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martedì 17 luglio 2018

Sucker Championship

E' tempo di campionati del mondo di calcio; forse nessun anglofono ci ha mai fatto caso, ma esiste un termine stranaMente molto simile a quello che in Inglese definisce questo "sport"; lo potete ascoltare ben pronunciato, in un ottimo Inglese, su Google, con la query "define soccer":

"soccer
/sɒkə/
sost.
  1. una forma di football giocato da due squadre di undici giocatori con una palla rotonda la quale non può essere toccata con le mani durante il gioco tranne che dal portiere." 


(Trad. mia)

e quindi con "define sucker":

"sucker
/sʌkə/
sost.
  1. 1.
    una persona o cosa che succhia, in particolare:
  2. 2.
    informale
    una persona credulona o che viene facilmente ingannata.
"
(Trad. mia)

Ascoltate attentaMente su Google quanto è vaga la differenza tra i due fonemi.

Io non ho mai sopportato il calcio, fin da bambino, e quindi non avrei altro da aggiungere a questo proposito, ma penso che questa peculiare assonanza sia degna di nota.
Per qualche motivo, qualcuno ha deciso che le palle, grandi o piccole, dovessero entrare a far parte della culTura popolare, in un modo o nell'altro; se non sono quelle immense e infinite della teoria eliocentrica, che siano almeno quelle a misura di piede umano, che possano distrarre le masse abbastanza da non trovare mai il tempo di pensare a ciò che mangiano, o consumano, che guardano e ascoltano, a ciò che pensano o credono, e a tutto ciò che fanno, in generale.


Tutto ciò che sarebbe possibile preVedere nel futuro di questa gente usando una
palla magica è lo stesso che vediamo guardando al suo passato: un disastro.

Per la cronaca, esiste un carattere speciale ASCII unicode che rappresenta un pallone da calcio:


 
e ne esiste anche uno della Grande Palla Terrestre:

🌐
che per qualche prodigio si può scrivere solo in azzurro!


FASE R.E.M.





Ci hanno sempre fatto credere il contrario di tutto: la terra globulare, il diavolo divino, il cibo velenoso, le alterazioni climatiche, i vaccini invalidanti, tutte materie "delicate", che richiedono uno studio approfondito e impegnativo dal punto di vista psicoLogico e morale, che possono sconvolgere la nostra visione del mondo in maniera disastrosa, e pertanto vengono trascurate in massa dal Gentile Pubblico Pagante, afflitto dalla dissonanza e dall'inerzia cognitive.

E' assai facile etichettare tutte queste indagini di una realtà nascosta sotto gli occhi di tutti come "teorie della cospirazione", ma allo stesso modo è facile accedere a tutte le informazioni necessarie per farsene un'idea più o meno chiara, ed eventualMente accettarle come verità, opposta alla falsità imperante.
Esiste però una questione troppo "incredibile" per essere considerata e approfondita seriaMente anche dagli individui più curiosi e caparbi, e questa Questione maiuscola siamo noi stessi. 
E' a questo, se qualcuno ancora non l'avesse notato, che mi sto dedicando ultimamMente.
Perché un mondo composto in grandissima parte di falsità non può che essere popolato da abitanti che siano integrati nello scenario, a tal punto da non interrogarsi mai a questo proposito, tanto da trascurare o negare ogni evidenza che potrebbe rivelare la completa irrealtà di tutto ciò che viene considerato e accettato come reale dalla maggioranza.
Perché questo significa innanzitutto rivelare la falsità dello "io" per ognuno di noi, e non c'è niente che chiunque si riferisca a sé stesso come "IO" -o I/0- vorrebbe evitare più di questo al mondo; è il passo finale verso la completa liberazione, ma è un salto nel vuoto, e nessuno vorrebbe mai compierlo, per quanto alcuni siano giunti -ognuno per la propria strada, seguendo il proprio percorso cognitivo, o gnostico- a non poterlo evitare, con l'unica alternativa di scontrarsi quotidianamente, in ogni istante della propria esistenza, in presenza di chiunque "altro", con qualcosa di inaccettabile e contario a dei principi che superano la superstizione, e travalicano ogni limite imposto artificialMente dal Sistema D'istruzione Globale e dalla incessante Propaganda contro la realtà.

Possiamo trascurare, o negare il fatto che la Terra sia una superficie piana (proprio come i mari!) e immota, per quanto basti studiare con attenzione la Teoria Eliocentrica per ottenere tutte le prove necessarie a smentirla in modo definitivo; la Questione FondaMentale di cui ho scritto per anni su VerOrizzonte non richiede altre parole, informazioni o dati, oltre quelli forniti dagli stessi divulgatori delle Grandi Palle Universali per affondare definitivaMente le fanfaluche dei coperniCani, e dunque la conoscenza della realtà geocentrica viene evitata da ogni singolo eliocentrista coatto individualMente, per quanto non si possa negare la caratteristica fisica dell'acqua di raggiungere e mantenere sempre un livello orizzontale, cosa che in un ambiente in gran parte liquido come "la Terra" non dovrebbe mai essere messa in discussione da una persona intelligente.
Etc., etc.

Possiamo trascurare o negare la natura maligna del "principe di questo mondo", ovvero l'entità ideale più conosciuta e più nominata, la più riverita e invocata e adorata, la cui realtà è innegabile proprio a cagione della sua universalità, che è ovviamente fondata sulla logosfera dei popoli occidentali e non certo sulla osservazione dei fenomeni naturali, ma nemmeno soprannaturali, che sono manifesti ai nostri occhi. Possiamo credere che il dio dei giudei sia una entità creatrice e non distruttrice, benefica e non maligna, ma allora come possiamo spiegare tutte le ingiustizie, gli errori e gli orrori, gli abusi, tutte le brutture e tutti i Mali di questo mondo?
Etc., etc., etc.

Ritenere sé stessi più reali di qualunque altra cosa al mondo è il più grande errore che si possa commettere, da cui dipende ogni pensiero e ogni azione fondamentalMente sbagliati, dovuti ad una concezione materialistica che corrisponde come ogni altra nozione comune all'opposto della verità; non esiste nulla di assolutaMente vero a questo mondo, oltre la mente stessa di chi crede di poter discernere il vero dal falso, a partire da un presupposto unico affatto irreale, quello che riguarda appunto la realtà di sé stesso, il famigerato "io".

...

Un personaggio interessante per il mio studio attuale è quello di Michel Jouvet, (1925 – 2017) " scienziato francese, considerato il massimo esponente al mondo di onirologia." Egli, come leggiamo qui, si dedicò allo "studio del sonno e del fenomeno onirico e giungendo alla formulazione di una teoria sulla funzione e sul senso del sogno, il quale sarebbe un meccanismo avente lo scopo di proteggere le caratteristiche individuali di personalità e l'eredità psicologica dell'ego profondo. "

Nella versione Inglese di Wiki leggiamo inoltre che

"egli fu Professor di Medicina Sperimentale alla Università di LYON 1, e fu il Direttore della Unità di Ricerca  INSERM U 52 (Onirologia Molecolare) e della Unità Associata UA 1195 del CNRS (stati di veglia Neurobiologia).
Egli descrisse i segni di morte celebrale nell'elettroencefalogramma nel 1959, e nel 1961 categorizzò il sonno in due stati differenti: sonno telencefalico (onde lente) e sonno romboencefalico (sonno paradossale, noto come REM nella letteratura Inglese su questo soggetto).
In The Paradox of Sleep (MIT Press, 1999) Jouvet avanzò la teoria speculativa che la funzione del sogno sia una specie di programmazione neurologica iterativa, che agisce per preservare la propria eredità psicologica individuale, la base della personalità.
Egli fu nominato nel 1977 dalla Accademia Francese delle Scienze e ricevette il Premio per le Intra-Scienze negli USA nel 1981 e il Prize of the Foundation per la ricerca medica nel 1983. Nel 1991 egli fu premiato con il prestigioso Premio mondiale Cino Del Duca. La sua opera, e quella del suo team, ha portato alla scoperta del sonno paradossale e alla sua individualizzazione come terzo stato di funzionamento del cervello (1959), alla scoperta della sua filogenesi, della sua ontogenesi e dei suoi meccanismi principali." (https://en.wikipedia.org/wiki/Michel_Jouvet - Trad. mia)
Pertanto, soltanto conoscendo la ricerca della massima autorità in materia di onirologia, posso constatare come la mia intuizione a questo riguardo, per quanto concerne il sogno, il sognatore, e la sua cosiddetta "personalità", ovvero il suo "io," o I/0, di cui ho scritto poc'anzi, sia confermata in linea di massima dal suo studio in questo campo.
E per quanto, in genere, io tenda ad utilizzare pinze molto lunghe nel prendere le affermazioni e i paradogmi della scienza in ogni mia ricerca, in questo caso sono propenso a convenire sulla funzione pratica dell'attività onirica per come è stata riassunta nel lemma wikipedico; come sempre, ciò che davvero conta non è nemmeno considerato dalla scienza, ma il rapporto diretto e fondaMentale tra il sogno e la mente del sognatore in quanto "programmazione neuroLogica" è ironicaMente molto prossimo alla mia concezione di questi elementi e della loro interazione.
E' il "sogno" che crea lo "io" al suo livello più profondo, abissale, inesplorato e inarrivabile, il cosiddetto in/sub-cosciente, che rappresenta in tutta la sua imperscrutabilità il più grande mistero di ogni essere umano, cioè sé stesso. E' quindi il sogno che crea il sognatore, e non viceversa.
L'aggiunta di una arma difensiva, come ad es. quella muliebre rappresentata dall'arco della (I)dea Diana, che è nel contempo una rappresentazione simbolica della confezione del nostro patrimonio genetico avvolto nello mtDNA, o DNA mitocondriale (ereditato sulla linea uterina), permette all'uomo di distinguere il proprio "io" dal suo "Dio", e di non farli mai incontrare malgrado la ovvia semplicità di questo gioco-di-parole. Soltanto la lettera D separa lo spirito "divino" o universale, incontenibile, infinito ed eterno, dal singolo utente che invece è contenuto nel proprio corpo, finito, e mortale. (Un uomo non è un Dio, ma nemmeno un Duomo). Questo stratagemma, efficacissimo in un mondo-di-parole come il nostro, "difende" l'uomo dalla sua esperienza psichedelica più importante, che nel gergo farmacologico viene detta "enteogenica", ovvero una origine divina interiore.
Che non richiede nessuna delle sostanze classificate con questa o quella etichetta di gusto neoClassico, ma soltanto un buon sonno... E la capacità di ricordare ciò che si è fatto durante il sonno, oltre a dormire
Qualunque cosa sogni (ironicaMente, questa è una nozione resa celebre dal "padre della psicanalisi", l'ebreo Sigmund Freud) il sognatore sogna sempre e solo sé stesso; ma questa realtà appare inaccettabile quando il "sogno" in oggetto è quello che tutti accettano di buon grado, quasi senza eccezioni, come la propria realtà, e il proprio mondo, Qui e Ora. Il solo pensiero è sconcertante, al punto che in genere non viene mai nemmeno intrattenuto per più di squalche istante, anche dal più avventuroso dei pensatori; ma come abbiamo visto lo "inventore della fase R.E.M.", in un contesto strettaMente "scientifico" ci ha offerte le parole-chiave per giungere immediataMente all'unica conclusione possibile... Che non per caso è quella indagata e rivelata  dall'Agente Cooper nel film Fire Walk With Me (1992)



con una affermazione ripetuta nell'episodio finale della terza stagione di Twin Peaks (2017)


"[voce profondamente distorta]
Noi viviamo dentro un sogno"

Consideriamo oltre quella artistica anche la ricerca scientifica in questo campo, che ci rende un paragone considerevole nel contesto "naturale", ovvero riferito alle specie animali indigene:

"Attività di ricerca sul sonno REM


Attraverso ricerche di elettroencefalografia del sonno REM, 
Mauro Mancia nel 1980 è arrivato a formulare un'ipotesi etologica del sonno e del sogno.
L'ipotesi etologica è che il sonno rappresenti una forma particolare d'istinto, in cui si alternano ritmicamente fasi appetitive e fasi consumatorie in una successione caratteristica e regolare per ogni individuo che inizia all'addormentamento e finisce al risveglio.
In questa teoria la fase non REM del sonno sarebbe la fase appetitiva del comportamento istintivo mentre il sonno REM sarebbe la fase consumatoria dell'istinto.
Si configura così una conferma alle intuizioni più originali di Sigmund Freud1900, in cui il sonno rappresenterebbe una catena di fasi legate al comportamento istintivo dove le pulsioni si possono esprimere e alla sua evoluzione teorica nel 1920 dove si dice che nel sogno si realizza, sotto la spinta del principio del piacere, una fusione pulsionale con soddisfazione allucinatoria dei desideri istintuali indispensabili per la crescita e l'economia della mente.
Questa tesi è confermata dal fatto che le fasi REM sono molto più frequenti e prolungate in tutti gli animali la cui prole risulta nei primi anni di vita inadatta alla libera sopravvivenza. Al contrario, gli animali che nascono già in grado di procacciarsi il cibo e di trovare un rifugio hanno fasi REM estremamente brevi."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Rapid_eye_movement)

"Nel Marzo del 1960 l’importante Rivista “Science et Vie” presentò un avvenimento straordinario. Degli scienziati avevano potuto visitare l’oasi di Bunger nell’Antartico, uno spazio libero dai ghiacci, con dei laghi, dei fiumi, con una vegetazione di licheni, con uccelli di diverse specie, il tutto sotto una temperatura di 25 gradi ! Secondo la Rivista i Sovietici avevano trovato come spiegazione di questo enorme scarto di temperatura (da – 70 a + 25 gradi) la presenza di una catena di montagne che fermavano i venti freddi e il ghiaccio, e l’azione temperante dell’oceano. Spiegazione poco convincente… Questa oasi venne menzionata nel “Que sais-je ?” N. 1249, edito nel 1967. Se si crede a Science et Vie esisteva al Polo Sud, almeno nel 1960, una zona verde ove regnava una temperatura tropicale. La Rivista non affrontò più in seguito questo argomento"


...

Se il Corvo  (Corvus) è il cervellone delle aree rurali e boschive, come dimostra questo breve documentario



il Corvus (o Coelus) monedula conosciuto come Jackaw nel mondo anglofono (da noi "Taccola") è un suo parente prossimo che, a differenza di molte specie animali, è in grado di sopportare non soltanto l'ambiente urbano ma anche i suoi abitanti umani; come si legge su Wikipedia infatti "sono uccelli molto adattabili, che possono essere osservati in ambienti disparati, come steppe o scogliere, avendo dimostrato nei secoli di tollerare molto bene la presenza umana ed avendo colonizzato anche le aree urbane e le coltivazioni."

Ne sa qualcosa questo blogger, che deve il suo nom-de-plume (che una volta tanto è una definizione azzeccata dello "alias") ad una improvvisa, inattesa quanto irrevocabile urgenza di associare la propria persona ai "vicini" abitanti della torre campanaria. Essi si sono stabiliti nel campanile utilizzando i vani aperti fra i mattoni come gli appartamenti di un grande complesso edilizio, in cui abitano per tutto l'anno traslocando soltanto in piena estate per una meritata vacanza, e poi tornare alle loro dimore prefabbricate in centro città, sul fare della brutta stagione.

"Esemplare in contesto urbano."

Nel seguente breve documentario dal titolo "Cornacchie e corvi, gli uccelli più intelligenti del mondo" assistiamo alla nidificazione di una coppia di Jackdaws nel Castello di Halwyll, che ci dicono sia abitato da questi volatili probabilmente già dall'epoca della sua fondazione, nel 1200.;  vediamo poi anche gli abitanti alati del Castello di Starnberg, di proprietà del Re August, dove oggi la nipote biologa, studiosa di scienze comportamentali e Principessa Augusta di Bavaria studia soprattutto le Taccole, dedicandosi occasionalmente ad altri corvidi:


Ritagli SOCIALi






(Just Do It)

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