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domenica 28 aprile 2019

Non è un buon giorno per morire

La nona configurazione (di W.P. Blatty, 1980), che ho rivisto oggi per curiosità, decenni dopo la prima visione, è un film quantomeno insolito, con una sequenza onirica in cui due falsi miti -l'antico e il moderno- vengono mostrati nella stessa inquadratura. Questa:


Non mi è difficile capire perché questo film sia caduto nel dimenticatoio, e non lo consiglio al lettore cinefilo, ma voglio ribadire il concetto che ormai da anni porto alla sua attenzione, con la solita scena che qui vede protagonista l'uomo (Jason Miller) ricordato da tutti come il prete ne L'Esorcista (di W. Friedkin, 1973) sceneggiato e prodotto dallo stesso Blatty e tratto dal suo romanzo omonimo del '71:





Possiamo credere che un mucchio di attori ameriCani siano fedeli Induisti e praticanti dei mudra con fervore maniacale; oppure anche napoletani particolarmente superstiziosi... Ma io dubito che sia così.

...

Oggi è "pasquetta", e in questi giorni è impossibile sfuggire alla morsa di ipocrisia religiosa -talvolta rumorosa- dei cristiani; i cristiani in genere non conoscono il concetto antico del christos, che appartiene di diritto alla tradizione esoterica, e una buona parte è convinta dell'esistenza del personaggio storico chiamato Yeshua dagli ebrei, e maccheronizzato in "Gesù"; il simbolismo di questo personaggio, definito "parodia del Sole" da Mr.Thomas Paine nel '700, appare essere ancora più oscuro per la maggioranza cristiana, che ignora pure le ammonizioni bibliche sull'adorazione dei simulacri divini (come il macabro crocefisso) e insiste nel riprodurre e diffondere l'immagine a tutti noi tristeMente nota, di un uomo bianco, barbuto e capelluto, che secondo qualcuno fu ispirato alla figura di Cesare Borgia
Ne scrivo dopo aver letta questa image macro del gruppo Christian Gnosticism:


Trad.: "Wikipedia: Il termine "semita" indica il membro di uno dei vari antichi e moderni popoli di lingua Semitica originari del Medio Oriente, compresi gli Ebrei (Israeliti, Giudei e Samaritani), Bahrain, Maltesi, Siriani e Arabi. -- Gesù era un Ebreo che visse 2000 anni fa in Medio Oriente.Assomigliava molto (lett. "un inferno" in Ingl., ndt) di più a questo [sx] -- che a questo [dx]Il 99% della gente non si mosse mai più di forse 100 miglia dal loro luogo di nascita in vita loro - nessuno sapeva come apparisse un Giudeo Medio Orientale, compresi i pittori, che inventarono Gesù Bianco così che fosse più facile per la gente identificarsi con il Cristo. Esatto. Gesù Bianco è fanfictiom."(Link aggiunto =)

Si potrebbe dire ugualMente che "Gesù" (Yeshua) stesso è fanfiction degli eliolatri che ufficialMente non sono più gli "ebrei"(termine che di solito definisce gli AshkeNazi) i quali pure nella videosfera attuale sono radunati idealMente e telematicaMente nel sito intitolato a Shamash
Fatto curioso, anzichennò. 
Il personaggio del "Gesù" ha soppiantato il concetto filosofico del Christos da cui fu originato, grazie agli "insegnamenti" "cristiani", e in questo si riassume il disastro religioso moderno.
Ma in effetti adorare direttaMente la Fonte Energetica Visibile che rende Visibile e alimenta il sistema bioLogico è fuori moda ormai da tempo, perché è troppo logico; sembra che soltanto io adori il Sole, perché lo adoro quando posso espormi ai suoi raggi vitali... 
In effetti molti lo adorano a questo modo, dorandosi durante la bella stagione; ma è quel tipo di adorazione che si limita alla superficie, come l'abbronzatura.
E basta scrivere, perché per me è tempo di sottomettersi all'adorabile luminare.

...


"17 minuti fa" Mr. Hans Fima ha commentato il post di cui sopra con questa meme che dice tutto:


Trad.: "Come la gente bianca pensa che io appaia
Come la gente araba pensa che io appaia
Come la gente nera pensa che io appaia
... Come appaio veramente"

Il fatto che questa appaia sul mio blog il giorno dopo Pasqua dovrebbe dare un ulteriore significato alla meme.

Il motivo per cui incollo qui le figurine del personaggio solare dei cristiani è l'intuizione di tipo alimentare che mi ha colto qualche giorno fa: si tratta di un cereale definito "biondo", come riporta il Treccani:

"il b[iondo]granole b[ionde]messi"

e da questo potrebbe derivare il paradosso del personaggio medio-orientale, dalla pelle bianca e il capello d'oro; il suo mito contempla il "miracolo" della transustanziazione, con cui si definisce
"la totale conversione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo"

e infine il suo nome, o meglio il suo titolo di (più) antica memoria, maccheronizzato in Cristo, che è quello di cui leggiamo ancora su Treccani:

"[lat. Christus, gr. Χριστός, da χριστός «unto», a sua volta traduz. dell’ebr. māshīah  cioè «unto (del Signore)»]"


Allora, parliamo di un dio, o di una focaccia?

La mia intuizione riguarda la narcoproteina del glutine, la gliadina, che produce nel contempo un effetto pseudo-oppiaceo nella mente del consumatore, inibendo il flusso sanguigno diretto alla corteccia frontale, e attiva assieme ai recettori oppioidi il sistema immunitario che produce i poco noti anticorpi anti-gliadina.
In questo modo il "buon pane" possiede il consumatore dall'interno, interessando le sue funzioni vitali ad un livello viscerale, oltreché neuro-gastroenteroLogico... che può essere la stessa cosa, ma non letterariaMente. Si può parlare di effetti psicotropi, la cui potenza nessuno di noi è in grado di valutare, data la nostra longeva abitudine alla sostanza; e non di meno chiunque è in grado di farsene un'idea (come ho fatto io) astenendosi per qualche tempo dal consumo di farinacei. 
Forse ho già avanzata questa ipotesi altrove, ma la biondezza era esclusa dal quadro sinottico, mentre ricorre in una quantità di quadri pittorici; anche il mais potrebbe essere definito un grano "biondo", e di fatto il mais è assimilato alla deità chiamata Cinteotl nel pantheon Azteco:

"Centeotl per come raffigurato nel Codex Borgia."

Non saprei dire se fosse biondo o meno, certo Wikpedia Italia è piuttosto stringata, mentre si trova un lemma + corposo nella versione Inglese:

"Nella mithologia AztecaCenteōtl [senˈteoːt͡ɬ] (altresì noto come Centeocihuatl o Cinteotl) è la divinità del mais. Cintli [ˈsint͡ɬi] significa "mais seccato ancora sul tutolo" e teōtl [ˈteoːt͡ɬ] significa "divinità".[1]  Secondo il Codex Fiorentino ,[2] Centeotl è il figlio della dea della Terra, Tlazolteotl e della divinità solare Piltzintecuhtli, il pianeta Mercurio. Nato nel giorno-segno 1 Xochitl.[3][4] Un altro mito lo dice essere figlio della dea Xochiquetzal.[5] La maggioranza delle prove raccolte su Centeotl suggeriscono che egli sia comunemente raffigurato come un giovane uomo (benché il dibattito sia ancora in corso), con una colorazione gialla del corpo. [2] Alcuni specialisti credono che Centeotl fosse dapprima la dea del mais Chicomecōātl. Centeotl era considerato come una della divinità più importanti dell'era Azteca. "

Ho evidenziata qui sopra la parte "ingannevole" della famosa paretimologia intercontinentale, per cui il termine che indica dio in Latino non avrebbe -ufficialMente- nulla da spartire con quello stesso, identico nome che indica dio nella lingua Nahuatl. Chiamate anche questa "combinazione", se volete; il fatto che riguardi proprio dio mi sembra comunque notevole.
Riguardo il culto di Centeotl si legge:

"Nel Tonalpohualli (un calendario sacro di 260 giorni usato da molte antiche culture Mesoamericane), Centeotl è il Signore del Giorno per i giorni con il numero sette ed egli è il quarto Signore della Notte. Nalla mitologia Azteca, il mais (che era chiamato Cintli in Nahuatl, il liguaggio parlato dagli Aztechi) era portato in questo mondo da Quetzalcoatl ed è associato al gruppo di stelle comunemente noto come le Pleiadi.[9]
Al principio dell'anno (molto probabilmente attorno a Febbraio), i lavoratori Aztechi piantavano il giovane maiz. Queste giovani piante di mais erano potenzialmente utilizzate come simbolismo per una graziosa dea, molto probabilmente Chicomecōātl, Principessa del Mais Acerbo. Chicomecōātl è solitamente raffigurata recante mais fresco nelle sue mani, a petto nudo e seduta in una maniera modesta. Esiste un conflitto interessante per cui alcuni storici credono che Chicomecōātl, altrimenti nota come 'la pelosa' e Centeotl siano la stessa divinità. Quando i semi furono piantati, si fece una danza rituale per ringraziare la Madre Terra e più specificamente Centeotl. [...] .

Il mais era piuttosto essenziale nella vita Azteca e quindi l'importanza di Centeotl non può essere trascurata. Si evince da innumerevoli fonti storiche che un mucchio del mais coltivato dagli Aztechi fosse usato nei sacrifici agli dei. Normalmente almeno cinque nuove pannocchie appena maturate di mais erano raccolte dalle anziane Azteche. Queste venivano quindi portate sulla schiena delle femmine [SIC] dopo essere state accuratamente avvolte, un po' come una madre avvolgerebbe un neonato. Una volta che le pannocchie raggiungevano la destinazione, solitamente fuori da una casa, venivano poste in uno speciale cesto per il grano e vi sarebbero rimaste fino all'anno seguente. Con questo si intendeva rappresentare il riposo degli spiriti del mais fino all'avvento del successivo periodo del raccolto.[10]
Queste cinque pannocchie erano anche il simbolo di una deità apparentemente separata.[7] Questa dea molto venerata era nota come Signora Chicomecoatl, Sette Serpenti.[7] Ella era lo spirito della terra e la signora della fertilità e della vita, vista come un tipo di figura materna nel mondo Azteco ed era la compagna di Centeotl.[10]
"

https://en.wikipedia.org/wiki/Cente%C5%8Dtl

La peculiarità della dea "pelosa" (come una pannocchia) non è meno curiosa della ambigua identità sessuale che accomuna quella Azteca alle più antiche deità del Vecchio Mondo, una incertezza condivisa anche dal famoso mito di Aristofane con i suoi esseri rotondi, ma "umani".

Merita una nota anche la antropogonia dei Maya, dove

"Il primo tentativo fu un uomo composto di fango, ma Tepeu e Kukulkan videro che il fango si sgretolava. I due dei chiamarono a raccolta gli altri dei, e assieme decisero di produrre l'uomo dal legno. Comunque, da che questi uomini non avevano anima e presto persero la fedeltà ai creatori, gli dei li distrussero con la pioggia. Infine, l'uomo fu costruito con il mais, l'alimento di base e sacro dei Maya. Si ritiene che la divinità Itzamna sia il creatore del calendario così come della scrittura."


Se "Mosé" (o TuthMose) fosse stato il prototipo di Pinocchio, non lo sapremmo certo attraverso la mitologia Abramica; ma secondo il mito giudeo, io stesso dovrei appartenere ad una stirpe originata dall'argilla, cosa che non renderebbe certo la mia storia appetibile quanto quella dei Maya. 
Ritornando alla paretimologia e alla omonimia dell'antico popolo mesoamericano con il concetto del potere creativo/illusorio della dottrina Induista, è sempre inevitabile il rimando alla Magia, e a Maria, la madre storico-letteraria di Gesù Cristo, dal nome accidentalMente simile a quello della madre storico-letteraria del principe Gautama.
Queste sono le madri del "Christos", e del risvegliato; sono quindi l'origine dell'uomo che ha riConosciuto sé stesso come parola in un mondo-di-parole, prodotto della "magia" vivente.
Anche il fatto che una umanità di legno sia stata distrutta con la pioggia nel racconto dei Maya non è soltanto una imprevista deviazione dal tema classico del diluvio, ma anche una delle leggende fisicaMente meno sostenibili, almeno quanto il legno è sostenibile da un fluido liquido.

Poco dopo, da Yog Shadak arriva questa nota autorevole in merito all'identità buddhista:


Trad.: "La parola Buddha viene dalla parola Sanscrita Budh, che significa essere sveglio. Quindi Buddha non è un nome e definitivamente non è una persona,
ma uno stato di coscienza. Eckhart Tolle"


Insomma questi legami diretti, profondi, essenziali tra la divinità e quelli che si chiamano comunemente cibi, in particolare i grani, o i loro derivati, saranno davvero le reliquie di una utopica civiltà agricola, o di fatto il legame colla Terra, e i suoi frutti, è qualcosa che trascende la nostra attuale conoscenza?

...

Niente di meglio, per celebrare il decimo anniversario del film Triangle (di C. Smith, 2009) che rivederselo in alta definizione e in cuffia, in un pomeriggio particolarMente uggioso.
Triangle, a suo modo (che è un modo molto particolare) rende l'idea della ineluttabilità degli eventi, in un continuo deja-vu il cui effetto trascende l'"effetto" narrativo, e lascia lo spettatore con qualche interrogativo sulla realtà cronoLogica, e muliebre in generale; entrambi enigmi che non avranno mai una risposta certa ma valgono tutta la pena di essere contemplati... Senza dar loro troppo peso. 
Ne scrivo qui per testimoniare la solita gestualità portata qui in primissimo piano




...

Di questa immagine, dal gruppo The Kingdom Within 


Google non mi sa dire nulla, e i siti su cui compare non riportano informazioni utili.
La "deduzione" di Google è che si tratti di una "above so below goddess" (dèa sopra come sotto) e un gesto manuale simile è quello ripetuto nel serial TV Twin Peaks dalla sua protagonista:


dove "rappresenta gli angoli a 90 gradi o "retti"" (trad. mia)

Le mani della donna nel dipinto rappresentano quindi una linea retta formata dalle mani poste in due direzioni contrarie, una verso l'alto e l'altra verso il basso; è il simbolo vivente, il simbolo vitale, che rappresenta l'Eterno Femminino, dove ogni donna è un passaggio, un portale cosmico attraverso il quale si manifesta l'essere umano.
E IL Mistero stesso, quello di Māyā (Magia, Maria) al quale Lynch ha dedicate le sue opere più mature. Qualcuno ha commentato il mio post su FB con l'immagine della (I)dèa dicendo che probabilmente Lynch non ha familiarità con l'esoterismo e, per quanto io sospetti che ogni maestro famoso debba essere anche un maestro segreto, conoscendo il suo personaggio tendo a sostenere questa ipotesi, che non sminuisce il valore simbolico del gesto riprodotto nel contesto tele-filmico.
Le ballerine Indiane compiono dei mudra durante le loro danze rituali


https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Sitara_Thobani_Odissi_classical_dance_mudra_India_(25).jpg
In una danza che assieme al canto è la riproduzione di un atto creativo, oppure distruttivo, dove la stessa donna che è un ricettacolo di vita si può trasformare in una furia devastante che non conosce ostacoli.

Il potere di maya è ben illustrato in questo breve articolo di UmbertoAlessandri.it:

"Maya è una di quelle parole sanscrite, come avatar, karma, dharma o samsara, che fanno ormai parte del nostro vocabolario comune. Per Maya, si intende generalmente l’illusione del mondo materiale, ma è un concetto molto più profondo che va al di là della mera traduzione letterale ed è uno delle nozioni della teologia induista tra le più complesse.
Secondo la teologia Vedanta Dvaita, la capacità illusoria di Krishna, si manifesta in Mayadevi conosciuta semplicemente come “Maya”, che ha il compito di far apparire normale la vita materiale.
Potremmo paragonare Mayadevi ad un programma cosmico, che crea l’illusione di un  mondo materiale “normale”.
Maya è quindi la normalità che si fonda nelle azioni che noi eseguiamo ogni giorno, e che si radicano in quella che noi chiamiamo razionalità. Senza l’energia di Maya, l’universo sarebbe in constante disordine.Quindi Maya è reale ed è necessaria come la gravità che ci fa rimanere ancorati a terra, possiamo quindi dire che Maya è la gravità psichica, che aiuta tutti gli esseri ad agire senza dissoluzioni nel mondo materiale.
Mayadevi ci ancora nell’universo materiale, che è transitorio ma reale come lei stessa. Il compito di Mayadevi è quello di indurre le anime incarnate ad identificarsi nel mondo materiale, inducendo uno stato d’illusione psichica, per faci credere che la vera identità sia quella fisica. Questo stato vibratorio che induce a identificarci con quello che c’è attorno, si chiama avaranatmika saktiQuest’energia incarna i desideri materiali nel cuore affinché le azioni nel mondo manifesto possano compiersi.
Oltre la avaranatmika sakti c’è un’altra energia che opera in Mayadevi ed è chiamata  praksepatmika sakti. Questa potenza permette a Maya di ancorare nel mondo materiale l’anima spirituale e di immergerla in esso. L’energia di praksepatmika sakti, tende a spingere le anime spirituali lontano dalle attività religiose per mezzo di argomentazioni contrarie, operando quindi in antitesi con le forze spirituali.
I tentativi degli esseri incarnati di normalizzare le proprie sofferenze, nel mondo materiale, sono anch’essi sintomi della contaminazione causata dalle potenze avaranatmika e praksepatmika di Mayadevi.
Le potenze di Maya, dominano tutto l’universo materiale, neppure Brhama e Sarasvati ne sono immuni, solo il Paramatma è al di fuori di essa, essendo egli stesso all’origine della personificazione illusoria di Maya.
Se ci facciamo dominare dalle potenze di Maya,  possiamo smarrire la nostra vera natura trascendentale. E’ quindi importante, la pratica costante dello yoga, del tantra e delle altre discipline spirituali prescritte dai Veda, per essere sempre svegli e consapevoli di questa forza e non farci dominare da essa, se questo accade cadiamo nell’ignoranza.
Nel momento in cui il velo di Maya viene sollevato, si ottiene l’Autorealizzazione: in questo caso il Sé vede la realtà illusoria o mentale di tutto quello che lo circonda.
Om Tat Sat"


D'accordo, non esiste nulla di simile ad una "gravità", e nulla che ci mantenga "ancorati" a terra oltre la densità atomica e la legge del galleggiamento; ma per il resto, direi che ci siamo.

Dei sakti leggiamo su Vaniquotes

"Māyā ha due potenze con le quali esegue le sue due funzioni—il prakṣepātmikā-śakti, il potere di gettare le entità viventi nell' oceano della esistenza materiale, e lo āvaraṇātmikā-śakti, il potere di coprire la conoscenza della entità vivente. La funzione dello āvaraṇātmikā-śakti è spiegata nel Bhagavad-gītā con la parola māyayāpahṛta-jñānāḥ."
CC Adi 7.114, Traduzione e Significato
“Śaṅkarācārya, che è una incarnazione del Signore Śiva, è impeccabile perché è un servo che esegue gli ordini del Signore. Ma quelli che seguono la sua filosofia Māyāvādī sono condannati. Perderanno tutta la loro superiorità nella conoscenza spirituale.
I filosofi Māyāvādī sono molto orgogliosi di esibire la loro conoscenza dei Vedānta attraverso giochi di prestigio grammaticali, ma nel Bhagavad-gītā il Signore Śrī Kṛṣṇa certifica che essi sono māyayāpahṛta-jñāna, privi della vera conoscenza a causa di māyā. Māyā ha due potenze con le quali esegue le sue due funzioni—il prakṣepātmikā-śakti, il potere di gettare le entità viventi nell' oceano della esistenza materiale, e lo āvaraṇātmikā-śakti, il potere di coprire la conoscenza della entità vivente. La funzione dello āvaraṇātmikā-śakti è spiegata nel Bhagavad-gītā con la parola māyayāpahṛta-jñānāḥ. (BG 7.15).Perché la daivī-māyā, o energia illusoria di Kṛṣṇa, porta via la conoscenza dei filosofi Māyāvādī è spiegato nel Bhagavad-gīta anche con l'uso delle parole āsuraṁ bhāvam āśritāḥ, che si riferiscono ad una persona che non è in accordo con l'esistenza del Signore. I Māyāvādī, che non sono in accordo con l'esistenza del Signore, si possini classificare in due gruppi, esemplificati negli impersonalisti Śaṅkariti di Vārāṇasī e dai Buddhisti di Saranātha. Entrambi i gruppi sono Māyāvādīs, e Kṛṣṇa porta via la loro conoscenza a causa delle loro filosofie ateistiche. Nessuno dei due gruppi accetta l'esistenza di un dio personale. I filosofi Buddhisti negano chiaramente sia l'anima che Dio, e benché i Śaṅkariti non negano apertatmente Dio, dicono che l'Assoluto è nirākāra, o il senza forma. Dunque tanto i Buddhisti che i Śaṅkariti sono aviśuddha-buddhayaḥ (SB 10.2.32), o imperfetti e immondi nella loro conoscenza e intelligenza.Il più prominente studioso Māyāvādī, Sadānanda Yogīndra, ha scritto un libro chiamato Vedānta-sāra, in cui espone la filosofia di Śaṅkarācārya, e tutti i seguaci della filosofia Śaṅkara attribuiscono una grande importanza alle sue affermazioni. In questo Vedānta-sāra Sadānanda Yogīndra definisce Brahman come sac-cid-ānanda combinato con la conoscenza e privo di dualità, ed egli definissce l'ignoranza (jaḍa) come conoscenza distinta da quella di sat e asat. Questo è quasi inconcepibile, ma è il prodotto delle tre qualità materiali. Quindi egli considera ogni cosa oltre la pura conoscenza come materiale. Il centro dell'ignoranza è considerato talvolta pervadere il tutto e talvolta individuale. Quindi secondo la sua opinione sia Viṣṇu che tutto pervade e le entità viventi individuali sono il prodotto dell'ignoranza.In parole semplici, è opinione di Sadānanda Yogīndra che dal momento in cui ogni cosa è nirākāra (senza forma), la concezione di Viṣṇu e la concezione della anima individuale sono entrambe prodotti dell'ignoranza. Egli spiega inoltre che la concezione viśuddha-sattva dei Vaiṣṇava non è altro che pradhāna, o il principio capitale della creazione. Egli sostiene che quando la conoscenza che tutto pervade è contaminata da viśuddha-sattva, il quale consiste di una trasformazione della qualità della bontà, allora sorge la concezione della Personalità Suprema delle Deità, che è onnipotente, onnisciente dominatore supremo, la Superanima, la causa di tutte le cause, il supremo īśvara, etc. Secondo Sadānanda Yogīndra, a causa di īśvara, il Signore Supremo, è il ricettacolo di tutta l'ignoranza, Egli si può chiamare sarva-jña, o onnisciente, ma chi nega l'esistenza dell'onnipotente Suprema Personalità della Divinità [Godhead, ndt] è più di īśvara, o il Signore. La sua conclusione, pertanto, è che la Suprema Personalità della deità (īśvara) è una trasformazione della ignoranza materiale e che la entità vivente (jīva) è coperta dall'ignoranza. Quindi egli descrive sia l'esistenza collettiva che individuale come oscurità. Secondo i filosofi Māyāvādī, la concezione Vaiṣṇava del Signore come la Suprema Personalità di Dio e dello jīva, o anima individuale, come il suo eterno servo è una manifestazione dell'ignoranza. Se accettiamo il giudizio del Signore Kṛṣṇa nel Bhagavad-gītā, comunque, i Māyāvādī si devono considerare māyayāpahṛta-jñāna, o privi di conoscenza, poiché non riconoscono l'esistenza della Suprema Personalità di Dio, o affermano che la sua esistenza è un prodotto della concezione materiale (māyā). Queste sono caratteristiche degli asura, o demoni.Lord Śrī Caitanya Mahāprabhu, nel Suo discorso con Sārvabhauma Bhaṭṭācārya, disse:
jīvera nistāra lāgi' sūtra kaila vyāsa
māyāvādi-bhāṣya śunile haya sarva-nāśa
(CC Madhya 6.169)
Vyāsadeva compose il Vedānta-sūtra per liberare la anime condizionate da questo mondo materiale, ma Śaṅkarācārya, presentando il Vedānta-sūtra a suo modo, ha chiaramente fatto un grace disservizio alla società umana, poiché seguendo la sua filosofia Māyāvāda è condannato. Nel Vedanta-sūtra, il servizio devozionale è chiaramente indicato, ma i filosofi Māyāvādī rifiutano di accettare il corpo spirituale della Suprema Persona Assoluta e rifiutano di accettare che l'entità vivente abbia una esistenza individuale separata da quella del Signore Supremo. Quindi essi hanno creato un disastro ateistico in tutto il mondo, da che una tale conclusione va contro la stessa natura del processo trascendentale del puro servizio devozionale. L'ambizione irrealizzabile dei filosofi Māyāvādī di divenire uno con il Supremo attraverso la negazione dell'esistenza della Personalità della Divinità risulta in un travisamento calamitoso della conoscenza spirituale, e chi segue questa filosofia è condannato a rimanere perpetuamente in questo mondo materiale. Pertanto i Māyāvādī sono detti aviśuddha-buddhayaḥ, o immondi nella conoscenza. Poiché essi sono immondi nella conoscenza, tutte le loro austerità e le penitenze finiscono in frustrazione. Quindi malgrado essi possano essere onorati in principio come studiosi molto eruditi, infine essi discendono alle attività fisiche di politici, operatori sociali, etc. Invece di divenire uno con il Signore Supremo, essi diventano ancora uno con queste attività materiali. Questo è spiegato nello Śrīmad-Bhāgavatam (10.2.32):āruhya kṛcchreṇa paraṁ padaṁ tataḥ
patanty adho ’nādṛta-yuṣmad-aṅghrayaḥ
In verità, i filosofi Māyāvādī seguono molto strettamente le austerità e le penitenze della vita spirituale e in questo modo sono elevati alla piattaforma impersonale di Brahman, ma a causa della loro negligenza del piedi di loto del Signore essi ricadono ancora giù nella esistenza materiale."
(https://vaniquotes.org/wiki/Maya_has_two_potencies_with_which_to_execute_her_two_functions_-_the_praksepatmika-sakti,_the_power_to_throw_the_living_entity_into_the_ocean_of_material_existence,_and_avaranatmika-sakti,_the_power_to_cover_the_knowledge_of_the_living_entity -- Trad. mia)

Il concetto della esistenza materiale come "oceano" mi è particolarMente chiaro dopo aver osservate per la prima volta con attenzione le differenti sensazioni dell'essere immerso in un fluido gassoso ("aria") opposta a quella dell'immersione in un fluido liquido ("acqua"). Questa comparazione, che è ben distinta con una vasca piena d'acqua fumante, mi ha permesso di comprendere immediataMente che tornando a respirare fuori dall'acqua entravo in uno stato differente ma essenzialmente identico a quello acqueo; che la differenza tra i due fluidi è percepita soltanto in virtù della mia capacità di respirare l'"aria", o della mia incapacità di respirare "acqua", da che l'attrito posto dall'elemento acqueo è impercettibile in assenza di movimento (nessuna pressione sensibile), assieme alla alta temperatura che annulla lo shock termico del passaggio, questo esperimento casuale mi ha permesso di percepire molto chiaraMente il fatto che sono sempre immerso in un fluido, e che soltanto la sua densità molto inferiore a quella del mio corpo rende l'impressione della leggerezza dell'"aria". 

E' stata quindi una "scoperta" in qualche modo impressionante, che consiglio al lettore che non l'avesse ancora considerata; probabilmente ce ne siamo resi conto per la prima volta uscendo all'"aria aperta" dopo nove mesi di immersione in un liquido, ma quel ricordo potrebbe essere un po' sbiadito nel tempo. E in genere queste riflessioni non sono quelle che vengono spontanee trovandosi al mare, al lago, ma nemmeno al fiume; fortunataMente. 
Non ho esclamato "Eureka!", come dovrebbero fare i Classici pensatori dopo un bagno, ma è stata una esperienza intellettualMente, e fisicaMente stimolante.
Dicendo fisicaMente cosa intendo? Entrambe le cose, perché non esiste "mente" umana che non sia connessa ad un corpo fisico, e su questo si basa il principio proprio di ogni essere indiviDuale; la mente, dal canto suo, posta tra lo "spirito" (essere metafisico eterno, "daimon") e il "corpo" (essere fisico effimero, "eidolon") non può far altro che ciò che afferma il suo nome. Per questo la "verità" andrebbe sempre tenuta fra virgolette, fintanto che non è contrapposta direttaMente alla "falsità".

Il gruppo FB Indian Physicist pubblica questa meme "scientifica":


Trad.: "La prima volta che leggi di meccanica quantistica
... la 1000ma volta che leggi di meccanica quantistica"

La sperimentazione della fisica quantistica tende a dimostrare invariabilMente che ogni fenomeno "fisico" avviene quando qualcuno (laureato in fisica o meno=) lo osserva; ergo, che anche la "meccanica quantistica" esiste soltanto quando uno studioso ne conosce e apPrende i principi, facendoli propri. Ovvero, quando una cosa -o un pensiero- entrano a far parte del suo mondo.
(si tratta di riConoscere tutto, come ho già concluso)
Ma questo vale anche per la fisica "classica", così come per la metafisica, e ogni altra materia di studio, di ricerca o di mero interesse, che possa essere intrattenuta dalla mente del ricercatore. TUTTO esiste quando chiunque ne ha notizia, o ne "prende coscienza", e come abbiamo letto prima nessuna cosa esiste in assenza di qualunque altra cosa, a questo mondo. Questa però non è meccanica quantistica, è spiritualità; la fisica sperimentale dimostra che ogni cosa fisica -fisica e fisici compresi- sono fenomeni illusori, esperiti dal "corpo fisico" che esiste soltanto nella nostra "mente" -- che in questo caso sarebbe più opportuno definire "psiche"; e non esiste una definizione meno ambigua per la mente, il cui nome in Italiano è auto-esplicativo. La scienza "fisica" che ricerca il principio costituente del mondo materiale ha sperimentalMente dimostrato che non esiste alcunché di "fisico", fintanto che un indiviDuo il quale con la propria mente, mentendo a sé stesso, si crede essere un corpo fisico, non lo osserva, rendendolo parte del suo "mondo". 
Come si può definire la sua osservazione? 
E' una illuminazione; o, in altri termini, uno scherzo.

Non esiste nulla di oggettivo, tutto è soggettivo. Non c'è niente di "fisico", tutto è "metafisico"; il pensiero logico, basato sui "fatti" che sono relativi alla "materia", può aiutare fino a un certo punto, che è rappresentato dalla meccanica quantistica, ma una volta compreso il Principio Universale -che è quello insegnato da millenni dalla dottrina Induista- della illusione materiale, tutto è lasciato alla intuizione interiore del ricercatore, a quel "Nous" che paradossalMente -devo ripetermi- in Francese significa "noi".

La grammatica (anche, o soprattutto) Italiana è un metodo di identificazione frattale:
io > tu > egli/ella > noi > voi > essi, sono tutti soggetti che identificano "loro" stessi come "io" -- o I/0, come sono stati programmati a fare. Per la maggioranza dell'utenza alfabetica esiste una Terza Persona protagonista, che è divenuto il protagonista ideale di tutti come "Egli", l'ideale di dio che raraMente è assimilato invece alla iDea. Malgrado tutto.
L'illusione di un essere metafisico e uniVersale in cui tutti hanno un principio e una fine (l'alfa e l'omega) è la più grande delle illusioni, e dunque non può che essere l'unica realtà di questo "mondo" di illusioni "materiali"; questa dev'essere la verità, perché è opposta alla falsità di ogni "cosa" La scienza lo dimostra; l'utenza scientifica dovrebbe soltanto osservare il fenomeno per renderlo "reale".

Alcune cose non si possono comprendere logicaMente; ma solo intuitivaMente. E sono le cose più "importanti", a quanto pare.

...


Qualcuno condivide il post di una Louise McKenna che cita il pensiero del Padre della Medicina, e il nome al quale i dottori prestano giuramento... come rappresentanti di Big Pharma:


Trad.: "SE NON SEI IL
TUO PROPRIO DOTTORE,
SEI UNO SCIOCCO."
- Ippocrate"

Questo è ciò che dovrebbe dire ogni seguace di Ippocrate ad ogni suo paziente, prima di qualunque altra cosa... Del genere "Due di queste prima di pranzo" invece di "Niente pranzo né cena"... etc.
Questo è quello che dovrebbe dire ogni dottore, ma lo disse soltanto "Ippocrate"; un personaggio storico. E' qualcosa che fa riflettere.

...

Il gruppo Our Earth condivide questa frase universalMente valida:


Trad.: "Questo posto è un sogno.
Solo un dormiente lo considera reale. 
La morte arriva come l'alba, e tu ti
svegli ridendo di quello che 
pensavi fosse il tuo dolore."
- Rumi"

Wikipedia descrive il personaggiohttps://it.wikipedia.org/wiki/Gialal_al-Din_Rumi

WiqiQuote riporta questa citazione su di lui: "

  • Un uomo del suo tempo e di tutti i tempi: una presenza viva e fraterna in tutto il mondo dell'Islam, dal Cairo a Tangeri, da Djakarta a Lahore, coi suoi 800 milioni di musulmani. Nell'India, in Afghanistan, in Iran i suoi poemi sono salmodiati dalle folle durante i pellegrinaggi; nel più umile villaggio turco – e, ancora oggi, in Bosnia-Erzegovina – la sua memoria è venerata; a Istanbul esiste un cimitero in cui molti chiedono di essere sepolti, vicino a coloro che furono "gli innamorati" di Rūmī; monasteri in tutto l'Oriente, ivi compresi i Balcani; cattedre dalle quali per sette secoli fu insegnata la sua dottrina; il riconoscimento, da parte degli orientalisti occidentali, della sua opera come di quella del più grande poeta mistico di tutti i tempi, opera che – per gli orientali – è seconda solo al Corano [...] Ma, soprattutto, il portatore di un messaggio di bruciante attualità, perché fondato su un'esperienza vissuta, emanante da un uomo che – anche se divenne un santo – non era un prete. (Eva de Vitray-Meyerovitch)"


Quest'ultima è una precisazione degna di nota.

Il gruppo Spiritual Vibes condivide invece questo aforisma:


Trad.: "Ma alla fine la spiritualità è sullo svegliarsi dal sogno
della separazione alla verità dell'unità. E' tutta su questo. - Adyashanti"

Come leggiamo su Wiki Eng Adyashanti (Sscrt. "pace primordiale") al secolo Steven Gray, originario di San Francisco, studiò Zen a Los Angeles prima del suo "risveglio"... Se ci è riuscito lui in quelle circostanze, può farlo chiunque.
La sua prima citazione su Wikiquote recita:
"
  • “Lo scopo principale della illusione di me è di impedire a te ad ogni costo di renderti conto della tua nullità.”

(Trad. mia) -- Una affermazione diretta al suo lettore, come al mio (di "me") così come a "me".
E' così che nascono le "memes", con tutti questi "me", "me"...

...

Ho definita nel mio commento "vera pop culture" la meme che Mr. Sherlock Stu ha pubblicata su FB oggi:


Trad.: "Quando finalmente acchiappi lo scemo che 
ha incasinata la tua vita --- "Ero io per tutto il tempo""

Adesso che lo abbiamo acciuffato, almeno virtualMente, conosciamo la raison d'être di un "diavolo" che non sembra poter giustificare il male, o qualcos'altro in generale. E' soltanto la faccia ignota di un Essere indiviDuale, potenzialMente "divino", secondo il gergo canonico. E' il "subconscio", lo stesso che invece di sognare distese fiorite e animaletti carini sogna paesaggi spaventosi e mostri orrendi...
E a volte lo fa anche ad occhi aperti.
Questa puntata di Scooby-Doo si è conclusa come ogni altra, con il mostro (fantasma, in questo caso) che viene smascherato da Fred Jones; ma questa volta la scoperta è solo un nuovo indizio per l'Investigatore del Mistero. Anche sapendo che persona significa "maschera", il trucco funziona sempre contro di te, fino alla fine.. 
In ogni caso, come ha notato qualcuno, Scooby Doo insegna che dietro ogni messinscena, per quanto sia tanto mostruosa da apparire "soprannaturale", c'è sempre lo zampino dell'uomo. La cosa è piuttosto ovvia nel contesto mondano, ma quando si tratta di metafisica e/o spiritualità le cose si complicano esponenzialMente.

Le maschere mortuarie sono una delle tradizioni più antiche del mondo, diffusa praticamente ovunque dall'Europa all'Asia all'Africa.

La massima di Mr. Thomas Jefferson è significativa a questo proposito:

I morti non dovrebbero 

governare i vivi.

(goodreads.com - Trad. mia)

E' significativa soprattutto per l'uso del condizionale (should, ndt) perché ai tempi di Jefferson vigeva da secoli -o millenni- lo Status Quo, e tutta la sagacia del grande statista e Padre degli USA non modificò questo stato delle cose, la replica infinita e la riproduzione continua di un "mondo" essenzialMente iniquo. Come sappiamo dalla Storia Americana, le cose andarono sempre peggio, e la prova la abbiamo nelle cronache quotidiane del XXI secolo. I morti continuano a governare i vivi, con le loro leggi e le loro regole che non permettono loro di vivere degnaMente, prigionieri di antiche superstizioni (che stanno al di sopra di tutto e tutti) malefiche, e delle proprie "abitudini" nefaste.
Forse il solo concetto di anarchia (lett. "senza arconte") basta a mandare in confusione le menti programmate in massa del Gentile Pubblico Pagante, e occorre studiare qualcosa di meno aleatorio per un buon governo; ma certaMente quella dei morti è la peggiore forma di governo possibile e immaginabile, ed è un fatto che sia quella oggi imposta con l'ingannevole nomignolo di demoKrazia.
Anche con le bombe, se necessario.

...

La meditazione è qualcosa di cui non si parlerà mai abbastanza; approfitto del post del gruppo Spiritual Vibes su Facebook per farlo, incollando questa citazione:


Trad.: "Meditazione è offrire la tua
genuina presenza a te stesso in ogni momento.
Thich Nhat Hanh"

("Thích Nhất Hạnh[2] (IPA[tʰǐk ɲɜ̌t hɐ̂ʔɲ]), nato Nguyễn Xuân Bảo[3] (IPA[ŋwiɜŋ˧˩ s̪wɜŋ˧˧ ˀɓaːw˧˩]) (Huế11 ottobre 1926) è un monaco buddhistapoeta e attivista vietnamita per la pace."  -it.wikipedia.org )


Secondo il compianto Harry "Zen" Dean Stanton, "meditazione" aveva un significato molto più vasto ed elastico di quello comunemente inteso, di un raccoglimento quasi-rituale, e si poteva ottenere, come disse in una sua intervista, anche "mentre stiamo parlando"...
Se non è praticata come una disciplina dello Yoga, la meditazione è qualcosa che può conseguire allo stato d'animo dell'indiviDuo, per cui in determinate situazioni più o meno confortevoli si possono alterare le onde cerebrali, e questo in condizioni ottimali può offrire una via di scampo alla persistenza ossessiva del pensiero. Conoscendo il personaggio di Stanton, ogni aiuto + o meno lecito era buono per ottenere uno stato meditativo, compresa la Madre Di Tutte Le Droghe (l'etanolo) che io, in quanto meditatore di lungo corso, non consiglierei al mio peggior nemico (intenzionato a meditare). Ma si sa, ogni testa è un piccolo mondo.

La nostra esistenza, intellettualMente parlando, è un flusso più o meno continuo di pensiero, che si interrompe in genere soltanto con il sonno, dove il "subconscio" si esprime creando "mondi" in vario grado differenti da quello abitato durante la "veglia".
Come ho letto -e riscritto- poco fa, è durante il sonno profondo che si esperisce la vera gioia, e presumo che questo sia l'unico vero motivo per cui l'uomo dorme.
Noi tendiamo a (ri)creare lo stesso "mondo" nel corso di una vita intera, e la nostra logosfera neoLatina ci permette di riconoscere che si tratta di un'opera creativa almeno quanto è RIcreativa, il che corrisponde perfettaMente al concetto di līlā.

A proposito di H.D. Stanton, associato inestricabilMente a Mr. Lynch (dedito a un tipo di meditazione meno "casual") per la sua presenza in alcuni dei suoi lavori (Wild at Heart, The Straight Story, INLAND EMPIRE, The Cowboy and the Frenchman, etc) ho già elogiato quest'ultimo in merito alla sua opera di diffusione della "Meditazione Trascendentale", ma non lo farò mai abbastanza perché ritengo che questa sia la cosa più importante da conoscere, e quindi da insegnare, cioè quella che può permettere a chiunque, senza alcuna distinzione, di riConoscere tutte le (altre) cose, e quindi di tutto (il resto), per le illusioni che sono, comparandole direttamente al Nulla che si può deFinire l'unica realtà definitiva della manifestazione, la medesima del suo Principio.
Tutto esiste in virtù del Nulla, e DI nulla; il "mondo reale" appare ai nostri occhi ogni giorno come il "sogno" compare la notte; se non è magia questa. 

...

(Il "nulla" non esiste, o meglio il nulla è ciò che non è, o "increato"; ma questa definizione "classica" rimanda inevitabilMente a qualunque possibilità di creazione -- e questo può ingannare ulteriorMente)

...

Intanto il gruppo Science Memes ha pubblicata questa immagine di un Siberian husky in piena azione, il cui corpo compone una perfetta sezione aurea:


Ogni cosa in "natura" si può dire un "miracolo"... senza eccezioni di sorta, e questo lo dimostra.

...


Io sono un Vero Sognatore. Credo di essere l'unico individuo che abbia scritti tutti i suoi sogni al risveglio, da un certo momento nel millennio scorso ad oggi; in pratica, per gran parte della mia esistenza di "adulto", ma anche parte della mia "adolescenza". Pertanto non sono soltanto un Sognatore (colla S maiuscola), ma probabilMente sono anche l'unico in grado di provare la mia attività onirica nel corso dei decenni della mia esistenza.... A parole, ovviaMente.

Per questo -e non altro- sento di dover condividere il messaggio di questa meme, e di poterlo anche criticare:


Trad.: "LO SAPEVI?
I sogni hanno più peso e significato dei tuoi
pensieri coscienti da sveglio. Il 70% dei tuoi
sogni contiene messaggi segreti."

Date le mie credenziali uniche al mondo, e nella storia dell'umanità, posso affermare che i "messaggi segreti" sono contenuti in un buon 99% dei (miei) "sogni", e che essi non sono affatto 'segreti'; anzi le 'visioni oniriche' sono il mezzo di comunicazione tra il "sé inconscio" e il "conscio", e dal momento che sono esperienze sensoriali complete, in tutto e per tutto simili a quelle della "veglia", non si può proprio dire che siano segrete (piuttosto, secrete, che è un paradossale sinonimo); né più né meno come tutto ciò che è "nascosto sotto il nostro sguardo" nella "vita reale", e di cui ci accorgiamo talvolta, forse, più o meno accidentalMente, nel corso del tempo. 
L'esempio della cosmologia e dell'Orizzonte Orizzontale è  sempre il più valido in ogni caso.

La 'segretezza' a cui può riferirsi la meme è data solo dal tempo, e l'esempio dei "falsi pianeti" visti in sogno, di cui scrissi a suo tempo su VerOrizzonte, riguarda questa 'conoscenza proibita'; una volta presa coscienza della cosmologia geocentrica, la visione dei "pianeti" che sognai in varie occasioni come artefatti di diversa natura è stata immediataMente comprensibile. Invece per l'ex-eliocentrista coatto che fui per la gran parte della mia vita, il "segreto" in questione era insolvibile da principio, data la mia errata convinzione, o programmazione mentale. Il concetto stesso della 'falsità' manifesta in queste mie particolari visioni era soltanto uno, tra gli infiniti enigmi posti dalle mie visioni notturne, a cui non avrei mai potuto trovare una risposta logica proseguendo per la mia strada di eliolatra scientifico.
La "vita" umana è una "apocalisse" (versione maccheronica di ἀποκάλυψις o apokálypsis, rivelazione) continua, vissuta giorno per giorno; ma anche notte per notte
E di questo molta gente non è minimaMente consapevole.

...

Prima abbiamo letto l'aforisma ippocratico, dell'unico dottore che sembrava conoscere il potere farmacoLogico del "cibo", e adesso vedo lo stesso concetto proiettato nel XXI Secolo, nella vignetta di Dan Piraro's Bizarro Comics Fan Page:


Trad.: "Ma, di nuovo, perché cambiare la sua dieta 
quando lei potrebbe continuare a mandarmi 
alle Bahamas due volte all'anno?"


Ecco un'altra cosa che sentiremo dire raramente da un dottore.

...

Da un pezzo non condivido nulla dell'amico Dhaval Rashmikant Rao (saranno quindici giorni!=)
Oggi mi insegna un vocabolo Nipponico, intraducibile:


Trad.: "YUGEN
Sostantivo (Giapponese)
Una profonda consapevolezza dell'universo che
stimola sentimenti troppo profondi e misteriosi
per le parole."



Ma davvero, c'è qualcosa di "troppo" per "le parole"? Se dico qualcosa di assolutamente profondo, come si potrebbe concepire qualcosa di più profondo dell'assoluto? Se scrivo di qualcosa che è un completo mistero, si può immaginare qualcosa che vada oltre la completezza?
Intendo dire che nel mondo-di-parole tutto è relativo alla logica manifesta ed espressa soltanto con l'artificio della parola; la più "profonda consapevolezza dell'universo" -che è quella dello UniVerso IndiviDuale- può produrre "sentimenti" o emozioni incomparabili e indicibili, ma i suoi effetti sono comprensibili per chi li esprime, così come per chi li concepisce, solo in forma verbale
Che io abbia provato qualcosa di "indescrivibile", è senz'altro vero, ma io stesso come chiunque lo legga non potrei definire altrimenti ciò che trascende il pensiero logico e la ragione stessa.
La natura sacra della parola, l'antico Logos, il "Verbo divino", è inevitabilMente l'oggetto primario della mia ricerca nel mondo-di-parole in cui gravito Qui e Ora. Le informazioni che la mia mente elabora sono sempre ridotte nella forma di parole, tutto ciò che partecipa dell'illusione sensoriale è codificato in sequenze ideo-grafiche per cui una intera esistenza si può ridurre in parole (bio-grafia), dove ogni fatto basato sulla memoria è tanto verosimile -per chiunque altro- quanto l'allunaggio della NASA.
Non c'è e non c'è mai stato un limite certo tra "fantasia" e "realtà", tra "mito" e "storia" (perché ogni singola storia partecipa della "Storia") e quindi tra "vero" e "falso"; il limite è posto solo da chi ha qualche ragione e/o interesse nel farlo, così Hitler diventa un mostro, Einstein un genio, etc, etc., etc.
Quando qualcosa è "troppo per le parole", si può soltanto dire -scrivere, pensare, capire- che è "troppo". Che è "oltre il dovuto", e finanche "oltre ogni dire", ma non sarà mai troppo per le parole, perché alla fine non abbiamo altro, a parte i numeri, su cui contare. Abbiamo amato come nessuno ha mai amato qualcosa o qualcuno nella storia del mondo? E' stato qualcosa di indescrivibile, e quindi incomprensibile per chi non ha amato tanto; ma se dovessi raccontarlo (logos deriva dal verbo per raccontare) a qualcuno, per dargli una idea (dal verbo per vedere) potrei esprimermi artisticaMente, con una sonata, un dipinto, un balletto, ma in ultima analisi soltanto le parole potrebbero deFinire la mia opera d'arte, e renderla "reale" nel mondo-di-parole.  Si può dire che una sinfonia è incomparabile e superlativa, ed è una cosa che capisce chiunque l'ascolti, senza dire o sentire una parola, ma nessuno la ascolterebbe mai se nessuno ne avesse elogiate le qualità a qualcun altro, chiunque altro, dapprima. Ogni artista "si fa un nome" soltanto perché questo viene ripetuto da chiunque altro.
Tutte le pure emozioni inesprimibili (se non con risate o singhiozzi) che possono trasmettere le opere d'arte possono trascendere i confini del pensiero e quindi della parola, ma la loro inesprimibilità esiste solo in virtù di tutto ciò che invece è esprimibile, ed espresso (non macchiato, ma rapido) da un intero mondo non-artistico, che si esprime, comunica, insegna e impara, pensa, parla, scrive, legge e comprende solo attraverso il codice alfabetico locale. 

La parola Giapponese YUGEN esprime ciò che è troppo per le parole.

Questo è un fatto che dà da pensare.

Ringrazio Mr. Rao.

---

Non sono mai stato un amante delle figurine da bambino. Chi avrebbe mai pensato che un giorno avrei collezionate migliaia di figurine composte di bits in una scatola elettronica; e che avrei anche potuto creare delle figurine della mia "vita", in alta risoluzione... con un telefono tascabile!
Oggi la prima figurina che aggiungo a questo album virtuale è di Green Rays of Light, e fa coppia con quella di Scooby-Doo incollata prima qui sopra:


Trad.: "Il più grande scherzo mai giocato
è stato di farci cercare esternamente
il nostro salvatore quando noi siamo qui
per salvare noi stessi."

"Scherzo", lo chiamano. Ma del resto non può essere altro, se si considera il tutto in questi termini.
Sapere di essere il proprio salvatore è probabilmente il peggio che possa capitare a chi è abituato fin da bambino a credere in qualunque cosa di "esterno" a sé, compreso un "dio" che esita infinitamente a salvarlo da qualunque cosa si creda richiedere una qualche forma di salvataggio.
Chi ha iniziata la propria carriera di umanoide (o meglio, androide) facendo l'opposto di quello che fanno i fedeli con il loro dio, odiando sé stesso invece di amarsi con tutto il cuore, e maledicendosi invece di adorarsi, ha iniziato con il piede sbagliato. Ma credo che non si possa fare altrimenti per trovare la retta via, dopo avere presa coscienza di avere sbagliato per tutta la vita. Non è mai troppo tardi, evidenteMente. Possiamo solo adorare noi stessi, in ogni nostro singolo pensiero; se non esiste un "amore" per sé non può esistere "amore" per nessuno e nient'altro, e con questo intendo dire un sentimento di bontà, opposto ad uno di cattiveria; quando ami te stesso ami tutto il tuo "mondo", in ogni manifestazione che seppure illusoria non è più illusoria di te stesso, dello "io" e della maschera che chiamiamo appunto persona.
Ma certo, nel nostro mondo-di-parole, e in part. nella logosfera cattolica, è facilissimo errare, ad es. quando si deve scegliere tra diavolo O dio.
Scherzo, già.
Ma adesso... al salvataggio!!

....


In primavera fotograferei tutto; e anzi lo faccio, perché fotografo tutto quello che mi piace.
Nemmeno il maltempo mi ferma; con la luce grigia i colori dei fiori risaltano ancora meglio




e anche le foglie, come quelle nuove della Grande Quercia



la rigogliosa Piantaggine sul bordo della strada


il messaggio dell'Edera


Ma il soggetto più interessante sono sempre le "nuvole", e anche oggi ho raccolte le mie prove fotografiche che dichiarano una natura misteriosa:



Dettaglio + contrasto





Dettaglio + contrasto





Dettaglio + contrasto










Dettaglio + contrasto



Condivido anche questa curiosità da Facebook:


Trad.: "In Turco, l'uccello che noi (Anglofoni, ndt) chiamiamo "Turkey" è chiamato "Hindi" ("dall'India"). In India è chiamato "Perù". In Arabo, l'uccello è chiamato "pollo Greco"; in Grecia è chiamato "pollo Francese"; e in Francia è chiamato "pollo Indiano". L'uccello non è indigeno di nessuno di questi luoghi."

Wiki Eng dice della sua storia:

"I tacchini furono addomesticati nell'antico Messico, come cibo e/o per il loro significato culturale e simbolico.[4]"

Questo è un superbo esemplare di Tacchino maschio da Wikipedia

By Frank Schulenburg - Own work, CC BY-SA 4.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=77406082
e questo è l'"Uso degli umani"


"Tacchino arrosto contornato da tronchetto di Natale, 
sugo di carne, sidro e verdure."

(Trad. mia)

Si può immaginare cosa facciano gli inumani.

...

L'altro giorno (in cima al post) ho scritto del film La nona configurazione, il cui titolo si rifà alla remotissima possibilità di una formazione casuale ("random") della vita sulla Terra: di questo avevo già scritto qui lo scorso Gennaio, con questa battuta tratta dal film:


(http://www.great-quotes.com/quotes/movie/The+Ninth+Configuration - Trad. mia)

Oggi Mr. Sherlock Stu, l'uomo dei sincronismi, pubblica questa image macro su FB:


Trad.: "Gli evoluzionisti dicono:

Le possibilità che gli aminoacidi si formino casualmente in proteine per creare la vita sono
circa 1 su  1. 746.900.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.

-- ALLORA MI STAI DICENDO CHE C'E' UNA POSSIBILITA'..."

Questo è il tipo di "scienza naturale" che viene insegnata nelle scuole; cioè quella che si fonda essenzialmente su quella singola possibilità di una "vita random", rispetto alle innumerevoli -o quasi- probabilità che nulla mai in "natura" sia avvenuto "per caso". Ipotesi del tutto inaccettabile, secondo i para-dogmi scientifici attuali.
La scelta del personaggio di "Scemo e più scemo" mi pare la più adeguata al caso, anche se io non ho mai capito se Jim Carrey era il più scemo dei due.

...

Merita un post-icino anche questa foto straordinaria dal gruppo Beautiful Owls:


...

Rileggendo la mia traduzione della citazione di Ireneo in questo post:

"Quando l'increato, innominato Padre vide la corruzione dell'umanità, Egli inviò il suo primogenito, Nous, nel mondo, nella forma di Cristo, per la redenzione di tutti coloro che credevano in Lui, fuori dal potere di quanti avevano fabbricato il mondo (il Demiurgo, e i suoi sei figli, i genii planetari)," etc.
mi rendo conto della facilità con cui si è nascosto il vero significato delle "stelle vaganti" agli occhi ciechi di quanti utilizzano dei giganteschi cannocchiali per scrutare i cieli, e le loro luci ammiccanti; Saturno, con il suo presunto "anello", è il simbolo primario e l'arma più efficace dei pallisti universali, perché appare come una sfera circondata da una sorta di circolo. Che sia così, è tutto da dimostrare, e la mia insegna bidimensionale dei KronoStudios disegnata per il primo sito chiamato "AdessoInPunto" illustra il punto. Appunto.


Ma quei "geni planetari" (planetary genii) menzionati da Ireneo, che avrebbero fabbricato il mondo assieme al Demiurgo, sono quelle "stelle vaganti" che furono assimilate a figure divine nel periodo Greco-Romano. I cosiddetti planētes asteres, stelle vaganti o vagabonde per gli Argivi, nel mondo Romano furono impersonati dagli dei che conosciamo meglio di tutti gli altri, i quali compongono letteralMente i giorni delle nostre vite: Il Lune die si potrebbe dire giorno di Selene (sorella di Helios) oppure di Afrodite, o di Iside, ma le deità lunari sono tante che persino il vecchio Yahwé è sospettato da qualcuno essere originato dalla dea Yahu (divina colomba) che fu una antica deità lunare in Medio Oriente.
Seguono il giorno di Marte, Mercurio, Giove, Venere, e quello che per noi è una versione ambigua del sabbath giudeo, mentre nel mondo Anglofono -dove per il resto la settimana è intitolata agli Asi- è ovviaMente dedicato a Saturno (Saturn-day).
Tra i genii e gli dei esiste un abisso (o due) nella logosfera cattolica moderna; forse non era così quando gli uni non erano meno popolari degli altri, e anzi forse era l'opposto.
Ma il significato gnostico (che si intende opposto alla mera credenza, o "fede") di queste figure merita di essere indagato ulteriorMente, e internet è fatto apposta per questo...

...

Il serio gruppo di Facebook chiamato Hermetic Society of Appalachia pubblica questo manuale sul come imprecare in Latino; non ho intenzione di tradurlo, ma il lettore neoLatino non-anglofono dovrebbe avere una certa familiarità con questi termini... dopo tutto, viviamo nell'Era Volgare




-...-

La musica è una espressione dell'essere superiore; sul web ho trovate numerose citazioni sulla musica:

“La musica è il linguaggio universale dell'umanità.” 

― Henry Wadsworth Longfellow


“La musica è la letteratura del cuore; essa comincia dove la parola finisce.” 

― Alphonse de Lamartine


“La musica produce un tipo di piacere del quale la natura umana non può fare a meno.” 

― Confucio, Il Libro dei Riti


“La musica è una gradevole armonia per l'onore di Dio e la ammissibile delizia dell'anima.” 

― Johann Sebastian Bach


“La musica è sempre stata una questione di Energia per me, una questione di Carburante. La gente sentimentale la chiama Ispirazione, ma quello che intendono veramente è Carburante. Io ho sempre avuto bisogno di Carburante. Sono un serio consumatore. Alcune notti credo ancora che un'auto il cui ago della benzina segna vuoto possa continuare a correre per altre cinquanta miglia circa se hai la musica giusta molto alta alla radio.” 

― Hunter S. Thompson


“La musica è la più potente forma di magia.” 
― Marilyn Manson

ETC. (https://www.goodreads.com/quotes/tag/power-of-music - Trad, mia)

“Senza la musica. la vita sarebbe uno sbaglio.” 
― Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli Idoli

“La musica esprime ciò che non si può dire a parole e ciò che non può rimanere silenzioso” 
― Victor hugo

“Esistono due modi per trovare rifugio dalle miserie della vita — la musica e i gatti.” 
― Albert Schweitzer


Per me la più interessante, e degna di considerazione, proviene da un famoso autore "eletto":

“L'unica verità è la musica.” 
― Jack Kerouac
(Ibid.)

Perché secondo qualcuno l'unica verità è nel silenzio; il fatto che io sia portato a convenire con entrambi i pensieri è un possibile sintomo della mia propria indiviDualità.

In ogni caso, da Laugh or GTFO proviene l'immagine di una triste verità moderna:


Trad.: "SPECIFICATAMENTE PER QUELLI CHE
DESIDERANO PRODURRE MUSICA COME QUELLA
DEGLI ATTUALI PRIMI 40 IN CLASSIFICA"

Questo è divertente, quanto tragicaMente vero.
La musica, come ogni arte ma più di ogni altra, è uno specchio della società, e la foto qui sopra mostra la sua condizione nella forma più attuale, di meme.
Ma ci sono sempre delle eccezioni a confermare ogni regola; ognuno troverà quella che fa per lui... con un po' di pazienza.
La musica, malgrado tutto, e tutti quelli che la fanno al mondo, è immortale, proprio come l'anima.

Ho già riportato altrove la massima aristotelica; questa è la versione di Herr Nietzsche, il terzo dei suoi "Detti e frecce":

"Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio — dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro — un filosofo..." (F. Nietzsche - Il crepuscolo degli idoli - o Come si filosofa col martello 1888)

e poi ancora su questo strano animale divino:

"Può un asino essere tragico? — Perire sotto un peso che non si può né portare né gettar via?... Il caso del filosofo." (11, Id.)

e anche la n.12:

"Se si possiede il proprio perché della vita, allora si va d'accordo con quasi ogni come. — L'uomo non anela alla felicità; soltanto gli Inglesi lo fanno."   (Ibid.)

---

Qualcuno l'avrà già notato, il termine Inglese per "oggi", ToDay 
/təˈdeɪ/
è stranaMente simile al verbo Inglese per "morire", To Die:
/,,tuː/ + 
/dʌɪ/
(Fonte: Google) La pronuncia della prima A -in dAy- è simile alla nostra "E", mentre quella della seconda -in dʌi- è evidenteMente + simile alla nostra "A". Non di meno è un'assonanza troppo stretta nell'insieme per passare inosservata, e per non risuonare nella mente dell'anglofono come un richiamo quotidiano; ogni giorno, che è sempre "oggi", come recita l'antico adagio dei "nativi americani", "è un buon giorno per morire".
A questo proposito Wiki Docet:
In "Black Elk Speaks" pubblicato nel 1932, raccontando la Battaglia di Little Bighorn si descrivono i guerrieri a seguito di Crazy Horse: "...verso l'ovest e il nord gridavano " Hokahey!" come un gran vento ruggente, e facevano il tremolo (in Italiano nel testo, ndt); e si poteva sentire il fischio dell'osso d'aquila che urlava.". "Hokahey" è semplicemente un'esclamazione per attirare l'attenzione, simile all'allenatore che dice "Let's do it!" ["Facciamolo!", ndt] Probabilmente né Low Dog né Crazy Horse hanno mai detto "Oggi è un buon giorno per morire," che è la bastardizzazione Inglese di un comune urlo di battaglia Sioux, "Nake nula wauŋ welo!" ("nake nula waun"). Questa frase significa "Sono pronto per qualsiasi cosa arrivi." Era inteso a dimostrare che i guerrieri non avevano paura della battaglia o di morire in essa."
(https://en.wikipedia.org/wiki/A_good_day_to_die_(phrase) - Trad. mia)

e ancora da Wiki Italia:

"Il grido di guerra di Cavallo Pazzo era comune nella tribù Oglala ed era Hoka Hey! È un buon giorno per morire!, che suona come "Va bene uomini! È un buon giorno per morire!". A causa di ciò il motto Hoka Hey è impropriamente utilizzato come traduzione della seconda parte della frase, ad esempio dall'esercito americano[3]. 
Il motto è stato in seguito utilizzato in Star Trek come proverbio Klingon, acquisendo notorietà, ed è in seguito comparso in diversi film tra cui Linea mortale con Kevin Bacon e in Piccolo grande uomo con Dustin Hoffman. Inoltre è usato come citazione in diversi videogiochi legati a Star Trek e a Starcraft.
"Hoka Hey" è indicato anche come una delle possibili etimologie del ben più conosciuto modo di dire americano okay, la cui pronuncia inglese è molto simile all'originale Oglala."

In merito al singolare richiamo, troviamo lumi su Facebook(!), e in part. dal gruppo Fractal Enlightenment che scrive:

"Hoka hey è una parola Lakota che significa “Andiamo!” o “Facciamolo!” espressa con coraggio e confidenza di fronte a grandi difficoltà.
E' una frase di potere che infonde forza attraverso coraggio e confidenza, mentre rivela agli altri quanto sia facile riprendersi il potere di fronte a chi cerca di rubarlo. E' la rabbia di Crazy Horse contro l' oppressione dello stato."

(Trad. mia)
Dunque "Hoka Hey!" -che contiene lo stesso "hey" utilizzato dagli anglofoni moderni come richiamo - non ha molto a che fare con un motto particolare dei nativi americani, come ha voluto pubblicizzare qualcuno, per qualche motivo (forse per mera ignoranza) attraverso i mass-media, e tanto meno con l'idea del "buon giorno per morire". Non posso fare a meno di concludere che il "buon giorno per morire" è soltanto quello Inglese, con il suo ambiguo "today", per il motivo illustrato sopra; invece a quanto pare gli indigeni delle Americhe non avevano alcun buon giorno per morire, ma poi arrivarono gli anglofoni, e il resto è storia.... Gran Brutta Storia, in effetti.

In conclusione, ci possiamo appropriare all'occasione (ad es. prima di una battaglia) dell'urlo di guerra ascritto ai Lakota, sapendo che il significato non è molto diverso da Let's go / Do it, ma perlomeno non è Inglese, né "americano"; anzi il motivo della preferenza potrebbe essere la natura anti-americana della sua origine (perché i "nativi americani" non avevano mai sentito parlare di una "America", e avrebbero preferito continuare così). Quindi ora posso scriverlo a caratteri cubitali:

HOKA HEY!!!
...
Queste erano le "nuvole" dopo la grandinata dell'altro giorno:



dove - in basso sulla destra - mi sembra di scorgere una tubatura per il ghiaccio:


ma potrei sbagliarmi

è stata una bella grandinata, che ha devastati i giardini fioriti e probabilmente ha rovinato qualche raccolto



i fiori degli Ippocastani del parco, che erano appena sbocciati


le prugnole, che quest'anno sembravano decise a crescere


Nel tardo pomeriggio di oggi (27 Aprile 2019) questo "parelio", ignorato da tutti



con un segmento iridescente particolarmente luminoso


Oggi Plantnet mi ha permesso di identificare due specie vegetali; in realtà conoscevo la prima da decenni, ma non sapevo che il nome scientifico corrispondesse -anche- a quello comune:


Rumex acetosella

di cui Wiki Eng elenca gli usi culinari:

"Si fanno diversi usi dell'acetosella nella preparazione di cibi compresa una guarnizione, un agente per insaporire la tart, un'erba da insalata" etc.

L'altra è la salvia minore, dagli inconfondibili fiori indaco:


di cui leggo su Wiki:

"Farmacia

Secondo la medicina popolare questa pianta ha la seguente proprietà medicamentosa:[24]
  • oftalmica (facilità il flusso del sangue agli occhi e quindi rafforza la resistenza alle infezioni).

Cucina

Le parti commestibili di questa pianta sono i fiori e le foglie e sono usate come condimento (nelle insalate) e tè. Le foglie giovani a volte sono consumate fritte o candite.[24]
"

Se volete rendere dannosa una pianta potenzialmente medicamentosa, la si può friggere o meglio ancora candire. Un bello strato di zucchero è in grado di vanificare ogni possibile effetto positivo di qualunque pianta, anche se Wikipedia non ne fa menzione.

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Prima abbiamo ascoltata la storia dei trapianti cardiaci che risulta nel trapianto della personalità del donatore, completa di memorie, e l'episodio dell'assassino di una giovane donatrice catturato grazie alla descrizione della paziente con il suo cuore; questa sera Bizarre, Peculiar, Odd, and Strange pubblica questa meme sull'argomento:


Trad.: "Dopo che un uomo ricevette un trapianto
di cuore dalla vittima di un suicidio, arrivò a
sposare la vedova del donatore. Poi si tolse la vita
nello stesso modo in cui lo fece il donatore."

In questo caso il personaggio della vedova è sospetto, ma la storia è comunque interessante.

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Il giorno dopo il "parelio", nel gruppo Ascension 5th Dimension si condivide questa foto scattata a Labrador (Pangasinan) nelle Filippine:


La foto è stata pubblicata su Facebook "8 ore fa", quindi si tratta probabilmente dello stesso fenomeno da me fotografato ieri pomeriggio, anche se l'iridescenza qui compare su tutto l'anello, e infatti viene descritto come un "arcobaleno attorno al Sole" dalla fotografa.
Sarà bene che la prossima volta vada a fotografarlo nelle Filippine....
L'ipotesi del "sole personale" di Mr. Stu è sempre la mia preferita, ma questo fenomeno tende a smentirla con una prova fotografica, e in generale una macchina fotografica -seppure telefonica- è abituata a catturare una realtà esperita collettivamente, come la foto stessa. La fotografia non è più o meno reale dell'immagine che riproduce; in questo caso è un file .jpg che ho salvato sul mio computer e caricato su Blogger.com per incollarlo nel mio post.
A sua volta, l'immagine qui sopra non è più o meno reale di qualunque altra online, e quindi non è più o meno virtuale di internet, che di fatto è un flusso ininterrotto di dati in forma di bits ("pezzetti"), trasmessi attraverso la rete "telefonica".
Cosa c'è di vero in tutto questo? AssolutaMente nulla.
Sono soltanto parole, alla fine. Se avessi presa una qualunque foto di un qualunque "parelio" da Google e l'avessi incollata qui scrivendo quanto ho scritto, per il lettore non cambierebbe nulla; vedrebbe le stesse immagini, leggerebbe le stesse parole. 
Ma non è così.
Forse soltanto Ms/Mrs Mercedita Reyes ed io ce ne siamo accorti in tutto il mondo, ma ieri c'era qualcosa attorno al Sole. Qual'è il significato di questo evento? E' lo stesso per chi lo vede con i propri occhi, nel cielo sopra di sé, rispetto a chi lo vede sul monitor di un computer, giorni o mesi o anni dopo? Perché a qualcuno è capitato di vederlo -eventualmente di fotografarlo- e a qualcun altro no?

--.

Vorrei poter scrivere qualcosa di nuovo sulla questione che mi assilla, in merito alla interazione fra il Sole e le "nuvole"; ma anche osservando Sole e "nuvole" per il resto dei miei giorni non credo che potrei mai giungere ad una conclusione definitivaMente valida. In compenso oggi ho scattata questa foto, che sembra dire qualcosa in merito:


dettaglio:



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Questo è Sting, intervistato da Jimmy Fellon in The Tonight Show Starring Jimmy Fallon:


per il lettore miope, il dettaglio:


Concludo il post settimanale con due vecchi amici, nel loro habitat innaturale:


Holly, e il Golden Boy