diretta fra i visceri superiori e inferiori, come di quella fra il microbioma e il nostro comportamento, possiamo soltanto immaginare quali e quanti siano quelli che non interessano soltanto il sistema nervoso centrale ma anche quello periferico, e ogni attività metabolica del nostro organismo; nella prospettiva pranica è facile quanto inevitabile concludere che si tratta di uno stato entropico, il quale a lungo andare comporta una grave degenerazione del sistema nel suo insieme e infine il suo collasso, o "morte"; al contrario, nell'oscurità totale che pervade le menti dell'utenza consumatrice globale, troviamo gli amanti (e dipendenti) dei "carboidrati" (e delle gliadine) che si imbottiscono di pane e pasta quotidianamente da sempre, senza che questo trattamento teoricamente disastroso sortisca gli effetti previsti  e/o prevedibili dalla scienza, secondo il principio dell'effetto placebo. Per questo gli orientali dicono che "l'ignoranza è buddha"...

Perché tutto ciò che crediamo "vero" diventa vero, una verità opposta a qualunque falsità di ogni origine e provenienza, che allo stesso modo viene creduta tale. E dunque anche in questo caso è una questione di fede, e tutto sommato questo non ci dovrebbe stupire, dal momento che parliamo di una essenza "spirituale", eterica, immateriale e insensibile, proiettata in una sfera materica dove soltanto l'aspetto sacrale dell'essere (umano) è generalMente trascurato in favore di una mitologia astratta, popolata di personaggi archetipici in grado di ipnotizzare le masse, e di allontanare chiunque dall'unica retta via per ognuno di noi, che è solo la propria, e dall'unica reale conoscenza possibile, che è soltanto quella di sé stessi.

--

Il mattino dopo, Mr. John Duncan‎ condivide questa immagine nel gruppo FB Ancient, Esoteric, and Occult Wisdom:


con la sua spiegazione, che traduco di seguito:

"Questo dipinto, il quale è studiato dai Buddhisti Tibetani è una rappresentazione visiva dei livelli di esercizio mentale, della coscienza, del corpo e dei sensi, nella pratica della meditazione.


L'uomo rappresenta la persona che medita. L'elefante è la mente, così potente quando è domata. La scimmia rappresenta la distrazione.



La corda è il legame della tua mente, con la concentrazione. Quindi per iniziare, la tua concentrazione non è collegata e tu sei facilmente e ripetutamente distratto. Nel tempo e con la pratica, puoi collegare la corda all'elefante, rappresentazione della capacità di mantenere la concentrazione sull'oggetto della fissazione (ad es. il respiro) senza dimenticare. Prova questo come esempio. Concentra la tua attenzione sul tuo respiro durante la meditazione per 5 minuti e vedi quante volte la tua mente ti porta altrove.



L'aggancio è la capacità di osservare che vieni distratto, scaltramente, e di riprendere l'attenzione senza dimenticare.

La tonalità dell'elefante rappresenta l'addomesticazione e il controllo della mente nel tempo con la pratica.

Il tessuto (tatto), il frutto (gusto), la conchiglia (odorato), i cimbali (udito) e lo specchio (vista) sono le distrazioni dei 5 sensi.

Il fuoco rappresenta l'energia e la vivacità della ["gusto per", ndt] meditazione.

I livelli della meditazione sono: 
Asana; Postura, confortevole e rilassata.
Pranayama; il Respiro.
Pratyahara; fermare e calmare la mente.
Dharana; concentrazione su una singola cosa.
Dhyana; Completo assorbimento nella cosa stessa e riflessione interiore profonda.
Samadhi; Estasi."


In merito alle tonalità dell'elefante, rappresentazione della memoria da "domare", che vediamo divenire bianco durante il percorso, leggiamo su Wikipedia Italia sull'Elefante Bianco:

"Storia, religione e credenze asiatiche

Secondo il poema epico Buddhacarita, la madre di Gautama Buddha, la regina Maya, sognò che un sacro elefante bianco le fosse penetrato nel corpo senza provocarle dolore e senza alcuna impurità; quella stessa notte concepì un essere puro e potente. Il fatto che l'elefante provenisse dal cielo, indicava che il nascituro Siddharta veniva dalla Terra Pura del Buddha Maitreya. Neanche quando partorì Maya sentì dolore, ed ebbe la visione che il nascituro Gauthama le era stato estratto dal corpo dagli dei Brahma e Indra.[4] In base a tale tradizione, i buddhisti pensano che un elefante bianco sia indice di fecondità, fortuna e sia da mettere in relazione con un sovrano.Fin dall'antichità, gli elefanti bianchi furono considerati sacri in diversi Paesi asiatici. Nella tradizione induista, il sacro elefante bianco Airavata (ऐरावत) apparteneva alla divinità Indra; aveva quattro zanne e sette proboscidi e trasportava nelle battaglie il sovrano dei Deva, che lo nominò re degli elefanti. Sia Indra che lo stesso Airavata entrarono in seguito anche nelle tradizioni di BuddhismoGiainismo e Taoismo."
"

L'elefante bianco è considerato sacro nelle religioni Indiane, così come il bisonte bianco è sacro per gli "indiani Americani"... Dubito però che noi siamo tenuti nella stessa considerazione da questi popoli "colorati", colonizzati e sottomessi, oppure sterminati dal temibile Uomo Bianco...


..



Il "destino" del blogger, lo scrittore che dal mondo cartaceo è finito in quello informatico, è quello di essere scritto, quale che sia il suo supporto.
Ho scoperto da poco di non essere il solo ad avere visto un Boeing parcheggiato in cielo, e ieri ho scoperto di non esser l'unico ad avere scritta la mia vita; Mr. Philip K. Dick se n'è accorto nel 1978, come racconta in How To Build A Universe That Doesn't Fall Apart Two Days Later
Il testo integrale è stato tradotto in Italiano da un Mike Plato, compreso il titolo: "COME COSTRUIRE UN UNIVERSO CHE NON CADA A PEZZI DOPO DUE GIORNI".
Per Dick si trattò di episodi, eventi particolari vissuti in diversi "momenti"; per il blogger, purtroppo, si tratta dell'intera Storia che rappresento Qui e Ora personalMente.

Ho iniziato a scrivere quello che credevo sarebbe stato "il romanzo della mia vita" in un senso figurato, attorno al 1991/92; un decennio dopo ho constatato il fatto che "in realtà" si trattava del romanzo della mia vita, e non posso far altro che rallegrarmi per non averlo mai terminato. In altre parole, ho soltanto scoperto il senso figurato della mia stessa esistenza.
Di fatto, il mio "libro" consiste di una quantità di schizzi e di alcuni manoscritti, compresi due o tre capitoli iniziali. L'estate scorsa ho ri-conosciute alcune affinità di uno dei protagonisti con quello del serial Twin Peaks 3; il mio protagonista fu ispirato da due personaggi televisivi molto popolari all'epoca, l'agente FBI della serie originale di Lynch, e quello della serie "X-Files". E' la figura dell'investigatore, del ricercatore, che è il mio ruolo Qui e Ora. Come nella recente opera televisiva di Lynch, anche il mio "agente" (ovvero, colui che agisce) aveva un "doppelganger" civile, più o meno inconsapevole della propria identità multipla e polimorfa.
Nel mio libro volevo raccontare i misteri che riguardano i "demoni" e l'"altro mondo" assieme a quelli degli "ufo"; oggi ho una inspiegabile consapevolezza della relazione diretta fra questi due soggetti, ma è un mistero tanto vasto che comprende la mia intera esistenza, come quella di ogni essere umano; dire che questo mistero si limita alla sfera escatologica sarebbe un completo controsenso, dal momento che ciò che consideriamo "vita" ha una qualche sorta di significato solo in relazione con la cosiddetta "morte". Ma questa è una sorta di 'coscienza' che pochi individui sembrano possedere, per quanto ne so. Intanto, notiamo che in quel periodo le due serie TV di maggior successo erano basate su una visione demonoLogica del mondo -quella di Twin Peaks- e una ufoLogica - in X-files- e allora come sempre la mera realtà delle cose, incredibile per il Gentile Pubblico Pagante, e perlopiù indistinguibile dalla finzione, veniva raccontata attraverso i prodotti dell'intrattenimento di massa, mentre le cronache quotidiane narrate dai mass-media sono più spesso delle favolette per compiacere il bambino in noi.

Ci pensavo ieri, rimuginando sul potere della scrittura e sulla mia longeva attività che è contenuta nella videosfera ormai da decenni; che dovrei ricominciare a scrivere qualcosa che riguarda soltanto la mia "realtà", l'unica di cui posso avere una seppur minima conoscenza, così come facevo nel Grande Buco Nero Storico chiamato 'anni '80'. Perché questo è il mio ruolo, ovviaMente; chi scrive per tutta la vita non può che dirsi uno scrittore, per quanto non sia identificato dagli altri con questo titolo; e questo sono "io", quello che nel XXI Secolo è il blogger, una trasformazione imprevista del mio personaggio, sempre più prossimo alla essenza dell'essere umano in una proiezione "esterna" del mio proprio flusso elettrico, di quello che oggi ri-conosco in termini informatici come I/0.
Come ho già scritto altrove il più famoso lavoro di Dick, che fu poi trasformato nel più famoso del regista Ridley Scott, "Blade Runner", deve gran parte del suo interesse al solo titolo: Do androids dream of electric sheep? (Gli androidi sognano pecore elettriche?) si riferisce all'idea del contare le pecore per addormentarsi -ovvero, entrare in un diverso stato di coscienza- ma nessun conta le pecore in sogno, come sembra suggerire il titolo; oppure, forse, si tratta di una immagine speculare, in cui lo stato di coscienza è qualcosa tra la "veglia" e "altro".

Prendiamo ora in considerazione il lemma Wikipedico seguente, che non compare nella versione Italiana della Enciclopedia Libera, e di cui traduco i punti salienti:

"Retrocausalità

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (e gratuita)
La retrocausalità è un concetto di causa ed effetto in cui l'effetto precede cronologicamente la sua causa.[1]
La retrocausalità è primariamente un esperimento di pensiero nella filosofia della scienza basata su elementi di fisica, riguardante la possibilità che il futuro possa influire sul presente e che il presente possa influire sul passato.[2] Le considerazioni filosofiche sui viaggi nel tempo spesso riguardano gli stessi problemi della retrocausalità, così come i trattamenti del soggetto nella finzione, benché i due termini non siano universalmente sinonimi.[1]
Benché le discussioni sulla retrocausalità siano confinate nella scienza di confine o nella pseudoscienza, qualche teoria fisica con la legittimità del mainstream è stata talvolta interpretata come veicolo della retrocausalità. Ciò è stato problematico in fisica poiché la distinzione tra causa ed effetto non è posta al livello più fondamentale all'interno del campo della fisica..[3]

Filosofia

Gli sforzi filosofici per comprendere la causalità si estendono almeno fino alle discussioni di Aristotele sulle quattro cause. A lungo si pensò che un effetto che precede la sua causa fosse una auto-contraddizione innata perché, come discusso dal filosofo del XVIII Sec. David Hume, quando si esaminano due eventi correlati, per definizione, la causa è quella che precede l'effetto.[4]
Negli anni '50, Michael Dummett scrisse in opposizione a tale definizioni, affermando che non esistono obiezioni filosofiche agli effetti precedenti le loro cause.[5] Questa argomentazione fu confutata dal collega filosofo Antony Flew[5] e, più tardi, da Max Black. Il "bilking argument" di Black propone che la retrocausalità sia impossibile perché l'osservatore di un effetto potrebbe agire per prevenire l'occorrenza della sua futura causa .[6] Una discussione più complessa di come il libero arbitrio sia correlato ai problemi sollevati da Black è riassunto nel paradosso Essenzialista di Newcomb.
I filosofi Essenzialisti hanno proposte altre teorie, come la proposta dell'esistenza di "genuini poteri  causali in natura"[7] o dimostrando preoccupazioni sul ruolo della induzione nelle teorie sulla causalità.[8]

Fisica

L'abilità di influenzare il passato è talvolta presa come suggerimento del fatto che le cause potrebbero esser negate dai loro propri effetti, creando una contraddizione logica come quella del paradosso del nonno.[9] Questa contraddizione non è necessariamente inerente alla retrocausalità o ai viaggi nel tempo; limitando le condizioni iniziali del viaggio nel tempo con riduzioni di consistenza, tali paradossi ed altri vengono evitati.[10]
Aspetti della moderna fisica. come la ipotetica particella tachione e certi aspetti independenti dal tempo della meccanica quantistica, potrebbero permettere a particelle di informazioni di viaggiare all'indietro nel tempo. Jan Faye della Università di Copenhagen ha ipotizzato che le obiezioni logiche ad un viaggio nel tempo macroscopico non prevengono necessariamente la retrocausalità su altre scale di interazione.[11] Anche se tali effetti sono possibili, comunque, non dovrebbero essere in grado di produrre effetti differenti da quelli che risulterebbero da normali relazioni causali..[12]

La Teoria assorbitore-emettitore di Wheeler-Feynman, proposta da John Archibald Wheeler e Richard Feynman, utilizza la retrocausalità e una forma  di interferenze distruttive per spiegare l'assenza di un tipo di onde concentriche suggerita da certe soluzioni per le equazioni di Maxwell.[13] Queste onde avanzate non hanno nulla a che fare con causa ed effetto: essono sono semplicemente un differente modo matematico per descrivere le normali onde. Il motivo per cui furono proposte è che una particella carica non dovrebbe poter agire su sé stessa, il che, nel classico elettromagnetismo normale, porta ad una infinita auto-forza..[14]
Feynman, e prima di lui Ernst Stueckelberg, proposero una interpretazione del positrone come di un elettrone che si muova all'indietro nel tempo,[15] reinterpretando le soluzioni della energia negativa della equazione di Dirac. Degli elettroni che si muovessero  indietro nel tempo avrebbero una carica elettrica positiva. Wheeler propose questo concetto per spiegare le proprietà identiche condivise da tutti gli elettroni, suggerendo che "tutti loro sono lo stesso elettrone" con una complessa, auto-intersecata linea di universo.[16] Yoichiro Nambu più tardi la applicò a tutta la produzione e annichilazione delle coppie particella-antiparticella, affermando che "la creazione e l'annichilazione finale delle coppie che può avvenire di quando in quando non è creazione o annichilazione, ma solo un cambio di direzione nella particelle in movimento dal passato al futuro, o dal futuro al passato."[17] Il punto di vista del movimento a ritroso nel tempo è oggi accettato come completo equivalente di altre figure,[18] ma non ha nulla a che fare con i termini macroscopici di "causa" ed "effetto", i quali non appaiono in una descrizione fisica microscopica."
Dell'universo con un unico elettrone leggiamo sempre su Wiki English:
"Il postulato dell universo con un unico elettrone, avanzato da John Wheeler in una telefonata a Richard Feynman nella primavera del 1940, ipotizza che tutti gli elettroni e positroni siano in effetti manifestazioni di una singola entità che si muove avanti e indietro nel tempo."
(https://en.wikipedia.org/wiki/One-electron_universe - Trad. mia)
A prima vista sembrerebbe che tutti questi discorsi sul microcosmo non abbiano nulla a che fare con la nostra realtà quotidiana, ma come abbiamo visto prima in merito alla nostra nemesi bioLogica, o "ossidazione":
"In chimica si dice che un elemento chimico subisce ossidazione quando subisce una sottrazione di elettroni, che si traduce nell'aumento del suo numero di ossidazione.[1] Questa sottrazione di elettroni può avvenire a opera di un altro elemento, che subisce così il complementare processo di riduzione. Il nome ossidazione è stato inizialmente dato alla reazione tra un metallo che si combina con l'ossigeno per dare il corrispondente ossido: il metallo subisce una sottrazione di elettroni da parte dell'ossigeno, poiché quest'ultimo è più elettronegativo di qualsiasi metallo.
La maggior parte delle reazioni di ossidazione comportano lo svilupparsi di energia sotto forma di caloreluce o elettricità.[2]
"
Che tutti questi elettroni "sottratti" agli elementi chimici che costituiscono il nostro organismo tornino alla unicità elettronica ed energetica di questo uniVerso?

...

A proposito di "Coincidenze"
Questa è una foto scattata prima dell'improvviso crollo delle temperature, e delle abbondanti nevicate di questi ultimi giorni:


Come sempre, le "idrometeore" rivelano delle caratteristiche anomale all'occhio attento:






Come sempre, sono pochi a farci caso. (Qualcun altro?)

In merito alle "chemtrails", oggi l'amico Azad Mamedov (ri)pubblica questo su Facebook:


Trad.: "Bario 56 Ba 137.33 
- Alluminio 13 Al 26.982
- I due metalli trovati più frequentemente 
nelle scie chimiche
...
Se pensi che sia tutta una coincidenza
ancora non capisci la MAGIA NERA"

Cosa non è una "coincidenza", del resto?
Per chi non lo conoscesse, il mostro cornuto ritratto qui sopra è:
"Baal (o Ba‘al, dall'accadico “bēlu”: signore, padrone, proprietario) è una delle principali divinità della mitologia fenicia, può essere considerata la figura centrale del mondo religioso dell'antica Ugarit. Per i Cananei dell'Antico Testamento il nome fu ereditato ad indicare sinonimo di dio, e, solamente intorno al XIV secolo a.C., passò a indicare il maggiore degli dèi e il signore dell'universo, e quindi successivamente come falso dio. Con il passaggio al monoteismo giudaico, fu quindi indicato con una statuetta materiale, simbolo della idolatria dell'uomo verso i falsi dei.
Secondo il mito fenicio, la sua residenza fu il monte Casio, antico Sapanu, ed era il tradizionale dio semitico della tempesta, a cui corrispondevano anche il controllo della fertilità e della fecondità. Nella mitologia greca Baal veniva associato al nome di Crono, poi Saturno dai Romani. Baalbek, ora nel Libano, deve probabilmente il suo nome al tempio dedicato alla divinità di cui restano imponenti vestigia. Baal, come molte altre divinità antiche, è stato assimilato come demonio nella religione cristiana."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Baal)
L'apocalisse continua... come ogni giorno.

mercoledì 21 febbraio 2018

Parole e Giorni

A parte l'incontro con la adorabile micia strabica al parco




il mio S. Valentino (15.02) non è stata una giornata "speciale"

Non di meno, in un solo giorno ho fotografato per tre volte un elicottero che passava sopra di me:




e questa 'coincidenza' non sarebbe nulla, se la cosa non si ripetesse quasi ogni giorno, per cui tra le centinaia di foto scattate nei dintorni alcune comprendono un elicottero di passaggio;



spesso a bassa quota



E' vero che una famosa azienda costruttrice di elicotteri dista pochi km da qui, e quindi la loro presenza costante nei cieli non è certo una cosa strana; ma come si può vedere dalle foto, che sono state scattate tutte in diversi punti della città, questi grandi insetti meccanici hanno presa l'abitudine di volare proprio sopra di me, e questo tipo di "combinazione" per qualche motivo mi insospettisce...


--


Questo argomento non ha mai interessato il lettore di VerOrizzonte tanto da intervenire con qualche commento in proposito; non di meno, il blogger è ancora pienaMente convinto che la scienza detta nefologia sia ignorata dalla maggioranza malgrado la sua importanza capitale; una sola occhiata alle "idrometeore" sospese sopra le nostre teste dovrebbe bastare a convincere chiunque del fatto che le descrizioni ufficiali di questi "corpi" e della loro origine non corrispondono alla realtà, e ciò che siamo da sempre abituati a trascurare è l'evidenza di un sistema bioLogico chiuso e controllato.

Pertanto, malgrado l'indifferenza generale a questo riguardo, pubblico di seguito alcuni dei miei scatti più recenti e più interessanti di alcune di queste formazioni; come sempre, sono stati modificati solo i parametri relativi a luminosità e contrasto. I numeri non hanno altro scopo se non quello di raggruppare l'immagine intera con i seguenti dettagli:

1)



2)



3)





4)



5)



6)



7)



8)




9)



10)




11)





12)





13)




Certo, possiamo credere che queste non siano altro che masse di vapore acqueo modellate dai venti; ma se qualcuno mi dicesse che sono panna montata dagli angioletti, oppure anche spiriti maligni, non avrei meno difficoltà ad accettare simili ipotesi. Il motivo per cui delle idrometeore sospese nell'aria dovrebbero assumere certe forme non è per me meno misterioso di quello per cui miliardi di Orientali continuano a mangiare riso brillato e stracotto; io proprio non me lo spiego.
E mentre questo presunto fenomeno naturale resta per me un oggetto di estremo interesse quotidiano, la cui osservazione non manca mai di rivelare particolari incompatibili con ogni descrizione ufficiale, il totale disinteresse dell'utenza oculare mondiale non mi risulta meno inspiegabile...
Esiste un cieco peggiore di chi non vuol vedere; è chi non guarda affatto.

...

Dai tempi in cui leggevo il fumetto Marvel Conan The Barbarian dove la fantasia dell'autore letterario Robert E. Howard l'aveva ridotto a "Hyboriano", l'aggettivo "iperboreo" ha sempre esercitato su di me un fascino particolare; tanto che è vivo ancora adesso.
Incollo qui di seguito l'intero lemma wikipedico:

"Iperborea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Iperborea (pronuncia /iperˈbɔrea/) è una terra leggendaria, patria dell'anch'esso mitico popolo degli Iperborei.
Nei miti della religione greca e nelle dottrine dei loro storici (tra cui Erodoto), gli Iperborei (Ὑπερβόρεoι o Ὑπερβόρειoι, "coloro [che vivono] oltre βορέας") erano un popolo che viveva in una terra lontanissima situata a nord della Grecia. Questa regione era un paese perfetto, illuminato dal sole splendente per sei mesi all'anno. L'appellativo di iperboreo viene riferito da Giamblico nel suo catalogo di pitagorici ad Abaris[1] il quale viene appellato in tal modo anche da Nicomaco[2] mentre Elianoriferisce che, a quanto detto da AristotelePitagora era chiamato dai Crotoniati Apollo Iperboreo[3].

Fonti letterarie sugli Iperborei

Ecateo di Mileto (VI secolo a.C.) colloca gli Iperborei all'estremo Nord, tra l'Oceano (inteso come l'anello d'acqua che la cultura greca immaginava scorrere attorno alle terre emerse come se fosse un fiume) e i monti Rifei.
Ecateo di Abdera (IV-II secolo a.C.), autore di un'opera Sugli Iperborei di cui ci sono pervenuti solo alcuni frammenti, li colloca in un'isola dell'Oceano "non minore della Sicilia per estensione". Su quest'isola, dalla quale è possibile vedere la luna da vicino, i tre figli di Borea rendono culto ad Apollo, accompagnati dal canto di una schiera di cigni originari dei monti Rifei.
Esiodo[4] colloca gli Iperborei "presso le alte cascate dell'Eridano (Ἐριδανός) dal profondo alveo". La cultura greca formulò numerose proposte in merito alla sede geografica di questo fiume e due fonti in particolare ci trasmettono la nozione secondo cui l'Eridano sfociasse nell'Oceano settentrionale: Ferecide di Atene[5] ed Erodoto[6], anche se in seguito venne identificato.
Pindaro[7] colloca gli Iperborei nella regione delle "ombrose sorgenti" del fiume Istro (in greco Ἴστρος, l'attuale Danubio). In un passo del Prometeo Liberato Eschiloricorda la fonte dell'Istro come situata nel paese degli Iperborei e nei monti Rifei; Ellanico di Lesbo[8] e Damaste di Sigeo[9] pongono la sede iperborea oltre i monti Rifei; quest'ultimo, inoltre, ricorda i monti Rifei come situati a nord dei grifoni guardiani dell'oro (si veda a tale proposito il poema di Aristea di Proconneso sugli Issedoni).
Erodoto[10] riassume un poema di Aristea di Proconneso, ora perduto, nel quale l'autore riferiva di un proprio viaggio compiuto per ispirazione di Apollo in regioni lontane, sino al paese degli Issedoni, "al di là" dei quali ci sarebbero gli Arimaspi monocoli, i grifoni custodi dell'oro e infine gli Iperborei, che vivevano in una terra dove il clima era sempre primaverile e piume volteggiavano nell'aria. Bruno Luiselli ricostruisce la posizione degli Iperborei, sulla base di queste indicazioni, come situata in zona uralica.
Per tutte queste caratteristiche idilliache, iperboreo assunse in greco il significato di "felice", "beato".

Iperborea nell'età moderna


Jean Sylvain Bailly(1736 – 1793)
L'astronomo e letterato francese Jean Sylvain Bailly, verso la fine del Settecento, fu il primo autore moderno a tornare a parlare di Iperborea, in alcune tra le sue opere più importanti, tra cui le Lettres sur l'Atlantide de Platon (1779) e l′Essai sur les fables et sur leur histoire (postumo, 1798). Egli unì la tradizione di Iperborea al mito di Atlantide, ipotizzando l'esistenza di un'antichissima civiltà nordica. Bailly, nella sua concezione della storia, sosteneva infatti la tesi secondo cui un'Atlantide Iperborea nordica fosse la civiltà originaria del genere umano, che essa avesse inventato le arti e le scienza e che avesse "civilizzato" i Cinesi, gli Indiani, gli Egizi e tutti i popoli dell'antichità. Egli posizionò questo popolo primordiale nel lontano nord dell'Eurasia, nell'isola di Spitzbergen, nei pressi della Siberia, argomentando che quelle dovevano essere state le prime terre abitabili quando la Terra, originariamente incandescente ed inospitale alla vita secondo le ipotesi paleoclimatiche teorizzate da Buffon e Mairan, aveva incominciato a raffreddarsi. Il costante raffreddamento della Terra le aveva però, successivamente, rese inabitabili e aveva seppellito l'ancestrale territorio di questa civiltà sotto delle lastre di ghiaccio, in modo da perdere completamente le tracce degli Atlantidei, e obbligando i loro discendenti a spostarsi più a sud per colonizzare le altre zone del globo.[11][12][13]
Eppure, sebbene l'antirazzista Bailly non avesse fatto riferimento ad alcun tipo di razza umana, da qui a teorizzare un'origine iperborea della "razza ariana" il passo fu breve. Helena Blavatsky descrisse ne La dottrina segreta una storia fantastica dell'umanità, nella quale Iperborea è rappresentata come un continente polare che si estendeva dall'attuale Groenlandia fino alla Kamčatka e sarebbe stata la sede della seconda razza dell'umanità, giganti androgini dalle fattezze mostruose.
Friedrich Nietzsche ne L'Anticristo dice: "Iperborei siamo - sappiamo bene di vivere al margine. 'ne per mare o per terra troverai il cammino che porta agli Iperborei', già recitava Pindaro di noi. Oltre il Nord, oltre il ghiaccio, oltre la morte- la vita nostra, la felicità nostra..." Si riferisce a se stesso e ai suoi lettori elitari, in quanto già nella prefazione del libro precisa: "Appartiene ai pochissimi questo libro. Non ne è venuto al mondo neppure uno di costoro, forse. [...] V'è chi nasce postumo."
Miguel Serrano, scrittore cileno appartenente al filone occultista neonazista, affermò esplicitamente che Iperborea sarebbe stata la prima casa degli ariani dopo lo sbarco sulla Terra dalla "dimensione del raggio verde", che sarebbe stato possibile grazie a una "fessura cosmica" di Venere. La progenie degli ariani con gli "uomini-bestia" allora presenti avrebbe dato origine all'umanità. Questo tuttavia fece sì che gli iperborei perdessero la grazia originale e che la loro terra sprofondasse dentro la Terra cava, dove, nelle città sotterranee di Shambhala e Agartha, ancora si troverebbero uomini-dei di pura discendenza ariana.
Tra gli scrittori che in una magica terra chiamata "Hyperborea" hanno ambientato le loro storie di fantasia vi sono H.P. LovecraftRobert E. HowardClark Ashton SmithMiloš Crnjanski.

Identificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcune persone[senza fonte] hanno voluto identificare la terra degli Iperborei con un'ipotetica isola che, alla pari di Atlantide, in tempi antichissimi sarebbe stata sommersa (più di 11.000 anni fa), estesa dalle coste occidentali dell'Irlanda alla Groenlandia, comprendendo interamente l'Islanda.
Altri studiosi[senza fonte] hanno identificato Iperborea come l'estremità settentrionale di Atlantide, mentre altri studiosi ancora[senza fonte] con Thule, altri semplicemente con la Scandinavia e il Nord Europa, terre sconosciute e misteriose per gli antichi Greci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giamblico (pag. 921): «Iperboreo: Abaris.». I presocratici, Hermann Diels, Walther Kranz.
  2. ^ Nicomaco (pag. 583, frag. 13): «[A proposito dei prodigi compiuti da Pitagora. Presero parte a questi prodigi Empedocle di AgrigentoEpimenide di Creta e Abaris l'Iperboreo, e spesso anche loro ne compirono di simili. Lo mostrarono con chiarezza le loro opere, e soprattutto i loro soprannomi: quello di Empedocle era "Domatore del Vento"; "Purificatore" era quello di Epimenide, e quello di Abaris "Aerobata"». I presocratici, Hermann Diels, Walther Kranz.
  3. ^ Eliano (pag. 223, frag. 7, tratto dal Varia historia): «Aristotele dice che dai Crotoniati Pitagora era chiamato Apollo Iperboreo.». I presocratici, Hermann Diels, Walther Kranz.
  4. ^ Fr. 150 Merkelbach-West, vv. 21-24.
  5. ^ F 16 a J.
  6. ^ II 115,1.
  7. ^ Olimpiche, 3,13-16.
  8. ^ F 187 b e c J.
  9. ^ F 1 J.
  10. ^ IV 13.
  11. ^ Edwin Burrows Smith, Jean-Sylvain Bailly: Astronomer, Mystic, Revolutionary (1736-1793).
  12. ^ Dan Edelstein, Hyperborean Atlantis: Jean-Sylvain Bailly, Madame Blavatsky, and the Nazi Myth.
  13. ^ David Allen Harvey, The lost Caucasian civilization: Jean-Sylvain Bailly and the roots of the Arian myth.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]


(https://it.wikipedia.org/wiki/Iperborea)



"Mercator: Septentrionalium Terrarum descriptio. Mappa del Polo Nord" (Trad. mia)


Dei misteriosi Monti citati nell'articolo qui sopra leggiamo su Treccani:

"Ripei (o Rifei), Monti (gr. ῾Ριπαῖα o ῾Ρίπαια ὄρη; lat. Rhipaei o Ripaei) Catena di montagne leggendarie che gli antichi ritenevano cingesse da N l’Europa, talvolta facendone la sede di Borea. Alcuni antichi, come Strabone, ne negavano l’esistenza: altri le identificavano con le Alpi (Posidonio), le cercavano alla sorgente del Danubio (Pindaro, Eschilo) o nella Scizia (Aristotele)."
(http://www.treccani.it/enciclopedia/monti-ripei/)

E dalla stessa fonte viene quest'altra definizione:

"Iperborei

Enciclopedie on line

Iperborei Presso gli antichi Greci, popolo mitico, localizzato da Erodoto nell’estremo nord del mondo abitato. Gli I. erano considerati un popolo privilegiato, caro ad Apollo che, subito dopo la nascita, si sarebbe recato presso di loro sopra un carro tirato da cigni. Leggende più tarde rappresentarono il paese degli I. come una specie di replica delle isole dei beati.
Già anticamente l’aggettivo iperboreo era usato in denominazioni geografiche, per indicare regioni settentrionali; in particolare: Monti Iperborei furono detti i Monti Ripei della Sarmazia, e Oceano Iperboreo il mare a N dell’Irlanda."
(http://www.treccani.it/enciclopedia/iperborei/)

Per il neo-geocentrista del XXI Secolo, il concetto di "Iperboreo" ovvero, secondo Google:

"iper-
  1. Prefisso di composti, derivati dal greco o formati modernamente, col sign. di ‘sopra’, ‘oltre’ (per es. iperboleiperuranio ); talvolta indica superiorità spaziale, quantitativa o qualitativa ( ipersensibile, iperemia ), talaltra è in alternanza con super- ( iperalimentazione = superalimentazione )."
e

"boreale
bo·re·à·le/

Dal lat. tardo borealis, der. di borĕas ‘vento di tramontana’ •sec. XIV." 
(https://www.google.it/search?q=boreale+significato)

è quanto di più prossimo a quello di "extraterrestre".
Ma se consideriamo invece l'umanoide, il terrestre medio, vediamo che qualunque cosa al di fuori della sua propria logosfera è a tutti gli effetti extra-terrestre. Come l'Iperborea.

Anche in questo caso sono le mie memorie oniriche a guidarmi nella ricerca, dal momento che non mi sono mai interessato particolarMente alle saghe Nordiche e ai loro pittoreschi personaggi, e non di meno per qualche motivo mi ci sono ritrovato in mezzo, durante una enimmatica fuga notturna di cui al risveglio non rimasero altro che parole. Come tutto il resto. 
Questo frammento mnemonico mi basta per ri-considerare l'idea di un mondo extra-terrestre, o iperBoreale, nella mia nuova filosofia geo-metrica e cosmoLogica, perché la realtà vissuta sognando ha sempre avuto per me un significato speciale, a differenza di quella vissuta durante la così detta veglia.

--

E' trascorso quasi un decennio, da quando ne scoprii l'esistenza; allora credevo seriaMente -ma anche spensierataMente- di vivere su una Grande Palla Rotante sospesa nel vuoto; oggi ho un'altra visione delle Cose, in un certo senso più realistica, e non di meno l'immagine compare ancora nell'Atlante delle Immagini scattate dall'Apollo 13 sul sito Lunar and Planetary Institute uguale ad allora.
E' soltanto una foto fra le tante, nel grande album NASA, archiviata con la sigla AS13-61-8865Eccola:

https://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/images/print/AS13/61/8865.jpg
Anche la didascalia che l'accompagna è rimasta la stessa:

Description:LUNAR DISC WITH BRIGHT DISC PARTIALLY COVERING MOON

Ovvero: 
"Descrizione: DISCO LUNARE CON DISCO BRILLANTE CHE COPRE PARZIALMENTE LA LUNA"

Nel frattempo nessuno hai mai posta pubblicamente la domanda su cosa dovrebbe essere quel "disco brillante" davanti alla Luna, e tanto meno su ciò che sembra essere un riflesso oscurato della Luna stessa,  di sfondo, allineato sullo stesso asse degli altri due. Si direbbero tre livelli o strati dello stesso disco, con tre diversi gradi di luminosità.
Quello che vedo qui sopra potrebbe in qualche modo spiegare il fenomeno delle "eclissi", se il disco sovrapposto a quello lunare non fosse "brillante", ma spento... Certo è che in nessuna circostanza ho visto un simile fenomeno ad occhio nudo, e non mi risulta che esistano altre fotografie che ritraggono qualche altro disco più o meno luminoso posto davanti a quello "lunare". In astronomia non si menziona nulla di simile in nessun testo, mai; non è previsto alcun "disco brillante" nei dintorni della Luna; e non di meno, questo è quello che vediamo ritratto da qualche "astronauta" ad una quota abbastanza alta da offrire una visione completamente diversa delle cose, e descritto da una didascalia a dir poco enigmatica. Per non dire (ancora una volta) chutzpah.





Da un simile punto di vista privilegiato è possibile vedere il modo in cui lo stesso disco lunare che dalla Terra, durante una giornata tersa, appare semi-trasparente, mentre di notte sembra invece irradiare luce propria; quello che visto dal basso appare come un unico disco è in realtà un effetto dato dalla sovrapposizione di tre dischi, e cambiando sensibilmente il punto di vista, elevandolo ad una certa quota, e spostandosi dal centro della "Terra" di un certo grado, otteniamo un quadro meno misterioso; a mio parere questa immagine NASA "rivela il trucco" della Luna che forse non è "olografico", come sostiene qualcuno, ma analogico, ottico. Per non dire manufatto.
Esistono molte teorie sulla reale natura della Luna, nessuno dei teorici è in grado di provare empiricamente la propria, così come nessun eliocentrista può provare il moto assiale della Terra, o la sua supposta sfericità; la "Apollo 13" è una missione del 1970, pertanto questa è una evidenza ben stagionata, prodotta in un'epoca lungi dalla tecnologia digitale e dalla computer graphics, e quindi se non si tratta dell'ennesimo artefatto Made In The USA, potrebbe essere il prodotto di una Potenza ancora più Super di quella, ma riconoscibile in quanto tale.

E un'altra domanda che sorge osservando le stelle tutte attorno è: perché questa fotografia è mossa?

--


Quando accadde a me, nella seconda metà del decennio scorso, credetti di avere assistito ad un fenomeno unico e irripetibile. Non è così, come posso constatare dal video di Affected Collective su Youtube:



Anche in questo caso possiamo credere a qualunque spiegazione "scientifica"; non dimentichiamo però che secondo la "scienza" questa Terra è una trottola rotante nel vuoto.

--

"Questi fatti faranno esplodere la vostra mente", come dice il titolo... oppure invece, no?


Colgo l'occasione per ripetere il confronto proposto nel video, fra le antiche riproduzioni dell'arte divina che si eleva al di sopra delle bassezze terrene, o "archi-tettura", i cui misteri sono custoditi dai guardiani del sapere esoterico, gli antichi tagliatori di pietre, o Frammassoni, con il loro emblema composto proprio degli strumenti del Grande Architetto, squadra & compasso.

 Qui vediamo il Pantheon di Roma con la sua famosa cupola, considerata non per caso "miracolo" architettonico:

113-104 d.C.
Wikipedia -- CC0
"l'interno della cupola"

Secondo Wikipedia, e come si potrebbe dedurre dal nome stesso, il Pan-theon è un "tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future".
E non a "dio"

Segue la cupola per antonomasia, "er cupolone" della Basilica di S.Pietro in Vaticano:

1506

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2d/StPetersDomePD.jpg
Di Attila Terbócs - Made by Pasztilla, CC BY 2.5
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1597493
"La cupola di Michelangelo vista dall'interno della basilica"

ricordando che S.Pietro è il custode delle "chiavi del paradiso", ovvero del Cielo;


Un esempio più antico, degno di nota anche per la sua bellezza esotica è quello della 


1185
Di Leandro Neumann Ciuffo - Catedral de Palermo - Zoom:1, CC BY 2.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28378903


con la sua brava cupola oculata:


Immagine: Dreamstime.com

quindi il Campidoglio (United States Capitol) di Washington:

1793 - 1827
(La cupola 1851 - 1865)

"Scorcio dell'esterno"

"Interno della cupola"

Che merita un appunto: "Il peso totale della struttura in ghisa ammonta, secondo i documenti ufficiali, a più di 4000 tonnellate." Pensate che qualcuno oggi sarebbe in grado di ri-fare una cosa simile?


Infine, il moderno mostro del CERN, lo "spazio espositivo" che rappresenta chiaraMente lo spirito scientifico moderno: infatti il "Globo della Scienza e dell'Innovazione" NON è un globo, così come NON lo è la Terra:

Di Tryfon Kar - Opera propria, CC BY-SA 3.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23051085

(Trad. mia)

A questo punto il mio lettore potrebbe già essersi immaginato, se non l'ha mai visto prima, l'interno di questo globo non-globulare:


"Globo della Scienza e dell'Innovazione del CERN a Ginevra 
- Vista interiore"
(Trad. mia)

Tutti questi edifici sono caratterizzati da una cupola con un oculo alla sua sommità; sempre secondo Wikipedia, "Per oculo si intende, in architettura, una piccola apertura di forma circolare oppure ovale,[1] a volte anche solo dipinta, a scopo decorativo."
E non voglio insistere troppo sulla sconveniente quanto ovvia assonanza riguardo il concetto dello sfintere visto nel post prec., ma sarebbe anche piuttosto difficile ignorarla da che si tratta di qualcosa chiamata -ahimè- oCulo. Che significa occhio in Latino e non di meno, come si è visto prima, l'occhio umano è dotato di (almeno) due sfinteri concentrici, dell'iride e della pupilla.

Dunque abbiamo modelli colossali, prestigiosi, di fama millenaria e universale, riprodotti nel corso nel tempo, di una volta, o cupola emisferica con un "oculo", un buco al suo culmine; certo si potrebbero tutti riferire all'occhio umano, così come il famoso "Occhio della Provvidenza"; ma conosciamo il principio generale per cui il disegno della Grande Chiesa, la basilica che il Wikizionario dice essere "

" (dedicato quindi alla regalità e non alla divinità) è quello del microCosmo rispetto al macroCosmo, una riproduzione in scala della vera cosmoLogia "esoterica", con il piano terrestre a cui è sovrapposta la volta celeste (nell'emblema massonico, la squadra per disegnare la linea dell'orizzonte della Terra, il compasso per il Cielo).

Ne consegue che il "cielo" deve possedere una uscita, un passaggio che si apre nel contempo fra il mondo spirituale e quello materico,  fra il mondo delle idee e quello fisico.
 Il fatto che esso sia stato riprodotto per lungo tempo all'interno degli edifici sacri, con una apertura  non meno inaccessibile di quella celeste per ogni singolo utente ecclesiastico e per tutti loro, e poi ricostruito in chiave "profana" negli edifici del governo e del mondo scientifico -o scientistico- alla stessa stregua, è una realtà antica, monumentale e inconfutabile che non si dovrebbe trascurare per comprendere l'evoluzione del potere occulto sulle masse della popolazione. Oggi il Vaticano possiede alcuni dei più potenti telescopi mai costruiti, e che uno di essi si chiami in effetti Lucifer, o meno, resta l'interrogativo riguardo il reale interesse della chiesa e il fine pratico di simili strumenti che sappiamo essere operati dai Gesuiti.
Del resto, gli stessi telescopi sono spesso contenuti in edifici dalla struttura molto significativa:

Immagine: SlidePlayer


Questo seguente video straordinario di Mr. Crrow777 su YouTube ci dimostra che c'è in ballo qualcosa anche a mezz'aria, tra il fondo e l'Altissimo, anche se l'azione è troppo veloce e troppo lontana per essere notata dal terrestre medio:



.
.
.


Il calcolo del tempo è "il tempo" stesso; da che sorge il Sole impiega un certo periodo per spostarsi da Est a Ovest, e la Luna percorre il suo tragitto in un certo "arco" di tempo che corrisponde nella realtà all'arco che disegna nel cielo; soltanto per chi osserva questi eventi cronoLogici, con la capacità di dividerli in particelle numerali e numerate come i minuti primi e secondi e le ore,  esiste qualcosa come "il tempo"; altriMenti si tratta sempre e soltanto della stessa scena replicata all'infinito, per l'eternità: il Sole si alza sopra l'orizzonte, ad ogni alba ri-sorge creando un "giorno", la Luna sale e scende ripercorrendo la sua rotta durante ogni notte; luce e buio, giorno e notte, si ripetono da sempre e per sempre sul palco-scenico terreno; la scena viene rischiarata e oscurata puntualMente, continuaMente; i grandi luminari non hanno altro da illuminare se non questo fondo, come leggiamo nella "Bibbia", essi sono stati creati per fare il giorno e la notte. Il concetto del tempo non esiste quindi nella realtà cosiddetta naturale di questo mondo, e per questo il mostruoso demiurgo Abrasax, l'anguipede con la testa di gallo il cui valore numerico è 365, rappresenta il nemico dell'uomo, e l'avversario della realtà eterna e immortale di questo mondo che gli appartiene.

I Maya non avevano calendari di un "anno" di 365 giorni, ma -Wiki docet:

"...un calendario molto elaborato,[1] basato su più cicli di durata diversa:
  • il ciclo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni.
  • il ciclo Haab aveva una durata di 360 giorni, più i "cinque giorni fuori dal tempo".
  • il Lungo computo indicava il numero di giorni dall'inizio dell'era maya.

"

E' solo un esempio famoso, degli svariati computi del "tempo" dalla sua alba ad oggi; con i loro periodi dai nomi esotici, i favoleggiati Maya non se la cavavano certo peggio di noi nelle misurazioni, e il valore delle loro esistenze non era inferiore al nostro in conseguenza del valore che essi attribuivano ad una certa quantità di "giorni". (Anche se calcolando la durata di una esistenza umana secondo un simile calendario si potrebbero ottenere delle vite di durata straordinaria per la moderna utenza temporale, come quelle dei più antichi protagonisti dell'Antico Testamento.)

Nell'anno degli antichi Egizi "Ogni stagione comprendeva quattro mesi da trenta giorni ciascuno. Inoltre ogni mese era suddiviso in tre decadi."; e anche quest'altra "civiltà delle piramidi" sarebbe durata per lunghissimo "tempo", seppure  misurato in modo differente.

L'idea "tradizionale" della fisica moderna di un insieme spazio-temporale corrisponde ad una realtà trascendente in cui tutto ciò che esiste, ciò che è materiale, può possedere le sue proprie qualità fisiche soltanto all'interno della dimensione cronoLogica, lo "spazio" così detto non potrebbe essere altrove se non in un  cosiddetto "tempo", e dunque questa dimensione ideale, e intangibile, che si realizza ed è in effetti creata soltanto attraverso l'artificio dei calendari e degli orologi umani, rappresenta l'unica realtà che si possa assimilare ad una essenza spirituale, componente nel suo insieme della eternità, e dunque della immortalità vissuta Qui e Ora.




Un ritaglio da Demian di Herman Hesse (Google Books):


--

L'INSERTO ENIGMISTICO
di oggi è offerto da Raw Memes:


Trad.: "se i soldi sono la 
radice di tutti i mali,
perché li chiedono in chiesa?"


Abbiamo altri millenni per pensarci... Una eternità! Nel frattempo non credo che la questua verrà eliminata dal Rito della Messa In Scena.

--

Lo sanno anche i sassi ormai --e anche Wikipedia: "Nel pantheon vedico Dyauṣ Pitā (द्यौष् पिता) o Dyauṣpitṛ (द्यौष्पितृ) o Dyaus Pitar è il Padre Cielo";

Dyaus Pitar è stranaMente simile a Deus Pater, e come leggiamo su Wiki English:

"
Dyēus (anche *Dyḗus Ph2tḗr , scritto talvolta dyēws) si crede essere stato la deità principale nelle religioni delle società Proto-Indo-Europee preistoriche. Parte di un ampio pantheon, egli fu dio del cielo illuminato a giorno, e la sua posizione potrebbe riflettere la posizione del patriarca o del monarca in società.
Questa deità non è attestata direttamente; piuttosto, gli studiosi hanno ricostruita questa deità da lingue e culture dei popoli Indo-Europei come i Greci, i Latini e gli Indo-Ariani. Secondo questa ricostruzione ci si riferiva a Dyeus come a Dyeu Ph2ter, letteralmente "padre cielo" or "padre brillante", come si riflette nel Latino IūpiterDiēspiter, probabilmente Dis Pater e deus pater, Greco Zeu pater, Sanscrito Dyàuṣpítaḥ. Mentre i pantheon delle mitologie individuali correalate alla religione Proto-Indo-Europea evolveva, gli attributi di Dyeus sembrano stati essere ridistribuiti tra altre deità. Nella mitologia Greca e Romana, Dyeus rimase il capo degli dei; invece nella mitologia Vedica la continuante etimologica di Dyeus divenne un dio molto astratto, e i suoi attributi originali e il dominio sugli altri dei sembrano essere stati traferiti in dei come Agni o Indra."

Pertanto, questo padre/capo di tutti gli dei è in effetti un artefatto linguistico.
E ancora, dallo stesso lemma:

"Come sostantivo comune

Il nome di Dyēus significa probabilmente anche "il cielo diurno".
  • In Sanscrito come div- (nominativo singolare dyāus con vrddhi), il singolare significa "il cielo" e il plurale significa "giorni".
  • La forma accusativa *dyēm diviene in Latino diem "giorni", che più tardi portò ad un nuovo nominativo, diēs. il nominativo originale sopravvive come diūs in alcune espressioni.[8]
  • Il Finnico taivas, L'Estone taevas, il Livoniano tōvaz etc. (dal Proto-Finnico *taivas), significante "paradiso" o "cielo," sono probabilmente radicate nella parola Indo-Europea. I vicini Baltico Dievas o Germanico Tiwaz sono tra le fonti possibili, ma l'Indo-Iraniano *daivas si accorda meglio ad entrambe le forme e significati. Origini simili sono state proposte per le famiglie di parole rappresentate del Finnico toivoa "sperare" (originariamente "pregare dagli dei").
  • L'antico Irlandese día può significare sia "Dio" che "giorno"; questo porta all'Irlandese moderno dia e  rispettivamente.[9]

" (https://en.wikipedia.org/wiki/Dyeus - Trad. mia)

Il Latino Iupiter è appunto Giove, il quale pure contiene la Sacra Sillaba che accomuna tutti i padreterni: "IO" (I/0); anche giocando ogni giorno colle parole, il blogger non aveva mai considerato ciò che scrive oggi Mr. Phil Harris su Ancient, Esoteric, and Occult Wisdom:



"Jupiter/Zeus è anche chiamato Giove? Suona come Jehovah-YHVH"

(Trad. mia)

Mi chiedo quanti altri NON ci avevano mai pensato, come me...?

E' strano che dopo avere scritto proprio oggi di Abraxas/365 (V. sopra) questa sera io legga su Facebook del duplice significato di dyāus in Sanscrito come "cielo" al singolare e come "giorni" al plurale?
Più che strano, è improbabile, inverosimile, incredibile; e infatti è proprio ciò che è accaduto...

Il gioco di parole non finisce mai, nel mondo in cui ogni cosa è una parola, e dove esiste una parola per (deFinire) ogni cosa; infatti in Inglese il giorno è day, plurale daysche è senz'altro più simile a Dyaus del nostro "giorni"; non di meno, anche il giorno Italiano contiene il solito "IO"...
Infine, non dimentichiamo che il sinonimo di giorno "", ovviamente simile a "dio", per quanto non sia più molto in voga nel parlare comune è sempre e comunque il suffisso dei giorni settimanali, da lune a vener... Poi è festa per tutti tranne che per gli dei antichi, che sono nominati per cinque giorni 
(


  • dies Lunae
  • dies Martis
  • dies Mercurii
  • dies Iovis
  • dies Veneris

  • di fila, sostituiti poi dal giorno del riposo ebraico (Shabbat /sabbatum) e quindi dall'unico giorno femminile; sul Wikizionario leggiamo la sua etimologia:

    "dal latino dies dominica cioè "giorno del Signore" che significa "giorno dedicato a Dio"
    Il Pianigiani concorda:


    (http://www.etimo.it/?term=domenica)

    Ma perché la "dominica" non sia chiamata "dominedì", è parte del mistero... Il fatto che sia un nome femminile dovrebbe suggerire qualcosa.

    Nel '98 il papa scrisse una lettera dedicata al "giorno santo" della settimana; la intitolò appunto "Dies Domini", e non "Dies Dominica"... Potrebbe mai essersi sbagliato???

    --

    Mercoledì mattina... L'"aroma" del caffè dalla cucina... Perché oggi quell'odore mi disgusta tanto, dopo averlo bevuto per più di tre decenni? Perché adesso preferirei bere l'acqua di una pozzanghera invece di un caffè? Un indizio viene da Facebook:



    "Allora qual'è il motivo della Menzogna sul Caffè? Pensate al governo e come governare una popolazione dal cervello danneggiato sia più facile che non il governare una popolazione sana. Iniziate da qui e unite i puntini"
    Il CAFFE' produce il CAOS nel vostro CORPO!
    "10 Fatti Poco Noti Sul Caffè
    1. La caffeina è un alcaloide che le piante di caffè usano per uccidere gli insetti, che mangiano i suoi semi. La pianta del caffè usa la caffeina anche nelle fave per uccidere le piante attorno, così la pianta del caffè può avere più luce solare e diventare più grande. La caffeina è un pesticida, che causa la morte genetica delle cellule con cui viene a contatto.
    2. Le immagini delle risonanze magnetiche prese prima e dopo 1 tazza di caffè mostrano una diminuzione del flusso sanguigno al cervello del 45%. http://abcn.ws/2ipmLj7
    3. Gli studi basati sulla risonanza magnetica dei bevitori di caffè dimostrano che essi presentano la stessa degenerazione dei loro cervelli pari a quella degli alcolisti cronici, dei fumatori di sigarette, dei malati di Parkinson e dei consumatori di marijuana. http://dailym.ai/1qjSqi0
    3. Il caffè può provocare un movimento intestinale perché in questo modo il corpo cerca di eliminare il veleno dall'organismo.
    4. Il caffè aumenta l'energia attraverso il contrasto della risposta metabolica, perché il corpo è spaventato dal veleno a base di caffeina
    5. Quando si attiva questo contrasto ["fight and flight", NdT] nel corpo, i centri di più basso QI nel cervello sono attivati così come i sistemi ormonali che controllano aggressività, violenza, decisioni irrazionali e illogiche, gelosia, rabbia, paura e paranoia.
    6. Quando misurato, 1 caffè attiva la risposta "fight and flight" per 3 settimane consecutive, anche se non si consuma altra caffeina dopo quella tazza di caffè.
    7. Quando il caffè (caffeina) viene consumato, la zona limbica del cervello diventa iperattiva e i centri superiori dell'apprendimento sono inibiti. La parte limbica del cervello è interessata solo a sesso, riproduzione, protezione del territorio, ricerca di cibo e sicurezza personale. La porzione limbica del cervello è la porzione più primitiva e meno sviluppata del complesso mentale.
    8. La pillola anticoncezionale inibisce lo smaltimento della caffeina ingerita. L'effetto è aumentato drammaticamente dall'uso di alcol o antidolorifici, e causa quindi molti casi di intossicazione da caffeina, che vengono trattati come altre cose quando la persona raggiunge l'ospedale.
    9. E' stato provato che il caffè causa ingrossamento della prostata, ansia, insonnia, depressione, difetti cerebrali, sindromi dolorose, respirazione innaturale, danni cerebrali, iperattività, difetti cognitivi (causati dal danno cerebrale) disordini comportamentali, affaticamento, alcuni tipi di cancro, malattia di Crohn, sindrome dell'intestino irritabile, coliti, malattie cardiache, sindrome premestruale, aumento della tendenza a subire danni a muscoli e tendini, dolori articolari... e la lista continua.
    10. Una investigazione condotta dall'autore del libro più esaustivo sul caffè mai scritto riprende quasi tutte le ricerche scientifiche sul caffè e la sua conclusione è che non esiste assolutamente alcuna prova scientifica che il caffè produca qualche beneficio sul corpo umano, a nessun livello, in nessun modo. Egli afferma apertamente che ogni promozione positiva del consumo di caffeina è una spudorata bugia, che danneggia gravemente la nostra intera società. L'autore lo scrive nel libro a questo link. http://amzn.to/2ljosiy Quanti coffee shops hanno aperto nella vostra città negli ultimi 20 anni?
    [,,,]
    ~ Jason Christoff ~
    "
    (Trad. mia)

    In Italia abbiamo la antica e famosa tradizione dell'"espresso", esportata in tutto il mondo; inutile a dirsi, l'espresso è un concentrato di caffeina, della quale la stragrande maggioranza dei consumatori abituali non conosce i potenziali rischi. 
    Sembra che il rilascio lento della caffeina presente nel tè verde, in part., assieme ai noti effetti antiossidanti, ne limiti i danni... e non di meno, dopo un lungo periodo di astinenza ho potuto ri-conoscere il potere di questa intossicazione su di me, ricominciando a berlo quotidianamente...
    Ma ne vale davvero la pena? E' una domanda valida per ogni cosa, ma sicuramente io preferisco non sentire nemmeno l'odore del caffè, finché posso farlo.
    E' un esempio che consiglio al mio lettore di seguire, dal momento che la consapevolezza della dipendenza da qualunque sostanza d'abuso è data soltanto dalla astinenza e dai suoi sintomi; così come per la gliadina nel glutine (che per me è tutt'ora un vizio di sostegno, con la scusa delle fibre); occorre proprio smettere di "farsi" di qualcosa per constatare il suo potere sulla nostra mente, non c'è altro modo. Ed è strano che la mia bevanda preferita dall'adolescenza fin oltre i quaranta oggi sia per me l'opposto di una tentazione... Così come non lo  è più lo zucchero, che anche nella versione più genuina -o meno tossica- del prodotto integrale biologico non fa più parte dei miei desideri quotidiani... per il semplice motivo che oggi ne posso avvertire immediatamente gli effetti collaterali indesiderati, per quanto difficili da descrivere. Direi che in generale certa roba provoca malessere.
    Per non parlare dell'alcol...
    L'esperimento consiste di questo, smettere l'uso di qualunque cosa potenzialmente dannosa per un certo periodo, abbastanza da non sentirne più il bisogno; è possibile allora comprendere se esiste un vero 'bisogno' di quella sostanza particolare, e per quanto mi riguarda a questo punto basta riprovarci, proprio come ho fatto io. Una sola birra dopo qualche mese da astemio mi ha provocato uno svenimento, lo zucchero tende a darmi l'emicrania, e un senso di "ansia" che mi lascia immaginare cosa stia combinando al mio sistema nervoso... una sensazione spiacevole in ogni caso, che è il contrario di quello che si vuole ottenere da una droga.
    Con il caffè, come ho detto, non ci provo nemmeno perché mi basta l'odore. Quello che durante l'infanzia era un odore (e quindi un sapore) troppo strano per attirarmi è tornato ad essere minaccioso e repellente come lo era allora, malgrado i decenni di caffeinomania sfrenata di mezzo; si capisce subito che "qualcosa puzza" in questa faccenda. Non credo che mi farei dei problemi a riprendere il vizio -che non è considerato come tale da nessuno, così come l'alcol e lo zucchero- se soltanto ne avessi voglia; il caffè è "vegan",  ed è legale. Ma anche senza leggere il post di Mr. Guyette, in questo caso la voglia è proprio quella che manca, e tanto mi basta. Ho deciso di darmi retta, una buona volta, perché alla fine pur non sapendo nulla sono la persona che mi conosce meglio di tutti; malgrado tutto.