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domenica 25 febbraio 2018

La Via Elettronica UniVersale

L'uomo è un gioco di parole:

"Secondo la Genesi nell'Antico Testamento Adam fu creato con la terra da Dio (c'è un gioco di parole con l'Ebraico אֲדָמָה ('adamah) "terra")."
(https://www.behindthename.com/name/adam - Trad. mia)

Google conferma; il termine אדמה (adamah) è reso in Italiano come "terra":



La traduzione in Inglese è più dettagliata:


ma anche per noi "terra" ha tutti questi significati, di territorio, di mondo (che i coperniCani dicono "pianeta"), di materia terrosa, di suolo, e di terreno come materia da lavorare, o "campo di lavoro".
Il "gioco di parole" ebraico quindi ci rivela una realtà che va ben oltre la leggenda genetica dell'A.T., in effetti questo dice tutto ciò che i testi ufficiali non dicono... o meglio, non specificano. Che l'uomo e la "terra" sono la stessa cosa; ciò che il Gentile Pubblico Pagante moderno e indottrinato è spinto a credere è che un tizio barbuto un bel giorno modellò un pupazzo di terra, e quello, lo "Adamo", divenne lo "uomo" attraverso la sua discendenza; ma non è così, l'uomo appartiene alla terra almeno quanto la terra appartiene all'uomo, e di fatto le due cose non sono distinte o distinguibili, da che non esisterebbe la coscienza di un luogo qualunque che si potrebbe chiamare "Terra" (colla iniziale maiuscola!) se non esistesse almeno un singolo uomo ad esperire questa realtà.

Non si tratta di un Apologo Primordiale, o un concetto filosofico, o mistico, o mitoLogico: si tratta di una "realtà materiale" e attuale di cui ci parla nel seguente video Daniel P. Beiting, che ha questo biglietto da visita su Google:
DANIEL P. BEITINGwww.vet.upenn.edu/people/faculty-clinician-search/DANIELBEITINGUniversity of Pennsylvania School of Veterinary Medicine Department of Pathobiology Rm 314 Hill Pavilion 380 S. University Avenue. 2158989247 · beiting@upenn.edu. Research; Publications; Education; Education. Immunology, Microbiology, Genomics.

Il suo argomento, descritto da Wikipedia è "Il microbioma":
"l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi di un ambiente definito. Un ambiente definito potrebbe essere un intero organismo (per esempio, un essere umano) o parti di esso (per esempio, l'intestino o la cute)[1]." (https://it.wikipedia.org/wiki/Microbioma)

Sempre da Wikipedia:
"Un bioma è un'ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante. Poiché la vegetazione, com'è noto, influenza la presenza degli animali, in un bioma troveremo popolazioni e comunità di animali e di piante comprendenti organismi pluricellulari e unicellulari, anche microscopici, che interagiscono fra loro." (https://it.wikipedia.org/wiki/Bioma)

Quello che invece gli Inglesi dicono "Gut flora" (flora intestinale) su Wiki Italia è più precisamente definito come Microbiota umano:

"Il microbiota umano è l'insieme di microorganismi simbiontici che convivono con l'organismo umano senza danneggiarlo.
L'informale termine flora intestinale non è del tutto corretto in quanto si tratta prevalentemente di batteri mentre il termine flora evoca piuttosto il regno vegetale nel quale, nei tempi passati, erano classificati i batteri; aggiungendo che non si tratta soltanto di microbiota intestinali, ma egualmente anche gastrici, ed altri (boccagola, etc..), anche il termine umano è preferibile a intestinale per descrivere più fedelmente la natura simbiontica del microbiota. Per essere ancora più precisi, con microbiota si intende l'insieme di microrganismi vero e proprio, mentre con il termine microbioma si fa riferimento al patrimonio genetico del microbiota.
Il microbiota umano è un buon esempio di mutualismo: cooperazione tra differenti tipologie di organismi che apporta un vantaggio ad ognuna di esse."

Vediamo quindi che la realtà bioLogica umana è infinitamente più complessa della sua concezione popolare, basata su un modello standard e artificiale dell'indiviDuo, composto di idee convenzionali e dati  statistici; così come ogni testa è un piccolo mondo, e i nostri pensieri differiscono immensaMente tra loro, lo stesso vale per i visceri inferiori, da che nessun microbioma è uguale all'altro, e dunque i nostri "microcosmi interiori" sono differenziati in misura estremamente variabile.
Per questo gli anglofoni dicono che "il tuo cibo è il mio veleno".

Se esiste un ordine, un sistema ordinato che definisce il concetto originale proprio del "cosmo" in quanto "habitat universale", ne esiste uno che riguarda tutti gli abitanti di questo stesso uniVerso, e dunque esistono un cosmo e un microcosmo accomunati dalle forme di vita più piccole che popolano entrambi, batteri e germi e virus, i cosiddetti "microrganismi", o microbi.




La realtà fisioLogica dell'uomo può essere dura da accettare, ma il fatto è questo:
"Il numero di geni totale del microbiota è stimato essere 100 volte il numero di geni del genoma umano. [3]" (https://it.wikipedia.org/wiki/Microbiota_umano#Descrizione)
Pertanto, quando si parla di "essere umano", del nostro microcosmo, dobbiamo sempre tenere ben presente questo, che la "realtà fisica", bio/fisioLogica espressa nel nostro codice genetico è 100 volte inferiore rispetto a quella dei nostri "microorganismi simbiontici", ovvero del mondo batterico che vive dentro, e sopra di noi.

Come abbiamo visto nel video, la "Terra", nella sua parte composta di terra, non è meno viva e affollata di quanto lo siamo noi:


"IL TERRENO E' VIVO"
In un grammo di terra vivono 40 miliardi di batteri


Gli esperti consigliano quindi di prendersi cura della nostra mente alimentando i nostri microbi:


ovvero, quella parte del nostro organismo pullulante di vita micro-organica che smentisce la visione "tradizionale" dell'uomo come un blocco unico, omogeneo e costante; in realtà il legame fra i visceri superiori (il cervello) e quelli inferiori è molto più stretto e complesso di quanto ci si possa immaginare. Nutrire i microbi significa ingerire molti enzimi bio-disponibili, che abbondano nella frutta e nella verdura (crude), e in modo particolare alimenti prebiotici e probiotici, rispettivamente:
 "ogni sostanza che, presente nel cibo, non viene assorbita dall'organismo, ma è utilizzata dalla flora intestinale."  (https://it.wikipedia.org/wiki/Prebiotico)
e
organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite.[1]"  (https://it.wikipedia.org/wiki/Probiotico)

--

"Uno dei due migliori mezzi per predire il successo nella vita è l'auto-controllo (l'altro è l'intelligenza). Il Professor Brad Bushman ha studiata l'aggressività umana per oltre 25 anni. L'aggressività spesso inizia dove l'auto-controllo finisce. Bushman parla delle sue ricerche sul collegamento tra i livelli di glucosio (zucchero nel sangue) e auto-controllo. Il glucosio fornisce al nostro cervello il carburante necessario per esercitare l'auto-controllo, compreso il controllo di sentimenti rabbiosi e impulsi aggressivi. La ricerca di Bushman dimostra che quando la gente è affamata, tende anche ad essere arrabbiata e aggressiva, riassunta nel termine “hangry” (hungry+angry) [affamato+arrabbiato, NdT]. Cibi salutari come vegetali, frutta e cereali integrali possono rendere la gente meno "hangry". Anche l'auto-controllo può essere rafforzato, come un muscolo, attraverso l'esercizio.





Brad J. Bushman (Ph.D. 1989, University of Missouri) è un professore in comunicazione e psicologia alla Ohio State University, e professore in scienza della comunicazione alla VU University di Amsterdam. [...] Per oltre 25 anni ha studiate le cause, le conseguenze e le soluzioni al problema dell'aggressività umana e della violenza. Egli è membro del comitato del Presidente Obama per la violenza armata, e ha testimoniato di fronte al congresso degli USA sull'argomento delle violenza giovanile.
Ha pubblicati oltre 170 articoli giornalistici soggetti a revisione paritaria, Secondo Google Scholar, i suoi articoli sono stati citati oltre 25.000 volte. E' stato classificato al secondo posto tra gli studiosi in comunicazione citati su Google Scholar. Nel 2014 ha ricevuto il premio Distinguished Lifetime Contribution to Media Psychology and Technology, dalla American Psychological Association." Etc.
(https://www.youtube.com/watch?v=UOn3zOp8JPE&t=902s)



Ora, non occorre uno scienziato, né tanto meno anglofono, per riconoscere l'ovvia assonanza di "hungry" - affamato - e "angry" - "arrabbiato", anche se in questo mondo-di-parole è impossibile ri-conoscere la radice originaria di entrambi gli aggettivi,  così come dei sostantivi da cui sono derivati, "hunger" (fame) e "anger" (rabbia); ci limitiamo a prenderne atto, sapendo come ciò che consegue ad un calo glicemico provoca spesso dei sentimenti negativi, di malumore e finanche di aggressività. SicuraMente le due cose sono correlate anche nella "realtà" bioLogica umana, e ne abbiamo tutti coscienza in qualche misura.

L'esperimento di Bushman & C., in cui è stata offerta una limonata addolcita con zucchero (glucosio) ad una metà degli studenti, e la stessa bevanda con un prodotto dolcificante (sucralosio) privo di calorie -ma anch'esso sospetto cancerogeno- non solo ha dimostrata la crudeltà imparziale dei ricercatori nei confronti delle cavie umane rispetto ai soliti, poveri roditori, ma ha provato che la assenza di calorie ha generata nei soggetti una aggressività nettamente superiore agli altri, rabboniti dalla dose di zucchero nel sangue.

Tutti gli effetti collaterali di ogni sostanza d'abuso alimentare ingerita regolarmente come "pasto" producono modificazioni fisiologiche disparate, perlopiù imprevedibili (ricordiamo il video nel post precedente e la disparità degli indici glicemici registrati dopo i pasti) e alla luce della conoscenza di una interazione diretta fra i visceri superiori e inferiori, come di quella fra il microbioma e il nostro comportamento, possiamo soltanto immaginare quali e quanti siano quelli che non interessano soltanto il sistema nervoso centrale ma anche quello periferico, e ogni attività metabolica del nostro organismo; nella prospettiva pranica è facile quanto inevitabile concludere che si tratta di uno stato entropico, il quale a lungo andare comporta una grave degenerazione del sistema nel suo insieme e infine il suo collasso, o "morte"; al contrario, nell'oscurità totale che pervade le menti dell'utenza consumatrice globale, troviamo gli amanti (e dipendenti) dei "carboidrati" (e delle gliadine) che si imbottiscono di pane e pasta quotidianamente da sempre, senza che questo trattamento teoricamente disastroso sortisca gli effetti previsti  e/o prevedibili dalla scienza, secondo il principio dell'effetto placebo. Per questo gli orientali dicono che "l'ignoranza è buddha"...

Perché tutto ciò che crediamo "vero" diventa vero, una verità opposta a qualunque falsità di ogni origine e provenienza, che allo stesso modo viene creduta tale. E dunque anche in questo caso è una questione di fede, e tutto sommato questo non ci dovrebbe stupire, dal momento che parliamo di una essenza "spirituale", eterica, immateriale e insensibile, proiettata in una sfera materica dove soltanto l'aspetto sacrale dell'essere (umano) è generalMente trascurato in favore di una mitologia astratta, popolata di personaggi archetipici in grado di ipnotizzare le masse, e di allontanare chiunque dall'unica retta via per ognuno di noi, che è solo la propria, e dall'unica reale conoscenza possibile, che è soltanto quella di sé stessi.

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Il mattino dopo, Mr. John Duncan‎ condivide questa immagine nel gruppo FB Ancient, Esoteric, and Occult Wisdom:


con la sua spiegazione, che traduco di seguito:

"Questo dipinto, il quale è studiato dai Buddhisti Tibetani è una rappresentazione visiva dei livelli di esercizio mentale, della coscienza, del corpo e dei sensi, nella pratica della meditazione.


L'uomo rappresenta la persona che medita. L'elefante è la mente, così potente quando è domata. La scimmia rappresenta la distrazione.



La corda è il legame della tua mente, con la concentrazione. Quindi per iniziare, la tua concentrazione non è collegata e tu sei facilmente e ripetutamente distratto. Nel tempo e con la pratica, puoi collegare la corda all'elefante, rappresentazione della capacità di mantenere la concentrazione sull'oggetto della fissazione (ad es. il respiro) senza dimenticare. Prova questo come esempio. Concentra la tua attenzione sul tuo respiro durante la meditazione per 5 minuti e vedi quante volte la tua mente ti porta altrove.



L'aggancio è la capacità di osservare che vieni distratto, scaltramente, e di riprendere l'attenzione senza dimenticare.

La tonalità dell'elefante rappresenta l'addomesticazione e il controllo della mente nel tempo con la pratica.

Il tessuto (tatto), il frutto (gusto), la conchiglia (odorato), i cimbali (udito) e lo specchio (vista) sono le distrazioni dei 5 sensi.

Il fuoco rappresenta l'energia e la vivacità della ["gusto per", ndt] meditazione.

I livelli della meditazione sono: 
Asana; Postura, confortevole e rilassata.
Pranayama; il Respiro.
Pratyahara; fermare e calmare la mente.
Dharana; concentrazione su una singola cosa.
Dhyana; Completo assorbimento nella cosa stessa e riflessione interiore profonda.
Samadhi; Estasi."


In merito alle tonalità dell'elefante, rappresentazione della memoria da "domare", che vediamo divenire bianco durante il percorso, leggiamo su Wikipedia Italia sull'Elefante Bianco:

"Storia, religione e credenze asiatiche

Secondo il poema epico Buddhacarita, la madre di Gautama Buddha, la regina Maya, sognò che un sacro elefante bianco le fosse penetrato nel corpo senza provocarle dolore e senza alcuna impurità; quella stessa notte concepì un essere puro e potente. Il fatto che l'elefante provenisse dal cielo, indicava che il nascituro Siddharta veniva dalla Terra Pura del Buddha Maitreya. Neanche quando partorì Maya sentì dolore, ed ebbe la visione che il nascituro Gauthama le era stato estratto dal corpo dagli dei Brahma e Indra.[4] In base a tale tradizione, i buddhisti pensano che un elefante bianco sia indice di fecondità, fortuna e sia da mettere in relazione con un sovrano.Fin dall'antichità, gli elefanti bianchi furono considerati sacri in diversi Paesi asiatici. Nella tradizione induista, il sacro elefante bianco Airavata (ऐरावत) apparteneva alla divinità Indra; aveva quattro zanne e sette proboscidi e trasportava nelle battaglie il sovrano dei Deva, che lo nominò re degli elefanti. Sia Indra che lo stesso Airavata entrarono in seguito anche nelle tradizioni di BuddhismoGiainismo e Taoismo."
"

L'elefante bianco è considerato sacro nelle religioni Indiane, così come il bisonte bianco è sacro per gli "indiani Americani"... Dubito però che noi siamo tenuti nella stessa considerazione da questi popoli "colorati", colonizzati e sottomessi, oppure sterminati dal temibile Uomo Bianco...


..



Il "destino" del blogger, lo scrittore che dal mondo cartaceo è finito in quello informatico, è quello di essere scritto, quale che sia il suo supporto.
Ho scoperto da poco di non essere il solo ad avere visto un Boeing parcheggiato in cielo, e ieri ho scoperto di non esser l'unico ad avere scritta la mia vita; Mr. Philip K. Dick se n'è accorto nel 1978, come racconta in How To Build A Universe That Doesn't Fall Apart Two Days Later
Il testo integrale è stato tradotto in Italiano da un Mike Plato, compreso il titolo: "COME COSTRUIRE UN UNIVERSO CHE NON CADA A PEZZI DOPO DUE GIORNI".
Per Dick si trattò di episodi, eventi particolari vissuti in diversi "momenti"; per il blogger, purtroppo, si tratta dell'intera Storia che rappresento Qui e Ora personalMente.

Ho iniziato a scrivere quello che credevo sarebbe stato "il romanzo della mia vita" in un senso figurato, attorno al 1991/92; un decennio dopo ho constatato il fatto che "in realtà" si trattava del romanzo della mia vita, e non posso far altro che rallegrarmi per non averlo mai terminato. In altre parole, ho soltanto scoperto il senso figurato della mia stessa esistenza.
Di fatto, il mio "libro" consiste di una quantità di schizzi e di alcuni manoscritti, compresi due o tre capitoli iniziali. L'estate scorsa ho ri-conosciute alcune affinità di uno dei protagonisti con quello del serial Twin Peaks 3; il mio protagonista fu ispirato da due personaggi televisivi molto popolari all'epoca, l'agente FBI della serie originale di Lynch, e quello della serie "X-Files". E' la figura dell'investigatore, del ricercatore, che è il mio ruolo Qui e Ora. Come nella recente opera televisiva di Lynch, anche il mio "agente" (ovvero, colui che agisce) aveva un "doppelganger" civile, più o meno inconsapevole della propria identità multipla e polimorfa.
Nel mio libro volevo raccontare i misteri che riguardano i "demoni" e l'"altro mondo" assieme a quelli degli "ufo"; oggi ho una inspiegabile consapevolezza della relazione diretta fra questi due soggetti, ma è un mistero tanto vasto che comprende la mia intera esistenza, come quella di ogni essere umano; dire che questo mistero si limita alla sfera escatologica sarebbe un completo controsenso, dal momento che ciò che consideriamo "vita" ha una qualche sorta di significato solo in relazione con la cosiddetta "morte". Ma questa è una sorta di 'coscienza' che pochi individui sembrano possedere, per quanto ne so. Intanto, notiamo che in quel periodo le due serie TV di maggior successo erano basate su una visione demonoLogica del mondo -quella di Twin Peaks- e una ufoLogica - in X-files- e allora come sempre la mera realtà delle cose, incredibile per il Gentile Pubblico Pagante, e perlopiù indistinguibile dalla finzione, veniva raccontata attraverso i prodotti dell'intrattenimento di massa, mentre le cronache quotidiane narrate dai mass-media sono più spesso delle favolette per compiacere il bambino in noi.

Ci pensavo ieri, rimuginando sul potere della scrittura e sulla mia longeva attività che è contenuta nella videosfera ormai da decenni; che dovrei ricominciare a scrivere qualcosa che riguarda soltanto la mia "realtà", l'unica di cui posso avere una seppur minima conoscenza, così come facevo nel Grande Buco Nero Storico chiamato 'anni '80'. Perché questo è il mio ruolo, ovviaMente; chi scrive per tutta la vita non può che dirsi uno scrittore, per quanto non sia identificato dagli altri con questo titolo; e questo sono "io", quello che nel XXI Secolo è il blogger, una trasformazione imprevista del mio personaggio, sempre più prossimo alla essenza dell'essere umano in una proiezione "esterna" del mio proprio flusso elettrico, di quello che oggi ri-conosco in termini informatici come I/0.
Come ho già scritto altrove il più famoso lavoro di Dick, che fu poi trasformato nel più famoso del regista Ridley Scott, "Blade Runner", deve gran parte del suo interesse al solo titolo: Do androids dream of electric sheep? (Gli androidi sognano pecore elettriche?) si riferisce all'idea del contare le pecore per addormentarsi -ovvero, entrare in un diverso stato di coscienza- ma nessun conta le pecore in sogno, come sembra suggerire il titolo; oppure, forse, si tratta di una immagine speculare, in cui lo stato di coscienza è qualcosa tra la "veglia" e "altro".

Prendiamo ora in considerazione il lemma Wikipedico seguente, che non compare nella versione Italiana della Enciclopedia Libera, e di cui traduco i punti salienti:

"Retrocausalità

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (e gratuita)
La retrocausalità è un concetto di causa ed effetto in cui l'effetto precede cronologicamente la sua causa.[1]
La retrocausalità è primariamente un esperimento di pensiero nella filosofia della scienza basata su elementi di fisica, riguardante la possibilità che il futuro possa influire sul presente e che il presente possa influire sul passato.[2] Le considerazioni filosofiche sui viaggi nel tempo spesso riguardano gli stessi problemi della retrocausalità, così come i trattamenti del soggetto nella finzione, benché i due termini non siano universalmente sinonimi.[1]
Benché le discussioni sulla retrocausalità siano confinate nella scienza di confine o nella pseudoscienza, qualche teoria fisica con la legittimità del mainstream è stata talvolta interpretata come veicolo della retrocausalità. Ciò è stato problematico in fisica poiché la distinzione tra causa ed effetto non è posta al livello più fondamentale all'interno del campo della fisica..[3]

Filosofia

Gli sforzi filosofici per comprendere la causalità si estendono almeno fino alle discussioni di Aristotele sulle quattro cause. A lungo si pensò che un effetto che precede la sua causa fosse una auto-contraddizione innata perché, come discusso dal filosofo del XVIII Sec. David Hume, quando si esaminano due eventi correlati, per definizione, la causa è quella che precede l'effetto.[4]
Negli anni '50, Michael Dummett scrisse in opposizione a tale definizioni, affermando che non esistono obiezioni filosofiche agli effetti precedenti le loro cause.[5] Questa argomentazione fu confutata dal collega filosofo Antony Flew[5] e, più tardi, da Max Black. Il "bilking argument" di Black propone che la retrocausalità sia impossibile perché l'osservatore di un effetto potrebbe agire per prevenire l'occorrenza della sua futura causa .[6] Una discussione più complessa di come il libero arbitrio sia correlato ai problemi sollevati da Black è riassunto nel paradosso Essenzialista di Newcomb.
I filosofi Essenzialisti hanno proposte altre teorie, come la proposta dell'esistenza di "genuini poteri  causali in natura"[7] o dimostrando preoccupazioni sul ruolo della induzione nelle teorie sulla causalità.[8]

Fisica

L'abilità di influenzare il passato è talvolta presa come suggerimento del fatto che le cause potrebbero esser negate dai loro propri effetti, creando una contraddizione logica come quella del paradosso del nonno.[9] Questa contraddizione non è necessariamente inerente alla retrocausalità o ai viaggi nel tempo; limitando le condizioni iniziali del viaggio nel tempo con riduzioni di consistenza, tali paradossi ed altri vengono evitati.[10]
Aspetti della moderna fisica. come la ipotetica particella tachione e certi aspetti independenti dal tempo della meccanica quantistica, potrebbero permettere a particelle di informazioni di viaggiare all'indietro nel tempo. Jan Faye della Università di Copenhagen ha ipotizzato che le obiezioni logiche ad un viaggio nel tempo macroscopico non prevengono necessariamente la retrocausalità su altre scale di interazione.[11] Anche se tali effetti sono possibili, comunque, non dovrebbero essere in grado di produrre effetti differenti da quelli che risulterebbero da normali relazioni causali..[12]

La Teoria assorbitore-emettitore di Wheeler-Feynman, proposta da John Archibald Wheeler e Richard Feynman, utilizza la retrocausalità e una forma  di interferenze distruttive per spiegare l'assenza di un tipo di onde concentriche suggerita da certe soluzioni per le equazioni di Maxwell.[13] Queste onde avanzate non hanno nulla a che fare con causa ed effetto: essono sono semplicemente un differente modo matematico per descrivere le normali onde. Il motivo per cui furono proposte è che una particella carica non dovrebbe poter agire su sé stessa, il che, nel classico elettromagnetismo normale, porta ad una infinita auto-forza..[14]
Feynman, e prima di lui Ernst Stueckelberg, proposero una interpretazione del positrone come di un elettrone che si muova all'indietro nel tempo,[15] reinterpretando le soluzioni della energia negativa della equazione di Dirac. Degli elettroni che si muovessero  indietro nel tempo avrebbero una carica elettrica positiva. Wheeler propose questo concetto per spiegare le proprietà identiche condivise da tutti gli elettroni, suggerendo che "tutti loro sono lo stesso elettrone" con una complessa, auto-intersecata linea di universo.[16] Yoichiro Nambu più tardi la applicò a tutta la produzione e annichilazione delle coppie particella-antiparticella, affermando che "la creazione e l'annichilazione finale delle coppie che può avvenire di quando in quando non è creazione o annichilazione, ma solo un cambio di direzione nella particelle in movimento dal passato al futuro, o dal futuro al passato."[17] Il punto di vista del movimento a ritroso nel tempo è oggi accettato come completo equivalente di altre figure,[18] ma non ha nulla a che fare con i termini macroscopici di "causa" ed "effetto", i quali non appaiono in una descrizione fisica microscopica."
Dell'universo con un unico elettrone leggiamo sempre su Wiki English:
"Il postulato dell universo con un unico elettrone, avanzato da John Wheeler in una telefonata a Richard Feynman nella primavera del 1940, ipotizza che tutti gli elettroni e positroni siano in effetti manifestazioni di una singola entità che si muove avanti e indietro nel tempo."
(https://en.wikipedia.org/wiki/One-electron_universe - Trad. mia)
A prima vista sembrerebbe che tutti questi discorsi sul microcosmo non abbiano nulla a che fare con la nostra realtà quotidiana, ma come abbiamo visto prima in merito alla nostra nemesi bioLogica, o "ossidazione":
"In chimica si dice che un elemento chimico subisce ossidazione quando subisce una sottrazione di elettroni, che si traduce nell'aumento del suo numero di ossidazione.[1] Questa sottrazione di elettroni può avvenire a opera di un altro elemento, che subisce così il complementare processo di riduzione. Il nome ossidazione è stato inizialmente dato alla reazione tra un metallo che si combina con l'ossigeno per dare il corrispondente ossido: il metallo subisce una sottrazione di elettroni da parte dell'ossigeno, poiché quest'ultimo è più elettronegativo di qualsiasi metallo.
La maggior parte delle reazioni di ossidazione comportano lo svilupparsi di energia sotto forma di caloreluce o elettricità.[2]
"
Che tutti questi elettroni "sottratti" agli elementi chimici che costituiscono il nostro organismo tornino alla unicità elettronica ed energetica di questo uniVerso?

...

A proposito di "Coincidenze"
Questa è una foto scattata prima dell'improvviso crollo delle temperature, e delle abbondanti nevicate di questi ultimi giorni:


Come sempre, le "idrometeore" rivelano delle caratteristiche anomale all'occhio attento:






Come sempre, sono pochi a farci caso. (Qualcun altro?)

In merito alle "chemtrails", oggi l'amico Azad Mamedov (ri)pubblica questo su Facebook:


Trad.: "Bario 56 Ba 137.33 
- Alluminio 13 Al 26.982
- I due metalli trovati più frequentemente 
nelle scie chimiche
...
Se pensi che sia tutta una coincidenza
ancora non capisci la MAGIA NERA"

Cosa non è una "coincidenza", del resto?
Per chi non lo conoscesse, il mostro cornuto ritratto qui sopra è:
"Baal (o Ba‘al, dall'accadico “bēlu”: signore, padrone, proprietario) è una delle principali divinità della mitologia fenicia, può essere considerata la figura centrale del mondo religioso dell'antica Ugarit. Per i Cananei dell'Antico Testamento il nome fu ereditato ad indicare sinonimo di dio, e, solamente intorno al XIV secolo a.C., passò a indicare il maggiore degli dèi e il signore dell'universo, e quindi successivamente come falso dio. Con il passaggio al monoteismo giudaico, fu quindi indicato con una statuetta materiale, simbolo della idolatria dell'uomo verso i falsi dei.
Secondo il mito fenicio, la sua residenza fu il monte Casio, antico Sapanu, ed era il tradizionale dio semitico della tempesta, a cui corrispondevano anche il controllo della fertilità e della fecondità. Nella mitologia greca Baal veniva associato al nome di Crono, poi Saturno dai Romani. Baalbek, ora nel Libano, deve probabilmente il suo nome al tempio dedicato alla divinità di cui restano imponenti vestigia. Baal, come molte altre divinità antiche, è stato assimilato come demonio nella religione cristiana."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Baal)
L'apocalisse continua... come ogni giorno.

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