Proseguo il discorso iniziato nel pomeriggio di ieri, sul fatto che girovagando per la periferia di una cittadina qualunque, nel 2018, è ancora possibile trovare del vero cibo, nutriente e delizioso, le sostanze d'abuso alimentari meno dannose in assoluto, che sono offerte direttaMente e spontaneaMente e dalla Terra; erbe selvatiche e frutti cresciuti da piante che non richiedono cure, e che sono parti dello stesso Sistema bioLogico di cui partecipa l'uomo, al di là della sua ovvia inconsapevolezza a livello massivo.
L'ennesimo albero di Fico "selvatico" sorto dal grigiore
urbano, qui in compagnia di una Phytolacca; questa è
famosa per la sua tossicità, mentre le sue proprietà nella
urbano, qui in compagnia di una Phytolacca; questa è
famosa per la sua tossicità, mentre le sue proprietà nella
medicina omeopatica non sono altrettanto note
Invece conosciamo tutti i problemi che riguardano l'industria alimentare, i cui principi generali, che ne giustificano praticamente l'esistenza, sono quelli della conservazione e della distribuzione; ma sono entrambe problematiche che oggi si possono risolvere tecnologicaMente con facilità, soltanto concentrando gli sforzi in questa direzione -della indipendenza per tutti, rispetto al profitto per qualcuno- e dunque la consapevolezza di questo Sistema perfetto è un tabù inventato e utilizzato da certa gente allo scopo di sottomettere le masse alla propria dipendenza, con l'aiuto fondaMentale di certi prodotti alimentari che sappiamo, contenere principi attivi più o meno notoriaMente dannosi come gli alcolici, lo zucchero raffinato, la gliadina, la nicotina, etc., etc. Tutte le piante procurano degli effetti di qualche tipo sulla mente così come sul corpo, gli stessi principi della medicina valgono per l'alimentazione, da che tutto è basato sul regno vegetale, e così come in generale siamo tutti in vario grado dipendenti da alcune specie di piante, non è soltanto l'industria della malattia monopolizzata, delle sigarette e degli spiriti, ma anche quella "libera" dei prodotti alimentari di ogni tipo (in estate per me è inevitabile notare il consumo spropositato di quel sofisticato veleno chiamato "gelato", da che c'è una gelateria sempre affollata sotto casa) e dunque anche e soprattutto in questo caso l'ignoranza delle nozioni più elementari -che si dovrebbero appunto insegnare nella scuola dell'obbligo- è quella che determina da principio comportamenti e ragionamenti basati su un sistema artificiale, su costrutti sintetici e quindi su quella realtà fittizia che è il palcoscenico/set rappresentato dalla città.
Chiunque viva appena oltre le mura del centro urbano, o che almeno ci vada di tanto in tanto, oltrepassando la soglia verso il paradiso proibito
(altra foto di ieri, ai margini estremi della civiltà... appena fuori dal centro)
non potrà fare a meno di notare che dagli alberi crescono ottimi frutti anche se non si trovano su un terreno cintato --come è successo ieri, e succede spesso a me --
e quindi il significato stesso della civiltà, derivata dal Latino "civis" (cittadino) è proprio quello della falsità universale, il concetto che più mi interessa, che mi ossessiona e mi tormenta fin dai miei esordi di scrittore.
La città moderna è una struttura di contenzione delle masse umane che prevede la loro sottomissione totale in virtù della loro dipendenza dal sistema stesso, il quale provvede ai loro bisogni primari, cioè il vitto e l'alloggio (gli stessi che fornisce un istituto penale ai condannati); non è affatto azzardato il paragone dell'ambiente urbano ad una prigione, un carcere a cielo aperto, ma così come siamo tutti in grado di riConoscere le qualità coercitive di questo sistema, allo stesso modo possiamo farlo in merito alla "realtà naturale", a tutto ciò che è vero là fuori, "in natura", sullo scenario universo, anche se questo è un tipo di conoscenza relativo soltanto alla volontà indiviDuale di conoscere.
E infine questo è ancora il problema principale, dovuto alla inerzia e alla dissonanza cognitive, ma anche ad un generale disinteresse per tutto ciò che potrebbe compromettere l'integrità della Messa In Scena sociale, o civile, l'ambiente artificiale in cui gravita lo "io".
Così come siamo stati ammaestrati a mangiare cadaveri attraverso il trucco degli omogeneizzati, in principio, e poi con ogni possibile metodo di cottura e condimento che possa distogliere l'attenzione del consumatore dalla materia prima, mortale in ogni senso, allo stesso modo siamo (stati) costretti a crescere laddove in condizioni normali non cresce nulla, cioè nell'ombra delle nostre scatole-per-gente, dove siamo (stati) abituati a trascorrere (o buttare) la maggior parte del tempo.
Questo ha naturalmente acCresciuto in noi il senso di timore reverenziale, e ogni atteggiamento di sottomissione devozionale, o sacrale, che è proprio del sistema religioso monoteista, di origine eliolatrica, così che il Sole è "dio" per le masse solo in conseguenza del loro rapporto vissuto in modo innaturale, e che facilMente si prende per soprannaturale, con esso. Il perché risulta ovvio per chiunque abbia un rapporto meno fasullo con la Fonte di Energia Primaria dell'intero sistema bioLogico, noi cosiddetti "sungazers", gli osservatori umani che oggi sono inevitabilMente etichettati con un neologismo forestiero; infatti questa attività è in grado di espandere la nostra capacità di osservazione, del vedere le cose, che attraverso l'etimologia della Idea Greca sappiamo essere originata appunto dall'azione del vedere. E non altro. Che questo abbia avuto un ruolo più o meno determinante nella mia "conversione" al geocentrismo non ha una grande importanza in questo discorso, per quanto mi trovi a trattare l'argomento soprattutto a favore di quanti mi seguono dai tempi di VerOrizzonte, Qui e Ora. L'osservazione diretta del Sole permette alla mente umana di vedere ciò che è invisibile per la maggioranza, e lo fa ad livello "superiore" che equivale nella nostra logosfera attuale ad un concetto soprannaturale, così come per ogni costrutto ideoLogico o dogmatico religioso.
Mi è capitato di soffermarmi sul concetto di "pena", di cui ho annotati i due significati principali di "compassione/punizione". Su Treccani ne troviamo l'etimologia:
"lat. poena «castigo, molestia, sofferenza», dal gr. ποινή «ammenda, castigo»"
"Con riferimento alla giustizia umana, sanzione afflittiva comminata dall’autorità giudiziaria nel rispetto di precise disposizioni processuali a chi abbia commesso un reato"
"Per estens.: p. disciplinari, le sanzioni (censura, riduzione dello stipendio, ecc.) applicate dalla pubblica amministrazione agli impiegati che abbiano commesso una trasgressione"
ma anche
"2. a.Patimento, afflizione, dolore, dispiacere, anche quando non siano o non appaiano punizione di una colpa; in partic., dolore, sofferenza morale"
"Preoccupazione, ansia che nasce da incertezza o timore: stare in p. per qualcuno"
(http://www.treccani.it/vocabolario/pena/)
I vari significati della "pena" si riferiscono tutti ad una condizione che viene sopportata a stento, appunto, "a mala pena", che corrispondono etimoLogicaMente a quelli del dukkha; nel contempo con queste due sillabe si definisce l'idea della cattività, della coercizione, della pena comminata dalla legge, e quella relativa alle sue conseguenze più note a tutti noi, ovvero al senso di pena che si patisce, e che è pure ispirata dagli altri, posti in una condizione essenzialMente uguale alla nostra.
La pena quindi è una punizione, ma è anche -come tutto- un punto di vista; infatti il cittadino medio non è abituato a considerare la propria condizione come una pena, per quanto agli occhi di un saggio campagnolo ne ispiri molta, e del resto i fatti danno ragione a quest'ultimo, che è in grado se non altro di ottenere da sé i nutrimenti che ritiene necessari al suo sostentamento, nello stesso habitat in cui vive.
Spesso "pena" è inteso come sinonimo di pietà, o compassione:
"1. Sentimento di pietà verso chi è infelice, verso i suoi dolori, le sue disgrazie, i suoi difetti; partecipazione alle sofferenze altrui"
"In senso più prossimo all’etimologia, il patire insieme, nell’espressione teologica c. di Maria Vergine , la partecipazione attiva della Vergine alla passione e morte di Gesù."
Quindi la nostra comPassione, che può essere relativa alla nostra pena, o pietà nei confronti di qualcuno e chiunque "altro", di ogni "povero cristo" in Terra, e alla nostra o altrui condizione Qui e Ora, ha una radice etimoLogica religiosa, come la pietas, che si oppone ai principi fondaMentali del Buon Senso, della filosofia espressa nell'ideale filoSofico dell'atarassia:
"lo stato di serenità indifferente del saggio, che contempla il mondo senza più subirne la pressione affettiva."
Infine quello che ci hanno sempre insegnato, anche in questo caso, è lo stare male.
Ma, anche in questo caso, nessuno ci obbliga a farlo; è solo che crediamo sia questa la cosa giusta da fare, e di questo possiamo solo ringraziare i nostri insegnanti, e il Sistema D'istruzione Globale.
Ma, anche in questo caso, nessuno ci obbliga a farlo; è solo che crediamo sia questa la cosa giusta da fare, e di questo possiamo solo ringraziare i nostri insegnanti, e il Sistema D'istruzione Globale.
Ricordiamo tutti gli elementi della Messa In Scena Cristiana, con la ma/gia della transustanziazione durante la litur/gia eucaristica, quando con l'idea stessa della "comunione", della conDivisione del corpo, si condivide di fatto il corpus mitoLogico e cristoLogico della chiesa di Roma; questo grazie alla predominanza del nous, che nasconde e/o rivela la prospettiva pranica, e quindi il principio autodistruttivo dell'alimentazione solida, da che io sono convinto che la nostra mente non possa nascondere in modo completo una informazione essenzialMente vitale solo a cagione di abitudini indotte, per quanto esse siano trasmesse in una età critica nella formazione dell'indiviDuo.
Se ne evince che la nostra autosuggestione anche nell'ambito religioso è determinante, come in ogni altro; come abbiamo letto ieri nell'aforisma di Picasso, tutto quello che immaginiamo è reale, e ancora l'etimologia supporta l'evidenza, da che l'immaginazione deriva dalla immagine, ovvero da ciò che viene visto, e quindi l'idea stessa, in quanto visione, o azione del vedere.
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Su Facebook girano strane voci... Come quella di The Disclosure Times:
Possiamo crederci? Perché a qualcosa dovranno pur servire, tutte queste "parabole" che spuntano da un giorno all'altro nelle città... E io dubito molto seriaMente che il loro scopo sia quello ufficialMente dichiarato. Tutto è energia elettromagnetica, Qui e Ora; sembra che questa verità sia un po' troppo semplice per essere comprensibile da tutti, ma a grandi linee è così, non c'è molto altro da dire; e il fatto che certa gente possieda una simile struttura capillare per la manipolazione di questa energia è molto peggio della spada di Damocle hi-tech utilizzata in California l'anno scorso, e in Grecia quest'anno... Quello è tanto fumo e poco arrosto, malgrado le vittime del 'fuoco amico'; è un evento occasionale, magari progettato soltanto per attirare l'attenzione altrove, come spesso accade. Quello che invece abbiamo in casa e anzi, peggio, sul tetto di casa, sopra le nostre teste, è qualcosa che dovrebbe spaventare abbastanza la gente da sortire qualche tipo di reazione.
Al momento, la reazione è questa: una meme su Facebook. E' sempre meglio di niente.
Abbiamo visti prima degli indizi sul possibile uso diretto alla alterazione del comportamento umano che si potrebbe ottenere con le frequenze radio "cellulari"; questo è un altro esempio verosimile dell'uso che i governi potrebbero fare di questa tecnologia "nazi". Sono "ipotesi della cospirazione", se volete; ma sono sempre e comunque meglio delle balle chiare e tonde che trasmettono in TV, e che si leggono sui giornali.
...
Distinguere la 'realtà' dalla 'fantasia' o 'invenzione' non è difficile; è impossibile, e lo vediamo /@10:01 ca.) di questo episodio del mio TV show preferito di questa estate; è una rivelazione significativa, in part. se consideriamo che la vecchia serie Empire (2015) fu interpretata per la maggior parte da gente di colore coinvolta nella musica hip hop, ovvero un mucchio di parole inutili su una base musicale monotona:
...
1 il far conoscere, il segnalare, segnale
2 indicazione, segno, indizio, sintomo
3 cenno, accenno, allusione
4 segno di approvazione, assenso, plauso, dimostrazione di favore
5 significato di una parola, senso
6 retorica enfasi"
In breve, mi pare che l'azione del Sole sia quella di dare significato ad ogni cosa, e questa azione è espressa nel termine Greco lόgos, che sappiamo derivato dal verbo per raccontare, per quanto poi sia passato a definire la parola in generale e il Verbo di evangelica memoria, e dove pure non abbiamo dubbi sull'etimologia riportata dal Pianigiani online:
Su Facebook girano strane voci... Come quella di The Disclosure Times:
Trad.: "ONDE DI CALORE
CREATE ARTIFICIALMENTE
DA RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE"
Al momento, la reazione è questa: una meme su Facebook. E' sempre meglio di niente.
Abbiamo visti prima degli indizi sul possibile uso diretto alla alterazione del comportamento umano che si potrebbe ottenere con le frequenze radio "cellulari"; questo è un altro esempio verosimile dell'uso che i governi potrebbero fare di questa tecnologia "nazi". Sono "ipotesi della cospirazione", se volete; ma sono sempre e comunque meglio delle balle chiare e tonde che trasmettono in TV, e che si leggono sui giornali.
Distinguere la 'realtà' dalla 'fantasia' o 'invenzione' non è difficile; è impossibile, e lo vediamo /@10:01 ca.) di questo episodio del mio TV show preferito di questa estate; è una rivelazione significativa, in part. se consideriamo che la vecchia serie Empire (2015) fu interpretata per la maggior parte da gente di colore coinvolta nella musica hip hop, ovvero un mucchio di parole inutili su una base musicale monotona:
...
Martedì
Su Facebook si legge proprio di tutto, compreso questo:
Trad.: "un singolo raggio di Sole è
sufficiente per scacciare molte ombre."
- s. francesco d'assisi"
S. Francesco è famoso per il suo Cantico delle Creature, "il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l'autore" "anche noto come Cantico di Frate Sole"; su Wikipedia compare il testo, dove leggiamo tra l'altro:
"Lodato sii, mio Signore, insieme a tutte le creature, specialmente il fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu tramite lui ci illumini. E lui è bello e raggiante con un grande splendore: simboleggia Altissimo la tua importanza.Lodato sii o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle."
Dunque per il santo d'Assisi il Sole non era la divinità stessa, ma un "simbolo", secondo la traduzione, anche se il testo originale recita "de te, Altissimo, porta significatione."; una frase che io personalMente non avrei resa come l'autore wikipedico sulla base del concetto del logos solare, che qualcuno dice "La Vita che pervade l'intero Sistema Solare. Il Dio di un Sole. Colui che, nel Vangelo, viene definito come "Il Padre che sta nei cieli".
(http://www.viveremeglio.org/0_volumi/esoterismo/glossario.pdf)
(http://www.viveremeglio.org/0_volumi/esoterismo/glossario.pdf)
Questo tipo di sciarada religiosa ha per soggetto la vita di un personaggio chiaraMente identificabile con il Sole stesso (cioè "nato" durante il solstizio invernale, "morto" durante l'equinozio di primavera, un evento correlato al ciclo lunare e calcolato di anno in anno), il quale si riferisce ad un "padre celeste" chiamato logos solare e che pure NON è il Sole stesso, evidentemente; il fatto che S. Franceso abbia utilizzato un termine tanto simile a "significazione" per descrivere l'azione di quello che egli definisce "fratello", in barba alla parentela canonica, è semanticaMente interessante da che:
"significazióne s. f. [dal lat. significatio -onis], non com. – Il fatto di significare, di esprimere cioè e di comunicare un contenuto semantico, una nozione, un messaggio, una volontà; anche, sinon. di significato, nelle diverse accezioni di questo termine..."
(http://www.treccani.it/vocabolario/significazione/)
e signĭfĭcātĭo è "
1 il far conoscere, il segnalare, segnale
2 indicazione, segno, indizio, sintomo
3 cenno, accenno, allusione
4 segno di approvazione, assenso, plauso, dimostrazione di favore
5 significato di una parola, senso
6 retorica enfasi"
(https://www.dizionario-latino.com/dizionario-latino-italiano.php?parola=significatione)
cosa che rimanda direttaMente all'incipit di S.Giovanni, "In principio era il Logos" ("Verbo" nella trad. It.)
Il Sole stesso, quindi, il principio vitale bioLogico di questo piano esistenziale, è di fatto una emanazione del lόgos, un segno di ciò che E' ed è incomprensibile per ciò che (chi) è posto in essere Qui e Ora, in un mondo di parole dove i segni, i simboli che costituiscono le "lettere" dell'alfabeto ri-costruiscono nella nostra mente ogni cosa e tutto; da ciò deriva il paradosso dell'ideale divino, e ogni sua disastrosa conseguenza, comprese quelle supposte "reazioni termonucleari di fusione" di cui ci racconta Wikipedia in merito alla Grande Palla Solare.
Comunque sia, basta un singolo raggio di Sole per sistemare molte cose, bioLogicaMente parlando, ed è il momento di prenderne qualcuno.
...
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Un Intermezzo Umoristico offerto da Ebay e dal traduttore di Chrome:
Gratismente significa "pensiero libero" in Norvegese...
ma "free" significa anche "gratis" in Inglese...
...
Trad.: "L'opera dell'anima non è un percorso elevato. E' una caduta profonda in una tenebra impietosa che non ti lascerà andare fino a quando non trovi la canzone che ti canta a casa."
L'UOMO NERO
la stessa "nube" nella stessa posizione, a distanza di ore:
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Riporto la mia domanda qui soltanto perché non ricordo di qualcun Altro che l'abbia mai posta, almeno non in questi termini; non mi aspetto una risposta, ma presumo che possa diventare un lauto spuntino di riflessione per il mio lettore.
Nella quasi-totalità della narrativa il racconto si svolge in terza persona, il protagonista per eccellenza è quasi sempre Lui, Egli. Talvolta Lei, Ella.
Questa è di fatto l'origine dell'ideale divino, dell'"Altro", che ugualMente si può riferire ad un ideale diabolico. Allo stesso modo possiamo leggere il personaggio del dio, Il Dio, o Iddio, come complemento speculare di quello della dea, la Dea, o Idea.
Tutto ciò che non è "me stesso" (da un altro punto di vista, il sé) Qui e Ora, è Altro, e la sua natura non è meno essenzialMente ignota di quella celeste; o anche terrestre. Secondo qualcuno lo scrittore è sempre e comunque Onnisciente, proprio come dio; ma la conoscenza più fondaMentale dello scrittore è quella di non conoscere mai nulla che non sia (anche) riConosciuto come qualCosa. Qualunque Cosa, che è deFinita da qualunque parola. La natura imita l'arte, e viceversa; è un gioco di specchi infinito, senza limiti di sorta.
Riporto qui il contenuto della mia nota manoscritta di ieri notte:
"Esiste una "armatura dorata" che protegge l'uomo da tutti i suoi peggiori nemici; anche se a tutti viene concesso di forgiarne una per qualche tempo ogni anno il suo potere difensivo spesso non è riConosciuto da chi la indossa, e in genere si considerano le qualità estetiche ignorandone le proprietà terapeutiche impareggiabili."
Ovviamente la mitica "armatura" è soltanto l'effetto collaterale dell'esposizione ai raggi solari, o abbronzatura; suppongo che dati gli effetti notoriamente benefici e vivificanti dell'esposizione al Sole il periodo delle 'ferie', concesso ai lavoratori proprio quando la luce del Grande Luminare è più forte, sia più che altro un tipo di precauzione ridotta al minimo indispensabile, affinché i malanni stagionali non incidano negativamente sui cicli produttivi.
TratTenere l'umanità nell'ombra, al buio, in ogni senso possibile, sembra essere lo scopo primario di certa gente, e come ho già ripetuto spesso questo vale tanto per la nostra conoscenza quanto per il nostro stato di coscienza, che è strettamente legato al benEssere fisico del nostro corpo; chi ha riConosciuto il potere benefico del Sole non può fare a meno di "forgiare" la propria armatura personale con il calore del Sole non appena le condizioni climatiche lo permettono, e questa -che è una manifestazione visibile dell'energia solare accumulata- costituisce una barriera efficace contro le insidie del periodo freddo dell'anno. Questa è la mia opinione, ma è supportata dalla mia lunga sperimentazione in vivo, dove come sempre sono il ricercatore E la cavia.
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Il gruppo FB Enlightened Consciousness condivide questa poetica image macro che per questo sognatore ha un significato molto particolare, riferito appunto ad una esperienza onirica del millennio scorso:
Al termine della mia saga notturna, vissuta di notte in entrambi gli scenari, il gruppo di fuggiaschi inseguitori a cui appartenevo intonava all'unisono una canzone, descritta all'epoca come " un canto solenne che non sembra aver parole di senso compiuto, ma è semplicemente adeguato alle note, e queste parole escono perlopiù uguali dalla gola di tutti." -- Per inciso, cantate in una lingua che non era l'Italiano.
Quale che sia il motivo per cui Mr. Enlightened Consciousness abbia deciso di scrivere di una "canzone che ti canta a casa", la sua espressione poetica corrisponde (quasi) magicaMente a quella, per quanto non saprei riConoscere un significato di queste parole riferite alla mia vita non-onirica, o veglia, in qualunque altro contesto. Certo, si tratta sempre e comunque di frequenze, di vibrazioni, come quelle emesse dalle nostre corde vocali, attraverso parole che possono anche essere intonate melodicaMente. Ma l'unica memoria evocata dalle parole su FB è quella del mio sogno, che potrei immaginare sia terminato proprio quando -nel contesto mitoLogico della esperienza- quella "canzone" mi ha cantato a questa "casa", che è Qui e Ora.
Ma prima o poi anche questa musica dovrà cambiare...
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Qualcuno oggi ha condivisa questa foto di Avvistamenti UFO e Alieni - Segnali dal cielo e Misteri su Facebook:
Questo è il tipo di oggetto volante non identificato che ho visto con i miei occhi qualche anno fa, in pieno centro città; un oggetto che ovviaMente non ha nulla da spartire con i famosi dischi, e il cui aspetto "organico" e il movimento lento, quasi errante, mi portarono a pensare ad una entità biologica più che ad un mezzo meccanico. La mia è soltanto una impressione, per cui potrei sbagliarmi riguardo la natura di queste cose, mentre l'apparenza è certamente simile; a colpo d'occhio avevo pensato ad un sacco della spazzatura, ma il suo spostamento obliquo in ascesa, lento e quasi-regolare, oltre al suo senso di marcia controvento, avevano smentita questa ipotesi sul nascere.
Non di meno ricordo ancora la mia sensazione predominante, di stare guardando qualcosa d'Altro.
Come scrissi all'epoca dell'avvistamento, la cosa aveva proseguito lentamente sulla propria rotta incerta, fino a scomparire del tutto fra le nubi.
Anche questo è parte dei tanti misteri celesti, e gli "UFO" certamente non sono una novità; ma per il mio lettore questo modello potrebbe esserlo, e d'altro canto io non ho mai avvistato uno dei classici "dischi" che vengono visti, fotografati e ripresi da decenni in tutto il mondo.
Invece, qualche settimana dopo questo evento, in compagnia di mia sorella, rimasi ad osservare la lenta ascesa di un altro oggetto scuro, di dimensioni simili ma dalla forma decisamente più regolare, tanto che al primo momento si pensò ad un aquilone. Anche quello salì molto lentamente lungo una traiettoria obliqua diretto alle nuvole, fino a scomparire del tutto, in un'altra giornata coperta e ventosa come la precedente.
In questo caso furono scattate diverse fotografie ma dell'oggetto non c'era traccia in nessuno degli scatti, a parte una piccola luce, o punto di colore chiaro, che a occhio nudo non era visibile.
StranaMente, almeno per un nefologo appassionato come il blogger, che vive "colla testa fra le nuvole" ed è sempre attento e pronto a immortalare qualunque anomalia celeste, da allora non ho mai più visto nulla di simile, fino ad oggi.
Ancora a proposito di invasione aliena, ma coi piedi per terra: le "Cronache Quotidiane d'Europa" postate dall'amico Carlo su Facebook, e commentate con altri esempi notevoli, si fanno ogni giorno più intollerabili; come se non bastassero le vie cittadine, che in estate sono popolate in massima parte da questa razza...
articolo: www.fanpage.it
articolo: Purgatorius
violenta rissa a spranghe tra extracomunitari - VideoAndria.com
Come sa bene il mio lettore, in genere non mi preOccupo di simili faccende, e mi limito a subire la invasione silenziosa delle orde di "schiavi di lusso" che si possono permettere solo dei paesi troppo ricchi economicaMente, e troppo poveri moralMente, e mentalMente.
Il motivo per cui ne scrivo oggi non sono le solite cronache di violenze e atrocità varie riportate dalla stampa locale e dai siti internet, e in genere snobbate dal mainstream, ma anche in questo caso è la mia grande, anzi incomparabile esperienza onirica a ispirarmi.
L'UOMO NERO
"L’uomo nero è una creatura leggendaria, un essere amorfo, cattivo e oscuro presente nella tradizione di vari paesi. Negli Stati Uniti d'America è conosciuto come boogeyman (scritto anche bogeyman, boogyman o bogyman). Presso Portogallo e paesi ispanofoni tale figura è conosciuta col nome di El Coco. In Italia viene identificato anche con la figura del Babau." (https://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_nero)
Nella mia raccolta Velut Aegri Somnia, iniziata attorno alla metà degli anni '80 e in costante lavorazione, la prima apparizione ufficiale dell'uomo nero è nel 15mo episodio onirico -di un mezzo migliaio- traScritto (in origine su carta) subito dopo il risveglio; il personaggio che poi si rivela un invasore fa parte di "uno stuolo di neri su moto nere, che sembrano quasi finti, come di plastica nera."
In termini cinematografici, o teatrali, si potrebbe dire che nella messa in scena onirica questa caratteristica riguarda l'importanza del colore della pelle nella rappresentazione visiva; a scanso di equivoci, la pigmentazione dei suddetti "neri" non era marrone, come nel tipo di umano negroide, ma letteralmente nera, come si dice del carbone e della pece. O dell'inchiostro.
Più oltre leggo di colui: "è una montagna di muscoli".
Se questo ancora non bastasse a rendere inquietante il personaggio, "di colore nero", esso "ha occhi azzurri e rossi: la cornea è completamente rossa, l’iride azzurro chiaro. Quando sorride mi ricorda la maschera di Dick Smith per il film “L’eretico” (L’esorcista II), il “nero indemoniato”.
Il paradosso rappresentato da questa figura spaventosa è che malgrado l'aspetto terribile "è gentile", ma, non di meno, "è pazzo". O almeo così fu descritto all'epoca, e rileggendo oggi queste parole cerco la giustificazione di questa opinione psicoLogica: qual'è il sintomo della sua presunta pazzia?
Lo racconto nel mio Liber Somni, dove non per caso i verbi sono tutti coniugati al tempo presente:
"Lui guarda dentro dalla finestra, io fingo di andare ad aprirgli la porta; lui si allontana per entrare e io ritorno subito alla finestra per chiuderla, ma appena mi allontano lui si affaccia in casa dalla finestra e ride. Ho paura, ma lui non fa nient’altro."
Per qualche freudiano questa potrebbe essere una rappresentazione del timore in/subconscio di una violenza sessuale, che almeno all'epoca per me rappresentava logicaMente una eventualità alquanto remota; infatti nei primi anni '80 gli Africani in Lombardia, e su tutto il territorio nazionale, non erano meno rari di Cinesi, Pakistani, Baltici, Sudamericani, etc., etc.; e anche se nel XXI Secolo tutte queste etnie e altre ancora partecipano del grande catalogo della Nuova Italia Globale, l'idea che allora un uomo di colore potesse minacciare la mia verginità virile era quantomeno improbabile.
Al contrario, la minaccia reale, attuale e attiva, è di tutt'altro genere: è politica e razziale, sociale e socioLogica, e soprattutto massiva, in una parola: globale. Ma se vogliamo paragonarla a quella dello stupro, o della sodomia, siamo liberi di utilizzare questa chiave di lettura sessuale per interpretare le tragiche Cronache d'Europa di cui abbiamo letto prima.
Non mi pare una analogia illecita, soprattutto per l'ironica definizione di analogia.
L'uomo nero del sogno non voleva fare altro che entrare in casa mia, e dalla sua monolitica, "folle" determinazione sapevo che questo era destinato ad avvenire.... In avvenire.
Così come di fatto è avvenuto, Qui E Ora. Nel 2018.
La sua imponenza fisica non rappresentava una minaccia fisica in senso stretto, o urgente, e tanto meno sessuale, quanto l'effettiva dimensione del fenomeno di cui siamo testimoni impotenti nel XXI Sec.; se il motociclista mostruoso era "troppo grosso" per me, lo stesso vale per la volontà del potentato a cui non cerca nemmeno di opporsi il popolo, di fronte alla marea di "uomini neri" che ha invase le strade d'Italia oggi.
Il sogno si interruppe all'improvviso, lasciandomi in quella situazione di stallo, assediato nella mia propria abitazione; l'"indemoniato gentile" era solo l'avanguardia dello "stuolo" visto all'inizio del sogno in lontananza, e se pure fossi riuscito ad eluderlo avrei dovuto affrontare i suoi compari, descritti come "punk su grosse moto"... E' la efficace definizione di una collettività avversa a quella locale, anche limitandosi allo stereotipo massmediatico; sono entità opposte al lieto vivere della comunità, "sbandate" e "incontrollabili". Dalle cronache di cui sopra, possiamo dire di avere indizi validi sulla esattezza di queste caratteristiche.
La mia analisi oniroLogica non richiede altri sforzi, si tratta solo di contemplare l'azione nella prospettiva del futuro, più di tre decenni dopo la visione profetica del sogno; Qui, e Ora.
Quando quegli uomini neri che vedevo allora soltanto al cinema e in TV, oppure nei brutti sogni, sono ad ogni angolo di quelle strade che ho percorse fin dalla mia prima infanzia, nella "mia" città, e come sappiamo dalle Cronache Nere (in ogni caso) in tutto il "nostro" (Bel)Paese.
La pazzia del singolo personaggio, o modello ideale con la sua pelle nera come l'inchiostro, e la sua mostruosa maschera cinematografica, è in realtà oggi quella di un folle complotto contro l'identità del popolo, in Italia come in tutta Europa; il fatto che questa mostruosità umana fosse rappresentata nella visione onirica come quella del personaggio del film di Boorman potrebbe avere a che fare con la sua condizione di posseduto, che si può riferire all'idea dello "schiavo" (o appunto posseduto, cioè proprietà di qualcuno) così come alla capacità di "possedere" a sua volta, contagiando gli altri, in merito al suo ruolo di corruttore sociale, genetico e culturale. Ma questo tipo di analisi rischia di divenire un mero gioco-di-parole, forse troppo realistico per interessarmi davvero.
L'uomo nero, che da un lato corrisponde alla definizione canonica della creatura leggendaria di Wikipedia, e dall'altro appare molto realisticaMente con la fisionomia tipica del negroide nei miei sogni, ricorre più volte nel corso dei decenni riassunti nei miei quaderni, nella seconda metà degli anni '80 e durante i '90. Vale la pena di notare che alla sua prima apparizione egli aveva occhi azzurri (e rossi) come allora li ricordavo (erroneaMente) essere nel film di John Boorman L'esorcista II - L'eretico (1977), e lo stesso dettaglio è riportato in un secondo episodio, dove si legge di "occhi azzurri e profondi". In realtà, qui ne abbiamo la prova, gli occhi del film non erano azzurri ma chiari, di una tonalità decisamente insolita per un individuo di questa razza... o qualunque altra:
In ogni caso, questa anomalia vista nella prospettiva odierna si può molto facilmente associare al concetto della ibridazione, senza nulla togliere all'efficacia visiva della figura da incubo; faccio notare anche l'assenza dei capelli, non soltanto perché il mio uomo nero personale era calvo, nel primo come negli episodi seguenti (dove non è mai specificato ma questa è la mia memoria in ogni caso, a partire appunto dalla maschera di Smith citata nel primo) ma anche e soprattutto perché una gran parte di quelli che vedo girare in città oggi lo sono, nel migliore dei casi rasati a zero, se non proprio delle palle da biliardo come quella -di pura plastica- del '77.
In un seguente episodio:
"E’ un nero con gli occhiali da sole, che ride e inizia a scendere le scale. Io riprendo subito la mitraglietta e sparo dritto verso la sua testa mentre scende: vedo i fori delle pallottole che disegnano la traiettoria della raffica oltre la sua testa, sul muro, mentre lui se ne va indisturbato."
Mentre per il ricercatore oniroLogico questa entità dell'Uomo Nero (o Negro) era definita dalla sua longevità (erano ormai gli anni '90) e dai suoi caratteri negativi nel ruolo di nemesi personale, cioè come una entità singola e indiviDuale che in quanto tale non trovava una corrispondenza nella realtà quotidiana (cioè, diurna) del sognatore, per il blogger del XXI Secolo è facile identificarlo come il prototipo ideale dell'invasore che vede oggi quotidianamente (ma anche di notte) per la strada.
Qualcosa che all'epoca non si poteva nemmeno immaginare, ma che almeno qualcuno si sognava poter essere una minaccia di qualche sorta, malgrado la incomprensibilità della simbologia onirica.
Ancora più evidente, in questo caso, è la sua inarrestabilità; è inutile persino sparargli, e se da un punto di vista 'realistico' questo fatto appare 'surreale' e finanche 'soprannaturale', e rimanda ad una figura di ordine metafisico come uno spettro o un demone (appunto) in un quadro più ampio come quello che occupano i decenni, e dove si rappresenta la situazione socio-politica attuale, la sua invincibilità è la stessa del primo, rappresentata allora dalla massa muscolare, e qui ribadita dalla sua immunità ai proiettili. La visione si interrompeva subito dopo la fuga del misterioso Uomo Nero giù per le scale; non avevo visto il colore dei suoi occhi, ma la mia convinzione era che ci fosse un motivo per quegli occhiali scuri (neri) che non fosse la cecità, e ora ne sono più che mai convinto.
L'ultimo episodio della serie "Uomo Nero" è breve, e risale ai primi anni del Nuovo Millennio.
Lo scenario è quello della mia città, su una strada in pieno centro;
"Un negro, vestito di nero, e con un oggetto nero indistinguibile nella destra, sembra venire nella mia direzione; io ho l’impressione che l’oggetto sia un’arma, e mi allontano da lui dicendo “Oh! Cosa vuoi?!” o simili, mentre lui dice (qualcosa come) “No, signore, no...” e continua ad avvicinarsi."
Vediamo quindi che in questi tre eventi, scritti alla distanza media di un decennio l'uno dall'altro (80/90/00) il pericolo rappresentato dall'Uomo Nero è sempre più minaccioso, e sempre più prossimo al sognatore, che nel corso del tempo ha riConosciuta la sua inesorabilità, e le sue qualità simboliche: nell'ultimo caso esso non insidia la soglia di una abitazione che rappresenta il "mio territorio" -nazionale, e non (solo) sessuale- e non appare su uno scenario ignoto, astratto e irrilevante, solo per dare prova del suo potere sovrumano (come rappresentante unico delle miriadi) ma occupa ormai uno spazio "reale" e ben definito, un passaggio pedonale nella mia città che percorro spesso in stato di veglia, e che oggi vedo sempre più spesso percorso da gente di ogni colore.
Ma soprattutto neri.
Ma soprattutto neri.
Infine, "sogno" e "realtà" si incontrano, si conFondono in modo definitivo, e irrimediabile, nelle sciagurate Cronache Quotidiane d'Europa che leggiamo su Facebook.
La misteriosa, oscura minaccia onirica dell'Uomo Nero che mi ha accompagnato nel corso di tre decenni oggi è chiarita, ma questo chiarimento non migliora la gravità della mia situazione, che si differenzia da quella del sognatore degli anni '80 soltanto perché Qui e Ora si tratta di una cosa comune, nel senso di collettiva e di ordinaria... Abituale.
Il protagonista dei miei incubi giovanili oggi è un mio concittadino, condivide lo spazio della mia realtà fisica (ma corsiva) occupato Qui e Ora.
Il protagonista dei miei incubi giovanili oggi è un mio concittadino, condivide lo spazio della mia realtà fisica (ma corsiva) occupato Qui e Ora.
Come nel film Americano (e nel serial TV) Alien Nation (1988) dove per colmo dell'ironia si trattava di 'abitanti di altri pianeti' nei toni di una satira sociale -una trovata poi ripresa e ampliata nel Sudafricano District 9 (2009)- gli alieni da altri mondi, che sono di fatto tutti questi Uomini Neri, ma anche marroni in ogni gradazione, convivono ormai con l'uomo bianco in uno stato di equilibrio perennemente precario, un'ennesima esasperazione del "mezzo gaudio" generale che sottintende sempre un "mal comune" sempre più maligno.
...Il giorno dopo, compare su FB questo post:
...Il giorno dopo, compare su FB questo post:
E' il primo giorno d'Agosto; i cittadini alati non hanno voglia di volare, ma nemmeno di camminare:
Mr. Dani Tilla pubblica su FB "La TimeLine degli inganni !!" da odd tv:
L'afa è opprimente, gli abiti si appiccano addosso e gli unici suoni sulla via sono quelli degli strumenti poco musicali dei carpentieri su un tetto, lo stereo della gelateria che diffonde canzonette idiote, l'occasionale sirena in lontananza; tutto invita alla fuga dalla città.
Trad.:
"1915 fondazione della NACA
1923 Fondazione della Disney
1928 Byrd inizia l'esplorazione dell'Antartide
1936 Fondazione della JPL
1956 Byrd finisce in Antartide
1958 Fondazione della NASA
1959 Viene stabilito il Trattato Antartico
1966 Kubrick si incontra con la NASA
1968 Viene distribuito 2001: Odissea nello Spazio
1969 Allunaggio Apollo 11
1971 Allunaggio Apollo 14 e 15
1972 Allunaggio Apollo 16 e 17
1981 Inizio della TV Massonica (Masonic TV, MTV)"
Il resto è tutto in discesa... sempre più in basso, fino ai prodigi hi-tech digitali del Nuovo Millennio; il seguito di questa linea cronologica del Falso sarebbe ben più impegnativo, data la quantità di date e dati e nomi da inserire, ma tutto ha inizio da qui, con l'invenzione della pop culture, o "cultura di massa". "Cultura" è sinonimo di coltura; e "massa"... Beh, dovreste saperlo.
Se invece torniamo indietro di qualche secolo, abbiamo qui un indizio di tipo cartografico offerto da FLAT EARTH ITALIA OFFICIAL- Il Principale Gruppo Italiano, con il commento: "Non è strano che i 4 continenti al centro siano scomparsi da tutte le mappe dopo il 1600?":
Data la mia scarsa preparazione in materia di mappe antiche non posso confermare quanto ho incollato sopra, ma conoscendo i fatti in linea generale sono portato a pensare che corrisponda alla realtà. StoricaMente parlando.
Del resto, cosa sia in effetti il "Polo Nord", o Continente Artico, non è per me più o meno ignoto del "Polo Sud", o Antartico. Conosco invece -grazie a Google- il significato di "artico":
Del resto, cosa sia in effetti il "Polo Nord", o Continente Artico, non è per me più o meno ignoto del "Polo Sud", o Antartico. Conosco invece -grazie a Google- il significato di "artico":
"Dal gr. arktikós ‘appartenente all'emisfero dell'Orsa’ e cioè ‘settentrionale’ •sec. XIV."
Questa radice etimoLogica del termine, se non altro, ci può dare un'idea del legame fra Cielo e Terra che si direbbe sia stato censurato, nascosto o celato completaMente in epoca moderna.
L'assonanza di "cielo" con quello che invece (io) "celo" sarà l'ennesima coincidenza...?
L'assonanza di "cielo" con quello che invece (io) "celo" sarà l'ennesima coincidenza...?
In ogni caso, la definizione su Treccani questa volta sembra spingersi ben oltre il dovuto:
"cièlo s. m. [lat. caelum ; in grafia tarda coelum]. – 1. La volta emisferica che sembra limitare verso l’alto la nostra visione e la cui base circolare sembra posare sull’orizzonte"
Devo riprendermi dallo shock; in questo articolo di Treccani manca soltanto il link a VerOrizzonte, per farne un kit di partenza del provetto neo-geocentrista...
Ma le sorprese non sono finite; Wiktionary infatti riporta la etimologia del termine Latino caelum:
"
Dal Proto-Italico *kailom (affine all'Oscio 𐌊𐌀𐌝𐌋𐌀 (kaíla, “tipo di edificio”)), dal Proto-Indo-Europeo *keh₂i-lom (“intero, completo”), da *keh₂i-.[1]
"
(https://en.wiktionary.org/wiki/caelum#Latin - Trad. mia)
E dunque vediamo che l'antico concetto etimoLogico di origine pre-Italiana dell' "edificio", di ciò che è "costruito" (anche figuratamente) è riflesso nella citazione in extremis di Von Braun, ovvero il suo epitaffio, che rimanda al versetto biblico di Salmi: 19, 1 (di cui ho già scritto qui):
"...I cieli narrano la gloria di Dio,
l'opera delle sue mani annuncia il firmamento."
Come ho scritto all'epoca, questa è la versione Italiana CEI del 2008, ma tradotto letteralMente dalla versione di Re Giacomo della Bibbia (KJV) citata da Wikipedia, è ancora più esplicito:
"I cieli dichiarano la gloria di Dio;
e il firmamento (vòlta o cupola) dimostra
il lavoro delle sue mani"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Wernher_von_Braun#Honors)
Altrimenti detto manufatto, o finanche artefatto, nel suo significato originale
"Dal lat. arte factus ‘fatto con arte’ e cioè ‘con artificio’ •1708." (Google)
che corrisponde a quello moderno di "Opera (sia materiale che intellettuale) che deriva da un processo trasformativo intenzionale da parte dell'uomo" (https://it.wikipedia.org/wiki/Artefatto)
Infine, l'arte è letteralMente parte dell'arti-ficio (ovvero fatto ad arte), di qualunque cosa si tratti; il problema è il sapere (riConoscere) che si tratti di un artefatto, o meno. Poter discernere l'arte dal fatto, in questo Mondo-Di-Parole, è la Questione Universa a cui mi sto dedicando Qui e Ora; e in termini generali sono propenso ad affermare che sia del tutto impossibile.
le mie osservazioni nefologiche confermano:
la stessa "nube" nella stessa posizione, a distanza di ore:
malgrado la indifferenza di chi ci sta sotto, cosa siano quelle cose per me rappresenta un mistero; ma sappiamo che i cieli sono illuminati dal neon, proprio come le insegne pubblicitarie, e tutto ciò che è evidente, o manifesto a questo mondo rappresenta un mistero per chi sa osservare. A partire da "sé".
---
Ho un quesito telefonico da riportare:
"Esiste una dimensione di transito verso il mondo ideale che è molto simile a questa (Qui e Ora), che è quella onirica; oppure invece questa dimensione (Q&O) rappresenta il transito fra quella onirica e Qualcosa d'Altro?"
Riporto la mia domanda qui soltanto perché non ricordo di qualcun Altro che l'abbia mai posta, almeno non in questi termini; non mi aspetto una risposta, ma presumo che possa diventare un lauto spuntino di riflessione per il mio lettore.
Segue:
"I demoni sono chiunque, a partire dallo I/0; possono spaventare o attrarre, amare o uccidere, in ogni caso essi creano dei legami di qualche tipo [di qualunque tipo], che sono dukkha."
Ho anche una nota che riguarda la
"Realtà del Sé rispetto allo I/0 artificiale, come form(ul)a strutturale della tradizione letteraria."
Ovvero, la Terza Persona:
"La narrazione in terza persona è una tecnica narrativa con la quale la vicenda è narrata da una persona diversa dai protagonisti della storia.
Quello in terza persona è uno dei tre possibili modi di scrivere una narrazione. L'altra tecnica principale è quella in prima persona, in cui la voce del narratore coincide con quella del protagonista che si esprime in prima persona singolare o plurale. Più raramente si riscontra anche la narrazione in seconda persona, in cui il protagonista è ricordato e nominato in seconda persona. Il narratore in terza persona può essere onnisciente o limitato." (https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_persona_(narrativa))
Come sempre, si tratta soltanto di un Punto Di Vista, anche nell'ambito letterario.
Nella quasi-totalità della narrativa il racconto si svolge in terza persona, il protagonista per eccellenza è quasi sempre Lui, Egli. Talvolta Lei, Ella.
Questa è di fatto l'origine dell'ideale divino, dell'"Altro", che ugualMente si può riferire ad un ideale diabolico. Allo stesso modo possiamo leggere il personaggio del dio, Il Dio, o Iddio, come complemento speculare di quello della dea, la Dea, o Idea.
Tutto ciò che non è "me stesso" (da un altro punto di vista, il sé) Qui e Ora, è Altro, e la sua natura non è meno essenzialMente ignota di quella celeste; o anche terrestre. Secondo qualcuno lo scrittore è sempre e comunque Onnisciente, proprio come dio; ma la conoscenza più fondaMentale dello scrittore è quella di non conoscere mai nulla che non sia (anche) riConosciuto come qualCosa. Qualunque Cosa, che è deFinita da qualunque parola. La natura imita l'arte, e viceversa; è un gioco di specchi infinito, senza limiti di sorta.
Ed eccoci di nuovo alla mia teoria sull'Inglese come Matrice Linguistica del Mondo; nell'idioma in cui il mondo -world- è una parola -word- con una lettera aggiunta, vediamo che la pronuncia del verbo scrivere:
"write
/rʌɪt/
"
(Google)
E non è soltanto simile, ma perfettamente identica; è la stessa cosa.
Non è per un caso che entrambi corrispondono al termine che viene reso in Italiano come
" (https://www.google.it/search?q=define+right - Trad. mia)
ovvero:
"
(Google)
A questo punto del discorso, come fanno spesso gli anglofoni, potrei aggiungere la esclamazione informale "usata per indicare consenso o per riconoscere un'affermazione o un ordine" (sempre Google - trad. sempre mia) che in forma interrogativa è "Right?"; ma, se lo dovessi dire, direi appunto /rʌɪt/ , e questo potrebbe solo confondere le idee...
But I still can write it, right?
About this rite, I could write forever; but I've always written about it, whatever I wrote.
Since this life has been written in the Beginning, being it the word that makes this world up.
...
Ieri (cioè, qui sopra) ho scritto dei miei "avvistamenti UFO" degli anni passati, e in part. mi riferisco all' "oggetto scuro (...) dalla forma (...) regolare" che vidi dalla terrazza mentre saliva in una traiettoria diagonale, e che non riuscì in nessuna delle fotografie che furono scattate peraltro con una macchina fotografica vera e propria, e non con un telefono cellulare.
Nel tardo pomeriggio di oggi ho scattate con il mio cellulare diverse foto alle nuvole dalla terrazza; soltanto più tardi, dopo averle trasferite sul computer, ho notata questa cosa in cielo:
Ora osserviamo questo scatto, preso qualche minuto o decina di minuti più tardi, tenendo sempre come punto di riferimento la posizione in cielo rispetto al palazzo in basso sulla sinistra:
(Google)
E non è soltanto simile, ma perfettamente identica; è la stessa cosa.
Non è per un caso che entrambi corrispondono al termine che viene reso in Italiano come
"sostantivo
- 1. destra
- 2. destro
aggettivo
- 1. destro
- 2. giusto
ovvero:
"right
/rʌɪt/
(Google)
A questo punto del discorso, come fanno spesso gli anglofoni, potrei aggiungere la esclamazione informale "usata per indicare consenso o per riconoscere un'affermazione o un ordine" (sempre Google - trad. sempre mia) che in forma interrogativa è "Right?"; ma, se lo dovessi dire, direi appunto /rʌɪt/ , e questo potrebbe solo confondere le idee...
But I still can write it, right?
About this rite, I could write forever; but I've always written about it, whatever I wrote.
Since this life has been written in the Beginning, being it the word that makes this world up.
...
LA COSA NERA
Ieri (cioè, qui sopra) ho scritto dei miei "avvistamenti UFO" degli anni passati, e in part. mi riferisco all' "oggetto scuro (...) dalla forma (...) regolare" che vidi dalla terrazza mentre saliva in una traiettoria diagonale, e che non riuscì in nessuna delle fotografie che furono scattate peraltro con una macchina fotografica vera e propria, e non con un telefono cellulare.
Nel tardo pomeriggio di oggi ho scattate con il mio cellulare diverse foto alle nuvole dalla terrazza; soltanto più tardi, dopo averle trasferite sul computer, ho notata questa cosa in cielo:
che non sembra essere un aereo, un uccello, un insetto, o qualunque altro oggetto volante che io potrei identificare con certezza:
Non sapevo di averlo fotografato, ma l'ho fatto dallo stesso punto dell'altra volta, e anche la zona aerea fotografata è la stessa, a poche decine di metri in linea d'aria dalla mia terrazza.
Questo è l'ingrandimento, che esclude tutte le possibilità di identificazione dell'oggetto:
Modificando la luminosità si distinguono dei dettagli regolari, all'interno della sagoma scura:
Ora, fotografare una cosa simile -qualunque cosa sia- non è per me un fatto comune; il fotografarla (ancora) il giorno dopo averne scritto, a diversi anni di distanza dal primo avvistamento, rende la cosa oltremodo eccezionale... Ma l'averla fotografata dallo stesso punto di osservazione, e su una rotta molto prossima a quella della prima volta, rende questa testimonianza straordinaria sotto ogni aspetto.
Perché qualunque cosa sia, è una cosa reale, concreta come ogni altra cosa al mondo, visibile e fotografabile, malgrado la mia completa ignoranza sulla sua natura e la sua provenienza, così come sulla sua meta. Non so praticaMente nulla di questa cosa, oltre ciò che possiamo vedere tutti nella foto, ma il fatto di vederla di nuovo tanto vicina a casa mi ricorda certi sogni dell'uomo nero, e l'inesorabilità di certi eventi dei quali possiamo avere notizia attraverso qualche sorta di segno, o di sogno, che in ogni caso possiamo dire una "visione".
Posso ben dire che questo è un genuino Oggetto Volante Non Identificato, malgrado la particolarità della forma; e quindi oggi posso affermare che gli "UFO" volano dietro casa mia, così come facevano anni fa. La deduzione logica è che lo abbiano sempre fatto, e che lo facciano di continuo, che io li veda o meno.
Qui vi racconto di un osservatore abituale dei cieli e dei fenomeni atmosferici, intento alla sua attività e pronto a immortalare qualunque anomalia celeste, ma all'occasione anche qualcosa di bello a vedersi, come l'Airone del mese scorso... Per il mio lettore abituale questo punto non dovrebbe essere oggetto di dubbio. Quindi il fatto più rilevante della mia testimonianza è che io non abbia visto per niente l'oggetto mentre osservavo il cielo, né mentre scattavo la foto in cui poi è apparso.
Se questo fosse dovuto alla sua velocità, i suoi contorni non dovrebbero apparire sfocati?
E d'altro canto, se la prima volta fu fotografato più volte senza mai risultare visibile, perché in questo caso è comparso in fotografia mentre io non l'ho visto a occhio nudo?
Questa foto è la stessa da cui ho ritagliato l'oggetto, che qui non è visibile:
osservate la posizione della nuvola -che presenta una estremità ad angolo acuto stranamente regolare sulla sinistra- rispetto al tetto del palazzo in basso all'estrema sinistra; faccio notare anche il contorno delle nuvole più in alto, parallelo a quello della nuvola, per curiosità.
Ora osserviamo questo scatto, preso qualche minuto o decina di minuti più tardi, tenendo sempre come punto di riferimento la posizione in cielo rispetto al palazzo in basso sulla sinistra:
Confrontando le due immagini direi che la stessa, peculiare forma della nuvola è rimasta impressa nel cielo, nella medesima posizione, mentre altri corpi nuvolosi riempivano l'area circostante.
Questo ovviamente non sembra aver nulla a che fare con l'oggetto, ma è comunque una anomalia degna di nota soprattutto perché è apparsa in cielo nello stesso breve arco di tempo in cui è transitato (a mia insaputa) l'oggetto nero.
(dettaglio della foto qui sopra, con l'apice dell'angolo e le forme in esso contenute)
Ancora una volta, le prove fotografiche diMostrano che seppure il mistero può essere rappresentato da un singolo oggetto non-identificabile, l'intero scenario celeste in cui appare non è meno misterioso, e la sua reale natura non è meno ignota di quello, per chiunque di noi.
Altri scatti di questa sera, presi nella stessa porzione di cielo:
dettaglio + contrasto:
dettaglio + contrasto:
Chiudo il mio post con i Saluti Dagli aMici:
(neri, anche quelli=)

























Spero che la tua assenza sia dovuta a miglior passatempo che allietare i tuoi poveri lettori avidi delle tue riflessioni...
RispondiEliminaIn caso contrario, se posso, se vuoi, io ci sono.
Caro Webrasta...! ti ringrazio molto per il supporto; mi sono sempliceMente scordato di appendere sul blog il tradizionale cartellino "chiusura estiva", ma sapevo che avrei ritrovato il mio fedele lettore al mio ritorno online... anzi, DUE!!!!!!! Malgrado lo shock del rientro, è bello sapere che ci sei =) A presto
EliminaJack?
RispondiEliminaEnfant Bleu? =D
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