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domenica 15 settembre 2019

Pozzo di pane

L'in(d)izio viene da Facebook:


(Che mi porta a chiedere: "INDIzio" non verrà dall'INDIA?)

Google mi dice che secondo Wiktionary manush è una forma  alternativa di manuś

"Dal Sanscrito मनुष्य (manuṣya).

[...]

Sostantivo

manuś m (plurale manuśa)
  1. umanopersonauomo
    Me dikhav jekh manuś p-o drom.
    Io vedo una persona sulla strada."

dal libro Ancient Sages di Swami Satyamayananda su Google Books incollo invece la definizione di "manushyah":


"MANUSHAYAH: Discendente di Manu. L'interna umanità è
chiamata Manushyah. Ebbe origine dalla parola 'mana', 
uno che pensa."

Manuś è il termine Sanscrito per "uomo", o meglio uMANo, che in latino era "humanus, der. di homo" (Google) e in Inglese è appunto, sempliceMente, man. O huMan.
Manu secondo Wikipedia 
"è il primo uomo nella mitologia indiana, legato ai racconti dedicati al diluvio universale. La figura di Manu è comparabile a quella di Adamo nelle religione abramitiche[1]."

Infatti, come ricordiamo tutti, Adamo fu salvato dalle acque, in qualche episodio poco noto della Genesi... 

Wikipedia - Pubblico dominio

"Manu salvato da Matsya durante il Diluvio."


Il Mito di Manu è alquanto stringato nella versione wikipedica Italiana:

"Il Mahābhārata che, assieme al Rāmāyaṇa, costituisce la base della letteratura dell'induismo, un'area culturale e religiosa che si sviluppò sulle rive dei fiumi Indo e Gange. Nei testi si racconta di Manu, che incontra il pesce mitico Matsyaavatar di Vishnu[2], nell'acqua che gli era stata portata per lavarsi. Esso gli promette di salvarlo se egli, a sua volta, lo salverà. Manu conserva il pesce in un vaso, poi lo porta al mare. Si costruisce un battello e, nell'anno predetto dal pesce, avviene il diluvio. Il pesce nuota verso il battello di Manu e aggancia il suo corno all'imbarcazione conducendola fino alla montagna del nord. Manu è l'unico essere umano sopravvissuto. Pratica l'ascesi e compie un sacrificio dal quale, dopo un anno, nasce una femmina e da lei egli procreò questa posterità, che è la posterità di Manu."


La versione Inglese fornisce qualche altro indizio:

Manu (Sanscritoमनु) è un termine che ricorre con vari significati nell' Induismo. Nei testi più antichi, si riferisce all'archetipo dell'uomo, o al primo uomo (progenitore dell'umanità).Il termine Sanscrito per 'umano', मानव (IAST: mānava) significa 'di Manu' o 'figlio di Manu'.[1] Nei testi più recenti, Manu è il titolo o nome di quattordici mistici Kshatriya dominatori della terra, o alternativamente dei capi delle dinastie mistiche che iniziano con ogni kalpa (eone) ciclico quando l'universo nasce di nuovo.[1] Il titolo del testo Manusmriti utilizza questo termine come un prefisso, ma si riferisce al primo Manu – Svayambhuva, il figlio spirituale di Brahma.[2]Secondo i Purana, ogni kalpa consiste di quattordici Manvantara, e ogni Manvantara è capeggiato da un Manu differente.[1] Si asserisce che l'attuale universo è dominato dal 7mo Manu chiamato Vaivasvata.[2]Nel Vishnu Purana, Vaivasvata, altrimenti noto come Sraddhadeva o Satyavrata, era il re di Dravida  prima del diluvio universale.[3] Egli fu avvertito del diluvio dal Matsya (pesce)  avatar di Vishnu, e costruì una barca che trasportò i Veda, la famiglia di Manu e i sette saggi in salvo, aiutato da Matsya. Il mito è ripetuto con delle varianti in altri testi, compreso il Mahabharata e pochi altri Purana. E' simile ad altri miti sul diluvio come quello di Gilgamesh e Noè.[4]"

(https://en.wikipedia.org/wiki/Manu_(Hinduism) - Trad. mia)

Infatti, mi pareva di averlo già sentito da qualche parte.
Il fatto che il mito di "Adamo" -il primo uomo- e quello di "Noè" -il patriarca/armatore salvato dalle acque- si conFondano in quello di Manu è particolarMente interessante. Ogni singolo uomo "adamico" proviene dalle acque, per mezzo della donna: si direbbe una sorta di sortilegio legato all'elemento acqueo, anche se il motivo per cui Dhaval definisce "maledetto" (cursed) Manush, l'uomo Sanscrito, non mi è ancora del tutto chiaro.

Per la cronaca, traduco di seguito la descrizione dell'attuale Manvantara, il settimo di 14:
"

L'attuale, Settimo Manvantara – l'intervallo di Vaivasvata Manu

Lista di Saptarshis: KashyapaAtriVashistaAngiraGautamaAgastyaBharadvaja.[7] Durante il  Vaivasvata-manvantara, l'avatar di Lord Vishnu è chiamato Vamana
Il settimo Manu, il quale è figlio di Vivasvan, è conosciuto come Sraddhadeva(o satyavrata ) o Vaivasvat (figlio di Vivasvan). Egli ha dieci figli, chiamati Ikshvaku, Nabhaga, Dhrsta, Saryati, Narisyanta, Dista, Tarusa, Prsadhra e Vasuman. In questo manvantara, o regno di Manu, tra i semidei ci sono gli Adityas, Vasus, Rudras, Visvedevas, Maruts, Asvini-kumaras e Rbhus. Il re dei cieli, Indra, è conosciuto come Purandara, e i sette saggi sono conosciuti come Kashyapa, Atri, Vashista, Angira, Gautama, Agastya e Bharadwaja. Durante questo periodo di Manu, Lord Vishnu è nato dal grembo di Aditi, la moglie di Kashyapa."

(Id.) Per la solita combinazione, "Yah" è anche il soprannome del dio Ebraico, come si legge su hebrew4christians.com:

Trad.: "Yah. [La forma basica. Notare il Mappiq al termine del suo Nome]
Una forma abbreviata, spesso poetica del nome YHVH. Questo nome appare
più di 50 volte nel Tanakh, ed è usato per la prima volta in Esodo 15,2 (V. Es.
15,2; 17,16; Salmi 68,5-19; 77,12; 89,9; 94,7-12; 102,19; 105,45; 106,1; Isaia
12,2; 26,4; 38,11, etc.)."


Quindi l'idea di Manush (uomo)  e di Yah (dio) in un unico indiviDuo non è risultato di un gioco particolarMente complicato, nel mondo-di-parole. Tutti i discendenti di Manu -manushyah- e ognuno di loro -manush- sono parti di un unico grande Gioco; il fatto che il plurale di "parto" sia la stessa forma plurale di "parte" non è certo un caso.


...



Dal gruppo Science Humor qualcosa che non credevo avrei mai letto; se la mia intuizione è esatta, questa è la pura verità:


Trad.: "Il mio insegnante di biologia mi ha chiesto quali
fossero le funzioni dei carboidrati, ma apparentemente
"riempire il profondo pozzo di tristezza dentro di me"
non era corretto."

Può sembrare una descrizione poetica, una visione surreale, o anche retorica; ma la mia idea è che tutto sia fondato su questo unico principio, che vale per qualunque cosa si ingerisca come 'cibo' e in particolare per i 'carboidrati', o glucidi, che sono alimenti di base in Italia:

"Cibi ricchi di carboidrati sono il pane, la pasta, i legumi, le patate, la crusca, il riso e i cereali"

Wikipedia docet:

"I glucidi o glicidi (dal greco γλυκύςglucùs, cioè "dolce") sono dei composti chimici organici formati da atomi di carbonioidrogeno e ossigeno. Sono chiamati anche carboidrati[1] (da "idrati di carbonio") o saccaridi."

Ho sempre associata l'idea della 'fonte energetica' a quella del calore, delle calorie che si ottengono in abbondanza consumando zuccheri semplici e complessi; allo stesso principio della combustione che è alla base dell'industria e dei trasporti, e quindi della civiltà moderna. Ma la meme qui sopra mi ha rivelato un fattore causale più profondo, come quel "pozzo di tristezza" di cui scrive ironicaMente Mr. Jeff Computers.
In questa attività incessante, con cui si cerca di riempire un teorico pozzo (senza fondo) con della materia solida, e si continua a farlo per tutta la vita senza mai riuscirci, è riassunto l'essere umano: un paradosso in termini.


...


Prima che finisca nel dimenticatoio assieme agli altri, incollo questo mio logo disegnato per una compagnia americana, che è un ottimo spuntino di riflessione:


La lettera che in matematica indica il numero -N- assieme al numero 1 nella parola "one" formano il termine "nOne", che è la sintesi di no-one, cioè nessUno. Il che mi pare molto significativo.


...


Su Wikipedia Eng -e altrove- si trova la famosa "...versione abbreviata di un aforisma del giornalismo  che descrive come un evento insolito e poco frequente (...) sia più probabilmente riportato come news di una occorrenza ordinaria, quotidiana con conseguenze simili, come un cane che morde un uomo.[1" (https://en.wikipedia.org/wiki/Man_bites_dog_(journalism) - Trad. mia, corsivo aggiunto)

e l'evento in questione è appunto il titolo del lemma:

"Uomo morde un cane"


(Id.)

Non si trova invece -né qui né altrove- un altro titolo meno drammatico, ma non meno insolito, che descrive il mio evento quotidiano:

"Gatto accarezza un uomo"



Questo è successo oggi grazie a Lui:





Anche se le foto mostrano l'opposto. Egli non è soltanto un bellissimo gattone, ma è un personaggio simbolico di cui vado a descrivere la tragica condizione. Evidentemente questa mia nuova aMicizia è molto carente di affetto, e lo ha dimostrato, come ho scritto sopra, accarezzando me, e la mia barba in particolare, attraverso le sbarre della sua prigione. E' la prima volta che mi capita di essere accarezzato da un gatto, e devo ammettere che, anche per la delicatezza felina del suo tocco, mi ha data un'emozione di una intensità onirica, unica e indimenticabile.

Mentre raccoglievo le erbe spontanee che avrebbero costituito il mio pranzo, su una lunga strada deserta in periferia, oggi verso mezzogiorno, ho udito il richiamo inconfondibile di un gatto; mi ci è voluto qualche minuto per identificarne la fonte, che era il micione semi-soriano dietro il cancello fotografato qui sopra.
Come sa bene il mio lettore di lunga data, ho diversi amici prigionieri in città, che visito di frequente ai loro arresti domiciliari, o domicili penali; molti sono canidi, mentre i felidi non si possono mai dire prigionieri veri e propri, possedendo l'abilità tipica dei gatti di saper sgattaiolare fuori da ogni dove. 
Per tutti loro le sbarre dei cancelli e delle recinzioni non sono ostacoli, ma entrate e uscite dai giardini e dai cortili delle case in cui sono ospitati. In questo caso il problema si pone in termini geometrici, e dimensionali, riguardo la larghezza dell'individuo felino e la distanza delle sbarre:



Anche se nelle foto la cosa non è evidente, mi è parso subito chiaro che oggi -se mai un tempo lo faceva- costui non è più in grado di passare tra le sbarre, ed è quindi confinato nel giardinetto di casa alla stregua di un cane. Che è la cosa più terribile che si possa dire di un gatto.
Ma è la (sua) triste realtà. Me lo ha dimostrato cercando più volte di sporgersi fuori, cosa che gli è riuscita solo fino a un certo punto.
Questo mio nuovo sfortunato amico è una rappresentazione simbolica dell'umanità, prigioniera dei suoi propri malefici "beni di consumo" e delle proprie abitudini autodistruttive, dipendente da un sistema ecoLogicaMente insostenibile e moralmente inaccettabile, di cui non riuscirebbe a liberarsi se mai ci provasse. 
Ma non ci prova nemmeno.
Una nuova analogia dell'umanità, dopo quella del tossico inconsapevole, è quella del gatto che è diventato troppo grasso per poter passare tra le sbarre della sua prigione; è un simbolo vivente, quello conosciuto oggi, che respira e che miagola, e che soffre della sua condizione auto-indotta, grazie a degli ospiti umani evidenteMente troppo generosi.

Per noialtri umani, le cose sono in(de)finitaMente più complicate, dal momento che dobbiamo anche guadagnarci tutto il 'cibo' simbolico che ci fa tutti simbolicaMente troppo grassi per uscire -- senza contare che oggi esiste di fatto una quantità spropositata di gente poco simbolicamente sovrappeso. Non c'è nessun(altr)o a rimpinzarci di tutto ciò che alla fine può soltanto appesantirci, rendendo sempre più grave la nostra condizione, i nostri movimenti più lenti e il nostro sangue più denso, in termini più o meno figurati, e più o meno realistici. Continuiamo a cercare di riempire il vuoto abissale che è la nostra stessa essenza, ingurgitando qualunque cosa sia classificata -o almeno etichettata- come 'cibo', e troviamo il solito, effimero conforto quando il sangue è richiamato dall'apparato digerente, impegnato a trasformare qualunque cosa in calore, o "calorie"; una forma di energia spesso inutile, e quindi dannosa.

Ma di questo viviamo, letteralMente; non esiste un'occasione di comUnione spirituale paragonabile a quella del pasto condiviso in famiglia, che è parodiato nella Messa In Scena cristiana e condivide le stesse origini della intossicazione rituale oggi replicata dai fumatori di Cannabis e consumatori di altre sostanze d'abuso illecite. Cambia la materia prima, la sostanza appunto, ma lo spirito è lo stesso, quello della conDivisione di un male comune che è un mezzo gaudio per quanti se ne fanno una ragione, in un modo o nell'altro. La prospettiva pranica è la visione più sovversiva in assoluto, che rende logica la scelta del consumatore in virtù della completa assurdità delle abitudini comuni da sempre e per tutti: in un mondo popolato di gente che si auto-distrugge ogni giorno, più o meno in-consapevolMente, la cosa più saggia da farsi sembra proprio quella più insensata, di proSeguire sulla stessa strada che si è intrapresa dall'inizio pagandone tutte le conseguenze, pur evitando il peggio del peggio, che è la comune dieta onnivora -- almeno per una questione karmica.

Quindi oggi è un'altra data da segnare, per l'occasione di questa nuova simbolica aMicizia fra il blogger e il gatto troppo grasso per sgattaiolare fuori; e soprattutto perché a mio modo ho potuto parafrasare il famoso aforisma giornalistico nel miglior modo possibile. 
Una volta in un sogno un gatto mi ha abbracciato; il fatto che durante lo stato di veglia oggi un gatto mi abbia accarezzato, è la migliore notizia che mi potessi mai sognare di dare al mondo.


La giornata odierna era già iniziata bene con la notizia dal sito designcrowd.com,che, come dice il nome stesso, è il punto di incontro virtuale di una folla di designers che si accalcano cercando di portare a casa qualche dollaro. O meglio, qualche centone.
Del doppio senso di 'folle' come affetto da psicosi e come masse di gente ho già scritto a suo tempo, ma è una realtà ludica sempre valida nel Mondo-Di-Parole e impossibile da trascurare, specialmente se lavori attraverso il sito designCrowd.

Questa quindi è la notizia di oggi:


Come ho evidenziato qui sopra, l'annuncio dice che ho vinti (US)$ 260.00, e non che li ho guadagnati come si direbbe comuneMente di un professionista con una esperienza multi-decennale (in effetti, una vita) nel settore della grafica pubblicitaria... No, io quei soldi li ho vinti; così dice l'annuncio. Perché le cose stanno proprio così:


Come si legge sul sito, di 507 proposte offerte da 219 designers il cliente ha scelta la mia; non è molto diverso da una lotteria, o da una tombola, dove in luogo della combinazione di numeri abbiamo una combinazione di forme grafiche, colori, e altri elementi estetici di sorta.

Da oggi quindi celebrityfashiongroup, agenzia di marketing che coinvolge personaggi famosi dello sport e dello spettacolo con sedi a Los Angeles, Milwakee e New York, adotterà  il mio logo come emblema, che rappresenterà paradossalMente una compagnia la quale a sua volta rappresenta dei personaggi famosi che vendono il proprio nome nel settore della moda. E per questa loro immagine prestigiosa da rappresentanti delle celebrità hanno sborsata la bella cifra di 260 dollari!
Non è qualcosa di cui io mi possa dire fiero, così come non dovrebbero dirsi loro, ma devo ammettere che per un'oretta davanti al computer, e un'oretta che probabilmente avrei passata comunque davanti al computer a fare altro, questo è sempre più soddisfacente di una meme da postare su Facebook per ottenere dei pollici alzati.

Non di meno, guadagnare o finanche vincere "denaro" che vedo spesso solo in forma di cifre sullo schermo, e poi posso spendere sempre in forma di cifre sullo schermo, per acquistare qualcosa che vedo sempre e soltanto nelle immagini sullo schermo, è per me il modo migliore per giocare a Monopoly, virtualMente, senza nemmeno toccare con mano le banconote; il fatto che poi arrivi il corriere a casa per consegnare della merce è sempre relativaMente deludente, non perché la merce non è quella che mi aspettavo, ma perché è merce. Una volta ottenuta, qualunque cosa al mondo diventa una cosa qualunque; e chi ha compreso questo ha compreso quanto sia falso questo mondo, e perché non varrà mai la pena di vendersi ad esso per nessuna cifra
Ma alla fine vendere la propria creazione, soprattutto in una forma che è paradossalMente tanto impalpabile come quella digitale, è pur sempre stranaMente appagante, al di là della paga; il creare e vendere una "immagine" di questo tipo è un concetto che travalica quello dell'arte figurativa tradizionale e si può paragonare soltanto al principio dell'araldica applicato in un contesto commerciale.

Al di là del fattore simbolico - dove la "stella" che rappresenta la "star" sportiva o dello spettacolo è anche il pentacolo, o pentagramma, ed è proprio lo stesso identico simbolo, non è soltanto simile- il pubblico conoscerà questa agenzia perlopiù soltanto attraverso il loro logo, che verrà usato sul web e stampato sul materiale promozionale, comprese magliette, cappellini, etc., ed è il mio logo, per quanto sia stato comprato dal committente, è un parto della mia mente. E per quanto il logo sia stato realizzato seguendo le direttive generali date dal committente, e infine approvato, dei suoi diretti responsabili non c'è praticamente nulla; la commissione dell'opera in genere non è tanto specifica e dettagliata da definire esattaMente un certo design, ma richiede soltanto che ci si attenga a determinate caratteristiche, indicate sul sito designcrowd in un comodo spettrometro:


Quindi questo qui sopra è l'unico tipo di immagine che esprime la vera personalità del committente, quella di chi ha un'esigenza particolare, per non dire artistica, e non ha la capacità di esprimerla direttaMente, realizzando da sé ciò che invece è in grado di pretendere a parole, o con i livelli del sito che tendono più verso una parola piuttosto che l'altra. Sono rarissimi i casi in cui viene caricata sul sito una bozza del logo richiesto, e per quanto rari essi bastano a dimostrare perché è assolutaMente necessario l'intervento di un designer per la sua realizzazione.

In breve, il successo di siti come designcrowd, 99designs, etc., dimostra come l'immagine che rappresenta una compagnia sia di fatto l'espressione di una personalità del tutto estranea ad essa, e che in essenza ne esprime soltanto la natura squisitaMente commerciale, dove anche la capacità tecnica e la sensibilità artistica del designer nel comprendere le necessità del cliente e soddisfarle sono mercificate in virtù della infrangibile legge della domanda e dell'offerta, mentre la natura virtuale del rapporto professionale-che si consuma esclusivaMente online- riduce al minimo indispensabile il ruolo di mercenario del creativo sul mercato.
Questo tipo di siti sono un segno tangibile della globalizzazione, che da una parte è una comodità per chi lavora, guadagna e spende rimanendo sempre davanti al PC, e dall'altra è un disastro perché in questo modo si lavora, si guadagna e si spende senza nemmeno mettere un piede fuori di casa, o in altri termini si può condurre un'esistenza del tutto sedentaria, e mai come nel caso di queste lotterie professionali si potrebbe definire più esattaMente come una vita basata sul sedere del partecipante, in ogni senso -compreso quello verbale. Non è esattamente una gran vita... ma c'è di peggio.


...



E' necessario camminare; tanto meglio farlo cogliendo ciò che offre la Terra, come la Piantaggine dalle rinomate proprietà


e la Menta profumata


il Convolvolo candido sembra composto di sola luce:


ma il suo calice contiene qualche ombra (che non è di vino, non siamo in Veneto=)


Intanto il Luppolo si arrampica sulle recinzioni, e io non ci faccio nemmeno la birra:


Ma il Luppolo si dice essere "sedativo, lievemente ipnotico ed anafrodisiaco"
Prossimo esperimento: un tè di Luppolo.

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Per L'angolo del teorico cospirazionista, una tale Yankovski (...) pubblica un link a questo articolo del lontano '16 -- probabilmente da allora gli USA sono progrediti, ma la tattica è ancora quella:

Trad.: "78 Bombe al Giorno- Come gli U.S.
Spargono Democrazia e Libertà"

Dove leggo l'introduzione:
"
Isaac DavisStaff Writer

Tra i molti eventi cruciali avvenuti nel 2016, l'esercito degli Stati Uniti ha sganciate la bellezza di 26.171 bombe su nazioni  straniere. Difficilmente queste sono buone notizie per i destinatari, e mentre il conflitto si espande in Medio Oriente e il governo spinge la guerra contro Russia e Cina, gli Americani ordinari, quelli che pagano le spese belliche con i soldi delle tasse, hanno un po' di ricerca sull'anima da fare.
I valori sui quali questa nazione fu fondata sono condivisi meglio con il mondo attraverso la violenza e la distruzione? L'ingegno Americano in ogni campo della scienza e della produttività è stato eclissato dalla capacità di  esercitare la volontà dell'oligarchia attraverso azioni di polizia e bombardamenti indiscriminati? Esisterà mai un momento in cui si dirà basta, e ammetteremo che bombardare la gente non crea pace e che così non si realizzano le aspirazioni di gente libera e morale?
“Gli U.S. hanno sganciate 26.171 bombe l'anno scorso, 3.027 in più rispetto al 2015.
Secondo i dati di un'analisi del Dipartimento della Difesa dal Council on Foreign Relations (...),  la maggioranza delle bombe sono state sganciate in Iraq e in Syria. Gli U.S. guidano una colazione internazionale per combattere il gruppo Islamico di Stato in entrambe le nazioni e ha condotte operazioni aeree nel tentativo di ridurre le aree controllate dall'organizzazione terroristica. Quasi lo stesso numero di bombe furono sganciate in Siria (12.192)  e in Iraq (12.095) l'anno scorso.” [Fonte]
"
Se demo è il popolo e Kratos è la personificazione della violenza, quale potrebbe essere il significato di questo termine? E' esattamente quello che dimostra un paese demokratico come gli USA, il modello globale
La 'oligarchia americana' ha sganciate decine di migliaia di bombe sugli Islamici, nel corso degli anni e la sua motivazione era che si trattasse di terroristi; questa è sempre una nozione da tenere presente. In effetti, quindi, terroristi sono quelli che non si possono permettere di sganciare decine di migliaia di bombe ogni anno; quelle che possono farlo sono superpotenze.

Questo argomento è sempre attuale, come vedo nel post di Mr. Sherlock Stu, che cita:

"Volete conoscere la causa della guerra? E' il capitalismo, l'avidità, la sporca fame di dollari. Tirate via il capitalista, e spazzerete via la guerra dalla terra.
Henry Ford - fondatore della Ford Motors" 
(Trad. mia)


Trad.: "Senza l'elite globale al governo
potremmo spendere trilioni nella pace e nel progresso
...

Invece di trilioni per bombardare altri paesi"


(Trad. mia)




...


Il pensiero della domenica viene da Tommy Lightfoot‎ del gruppo Ancient Philosophy



"Possiamo sfuggire dal mondo soltanto superando il mondo. La morte può portare l'uomo fuori dal mondo ma solo la saggezza può portare il mondo fuori dall'uomo. Fintanto che l'essere umano sarà ossessionato dalla mondanità, soffrirà delle conseguenze Karmiche delle false alleanze. Quando invece la mondanità si tramuta in Integrità Spirituale egli è libero, sebbene abiti ancora fisicamente tra le cose mondane". 
~ Manly Palmer Hall

Artista, J.A. Knapp"

(Trad. mia)

Il mio lettore non conosce nulla dello scrittore; fra tutte le parole scritte in tutti i miei blogs, ho scritto della mia esperienza indiviDuale soltanto quando si trattava di altre forme dell'essere in cattività Qui e Ora, degli aMici e degli altri, le creature celesti, i frutti della Terra, o anche le "diecimila cose" della dottrina taoista, etc.
Di "me" non ho scritto praticaMente mai nulla, e il perché sarà ormai ben noto al lettore di tante cose, dal momento che è ormai tra le poche nozioni di cui possa dirmi certo che "io" non esiste, e non esisto "io". Che il Grande Gioco, la recita esistenziale chiamata līlā dagli Hindu e dai Buddhisti, è comprensibile solo nei termini matematicaMente esatti e inconfutabili della geometria frattale, e non attraverso quello che si considera poco razionalMente pensiero razionale, basandosi sul principio uniVerso del logos:su cui è sorto ed è mantenuto il mondo-di-parole; tutto non è Uno ma 1, o anche "I" (in numeri romani) e questo dovrebbe essere ben chiaro per chi ha riConosciuta la duplice realtà illusoria dello I/0, il circuito chiuso in cui si gira perenneMente a vuoto nel corso dei tempi, nel ciclo infinito del saṃsāra.
Non ho mai scritto nulla di me, deScrivendo il mondo, o uniVerso in cui gravito Qui e Ora, nella forma simbolicaMente più  prossima a quella 'eterea', della virtualità telematica, perché il mio ruolo certificato ufficialMente al momento dell'iscrizione a blogger.com è sempre stato soltanto quello di "osservatore". Quello degli osservatori può essere un ruolo più o meno gratificante degli osservavacche, ma naturalMente è una gratificazione parziale, in ogni caso.

Il mio dubbio ora proviene dalla nozione -meno certa, ma relativamente attendibile- che il concetto di māyā sia mutato nella sua logosfera originaria da "forza vitale/creativa" a mera "illusione", anche nel parlare comune (della Lingua Madre, opposta alla lingua padre) degli Indiani, così come quello di mokṣa è ormai sovrapposto e intercambiabile con il termine bodhi, di cui leggo su Wiki:

"La bodhi rappresenta in ambito buddhista la mèta del percorso religioso. Nel primo buddhismo questa mèta veniva indicata con il sostantivo maschile sanscrito mokṣa (liberazione) [3] ripreso dalle prime Upaniṣad[4] termine poi progressivamente sostituito con quello di bodhi per indicare un analogo significato, ovvero la liberazione dal saṃsāra, il ciclo delle rinascite [5]."


Analogo non significa esattaMente uguale, e anche se definirlo "percorso religioso" può dare luogo a infiniti malintesi nella nostra misteriosa logosfera neoLatina, il principio mi pare abbastanza chiaro da poter definire la mia attuale sospensione, tra il ruolo neutrale dell'osservatore e quello che posso soltanto riConoscere come bodhisattva, malgrado le infinite sfumature con cui può essere concepito e quindi comPreso questo termine. 

Il paradosso sempre più profondo del "mio" essere" Qui e Ora è riassunto nelle seguenti righe ritagliate da Wikipedia:

«Il saṃsāra è in nulla differente dal nirvāṇa.
Il nirvāṇa è in nulla differente dal saṃsāra.
I confini del nirvāṇa sono i confini del saṃsāra.
Tra questi due non c'è alcuna differenza.»
(Nāgārjuna, Mūla-madhyamaka-kārikā, XXV, 19-20)
«Nel Buddhismo non c'è nessun nirvāna separato dal ciclo di vita morte [...]; non c'è nessun Dharma buddhista al di fuori della vita quotidiana»
(DōgenShōbōgenzō[12])

(Id.)

Questa dunque è la "realtà dell'illusione", o in altri termini l'illusione della realtà per come viene esperita durante la vita mondana; un gioco di parole che potrebbe apparire divertente a qualunque italofono conduca una vita sociale di qualche sorta, ma non è questo il caso.

Quello che ho annotato stamattina sul cellulare è il pensiero che rende la "eternità" in un giorno, che è un giorno qualunque:
"Con il trascorrere del tempo, ogni giorno mi appare come un labirinto la cui unica via d'uscita è il giorno dopo"
Questa è la linea di pensiero che mi dimostra la necessità del cambiamento; e che il cambiamento è in atto Qui e Ora, come è sempre stato; come per tutto il resto delle cose, anche per "sé" non può essere altro che l'atto del riConoscere, e per chi si risveglia (ancora una volta) in Italia l'ironia della sorte è che si tratti di un riconoscimento... Un termine promettente, benché sia solo un altro termine.


Adesso devo tener fede alla mia promessa sul prossimo esperimento, e per questo devo andare per campi a caccia di Luppolo.


...


Il Luppolo potrà anche essere "sedativo, lievemente ipnotico ed anafrodisiaco", ma la cosa certa è che è amaro come il fiele. Per chi non fa uso di dolcificanti è la bevanda peggiore che si possa immaginare di bere; ma valeva la pena di sperimentarlo di persona.

Per fortuna c'è ancora chi può addolcirmi a questo mondo, ed è una dolcezza tanto grande che va condivisa con il mio lettore. Lei è l'adorabile Giovanna, e quella è la mia mano sinistra:




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