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sabato 8 dicembre 2018

Über Facts

Vedendo il film The Predator (2018), una sola cosa mi è sembrata degna di nota, e non è proprio quella che potrei dire una nota positiva:



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Una certa Stephanie Knight prosegue il mio discorso funebre dell'ultimo post, sul ruolo fondaMentale dell'alimentazione in un organismo simbiotico come quello umano:


"RICORDATE 
IL CORPO NON PUO' RIGENERARE SE' STESSO
QUANDO E' PIENO DI INFIAMMAZIONI, MUCO,
PARASSITI, SOSTANZE CHIMICHE TOSSICHE,
METALLI, ED ORMONI ECCESSIVI DA CARNE
ANIMALE MORTA, PRODOTTI CASEARI CHE
FORMANO MUCO COTTO [?SIC] ZUCCHERI
RAFFINATI, E I CIBI TRASFORMATI AIUTANO
SOLTANTO  A DISTRUGGERE IL CORPO."

Di quello che gli anglofoni dicono "processed food", traducibile anche in "prodotti alimentari industriali", leggiamo la definizione wikipedica:
"La trasformazione agroalimentare è un processo tecnologico ed economico che crea un valore aggiunto ad un prodotto agricolo consentendone l'utilizzazione in forma e condizioni differenti rispetto a quelle originarie al momento della raccolta."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Trasformazione_agroalimentare)

Sul mercato sono presenti migliaia di simili prodotti "trasformati" da cibo in prodotti alimentari, il cui unico valore reale è quello economico: si prende una scodella di farina, una tazza di zucchero, e con dieci centesimi si produce una mer(en)dina che si può vendere a un euro nei supermercati; così i frutti della terra sono diventati denaro, e nel contempo si è creata un'arma che migliaia o milioni di consumatori saranno ben lieti di utilizzare contro sé stessi, perché a tutti piacciono le tortine... Sono dolci...
Di fatto, lo stesso concetto del pharmakos valido per i medicinali di sintesi si può applicare alla "arte magica" del settore alimentare, dove le vittime sono potenzialmente tutti gli esseri umani che credono di nutrirsi, avvelenandosi ogni giorno con le peggiori sostanze d'abuso, e di fatto consumando quantità enormi di energia per assorbire qualche principio nutritivo da simili intrugli mortali, così come per contrastare gli effetti "collaterali" della loro intossicazione.

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Domenica

Tutto il mio ragionare sul sistema di intossicazione industriale è riassunto in questa singola meme condivisa su FB da Mr. Tony Issachar:


Trad.: "PRIMA CREANO IL PROBLEMA
... POI TI VENDONO LA SOLUZIONE"

Era tanto semplice...


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Lunedì -- Un caso di coscienza

Nel post prec. ho tradotto l'articolo "Ricerca: Digiunare per Tre Giorni può  Rigenerare l'Intero Sistema Immunitario  degli Umani" con licenza Creative Commons tratto da englightened-conscious; nella mia traduzione ho riportato il link all'originale, dal momento che trovando un articolo già pronto (traduzione a parte) è doveroso citare la fonte; oggi su Facebook viene postato il link a questo articolo di tg-news24 


in cui si trovano in pratica gli stessi contenuti, trattandosi del medesimo studio sulle cellule sanguigne del sistema immunitario rigeneratesi in seguito al digiuno, condotto dal Prof. Valter Longo; è chiaro per me che si tratta di un'altra traduzione dello stesso pezzo, ma il Sig.  di tg-news24 se ne impipa altamente della licenza, così come dell'autore, e si appropria virtualmente dell'articolo di Mr. AnonHQ.com, senza tema di ripercussioni. Fortuna che si tratta di una licenza d'uso gratuita, per cui può essere liberamente ignorata sulla base di un'etica professionale inesistente, ma posso immaginare quanti parolai hanno riempite le loro pagine del lavoro altrui, semplicemente modificando la lingua in cui è stato scritto... Questo mi ricorda gli sceneggiatori di Bollywood, e il loro escamotage legale per arricchirsi alle spalle di Hollywood. Forse è un po' più patetico...
Sicuramente, molto meno redditizio.

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VenerDì

Sembra che anche questa grafomania incurabile stia scemando nel tempo, come dimostra la frequenza dei miei posts, rispetto a quella (paradossalMente) più letterale che riguarda la grafica, il design, e che posso veicolare a mio vantaggio attraverso DesignCrowd, un sito multinazionale a cui vendo i miei "loghi" (o logos) in cambio di denaro. Questo è il mio ultimo lavoro, l'emblema per una agenzia di modeling negli Emirati Arabi:


StranaMente, questo tipo di attività riesca ancora a stimolare la mia mente, e scrivo questo rivolto al mio (solito, vecchio) fedele lettore che di recente non può più leggere tante delle mie troppo parole su questo blog. E' la parte creativa della attività grafica, che paradossalMente comprende quella letteraria anche se non è manufatta (dal momento che il risultato sono comunque dei graffi, o segni, seppure tradotti in bits) ed è molto più eccitante di quella canonica della scrittura, per ciò che è in grado di produrre nella mente dell'osservatore/lettore all'impatto, con una sola occhiata, a differenza del testo che dev'essere letto per filo e per segno, pensato e digerito, per essere apprezzato appieno.

Quella 'grafica' si può dire una forma d'arte "bella", a differenza della prosa, che pur non essendo elencata fra le belle è la più bella e completa delle arti; logicaMente, da che questa "vita" intera si può raccontare tutta a parole, e da questo antico concetto del "raccontare" deriva quello stesso della logica, su cui è fondata questa sorta  di civiltà moderna. Che dire, sarà anche un'arte brutta, ma è l'unica adeguata a questa vita... "Disegnare" anziché scrivere, utilizzando il codice alfabetico latino che si utilizza in tutto il mondo Occidentale, è sempre e comunque qualcosa d'Altro, così come sarebbe l'inventare nuove "lettere", cioè nuovi segni graf(f)ici, per scrivere qualcosa che nessun altro può scrivere; è lo stesso principio del simbolo stesso, come sono le "lettere" dell'alfabeto, qualcosa di magico, e per quanto se ne possano vendere, e comprare i frutti, questa capacità creativa non è cosa da tutti, in sé e per sé è qualcosa di inestimabile.

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Nella mia mezz'ora di TV quotidiana oggi mi capita di vedere parte di questa puntata di Hangar 1 The UFO Files:


in cui si racconta (@29:00 ca) dell'avvistamento di due fratelli ("Patrick" e "Andy") del Missouri che nel 1945 (prima del famoso incidente di Roswell) restarono a lungo ad osservare un disco volante fermo, sospeso sopra il garage della loro fattoria, mentre il pilota era intento alla manutenzione del velivolo. Dopo essersi accorto di essere osservato, il pilota avrebbe ripreso il comando del disco e sarebbe schizzato via immediatamente a velocità incredibile. Il testimone ricorda dell'episodio:
 "Che sembrasse o meno fatto in America, il pilota sicuramente sembrava Americano." 
(Trad. mia)

E per "Americano" egli intende un uomo bianco (con una qualche sorta di tuta addosso) a dispetto dei "nativi Americani" che non lo erano affatto. Questo è lo schizzo dell'avvistamento che si vede nel video:


Per quanto sia riportato da una fonte notoriamente manipolata all'origine (History Channel è noto come una dispensa kosher della disInformazione televisiva) la rarità del racconto, in cui del solito "disco volante" è ben visibile il conducente, merita comunque un post-icino qui.
Questo tipo di avvistamento mi risulta infatti tra i più rari in assoluto, dal momento che il pilota fu visto all'interno dell'oggetto e al posto di comando, levando ogni dubbio in merito alla sua presenza in quelle circostanze; ed era "americano", come io presumo sia la maggioranza dei piloti di "UFO", ovvero militari della Marina e/o dell'Aviazione Militare "segreta" degli USA. O fors'anche della NASA... USA > USAF > UFO > U.S. NAVY > NASA... ESA... Chiesa... 
Altri giochi di parole, come sempre, e come tutto.

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Sabato

"Tutto ciò che ho imparato finora dall'uomo, dell'uomo, è essenzialmente FALSO; questo porta ad una sola conclusione possibile riguardo questo soggetto."

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Propongo anche al mio (ultimo) lettore l'indovinello: indovina cosa ho esclamato oggi, di fronte a questo spettacolo?




La risposta non è "ARBUTUS UNEDO!!!", ma l'equivalente popolare del nome di questi arbusti (e dei loro frutti), e posso solo augurarmi che il lettore lo conosca di persona, e non di fama. Dal canto mio, posso dire che questo è l'unico esemplare di questa specie vegetale che abbia mai visto in vita mia (e di cui mi sia nutrito) e mi ritengo fortunato per l'ignoranza del suo proprietario, che offre inconsapevolmente un piccolo tesoro di salute ai passanti e ai visitatori occasionali (perlopiù, Merli) senza degnarsi di raccoglierne uno. 
Questa è una delle rare occasioni in cui dicendo il nome (comune) della specie si pronuncia anche una esclamazione di sorpresa, per quanto fuori moda; l'altra occasione notevole è quella delle "NESPOLE!!!", e per una fortunata coincidenza l'albero delle Nespole è a pochi passi da questo. Il Corbezzolo (in genere) frutta in inverno, e il Nespolo in estate, quindi passando su questa strada si può esclamare a volontà, in ogni stagione.

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E' sempre esistito un qualche legame di sincronicità, testimoniato nei miei posts, fra il blogger e Mr. Sherlock Stu, che oggi condivide questa sua osservazione acutissima:


Trad.: "Uno shock elettrico può ucciderti. 
Ma quando muori... uno shock elettrico
può riportarti di nuovo in vita."



In questa semplice affermazione a mio parere è nascosto il più grande segreto sulla vita umana; che del resto, essendo secreto non può restare nascosto, e quindi nel contempo la frase misteriosa è una rivelazione, né più né meno come il famoso libro di Giovanni.

Seguono i commenti:


JD: "questo è quello che io chiamo un INDIZIO, non è così"
SS: " 'Correntemente' sì"
JD: "Non è uno SHOCK per me"
SS: "Ha ha"

Per qualcun altro invece potrebbe essere uno shock... Noto che si hanno delle difficoltà nell'accettare la estrema semplicità del principio dualistico con cui funziona il Sistema bioLogico, ma è proprio lo stesso di  quello elettrico... comprese le polarità dell'indiviDUO, che nel mio caso mi hanno procurata una sequenza ininterrotta di alti e bassi. E' la tensione.... Questi cali e sovraccarichi portano alla cosiddetta sindrome bipolare, e non esiste una dimostrazione più ovvia e immediata del funzionamento elettrico del cervello umano, e della sua profonda influenza sull'esistenza dell'utente cerebrale. Chiunque lo debba affrontare direttaMente, a parer mio, ha già un'idea più chiara di come funzionano le cose... suo malgrado. Ma è come parlare "del + e del -".

Su Wikipedia leggiamo in merito alla macchina magica che riporta in vita i morti:
"Il defibrillatore semiautomatico (spesso abbreviato con DAE, defibrillatore automatico esterno, o AEDautomated external defibrillator) è un dispositivo in grado di riconoscere e interrompere tramite l'erogazione di una scarica elettrica le aritmie maligne responsabili dell'arresto cardiaco, quali la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Defibrillatore_semiautomatico)

Quando poi un individuo smette di reSpirare è definitivamente spirato, clinicamente defunto, ma gli Anglofoni hanno la soluzione pronta, il Resuscitator:
"Il resuscitator è un apparecchio che utilizza una pressione positiva per gonfiare i polmoni di una persona incosciente che non respira, in modo da mantenerla ossigenata e viva."
(https://en.wikipedia.org/wiki/Resuscitator - Trad. mia)
Noi Italiani purtroppo non abbiamo un resuscitatore. Forse perché suona troppo male; lo chiamano "rianimatore", che non fa lo stesso effetto.
In compenso, per gli anglofoni Reanimator è qualcos'altro...

Immagine: wikipedia


Se in luogo di una società dove la morte è considerata come un evento nefasto per cui piangere e soffrire, fossi nato e cresciuto dove la si considerasse come una liberazione dalla prigionia del corpo, come mi sentirei oggi? Non è tanto una questione personale, quanto una predisposizione che deriva dalla programmazione mentale collettiva, cominciata dall'infanzia; è soltanto un Modo Di Vedere Le Cose che non è necessariaMente quello giusto; e non è obbligatoriaMente il nostro.

Un giorno -ad esempio- mi sono reso conto di aver sempre vissuto su un fantomatico "pianeta" che non è mai esistito nella realtà dei fatti; e come previsto, sulla base di questa immensa Palla che ha rimpiazzato il palcoscenico terreno, ciò che ho conosciuto per averlo letto, o ascoltato, anziché osservato e compreso, è in genere l'opposto del vero.
Perché dovrebbe essere altrimenti riguardo la "morte"?
Della "morte" non sappiamo nulla, il che si può dire anche della "vita"; temere l'una o l'altra è un atteggiamento tipico nei confronti di tutto ciò che si ignora, è l'approccio dell'ignorante

I fatti sono quelli esposti da UberFacts; sono soltanto numeri:

Trad.: "Entro i prossimi 60 secondi,
approssimativamente 101 persone moriranno
e 261 bambini nasceranno."


Chi tra loro si può dire "fortunato"? 
E questa idea della "fortuna" non è qualcosa di assolutaMente personale?

Oggi è una data da segnare sul calendario, quella in cui ho conosciuta Giuditta (!):


Ottima chiusura di post

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