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domenica 21 ottobre 2018

Joe Blog(gs)

Un altro esempio notevole che potrebbe avere ispirati i Copti per la loro famosa Vergine Madre, da Pinterest:

https://www.pinterest.co.uk/pin/717972365564950862/
"Iside con Horus il Figlio"

In questa singola immagine possiamo vedere il Quadro mitoLogico nella sua intierezza, dall'alto dei cieli fino in fondo; ma è possibile farlo soltanto volendolo fare.

Sempre su Pinterest troviamo questa rappresentazione alternativa del famoso allattamento già visto prima, con Iside e Arpocrate (maccheronizzazione dall'Egizio per Horus Bambino, o Figlio) assieme a Serapide:

isis harpocrate serapis

Di questo misterioso essere troviamo un'altra immagine similare su Pinterest:

https://www.pinterest.co.uk/pin/316307573801364958/

"Rara statuetta in lega di rame del dio Serapis…"

come pure della sua consorte anguipede:

https://www.pinterest.co.uk/pin/465489311466464084/
"Iside come Serpente Uraeus "

...

Ipotesi di ricerca: data una settimana canonica che include i nomi di quattro divinità Greco-Romane:

Marte (Ares)
Mercurio (Hermes)
Giove (Zeus)
Venere (Afrodite)

avanziamo l'ipotesi che il giorno seguente sia stato "in realtà" dedicato al dio Sabazio,

 "(in greco anticoΣαβάζιος, in latinoSabazĭus)" il quale "era una divinità frigia."
"Era ritenuto comunemente figlio di Rea, anche se altre versioni lo riconoscono come discendente di Zeus e Persefone; il mito ritiene che i Titani lo assassinarono, spezzandolo in sette parti.
Il culto, in età imperiale, ebbe ampia diffusione sia in Grecia sia a Roma: prevedeva molti misteri, di cui gran parte legati alla figura del serpente, con un forte legame al mondo della fertilità. Tanto che fra i suoi riti più conosciuti, era molto conosciuta una celebrazione orgiastica e, a causa di una similitudine con i riti del dio Dioniso, divenne anche un suo attributo."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Sabazio)

Questo è quanto, su Wiki Italia. Su Wiki English abbiamo qualcosa in più:

"Sabazio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera [e/o gratuita]

Sabazio (Greco AnticoΣαβάζιοςtranslitt. Sabáziospronuncia moderna Savázios) è il dio cavaliere e padre celeste dei Frigi e dei Traci. Nelle lingue Indo-Europee, come il Frigio, l'elemento -zios nel suo nome deriva da dyeus, il precursore comune del Latino deus ('dio') e del Greco Zeus. Per quanto i Greci interpretassero il Sabazio[3] Frigio sia come Zeus che come Dioniso,[4] le sue raffigurazioni, anche in epoca Romana, lo mostrano sempre a cavallo, come un dio cavaliere nomade, che impugna la sua caratteristica  bacchetta del potere [staff of power, NdT].


Bronze hand used in the worship of Sabazios (British Museum).[1] Roman 1st–2nd century CE. Hands decorated with religious symbols were designed to stand in sanctuaries or, like this one, were attached to poles for processional use. Another similar bronze hand found in the 16th/17th century in Tournai, Belgium, is also in the British Museum.[2]

Il Sabazio Tracio/Frigio

Sembra probabile che i Frigi emigrati portarono Sabazio con loro quando si stabilirono in Anatolia agli inizi del primo millennio AEC, e che le origini del dio siano da ricercarsi in Macedonia e in  Tracia. L'antico santuario di Perperikon recentemente scoperto nella moderna Bulgaria è ritenuto essere quello di Sabazio. I Macedoni erano anche famosi cavalieri, allevatori di cavalli e adoratori del cavallo fino ai tempi di Filippo II, il cui nome significa "amante dei cavalli".
Possibili antichi conflitti  tra Sabazio e i suoi seguaci e la dea madre indigena della Frigia (Cibele) potrebbero riflettersi nel breve riferimento di Omero alle gesta giovanili di Priamo, il quale aiutò i Firigi nelle loro battaglie conto le Amazzoni. Un aspetto del compromesso religioso, simile all'altro aggiustamento mitico in tutta la cultura Egea, si può leggere nella successiva adozione del Re Frigio Gordia "con Cibele"[5] di Mida.
Una delle creature delle religioni native era il Toro Lunare. La relazione di Sabazio con la dea si può ipotizzare dal modo in cui il suo cavallo posa uno zoccolo sulla testa del toro, in un rilievo marmoreo Romano al Boston Museum of Fine Arts.[6] Benché di datazione Romana, la iconica immagine sembra essere molto anteriore.

Dio in groppa a un cavallo

Molte stele del "dio cavaliere" si trovano al Museo di Burdur, in Turchia. Sotto l'Imperatore Romano   Gordiano III il dio in groppa al cavallo appariva sulle monete coniate a Tlos, nella vicina Licia, e ad Istrus, nella provincia della Bassa Moesia, fra la Tracia e il Danubio. Si pensa generalmente che il nonno del giovane imperatore venisse da una famiglia Anatolica, a causa del suo insolito cognomen, Gordianus.[7] La iconica immagine del dio o eroe in groppa a un cavallo che si scontra con il serpente ctonico, sul quale il suo cavallo si impenna, appare su una colonna votiva Celtica, e con l'arrivo della Cristianità fu facilmente trasformato nell'immagine di San Giorgio e il Dragone, le cui più antiche rappresentazioni note vanno dal decimo-undicesimo secolo in Cappadocia e sono dell'undicesimo secolo in Georgia e in Armenia.[8].


Questa mano di Sabazio in lega di rame era usata nel culto rituale.
Poche mani restano oggi nelle collezioni. Walters Art MuseumBaltimore.


Iconografia, rappresentazioni e associazioni Elleniche

Fra le iscrizioni Romane da Nicopolis ad Istrum, Sabazio è generalmente equiparato a Giove e menzionato assieme a Mercurio.[9] Similmente nei monumenti Ellenici, Sabazio è sia esplicitamente (con iscrizioni) che implicitamente (con l'iconografia) associato a Zeus. Su una lastra di marmo di Filippopoli, Sabazio è rappresentato come una divinità dalla barba riccia fra diversi altri dei e dee. Sotto il suo piede sinistro vi è una testa d'ariete, ed egli impugna nella mano sinistra uno scettro sulla cui cima si trova una mano nel gesto del benedictio latina.[10] Sabazio è accompagnato da busti sulla sua destra che ritraggono Luna, Pan, e Mercurio, e sulla sua sinistra da Sol, Fortuna, e Dafne.[9] Secondo Macrobio, Liber ed Helios erano venerati presso i Traci come Sabazio;[9] e questa descrizione collima con altri resoconti Classici che identificano Sabazio con Dioniso. Sabazio è anche associato con svariati reperti archeologici che ritraggono una mano destra bronzea nel gesto del benedictio latina. La mano sembra avere avuto un significato rituale e potrebbe essere stata affissa ad uno scettro (come quella portata da Sabazio sulla lastra di Filippopoli). Benché ne esistano molte varianti, la mano di Sabazio è tipicamente rappresentata con una pigna sul pollice e con un serpente o un paio di serpenti attorno al polso sovrapposti all'anulare e al mignolo piegati. Simboli addizionali inclusi occasionalmente sulle mani di Sabazio comprendono una saetta sopra l'indice e il dito medio, una tartaruga e una lucertola sul dorso della mano, un'aquila, un ramo privo di foglie, il tirso, e gli Eroi a Cavallo.[9]
Mano di Sabazio

(...)

Transformazione in Sabazius

Il transferimento di Sabazio nel mondo Romano sembra essere stato mediato in gran parte attraverso Pergamo.[12] L'approccio naturalmente sincretico della religione Greca sfumò le distinizoni. I tardi autori Greci, come Strabone nel primo Sec.e.V:, associarono Sabazio con Zagreo, fra i ministri e gli attendenti Frigi dei riti sacri a Rea e Dioniso.[13] Il contemporaneo Siciliano di Strabone Diodoro Siculo, confuse Sabazio con il segreto 'secondo' Dioniso, nato da Zeus e Persefone,[14] una connessione che non proviene dalle iscrizoni sopravvissute, le quali sono interamente a Zeus Sabazio.[15] Il Cristiano Clemente d'Alessandria ci informa che l misteri segreti di Sabazio, per come erano practicati tra i Romani, coinvolgevano un serpente, una creatura ctonica non connessa con il dio cavaliere celestre della Frygia: "'Dio in petto' è un segno distintivo dei misteri di Sabazio per gli adepti". Clemente scrisse: "Questo è un serpente, passato attraverso il petto degli iniziati".[16]
Molto più tardi, la enciclopedia Greco Bizantina, Suda (X Sec.?), asserisce:
Sabazio ... è lo stesso che Dioniso. Egli prese questa forma d'indirizzo dal rito che gli era dedicato poiché i Barbari chiamano l'urlo bacchico "sabazein". Dunque anche alcuni Greci seguitarono a chiamare l'urlo "sabasmos"; pertanto Dioniso [diviene] Sabazio. Essi usavano pure chiamare "saboi" quei luoghi che erano dedicati a lui e alle sue Baccanti ... Demostene [conversando] "In Merito a Ktesiphon" [li menziona]. Alcuni dicono che Saboi sia il termine per quelli che sono dedicati a Sabazio, cioè a Dioniso, proprio come quelli [dedicati] a Bakkhos [sono] Bakkhoi. Si dice che Sabazio e Dioniso siano lo stesso. Dunque alcuni dicono che i Greci chiamano i Bakkhoi Saboi.[17]
Nei siti Romani, benché una iscrizione nel muro della chiesa nell'abbazia di San Venanzio a Ceperana suggerì ad un umanista Rinascimentale[18] che fosse stata costruita sulle fondamenta di un tempio a Jupiter Sabazius, secondo gli studiosi moderni non un singolo tempio consacrato a Sabazio, il dio cavaliere dell'aria aperta, è stato localizzato.[19] Piccole mani votive, solitamente fatte di rame o bronzo, sono spesso associate con il culto di Sabazio. Molte di queste mani hanno una piccola perforazione alla base la quale suggerisce che potrebbero essere state attaccate a pali di legno e portate nelle processioni. Il simbolismo di questi oggetti non è ben noto.[20]

La Connessione Giudaica

I primi Giudei che si stabilirono a Roma furono espulsi nel 139 e.V., assieme agli astrologi Caldei da Cornelius Hispalus sotto una legge che vietava la propagazione del culto "corruttore" di "Jupiter Sabazius" [Giove Sabazio, NdT], secondo l'epitome di un libro perduto di Valerio Massimo:
Gnaeus Cornelius Hispalus, praetor peregrinus nell'anno del consolato di Marcus Popilius Laenas e Lucius Calpurnius, ordina agli astrologi con un editto lasciare Roma e l'Italia entro dieci giorni, da che per una fallace interpretazione delle stelle essi perturbaroono le menti volubili e sciocche, facendo profitto delle loro bugie. Lo stesso pretore obbliga i Giudei, che tentarono di infettare i costumi Romani con il culto di Giove Sabazio, di tornare alle loro case.[21]
Da ciò si deduce che i Romani identificarono il Giudeo YHVH Tzevaot ("sa-ba-oth" "dei padroni") come Giove Sabazio.
Questa errata connessione fra Sabazio e Sabaos è stata ripetuta spesso. In una simile vena,  Plutarco  asseriva che i Giudei adorassero Dioniso, e che il giorno di Sabbath fosse una ricorrenza dedicata a Sabazio.[22]  Plutarco discusse inoltre della identificazione del dio Giudeo con lo "Egiziano" Tifone, una identificazione che comunque egli più tardi respinge. I monoteisti Ipsistariani adoravano l'Altissimo con questo nome, che potrebbe essere stata una forma del Dio Giudeo."

(https://en.wikipedia.org/wiki/Sabazios - Trad. mia)

Se non altro, ho almeno un famoso predecessore nelle mie teorie del complotto.
Quindi non lo troviamo scritto su Wiki Italia, ma il benedictio latina, il gesto canonico della benedizione, ha un'origine "pagana", come ogni altra cosa nella religione giudeo-cristiana e cattolica.
E a quanto pare anche il "dio" del monoTeismo ha un'origine "politeistica", e alquanto variegata, in quanto tale.


Quando sei superiore a tutto sei un "dio"; e questo in genere capita solo quando sei morto.

19.10









Spostamento di 819 files immagine da DCIM a Desktop/picz/Oct18

Un'altra era è trascorsa, da un giorno all'altro. Da un momento all'altro.
Questa notte penso di non aver dormito; ero in montagna, ricordo di essere andato a letto, e di avere spenta la luce. Tra quell'istante e il mattino c'è stato solo un vuoto buio e silenzioso, come una sospensione totale; una breve morte. Ma prima del tramonto sono di nuovo qui, a trasferire le immagini del "paradiso", che è Sopra, nel mondo "infernale" chè è qui Sotto.

Ho sempre amato tanto il mare, durante le vacanze, ma questo non cambia il fatto che la montagna è più vicina al cielo della pianura, mentre il mare è il punto più basso; in questo strano mondo chiamato "Terra" e circondato dall'acqua, i mari determinano effettivaMente il "piano terra", per cui si espongono delle targhe con la cifra N S.L.M.; qualunque luogo al mondo viene dichiarato ad una certa quota "Sul Livello del Mare" (perché il mare è a livello, non fa nessuna curva) e questa in un certo senso è la nostra posizione da che siamo *atterrati*, urlando, dalle "acque".

L'acqua è sempre attorno a noi, ed è una condizione universale che viene dichiarata da queste targhe di marmo o pietra affissi in qualche angolo di tutte le città. Come questo:



...+

Oggi Mr. David Straight condivide questo su Facebook:


Trad.:
"Uomo / PERSONA
-John / JOHN DOE
-Creato dal Divino / Creato dallo Stato
-Vivo, Essere respirante / Morto, Entità
-Sotto la Legge Divina / Sotto Codici & Atti
-Giurisdizione Divina / Giurisdizione Governativa
-Libero / Schiavo
-Privato / Pubblico
-Non-Finzione / Finzione"

Qual'è la differenza tra le due entità? Lo vediamo qui sopra, ed è interessante notare che non si tratta di un testo scritto, come questo, ma delle parole contenute in un file .jpg; perché, come si dice, un'immagine vale più di mille parole. Se poi contiene delle parole, vale mille immagini.
Qui non c'è altro, a fare la differenza: la libertà come la schiavitù esiste solo nella mente del singolo indiviDuo; e in genere l'indiviDuo è schiavo solo di sé stesso, da che nessuno a questo mondo può imporre la propria volontà su nessun altro, nemmeno colla violenza; in quel caso è coercizione, ed è un reato, altrimenti si tratta sempre di un compromesso, di una qualche forma di complicità. Questo mondo è un Grande Compromesso.
John Doe è sempre e soltanto John Doe anche se è scritto tutto in maiuscolo, come si usa fare per una CORPORATION; raramente l'uomo della strada rivela dei tratti anomali che lo distinguono dalla massa, e non sempre si tratta di qualità positive...
Certo, quello che si legge in questa pagina è firmato dal blogger Jack Daw, e soltanto ora scopro che il nostro "Mario Rossi", il teorico "uomo comune", ha una controparte Anglosassone chiamata -guarda caso- Joe Bloggs.
Su powerthesaurus.org si trovano 123 sinonimi Inglesi di "uomo comune", ma qui NON appare il Joe Bloggs di synonym.com; oltre al più noto average Joe, e il classico John Doe, qui leggiamo anche i più esclusivi Joe Sixpack (il tipico operaio, associato al suo consumo di birra) e Richard Roe:
"
  1. un nome fittizio utilizzato nei processi per una parte maschile il cui vero nome non è conosciuto, specialmente come secondo nome quando sono coinvolte due persone i cui veri nomi non sono stati accertati."
(https://www.dictionary.com/browse/richard-roe?s=t)

Presumo che il primo sia John Doe... Ma potrebbe anche essere Joe Bloggs, per quanto ne so.
Per inciso, Joe Bloggs non esiste, ma non di meno c'è un lemma dedicato a lui, e al suo parente Fred, su Wiki English:
"Joe Bloggs" e "Fred Bloggs" sono placeholder names (Lett.  nomi segnaposto, sostitutivi.  NdT) comunemente usati nel Regno Unito, in Irlanda, Australia e Nuova Zelanda a scopo didattico, nella programmazione e in altri pensieri e scritture."
(https://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Bloggs - Trad. mia)

Dobbiamo considerare anche questo: negli USA il cesso si può anche chiamare John, e in Irlanda Jack (nome che si applica a svariati attrezzi/strumenti in Inglese) e questo a mio parere la dice abbastanza lunga sul concetto stesso del nome, e la sua reale importanza Qui e Ora. Come abbiamo visto anche nessuno ha un nome, che non è quello del famoso capitano del Nautilus; anzi, questa entità nulla ha diversi nomi, per le diverse circostanze in cui fa la sua apparizione nel mondo-di-parole. 

...

A proposito di... parole?!?

"Il Mistero di Shaver 

Durante il 1943, Shaver scrisse una lettera alla rivista Amazing Stories. Egli affermò di avere scoperto un antico linguaggio che egli chiamò "Mantong", una sorta di lingua proto-umana che era la sorgente di tutte le lingue Terrestri. In Mantong, ogni suono aveva un significato nascosto e, applicando questa formula ad ogni parola in ogni lingua, si sarebbe potuto decodificare un significato segreto per ogni parola, nome o frase. L'editore Ray Palmer applicò la formula Mantong a diverse parole, e disse di essersi reso conto che Shaver aveva scoperto qualcosa.
Secondo Palmer (nella sua autobiografia The Secret World), Palmer rispose a Shaver, chiedendo come aveva saputo del Mantong. Shaver rispose con un documento di approssimativamente 10.000 parole intitolato "A Warning to Future Man" ("Un monito per l'uomo futuro", NdT). Shaver scrisse di razze preistoriche estremamente avanzate che avevano costruite città caverne all'interno della Terra prima di abbandonare la Terra per un altro pianeta a causa delle radiazioni dannose del Sole. Quegli antichi avevano anche abbandonati alcuni dei loro stessi eredi qui, con una minoranza che rimase nobile e umana, "Teros", mentre la maggioranza degenerò nel tempo in una popolazione di sadici mentalmente alterati noti come "Deros"—abbreviazione di "detrimental robots" (robots detrimentali, ndtI) . I "robots" di Shaver non erano costruzioni meccaniche, ma erano simili a robots a causa del loro comportamento selvaggio. [SIC!]
Questi Deros vivono ancora nelle città-caverne, secondo Shaver, e rapirebbero gli abitanti di superficie a migliaia per la carne o per torturarli. Con i sofisticati macchinari "a raggio" che le grandi razze antiche avevano lasciati, essi spiavano la gente e proiettavano pensieri tormentosi e voci nelle nostre menti (il che rimanda alle "macchine influenzatrici" della schizofrenia come lo Air loom). I Deros si potrebbero incolpare di quasi tutte le sfortune, dai piccoli infortuni "accidentali" o malattie agli incidenti aerei ai catastrofici disastri naturali. Alle donne in particolare venivano riservati trattamenti brutali, che comprendevano lo stupro,e Mike Dash nota che "il [s]ado-masochismo era uno dei temi prevalenti negli scritti di Shaver".[5] Benché generalmente confinati nelle loro caverne, Shaver affermò che i Deros talvolta viaggiavano con astronavi o razzi, e facevano affari con esseri extraterrestri altrettanto malvagi. Shaver affermò di possedere una conoscenza di prima mano dei Deros e delle loro caverne, insistendo sul fatto di essere stato loro prigioniero per diversi anni.
Palmer ricompose e riscrisse il manoscritto, aumentando il numero delle parole a 31.000. Palmer insisteva sul fatto che non aveva alterati gli elementi principali della storia di Shaver', ma che aveva soltanto aggiunta una trama eccitante così che la storia non sarebbe sembrata "come una noiosa recitazione".[1] Reintitolato "I Remember Lemuria!"; fu pubblicato nel numero di Amazing.[6] del Marzo 1945. Tutte le copie furono vendute, e provocarono una notevole risposta: tra il 1945 e il 1949, giunsero molte lettere  che attestavano la verità nelle affermazioni di Shaver (decine di migliaia di lettere, secondo Palmer). I corrispondenti affermarono che anche loro avevano sentite strane voci o avevano incontrati gli abitanti della Terra Cava. Una delle lettere ad Amazing Stories era di una donna che affermava di essere andata nel profondo sotterraneo di un edificio a Parigi, in Francia, attraverso un ascensore segreto. Dopo mesi di stupri e altre torture, la donna fu liberata da un benevolente Tero.[7] Un'altra lettera affermava il coinvolgimento con i Deros di Fred Crisman, che più tardi sarebbe divenuto noto per il suo ruolo nell' Incidente delle Maury Island e nell'assassinio di John F. Kennedy. Società del "Shaver Mystery Club" furono create in diverse città. La controversia acquistò fama nella stampa mainstream all'epoca, compresa una menzione in un numero di Life magazine del 1951.
Palmer dichiarò che Amazing Stories magazine aveva molto aumentata la tiratura a cagione del Mistero di Shaver, e la rivista enfatizzò lo Shaver Mystery per diversi anni. Barkun notò che, in ogni caso, il Mistero di Shaver fu efficace nell'aumentare le vendite di Amazing Stories. [...]
Molti appassionati di fantascienza si sentirono obbligati a condannare il Mistero di Shaver come "Truffa di Shaver". Questi fans, già provati dalla svolta di Palmer dalla fantascienza letteraria o pura dei primi anni verso una space opera raffazzonata, organizzarono campagne epistolari per cercare di persuadere gli editori di Amazing Stories a cessare la pubblicazione degli articoli dello Shaver Mystery. Infatti Palmer stampò una quantità di lettere critiche o scettiche inviate ad Amazing Stories, ed egli e altri collaboratori lo confutarono e in varie occasioni risposero pubblicamente a queste lettere. Come scrisse Bruce Lanier Wright, "[i]l giovane Harlan Ellison, poi divenuto uno scrittore notoriamente abrasivo, lo avrebbe assillato [Palmer] per fargli ammettere che lo Shaver Mystery era una ' macchina pubblicitaria' ['publicity grabber', NdT]; quando seppe la storia, Palmer rispose infuriato che era praticamente la stessa cosa che definirla una truffa".[3] Dash scrisse che i "critici dello 'Shaver Mystery' furono svelti nell'indicare che il suo autore soffriva di svariati sintomi classici della  schizofrenia paranoide, e che molte delle lettere che fioccavano su Amazing e raccontavano di esperienze personali a sostegno delle storie dell'autore provenivano ovviamente da quel tipo di gente che avrebbe altrimenti passato il proprio tempo affermando di essere perseguitati da voci invisibili* o dal cane del loro vicino".[5]
Durante il 1948, Amazing Stories cessò la pubblicazione delle storie di Shaver. Palmer avrebbe poi affermato che la rivista aveva subite le pressioni di sinistre forze esterne che avevano portato il cambiamento: gli appassionati di fantascienza avrebbero attribuito il cambiamento al loro boicottaggio e alle loro campagne epistolari. I proprietari della rivista dissero più tardi che lo Shaver aveva semplicemente fatto il suo tempo e le vendite stavano diminuendo.
Gli Shaver Mystery Clubs furono sorprendentemente longevi: i rappresentati di un club discussero dello Shaver Mystery nel popolare show radiofonico di John Nebel diverse volte nella seconda metà degli anni '50. Nebel disse che pensava che la discussione fosse divertente,  ma in documenti ancora esistenti si dichiara scettico sull'intero soggetto.
Anche dopo che i pulp magazines perdettero la loro popolarità, Palmer continuò a promuovere lo Shaver Mystery ad un pubblico sempre più ridotto attraverso il periodico The Hidden World. Lanier descrive la rivista come "Shaver in the raw" ("Shaver nudo e crudo", NdT) con poco lavoro editoriale di Palmer.Shaver e la moglie produssero uno Shaver Mystery Magazine in modo irregulare per alcuni anni."
*)Certamente sarebbero state più interessanti delle voci visibili

(https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Sharpe_Shaver - Trad. mia)

Ho voluta tradurre questa voce del lemma dedicato al Mistero di Shaver soltanto per l'idea irresistibile di una "proto-lingua" unica, che si sarebbe parlata prima di un evento storico assimilabile a quello biblico della Torre di Babele. Paradossalmente, in questo "racconto di fantascienza" inizialmente spacciato per vero, e che viene ascritto ad un possibile paziente di schizofrenia paranoide, ho riconosciuta subito una visione onirica del millennio scorso, in un epoca (o era=) in cui non avevo mai sentito parlare o letto di Mr. Shaver e del suo mistero letterario. Ma è anche la stessa idea di cui racconterebbero gli anziani Cherokee, sul "mito" di una terra scomparsa chiamata Sardegon, e sulla divisione in due fazioni dei sopravvissuti; anche di quella versione nativo-americana non avevo notizia all'epoca della mia esperienza onirica. Probabilmente allora conoscevo la versione più popolare in assoluto di questa antica storia misteriosa, che è quella rappresentata sul piccolo schermo nel serial Twin Peaks, dove una Loggia Bianca è opposta a una Loggia Nera; e non c'è verso di avere altre informazioni a questo proposito dai suoi autori (Lynch & Frost), ma del resto non c'è altro da sapere... Chi frequenta le logge, poi, è cosa nota. 
Il mito dell'"inferno" potrebbe derivare da una informazione distorta di questo sapere primordiale, che in seguito fu declassato a leggenda e/o folklore dai controllori del mondo; e riguardo lo schieramento di questi ultimi non dovremmo avere dubbi, osservando i loro costumi e il loro operato.
Se esiste di fatto qualcosa che si può definire "la storia" e non "una storia" di questo mondo, è mia opinione che le sue origini derivino da una "storia" precedente, di cui oggi restano solo rari frammenti sparsi che menzionano un "mondo scomparso" come quello di Atlantide. Questo è l'inizio più probabile di tutto, l'inizio di una replica. O remake
Non sono affatto convinto della esistenza di una vera e propria "storia" di ciò che conosco soltanto Qui e Ora, e non conoscerò mai altrimenti, e tuttavia tendo come sempre ad attribuire ai miei sogni un valore trascendentale, che elude i confini indiviDuali e attinge direttaMente al pozzo abissale dei cosiddetti "archetipi".
Una cosa che ho dedotto dal mio studio onirologico nel corso dei decenni è che i sogni descritti come "films in bianconero" sono probabilmente reminscenze ataviche, rappresentate sul set onirico come documenti antichi MA "reali", o realistici, come sono appunto le pellicole monocromatiche; sono la riproduzione visiva di un passato non-vegetale (ovvero, una esistenza precedente) per come la si vedrebbe durante la veglia, cioè come un vecchio film.
Sono casi rari nella mia lunga carriera di sognatore e scrittore di sogni, si contano sulle punta delle dita di una mano, e non di meno sono particolarMente interessanti per i loro contenuti "simbolici"; quello del film su Atlantide è uno di questi rari casi. La prima parte del "sogno" riguarda la mia "immersione" (letterale) nel film, e la mia prevedibile delusione sul suo finale; il racconto prosegue:
"Inizia subito dopo un film anni ’80 su certi esploratori subacquei alla ricerca del Regno Perduto, che però non vedo. In casa vedo su due televisori due film contemporaneamente: uno recente e uno degli anni ’50: [...] forze d’assalto futuristiche in entrambi i film, uno nello schermo alla mia destra e l’altro alla sinistra, sembrano scontrarsi."
(VELUT AEGRI SOMNIA - Parte II) L'episodio (144) è databile tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90.

La rappresentazione è chiara: lo spettatore/sognatore VEDE nel contempo che lo scontro tra le due forze è materialMente impossibile, essendo due films girati in epoche diverse e trasmessi da due televisori diversi, e non di meno entrambi gli schermi trasmettono lo scontro fra i due fronti, quindi questa è una affermazione del fatto che i limiti imposti dalla sfera fisica dell'essere Qui & Ora (nell'Eterno Istante) non sono che illusioni, mentre lo scontro avviene nella realtà dello spettatore/sognatore, o utente materiale, in ciò che ho esattamente descritto "sembrare"; perché a ben vedere tutto sembra, a questo mondo, e invece riguardo ciò che E', è ancora tutto da vedere.

Se esiste di fatto "La Storia" distinta da "una storia", e quindi da ogni storia possibile, è mia opinione che essa sia sempre la "stessa storia" per tutti, e per sempre, all'infinito, e che la sua rappresentazione originale, se mai ha avuto luogo, sia (ben poco) nota oggi solo in relazione a ciò che conosciamo come il "mistero di Atlantide", il "continente sommerso"; del resto, limitandoci al mito locale (ma importato dal Medio Oriente) vediamo che ancor prima della "creazione", così come nella distruzione del "mondo" da parte del dio israelita, l'elemento acqueo è quello principiale; lo spirito aleggia sopra le acque nel primo capitolo della Genesi, prima dell'inizio del mondo, e le acque di sopra e di sotto sommergono il mondo, che perisce nell'episodio del Diluvio Universale. Noi tutti proveniamo dalle "acque", per come viene detto il liquido amniotico in cui è immerso il feto nei nove mesi della gravidanza. Siamo composti in gran parte d'acqua, come ogni essere vivente su questa terra. E' una condizione paradossale, incomprensibile oltre che imbarazzante.
Questa è una storia che fa acqua da tutte le parti.

Sono stato dirottato per un attimo dal Mistero di Shaver, per qualche motivo, e auspico che anche il mio lettore possa tornare alla sua rotta abituale con un sostanzioso spuntino di riflessione.
Oppure possiamo sempre uscire, infine, "a riveder le stelle"... Google suggerisce una possibile chiave di lettura per questo famoso, sommo finale; è il sesto nella lista dei significati del verbo rivedere:

"6.
Fare oggetto di un nuovo o più attento esame, intervenendo con eventuali correzioni o modifiche; revisionare.

"r. le bozze"
"

E Mr. Tony Issachar su Facebook ci offre la image macro che conclude la parentesi acquea:


"SONOLUMINESCENZA E RISONANZA ACUSTICA NEL CIELO
- ACQUA MANIPOLATA DAL SUONO PER REPLICARE LE 
STELLE A DIVERSE FREQUENZE
LE STELLE NON SONO 
PALLE DI FUOCO"

...

Non dobbiamo sforzarci troppo per 'rivelare' ciò che nessuno ha mai nascosto, e che al contrario è sempre stato esposto agli occhi di tutti; ciò che è fatto apposta per mostrare è forse l'oggetto più trascurato del rito cattolico:

"L'ostensorio (dal latino ostendĕre, mostrare), nella liturgia cattolica, è l'arredo sacro usato dal sacerdote celebrante per l'esposizione l'ostia[1] solenne (ostensione) del Corpo di Cristo (l'Ostia   consacrata) per l'adorazione eucaristica e per la benedizione eucaristica, impartite ai fedeli.

[...]

"Dal XVI secolo, e dunque a partire Concilio di Trento, l'ostensorio cominciò ad avere la forma oggi più familiare, ossia di sole raggiante:"

Questo Sole a sua volta contiene

"...una lunetta d'argento o d'oro, utilizzata per collocarvi visibilmente l'Ostia."

(https://it.wikipedia.org/wiki/Ostensorio)

Come vediamo qui sotto, quella che Wiki definisce "lunetta" e che contiene o trattiene il "corpo di Cristo" in Inglese ha un nome forse meno carino, ma decisamente più significativo:

https://timhollingworth.webs.com/img/monstrance01.jpg
Trad.: "1. Sacramento Benedetto (Gesù) 
2. "Lunetta" E' al centro dell'ostensorio -- Trattiene il Sacramento 
Benedetto quando non è all'interno dell'ostensorio
3. OSTENSORIO"

Non è forse questa la più esplicita raffigurazione del Matrimonio Alchemico, quella del Sole sovrapposto alla Luna, e dal loro connubio non nasce forse il "figlio dell'uomo" che è "verbo fatto carne", cioè un indiviDuo la cui idEntità è espressa (e impressa) in un nome?
Persino il ruolo della "Luna", che è di trattenere il corpo, dopo averlo contenuto (il ruolo materno) si direbbe una espressione simbolica.
Tutto ciò non fa che ribadire l'unica realtà possibile, di una Fonte Ideale delle cose di questo mondo; ma già la sola definizione di "spirituale" confonde ...le idee al punto da non essere più comprensibile, logicaMente. Così l'ideale del christos divenne un personaggio storico, e storicamente riConosciuto come "parodia solare"; e questo ribadisce il ruolo della Chiesa, di sovvertitore della verità umana, in favore della falsità divina. Chiunque veda tutto questo con i propri occhi, e non interroghi sé stesso in merito alla reale natura di ciò che vede si merita tutto ciò che ottiene; ed è proprio così che va, nei secoli dei secoli.

Chiesa?
Chi Osa?
Questa è la mia chiosa.

La questione dell'ostensorio è stata sollevata da questo post su FB:

Trad.: "IL SOLE NON E' UN GLOBO.
NELL'ANTICO EGITTO ERA UN DISCO.
ANCHE IL PAPA CATTOLICO LO SA...
ANCHE L'OSTENSORIO/OSTIA E' UN DISCO...."

(perché agli anglosassoni il prete dà un wafer, in luogo dell'ostia; ma purtroppo per loro è un sinonimo)

Questo mi suggerisce il fatto che la bidimensionalità del disco è inconcepibile per un essere triDimensionale, il quale accetta molto (+) facilMente la Palla solare così come quella terrestre, e ogni altra Grande Palla Universale insegnata nella Università. Perché l'ìllusione (tri)dimensionale, che supporta la nostra idea dello spazio e di tutto ciò che esso può contenere, è seconda solo a quella del tempo, che lo contiene e in esso è contenuto; eppure lo diceva già Platone, nella sua Apologia di Socrate, che "il tempo, nella sua intierezza, non appare più lungo di una notte sola"...
Come lo sapeva? Ma Platone sapeva di non sapere, si limitava ad osservare; e la questione rimane la stessa, per lo spazio come per il tempo, dove ogni cosa appare. E scompare.
"Come un trucco ottico", ho scritto altrove.
Occorre osservare riConoscendo l'illusione di ogni apparenza, di tutto ciò che appare ai nostri occhi; ciò che è reale non è nulla di visibile; ma è percepibile, in qualche mo(n)do.

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Domenica; è il 21 Ottobre. Le Rose, l'Oleandro e la Lavanda insistono a fiorire nei miei paraggi:





Possiamo sospettare qualcosa... qualunque cosa, riguardo questo "clima".
I Sirfidi continuano a sostare in volo sopra i marciapiedi della città:


dove continua a non esserci nulla di apparentemente attraente per un Sirfide.
Ma nemmeno per me. Anche il mistero della mia presenza Qui e Ora non è meno fitto del solito.
La scomparsa di Bebel è sempre più sentita, giorno dopo giorno; ogni legame è fonte di dukkha, quello che sembra essere amorevole e quello che sembra essere odioso, non è altro che un legame, e questo è ciò che il termine definisce come "difficile da sopportare".
Quando ci si rende conto che la vera libertà è l'assenza di ogni legame, non si può che cambiare il proprio punto di vista in merito a tutto ciò che viviamo Qui e Ora; che è sempre stato tutto, tranne che "libertà". E dunque questa sorta di esistenza va contemplata per ciò che è, come una forma di prigionia, e il suo termine non può che essere una liberazione. Malgrado TUTTO.
La coscienza del Nulla che ogni essere umano incarna è l'unica possibile coscienza cosmica (dell'ordine) rispetto a quella uniVersale (con un solo verso, o senso); ma il concetto antico dell'ordine oggi è un termine in disuso, dopo un breve flashback nel millennio scorso (dove pure era associato alla concezione scientistica, dello "spazio esterno" e delle Grandi Palle Spaziali). Inutile ribadirlo, oggi regna il Caos, e qualcuno ha enormi interessi nel mantenere stabile questa condizione di perenne instabilità. E' lecito sospettare di quella stessa gente che trae "dal Caos l'Ordine", alla sua maniera.
Ma, nel Caos imperante, questo è un soggetto da blog. E non altro.

3 commenti:

  1. https://www.facebook.com/100013745970721/posts/516215308846664/

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  2. https://www.facebook.com/100013745970721/posts/516214905513371/

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  3. è sempre un piacere sapere che esiste qualcuno in grado di pensare con la propria testa, e conoscere le teorie di un vero scienziato è un'occasione che capita raramente, quindi ti ringrazio vivaMente per i links -- a presto

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