Ho scoperta da poco l'esistenza del "Satori (悟, giapponese Satori, da satoru, "rendersi conto"; cinese Wù, coreano 오 O; vietnamita: Ngộ), nella pratica del Buddismo Zen indica l'esperienza del risveglio inteso in senso spirituale, nel quale non ci sarebbe più alcuna differenza tra colui che si "rende conto" e l'oggetto dell'osservazione.
«Satori, in termini psicologici, è un oltre i confini dell'Io. Da un punto di vista logico è scorgere la sintesi dell'affermazione e della negazione, in termini metafisici è afferrare intuitivamente che l'essere è il divenire e il divenire è l'essere.»
|
| (Daisetz T. Suzuki, dall'introduzione del libro Lo zen e il tiro con l'arco) |
(https://it.wikipedia.org/wiki/Satori)
Dal momento che esiste un Satori chiunque, ovvero ogni indiviDuo cosciente di sé (almeno=) attraverso il proprio "ego", è in grado di comprendere la sua propria essenza, che abbiamo vista prima come qualità precipua dell'essere, e che pure è l'essenza di Tutto, per quanto si possa realizzare soltanto nello Uno, cioè in colui che la comPrende.
Il termine (di) Satori ci è utile per capire che la "illuminazione" cosiddetta non è un fatto prodigioso, o soprannaturale per quanto sia straordinario ovvero, letteralMente, fuori dall'ordinario, in un mondo ordinario popolato di cittadini televedenti, sarcofagi, convinti eliocentristi ed eliolatri inconsapevoli, di consumatori globali programmati per consumare tutto ciecaMente; si tratta, come rivela l'etimologia della parola Nipponica, di "rendersi conto", e non altro.
E questo contatto con la nostra realtà essenziale è quello che si può ricondurre piuttosto inevitabilMente, quanto facilMente, al concetto nostrano del "Lucifero", di cui abbiamo riConosciuto prima il significato originario (quello che si può evincere dal nome Latino), di portatore di Luce; come si è visto, il concetto filosofico Occidentale della parusia -o presenza- si rende comprensibile solo per vie traverse, guardando ad Est, quando è stato inglobato da principio nel calderone magico del cristianesimo e reso inavvicinabile ai credenti così come l'antico concetto del "christos", attraverso l'ennesimo remake del "risorto", e versione particolare, riveduta e scorretta, del "risvegliato" (Sscr. buddha).
Avere una illuminazione interiore, nel nostro Gioco Di Parole, non è diverso dall'illuminare un interno, ovvero "accendere la luce"; ma ad es. una scimmia che si trovi per caso in un appartamento buio non sarebbe in grado di farlo, non conoscendo il funzionamento dell'interruttore sulla parete.
Il fatto che basterebbero poche ore, o forse minuti, per insegnare alla scimmia a premere il tasto per illuminare l'ambiente, non cambia il fatto che nelle condizioni ordinarie, date dall'habitat e dalle abitudini del primate in oggetto, non gli permettono di chiarire la situazione, e di comprendere ad es. il motivo per cui si trova in un appartamento di notte; potrebbe essere quel cesto di frutta sul tavolo...
Quale che sia il motivo del nostro essere Qui E Ora, si può dire necessario il comprenderne l'essenza, per cui ogni altra cosa si rivela esterna, e in vario grado irrilevante se non dipende dalla nostra propria volontà.
Da che esiste un interruttore (furbaMente installato in precedenza) chiunque è in grado di usarlo per fare luce sulla propria vita, e la vita stessa; dipende innanzitutto dal volerlo fare, che è il problema principale di questo mondo.
Come scrisse il Suzuki citato da Wiki, è ancora soltanto un punto di vista; logicaMente non siamo in grado di comprendere il principio unico del nostro stesso essere indiviDuale, eppure abbiamo la parola essenza che non richiede uno sforzo mentale, è derivata direttaMente dall'essere; su questa base, il concetto del divenire appare per come è comprensibile nel corso una vita umana, nel corso di una linea cronoLogica ininterrotta dalla nascita alla morte, ed è quindi sinonimo del suo proprio essere, l'aspetto più inafferrabile della sua essenza, che è eterna e immortale.
Un occhiata al post di J.J. Parker:
Il gioco di parole si perde nella traduzione, se necessaria: "i-Phone" in Inglese si pronuncia come "eye-phone", cioè occhio-fono; J.J. aggiunge il famoso aggettivo ONNIVEDENTE, che descrive esattaMente ciò che è il telefono cellulare, entità ONNIPRESENTE nelle tasche di tutti; Ms/Mrs Lutton commenta: "Sì questo lo sappiamo però continuiamo a usarlo. Strano controllo mentale?"
Io direi che non c'è nulla di strano, che è normale controllo mentale, al quale anche il blogger è sottomesso; fino a un certo punto.
Io direi che non c'è nulla di strano, che è normale controllo mentale, al quale anche il blogger è sottomesso; fino a un certo punto.
Qualcuno intanto ha pubblicato questo su FB:
che mi ricorda il detto anglosassone a titolo di questa antica canzonetta che a sua volta mi ricorda qualcos'altro:
(Qualcosa che non è più, fortunataMente.)
...
La parola del giorno è il termine botanico sarcotesta (aggiunto ora al dizionario di Chrome), scoperto oggi cercando notizie sul frutto puzzolente del Ginkgo biloba che in realtà non è un frutto ma un seme:
"I semi, di cui è commestibile l'embrione dopo la torrefazione, sono lunghi 1,5–2 cm e sono rivestiti da un involucro carnoso definito sarcotesta, pruinoso di colore giallo, con odore sgradevole a maturità per la liberazione di acidi carbossilici, in particolare acido butirrico.[2]All'interno del sarcotesta vi è una parte legnosa chiamata sclerotesta che contiene l'embrione. La germinazione del seme avviene fuori terra (epigea)."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Ginkgo_biloba)
Come precisa homeguides, "I frutti marci emettono una puzza simile al vomito. I frutti odorosi rilasciano acido butirrico, che dà anche al burro rancido il suo orribile tanfo. I semi contenuti all'interno del frutto sono eduli e non emettono l'odore putrido, perché l'odore proviene dallo strato carnoso esterno, noto come sarcotesta."
(https://homeguides.sfgate.com/ginkgo-tree-berries-stink-56020.html - Trad. mia)
Questo è il loro aspetto, nella mia foto di questa mattina:
Questo è il loro aspetto, nella mia foto di questa mattina:
ma questi ancora non sono marciti, e non emettono quel delizioso sentore di vomito che è tipico della (bella) strada cittadina costeggiata dal Ginkgo:
(Bella perché attorno c'è tanto verde; la strada in sé fa schifo, come ogni strada=)
Hanno cominciato Sabato mattina:
Al tramonto la rete era completa:
Dopo la tregua di ieri, oggi si sono scatenati a partire dal mattino
e hanno continuato senza tregua nel pomeriggio:
Non appena l'irrorazione aerea viene sospesa -cioè adesso- in cielo compaiono le formazioni "naturali" che chiamano "nuvole":
Non si direbbero particolarmente anomale, rispetto alla media, ma osservando le rare formazioni di ieri ho elaborata la mia teoria quotidiana sulle scie chimiche, osservando di nuovo quei tratti tipicamente regolari che compaiono molto spesso nelle mie foto.
Queste sono le nubi fotografate ieri,:
Dettaglio:
Dettaglio:
Dettaglio:
Dettaglio:
Queste sono le solite anomalie che costituiscono il mistero nefologico, ovvero la capacità inspiegabile del presunto vapore acqueo di assumere forme estremamente regolari; qualcuno su YouTube è arrivato a ipotizzare che simili vuoti dai contorni regolari sarebbero causati da "astronavi" invisibili parcheggiate nell'aria, e per mancanza di ipotesi meno bizzarre sarei anche stato disposto ad accettare questa possibilità (ne ho scritto all'epoca su VerOrizzonte). Ma oggi guardo queste nubi come se fossero ritagliate anziché modellate, e quindi la mia nuova teoria deduttiva è che le famose scie potrebbero inibire la formazione delle nubi le quali in certi punti appaiono mutilate, o appunto ritagliate, con delle aree mancanti dai bordi netti, come se in quelle parti vuote non fosse possibile la condensazione della materia nuvolosa -qualunque essa sia.
Alla fine, questa mia ipotesi corrisponde in parte a quella più diffusa in merito allo scopo dell'irrorazione, che secondo molti sarebbe quello di provocare siccità, per quanto il reale rapporto fra le nubi e le precipitazioni sia per me ancora piuttosto oscuro, e sicuraMente non in linea con le spiegazioni canoniche. La teoria delle scie deterrenti non è certo nuova, ma soltanto oggi la collego alle anomalie geometriche delle forme nuvolose; questo sottintende che soltanto una formazione intatta, non mutilata , frattalMente completa in ogni sua particella, sarebbe in grado di produrre o forse condurre la pioggia, mentre quelle "segate" chimicamente non potrebbero farlo.
Non ho mai accettata completamente nessuna delle svariate ipotesi su questo argomento misterioso, e quindi mi dedico al fai-da-te; mi pare che al momento questa sia la teoria più verosimile, perché se non altro coinvolge anche il mistero delle nuvole geometriche. Due piccioni con una fava.
Su Facebook intanto è apparsa questa notizia:
Da cui traduco:
"L'Aviazione Militare Statunitense Ammette Di Poter Controllare Le Condizioni Meteorologiche
Il punto saliente:
... "Mentre lo HAARP e il controllo del tempo sono stati definiti una teoria della cospirazione dai media del mainstream e dagli ufficiali del governo, Mercoledì durante un'udienza in Senato David Walker, SAF dell'Aviazione per la scienza, la tecnologia e l'ingegneria, ha sganciata una bomba rispondendo ad una domanda posta da Lisa Murkowski in merito allo smantellamento dello High Frequency Active Auroral Research Program da $300 milioni a Gakona quest'estate.
Walker ha detto che questa “non è un'area di cui avremo alcun bisogno in futuro” e che l'Aviazione Militare non dovrà cercare fondi per mantenere in funzione lo HAARP. “Ci stiamo dedicando ad altri metodi per manipolare la ionosfera, cosa che lo HAARP era effettivamente progettato per fare,” ha detto “Iniettare energia nella ionosfera per essere in grado di controllarla veramente. Ma questo lavoro è stato completato.”
più avanti si legge:
"Questa non è la prima volta che un pubblico ufficiale riconosce che lo HAARP e il controllo meteorologico non è solo possibile, ma è stato e continua ad essere utilizzato come una “super arma,” come è evidente nell'affermazione del 1997 dell' ex Segretario della Difesa USA William Cohen, che disse:
“Altri [terroristi] sono coinvolti addirittura in un tipo di eco-terrorismo in cui possono alterare il clima, scatenare terremoti e vulcani a distanza attraverso l'uso di onde elettromagnetiche … Quindi ci sono quantità di menti ingegnose là fuori che sono al lavoro per trovare il modo di spargere il terrore in altre nazioni…E' reale, e questo è il motivo per cui dobbiamo intensificare il nostro sforzo [di controterrorismo].”
E' significativa per me quell'aggiunta per inciso, dove gli "altri" vengono specificati dall'autore come altri terroristi; perché, chiunque siano, non sono gli stessi terroristi che vantano una tecnologia in grado di modificare il clima a distanza, come gli ufficiali del governo USA. Loro lo fanno di nascosto, in segreto; se mai lo fanno davvero (possiamo solo immaginare il costo di simili diavolerie, e chi se le può permettere). In ogni caso, nella seconda nota aggiunta alla fine dell'articolo compare un neologismo che nella sua semplicità riassume perfettamente la situazione; al terrorismo si risponde con il "controterrorismo", perché è sottinteso che su un fronte e sull'altro a combattere sono sempre e solo dei terroristi. Al di là di ogni danno fisico possibile e immaginabile, la strategia del terrore è sempre vincente a livello mentale, a partire dalla favolosa "bomba atomica".
Il fatto poi che il portavoce della Difesa ai tempi di Clinton fosse uno di nome Cohen ribadisce il principio per cui certa gente è dovunque, ma è soprattutto dove conta; perché contare è la sua attività preferita, specie se si tratta di $oldi.
Vedo ora che oggi al posto di Cohen c'è un tale Jim Mattis, ex-generale dei Marines; Wikipedia English elenca i suoi soprannomi ufficiali (=) che sono:
(https://en.wikipedia.org/wiki/Jim_Mattis - Trad. mia)
Questo ci conforta enormemente; ma purtroppo (anche) Mattis compare nel database dei Cognomi Ebraici Consolidati. Questa non è una gran sorpresa, per me.
---
MarteDie
Ancora memorie virtuali da Facebook. 3 anni fa mi chiedevo:
(Trad.: "Sto sognando profondo?")
---
Devo anNotare il fatto che oggi per la prima volta ho alzato lo sguardo per vedere una Tortora (dal collare Orientale o Streptopelia decaocto) mentre mi sorvolava; come ho già scritto (e diMostrato) questo mi accade in genere quando è una Palomba (Colomba palumbus) a farlo, quindi questa è una novità significativa per me. Forse per il lettore non è lo stesso, ma questo è il mio blog =D
| Di Rovdyr - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4627037 |
"Tortora Eurasiatica dal Collare"
MarteDie
Ancora memorie virtuali da Facebook. 3 anni fa mi chiedevo:
"am i deep-dreaming?"
Oggi conosco la risposta, che è SI, stavo sognando molto, molto profondo, incapace di svegliarmi dal sonno diurno che rende "realtà" le sensazioni del "mondo esterno"; oggi so che lo "spazio esterno" in cui mi muovo Qui e Ora non è meno illusorio di quello mostrato nelle immagini della NASA, con tutte le sue Grandi, Grandi Palle rotanti ma, a differenza di quello, nessun "altro" può convincermi della sua esistenza se non me stesso. Oggi ho dormito, e ho sognato fino a qualche minuto fa, e ora che mi sono svegliato posso riconoscere la differenza formale tra i due stati, che è tanto ingannevole quanto la convinzione che questa Qui, Ora, sia la mia "vera realtà" rispetto a quella onirica.
L'ho sempre saputo, in qualche modo, intuitivaMente, in parte inconsapevolMente. Oggi è la mia più grande certezza, e in effetti l'unica sorta di verità che io possa affermare in merito a questo "mondo"; che non esiste alcuna verità assoluta, perché non esiste alcuna realtà oltre quella vissuta indiviDualMente. Questa insopportabile realtà del falso, o inganno della realtà che gli Indiani chiamano "illusione materiale", è l'unica forma di coscienza o consapevolezza che si possa ottenere continuando a vivere a questo mo(N)do.
L'ho sempre saputo, in qualche modo, intuitivaMente, in parte inconsapevolMente. Oggi è la mia più grande certezza, e in effetti l'unica sorta di verità che io possa affermare in merito a questo "mondo"; che non esiste alcuna verità assoluta, perché non esiste alcuna realtà oltre quella vissuta indiviDualMente. Questa insopportabile realtà del falso, o inganno della realtà che gli Indiani chiamano "illusione materiale", è l'unica forma di coscienza o consapevolezza che si possa ottenere continuando a vivere a questo mo(N)do.
Intanto anche il Deep Dream Generator è evoluto -scopro oggi- e offre all'utenza telematica una vasta scelta di "effetti speciali" da applicare alle immagini, come quella manipolata all'epoca del post:
(già precedenteMente modificata con Photoshop)
Oggi sul sito non solo è possibile modificare la realtà fotoGrafica rendendola simile ad una fantasia pittorica (che si può anche stampare, materializzandola al di fuori del monitor) ma scegliendo un certo stile sul sito si possono anche mescolare diversi tipi di "realtà" (immaginAria) in una unica figura, come in questo esempio ottenuto dall'unione di un fiore con un oggetto d'arte:
| deepdreamgenerator.com |
Ho notato solo ora che in gran parte la mia immagine, il volto del blogger Jack Daw, è composta di volatili, e sapendo che la prima versione del DDG non offriva alcuna alternativa allo stile "zoologico", in cui nelle fotografie caricate si fondevano svariate specie animali in una composizione casuale, questa potrebbe essere una prova che non esiste alcun fatto, oltre ciò che faccio.
Ma ancora non ho imparato a volare, almeno non da "sveglio".
La triste realtà del tempo in ogni sua forma o senso possibile, è quella che si manifesta in cielo e in terra; la forma può essere quella degli alberi -svergognati- che si spogliano, o quella delle nuvole che dopo la grande spruzzata di ieri ricoprono completaMente la città sotto una coltre compatta, estesa fino all'orizzonte:
La parola dell'esperto è condivisa da Awakening: Conspiracies, Prophecies, and Truths:
Trad.: "TUTTO E' OGNI COSA
Quando Buddha dice "Tutto è illusione", non sta dicendo
che niente è reale. Sta dicendo che le proiezioni della tua
mente nella realtà sono illusioni. Sta dicendo che gli elementi
nell'universo che formano ogni cosa fisica che vediamo -solido, liquido, gassoso- se ridotti a livello subatomico, non esistono. Pertanto tutto ciò che vediamo è illusione, a causa della sua forma, non la sua vera essenza." (SIC!)
L'unica illusione esistEnte è la nostra, non quella di ogni cosa e di tutto e tutto "attorno" a noi; ogni cosa forma l'illusione di tutto, di ogni "mondo" possibile Qui e Ora. Anche la meccanica quantistica ci dimostra sperimentalMente che le particelle subatomiche "esistono" e reagiscono alla presenza dell'osservatore solo quando vengono osservate; sapendo questo, sappiamo che il "mondo" in cui viviamo è una proiezione di ciò che esiste solo "dentro" di noi, ma "fuori"dallo "spazio materiale" che costituisce l'"esterno" per come viene percepito dai sensi, e questo ci condanna a credere in ogni incredibile realtà esperita Qui e Ora, qualunque essa sia. Come sempre, l'unica vera conoscenza è la conoscenza del Nulla da cui Tutto ha origine, e che permane l'essenza di ogni cosa materiale, creata per esser distrutta, nata per morire; sapendo questo, sappiamo tutto ciò che è possibile sapere perché, parafrasando Charles Fort, (non) c'è nulla da sapere.
L'aforisma Socratico "Tutto il mio sapere è sapere che nulla so." sembra assumere tutt'altro spessore in questa prospettiva; come gran parte dei filosofi Greci, anch'egli ottenne il suo Sapere dall'unica forma di sapere vero e proprio, che è quello esoterico, contrabbandato dall'Oriente. Ma (anche) in questo caso la logica non ci aiuta, e l'indagine prova che al contrario questo senso metafisico del pensiero di Socrate (nella rappresentazione platonica) è solo una mia invenzione; infatti nella frase Latina
"ipse se nihil scire id unum sciat"[2]
riConosciamo nĭhĭl, che ovviaMente sta per "nulla"; in quella Greca
"[ἓν οἶδα ὅτι] οὐδὲν οἶδα"
la traduzione letterale è (qualcosa come) "ciò che so è di non sapere", e nella frase non c'è nulla di simile a "nulla" (https://en.wikipedia.org/wiki/I_know_that_I_know_nothing); anche questo però prova che non c'è proprio nulla da provare.
L'aforisma Socratico "Tutto il mio sapere è sapere che nulla so." sembra assumere tutt'altro spessore in questa prospettiva; come gran parte dei filosofi Greci, anch'egli ottenne il suo Sapere dall'unica forma di sapere vero e proprio, che è quello esoterico, contrabbandato dall'Oriente. Ma (anche) in questo caso la logica non ci aiuta, e l'indagine prova che al contrario questo senso metafisico del pensiero di Socrate (nella rappresentazione platonica) è solo una mia invenzione; infatti nella frase Latina
"ipse se nihil scire id unum sciat"[2]
riConosciamo nĭhĭl, che ovviaMente sta per "nulla"; in quella Greca
"[ἓν οἶδα ὅτι] οὐδὲν οἶδα"
la traduzione letterale è (qualcosa come) "ciò che so è di non sapere", e nella frase non c'è nulla di simile a "nulla" (https://en.wikipedia.org/wiki/I_know_that_I_know_nothing); anche questo però prova che non c'è proprio nulla da provare.
Riassunto POEticamente tempo fa, come ci ricorda Art of the Initiate:
Trad.: "Tutto ciò che vediamo o appare
non è che un sogno dentro un sogno."
Edgar Allan Poe"
...
Un avviso virtuale, da una certa Jody Mitchell su Facebook:
Trad.: "Perché hanno creata l'armata spaziale? Quale
potrebbe essere il motivo? Beh... Presto ci sarà una
falsa invasione "aliena". Sappiate questo, questi sono
effettivamente gli angeli caduti e sono qui per ingannarvi
facendovi accettare il NWO [Ordine del Nuovo Mondo]
e l'anti-cristo come Dio... Siete stati avvertiti!"
Il savio neo-geocentrista conosce la realtà di questo sistema bioLogico chiuso, sospeso sulle acque, sovrastato dalle acque MA, come ho già scritto su VerOrizzonte, la sua ignoranza non è inferiore a quella che riguarda il fantastico "spazio esterno" creato fisicaMente dalla NASA, è soltanto diversa. Del lemma United States Space Force non esiste ancora una versione Italiana, ma su Wiki English leggiamo:
"La United States Space Force (USSF) è la [...] sesta divisione delle Forze Armate degli Stati Uniti intesa ad avere il controllo delle operazioni militari nello spazio esterno. Assorbirebbe le operazioni e i compiti dello Air Force Space Command, un comando principale della United States Air Force che attualmente gestisce e supporta la maggioranza delle operazioni militari del Paese nello spazio."
(https://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Space_Force -- Trad. mia)
L'articolo non è ancora stato aggiornato, per cui si usa ancora il condizionale riguardo i compiti che sono ormai stati assunti a pieno effetto dalla USSF.
E' una mossa significativa, da parte della nazione che più di ogni altra ha impiegati enormi mezzi e capitali per la cosiddetta "conquista dello spazio", con altrettanto enorme successo; infatti tutto lo spazio vuoto nelle menti del Gentile Pubblico Pagante è stato colonizzato (anche) attraverso le rappresentazioni computerizzate di questo universo fantastico, e i famosi shows che hanno intrattenuto i cittadini televedenti del mondo già a partire dagli anni '60, con un supporto decisivo da parte dell'industria dell'intrattenimento e le sue armi di distrazione di massa che sono appunto i mass-media. Il motivo della creazione di questa nuova armata dell'esercito non dovrebbe essere oscuro per chi conosce i retroscena delle recenti guerre scatenate dagli unici personaggi al mondo che abbiano un interesse nel farlo, cioè i produttori e commercianti di armamenti con la complicità (sempre sottintesa) dei produttori e commercianti di denaro, che in queste occasioni funeste trovano l'unica possibilità di muoverne in quantità smisurate, in operazioni finanziarie e commerciali impossibili durante il tempo cosiddetto di pace. Le "imprese spaziali", che hanno impiegati centinaia di miliardi di dollari nel corso dei decenni per offrire al pubblico immagini più o meno verosimili, e più o meno ridicole dello scenario spaziale e di ogni "conquista" rappresentata su di esso, potrebbero quindi conFondersi con quelle belliche, che pure si sono sempre dimostrate una fonte di guadagno incomparabile per certa gente; questa unione di guerra + spazio, che sono entrambe invenzioni, al di là di ogni conseguenza nella realtà della popolazione, potrebbe in effetti rivelarsi una miniera d'oro senza pari nella storia, da cui probabilmente qualcuno sta già attingendo a piene mani ancor prima di qualunque "false flag" di natura "aliena".
A questo punto della mia carriera di sognatore, ho dovuto accettare il fatto che certe visioni oniriche del "passato" contenevano indizi letteralMente inestimabili di quel "futuro" che oggi (Qui e Ora) è stato degradato allo stesso livello, essendo ormai anch'esso passato, e questo è ciò che accade in ogni caso a chiunque riguardo ogni cosa, quando nella nostra mente la "memoria" di una vita intera si rivela come la vita stessa, vissuta in un tempo che non esiste più, ed è come non fosse mai esistito. Il che ci dimostra definitivaMente la natura pseudo-onirica di quella che definiamo "realtà".
In merito agli "alieni invasori" che minacciano gli eliocentristi viventi sulla loro palla di Terra rotante nel vuoto, ho scritto quando facevo parte di questi ultimi, come ogni reduce del Programma D'istruzione Globale, e l'ho fatto anche nei miei libris somni in più di una occasione, per cui la visione di un mondo minacciato da una "forza aliena", con un conseguente scontro, potrebbe partecipare anche del mio futuro, quando dalla stessa fonte abissale del "subconscio" ho tratte e riConosciute le nozioni fondaMentali per cui è del tutto esclusa la possibilità dell'esistenza di esseri "alieni da altri pianeti", mentre è certa e comprovata quella di umani capaci di ingannare il mondo intero riguardo l'esistenza di un intero universo inesistente, popolato da qualunque creatura si possa immaginare, e quindi creare nella nostra mente... Ma anche fuori.
Oppure è soltanto una teoria della cospirazione, come quella delle scie chimiche?
...
"La United States Space Force (USSF) è la [...] sesta divisione delle Forze Armate degli Stati Uniti intesa ad avere il controllo delle operazioni militari nello spazio esterno. Assorbirebbe le operazioni e i compiti dello Air Force Space Command, un comando principale della United States Air Force che attualmente gestisce e supporta la maggioranza delle operazioni militari del Paese nello spazio."
(https://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Space_Force -- Trad. mia)
L'articolo non è ancora stato aggiornato, per cui si usa ancora il condizionale riguardo i compiti che sono ormai stati assunti a pieno effetto dalla USSF.
E' una mossa significativa, da parte della nazione che più di ogni altra ha impiegati enormi mezzi e capitali per la cosiddetta "conquista dello spazio", con altrettanto enorme successo; infatti tutto lo spazio vuoto nelle menti del Gentile Pubblico Pagante è stato colonizzato (anche) attraverso le rappresentazioni computerizzate di questo universo fantastico, e i famosi shows che hanno intrattenuto i cittadini televedenti del mondo già a partire dagli anni '60, con un supporto decisivo da parte dell'industria dell'intrattenimento e le sue armi di distrazione di massa che sono appunto i mass-media. Il motivo della creazione di questa nuova armata dell'esercito non dovrebbe essere oscuro per chi conosce i retroscena delle recenti guerre scatenate dagli unici personaggi al mondo che abbiano un interesse nel farlo, cioè i produttori e commercianti di armamenti con la complicità (sempre sottintesa) dei produttori e commercianti di denaro, che in queste occasioni funeste trovano l'unica possibilità di muoverne in quantità smisurate, in operazioni finanziarie e commerciali impossibili durante il tempo cosiddetto di pace. Le "imprese spaziali", che hanno impiegati centinaia di miliardi di dollari nel corso dei decenni per offrire al pubblico immagini più o meno verosimili, e più o meno ridicole dello scenario spaziale e di ogni "conquista" rappresentata su di esso, potrebbero quindi conFondersi con quelle belliche, che pure si sono sempre dimostrate una fonte di guadagno incomparabile per certa gente; questa unione di guerra + spazio, che sono entrambe invenzioni, al di là di ogni conseguenza nella realtà della popolazione, potrebbe in effetti rivelarsi una miniera d'oro senza pari nella storia, da cui probabilmente qualcuno sta già attingendo a piene mani ancor prima di qualunque "false flag" di natura "aliena".
A questo punto della mia carriera di sognatore, ho dovuto accettare il fatto che certe visioni oniriche del "passato" contenevano indizi letteralMente inestimabili di quel "futuro" che oggi (Qui e Ora) è stato degradato allo stesso livello, essendo ormai anch'esso passato, e questo è ciò che accade in ogni caso a chiunque riguardo ogni cosa, quando nella nostra mente la "memoria" di una vita intera si rivela come la vita stessa, vissuta in un tempo che non esiste più, ed è come non fosse mai esistito. Il che ci dimostra definitivaMente la natura pseudo-onirica di quella che definiamo "realtà".
In merito agli "alieni invasori" che minacciano gli eliocentristi viventi sulla loro palla di Terra rotante nel vuoto, ho scritto quando facevo parte di questi ultimi, come ogni reduce del Programma D'istruzione Globale, e l'ho fatto anche nei miei libris somni in più di una occasione, per cui la visione di un mondo minacciato da una "forza aliena", con un conseguente scontro, potrebbe partecipare anche del mio futuro, quando dalla stessa fonte abissale del "subconscio" ho tratte e riConosciute le nozioni fondaMentali per cui è del tutto esclusa la possibilità dell'esistenza di esseri "alieni da altri pianeti", mentre è certa e comprovata quella di umani capaci di ingannare il mondo intero riguardo l'esistenza di un intero universo inesistente, popolato da qualunque creatura si possa immaginare, e quindi creare nella nostra mente... Ma anche fuori.
Oppure è soltanto una teoria della cospirazione, come quella delle scie chimiche?
...
Condivisa da Insetti e altri artropodi- un fantastico mondo da scoprire. questa image macro
è per me una spiegazione ironicaMente accettabile del comportamento della Polygonia fotografata in Agosto sulla mia testa:
e sul mio braccio
in questo mondo da sogno mi fido più del suo parere che di quello di chiunque altro.
Devo essere un uomo buono.
...
[...]
23.08
24.08
25.08
26.08
27.08
28.08
30.08
Devo essere un uomo buono.
...
Ancora a proposito di memorie; quelle scritte durante il mio soggiorno (pre)alpino, e di cui ho incollata qui una pagina prima, sono interessanti a partire dal titolo del file di testo in cui le ho salvate; il nome "DIES" infatti è Latino per "giorni", ma in Inglese è la terza persona singolare del verbo "morire" al tempo presente, cioè (egli) muore. Conoscevo entrambi i significati anche quando ho intitolato il file a questo modo, ma ne ho coscienza solo adesso, scrivendolo. In effetti, i giorni della nostra vita rappresentano il tempo durante il quale noi si muore, vivendo. E' curioso notare che la parola Inglese "days" (giorni) è una specie di anagramma dell'altra.
Dal momento che queste memorie sono state scritte, sarà bene che qualcun(altr)o le legga, se ne ha voglia; dopo quella del primo giorno, incollo il resto qui di seguito:
"5
Se volevo una prova che i "fulmini" non sono semplici scariche di energia elettrica, l'ho avuta. E' una prova video-fotografica, e devo prenderla così com'è, come ogni cosa che si possa fotografare a questo mondo. Sembra che nessuno prima d'ora abbia mai fotografati angoli e linee rette nelle nuvole, e prima d'ora non avevo mai visto un fulmine anulare in video o in fotografia. Questo DEVE significare QUALCOSA.
6
Nota manoscritta il mese scorso:
"Fantasticare a occhi chiusi: se aprissi gli occhi vedrei "le solite cose", tenendoli chiusi posso vedere cose che non sono le "solite". Come quando sogno."
...
"I began learning English from a single book, in the days I used to read those; it was called "Dictionary" and was full of words. There was anything but words, in that book; which may seem unusual."
9
La religione: credere a qualcosa o qualcuno che non è Qui, né Ora.
Se dovessi spiegare perché un culto della morte come quello giudeo/cristiano è divenuto il più popolare al mondo, direi che è dovuto proprio alla sua qualità mortale, alla ovvietà espressa dal suo simbolo principale che è la croce con un cadavere (o moribondo) appeso; in questa figura repellente possiamo distinguere l'unica "realtà" di questa vita, se gli occhi della figurina sono aperti il povero Cristo è vivo, e sta soffrendo per la sue pessime condizioni in questo mondo; se invece sono chiusi esso è morto, e il martirio della sua vita a questo mondo è finito.
La "morte" è l'ennesimo dolore soltanto per chi vive, per chi rimane Qui, Ora; i morti non hanno più simili problemi da affrontare e, se mai ne avessero ancora qualcuno, non avrebbe nulla a che fare con lo stato di salute -compreso il più disperato- o il denaro, o le pene del cuore, o qualunque altra questione terrena. Per questo, utilizzando il simbolo più ovviamente mortale per l'uomo che quello di una salma, non distesa in orizzontale come i morti, ma appesa in posizione verticale, come stanno i vivi, la chiesa è divenuta quello che è. Perché il suo ambiguo emblema del moribondo/morto messo "in piedi" è come un inno alla morte stessa.
Il suo rito eucaristico, la condivisione di sostanze d'abuso che pur essendo considerate "cibo" sono tra le più potenti droghe sul mercato, è un rito di invocazione della morte, una rappresentazione del martirio quotidiano che vive ogni fedele, e che si accompagna durante la Messa (In Scena) ad altre preghiere con la stessa funzione, con cui si invoca "perdono" e "grazia" per la lunga pena che è questa vita, Qui e Ora.
Chi prega dio, e non si vota a qualche santo particolare per un problema particolare (come fanno i Meridionali Italiani, ma anche gli Indiani, per fare degli esempi noti) prega il dio di tutto ciò che NON è Qui e Ora, un 'grande spirito' che trascende ogni cosa materiale di questa vita terrena, e non vi partecipa in alcun modo se non attraverso la mente e la volontà dell'individuo che lo invoca.
Nella questione escatoLogica si risolve la dualità vita/morte che è anche quella dio/diavolo, dove è del tutto impossibile definire e discernere per il vivente l'entità dell'uno o dell'altro stato e dell'uno rispetto all'altro, se non sulla base di dogmi e preconcetti che partecipano di ogni sistema religioso. E' forse "dio" che ha data la vita, ed è sempre lui a toglierla, in ogni caso, oppure in questo sistema di distribuzione e ritiro ha qualche ruolo anche il suo avversario? E in ogni caso, chi considera la morte una punizione, o un atto diabolico, rispetto a chi la invoca a gran voce come una ricompensa e una liberazione dopo una vita di sofferenze, e quindi un atto di grazia divina?
10
Oggi sono stato benedetto dall'incontro con un cucciolo di lucertola che è rimasto a lungo sulla mia mano mentre lo carezzavo sotto il Sole; ancora una volta, il contatto con questa forma di vita minima, quasi priva di peso e delicata come un filo d'erba mi ha emozionato profondamente, come non capita nemmeno con gli insetti. Mi chiedo se questo sentimento sproporzionato sia in effetti dovuto alla rarità di queste occasioni, oppure alla natura dell'individuo, dal momento che il contatto fisico con i rettili è un'esperienza assai rara malgrado la loro abbondanza in ogni habitat.
Le braccia sono il legame tra il cervello e le mani, che fanno tutto ciò che è necessario fare, oltre il camminare. Le braccia rappresentano i mezzi di trasporto della volontà superiore, come veicoli dell'impulso che dall'alto del capo raggiungono il basso, qualunque cosa sia "a portata di mano", così come i piedi ci portano dovunque si voglia andare. Ne scrivo per esperienza, dopo avere trascurate per un intero anno le mie braccia il cui tono muscolare ha raggiunto un minimo storico; solo quando la loro stessa vista mi è divenuta insopportabile mi sono costretto ad esercitarle sollevando pesi, utilizzando le rocce durante le mie camminate nel bosco. In particolare il tricipite tende a divenire flaccido, com'è noto, essendo il muscolo meno utilizzato nelle normali attività quotidiane. Non di meno, posso notare che l'interazione di bicipite e tricipite è ciò che rende il senso della potenza in ogni azione, comprese quelle che richiedono un minimo sforzo, estrema delicatezza o grande precisione.
Come per ogni cosa non è la forza in sé, ma il suo controllo, a determinare il successo di ogni azione, e non di meno è necessario uno strumento adeguato ad esercitare questo controllo, che permetta una corretta distribuzione e un impiego armonico dell'energia, che deve essere pienamente sviluppato e tonico.
Il corpo umano è l'espressione dell'essere nella sua forma più sofisticata, il che sottintende una lunga serie di problemi dati dalla gestione di un sistema complesso e ramificato; possiamo vedere che seguire l'istinto abnorme del cittadino sedentario, onnivoro intossicato e abitudinario, porta al cimitero in un tempo relativamente troppo breve rispetto alle potenzialità del nostro organismo, e lo fa attraverso un degrado costante che interessa ogni attività mentale e fisica.
Per certo so che una dieta a base di soli vegetali è il primo passo verso un benEssere del tutto ignoto all'onnivoro, ma anche questo richiede la conoscenza di una serie di nozioni fondamentali (ad es. la questione delle proteine, o "mito proteico") per convalidare ognuna delle quali è necessaria una sperimentazione in vivo, in cui il ricercatore è la cavia, e viceversa.
15.08
Il giorno 10 agosto alle ore 21.43 dal balcone della mia camera ho fotografato un elicottero che passava esattamente sopra la mia testa.
Il giorno dopo, 11 agosto, alle ore 17:00 sul sentiero nel bosco ho fotografato un elicottero che passava esattamente sopra la mia testa.
Questo succede fin troppo spesso in città ormai da anni, ma si può sempre giustificare con la vicinanza di una fabbrica di elicotteri; il perché passino continuamente sopra di me non so spiegarmelo, però se non altro esiste una motivazione per la loro presenza continua; in questi due ultimi casi invece il calcolo delle probabilità dà un risultato notevolmente diverso: non esistono fabbriche di elicotteri in zona, e il fatto che l'unico elicottero che voli in quest'area debba passare proprio sopra di me è quantomeno sospetto.
Non di meno oggi 15 agosto alle ore 15:14 un elicottero è passato sopra di me quando mi ero appena allontanato da casa; era piccolo e volava alto, ne sentivo il rumore senza riuscire a vederlo fino a che non ho alzato la testa per guardarlo volare dritto sopra di me; ho scattato due volte in sequenza rapida con il cellulare. Nelle foto l'elicottero appare come una sagoma chiara di pochi pixels; al momento mi sembrava scuro con dei riflessi del sole su un fianco.
Comunque sia, non saprò mai se fosse sempre lo stesso elicottero, mentre so che la sua rotta non è mai stata la stessa; nel primo caso volava da Est a Ovest, nel secondo (apparentemente) da Nord a Sud, così come nel terzo, anche se dal sentiero che stavo percorrendo la secondo volta non avrei mai potuto vederlo sulla rotta che seguiva oggi, perché ero decisamente troppo lontano da casa, mentre oggi ero a pochi metri.
Che fosse lo stesso oppure no, in tutti e tre i casi la sua rotta coincideva esattamente con la mia, tanto l'ho fotografato sempre sopra di me.
Ho fotografato un elicottero che volava sopra di me per tre volte nel giro di quattro giorni; questa sarebbe soltanto una strana coincidenza, o potrei prenderla per tale, se in città questo non succedesse tanto spesso; per me è lecito dubitare che gli stessi presunti piloti collaudatori che si divertirebbero a volare sopra di me a giorni alterni nella mia area cittadina si siano spinti fino a qui per dimostrarmi il loro affetto, anche nel giorno di ferragosto. Ho delle conoscenze basilari sull'impiego della tecnologia "mobile"; e mentre tutti si preoccupano del temibile chip sottocutaneo la posizione di chiunque ormai è facilmente rilevabile a grande distanza, praticamente dappertutto, attraverso il chip del telefono cellulare. Che peraltro è in grado di trasmettere le conversazioni dell'utente e di riprendere il luogo in cui si trova attraverso il microfono e la videocamera. Sono strumenti di controllo che un tempo si poteva temere fossero nascosti nelle nostre case, come nei films di spionaggio; oggi tutti li utilizzano normalmente ogni giorno, li portano con sé ovunque vadano, anche dove non ci sono telecamere "di sicurezza" puntate su di loro. Il fatto certo e indiscutibile che questi aggeggi possano trasmettere immagini e suoni a qualunque distanza, e a chiunque, non sembra rappresentare una minaccia per l'utenza telefonica moderna, in generale.
La presenza di un microchip rende possibile anche il rilevamento "satellitare" che, malgrado non esistano "satelliti" per come li dipingono i loro inventori, permette di individuare il singolo utente telefonico a grandi distanze, anche da un continente all'altro, attraverso la rete telefonica costituita da cavi sottomarini e milioni di ripetitori di segnale parabolici.
Anche se questa tecnologia non viene mai utilizzata ufficialmente, per cui la gente munita di cellulare può ancora perdersi nel nulla senza possibilità di soccorso, sappiamo che i nostri moderni telefoni sono potenziali segnalatori "satellitari" rilevabili ovunque all'interno della rete, ovvero dovunque si possa telefonare con un cellulare: se esiste un "segnale" significa che è possibile risalire [con una semplice triangolazione] al punto esatto in cui esso viene ricevuto e ritrasmesso, da qualunque altro punto all'interno della stessa rete. Non mi pare che un dispositivo che possa tracciare un particolare segnale su una rete sia un'idea fantascientifica, o che richieda un grande ingegno anche per chi non è ferrato in materia.
Questo soltanto per dire che anch'io, come praticamente chiunque altro, sono rintracciabile 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana e 12 mesi all'anno; attraverso il mio chip non-sottocutaneo, qualcuno potrebbe sapere dove mi trovo in ogni momento della giornata, in qualunque punto del mondo. Perché dovrebbe, o vorrebbe saperlo, lo ignoro; ma so che questo è possibile, e riguardo tutti i motivi più o meno incredibili per cui si potrebbero, o si vogliono fare certe cose, forse preferisco non saperlo.
16.08
L'anno scorso in questo luogo ho scritto "Il silenzio degli uomini e le parole delle donne fanno il mondo"; parole di bocca, non di penna, e nemmeno di computer; sono parole che contrastano il silenzio, senza un accordo comune; se decido di deviare il corso dei miei pensieri leggendo una lettera, un racconto scritto, o un libro, o qualunque cosa, lo faccio di mia volontà, ed è in genere preferibile per chiunque farlo nel silenzio -come in biblioteca- che è necessario per una buona lettura; naturalMente non c'è nulla come la voce umana per attirare l'attenzione dell'uomo, o per distrarlo dalla sua concentrazione, e questo non vale soltanto per il lettore, e nemmeno per delle parole che abbiano un senso compiuto per l'ascoltatore. Mi riferisco in primis al tono più alto della voce femminile, che la rende più "attraente" anche in senso negativo, e alle canzoni che oggi i ragazzini ascoltano per la strada, obbligando all'ascolto anche chi non apprezza quel genere di "musica", che è soprattutto "rap" o "hip hop".
Questo ho notato, prima della "invasione silenziosa" di negri nella mia città, che questa specie di musica straparlata (di autori al 90% "di colore") è divenuta la più popolare tra i giovanissimi, e riguardo il presunto "riscaldamento globale", che quest'estate si è fatto sentire con delle temperature-record, io non escludo che sia parte del piano per "acclimatare" gli Africani e gli altri immigrati colorati nel Belpaese. Ma di questo non avremo mai conferma, mentre è innegabile che le "canzoni rap" che oggi è inevitabile ascoltare ad ogni angolo di strada, al di là dei loro testi reazionari o inneggianti alla rivolta e che in massima parte non sono comprensibili dalla gioventù italica, non sono che mucchi di parole dette su una base melodica, e dunque per i 3-5 minuti della loro durata esse attraggono l'attenzione dell'ascoltatore casuale a dispetto dei suoi gusti musicali, e del significato che può comprendere o meno di tante parole, in genere pronunciate in un Inglese pessimo, come fanno comuneMente i negri, compresi gli anglofoni.
Se questo popolo ignorantissimo (anche) in materia di Inglese viene educato con questo metodo, come sembra che si faccia, la pronuncia di questa lingua in Italia sarà un connubio di quella tremenda dell'Italiano medio e quella anche peggiore dei negri africani, che anche nei paesi anglofoni oggi vantano il loro "accento" -o "cadenza", o comunque si possa definire questo obbrobrio- come parte della loro orgogliosa negritudine "hip hop" (per non dire "gangsta").
Il ragazzo della strada -che si può definire così solo in virtù dei suoi costumi, anche letteralmente parlando, in part. in materia di musica- imita questo modello senza alcuna coscienza della sua origine, condividendo il "disagio sociale" del negro che si oppone al sistema dei bianchi per la sua sottomissione ad esso, la stessa condizione del giovane che è dovuta alla sua età, e non al suo colore.
17.08
"è che io non ho bisogno di niente"
"io voglio"
Quello che dice Mr C., o "bad Cooper" è essenzialmente tutto ciò che possiamo sapere dello "io"; che "io" non ha bisogno di niente, MA vuole tutto. Ed è quello che ha, ognuno a suo modo; ha una nascita, una vita e una morte, e il gioco si può ripetere innumerevoli volte. Egli lo dice, non per caso, subito dopo cena, mentre è ancora seduto a tavola; perché la prospettiva pranica è la più fondaMentale per comprendere le reali necessità dell'uomo, e il suo volere autodistruttivo; la madre abitua il figlio a quello che sarà il suo vizio di sostegno per la sua intera esistenza, originando il ciclo infinito di desiderio e soddisfazione del cibo, attraverso lo stimolo bio-chimico dell'endocannabinoide 2-AG nel latte materno; con lo "svezzamento" l'individuo si rende indipendente dalla madre dapprima con il latte vaccino, che contiene lo stesso principio attivo. E' lecito sospettare che la presenza di questo possa creare una forma di dipendenza cronica da latte e latticini, il che giustificherebbe se non altro l'ostinazione di tanti nel consumare un alimento che è pressoché indigeribile per l'adulto, con ogni conseguenza più o meno ovvia. Comunque sia, una volta "svezzato" l'individuo si crea una sua propria dipendenza indipendente, sostenuta in massima parte dall'illusione del "calore" dato dalle "calorie", e spesso anche dalla effettiva temperatura degli alimenti ("un buon pasto caldo" è una figura molto popolare di questa presunta, illusoria necessità). Il rapporto indiviDuale con il cibo è influenzato dall'ambiente sociale ma dipende in modo essenziale dalla volontà di ognuno, e da fattori estremamente variabli che riguardano il metabolismo e i processi fisiologici particolari dell'individuo in cui il microbioma ha un ruolo precipuo.
Lo stesso organismo simbiotico che detta legge quando il "malato" perde l'appetito, come segnale di un processo patoLogico in atto che non richiede ulteriori complicazioni come la diGestione di solidi, lo fa durante lo stato di salute ottimale dell'individuo, quando richiede "istintivaMente" particolari sostanze d'abuso che forniscono determinati elementi -- o sensazioni illusorie; di fatto soddisfare il desiderio "viscerale" del cibo significa sottomettersi alla propria natura "animale", e questo discorso potrebbe evolvere ulteriormente nel concetto della sacralità di questo tipo di intossicazione rituale, ad es. del rito "eucaristico", ma è un discorso che non intendo riprendere Qui e Ora.
Come temo di aver già scritto (altrove), la "alternativa vegan" è un tipo di intossicazione cronica "naturale" che non sembra mai essere esistita come movimento o fenomeno massivo in passato nella società Occidentale, ma -a quanto pare- solo in casi singolari e non troppo frequenti; a livello energetico, come per l'onnivoro, si tratta sempre di un processo autodistruttivo, da che si parla ancora soltanto di un combustibile solido utilizzato per alimentare un sistema organico tanto delicato da degradarsi già attraverso la forma di alimentazione primaria, e l'unica davvero indispensabile, che è la respirazione. Ma le sue qualità "karmiche", che derivano dagli aspetti "armonici" in merito al rapporto con l'"habitat", ovvero la sua natura incruenta, e la possibilità di una perfetta integrazione dell'uomo tra le forme di vita indigene, la rendono in(de)finitaMente preferibile a quella onnivora, e modificano positivaMente tanto il sistema fisioLogico, a partire dal microbioma, quanto l'approccio dell'individuo con il mondo, e di conseguenza ogni evento che abbia luogo nel corso della sua esistenza.
Quello dell'intossicazione alimentare è quindi un rituale quotidiano mortalMente sacro, il quale in ogni caso procura un tipo di modificazione metabolica e fisiologica importante che interessa ogni processo dell'organismo umano a partire da quelli mentali; conosciamo, oltre a quelle del latte vaccino che contiene anche la caseomorfina, le proprietà narcotiche e auto-immunizzanti delle proteine pseudo-oppiacee chiamate gliadine, e sono purtroppo due esempi universalmente validi nel mondo Occidentale, senza parlare della Madre Di Tutte Le Droghe -l'etanolo- che è contenuta in qualunque bevanda spiritosa, comprese quelle oggi che vengono trattate alla stregua di bibite per adulti. Vino o birra vengono spesso consumati a tavola assieme ad alimenti che contengono glutine, con formaggi e latticini di sorta, e di questa orgia chimica devastante il consumatore medio possiede una consapevolezza minima, comunque insufficiente a permettergli una visione d'insieme che possa determinare un cambiamento sostanziale delle sue abitudini quotidiane. Sostanze eccitanti del sistema nervoso centrale come il saccarosio, o "zucchero", e la caffeina contenuta nel tè, nel caffè e in altre bevande, partecipano del rito di intossicazione come complementi ad alto potenziale (auto)distruttivo, e infine non è possibile evitare di menzionare le portate principali, che sono in genere a base di cadaveri di svariate specie animali.
Di fronte a questo fatto, che caratterizza la stragrande maggioranza delle diete alimentari nel XXI Secolo, i pochi che sembrano aver conservato o ritrovato tanto buon senso da considerare sbagliato il mangiare cadaveri potrebbero essersi convinti del fatto che le masse inconsapevoli dell'utenza consumatrice non meritino il loro stesso benEssere, di fronte all'evidente pochezza intellettuale e/o filosofica di chi ignora, o trascura, o evita accurataMente di pensare al fatto che mangiar pezzi di una carcassa sia quantomeno sconveniente in ogni caso. Ma come sempre, come è storicamente provato dalla rarità dei casi di vegetariani noti nel passato (non-vegetale), questa conoscenza viene in genere proibita attraverso il Programma D'istruzione Globale, che come per la teoria eliocentrica propone un unico modello erroneo, senza alternative, come un dogma teoLogico: le Grandi Palle Universali dei coperniCani sono lo scenario teorico di un mondo in cui la necessità di assumere proteine di origine animale è stata smentita dalla sperimentazione in vivo da migliaia o milioni di esseri umani che non ne assumono una traccia per decenni, e vantano uno stato di salute eccellente.
[Ma le abitudini sono molto più dure a morire dei miliardi di creature innocenti ammazzate ogni anno per il loro sapore]
[Ma le abitudini sono molto più dure a morire dei miliardi di creature innocenti ammazzate ogni anno per il loro sapore]
18.08
Il motivo della mia passione per la scrittura non è mai stato altrettanto chiaro come in quest'occasione, quando dalla sua completa inutilità dei primi giorni si è rivelata un'attività necessaria per esprimere tutto il mio odio per qualunque forma di associazione "esterna", ancor prima che per la cosiddetta società. La civiltà della TV, delle automobili, delle attività commerciali di ogni tipo, del consumo, di cui si ritrova una versione miniaturizzata in qualunque centro urbano, per quanto "isolato" e apparentemente estraneo all'orrore della città; questa è senza dubbio l'origine dell'istinto autodistruttivo individuale, con ogni conseguenza che interessa ogni singolo aspetto della vita quotidiana, dal mattino alla sera e dalla nascita alla morte; l'avere a che fare con chiunque "altro" porta inevitabilmente a condividere il medesimo comportamento, per cui le occasioni più popolari di incontro sono sempre (state) quelle delle bevute, delle fumate, e soprattutto dei pasti; questo è evidente sempre e ovunque, le sagre di paese sono dedicate a qualunque sostanza d'abuso alimentare, così come lo è stato l'Expo a livello internazionale, e così la Messa (In Scena) dei cristiani è una rappresentazione del rito d'intossicazione quotidiana che è il pasto.
Tutto ruota attorno al cibo, perché il contesto socioLogico impone questo processo autodistruttivo come abitudine quotidiana, qualcosa che travalica i confini del comportamento individuale e trascende anche la capacità di comprensione dell'individuo che vi sia coinvolto anche in minimo grado. Per questo il rito eucaristico è il cuore e l'anima del culto cristiano, ciò che davvero accomuna i fedeli a livello "viscerale", con la conDivisione della "sostanza", che, nel caso degli alimenti, esprime il doppio significato con cui ci si riferisce comuneMente a quelle illecite così come a qualcosa di concreto, di materiale, o appunto "sostanziale" in genere.
Il pane e il vino sono gli elementi centrali di questo culto della morte perché sono le droghe più diffuse e le più amate dal popolo, e dalla "preferenza osmotica" di questa religione nel mondo Occidentale si può facilmente dedurre l'entità di ogni qualità secondaria di una simile forma di associazione umana, a partire dall'inerzia con cui ognuno accetta di portare la propria croce sul proprio calvario.
Il pane e il vino non sono nemmeno paragonabili a qualunque droga "da strada", o narcotico di cui si commercia la molecola sintetizzata, come l'eroina; le modificazioni psicoLogiche, mentali e quindi spirituali che comporta questo tipo di abuso cronico attraverso tutti i processi fisiologici, a partire dalla digestione, sono tali che determinano il comportamento del consumatore non soltanto a breve termine (quando l'indice glicemico è alle stelle) ma per tutto il giorno, e per tutta la vita; di fatto la gente fa sempre, da sempre, qualunque cosa sia possibile fare per ottenere denaro, come si suol dire "per guadagnarsi il pane". Non lo si fa per "altro", tutto il resto è ancor più illusorio, non interessando direttamente e in modo "sostanziale" l'essere umano, per quanto nella società moderna esistano problemi paradossali che riguardano la "figura pubblica" di ognuno, e del resto l'ipocrisia non può che essere una regola di base in questo tipo di sistema.
Nell'Impero del Falso soltanto l'Ipocrisia si può dire una legge universale, e infrangibile; perché questo atteggiamento rispecchia la nostra propria illusione dell'"io", e la riproduce in ogni singolo individuo con la formazione di abitudini collettive, movimenti, modelli e "mode", etc., attraverso la propaganda di TUTTO.
"La natura basilare della causa primaria è la coscienza. Pertanto, la sostanza finale di tutte le cose è la coscienza."
Questo scrive Neville Goddard nel suo "The power of consciousness"; si può anche tradurre "consciousness" in "consapevolezza" -che del resto si può considerare un sinonimo di "coscienza" in Italiano- ma anche in "conoscenza", e ne abbiamo degli esempi pratici come "perdere conoscenza", o "avere coscienza" di un fatto accaduto, come sinonimo di cognizione.
Non esiste una linea di confine certa e invalicabile fra ciò che consideriamo "conoscenza" e la "coscienza" cosiddetta; se abbiamo "coscienza" dei fatti significa che li conosciamo, che siamo "consapevoli" di certe cose, e questa del resto è l'origine stessa della "scienza". La conoscenza, e quindi la "coscienza" di qualunque cosa, può essere coltivata, e di fatto "cultura" è sinonimo di "coltura", ma questa crescita interiore è data solo dalla volontà indiviDuale; non esiste un manuale di vita, e "vivere" è tutto ciò che possiamo fare a questo mondo. Prima di "morire".
Infine quindi, la "coscienza" che è la causa primaria di Goddard (nome tipicamente ashkenazita) non si può distinguere se non arbitrariaMente dalla "conoscenza", ovvero dall'avere coscienza, o consapevolezza di ogni cosa, e di Tutto; e questa forma di conoscenza generale si può coltivare metodicamente in svariate forme particolari, che sono tutte le "scienze".
19.08
Nota notturna:
"When I go to sleep I feel like I'm going back home -- One day I'll return there forever"
Ma Qui e Ora è "per sempre", e quel "giorno", una data imprevedibile per tutti, è deciso in ogni istante della mia esistenza, dalla mia volontà di tornare, o NON tornare a casa.
Perché io resista alle "offese" quotidiane e alle regole di un gioco dove non ho il controllo completo, come in un sogno, può essere dovuto ad un compito, ad un ruolo deciso in principio di cui non ho coscienza, o memoria, ma che appartiene al 'subconscio', che del resto si potrebbe dire 'superconscio'. Le mie crisi depressive potrebbero derivare da questa incertezza, in un contesto drammatico che non comprende la parola magica contenuta in "PLAYwright".
La coscienza della recitazione è capitale, in un mondo dove ogni "attore" è nel contempo un hypokritēs (antico termine Greco per attore), e non ha la minima idea del proprio ruolo.
Cibo per il corpo e cibo per la mente; la via di mezzo; l'eccesso dell'uno e dell'altro cibo procurano guai senza fine, tanto al corpo quanto alla mente; l'importanza che si attribuisce nella propria realtà, con le proprie azioni quotidiane, all'uno e all'altro aspetto "vitale" determina la forma dell'individuo; nessuno diventa yogi praticando il culturismo, ma uno studioso può trascurare la propria forma fisica fino ad ammalarsi, e anche in questo caso bisogna considerare la necessità di una dottrina sincretica. L'armonia dell'insieme è data da ogni sua parte, e quando si raggiunge l'armonia completa è forse possibile trascendere entrambe le forme, mentale e fisica.
"The very nature of a skeptical attitude limits the constructive forces that we wish to harness."-
("La natura stessa dell'attitudine scettica limita le forze costruttive che desideriamo imbrigliare" - A PRACTICAL GUIDE TO SELF-HYPNOSIS di Melvin Powers pag. 20)
"Some get a "floating" or "drifting" feeling, likening the experience to lying on deep clouds.
("Alcuni ottengono un senso di "fluttuazione" o "galleggiamento", paragonando l'esperienza all'essere sdratiati su nuvole profonde." - Id. - pag. 26)
Nuvole "profonde"?
Non so cosa intenda l'autore con questo aggettivo, ma non abbiamo sinonimi altrettanto validi per tradurre "deep" in Italiano. Comunque sia, come possono i soggetti ipnotizzati paragonare l'esperienza dello stato ipnotico all'essere sdraiati su queste (profonde) nuvole?
Certo, è quello che essi immaginano potrebbe essere una simile condizione, potremmo chiamarlo un paragone ideale, o una similitudine fantastica; eppure.
Osservo le nuvole ormai da troppo tempo per poter anche dubitare del fatto che queste formazioni non siano nulla di ciò che qualcuno dice -e molti credono- che siano.
Le spiegazioni ufficiali di questi sistemi polimorfi modulari, questi "incastri" apparentemente casuali e che tuttavia rivelano una forma di tecnica geometrica all'osservatore attento, sono tutte ugualmente invalide dal momento che il vapore acqueo non può assumere simili forme e tanto meno può stazionare tanto a lungo in un punto qualunque del cielo in una massa più o meno compatta, a differenza del reale vapore acqueo. Benché sia possibile produrre nuvole artificiali di vapore acqueo (come è visibile in un video su YouTube), al contrario è del tutto impossibile che delle formazioni simili si comportino come le nubi che vediamo in cielo, rimanendo ad es. separate malgrado la loro vicinanza in una medesima corrente ventosa, oppure unendosi attraverso appendici distinte dalla massa in assenza di vento, etc., etc. Soprattutto, in ogni caso, è matematicamente certo che delle semplici masse di vapore possano in qualunque modo prendere forme regolari come linee e angoli retti, e su questa realtà che ho fotografata centinaia o migliaia di volte devo insistere ancora dal momento che ognuno di questi scatti è una prova incontrovertibile del fatto che le "nuvole" non sono idrometeore vaganti, non sono semplici masse di vapore, e dunque sono ALTRO. TUTT'altro.
Il lettore della Bibbia è facilitato; lo Spirito "aleggiava" sulle acque prima che tutto avesse inizio; è un'espressione ambigua per il lettore Italiano, da che il verbo suggerisce la presenza di ali, che noi siamo abituati a concepire ed osservare nel mondo animale come in quello tecnologico; ma per quanto posso ricordare nella versione originale così come in quella Inglese (che io ritengo essere la vera origine linguistica di questo mondo, o worLd) non esiste questo rimando diretto ad un attributo o strumento per volare, il senso generale è quello del "sorvolare", o "gravitare" in sospensione, due azioni che ben si adattano all'idea della nuvola. La mia intuizione sulla vita dell'uomo originata da una potente scarica elettrica, o "fulmine", si adatta perfettamente al quadro, per quanto sia ardua una ricostruzione di questa genesi fulminea a partire dalle comuni nozioni che riguardano tanto i racconti mitologici quanto i fenomeni atmosferici dipinti dalla scienza moderna.
Due cose possiamo ritenere molto probabili: che il corpo umano sia composto in gran parte d'acqua, e che i segnali vitali in esso, dalle onde cerebrali al battito cardiaco, compreso ogni impulso che muove ogni muscolo, siano misurabili in forma di corrente elettrica.
Se consideriamo valide queste nozioni elementari sulla nostra realtà bioLogica, possiamo dire altrettanto del paragone con degli oggetti che portano acqua in grandi quantità, e la scaricano sulla Terra, e attraverso i quali si manifestano i cosiddetti fulmini, al di là dell'effettiva attività delle "nuvole" in questi fenomeni.
Come ho già scritto altrove, paragonando la foto di un classico fulmine ramificato con il sistema circolatorio e/o nervoso, la realtà Unica, cioè dell'Uno, che accomuna tutte le forme di vita animale sulla Terra a quella umana, si palesa nelle forme frattali che vediamo pure nell'ambiente "naturale", per cui i vasi sanguigni e i fiumi sono ramificati proprio come lo sono gli alberi, e le radici di molti vegetali. In breve, le nuvole conducono acqua ed elettricità, e il corpo umano (come quello degli animali e dei vegetali) è perlopiù acqua animata dall'elettricità; ritengo che questi, per quanto limitati, siano entrambi motivi validi per prendere in seria considerazione questa ipotesi.
Il moderno dio del monoteismo cattolico è stato spesso descritto, dipinto, o sempliceMente immaginato come tanti dei dell'antichità assiso sul suo trono che in (almeno) un versetto biblico si legge essere "nascosto tra le nubi"; questo "nascondiglio" divino si può immaginare quello di un reale trono (definizione ulteriormente complicata dall'omonimia con l'ordine angelico a cui non appartiene quello degli "elohim") destinato ad ospitare un Reale Didietro, ma dovremmo perlomeno considerare che queste formazioni di dubbia consistenza e natura ignota chiamate "nubi" in ogni caso, a prescindere dalla loro origine, non sarebbero in grado di sorreggere altro che acqua -in singole gocce (e senza che si strappino, come ci ricorda "Enoch" -- anagramma di Cohen, cioè "prete"), e nessun oggetto solido, o "grave". In quest'ordine di idee, le nuvole si pongono a rappresentare una fase intermedia della materia che potrebbe essere veicolo di una determinata forma di vita (il DNA) la quale potrebbe manifestarsi attraverso un processo creativo che -date le nostre limitazioni- possiamo soltanto definire come "magico", in cui l'energia vitale di un singolo essere si esprime a partire da una singola scarica in una data forma bioLogica strutturata la quale riproduce in sé, nella disposizione di vene e nervi, la medesima forma originaria. Come vediamo dalle forme dei fulmini artificiali creati con una bobina di Tesla, anche questi si manifestano come scariche ramificate, per quanto di recente io abbia fotografate delle notevoli eccezioni "naturali" che confermano questa regola generale.
La nostra "vita" si può misurare praticaMente, meccanicaMente, attraverso un elettro/cardio/gramma, e con una elettro/encefalo/grafia; che l'uno o l'altro organo ospiti quella che si dice la "anima", magari in una sede particolare come l'epifisi, in questo caso non ci riguarda; entrambi gli organi emettono costantemente una forma di energia misurabile fisicamente, che attraversa l'intero corpo, per cui un impulso "mentale" può muovere le nostre mani come i nostri piedi istantaneaMente, non appena pensiamo di farlo. Di fronte a questi fatti dimostrabili nella pratica, è per me inevitabile concludere che di fatto ciò che "anima" il corpo umano non è altro che elettricità, e dunque che la "anima" consista di questa forma energetica particolare, rispetto all'energia sottile, pura e indefinita che si può dire "increato".
21.08
Direi che gli scatti presi ieri all'arrivo di un temporale, dove soltanto poi, ingranditi sul computer, ho potuto vedere due misteriosi "oggetti volanti" che dalla forma e dalla dimensione escludo siano volatili, sono arrivati in risposta a quanto ho scritto l'altroieri qui sopra in merito alla natura delle nubi e alla loro impossibilità di sostenere oggetti solidi, e al fantomatico "trono nascosto" fra queste.
La risposta è chiara, in questi termini: non è necessario che il "trono" sia sostenuto da un supporto che in ogni caso -quale che sia la sua origine- si direbbe impalpabile, evanescente, fintanto che esso è in grado di sostenersi in volo in maniera autonoma.
Proprio ieri sera ho letto qualcosa riguardo l'avvistamento dello "scudo volante" di Plinio il Vecchio, il quale avrebbe data origine alla moderna "pseudo-scienza" chiamata appunto clipeologia, lo studio degli avvistamenti di simili oggetti nell'antichità; comunque li si voglia chiamare, anche non utilizzando il famoso acronimo anglosassone, la loro presenza nei cieli di ogni luogo e tempo è ben documentata da migliaia o milioni di casi, un'evidenza che non può essere presa alla leggera, e che sarebbe controproducente negare per chiunque.
Ma se la loro presenza è innegabile, ed è all'origine di un "fenomeno culturale" antico e sempre più diffuso, soprattutto grazie alla propaganda ingannevole degli "alieni da altri pianeti", al contrario la associazione con i fenomeni meteorologici non è altrettanto nota. Se dovessimo attenerci al più famoso film sull'argomento, "Close encounters of the third kind", potremmo facilmente concludere che gli "ufo" arrivano assieme alle nuvole; tuttavia anche la celeberrima pellicola di Spielberg (che non per caso è divenuto Maestro del Cinema con un particolare retaggio del Maestro Kubrick, rappresentato da una questione fondaMentale come la "intelligenza artificiale") è un caso raro e forse unico, non soltanto nel cinema ma nella storia dei mass-media in generale. Perché in genere gli "ufo" non vengono associati alle nubi e, del resto, negli innumerevoli video e nelle foto in cui appaiono non lo fanno necessariamente su uno scenario nuvoloso.
Video e films a parte, se mi limito alla mia esperienza personale nei miei due avvistamenti più duraturi di oggetti volanti essi non erano per niente simili ai classici 'dischi', e in entrambi i casi erano di dimensioni ridotte (inferiori a quelle di un'auto) e di colore molto scuro; ultimamente in città ho fotografato inconsapevolmente uno di questi oggetti, con una forma geometrica nitida e complessa che esclude la probabilità di un "accidente" di altra natura (insetti, uccelli, droni, etc.).
Nei casi precedenti, dove tutta la documentazione consiste di un micro-film dalla risoluzione ridicola, in cui è visibile soltanto un pixel scuro in movimento, gli oggetti apparvero in giornate coperte, e in entrambi i casi essi scomparvero salendo -con tutta calma- addentrandosi in una formazione nuvolosa, perché anche allora il cielo era coperto, ed era prevedibile un temporale. Anche quello nelle foto di ieri, dove l'oggetto scuro appare dapprima allungato, quasi-romboidale, accanto ad uno chiaro filiforme, e poi quasi-ellissoidale, non è possibile paragonarlo ai classici dischi (in genere argentei) ma possiamo pensare che si avvalga di una tecnologia che gli permette di mutare forma a piacimento, forse a seconda delle sue funzioni momentanee. La forma è chiaramente allungata nel primo scatto, ma nei seguenti appare più tozzo o tondeggiante, e ingrandita al massimo la forma è irregolare, con qualche probabile appendice ancor meno nitida del resto; in questo ingrandimento molto contrastato la tonalità di colore più scura è il marrone, e non il nero, cosa che riconferma le mie impressioni non documentate dei primi avvistamenti.
Ancora, l'ipotesi "clipeoLogica" che ha reso ricco e famoso Sitchin, in cui i moderni 'ufo' sono assimilati ai 'carri degli dei" o finanche ai loro troni, è sempre tanto interessante quanto ambigua in ogni suo aspetto, anche scrivendone a seguito di una testimonianza in prima persona, che se non altro posso ritenere indubitabile e che non è unica nella mia carriera di osservatore.
Prima di proseguire voglio annotare qui una curiosità che non va trascurata nel nostro mondo-di-parole; che in dialetto milanese/varesotto, il verbo "tuonare" è "tronàa", per cui quando si sente arrivare un temporare si dice che "Al trona", cioè "tuona".
E' solo l'ennesima "coincidenza"?
TecnoMagia; tutti noi che abbiamo seguite le imprese degli anunnaki di Sitchin a cavallo dei millenni siamo rimasti affascinati dall'idea di una 'razza superiore' di esseri umani, o umanoidi, che possiede una tecnologia tanto avanzata rispetto alla nostra attuale da apparire 'magica' ai nostri occhi. Certo, una ingegneria genetica così sofisticata da permettere la creazione, la clonazione e l'ibridazione di una qualunque forma di vita è straordinaria, e se la creatura è umana la cosa è stupefacente; ma i dischi volanti... sono un'altra cosa.
Abbiamo letto da poco che lo "ordine angelico" degli Elohim biblici è inferiore di due gradi a quello che più si approssima all'Altissimo, una nozione basilare per comprendere almeno le possibilità di una genesi pre-umana, o "teogonia", a dispetto delle verità dogmatiche della religione di stato, e di qualunque 'versione alternativa' accessibile nella nostra Lingua-Del-Mistero, l'erede diretta del Latino che è il nostro Italiano "volgare" . Io tendo a pensare che nella logosfera "cattolica" --e con questo termine non voglio utilizzare impropriamente l'idea di un insieme "universale" ma, come ho già scritto altrove, temo che l'etimologia di questo termine Greco sia quella derivata dal connubio di katos e lycos, che in Italiano è "come lupo"-- in cui siamo costretti oggi a contemplare in una prospettiva "globale", correlata direttamente allo "ordine del nuovo mondo", non sia sopravvissuto nulla dell'antica conoscenza esoterica, di cui troviamo tracce notevolissime nella letteratura sacra Indiana, e dei residui sparsi in qualunque civiltà di tipo tradizionale, con un'ovvia predominanza di quella Orientale.
Così come Dio e Diavolo si contendono la scena pubblicaMente, i loro impresari hanno confiscato da principio tutto ciò che era potenzialmente pericoloso per lo Status Quo, e questo ha permesso loro di riScrivere l'intera "Storia" a partire dall'inizio, dalla creazione, dalla famosa "Genesi" Sumero/Assiro/Babilonese e quindi Giudeo/Cristiana.
Assieme allo sviluppo del sistema religioso sono fiorite scuole di pensiero alternative e in massima parte contrastanti il dogma religioso, fondate da personaggi che oggi conosciamo come "gnostici"; un termine che contiene -per un gioco del caso- la parola "ostici", ma che è anche un maccheronismo per definire i cultori della gnōsis, ovvero della mera Conoscenza. Da un lato, i credenti, dall'altro i sapienti; questo è quanto troviamo dipinto nelle cronache e nei testi delle presunte epoche in cui si susseguirono teorie ed eresie, scismi e guerre sante. Come andarono le cose "in realtà", non lo sapremo MAI, in nessun caso, se uno qualunque dei fatti di cui possiamo leggere oggi fosse avvenuto in qualche possibile "tempo passato".
Chi decideva cosa fosse "abominio" ed "eresia", tale da meritarsi una condanna esemplare, e del resto chi erano realmente gli autori di quei testi che ancora oggi, malgrado siano stati messi all'indice da secoli, troviamo su internet?
Un altro dilemma gravissimo, che mi sono posto leggendo sul ruolo fondamentale dei Gesuiti nello "sviluppo della lingua Indiana", si estende a qualunque forma di cultura esterna alla logosfera cattolica, mantenendo saldo il concetto basilare per cui in essa non si trova traccia di verità esoterica (destinata appunto agli esoteristi di fatto, riuniti in "società segrete"); dopo avere riScoperta la realtà geocentrica, e quindi la più grande menzogna mai ideata da mente umana, per me è lecito dubitare di Tutto ciò che è ancora nascosto sotto i miei occhi, da che il volo di una farfalla, ma anche di una più comune ape, o la forma di un fiore, rivelano ciò che è incomprensibile per molti malgrado la "bellezza" -così come la bruttezza e la mediocrità- sia notoriaMente nell'occhio di chi guarda.
Quindi ad es. l'eresia di Mani potrebbe non essere più -o meno- eretica di quella di Galileo; ma la differenza è lampante, trattandosi di un mondo intero di prove che dimostrano lo stato d'inerzia di una superficie terrestre piana, rispetto a qualunque pensiero che si possa produrre a supporto del dogma religioso o dell'eresia gnostica, a piacere del pensatore, e finanche autore, di turno.
Sono soltanto PAROLE, appunto, di cui è composto questo mondo.
Oggi si utilizza, ormai sulla soglia dell'Ordine del "Nuovo Mondo" (l'America, intesa ovviamente come the US of A) l'acronimo popolarissimo già nel secolo scorso di "ufo", e con questo termine si richiama immediatamente alla memoria tutto ciò che è stato fatto nel corso dei decenni, a partire dal "boom" del dopoguerra, per assimilare questa idea a quella di "alieni da altri pianeti"; il savio neo-geocentrista non può che sorridere di fronte a questa definizione dei presunti piloti di dischi volanti, conoscendo almeno a spanne la reale cosmologia e avendo un quadro generale delle Grandi Palle Universali insegnate in ogni Università del mondo.
Ma l'impossibilità certa di questi "alieni" -che vivono a milioni di triliardi nella mente dell'eliocentrista convinto- non preclude [nè può negare] la possibilità che i milioni di avvistamenti di 'oggetti volanti' avvenuti nel corso della storia, moderna e antica, o supposta tale, siano in buona parte genuini [malgrado ogni ipotesi fantastica sulla loro origine], e che non dovendo contrastare alcuna "forza gravitazionale" nella realtà della tecnologia aviatoria qualcuno utilizzi dei velivoli meno primitivi di quelli ufficialMente in dotazione nel mondo militare e civile, probabilmente da molto tempo, o forse da sempre.
Quando si parla di aeromobili non-convenzionali, di origine ignota, il Gentile Pubblico Pagante è automaticaMente dirottato al di là della realtà terrena -o terrestre- nell'universo Teorico in cui volano la ISS e l'Enterprise. Qui non solo esistono i Marziani di H.G.Wells e di Orson Welles, i Vulcaniani di Gene Roddenberry e i Wookies di George Lucas, ma letteralMente qualunque cosa si possa immaginare; in un uno spazio teorico, esiste qualunque forma di vita che sia teorizzabile, o perlomeno immaginabile. Forme infinite, così come è infinito il nero vuoto della teoria copernicana, con tutte le sue grandi palle giranti nel nulla.
Abbiamo visto come sia incredibilMente semplice, anche per chi non conosce alcun principio dell'aviazione, trovare una soluzione efficace al problema del peso (della densità della massa e del galleggiamento in un fluido, indipendente da ogni magica "gravità") applicando la soluzione del palloncino: riempito con la esatta quantità di un gas più leggero dell'aria compresso in un serbatoio, un oggetto "perde" il proprio peso, e a questo punto si tratta soltanto di applicare una propulsione e un sistema di controllo per il volo. Questa soluzione geniale è quella che si si dice abbia adottata la NASA per i suoi enormi razzetti diretti nello spazio teorico -- e in un'area ignota di qualche oceano; per quanto riguarda invece degli utilizzi forse meno spettacolari, ma potenzialmente più utili, non si legge molto nemmeno sugli stessi siti dei "complottisti". Forse è un'idea troppo semplice per poter essere presa in seria considerazione dagli esperti dell' aeronautica; ma questo non toglie nulla al fatto che essa funziona con certezza, così come i palloncini volano realmente in cielo. Se pensiamo che degli aviogetti convenzionali utilizzano un motore a reazione per contrastare il proprio peso, consumando la maggior parte del carburante (probabilmente, acqua) nelle fasi di decollo e atterraggio, possiamo immaginare i vantaggi di un velivolo che risolva questo problema in partenza, da che il suo peso e quello di qualunque carico sarebbe annullato dal necessario quantitativo di elio. Con questo principio in mente, vediamo che le velocità incredibili di certi "oggetti volanti" e le loro manovre impossibili sono già meno incredibili e meno impossibili; abbastanza almeno da non dover credere ad "alieni da altri pianeti" per giustificarli.
Allora la domanda è: esiste una forma di civiltà "aliena" (ovvero, estranea) che utilizzi simili tecnologie --quelle stesse che vediamo nei 'video di ufo', e talvolta anche 'dal vivo'-- al di là di ogni possibile progetto militare segreto in cui si potrebbero usare soluzioni sicuramente funzionali, come quella del palloncino?
Che equivale a chiedere: esiste una civiltà intelligente, da qualche parte, "aliena" a questa civiltà negligente che ignora tutto ciò che è ovvio?
Applichiamo il principio del palloncino alle automobili, alle navi, ai treni, a qualunque mezzo di trasporto possibile con qualunque carico; in ogni caso il peso viene annullato, si tratta soltanto di applicare e controllare una forza motrice o propulsiva per dirigerlo, su strada o in mare come in cielo. Quali vantaggi si otterrebbero, e soprattutto quali REALI forze si dovrebbero contrastare, in opposizione a questa tecnologia 'economica'?
Se infine il favoleggiato passaggio "a miglior vita", o finanche "all'altro mondo", significasse di fatto l'evoluzione indiviDuale ad un sistema meno primitivo di questo, senza nemmeno tirare in ballo tutte le questioni spirituali che restano un dilemma Qui e Ora...?
Se di fatto esistesse un "altro mondo" in cui si potrebbe vivere una vita migliore di questa, senza nemmeno doversi trasformare in polvere e poi in atomi e in etere per arrivarci? Ma un'ipotesi non esclude l'altra, parlando di "tecnomagia".
Alla fine questo luogo che per abitudine, convenzione o convinzione, chiamiamo "Terra", si può concepire come un palcoscenico aperto a tutti, dove ognuno interpreta il proprio ruolo, o "fa la propria parte", per quanto non saprebbe dire da dove sia arrivato, o dove stia andando, in qualunque atto del suo personale dramma (o PLAYwright). La cosa che si tende a dare per certa, e quindi a prendere per scontata, è che ad ogni atto, e a tutti loro, segue una fine. Questo fatto certo rende la recita comica o tragica, a seconda della visione indiviDuale, e anche momentanea, di ognuno.
SostanzialMente non sappiamo altro, della nostra 'recita quotidiana'.
Quando il genio della scienza si esprime elaborando una teoria 'olografica', che si può intendere tanto come un inglesismo dal termine per indicare gli ologrammi, ma anche per il "tutto" conosciuto Qui e Ora, e spettacolari ipotesi escatologiche sono soggetti di libri, film e telefilm più o meno apprezzati in quanto tali, il soggetto chiamato -non a caso- 'I0', che riConosce la propria "realtà virtuale" nella virtualità del suo pensiero manifesto in bits, ha l'opportunità di contemplare il proprio ruolo di "sognatore" all'interno del proprio sogno, che sembra contenerlo in questo tipo di "uniVerso". Uno uniVerso, come appare ovvio dal termine, è ciò che ha un solo verso, un unico senso; è sinonimo di "senso unico", che si riferisce ovviamente alla linea cronoLogica del ciclo esistenziale, in cui si manifesta ogni cosa "spaziale", ogni forma "materiale", tutto ciò che siamo abituati ad accettare come la nostra "realtà".
Questo tipo di realtà è in parole povere la cosa meno "reale" che esista Qui e Ora, dove il pensiero crea la parola e la parola alimenta il pensiero in un ciclo infinito; quella che gli Indiani chiamano "illusione materiale" è in altri termini la materia stessa, tutto ciò che è sensibile, di cui abbiamo cognizione materialMente. La stessa definizione di "illusione" rende il concetto inafferrabile per il lettore Occidentale medio, che è "illuso" anche dalla pubblicità in TV, in un mondo dove la "realtà virtuale" di ogni dispositivo digitale è ormai integrata nella "realtà fisica" di tutti.
Un bel mattino del millennio scorso, ebbi improvvisamente coscienza del fatto che "Sono una macchina per vedere e ricordare"; già allora ero anche una macchina da scrivere, come diarista cronico, e antiecoLogico.
Ogni cosa, vista da lontano, dall'interno, infintamente lontano, porta a questa conclusione; questa realtà è tanto virtuale quanto la Palla Di Terra della teoria eliocentrica, ed ogni altra Grande Palla Universale. Per questo motivo anche gli scolari ormai cresciutelli insistono a fare girare le Più Grandi Palle mai ideate nelle loro menti riempite di un infinito vuoto buio [la notte eterna]; tutto è possibile in questa Messa In Scena, e fintanto che un solo ente proclama di poter ottenere l'ordine dal caos, e glielo si concede, non cambierà mai nulla. Ora si approssima il "nuovo ordine" cosiddetto, ovvero quello del "Nuovo Mondo"; la prova è lampante, stampata sul dizionario Italiano dove "CorpoRatioN" è la definizione della "persona legale".
Esiste quindi un mondo di "I", che non sono soggetti alla illusione dello "I/0"; di questi due simboli abbiamo già riletti i significati che appaiono dalle loro forme, come per ogni simbolo, al di là di ogni parola spesa per ri-definirli.
"I AM", l'affermazione dell'Essere Umano in lingua Inglese, è l'opposto di "MAI"; l'opposto di "mai" in Italiano è "sempre", per sempre, eternaMente. Lo "io" derivato dall'"ego" latino è illusione, ed è rappresentato dall'unione con la natura dell'"eterno femminino", che si ritrova nella figura dell'Ouroboros. E' insomma il cerchio, il circolo, il ciclo.
La linea verticale, rappresentazione ideale dell'erezione sessuale come dell'uomo eretto, vivente, è ciò che rende l'ideale maschile "dio", rispetto alla I"dea", rappresentata dal Vuoto che è l'anima di ogni cosa, del vaso come dell'uomo. Senza un vuoto non esisterebbe alcun pieno, e questa è la vuotezza mentale di ogni neonato in cui sorge ogni illusione del mondo.
Senza la I"dea" di partenza, l'impulso mentale, non si avrebbe nulla di ciò che accettiamo come "reale" perché lo vediamo e lo tocchiamo con mano, pur sapendo che è elettricità a formare una immagine attraversando il nervo ottico e così la solida roccia è solida soltanto al senso del tatto, che è un'altra forma di un segnale elettrico.
Il fatto che l'elettricità sia fisicamente misurabile come flusso energetico nel corpo umano rende consequenziale il concetto di un sistema Logico basato come quella su due polarità opposte, il + e il - rappresentati nel codice informatico da 1 e 0. Non si tratta di "scoprire" una realtà virtuale, ma di saperla riConoscere in quanto tale, in noi stessi; è matematicaMente impossibile che la "illusione materiale" sia riConoscibile da chiunque ne partecipi attivaMente dalla nascita, così come il pensiero non può pensare sé stesso. Si tratta di riConoscere ogni cosa e Tutto come manifestazione del Nulla, e questo è possibile soltanto oltrepassando la barriera logica, che è costituita appunto dallo "io".
So "I" am on the right way.
Se siamo in grado di immaginare infinite forme di vita, come quelle che abitano lo spazio teorico o fanta-scientifico, possiamo immaginare una forma migliore per noi stessi, che non sia sempliceMente una "buona forma" del nostro attuale corpo fisico?
Forse possiamo immaginarci come "supermen", più forti che mai, ma ai fini pratici a cosa servirebbe una super-forza all'uomo con delle esigenze nella media, se escludiamo gli invasori "alieni da altri pianeti" e (relativi) scienziati pazzi?
Possiamo credere che avendo un cranio più sviluppato potremmo sviluppare idee più grandi, ma il nostro cranio non è proporzionato al corpo sottostante, così come i pensieri che da esso s'involano fino a sovrastarci completaMente?
L'uomo Ideale non è forse l'uomo così com'è, al di là di ogni difetto o pregio indiviDuale, e quindi come ognuno è nella sua forma ottimale, secondo i suoi presunti bisogni e le sue abitudini quotidiane che definiscono le sue reali necessità Qui e Ora?
Bisogna sempre considerare queste abitudini, che costituiscono nell'insieme l'abitudine di vivere: ho appena sfogliato l'inserto gastronomico di una popolare rivista Italiana con 58 ricette, tutte indistintamente CONTRO la salute del lettore.
Che le masse siano perennemente intossicate, fino ai limiti della sopportazione e oltre, è lo scopo facilmente raggiunto da qualunque ente di controllo preposto, in cui i mass-media e le istituzioni governative sono gli organi di propaganda fondaMentali per le nazioni e i popoli a partire dal Programma D'istruzione Totale. O Globale.
Le abitudini della maggioranza sono ormai qualcosa di intollerabile non per il maniaco salutista ma per chiunque conservi una particella di buon senso, o anche di intuito istintivo; e i problemi in un mondo di drogati pesanti, dipendenti da una quantità di sostanze d'abuso dagli effetti imprevedibili, può essere superato soltanto dal grado di inconsapevolezza dei drogati stessi, che vivono un'esistenza in preda agli effetti delle loro sostanze preferite, in massima parte da ciò che viene definito "cibo", o "bevanda", senza mai soffermarsi un singolo istante a riflettere su ogni ovvia conseguenza di causa ed effetto esperita durante la loro carriera di intossicati cronici ed eterni pazienti.
Perché sarebbe "troppo facile", e il Gentile Pubblico Pagante non è abituato ad ascoltare il proprio "cuore" più di quanto non sia disposto a cedere alle richieste del proprio "stomaco", ingannato dalla chimica fin dal primo pasto; i dottori sono d'accordissimo con tutti loro, perché ne sanno qualcosa.
Ci sono donne, famiglie, auto, case, e altre spese accidentali di cui devono tener conto.
[...]
23.08
Allontanandmi dalla fontanella dove stavo bevendo, ho sentita la mamma rispondere alla figlia che era in attesa di bere, la quale aveva chiesto di me:"Chi era?"; la risposta è stata "Il signore." Presumo che ci fosse una iniziale maiuscola, in segno di rispetto.
Questa vita è il sogno di un uomo già morto che rivive continuaMente, per sempre, ed evolve nel corso di tempi infiniti così come la sua mente evolve dalla nascita alla morte. Non c'è mai stato nulla di nuovo sotto il Sole, o nessuno. La replica prosegue, a grande richiesta di tutti, per tutti.
24.08
I sogni "ordinari", noiosi o addirittura "problematici" come quello di stamattina mi ricordano la citazione di Platone nel mio Liber Somni, tratta dall'Apologia di Socrate: “Il tempo, nella sua interezza, non appare più lungo di una notte sola.”
Su questa affermazione che io ritengo esattissima, ho riflettuto a lungo in merito alla scelta delle parole dell'autore per quella "notte sola"; si riferisce ovviaMente al "tempo dei sogno", quando l'uomo dorme e sogna, e per questo l'ho posta in apertura della mia raccolta di racconti onirici, da che il fattore "tempo" è determinante nella comprensione del fenomeno nel suo insieme. Il dilemma riguarda invece la imprevedibilità del sogno notturno, dove ci troviamo sempre in compagnia di personaggi differenti, in luoghi diversi, in situazioni svariate che si possono ricordare come sublimi, o appunto "da sogno", oppure al contrario terribili e spaventose, "da incubo". Forse in fondo queste esperienze sono quelle che determinano la "normalità" della condizione umana durante la veglia, che allo stesso modo può variare dall'idilliaco all'infernale, non solo di giorno in giorno ma da un momento all'altro.
La illusione tridimensionale della materia, che è la stessa esperita durante il sogno in cui si mangia, si beve, e si può compiere ogni attività diurna, è relativa a quella cronoLogica, su una "linea temporale" che di fatto rende "logico" e comprensibile l'avvicendarsi degli eventi nel corso dell'esistenza terrena. Al contrario, certi sogni come certi films moderni montati con un metodo non-lineare, producono una estrema confusione e una sorta di "caos mentale" che porterebbe ben presto alla follia chiunque si trovasse in condizioni simili durante lo stato di veglia. Questa notte ero a "Torino", alla ricerca di un biglietto dov'era scritto un certo numero telefonico di estrema importanza per qualcuno ("altro"); al mattino non sono più a "Torino", mi trovo in compagnia di altre persone, non devo più preoccuparmi del numero di telefono perduto, e le cose appaiono "normali", come le ho lasciate prima di dormire questa notte. Questa è l'illusione precipua della illusione cronoLogica, di uno stato "ordinario" relativo soltanto alla condizione cronica del sognatore durante la veglia; al di là degli accidenti e dei guai quotidiani, il solo pensiero che ogni esistenza si concluda invariabilMente con la "morte" dell'individuo, e quindi che ogni giorno è un giorno di "vita" in meno, potrebbe deprimere chiunque fino alla completa apatia, o peggio.
Tutto diviene "memoria" nel corso del tempo, che sia un'esperienza vissuta da svegli o dormendo, e su questa soltanto è fondata ogni possibile certezza; ad es. ogni cosa ha un certo nome, è riconoscibile attraverso la parola che la definisce così come le persone, che sono sempre le stesse, ovvero delle maschere invariate giorno e notte, etc.. Se invece qualcosa o qualcuno è cambiato nel sogno, può trattarsi di un cambiamento gradito oppure affatto spiacevole, da incubo, a seconda del singolo caso. In genere tutto appare uguale, nel sogno e nella veglia, per quanto la memoria del sogno durante la veglia ci porti a concludere "logicaMente" che non è lo stesso; che non si tratta di una esperienza "montata" all'interno della nostra linea cronoLogica, del "film" esistenziale che come appunto la pellicola scorre in un senso unico, dall'inizio alla fine, per un determinato tratto che però è di durata sconosciuta, ma è una sorta di "spezzone" che per qualche motivo è "proiettato" in un certo momento, all'interno di questa vita. Anche in questo caso, il suo ricordo, la memoria che ne conserviamo dopo il risveglio, è fondaMentale e per questo, a causa della pessima memoria della maggioranza, il fenomeno stesso del sogno è tanto facilmente sottovalutato da tutti, in ogni contesto.
Chi al contrario ha conservate per iscritto le memorie dei suoi sogni da che ha sviluppata una "memoria logica", con l'avvento della favoloso "età della ragione", non può che riConoscere l'importanza capitale di questa "esistenza parallela", per i suoi "significati incomprensibili" di cui scrisse Jung, che rendono un "senso" --così come quello cronoLogico-- allo scorrere dei giorni su questa Terra, al di là della sua inevitabile conclusione, che pone un dilemma paragonabile solo alla nostra origine.
Ma, come ho constatato, questo scrittore sembra essere l'unico ad avere condotta una simile attività per l'intero corso della sua vita e per questo, in quanto unico scrittore-di-sogni di cui abbia notizia, mi considero l'unica vera autorità in materia.
Il "senso" che può indicare anche i 5 o 6 sensi 'tradizionali' relativi agli organi umani, può anche definire il concetto del "verso" o, appunto, il senso di direzione, che a sua volta è sinonimo di uno scritto poetico; lo uniVerso cosiddetto è stato chiamato a questo modo per l'unico motivo Logico e comprensibile, anche e soprattutto per il neoLatino, di nominare il 'senso unico' di questa esperienza esistenziale che diciamo 'veglia', per distinguerla dal 'sogno', accettando la concezione più comune paragonabile al film, dove gli spezzoni onirici sembrano inseriti casualMente, con l'unica regola fissa della loro visione notturna rispetto a quella diurna, di una sequenza cronoLogica altrimenti ininterrotta.
25.08
Non soltanto lo "Amen" degli anglofoni corrisponde spesso alla traduzione dall'Egizio che per noi è in genere "Amon", ma una delle incitazioni più comuni in Inglese è "Come on", la cui pronuncia (in part. Americana) contiene lo stesso nome. E' curioso il fatto che l'espressione Campana "AMUNinn'" contenga un'altra possibile traslazione. Ne scrivo in seguito a due sogni, annotando anche il fatto che le mie esperienze oniriche sono decisamente più "memorabili", al di là dei loro contenuti, da che mi sono trasferito quassù. Nel primo sogno ero in compagnia del mio ultimo eroe musicale, di nome Damon (Albarn), e soltanto scrivendolo ho notato che esso contiene "Amon"; nel secondo, di oggi, improvvisavo un coro per una canzone ripetendo la frase "Men of Amon... Be cautious".
26.08
Cosa c'è da dire che non sia già stato detto, da scrivere che non sia già stato scritto? Soltanto l'esperienza indiviDuale nel suo insieme fa la differenza, la prospettiva della visione singolare
"thinKing of the wor(L)d"
27.08
Per tutto il mese, fino a oggi avevo dimenticato cosa fosse il freddo; è la cosa peggiore che possa capitare. Ancora una volta devo ripetere che per me inverno e inferno sono la stessa cosa.
I 40 gradi fissi dei giorni estivi in città erano decisaMente eccessivi anche per me, ma la sensazione delle estremità fredde è come quella di una morsa che inibisce ogni attività vitale.
E' la seconda notte di plenilunio, e l'idea che l'universo femminile, materno, sia naturalMente correlato alla luna, e quindi al freddo, mi appare paradossale; eppure non c'è dubbio, ora che ho riConosciuta la mia natura Solare, e ringrazio il "figlio" (the Sun) per ogni giorno in cui splende nel cielo, ho una consapevolezza interiore di questa realtà alchemica del mio essere, opposta a quella invernale della donna.
28.08
Si avvicina quel momento fatale, che temo più della morte; il ritorno alla cattività urbana, alla prigione a cielo aperto della città. Alla puzza, al fracasso, all'ombra perenne della città; peggio ancora, alla cittadinanza. Come si può voler lasciare quest'angolo di paradiso all'altezza perfetta fra la Terra e il Cielo, con i suoi boschi densi di verde e i suoi mille colori nascosti, la sua fauna e la sua flora, il suo profondo silenzio, la sua aria profumata, la sua atmosfera tranquilla...? Semplice, l'ho scritto qui sopra; fa freddo. Qui il Rigore non aspetta la fine dell'estate per tornare a tiranneggiare, e non lascia scampo. A parte il fatto che la mia camera non è riscaldata, se pure lo fosse dovrei restarci chiuso dentro tutto il giorno per evitare il peggio, e il luogo non è proprio lo stesso visto dalla finestra. Una prigione vale l'altra; che perlomeno sia calda. In città è prevedibile che il freddo se ne stia alla larga fino alla fine di Settembre, e le temperature potrebbero anche essere superiori a quelle locali degli ultimi giorni. Odio le calze con tutto me stesso, per quanto siano carine, e malgrado sia appena stato rifornito per una vita intera con dei modelli all'ultima moda.
Le calze sono il simbolo del malEssere, di una necessità iniqua, di una condizione precaria e spiacevole. Soltanto ieri pomeriggio non vedevo l'ora di raggiungere il Passo per poterle togliere, da che sono costretto a indossarle per ripararmi dalle fameliche zecche indigene; invece dopo cena non vedevo l'ora di metterle, e le fide flip-flop sono ormai un accessorio relegato alla tarda mattinata. Soltanto questo fastidio immenso può salvarmi dalla crisi depressiva incombente, e fare i conti colla realtà implacabile della stagione che volge al termine è la mia unica ancora di salvezza. Anche il paradiso in terra non è poi tanto paradisiaco se ti devi mettere le calze; il fatto che il mese di Agosto non sia ancora finito può bastare a convincermi, odio più il freddo di qualunque città al mondo, compresa la "mia".
Forse dovrei dire che amo più il caldo di qualunque posto al mondo, ma non è lo stesso.
29.08
Is man a MUI, or Material User Interface?
30.08
Mi trovo così ad osservare la natura senza più sentirmi parte di essa al livello più basilare, quello che riguarda la conservazione della specie, e coinvolge i sentimenti e le emozioni umane più a fondo. Sembra una cosa orribile ma è soltanto un altro punto di vista, sulla cui rarità non nutro alcun dubbio. Posso mentire a tutti su ogni cosa, compreso me stesso, ma il desiderio è un altro discorso; non è possibile desiderare ciò che non si desidera, così come non è possibile il contrario. Se pure posso evitare di pensarci, quello che dicono il "subconscio", ma che si potrebbe ugualMente dire "superconscio", me lo ricorda attraverso le visioni oniriche, che tendo a considerare l'espressione più genuina, immediata e indubitabile del mio essere. E' la creazione di un mondo parallelo che a differenza di quello cosiddetto "reale" non ho l'obbligo o la necessità di condividere con nessun altro, durante la veglia. Direi che questo fattore è sufficiente a convalidare ogni singolo episodio onirico, e tutti loro, da che nella "realtà" quotidiana ogni cosa è relativa ad ogni altra, ogni "persona", con il suo proprio ruolo, ha una relazione di qualche tipo --di qualunque tipo-- con ogni altra, e con il suo ruolo indiviDuale, ma la vita onirica è soltanto quella che si vive dormendo, di cui nessuno sa nulla oltre il sognatore stesso. Per questo i sogni sono tanto importanti per conoscere sé stessi, e per lo stesso motivo l'interesse di tutti per questa materia è sempre stato limitato a casi singoli ed occasioni straordinarie, nel contesto filosofico come in quello mistico/religioso, in quello psicoLogico e psicanalitico come in quello letterario. E' qualcosa di cui tutti sanno tutto, per quanto riguarda la propria vita onirica, o meglio tutto ciò che è necessario sapere per ogni singolo sognatore, né più, né meno; nel contempo, è qualcosa di cui nessuno sa nulla di preciso e inconfutabile, o indiscutibile, proprio come per la vita "reale". Qualcosa di inafferrabile nella sua essenza, che rende tanto inutile quanto irresistibilMente affascinante il suo studio. E' ciò che si potrebbe dire della filosofia metafisica, e quindi dell'escatologia; ma a dire il vero si potrebbe dire lo stesso di tutto.
Comunque sia, anche quest'anno quello che tendo a considerare il mio 'alter ego' onirico, quella parte 'sub' o 'super' che partecipa di questo indiviDuo e che vive soltanto la notte, durante il sonno, mi ha permesso di comprendere la mia condizione emotiva o emozionale come niente e nessun altro potrebbe fare, a partire da me stesso. Sono teoricaMente libero dal giogo della materia, che non per caso somiglia tanto a "gioco"; ma vivo la mia teoria in questo mondo materiale, come un fantasma, o un robot; o un robot posseduto da uno spirito.
Non sembra che sia cambiato nulla, al di là dell'economia energetica."
Ho scritto qui sopra di una "eccezione fulminea" che conferma la regola della struttura frattale, ramificata, tipica di queste enormi scariche di energia che talvolta colpiscono la terra, e più spesso l'acqua.
Queste in sequenza sono le schermate del video che documentano una struttura anomala secondo il nostro standard, ma che del resto potrebbe non essere più rara del quadrifoglio, o degli individui albini di ogni specie; certo è che non ne avevo mai vista una simile prima:
Come è possibile vedere nell'ingrandimento qui sotto la forma è semicircolare, o semi-ellissoidale, e nella sequenza video si direbbe formare un giro completo:
Ho ripreso questo video per documentare il fenomeno di un temporale elettrico completamente silenzioso, caratterizzato da decine di lampi al minuto che apparivano sopra la cresta dei monti all'orizzonte; la maggioranza di essi prendeva forme tradizionali, ramificate, ma raramente si scaricavano verso terra componendo la classica figura dendromorfica. Questi sono altri esempi tratti dal video:
Per motivi tecnici al momento non sono in grado di pubblicare il video completo, ma cercherò di farlo quanto prima, così che altri osservatori possano catturare altre "anomalie" simili che potrebbero essermi sfuggite. Per il momento mi accontento di avere pubblicata un' altra immagine che non avevo mai vista prima, nemmeno su internet, questa:
è un'altra evidenza della inattendibilità di ogni informazione diffusa pubblicaMente su questi "fenomeni naturali".
Secondo Wikipedia
"... il fulmine (detto anche saetta o folgore) è un fenomeno atmosferico legato all'elettricità atmosferica che consiste in una scarica elettrica di grandi dimensioni che si instaura fra due corpi con elevata differenza di potenziale elettrico.[1]I fulmini più facilmente osservabili sono quelli fra nuvola e suolo, ma sono comuni anche scariche fra due nuvole o all'interno di una stessa nuvola. "
Pertanto quello dei fulmini sospesi non è un fenomeno raro, mentre lo è quello a cui ho assistito:
"Un caso particolare e raro è quello legato alla cosiddetta tempesta di fulmini ovvero sequenze ininterrotte di fulmini a brevissima distanza uno dall'altro (pochi secondi) per una durata complessiva anche di un'ora."
Infatti la tempesta silenziosa è durata un'eternità, e al più presto ne condividerò qualche minuto con il mio lettore.
...
Dopo la novità della Tortora di cui ho scritto prima, quando ho alzato lo sguardo oggi la mia visione alata è stata quella del "gheppio comune (Falco tinnunculus Linnaeus, 1758)" che volava con la lunga coda chiusa, come questo su Wikipedia:
E' un'altra novità, nel mio diario ornitoLogico, con una notevole differenza dai soliti Columbidi; purtroppo l'antica arte dell'avimanzia ha ben pochi cultori -se mai ne resta qualcuno- e dunque posso solo affidarmi all'intuito per spiegarmi l'apparizione di un predatore sopra la mia testa, e temo che l'enigma della coda chiusa resterà per sempre tale.
I risultati per "avimanzia" resi da Google sono scarsi; 3, per l'esattezza. Merita quindi un post-icino il seguente articolo da La Fune, che non a caso menziona anche l'arte fulgurale, ovvero l'interpretazione dei fulmini, o folgori.
(E così ho aggiunte due nuove parole Italiane al dizionario di Chrome.=)
(E così ho aggiunte due nuove parole Italiane al dizionario di Chrome.=)
"Aliante della Tuscia – Quando i Lucumoni salvarono Roma dai Visigoti a suon di fulmini
Osservare i fulmini e i comportamenti del tempo, osservare gli uccelli e studiare l’anatomia degli animali. Osservare i fenomeni naturali non per predire il futuro o per dominare la magia elementale, ma per conoscere quella cosa che, col tempo, avrebbe sempre di più rassomigliato alla moderna scienza.
di Alessandro Gatti, 26 Set 2016
Questa settimana Aliante della Tuscia ci porta tra i misteri dei Lucumoni etruschi.
Aruspicina, avimanzia, interpretazione dei “segni”, arte fulgurale sono, a quanto pare secondo un luogo comune, classificati come tecniche di divinazione.
Quasi si trattasse di magia, o di elementi mitici legati alle civiltà, quella etrusca in particolare, queste arti divinatorie sono sempre state relegate a una sfera mitica, decisamente poco correlata alla realtà storica dei fatti. Eppure sembrerebbe che furono dei Lucumoni etruschi a scacciare, nel 410 dopo Cristo, i Visigoti di Alarico, salvando quel che restava di Roma da uno dei molteplici assedi dei barbari. Secondo la leggenda, i Visigoti si videro piombare addosso una serie di catene di fulmini, invocati dalla sapienza fulgurale dei Lucumoni.
In seguito alla sottomissione, secoli prima, degli Etruschi, ad opera dei Romani, si era verificato un graduale quanto significativo percorso di integrazione. Fin dagli albori del suo Impero Roma era un melting pot di variegate civiltà e razze, tutte sottomesse, ma via via romanizzate. Pare che tra queste vi fossero anche gli Etruschi e che non solo molti di essi divennero consiglieri e collaboratori di numerosi Imperatori Romani, ma tramandarono a questi molte delle conoscenze in merito alla divinazione.
Quasi si trattasse di magia, o di elementi mitici legati alle civiltà, quella etrusca in particolare, queste arti divinatorie sono sempre state relegate a una sfera mitica, decisamente poco correlata alla realtà storica dei fatti. Eppure sembrerebbe che furono dei Lucumoni etruschi a scacciare, nel 410 dopo Cristo, i Visigoti di Alarico, salvando quel che restava di Roma da uno dei molteplici assedi dei barbari. Secondo la leggenda, i Visigoti si videro piombare addosso una serie di catene di fulmini, invocati dalla sapienza fulgurale dei Lucumoni.
In seguito alla sottomissione, secoli prima, degli Etruschi, ad opera dei Romani, si era verificato un graduale quanto significativo percorso di integrazione. Fin dagli albori del suo Impero Roma era un melting pot di variegate civiltà e razze, tutte sottomesse, ma via via romanizzate. Pare che tra queste vi fossero anche gli Etruschi e che non solo molti di essi divennero consiglieri e collaboratori di numerosi Imperatori Romani, ma tramandarono a questi molte delle conoscenze in merito alla divinazione.
Nei fatti parrebbe improprio parlare di divinazione, soprattutto riguardo all’arte di interpretare le viscere degli animali e il volo degli uccelli. Sembrerebbe piuttosto una vera e propria scienza, o una forma primitiva, ma comunque fondata e fondabile, di approccio empirico.
L’approccio, sicuramente mitizzato nei secoli, aveva alla base un tentativo di conoscenza e controllo sul creato. Se il mito ha relegato questi primitivi approcci di studio empirico ai confini della magia, è perché di storie e di fantasia hanno sempre vissuto gli uomini. Quanto è certo è che si trattava di un vero e proprio approccio studio scientifico.
Osservare i fulmini e i comportamenti del tempo, osservare gli uccelli e studiare l’anatomia degli animali. Osservare i fenomeni naturali non per predire il futuro o per dominare la magia elementale, ma per conoscere quella cosa che, col tempo, avrebbe sempre di più rassomigliato alla moderna scienza.
La scienza, sacra e segreta, era conservata gelosamente da una ristretta cerchia di oligarchi, i Lucumoni, che si tramandavano i libri Tagetici. Ovviamente la logica era quella del controllo: la conoscenza è sempre stata potere e , grazie al potere e alla superstizione, si può fondare la base per la legittimità del dominio costituito. I Lucumoni erano temuti e rispettati poiché sapevano qualcosa in più rispetto agli altri e questo qualcosa era solo un loro appannaggio.
Il legame con la divinità, il contatto diretto con la magia, che simili approcci scientifici ebbero, fu funzionale alle logiche del comando. Era indispensabile che il potere avesse una credibilità e si fondasse su un qualcosa di esclusivo. Secondo quello che credevano gli Etruschi il ciclo della vita umana si inseriva in un disegno divino. L’evoluzione e il ciclo della vita rispondevano all’ordine e alla legge cosmica che solo a pochi era dato il privilegio di conoscere, interpretare e prevedere."
Il legame con la divinità, il contatto diretto con la magia, che simili approcci scientifici ebbero, fu funzionale alle logiche del comando. Era indispensabile che il potere avesse una credibilità e si fondasse su un qualcosa di esclusivo. Secondo quello che credevano gli Etruschi il ciclo della vita umana si inseriva in un disegno divino. L’evoluzione e il ciclo della vita rispondevano all’ordine e alla legge cosmica che solo a pochi era dato il privilegio di conoscere, interpretare e prevedere."
http://www.lafune.eu/aliante-della-tuscia-quando-i-lucumoni-salvarono-roma-dai-visigoti-a-suon-di-fulmini/
In merito ai Libri Tagetici menzionati nell'articolo i risultati di Google non sono altrettanto deludenti, ma ne riassume efficaceMente la storia questo articoletto di Magister Paulus:
(http://magisterpaulus.blogspot.com/2015/12/etruschi-il-mito-di-tagete.html)
Un giorno, un contadino di Tarquinia, mentre era intento ad arare la terra, nei pressi del fiume Marta, vide uscire un bambino da uno dei solchi tracciati. Gli sembrò quasi di vedere una zolla sollevarsi dal solco e assumere le sembianze del fanciullo. Chiamò quel fanciulloTagete.
Il bambino era dotato di grande saggezza e di virtù profetiche. Aveva i capelli bianchi la pelle chiarissima e gli occhi rossi (era perciò un “albino”).
Tagete, considerato ora profeta e saggio, ora divinità, era apparso per insegnare agli etruschi l'arte della divinazione (manzia) e della giusta interpretazione del volere degli dei.
Ad ascoltare le sue parole giunse una moltitudine di persone da ogni parte dell'Etruria. Da lui sarebbe quindi nata anche la religione etrusca.
Visse soltanto il tempo necessario per insegnare agli Etruschi, accorsi sul luogo dove era nato, l’arte di predire il futuro. Scomparve poche ore dopo la sua miracolosa apparizione.
Dalle parole di Tagete nacquero tutte le forme di divinazione praticate dagli etruschi, in particolare la divinazione aruspicina delle viscere (fegato soprattutto) degli animali sacrificati.
Si narra anche che Tarconte, fratello (o forse figlio) di Tirreno, il re ed eroe del popolo etrusco a cui ha dato il nome, raccolse le rivelazioni di Tagete.
Tarconte trascrisse e raggruppò queste norme in tre serie di testi, detti appunto Libri Tagetici, opere tra le più sacre della cultura e della religione etrusca. Essi contenevano norme e indicazioni per la comprensione della volontà divina e il corrispondente giusto comportamento da mantenere.
Le tre serie dei libri tagetici erano: gli Aruspicini, i Fulgurali e i Rituali. Questi ultimi comprendevano anche i Libri Acherontici che costituirono le fonti ufficiali e che misero in luce i due punti essenziali della religione etrusca:
· l’importanza della divinazione che permetteva di interpretare la volontà degli dei,
· la necessità di istituire un preciso rituale per ogni circostanza della vita sia pubblica che privata.
A ciò erano preposti i sacerdoti, una casta privilegiata che si trasmetteva la carica di padre in figlio, ed erano divisi in due categorie: Aruspici ed Auguri.
Il tutto ci viene raccontato da Cicerone (Cic. de Div. 2.23), e pure da poeti, tra i quali Ovidio (Ov. M. 15, 558).
(http://magisterpaulus.blogspot.com/2015/12/etruschi-il-mito-di-tagete.html)
E così ho trovato un altro interessantissimo eBook da aggiungere alla mia voluminosa collezione, questo
"Giornale dell'I.R. Istituto lombardo di scienze lettere ed arti e biblioteca italiana"
scaricabile gratuitamente da Google Books, e di cui incollo il passaggio relativo ai libri di cui sopra:
Con la mia solita mania del complotto teorico, sarei pronto a scommettere che un volume della Etrusca Discipina si trovi nei sotterranei del Vaticano... E devo ammettere che non mi dispiacerebbe poterlo leggere.
...
Secondo l'algoritmo avanzato di Google sono stati pubblicati qualcosa come 130 milioni di libri; secondo il Corriere nel 2016 la maggior parte degli Italiani aveva letti 3 libri nell'anno precedente, con un 14% che ne aveva letti 12.
In ogni caso, leggendo un libro al giorno e vivendo cent'anni dopo aver imparato a leggere potremmo leggere 36500 libri; che sono un nonnulla rispetto al totale. Eppure, un solo libro può modificare il pensiero ad un livello tanto profondo da essere ricordato per sempre, creando una "impressione" (che vale anche per la stampa stessa, in Ingl. "press") imperitura, e se letto ad una certa età crea una sorta di "guida"per il pensiero stesso, malgrado non si ricordi una singola frase completa di quanto si è letto in gioventù. Che inevitabilMente comporta anche una forma di limitazione, ma del resto già questa sorta di simbiosi temporanea del pensiero del lettore con quello dello scrittore, immortalato nelle parole di un libro, nel contempo espande i limiti originali e dirotta il flusso di pensiero in territori che non gli appartengono, per cui la lettura di un libro come ogni altro fatto definisce in qualche grado l'esistenza dell'utente letterario, incidendo però sulla natura psichica dell'essere umano come nient'altro. Il cinema e la TV hanno ampliato infinitaMente questa qualità attraverso la loro azione "oniromimica", dove le cose appaiono (e scompaiono) alla vista e vengono sentite (in ogni senso possibile) in una visione meno incomprensibile di quella onirica, ma in genere non meno enigmatica per ognuno di noi di quella, e di questa, che chiamiamo "realtà" durante la veglia.
Non ricordiamo le parole, le frasi dette nei libri o nei films, ma possiamo conservare il messaggio di queste opere nel loro insieme, e questo vale tanto per il Programma D'istruzione Globale, con la programmazione delle giovani menti in formazione per opera del Ministero preposto, e che poi tenderanno a seguire solo i programmi televisivi, ma anche con la propaganda che fa di qualunque libro un libro famoso, un best-seller, un prodotto di successo multinazionale; i libri che legge il Gentile Pubblico Pagante molto raramente contengono informazioni utili alla vera cultura, ovvero alla cOltura psico/spirituale dell'utente letterario, che è ovviaMente quella derivata dalla Tradizione Esoterica, e rappresenta una percentuale irrilevante delle opere pubblicate, senza parlare della loro diffusione. Allora, si tratta essenzialMente di ciò che si decide di leggere, che è la conseguenza ragionata di ciò che si vuole leggere della miriade di libri stampati nella storia, e il pubblico tende a preferire questo e quello nel catalogo editoriale di ogni stagione, senza seguire alcun percorso cognitivo, guidato dalla propaganda e dalla offerta del mercato delle parole. Così il libro da strumento di evoluzione interiore diviene un prodotto industriale da consumare assieme a tutto il resto, per riempirsi le viscere superiori di tante belle parole così come quelli inferiori di tanto buon cibo; ma è anche uno strumento di potere tutt'ora imbattibile, malgrado i moderni mass-media, per il rapporto intimo che si stabilisce direttaMente fra il lettore e l'altro attraverso la materia stessa di cui sono composte le parole prima di essere stampate sulla carta e nelle menti, cioè il pensiero.
Le cose peggiori non sono quelle che vengono imposte con la forza, e ne abbiamo infiniti esempi in quest'epoca sciagurata; sono quelle che vengono insegnate, o che la gente "impara" da sé, individualMente ma seguendo modelli noti, e quindi in primis quelli famosi, resi tali dalla propaganda. Gli esempi più ovvi sono sempre quelli, per il blogger geocentrista e "vegan", mentre la maggioranza convinta di vivere su una Grande Palla continua a consumare i cadaveri di creature innocenti; perché così le è stato insegnato, e così ha imparato a fare.
Nell'era di internet il concetto stesso del libro è obsoleto, e il flusso costante di informazioni da ogni fonte possibile e immaginabile mi rende il pensiero stesso di limitarmi alla lettura di una singola opera quasi ridicolo; mi sono concesso la lettura di qualche pagina di eBooks durante la mia vacanza, avendo ridotta la mia biblioteca virtuale a qualche centinaio di titoli suggeriti dagli esperti di Facebook in materia di esoterismo, libri spesso mai tradotti in Italiano, e talvolta mai ristampati in un'epoca recente. Non si può nemmeno immaginare di trovare qualcosa di simile ad una guida (anche se il Manuale Della Vita non è mai stato stampato) valida e indubitabile al di fuori della cultura Tradizionale vera e propria, ovvero edificata sul sapere esoterico. Il vero sapere, si potrebbe dire, è soltanto quello Tradizionale mentre tutto il resto è conoscenza; e conoscenza si può dire anche quella dell'individuo di una specie di artropode esotico, magnifico, mai visto prima, e di cui non di meno la puntura risulta più dolorosa delle specie endemiche, o finanche letale.
La conoscenza della natura divina dell'essere umano, che è il messaggio essenziale e fondaMentale del sapere esoterico è, come ricorda Mr. Watts (in una sua conferenza su YouTube) qualcosa che nella logosfera Indiana corrisponde ad un segno dei tempi nel corso della vita di un individuo, il quale raggiunge questa consapevolezza prima o poi, secondo la scelta della direzione sul proprio percorso cognitivo. Ma è una tappa irraggiungibile per il Gentile Pubblico Pagante, che vive letteralmente nell'ombra la sua intera esistenza; per chi non si prende nemmeno la briga di conoscere il personaggio letterario, come abbiamo fatto qui leggendo della genesi luciferina qualche post addietro, esso rappresenterà per sempre un misterioso avversario facilMente riConoscibile in sé stesso, senza nemmeno dubitare della possibile esattezza dell'etimologia del suo nome, portatore di luce.
Ma questa è una faccenda moderna, come abbiamo già letto a proposito, è soltanto una moderna diavoleria all'interno di un sistema che ha reso da principio il sapere nemico dell'uomo, in favore di una conoscenza pilotata, o guida interessata, dall'alba dei tempi, con i suoi "maestri" e PRO-FESSOri, e i suoi "pastori di anime" che ben rappresentano la guida dei popoli sarcofagi, quando greggi e mandrie vengono condotte al macello per il solo gusto di farlo, che soddisfa la loro fame di morte.
Oggi abbiamo una grande industria della parola, del pensiero, di modelli mentali e comportaMentali, e i nomi degli industriali sono sempre gli stessi, per quanto siano sconosciuti malgrado la fama dei singoli autori; lo stesso si può dire delle case cinematografiche rispetto ad ogni singolo impiegato in quel settore, con tanti famosi esempi di stars fra i registi ancor prima che fra gli attori.
......
Secondo l'algoritmo avanzato di Google sono stati pubblicati qualcosa come 130 milioni di libri; secondo il Corriere nel 2016 la maggior parte degli Italiani aveva letti 3 libri nell'anno precedente, con un 14% che ne aveva letti 12.
In ogni caso, leggendo un libro al giorno e vivendo cent'anni dopo aver imparato a leggere potremmo leggere 36500 libri; che sono un nonnulla rispetto al totale. Eppure, un solo libro può modificare il pensiero ad un livello tanto profondo da essere ricordato per sempre, creando una "impressione" (che vale anche per la stampa stessa, in Ingl. "press") imperitura, e se letto ad una certa età crea una sorta di "guida"per il pensiero stesso, malgrado non si ricordi una singola frase completa di quanto si è letto in gioventù. Che inevitabilMente comporta anche una forma di limitazione, ma del resto già questa sorta di simbiosi temporanea del pensiero del lettore con quello dello scrittore, immortalato nelle parole di un libro, nel contempo espande i limiti originali e dirotta il flusso di pensiero in territori che non gli appartengono, per cui la lettura di un libro come ogni altro fatto definisce in qualche grado l'esistenza dell'utente letterario, incidendo però sulla natura psichica dell'essere umano come nient'altro. Il cinema e la TV hanno ampliato infinitaMente questa qualità attraverso la loro azione "oniromimica", dove le cose appaiono (e scompaiono) alla vista e vengono sentite (in ogni senso possibile) in una visione meno incomprensibile di quella onirica, ma in genere non meno enigmatica per ognuno di noi di quella, e di questa, che chiamiamo "realtà" durante la veglia.
Non ricordiamo le parole, le frasi dette nei libri o nei films, ma possiamo conservare il messaggio di queste opere nel loro insieme, e questo vale tanto per il Programma D'istruzione Globale, con la programmazione delle giovani menti in formazione per opera del Ministero preposto, e che poi tenderanno a seguire solo i programmi televisivi, ma anche con la propaganda che fa di qualunque libro un libro famoso, un best-seller, un prodotto di successo multinazionale; i libri che legge il Gentile Pubblico Pagante molto raramente contengono informazioni utili alla vera cultura, ovvero alla cOltura psico/spirituale dell'utente letterario, che è ovviaMente quella derivata dalla Tradizione Esoterica, e rappresenta una percentuale irrilevante delle opere pubblicate, senza parlare della loro diffusione. Allora, si tratta essenzialMente di ciò che si decide di leggere, che è la conseguenza ragionata di ciò che si vuole leggere della miriade di libri stampati nella storia, e il pubblico tende a preferire questo e quello nel catalogo editoriale di ogni stagione, senza seguire alcun percorso cognitivo, guidato dalla propaganda e dalla offerta del mercato delle parole. Così il libro da strumento di evoluzione interiore diviene un prodotto industriale da consumare assieme a tutto il resto, per riempirsi le viscere superiori di tante belle parole così come quelli inferiori di tanto buon cibo; ma è anche uno strumento di potere tutt'ora imbattibile, malgrado i moderni mass-media, per il rapporto intimo che si stabilisce direttaMente fra il lettore e l'altro attraverso la materia stessa di cui sono composte le parole prima di essere stampate sulla carta e nelle menti, cioè il pensiero.
Le cose peggiori non sono quelle che vengono imposte con la forza, e ne abbiamo infiniti esempi in quest'epoca sciagurata; sono quelle che vengono insegnate, o che la gente "impara" da sé, individualMente ma seguendo modelli noti, e quindi in primis quelli famosi, resi tali dalla propaganda. Gli esempi più ovvi sono sempre quelli, per il blogger geocentrista e "vegan", mentre la maggioranza convinta di vivere su una Grande Palla continua a consumare i cadaveri di creature innocenti; perché così le è stato insegnato, e così ha imparato a fare.
Nell'era di internet il concetto stesso del libro è obsoleto, e il flusso costante di informazioni da ogni fonte possibile e immaginabile mi rende il pensiero stesso di limitarmi alla lettura di una singola opera quasi ridicolo; mi sono concesso la lettura di qualche pagina di eBooks durante la mia vacanza, avendo ridotta la mia biblioteca virtuale a qualche centinaio di titoli suggeriti dagli esperti di Facebook in materia di esoterismo, libri spesso mai tradotti in Italiano, e talvolta mai ristampati in un'epoca recente. Non si può nemmeno immaginare di trovare qualcosa di simile ad una guida (anche se il Manuale Della Vita non è mai stato stampato) valida e indubitabile al di fuori della cultura Tradizionale vera e propria, ovvero edificata sul sapere esoterico. Il vero sapere, si potrebbe dire, è soltanto quello Tradizionale mentre tutto il resto è conoscenza; e conoscenza si può dire anche quella dell'individuo di una specie di artropode esotico, magnifico, mai visto prima, e di cui non di meno la puntura risulta più dolorosa delle specie endemiche, o finanche letale.
La conoscenza della natura divina dell'essere umano, che è il messaggio essenziale e fondaMentale del sapere esoterico è, come ricorda Mr. Watts (in una sua conferenza su YouTube) qualcosa che nella logosfera Indiana corrisponde ad un segno dei tempi nel corso della vita di un individuo, il quale raggiunge questa consapevolezza prima o poi, secondo la scelta della direzione sul proprio percorso cognitivo. Ma è una tappa irraggiungibile per il Gentile Pubblico Pagante, che vive letteralmente nell'ombra la sua intera esistenza; per chi non si prende nemmeno la briga di conoscere il personaggio letterario, come abbiamo fatto qui leggendo della genesi luciferina qualche post addietro, esso rappresenterà per sempre un misterioso avversario facilMente riConoscibile in sé stesso, senza nemmeno dubitare della possibile esattezza dell'etimologia del suo nome, portatore di luce.
Ma questa è una faccenda moderna, come abbiamo già letto a proposito, è soltanto una moderna diavoleria all'interno di un sistema che ha reso da principio il sapere nemico dell'uomo, in favore di una conoscenza pilotata, o guida interessata, dall'alba dei tempi, con i suoi "maestri" e PRO-FESSOri, e i suoi "pastori di anime" che ben rappresentano la guida dei popoli sarcofagi, quando greggi e mandrie vengono condotte al macello per il solo gusto di farlo, che soddisfa la loro fame di morte.
Oggi abbiamo una grande industria della parola, del pensiero, di modelli mentali e comportaMentali, e i nomi degli industriali sono sempre gli stessi, per quanto siano sconosciuti malgrado la fama dei singoli autori; lo stesso si può dire delle case cinematografiche rispetto ad ogni singolo impiegato in quel settore, con tanti famosi esempi di stars fra i registi ancor prima che fra gli attori.
A volte il dettaglio può rivelare una enormità. I Sirfidi, mosche che sembrano api, come quella fotografata oggi
passano decine di minuti sospesi in volo fermi in un certo punto, spostandosi un poco di quando in quando. Il Treccani conferma:
"molte specie hanno un tipo di volo per cui restano a lungo nello stesso punto a mezz’aria"
Quale spiegazione logica si potrebbe dare a questo comportamento? Cosa può giustificare tanto consumo di energia, per una forma di vita la cui attività primaria è trovare il carburante per volare?
Me lo sono già posto nel 2017 su VerOrizzonte, concludendo che mi sarei tenuto il mio dilemma; C.V.D. La "spiegazione" di Wikipedia è ancora smentita dall'assenza di fiori nel punto in questione.
Quindi la prima domanda è perché i Sirfidi cittadini continuano a stazionare in volo; la seconda è perché lo fanno in mezzo ai marciapiedi, e non in qualunque altro luogo, magari vicini a dei fiori come dice Wikipedia; la terza e più importante è chi potrebbe rispondere alle prime due, e non ho alcuna risposta. Come per ogni altra cosa.
Ho visto oggi per la prima volta questa Cacciata dei mercanti dal tempio di Giotto, su Facebook:
Wikipedia -- Public Domain
e devo dire che vedere Gesù che alza le mani fa una certa impressione, malgrado tutto.
Non è lo stesso che farebbe un personaggio santo come quello, anche al giorno d'oggi?
Ma la modernità dello stile di Giotto rivela l'arcano, è una sorta di fumetto d'epoca, dove il simbolo della illuminazione interiore è reso da una piccola aura esteriore, o aureola, invisibile all'epoca dei personaggi raffigurati così come lo sarebbe oggidì, al di fuori delle raffigurazioni artistiche.
Un effetto speciale ante litteram.
La cosa più notevole del dipinto è che la famosa entrata del Tempio che serve da modello per ogni loggia o edificio massonico non è provvista dei due famosi pilastri. Forse si tratta di un dipinto precedente certe 'antiche tradizioni'?
Nella pagina di Wiki dedicata a Boaz e Jachin compare anche questa curiosa vignetta vintage:
![]() |
| https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Il_pleut_sur_le_Temple.jpg |
Trad.: "PIOVE SUL TEMPIO
-- L'Ariano taglia le catene che tengono
prigionieri il Giudeo e il Frammassone"
Attraverso questa immagine scopro anche l'esistenza di una Antimassoneria [SIC] ufficiale, che Wikipedia dice essere
"un tipo di attività che avversi o che sia ostile alla massoneria. Può assumere diverse caratteristiche, spaziando da semplice, da critica, opposizione, repressione ed anche persecuzione nei confronti dei massoni".
e dove
"La Chiesa cattolica ha sempre avuto un ruolo centrale nell'attività; la prima bolla papale di scomunica contro la massoneriarisale al 28 maggio 1738; da allora se ne sono susseguite altre. La Chiesa ha dichiarato incompatibili i principi della massoneria con quelli della fede cristiana.[1]"
Strano a dirsi, i principi veri e propri, che sono quelli simboLogici, della chiesa e della massoneria sono esattamente gli stessi.
Questa stampa del '902 riassume la condizione dell'epoca:
- Wikipedia -- Pubblico dominio
L'autore sarà stato Giudeo o Cattolico? O entrambi? Gnostico, o agnostico?
E la situazione sarà la stessa nel XXI Sec.?
E la situazione sarà la stessa nel XXI Sec.?
...Ma alla fine che differenza fa?
Nel mio solito gioco di parole notturno, finisco a leggere delle religioni rivelate, per scovare una delle affermazioni più ambigue e nel contempo più significative a questo proposito:
"Una religione si definisce rivelata, quando essa afferma di fondarsi, in tutto o in parte, sulla comunicazione di conoscenze dalla propria divinità agli uomini."
Non oso immaginare che l'autore wikipedico possa avere suggerita una simile rivelazione di proposito, creando questa sublime sciarada intenzionalMente... Ma posso scriverlo.
OgnUno ha una propria divinità, e la decisione di comunicare la propria conoscenza, o coscienza divina, è solo una questione di volontà. Riguardo il fine di questa apocalisse personale, invece, lo possiamo vedere chiaraMente in ogni singolo sistema religioso esistente. Volendo.
Venerdì
6 anni fa pubblicavo questa foto su Facebook:
Non ho più visto nulla di simile da allora, nemmeno su internet.
Obbiettivo Luna
Cos'è, davvero, la Luna?
Una teoria in questa image macro di un tale Brian Keefer su Facebook:
con il suo commento: "La luna è il riciclatore dell'anima...ciclo di 28 giorni.. "Morte Nera" (Death star -- dalla saga di "Guerre Stellari", NdT - Trad. mia)"
Dobbiamo ammettere che è una visione molto differente dell'ideale divino più popolare dalle nostre parti, e non poteva che provenire da una religione che contempla il più affollato pantheon della storia; tanti dei da perdere il conto, ma qui abbiamo un unico termine che esprime l'universalità del valore di Uno, che vale per ogni singolo dio possibile e immaginabile, e quindi per ogni uno di noi.
(https://en.wikipedia.org/wiki/Paramatman - Trad. mia)
Almeno quest'ultima frase, credo di averla già sentita da qualche parte.
...
Sabato
Da Mr. Jonathan D Hoegle su Facebook, con il suo commento da me tradotto di seguito:
Trad.: "IL SIGILLO DEI GESUITI
IL CULTO DEL SOLE NERO
Il logo I.H.S. si dice essere un monogramma di
"Iesus, Salvatore del Mondo" Ma nei Misteri Eleusini,
I.H.S. simboleggiava l'antico dio Greco Iacchus, poi
chiamato Bacco. Sull'emblema appaiono tre chiodi che
sono la lettera Ebraica Vav. Nella Gematria Ebraica, VAV
equivale al numero 6 e significa letteralmente chiodo. Tre di
essi compongono 666. Inoltre, i 36 raggi del sole contengono
un 666 nascosto, con la somma dei primi 36 numeri uguale a 666.
Tutti questi simboli sono raffigurati sul Sole Nero - che include il
glifo di Saturno. Preso nell'insieme, il sigillo dei Gesuiti rappresenta
il Luciferianismo Nero."
"Molte chiese mostrano fieramente il logo I.H.S.. Lo si può vedere sull' altare, sulle vetrate decorate, e persino sulla ostia Eucaristica. Benché si dice essere un simbolo Cristiano esso appare esser Satanico. I.H.S. è il nome mistico di Bacchus. La sua controparte Egizia è Osiris, il dio della birra, dell'aldilà, e il sole di mezzanotte. Questo è confermato dal simbolismo del sole nero, e dalla lettera H rappresentata come sigillo astrologico di Saturno.
Il simbolismo del Sole nero era un emblema prominente nelle Società Segrete Naziste come la Società Thule. Nei circoli esoterici il sole nero rappresentava il Percorso della Mano Sinistra e l'uso della conoscenza per fini malefici. Ricordiamo anche, che quando Gesù fu crocifisso il sole divenne oscuro per tre ore. E gli fu dato del vino da bere. [...] "
La conoscenza dei simboli, e quindi delle parole, è una via per conoscere il significato occulto di questo "mondo", e della sua origine simbolica; attraverso questa consapevolezza, o coscienza, ottenuta ricercando la Scienza Sacra, si raggiunge l'essenza della cosa sacra.
E sulla base di questa dimostrazione che mi prova l'altezza del suo pensiero, posso (ri)considerare il cambiamento di cui parlava, da un "mondo" all'altro, avendo riconosciuta la natura illusoria del mondo stesso, e quella rivelatrice ("apocalittica") del "sogno", che in ogni caso, quale che sia la visione particolare di ogni notte, ci dimostra sempre e comunque come la "realtà" della veglia sia del tutto relativa alla nostra visione indiviDuale di Tutto, e quindi Tutti.
Per gli anglofoni un "mondo" è una parola a cui si è aggiunta la lettera "L"; per tutti noi, "il mondo" è tutto ciò che abbiamo iniziato a conoscere aprendo gli occhi, in qualche momento del "passato", e che lasceremo un giorno del "futuro", chiudendo gli occhi definitivaMente, come una sorta di "sogno alla rovescia" che sembra impossibile da comprendere per il sognatore medio. Ma non lo è.
Basta in effetti rendersi conto, in un modo o nell'altro, che è proprio come accendere la luce, e che basta volerlo fare.
"Essere E' divenire, e divenire E' essere", che ne abbiamo coscienza o meno; passare da un sogno all'altro durante il sonno può comportare cambiamenti importanti, compreso quello del protagonista stesso, oltre che di ogni altra cosa percepita "attorno" al sognatore, e non di meno alla fine ci si sveglia, e non si può che concludere che era "soltanto un sogno". La "morte" dev'essere qualcosa di simile, e infine svegliandosi si potrebbe pensare che era "soltanto una vita"... Se soltanto ne avessimo memoria, poi. Questo non accade (quasi) mai; i casi di bambini che ricordano spontaneaMente una vita passata sono rarissimi, mentre non lo sono quelli delle memorie sopite che vengono ridestate con una seduta ipnotica (cioè quando il soggetto dorme!), ma per quanto possano essere ben documentati in ogni dettaglio hanno un valore e un significato assoluto (semmai) soltanto per i diretti interessati; per chiunque altro al mondo è una sorta di curiosità che può dirsi più i meno interessante, ma in sostanza non prova nulla.
Possiamo immaginare, o dedurre sulla base delle dottrine più disparate, che il ciclo chiamato saṃsāra dagli Induisti sia una sequenza in(de)finita di passaggi da una "vita" all'altra come da un "sogno" all'altro, all'interno di una unica "mente", che in ognuna di esse, nella rappresentazione di ogni persona (Lat. "maschera teatrale), si trova sospesa in uno stato che io definisco di "incoscienza controllata"; già la consapevolezza di quest'ultima condizione posta in essere Qui E Ora, che permette di comprendere il senso proprio dell'essenza, è talmente rara che -se non ne abbiamo notizia direttaMente- ne possiamo leggere soltanto dal linguaggio simbolico delle diverse mitologie; e questo conduce inevitabilMente ad una enorme conFusione, da cui è sempre esistito chi ne ha saputo trarre un vantaggio personale altrettanto enorme (il clero, in primis).
Su Wiki leggiamo che
Della avidyā leggiamo:
Questo tipo di ignoranza è quella che condanna l'utente spirituale Occidentale moderno, e andrebbe combattuta con ogni mezzo dal momento in cui è in grado di rendersene conto; inutile a dirsi, la gente si preoccupa di ampliare la propria conoscenza su qualunque cosa al mondo, tranne ciò che è -appunto- essenziale, riguardando la "anima" e anzi la "superanima" del proprio essere Qui e Ora.
Infine, io non escludo affatto l'ipotesi che la "Luna" sia uno strumento di controllo e che essa possa in qualche grado influire sulla "superanima", o paramatman di ognuno di noi; la Luna è associata da sempre alla massa, alla gente e alla gravità della sua condizione Qui e Ora, cosa ovvia per chi invece riConosce la teoria newtoniana della gravitazione universale come una Corbelleria maiuscola, paragonabile solo a quella delle Grandi Palle Universali per cui fu concepita. Anche per questo la Questione Più Fondamentale di cui ho scritto tanto su VerOrizzonte è la più FondaMentale di tutte.
Comunque sia, questa entità femminile che è il "grande luminare" opposto al Sole nel libro di Enoch e nella Bibbia, mantiene quelle qualità passive che sono riConoscibili in ogni dottrina Tradizionale, le sue proprietà alchemiche di specularità e riflessione, che sono proprie della sfera muliebre dell'essere; in quanto uomini, esseri di sesso maschile, il venire a patti con questo lato della nostra "realtà esteriore", o apparente, che è la "manifestazione" cosmica, è qualcosa che può richiedere una vita intera, ma in genere il problema non si pone da principio, mai. E per questo disinteresse generale l'intero Sistema supporta l'inerzia cognitiva, come per ogni altra materia dello scibile umano, attraverso il Programma D'istruzione Globale prima, e con le Armi di Distrazione di Massa poi.
La risposta alla mia domanda posta in Inglese più sopra è quindi sì, l'uomo è un MUI, Material User Interface, o Interfaccia Materiale Utente; ogni singola persona è la inter/faccia di un essere che E' sempre e soltanto in essenza, è che viene definito "dio" o "demone" a seconda della logosfera in cui lo si fa. Ad es. per il "ba'al" ("signore" o "padrone") chiamato "JHWH", dio degli Israeliti, tutti gli altri "ba'al" erano mostri abominevoli, il fatto che soltanto la sua versione (Ing. HIStory, la SUA storia) sia divenuta tanto famosa dovrebbe almeno insospettire i suoi fans, specialmente quelli tra il Gentile Pubblico Pagante; ma certo, lo sappiamo tutti, non è proprio in questi termini che si diffonde il "verbo divino" oggi. LogicaMente.
OgnUno ha una propria divinità, e la decisione di comunicare la propria conoscenza, o coscienza divina, è solo una questione di volontà. Riguardo il fine di questa apocalisse personale, invece, lo possiamo vedere chiaraMente in ogni singolo sistema religioso esistente. Volendo.
Venerdì
6 anni fa pubblicavo questa foto su Facebook:
Non ho più visto nulla di simile da allora, nemmeno su internet.
Obbiettivo Luna
Cos'è, davvero, la Luna?
Una teoria in questa image macro di un tale Brian Keefer su Facebook:
"M.O.O.N.= "Monitoraggio notturno della superanima
-- Tecnologia Antigravitazionale Soppressa"
con il suo commento: "La luna è il riciclatore dell'anima...ciclo di 28 giorni.. "Morte Nera" (Death star -- dalla saga di "Guerre Stellari", NdT - Trad. mia)"
Così oggi scopro anche l'esistenza di una Superanima (Oversoul) che Google associa al Trascendentalismo e Wiki English dice essere "Una traduzione del termine Vedico "paramatman":
di questo leggiamo, dalla stessa fonte:
"Paramatman (Sanscrito: परमात्मन्, IAST: Paramātmāṇ) o Paramātmā è lo Atman Assoluto o Sé Supremo) nei Vedanta e nelle filosofie Yoga della theology Induista. Il Paramatman è il “Sé Primordiale” o il “Sé Oltre” che spiritualmente è praticamente identico all'Assoluto, identico all'assenza di sé del Brahman. L'assensa di sé [selflessness, NdT] è l'attributo del Paramatman, dove tutta la personalità/individualità svanisce.[1]
Etimologia
Il tema paramātma (परमात्मन्, pronunciato [pərəmaːtmən], il cui singolare nominativo è paramātmā — परमात्मा, pronunciato [pərəmaːtmaː]) è formato da due parole, parama, che significa "supremo" o "il più alto", e ātma, che significa sé individuale.
La parola “Ātman” generalmente denota il Sé Individuale, ma la parola “Paramatman” [...] esprime inoltre Vita priva di Limiti, Coscienza sconfinata, Sostanza senza limiti nello spazio sconfinato, è intesa come lo Atman di tutti gli atman o il Sé Supremo o il Sé Universale. La parola “Atman” che letteralmente significa non-tenebre o luce, è Brahman la più sottile indistruttibile esistenza Divina. La parola “Paramatman” si riferisce al Creatore di tutto.[2]
(SIC -
Descrizione di Paramatman nelle Upanishad
Il saggio della Brihadaranyaka Upanishad IV.4.2, benché non utilizzi la parola “Paramatman”, spiega che all'epoca del rilascio della porzione (aspetto) del Paramatman e della porzione (aspetto) del Jiva che presiede l'occhio destro diviene unificato con il Paramatman e il Jiva che presiedono il cuore, allora il Jiva non vede, non odora, non assapora, non parla, non ascolta, non sente, non tocca, e non sa; quando il Paramatman esce, il Capo Prana lo segue, seguito dal Basso Prana. Il Paramatman esce a cavallo del Jiva seguendo coscienza e opera, conoscenza delle vite passate o capacità naturale.
Nel Prashna Upanishad IV.11 la parola “Atman” non si può riferire a Jiva poiché Jiva non può di per sé gettar fuori il suo corpo o capire avidya, pertanto si riferisce al Paramatman.[6] Jiva ottiene Moksha quando conosce veramente il Paramatman, lo Asarira Prajnatman, come dotato di mille teste, come governatore di tutto e come superiore a tutto.[7] Quindi, il Paramatman è uno dei molti aspetti di Brahman e possiede tutti gli attributi di Brahman.[8] Atman (lo Spirito) e Paramatman (Dio) sono uno, alcuni dicono siano tanto distinti quanto uno, sono uno in riferimento a Shakti ma distinti riguardo quel potere.[9]
Parabola dei Due Uccelli
La parola Paramatman, non si trova nel Rig Veda se non attraverso allusioni riferite al Paramatman come Isha. Questa distinzione si fa a causa di tutti i suoi mantra che nella forma di preghiera sono indirizzati agli dei. Nel suo grande Inno Quesito (Sukta I.164) è il famoso mantra - R.V.I.164.20, che fu rivelato a Rishi Deergatamaah Auchathyah e adottato nella Mundaka Upanishad III.1.1-3, che appartiene allo Atharva Veda, per tessere la parabola dei Due Uccelli:-Due uccelli.
-
-
- Due uccelli, dalle ali bellissime, compagni uniti, si aggrappano ad un unico albero: dei due uno mangia il dolce frutto di quell'albero; l'altro mangia ma non osserva il suo compagno. Il sé è l'uccello che siede immerso nel comune albero; ma poiché egli non è signore è perplesso e ha tristezza. Ma quando egli vede che l'altro che è il Signore e l'amato, egli sa che tutto è nella Sua grandiosità, e la sua tristezza se ne va da lui. Quando, da spettatore, egli vede il circondato da un alone d'oro, il fattore, il Signore, lo Spirito che è la fonte di Brahman, allora egli diviene il conoscitore e scuote dalle sue ali peccato e virtù; puro da ogni macchia egli raggiunge la suprema identità.
-
-Traduzione dei Versi 1-3 della Terza Mundaka Upanishad di Sri Aurobindo.
Qui Aurobindo rende lo Spirito o Purusha come origine di ogni cosa, compreso Brahman. Egli rende Purusha più fondamentale. Pertanto, egli non deve dire che Brahman è l'origine del Brahman inferiore, ed egli accantona pure il senso della Realità rivelato nell'incremento immaginativo ed emotivo.[10]
Caso di Due anime
La scuola Dualistica di Filosofia iniziata da Anandatirtha trae il suo supporto dal passaggio succitato così come dal passaggio del Katha Upanishad I.3.1 di un precedente Upanishad che parla di due anime le quali assaggiano i frutti dell'azione, entrambe le quali sono alloggiate nei recessi del cuore umano, e sono differenti l'una dall'altra come la luce e l'ombra, questo porta il difetto – come si potrebbe considerare l'anima Universale che apprezza i frutti dell'azione? I seguaci di Madhava traggono il loro supporto dal Bhagavad Gita XV.16 che parla di due persone di questo mondo, il Mutevole e l'Immutabile; Il Mutevole è tutte queste cose, mentre l'Immutabile è quello che esiste in cima ad esse, uno è Jivatman e l'altro Paramatman.[11] Jivatman è chit, il senziente, e Paramatman è Isvara, entrambi hanno gli stessi attributi; essi sono inseparabilmente presenti assieme sull'albero che è achit, il non-senziente, o il grossolano componente Avidya dell' esistenza. Jivatman e Paramatman sono entrambi alloggiati nel cuore, il primo è guidato dai tre modi della natura e degli atti, il secondo osserva semplicemente benché approvi le attività del primo.[12] La relazione tra Paramātmā, il Sé Universale, e 'ātma, il Sé Individuale, è paragonata al dio abitante interiore e all'anima all'interno del cuore di ognuno. Paramatman è uno dei molti aspetti di Brahman. Paramatman è situato nel nucleo di ogni jiva individuale nel macrocosmo. Le Upanishad paragonano Atman e Paramatman a due uccelli che siedono come amici sul ramo di un albero (corpo) dove lo Atman mangia i suoi frutti (karma), e il Paramatman osserva soltanto Atman come un testimone (sākṣin) delle azioni del Suo amico.
Advaita[edit]
Nella filosofia Advaita, le anime individuali sono dette Jīvātman, e il più Alto Brahman è chiamato Paramātman. Jivatman e Paramatman si conoscono come uno e lo stesso quando il Jivatman ottiene la vera conoscenza del Brahman (Sscrt. Brahmajñāna) . Nel contesto dell' Advaita, il termine Paramatman è invariabilmente utilizzato in riferimento al Nirguna Brahman, ove Ishvara e Bhagavan sono termini utilizzati per riferirsi al Brahman con delle qualità, o Saguna Brahman.
Brahman e Isvara non sono sinonimi, l'apparente somiglianza deriva dagli attributi simili fra loro immaginati in riferimento alle impressioni che queste due parole attivano. Secondo l'Advaita, Isvara è Brahman associato con Maya nel suo aspetto eccellente, come realità empirica esso è Brahman determinato; Isvara non possiede realità oltre a Brahman. La Svetasvatara Upanishad sviluppò il concetto di un Dio personale. La Katha Upanishad afferma che mai nessun uomo è stato capace di visualizzare Paramatman per mezzo della vista, del cuore, della immaginazione o della mente. La Anandamaya-kosha è l'Isvara delle Upanishad. Gaudapada chiamò dualità Maya, e non-dualità, l'unica realtà.
Maya è la Nescienza Cosmica che ha in sé la pluralità del soggetto e dell'oggetto e pertanto Isvara è organicamente legato al mondo. Oltre il Prana o Isvara vi è lo stato dell'infinito illimitato Brahman[13] e per questo nel Bhagavad Gita VII.24, Krishna dice ad Arjuna – “non conoscendo la MIa insorpassabile e indegradabile natura suprema l'ignorante crede che io abbia assunta una forma finita attraverso la nascita.”
Maya è la Nescienza Cosmica che ha in sé la pluralità del soggetto e dell'oggetto e pertanto Isvara è organicamente legato al mondo. Oltre il Prana o Isvara vi è lo stato dell'infinito illimitato Brahman[13] e per questo nel Bhagavad Gita VII.24, Krishna dice ad Arjuna – “non conoscendo la MIa insorpassabile e indegradabile natura suprema l'ignorante crede che io abbia assunta una forma finita attraverso la nascita.”
Riguardo la causa del Samsāra, dove esso risiede e i mezzi della sua rimozione, Adi Shankara nel suo Vivekachudamani.49. istruisce che il sé individuale è il Paramatman nella realtà, l'associazione del sé individuale con ajnana cioè con avidya, che egli definisce anatmabandhah, legame dello anatman o non-atman, lo porta a identificare sé stesso con i corpi grossolano, sottile e causale e da ciò sorge Samsāra che è la forma delle sovrapposizioni delle qualità di sukha, dukha etc., su sé stesso, lo atman.[14]
Brahma Kumaris[edit]
Secondo la religione Brahma Kumaris, Paramatma (Anima Suprema) è chiamata Shiva, o Shiva Baba. La sua forma è un punto di luce infinitesimale e la sua dimora è il Paramdham o il Nirvana.
Paramatman è oltre la conoscenza e l'ignoranza, privato di tutti gli attributi materiali (upadhi). Nel Capitolo 13 del Bhagavad Gita, Paramatman è descritto come Krishnaresiding nei cuori di tutti gli esseri e in ogni atomo di materia. Egli è il supervisore e il permettitore [permitter, NdT] delle loro azioni..[15][16] Paramatman è differente dai cinque elementi (pancha mahabhutas), dai sensi, dalla mente, da pradhana e jiva.[17]
La setta Vaishnava sostiene che ottenendo la conoscenza di Brahman e l'identificazione di Atman con Brahman sia uno stadio intermedio di auto-realizzazione, e soltanto il Bhakti Yoga può portare al passo successivo della realizzazione di Paramatman come Dio abitante interiore, portando infine alla liberazione (Mukti) attraverso la realizzazione Divina.
Viṣṇu o la divinità della qualità della bontà nel mondo materiale è il puruṣa-avatāra conosciuto come Kṣīrodakaśāyī Viṣṇu o Paramātmā.[1]
In Bengala, Vaishnava Krishna è visto come uno dotato del suo essenziale svarupa-shakti, egli è Bhagawat nella sua piena manifestazione dotato di Jivasakti e Mayasakti, egli è Paramatman e Brahman. Brahman, Paramatman e Bhagavan sono 3 gradazioni della realtà ultima.[18]
Tempo
Il Tempo è descritto nei Veda:
"(https://en.wikipedia.org/wiki/Paramatman - Trad. mia)
Almeno quest'ultima frase, credo di averla già sentita da qualche parte.
...
Sabato
Da Mr. Jonathan D Hoegle su Facebook, con il suo commento da me tradotto di seguito:
Trad.: "IL SIGILLO DEI GESUITI
IL CULTO DEL SOLE NERO
Il logo I.H.S. si dice essere un monogramma di
"Iesus, Salvatore del Mondo" Ma nei Misteri Eleusini,
I.H.S. simboleggiava l'antico dio Greco Iacchus, poi
chiamato Bacco. Sull'emblema appaiono tre chiodi che
sono la lettera Ebraica Vav. Nella Gematria Ebraica, VAV
equivale al numero 6 e significa letteralmente chiodo. Tre di
essi compongono 666. Inoltre, i 36 raggi del sole contengono
un 666 nascosto, con la somma dei primi 36 numeri uguale a 666.
Tutti questi simboli sono raffigurati sul Sole Nero - che include il
glifo di Saturno. Preso nell'insieme, il sigillo dei Gesuiti rappresenta
il Luciferianismo Nero."
"Molte chiese mostrano fieramente il logo I.H.S.. Lo si può vedere sull' altare, sulle vetrate decorate, e persino sulla ostia Eucaristica. Benché si dice essere un simbolo Cristiano esso appare esser Satanico. I.H.S. è il nome mistico di Bacchus. La sua controparte Egizia è Osiris, il dio della birra, dell'aldilà, e il sole di mezzanotte. Questo è confermato dal simbolismo del sole nero, e dalla lettera H rappresentata come sigillo astrologico di Saturno.
Il simbolismo del Sole nero era un emblema prominente nelle Società Segrete Naziste come la Società Thule. Nei circoli esoterici il sole nero rappresentava il Percorso della Mano Sinistra e l'uso della conoscenza per fini malefici. Ricordiamo anche, che quando Gesù fu crocifisso il sole divenne oscuro per tre ore. E gli fu dato del vino da bere. [...] "
La conoscenza dei simboli, e quindi delle parole, è una via per conoscere il significato occulto di questo "mondo", e della sua origine simbolica; attraverso questa consapevolezza, o coscienza, ottenuta ricercando la Scienza Sacra, si raggiunge l'essenza della cosa sacra.
La cosa più difficile, specie agli inizi, è di non confondere mai ciò che è sacro con ciò che è religioso, ma per farlo basta sempliceMente conoscere i fatti che tutti possono conoscere di ogni religione.
--
Questa mattina ho visto qualcosa che non avevo mai visto prima, nemmeno in TV: un piccolo stormo di Tortore orientali si è involato all'unisono da un grande Noce che cresce sul ciglio della strada, lasciandomi a bocca aperta. Le amabili Tortorelle infatti si vedono soltanto da sole oppure in coppia; io non ne avevo mai viste più di due assieme, per cui l'avvenimento è degno di nota.
...
--
Questa mattina ho visto qualcosa che non avevo mai visto prima, nemmeno in TV: un piccolo stormo di Tortore orientali si è involato all'unisono da un grande Noce che cresce sul ciglio della strada, lasciandomi a bocca aperta. Le amabili Tortorelle infatti si vedono soltanto da sole oppure in coppia; io non ne avevo mai viste più di due assieme, per cui l'avvenimento è degno di nota.
...
Domenica
L'amico Carlo condivide questa meme made in Italy su Facebook, e con essa la mia visione zooLogica, con un tocco di Spirito Umoristico:
(http://www.treccani.it/vocabolario/rendere)
Abbiamo la possibilità di scegliere come trattare il nostro conto, se ce lo restituiamo, lo traduciamo, se lo arrendiamo o se lo facciamo rendere in qualche altro modo; in qualche modo, in qualunque modo, possiamo renderci conto della nostra condizione, in questo Mondo Di Parole.
L'amico Carlo condivide questa meme made in Italy su Facebook, e con essa la mia visione zooLogica, con un tocco di Spirito Umoristico:
Come sempre è una questione di punti di vista.
...
Nel gruppo All Pagan, Norse & Heathens viene condivisa questa meme-massima:
Trad.: "Non c'è alcuna morte,
solo un cambio di mondi
- Capo Seattle"
e devo ammettere che a una prima occhiata ho letto "un cambio di parole" (words), perché ormai il Grande Gioco è inevitabile da che ne ho scoperte le regole principali, ovvero che siamo tutti in gioco; per il resto, si scoprono solo giocando, di giorno in giorno, e di anno in anno... E di decennio in decennio... Ma a questo world basta levare una lettera per farne una parola; e viceversa.
Riguardo il messaggio di Chief Seattle (che di professione NON era cuoco), questo si ricollega al discorso del satori, o "rendersi conto". Il Treccani ci dà il significato di rendere:
"1. Dare ad altri cosa che gli è dovuta per qualsiasi ragione. a. Ridare, riconsegnare cosa avuta in prestito, in uso, in consegna o in deposito, o cosa sottratta illegalmente
[...]
2. Riferito a un bene economico, dare frutto, guadagno (v. rendita); per estens., riferito a un oggetto qualsiasi o a qualsiasi operazione, produrre un effetto utile e apprezzabile, in proporzione allo sforzo richiesto per ottenerlo (v. rendimento) [...]
3. a. letter. Rimandare l’immagine, di specchio o di superficie che rifletta come uno specchio [...]
b. Raffigurare, dipingere: il pittore ha cercato di r. nel suo quadro la triste solitudine della campagna; anche raffigurare a parole, descrivere: Tentando a render te qual tu paresti (Dante), provando a descriverti, o divino splendore, quale apparisti sul volto di Beatrice. Quindi, anche nell’uso com., esprimere il proprio pensiero: non so se rendo l’idea, il concetto. c. non com. Tradurre (cfr. l’analogo uso di recare): r. in italiano; r. il testo parola per parola. 4. letter. a. Emettere, produrre suoni o voci, luce, odori: Diverse voci fanno dolci note; Così diversi scanni in nostra vita Rendon dolce armonia tra queste rote (Dante)
[...]
b. Riportare, recare, trasferire nel luogo di prima o in altro luogo: La vela, in cima all’arbore rimessa, Rendé la nave all’isola funesta (Ariosto); più frequente il rifl. nel sign. di «recarsi»: mesto sul deserto lido, Cui spesso si rendea, sedeasi(Pindemonte); in quello di «rivolgersi»: io mi rendei, Piangendo, a quei che volontier perdona(Dante). c. ant. Nel rifl., arrendersi: senza troppi assalti voltò le spalle e rendessi per vinto(Boccaccio); farsi frate: E pentuto e confesso mi rendei (Dante), di Guido da Montefeltro, fattosi francescano. 5. Fare, far diventare, condurre nelle condizioni espresse dal predicato:
r. felice o infelice, r. convinto; r. necessario; r. vano ogni sforzo; Arte forza o fortuna i padri tuoi Grandi rendette (Parini); r. padre, r. madre; o da un complemento: r. di pubblica ragione; nel rifl.: rendersi utile, indispensabile, grato, antipatico; rendersi benemerito; rendersi certo, sicuro, persuaso, accertarsi, assicurarsi, persuadersi; come intr. pron., in espressioni come rendersi necessario, opportuno, utile, ecc.: a questo punto si rende necessario un chiarimento. Raro e letter. con il sign. di «farsi, diventare»: Qui di pietà mi spoglio e di virtudi, E sprezzator degli uomini mi rendo (Leopardi). ◆ Part. pass. réso (ant. renduto); con valore di agg., nel linguaggio marin., si dice di un elemento mobile dell’attrezzatura che, nella sua manovra, è stato portato a segno, e anche del timone, quando, portato tutto da un lato, è giunto alla sua massima inclinazione."
Certo è che la visione di Capo Seattle, che Wiki dice "noto anche come Sealth, Seathl o See-ahth[2] [...] condottiero nativo americano. [...] capo delle tribù Duwamish e Suquamish" ci rende un istante di sollievo nel flusso inarrestabile del MainStream, o Maelstrom di informazioni, con l'espressione concisa e laconica tipica dell'uomo saggio.
La sua immensa saggezza è comprovata dalle parole riportate su Wiki:
«Non c'è luogo tranquillo nelle città dell'uomo bianco. Nessun luogo per ascoltare l'aprirsi delle foglie in primavera o il fruscio delle ali di un insetto.»
|
| (Capo Seattle[1]) |
Per gli anglofoni un "mondo" è una parola a cui si è aggiunta la lettera "L"; per tutti noi, "il mondo" è tutto ciò che abbiamo iniziato a conoscere aprendo gli occhi, in qualche momento del "passato", e che lasceremo un giorno del "futuro", chiudendo gli occhi definitivaMente, come una sorta di "sogno alla rovescia" che sembra impossibile da comprendere per il sognatore medio. Ma non lo è.
Basta in effetti rendersi conto, in un modo o nell'altro, che è proprio come accendere la luce, e che basta volerlo fare.
"Essere E' divenire, e divenire E' essere", che ne abbiamo coscienza o meno; passare da un sogno all'altro durante il sonno può comportare cambiamenti importanti, compreso quello del protagonista stesso, oltre che di ogni altra cosa percepita "attorno" al sognatore, e non di meno alla fine ci si sveglia, e non si può che concludere che era "soltanto un sogno". La "morte" dev'essere qualcosa di simile, e infine svegliandosi si potrebbe pensare che era "soltanto una vita"... Se soltanto ne avessimo memoria, poi. Questo non accade (quasi) mai; i casi di bambini che ricordano spontaneaMente una vita passata sono rarissimi, mentre non lo sono quelli delle memorie sopite che vengono ridestate con una seduta ipnotica (cioè quando il soggetto dorme!), ma per quanto possano essere ben documentati in ogni dettaglio hanno un valore e un significato assoluto (semmai) soltanto per i diretti interessati; per chiunque altro al mondo è una sorta di curiosità che può dirsi più i meno interessante, ma in sostanza non prova nulla.
Possiamo immaginare, o dedurre sulla base delle dottrine più disparate, che il ciclo chiamato saṃsāra dagli Induisti sia una sequenza in(de)finita di passaggi da una "vita" all'altra come da un "sogno" all'altro, all'interno di una unica "mente", che in ognuna di esse, nella rappresentazione di ogni persona (Lat. "maschera teatrale), si trova sospesa in uno stato che io definisco di "incoscienza controllata"; già la consapevolezza di quest'ultima condizione posta in essere Qui E Ora, che permette di comprendere il senso proprio dell'essenza, è talmente rara che -se non ne abbiamo notizia direttaMente- ne possiamo leggere soltanto dal linguaggio simbolico delle diverse mitologie; e questo conduce inevitabilMente ad una enorme conFusione, da cui è sempre esistito chi ne ha saputo trarre un vantaggio personale altrettanto enorme (il clero, in primis).
Su Wiki leggiamo che
"Il termine sanscrito saṃsāra (devanāgarī संसार, "scorrere insieme") indica, nelle religioni dell'India quali il Brahmanesimo, il Buddhismo, il Giainismo e l'Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota.e inoltre, dei suoi Aspetti comuni in altre religioni:
In senso lato e in un significato più tardo, viene ad indicare anche "l'oceano dell'esistenza", la vita terrena, il mondo materiale, che è permeato di dolore e di sofferenza, ed è, soprattutto, insustanziale: infatti, il mondo quale noi lo vediamo, e nel quale viviamo, altro non è che miraggio, illusione māyā. Immerso in questa illusione, l'uomo è afflitto da una sorta di ignoranza metafisica (avidyā), ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena: tale ignoranza conduce l'uomo ad agire trattenendolo così nel saṃsāra.
"Se da un punto di vista soggettivo l’avidyā si può considerare la vera realtà delle cose, da un punto di vista oggettivo corrisponde esattamente al māyā, ossia il potere di condizionamento del sé insito nel Brahaman stesso.[1]
I "nomi e le forme" sovrimposti dall'avidyā corrispondono anche al concetto islamico di quiddità (māhiyyah), altro non sono se non le forme esteriori di "nomi e attributi" divini.[1] "
"Con il sostantivo femminile sanscrito avidyā (sanscrito, devanāgarī: अविद्या; pāli: Avijjā; cinese: 無明 wúmíng o 痴 chī; cor.: mumyeong; giapp.: mumyō; tibetano: ma.rig.pa, marikpa; Vietnamita: vô minh) si indica in quella lingua l'"ignoranza".
Nell'ambito del Buddhismo l'"ignoranza" è uno dei Tre Veleni e il primo dei dodici anelli della Pratītyasamutpāda.
È la causa principale della permanenza degli enti nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, la sofferenza, la prima delle Quattro nobili verità.
L'ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui princìpi di realtà dei fenomeni: il non rendersi conto che la cupidigia e l'odio, gli altri due veleni, sono fonte di dolore comporta l'accettazione dell'inganno come "normalità".
L'ignoranza ha sei aspetti, dispiegandosi in tutti e sei gli organi di senso, come descritti nel Ṣaḍāyatana, il quinto anello della Pratītyasamutpāda.
Per sradicare l'ignoranza occorre sviluppare la "saggezza" (Prajñā). Questa si consegue praticando la presenza mentale (Smṛti), lo sforzo paziente (Kṣānti) e la meditazione (Dhyāna), ciascuna delle quali si esercita nel percorre il Nobile Ottuplice Sentiero e sviluppando le Pāramitā."
Questo tipo di ignoranza è quella che condanna l'utente spirituale Occidentale moderno, e andrebbe combattuta con ogni mezzo dal momento in cui è in grado di rendersene conto; inutile a dirsi, la gente si preoccupa di ampliare la propria conoscenza su qualunque cosa al mondo, tranne ciò che è -appunto- essenziale, riguardando la "anima" e anzi la "superanima" del proprio essere Qui e Ora.
Infine, io non escludo affatto l'ipotesi che la "Luna" sia uno strumento di controllo e che essa possa in qualche grado influire sulla "superanima", o paramatman di ognuno di noi; la Luna è associata da sempre alla massa, alla gente e alla gravità della sua condizione Qui e Ora, cosa ovvia per chi invece riConosce la teoria newtoniana della gravitazione universale come una Corbelleria maiuscola, paragonabile solo a quella delle Grandi Palle Universali per cui fu concepita. Anche per questo la Questione Più Fondamentale di cui ho scritto tanto su VerOrizzonte è la più FondaMentale di tutte.
Comunque sia, questa entità femminile che è il "grande luminare" opposto al Sole nel libro di Enoch e nella Bibbia, mantiene quelle qualità passive che sono riConoscibili in ogni dottrina Tradizionale, le sue proprietà alchemiche di specularità e riflessione, che sono proprie della sfera muliebre dell'essere; in quanto uomini, esseri di sesso maschile, il venire a patti con questo lato della nostra "realtà esteriore", o apparente, che è la "manifestazione" cosmica, è qualcosa che può richiedere una vita intera, ma in genere il problema non si pone da principio, mai. E per questo disinteresse generale l'intero Sistema supporta l'inerzia cognitiva, come per ogni altra materia dello scibile umano, attraverso il Programma D'istruzione Globale prima, e con le Armi di Distrazione di Massa poi.
La risposta alla mia domanda posta in Inglese più sopra è quindi sì, l'uomo è un MUI, Material User Interface, o Interfaccia Materiale Utente; ogni singola persona è la inter/faccia di un essere che E' sempre e soltanto in essenza, è che viene definito "dio" o "demone" a seconda della logosfera in cui lo si fa. Ad es. per il "ba'al" ("signore" o "padrone") chiamato "JHWH", dio degli Israeliti, tutti gli altri "ba'al" erano mostri abominevoli, il fatto che soltanto la sua versione (Ing. HIStory, la SUA storia) sia divenuta tanto famosa dovrebbe almeno insospettire i suoi fans, specialmente quelli tra il Gentile Pubblico Pagante; ma certo, lo sappiamo tutti, non è proprio in questi termini che si diffonde il "verbo divino" oggi. LogicaMente.





















































