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sabato 23 febbraio 2019

Il dio bastonato

(Per bastonato qui si intende dotato di bastone, come vediamo più sotto -- anche se questo rimanda inevitabilMente alla figura del bastonatore)


Prima abbiamo visti alcuni esempi della deità più familiare per tutti noi, assieme al dio padre, quella della dea madre; oggi Mr. Jay Rod‎ condivide su Ancient Mysticism.:


e davanti a tanti esempi da diverse culture  ed epoche differenti, dovrebbe essere chiaro per tutti che il "mito" è sempre e soltanto quello, che il "dio" venerato da sempre e ovunque è l'essere allattato al seno da una donna, e non altro.
Così la vita imita l'arte, e viceversa, e così viviamo una perenne imitazione della vita, mentre i casi in cui la leggendaria verità viene riConosciuta nella realtà dei fatti sono sempre limitati alla intuizione indiviDuale. E' troppo ovvio per essere notato; è nascosto sotto i nostri occhi.
Lo "io" non esiste così come non esiste un "Dio", ma - lettere maiuscole a parte- sono la stessa cosa, ed è ciò che sembra più reale in assoluto per ogni-Uno; l'espressione di una energia paradossalMente espressa negli stessi termini dualistici, o binari, che compongono la realtà virtuale informatica, lo 1 che in numeri Romani è I, e lo zero, che è uno spazio vuoto, un cerchio, come la lettera O.
Possiamo credere che sia una coincidenza; ma come ho già concluso altrove, è più indicato il termine "combinazione", proprio come quella di una cassaforte.

...

LUN

Il gruppo Facebook Boredom Busters condivide questa image macro per combattere la noia... e per comprendere direttaMente le limitazioni del nostro sistema pensatorio:


"QUANTO E' INTELLIGENTE IL TUO PIEDE DESTRO?
PROVA QUESTO:
1) Mentre sei seduto davanti al computer, alza il piede destro e fai dei cerchi in senso orario
2) Ora, mentre lo stai facendo, disegna il numero 6 nell'aria con la tua mano destra. 
Il tuo piede cambierà direzione. E non c'è niente che tu possa fare."

Il mio esperimento conferma quanto scritto sopra; attendo il commento del lettore che vorrà smentire questa prova pratica della limitazione nel nostro sistema psicomotorio. Chi ha postata l'immagine su FB dice che al sesto tentativo è riuscito a farcela... Gli posso credere, ma non ho intenzione di impegnarmi tanto nell'esercizio =)=)=)

...

Mer

Durante la mia mezz'ora di TV questa sera Mr. "Waldemar Januszczak, storico dell'arte e firma autorevole di quotidiani britannici nonché volto notissimo della Bbc" (guidatv.quotidiano.net) nella puntata odierna della serie "I secoli bui, un' epoca di luce" ha proposto un notevole Gioco Di Parole utilizzando le Lettere Cristiane: è lo stesso che troviamo su Wikipedia. 
Il monogramma cristiano "Chi Ro" o Crismon posto fra la A e la Omega


Wikipedia - Pubblico dominio
https://it.wikipedia.org/wiki/Monogramma_di_Cristo


compongono la parola ἄρχω (árcho), che è la radice verbale ("io domino") da cui proviene il nostro arconte: "Dall'Antico Greco ἄρχων (árkhōn), usato come sostantivo del participio presente di ἄρχω (árkhō, “dominare”)." (https://en.wiktionary.org/wiki/archon - Trad. mia)

Come sempre, possiamo credere che si tratti di una coincidenza; perché le cose coincidono. Ma io preferisco ancora chiamarla combinazione; e con questa combinazione alfabetica il gioco è fatto, il dominio è assicurato a chi usa il famoso "Verbo" in termini tanto chiari e inoppugnabili.

Non ne avrei avuta notizia se non avessi vista la trasmissione di questa sera, e anche questa è una prova lampante del fatto che tutto permane nascosto sotto i nostri occhi; infatti il monogramma famoso proviene da Wikipedia, e non da qualche oscuro sito "complottista". E conosco -se non altro- l'alfabeto Greco.

Tra le altre informazioni interessanti sulla "eredità" cristiana del mito "pagano", nella puntata di oggi si sono mostrate le immagini di sculture proto-cristiane in cui il Cristo Giudeo compie i suoi miracoli di biblica memoria attraverso una verga -o bacchetta- magica, come vediamo anche dalla ricerca su Google Images:

Immagine: Above Top Secret




Immagine: The Times

"Gesù con una bacchetta in una delle prime 
raffigurazioni della resurrezione di Lazzaro"
(Trad. mia)


Etc., etc.

Perché, mi chiedo ora, un individuo battezzato e cresimato come cristiano, che ha subito l'indottrinamento religioso dalla nascita, deve scoprire che i primi accoliti della nascente chiesa vedevano il loro Cristo come un mago, solo quando ha superato il mezzo secolo d'età?
Come vediamo -il titolo The Times dovrebbe bastare- non si tratta di segreti; anzi, è qualcosa che ho visto in televisione e in prima serata, in una trasmissione della RAI. Si tratta di opere esposte al Gentile Pubblico Pagante. Eppure devo ammettere che, con quel senso di stupore tipico del contatto con la cosa sacra, mistica o finanche mistificata, l'idea di un Gesù Cristo armato di bacchetta magica è sovversiva, per l'ex-allievo del catechismo.
Perché la bacchetta -o verga- magica è legata alla fiaba più che alla leggenda, per il cittadino del XXI Secolo; certo, stiamo parlando di un personaggio del quale esistono -se esistono- ben poche evidenze storiche, la cui stessa esistenza è una questione di fede, ancor prima della sua presunta divinità, per noi può non essere più reale di Gilgamesh, di Krishna o di Sherlock Holmes, o di qualunque altro personaggio letterario, della cui esistenza conosciamo di fatto soltanto racconti, testi antichi e moderni. Parole. 
Che colui avesse una bacchetta magica (di cui non ricordo alcun riferimento letterario, nemmeno apocrifo) o meno, occorre innanzitutto credere che operasse tali magie da far resuscitare i morti; e che fosse lui stesso vivo, vivente in un certo periodo del passato non-vegetale.
Merita una nota l'oggetto simbolico, che è la verga, la bacchetta; il bastone. Che è il vincastro del vescovo, e lo scettro del re. Entrambi si usano per guidare i popoli, come greggi o mandrie. Io non ho mai assistito personalmente ad un prodigio magico operato con un bastone, ma so per certo che lo stesso strumento può avere effetti convincenti su chiunque, se utilizzato con un certo metodo.


Wikipedia - CC BY 2.5

"La stele del Codice di Hammurabi raffigura
il dio Shamash che impugna un bastone."
(Trad. mia)

Di Jeff Dahl - Opera propria, CC BY-SA 4.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3375065
"Rappresentazione di un faraone egizio con un lungo scettro"

CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1513899

"Vescovo cattolico con pastorale"

"Immagine di Zeus su un antico vaso Greco"

 

Immagine: Getty Images

Immagine:Alamy


Immagine: Comic Art Fans


Immagine: Pinterest





Immagine:Word on Fire


ETC., ETC., ETC.

Immagine: Trade Newswire

CAROTA O BASTONE?

Quanto si venga menati pel naso, oppure condotti sulla retta via, da tutti questi personaggi sedicenti o presunti magi(ci), tocca al singolo cercatore di scoprirlo; che vogliano portarlo all'ovile, o al macello, non è certo. Ma è certo che il pastore non alleva le sue bestie per carità.
 Per quanto mi riguarda, il Gesù Mago di oggi è una conferma solenne del fatto che vita è sinonimo di apocalisse. Cioè, di rivelazione; ma fa più impressione in Greco maccheronico. E' tutta una continua, interminabile scoperta di tutto; e dal momento che è sempre un ri-conoscere, è una continua ri-scoperta.
Nella nostra misteriosa logosfera neoLatina, è preferibile lo "scoprire" al rivelare, dal momento che ri-velare potrebbe anche essere il velare di nuovo.

La vita è una ri-scoperta di tutto che avviene giorno per giorno e notte per notte, tra ciò che si vive nel corpo e nella mente; la (ri)scoperta di tutto ciò che è manifesto inizia dalla nascita e prosegue con questo ritmo costante e inarrestabile fino all'unica vera rivelazione, che si ottiene soltanto poi.

....

Penso che il rinascimento -per quanto limitato- della visione geocentrica ci abbia insegnata una nozione ancora più fondaMentale di quella che ho sempre chiamata la Più Fondamentale Di Tutte, ed è che la "scienza moderna" ha poco da spartire colla vera conoscenza, che può essere solo quella esoterica. Su questa base è possibile rivedere tutto ciò che dicono inFormazione a partire dal Programma D'istruzione Globale, fino alle "news" che oggi su Facebook possono essere etichettate come "fake" e censurate dagli addetti preposti arbitrariaMente, così com'è successo per l'intera "Storia" cosiddetta.

(Un post che casca a fagiolo da Dhaval Rashmikant Rao:


Trad.: "HAI VIOLATI GLI STANDARDS DELLA COMUNITA'
E PER COMUNITA' INTENDO UNA RETE DI SOCIETA'
SEGRETE CHE OPERANO INSIEME PER MANTENERE
TUTTI SCHIAVI DEL SISTEMA."

Una volta riConosciuta la realtà geoCentrica di questo "mondo", dove nessuno sarebbe in grado di fare un passo ruotando alla media (teorica) di 1.000 km/hm, e dove miliardi di tonnellate d'acqua sarebbero incurvate in una sfera da una magica forza traente selettiva, che invece ci lascia camminare e saltellare liberaMente, ovvero, una volta riConosciuta l'enormità delle Grandi Palle Universali insegnate nelle università, intuitivaMente e naturalMente, per noi è lecito e quindi necessario dubitare di ogni altra nozione accettata dal Gentile Pubblico Pagante come "realtà", per quanto sia di natura squisitamente teorica.
Dubitare di tutto significa dubitare del Tutto, cioè della "realtà" stessa, per come ci è stata rappresentata con ogni mezzo da chiunque durante la nostra intera vita, e per come l'abbiamo (ri)conosciuta personalMente, durante il nostro percorso cognitivo interiore.
Significa interrogare sé stessi a proposito di quel "tutto" che crediamo di conoscere, e che giace nella nostra memoria così come il ricordo di qualunque sogno notturno.

Le mie + recenti note telefoniche vanno in questa direzione:
"Crediamo, oppure non crediamo, in quegli spiriti sacri, o divini, che sono la nostra condizione normale fuori dalle nostre prigioni corporee."

Io ritengo che tutti noi, in vario grado, abbiamo una qualche coscienza di questa realtà metafisica, che si può ottenere direttaMente riConoscendo l'illusoria distinzione che si fa tra le condizioni della nostra coscienza chiamate "sogno" e "veglia".
In questo paragone giace il grande segreto di questa "vita";
ho cercato di riassumere questo concetto qualche tempo fa, scrivendo in un file di testo:

"COSE che non esistono
Le persone e i loro Nomi, alimentari, animali, armi, abiti, abitazioni... tutto ciò che rende realistica una situazione, dallo scenario agli oggetti di scena; tutte le cose viste nei sogni, in certe visioni assolutaMente reali, basta ricordarle per comprendere come le cose di questo mondo siano la stessa cosa, per quanto diverse in apparenza. Perché non sono altro che apparenza.
Una notte vendevo cianfrusaglie in un parcheggio; quello era il mio lavoro, la mia occupazione regolare, eppure non saprei nemmeno dire cosa fosse la merce che vendevo, e che portavo in giro in un sacchetto di plastica. Non sapevo cosa fosse già al risveglio, ma mi chiedo se anche nel "sogno" sapessi che roba era; erano oggetti di qualche sorta, ricordo della plastica trasparente e colorata; non era bigiotteria, ma era quel genere di merce, roba di poco valore. Erano soltanto COSE.
Forse in effetti erano oggetti che non avrebbero un senso, un impiego o uno scopo, durante lo stato di veglia; cose talmente 'diverse' da quelle che conosco da essere del tutto incomprensibili adesso; ma erano oggetti reali, materiali, che si potevano tenere in un sacchetto; erano COSE né più né meno come quelle che conosco da sveglio, tanto che le potevo vendere, e la gente, gli "altri", le compravano.
Per qualche motivo."

Ho intitolato il testo "COSE che non esistono", mentre in quel sogno rappresentavano la mia vita intera, dal momento che venderle (ai parcheggiatori) era il mio lavoro. Quelle cose indescrivibili non esistevano almeno quanto io non esistevo, ma questo è ciò che scrivo in una condizione totalMente diversa della mia coscienza, quella che "io" sono abituato a considerare la "realtà", pur (ri)conoscendo la relativa irrealtà della mia condizione Qui e Ora.
Ricordo quei momenti come quelli di una brutta vita passata, dove l'alternativa alla fame era un parcheggio pieno di auto rumorose e puzzolenti - come sono in genere tutte le automobili. 
Lo ricordo come se fosse ieri, e come se fosse stato un giorno della mia vita, anziché una notte.
(Perché era giorno, e faceva caldo, anche se era soltanto "un sogno").

Ho sentito dire qualche tempo fa (ma non all'epoca) che nell'Impero Romano la vita quotidiana era vissuta -da chi poteva permetterselo- con un grande senso teatrale dell'essere, in cui le ville sfarzose erano riccamente affrescate e arredate come scenari, e le persone -o personaggi- con i loro favolosi costumi di stile Classico (che sono ancora un modello insuperato di abbigliamento) apparivano al convivio in pompa magna, rappresentando il loro status con una consapevolezza -o coscienza- del proprio ruolo sociale che nel tempo è stata annichilita dalla profonda fede moderna del materialesimo. 
 E' ovvio che non può essere sempre stato così, e che la nozione fondaMentale e fondamentalMente Esoterica espressa nei concetti Induisti ben noti al mio lettore fosse diffusa presso gli attori della nobiltà Romana -attraverso l'età Classica e Greco-Romana- così come lo era fra i militari, con una disparità comparabile a quella attuale tra i semplici burattini a comporre le file degli eserciti e i loro capi come braccia armate dei governanti. 
Sto scrivendo di un passato non-vegetale che di fatto è soltanto una possibilità; conoscendo le fondamenta di questo mondo non posso che ribadire ancora una volta la mia convinzione riguardo l'esistenza di un Impero Del Falso al quale sono sottomessi miliardi di individui perlopiù inconsapevoli, a partire dalla questione cosmoLogica fino alle chemtrails. Ma che sia soltanto una invenzione degli storici dell'arte, o una realtà semi-sepolta nella polvere dei tempi -quando non è stata rispolverata- questo ideale della vita come rappresentazione è ancora e sempre l'unico valido per chi riConosca la propria realtà personale, che è appunto quella di una persona.

La scienza oniroLogica è indispensabile per comprendere il tipo di "realtà" che è l'oggetto di studio di ogni altra scienza; a qualche "sognatore lucido" può capitare di vedere il proprio corpo disteso sul letto che dorme, e la stessa cosa può capitare a chi ha una "NDE" o esperienza prossima alla morte, questa è la dimostrazione che tutto ciò che si può riConoscere di questo mondo è sul medesimo piano, ciò che è Qui e Ora, e tutto il resto -tutto ciò che non è Qui né Ora- è un "mondo ideale". E' quell' "Increato" di cui si legge soltanto nella letteratura religiosa, ma non è una invenzione dei preti, o dei filosofi; l'"Increato" non è più o meno reale di ciò che dicono "il Creato". Ma a differenza di tutto questo è eterno, e immortale, come il nostro "spirito"; perché alla fine è la stessa cosa.

Il creato è il creatore, e la creatura; l'increato porta inevitabilMente alla creazione di qualcosa, e quindi ogni cosa.

Di nuovo, capita a proposito un post su Facebook, dell'amico Dhaval Rashmikant Rao che riassume la situazione in poche righe:


Trad.: "Il sogno collettivo è l'ipnosi del condizionamento sociale. Solo i saggi, gli psicotici e i geni riescono a liberarsene." Deepak Chopra
Scopro ora il personaggio autore di queste parole, e da WikiQuote incollo la seguente citazione:

"
  • L'anima è l'osservatore che interpreta e compie le sue scelte basandosi sul karma; è anche la confluenza dei rapporti interpersonali, dalla quale emergono il contesto e il significato. Da questo flusso di contesto e significato ha origine l'esperienza. Di conseguenza, noi creiamo la nostra vita attraverso l'anima. (p.60)
"

(https://it.wikiquote.org/wiki/Deepak_Chopra)

...

Voglio condividere con il mio lettore anche questa immagine dal gruppo FB All Terrain, di Mr. Kevin Richardson, soprannominato "Lion Whisperer":


ecco una cosa che vorrei provare a fare...

Ma nei paraggi i felidi sono tutti di mole inferiore; mi accontento della Cara Milla, e degli altri 4 gatti concittadini aMici che conosco


o riConosco come tali

...

Un'altra image macro con citazione da Dhaval, e anche questa merita un post-icino:


Trad.: "La mia propria mente è la mia chiesa...
Tutte le istituzioni religiose sono invenzioni umane,
progettate per terrorizzare e schiavizzare l'umanità,
e monopolizzare potere e profitto." - Thomas Paine
9 Feb. 1737 - 8 Giugno 1809"

...


Prima vera giornata di primavera... anticipata. 34 gradi al sole, va decisaMente meglio...
Oggi ho incontrati gli aMici e i prigionieri come Le Pasteur De La Brie con la sua nuova acconciatura:


questo stravagante ma affettuoso coinquilino della Micia


la Micia


la Cara Milla


e soprattutto oggi ho ricevuto il primo bacio da una Vanessa Atalanta al parco cittadino


tutto il resto è relativo.

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Conosco questa città come il palmo della mia mano. E questa città è piena di Palme; da quando l'ho notato ne ho fotografate a decine:















Questa città è talmente affollata di Palme che in questo punto il passante è costretto ad inchinarsi al loro cospetto, per poter proseguire il suo cammino:




La Palma è un albero di biblica statura; qui si legge del Tempio di Salomone:
"17Dall'ingresso, dentro e fuori del tempio e su tutte le pareti interne ed esterne erano dipinti 18cherubini e palme. Fra cherubino e cherubino c'era una palma; ogni cherubino aveva due aspetti: 19aspetto d'uomo verso una palma e aspetto di leone verso l'altra palma, effigiati intorno a tutto il tempio. 20"

(Ezechiele 41 - http://www.bibbiaedu.it)

Ma le sue origini di albero sacro si perdono nella notte dei tempi. Wiki docet:

"Nella religione Assira, la palma è uno degli alberi identificati come l'Albero Sacro[2] che connette il cielo, rappresentato dalla corona dell'albero, e la terra, la base del tronco. Rilievi del IX Sec. a.C. mostrano degi genii alati che tengono fronde di palme alla presenza dell'Albero Sacro.[3] Esso è associato alla dea Ishtar e si trova suila Porta di Ishtar.

By Einsamer Schütze - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16320076

"Palme stilizzate sulla Porta di Ishtar, Babilonia (575 a.C. ca.)"

Nell'antica Mesopotamia, la palma da dattero potrebbe avere rappresentata la fertilità degli umani. La dea Mesopotamica Inanna, che aveva una parte nel rituale sacro del matrimonio, si credeva donare l'abbondanza dei datteri.[4] I tronchi di palma rappresentavano la longevità per gli Antichi Egizi, e il dio Huh era spesso mostrato mentre impugnava uno stelo di palma con una o entrambe le mani. La palma era portata in processione durante i funerali Egizi per rappresentare la vita eterna.[5] Nel Regno di Nri (Igbo) si usava lo omu, una tenera fronda di palma, per sacralizzare e legare.[6] Alcuni sostengono che la palma nel poema Partico Drakht-e Asurig funga da riferimento alla fede Babilonese.[7]

By Hjaltland Collection - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31748861
"Palme sulla impressione di un sigillo Achemenide, V Secolo a.C. 
La iconografia della palma era utilizzata comunemente dagli antichi Babilonesi."

La palma era il simbolo della Fenicia e appariva sulle monete Puniche. Nell'antica Grecia, la parola per palma, phoinix, si riteneva correlata all'etonimo.
Nella Grecia Arcaica, l'albero di palma era un segno sacro ad Apollo, che era nato sotto una palma sull'isola di Delos.[8] La palma divenne quindi un' icona della Lega di Delo. A memoria dell'alleanza, Cimone di Atene eresse una  statua di bronzo di un albero di palma a Delfi come parte di una monumento di vittoria che commemorava la Battaglia dell'Eurimedonte (469/466 BC).[9] Oltre a rappresentare la Lega vittoriosa, palma (phoinix) di bronzo era uno scherzo visuale sulla sconfitta della flotta Fenicia.[10] Dal 400 a.C. in poi, un ramo di palma fu assegnato al vincitore delle gare di atletica, e l'usanza fu portata a Roma attorno al 293 a.C.[11]La palma divenne così strettamente associata alla vittoria nella cultura dell'antica Roma che la parola Latina palma poteva essere usata come metonimo di "vittoria" ed era segno di ogni tipo di vittoria.[12] Un avvocato che vinceva la sua causa nel foro avrebbe decorata la sua porta d'entrata con foglie di palma.[13] Il ramo o l'albero di palma divenne un attributo regolare della dea Vittoria, e quando Giulio Cesare si assicurò la propria ascesa al potere assoluto con la vittoria di Farsalo, si diceva che un albero di palma era spuntato miracolosamente al Tempio di Nike, la controparte Greca della Vittoria, a Tralles, più tardi nota come Caesarea, nell'Asia Minore.[14] La toga palmata era una toga ornata con un motivo di palme, ed era indossata per celebrare un trionfo militare solo da chi aveva già avuto un trionfo in precedenza. [...]
Monete coniate sotto Costantino I, il primo imperatore Cristiano, e sotto i suoi successori continuarono a raffigurare la iconografia tradizionale della Vittoria, ma spesso combinata con il simbolismo Cristiano  come i cristogrammi. Il senatore Romano Symmachus, che cerco di conservare le tradizioni religiose di Roma sotto il dominio Cristiano, è rappresentato su un dittico d'avorio mentre impugna un ramo di palma in un allegorico trionfo sulla morte."

Il simbolo vivente della Vittoria cresce ovunque nella mia cittadina; e non me ne sono accorto fino a ieri.

Leggiamo inoltre che 
"Durante l'Impero Romano, la palma da dattero rappresentava la Giudea e la sua fecondità tanto per i Romani quanto per i Giudei. Le fonti Romane elogiano il dattero come raccolto della provincia. La palma da dattero era una immagine frequente in Giudea sulle monete Imperiale, particolarmente sulla serie Iudaea Capta, quando il tipico trofeo militare fu sostituito dalla palma. La palma appare anche su una moneta Asmonea e sul conio emesso nel 38–39 A.D. da Erode Antipa. Ornamenti di palma si trovano anche sugli ossari Giudei.[17]
"

e sul mito Cristiano:

"Nella Cristianità  contemporanea, i rami di palma portati durante la Domenica delle Palme hanno origine nella entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme. I primi Cristiani utilizzavano il ramo di palma per simbolizzare la vittoria del fedele sui nemici dell'anima, come nella festa della Domenica delle Palme che celebra l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme. Nell' arte Cristiana occidentale, i martiri erano spesso raffigurati recanti una fronda di palma come attributo, a rappresentare la vittoria dello spirito sulla carne ed era largamente diffusa la credenza che una immagine della palma su una tomba significasse che vi era sepolto un martire.[19]Origene chiama la palma (In Giovanni, XXXI) simbolo della vittoria nella guerra condotta dallo spirito contro la carne. In questo senso era particolarmente applicabile ai martiri, i vincitori par excellence sul nemico spirituale dell'umanità; da cui la frequente ricorrenza negli Atti dei martiri di espressioni come "egli ha ricevuta la palma del martirio." Il 10 Aprile 1688 fu deciso dalla Congregazione dei Riti che la palma raffigurata  su una catacomba si doveva considerare la prova che un martire vi fosse stato interrato. In seguito, tale opinione fu riconosciuta da Mabillon, Muratori, Benedetto XIV e altri come insostenibile; una ulteriore investigazione dimostrò che  la palma era rappresentata non solo sulle tombe dell'era post-persecuzione, ma anche sulle tombe di quanti non praticavano la Cristianità.
Il significato generale della palma sui primi monumenti Cristiani è leggermente modificata secondo la sua associazione con altri simboli (ad es. con il monograma di Cristo, lo Ichthus (Pesce), o il Buon Pastore). In alcuni monumenti successivi la palma era rappresentata soltanto come ornamento a separare due scene. Le palme rappresentavano anche i cieli, evidenziato nell'arte antica dove si raffigurava spesso Gesù in cielo tra le palme.Nel Medioevo, i pellegrini verso la Terra Santa portavano palme da depositare nelle loro chiese natali.[20]   I Crociati  ne portavano una immagine sugli abiti, come si vede oggi nell' Ordine Cattolico del Santo Sepolcro, il quale ancora elargisce una decorazione detta Palma di Gerusalemme."
(https://en.wikipedia.org/wiki/Palm_branch - Trad. mia)


La mia ultima nota telefonica riguarda la condizione terrena --tanto per cambiare:
"Quella che chiamiamo vita è lo stato di morte di uno spirito interrato o atterrato."
Quando si dice che uno ha il morale a terra... si può dire che è sgonfio, come una gomma? 
Essere a terra è una brutta situazione a cui siamo tutti sottomessi, soprattutto se diciamo "a Terra".
Come ho intuito qualche tempo fa siamo atterrati qui per qualche motivo, che lo (ri)conosciamo o meno... e qui infine saremo interrati, e in genere la cosa va avanti così per sempre. Ma a ben vedere, il concetto dell'"interramento" è valido per chiunque si trovi in un corpo che secondo il mito è fatto di terra, e per la tradizione è composto degli Elementi che comprendono la Terra. 
E' un mondo di polvere, e chiunque sia pratico di pulizie casalinghe lo può confermare.

...


Intanto su Facebook Wally Tedrick scrive:

"Come se mangiare un cadavere putrescente non fosse abbastanza!..." (Trad. mia)

e allega la image macro:

\

Trad.: "Rapporto FDA (Food and Drugs Administration) sulla carne al dettaglio
Contaminazione fecale:
Petti di pollo: 98.0%
Tacchino macinato: 94.3%
Manzo macinato: 93.4%
Costine di maiale: 86.9%"

Quindi in realtà non sono mai eccessivo nella mia "opinione personale" su chi -malgrado tutto- ritiene che mangiare dei cadaveri sia un atto conveniente; in realtà dire che "mangiano m***a" è pur sempre una sorta di eufemismo, visto che di fatto mangiano dei pezzi di cadaveri ma, come dice Mr. Tedrick, se già quello non bastasse... Non c'è fine all'orrore della normalità.

...

Dal gruppo FBArcheologia Misteriosa ed Archeologia Proibita il link a questo articolo su complottisti.info, che malgrado il nome poco raccomandabile cita "ick Briggs studioso di Intelligenza Artificiale del Roacs NASA Ames Research Center di Moffet Field, in California", del cui articolo si legge

"Nell’antica India l’intenzione di individuare la Verità divenne così consumante che, in questo processo, scoprirono forse lo strumento più perfetto per soddisfare tale ricerca che il mondo abbia mai conosciuto, la lingua sanscrita… Oltre a opere di valore letterario, esisteva una lunga tradizione filosofica e grammaticale che ha continuato a esistere con immutato vigore fino al secolo attuale. Tra le realizzazioni di questi grammatici si può ritenere che abbiano scoperto una lingua, il Sanscrito, che è identico non solo nella sostanza ma nella sua forma con il lavoro corrente sull’intelligenza artificiale. Questo articolo dimostra che un linguaggio naturale può anche servire come lingua artificiale e molti studi sull’intelligenza artificiali non sono altro che un inconsapevole riappropriarsi di studi molto più antichi”.

(SIC) 
Più avanti si legge:
"
La scoperta di un collegamento tra il sanscrito e l’Intelligenza Artificiale è di importanza monumentale.
Una lingua antica almeno 6.000 anni sembra essere a tutti gli effetti un idioma così perfetto da consentire di interfacciarsi con i moderni sistemi informatici.
Tale particolarità potrebbe sembrare del tutto casuale ma nella realtà dei fatti si dimostra come la più alta rappresentazione di quel concetto di perfezione che costituì l’animus del pensiero indiano.
L’unicità che la lingua sanscrita possiede rispetto a tutte le altre conosciute sembra esprimersi anche nell’etimologia stessa della parola, sams-kr-ta, che significa ‘perfezione’. 
È del tutto naturale chiedersi chi avesse ‘creato’ questa lingua e quali livelli di ‘perfezione’ avessero raggiunto i suoi ideatori per poterla rendere così unica e compiuta, peculiare e incomparabile rispetto a qualsiasi altra."
(http://www.complottisti.info/civilta-perduta-il-sanscrito-la-lingua-perfetta-che-assomiglia-a-un-linguaggio-macchina/)

Questa si può considerare la conferma "scientifica" della natura virtuale di questa manifestazione, o "mondo" i cui abitanti si "riappropriano" di ciò che è loro da principio, virtualMente; è un mondo che secondo gli antichi Greci era il κόσμος (kósmos), termine che si traduce letteralmente in "ordine"; il lettore francofono può trarre un altro indizio basilare dalla parola francese per "computer" che è appunto ordinateur. Tutto di questo "mondo", a partire dalla struttura frattale delle forme in "natura" diMostra un'origine logica, e ancora devo rifarmi al vocabolario Gallico per altro un indizio valido:

"logiciel
  • s.m. (inform.)
  • programma m., software m. inv."
  • " 
(http://dizionari.corriere.it/dizionario_francese/Francese/L/logiciel.shtml)

Della "logica" si compone il Mondo Di Parole che è il nostro mondo Qui e Ora; logica è la capacità di intendere dell'uomo civilizzato, che conosce il significato di questi segni grafici disposti in sequenza su righe ordinate, gli stessi simboli che per un animale, o un analfabeta (come siamo stati tutti) non hanno proprio alcun senso. A ben vedere, il Programma D'istruzione Globale programma un cervello-non-elettronico così come fa il tecnico informatico; una volta installato il sistema operativo che è l'alfabeto può programmare qualunque cosa, e come sappiamo bene ciò che viene inserito all'inizio funge da base per qualunque tipo di programmazione seguente.

Questa "logica" che è il pensiero conFormato sul concetto del Logos, è una forma di follia particolare, che colpisce collettivaMente i popoli, e da cui sono affetti tutti gli utenti alfabetici -alfabetizzati- del mondo; siamo tutti stati contagiati, parafrasando William Burroughs, per il quale "il linguaggio è un virus"; è inevitabile il parallelo con il gergo informatico. 
La nostra programmazione linguistica dà forma ad un mondo (attraverso la mente indiviDuale), che nel nostro caso è manifesto nella terra d'Italia, con la sua misteriosa logosfera neoLatina.
Noi "siamo" l'Italia, che se non fosse abitata da tanta gente con delle memorie collettive o "storiche" non sarebbe altro che uno strano pezzo di terra a forma di stivale, sulle rive del Mediterraneo.
Con il tacco alto, per inciso.

Noi possiamo soltanto chiederci: ora che conosciamo la possibilità del "codice sanscrito" di "interfacciarsi" con i moderni sistemi che utilizzano un "codice macchina", dobbiamo considerare questo indizio come la prova definitiva dell'origine artificiale di questo mondo, che è ovviaMente un mondo-di-parole? Questa è soltanto l'ipotesi "complottistica" ma basata sui fatti -che sono le parole- di un singolo studioso, che meritava senz'altro un post-icino qui.

Il "riappropriarsi" di Briggs è quello che io chiamo il riConoscere, cioè ri-prendere consapevolezza di tutto a partire dal proprio stato di incoscienza controllata in cui "viviamo la vita". 
Il "risvegliarsi" dell'uomo illuminato è quando si ha consapevolezza del proprio stato di semi-incoscienza, simile più ad uno stato ipnagogico -o ipnopompico- che non ad un sonno/sogno vero e proprio; perché la materia, la carne e in particolar modo gli occhi, ci ingannano su tutto, sempre.
Risvegliarsi significa per me comprendere che si sta dormendo, e sognando questa "vita", e che il nostro risveglio avverrà in un luogo e in un tempo che non sono Qui, nè Ora.


Anche questo è il tipo di mondo in cui viviamo:




Per la storia completa dei castelli a schiera abbandonati:
https://www.dezeen.com/2019/01/18/drone-abandoned-turkish-chateau-burj-al-babas/

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Dom

Questa città è un palmeto, e anche oggi ho immortalati diversi esemplari sparsi in ogni dove:











Oggi ho notato che ne è stata appesa una anche sulla parete di un negozio in centro:


il che dovrebbe suggerire l'idea di una località esotica, ma nel contesto urbano è piuttosto banale...
E' bello scoprire di vivere in un palmeto, specialmente sapendo quanto scritto sopra, sul significato "simbolico" della Palma; purtroppo le condizioni atmosferiche non sono quelle più tipiche in cui si pone questa specie vegetale, ma dopo tutto se sopravvivono loro posso farlo anch'io...
Riguardo l'antico motivo medio-orientale con i cherubim e le Palme alternati, direi che ben si addice allo scenario di Los Angeles, famosa per le sue Palme giganti, mentre nel contesto locale mi chiedo quanti di questi esseri mitoLogici dovrebbero abitare la mia città, se la loro figurazione simbolica corrispondesse alla realtà bioLogica... E quale sia il mio ruolo in questo motivo simbolico, per quanto quello di cantore moderno, o blogger, sia ormai ben definito nel corso degli anni.

Oggi è una giornata speciale perché l'adorato Scricchiolo, il gatto che scricchiola, ha miagolato. 
Per cui non dovrei più chiamarlo "Scricchiolo", anche se "Miagolo" è piuttosto scontato...
Eccolo mentre si ricopre accuratamente di detriti e polvere della strada, per poi vantarsi:



Non che io condivida minimaMente la superstizione che riguarda i gatti neri, ma sono ben consapevole del fatto che i gatti neri sono in qualche modo diversi da tutti gli altri gatti di qualunque colore, anche a livello anatomico; tutti loro hanno il naso più largo e piatto rispetto agli altri, e per quanto ne so anche una coda più lunga e più robusta degli altri.


Non condivido nulla delle sciocche dicerie degli umani, ma posso capire il motivo per cui essi sono considerati differenti dagli altri gatti; è perché lo sono.
Per la cronaca, oggi "Scricchiolo" è sbucato dal cancello dal quale sbucava solitamente la mia Grande aMicizia -lo sfondo di questo blog- chiamata "Bebel", ovvero dal giardino del suo vicino di casa; il fatto che poi abbia anche miagolato da lontano, come faceva sempre lei, è sintomatico di uno scambio di ruoli tra i miei spiritelli aMici concittadini.
Sipario -- Eccolo che arriva...


2 commenti:

  1. "Giudici 6,19
    Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un'efa di farina preparò focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì.

    6,20
    L'angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e versavi il brodo». Egli fece così.

    6,21
    Allora l'angelo del Signore stese l'estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l'angelo del Signore scomparve dai suoi occhi."


    En passant: non è strano quell'oggetto in alto sullo sfondo tra la colonna e il tipo con le mani protese?

    https://www.thetimes.co.uk/imageserver/image/methode%2Ftimes%2Fprod%2Fweb%2Fbin%2F04457840-24e6-11e7-bc20-132b509ff5ce.jpg?crop=1500%2C844%2C0%2C78&resize=1200


    Perché, mi chiedo ora, un individuo battezzato e cresimato come cristiano, che ha subito l'indottrinamento religioso dalla nascita, deve scoprire che i primi accoliti della nascente chiesa vedevano il loro Cristo come un mago, solo quando ha superato il mezzo secolo d'età?

    Siamo (almeno) in due...

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    1. Caro WR, sarò ben lieto di incollare la tua citazione nel prossimo post, molto interessante...
      Concordo con te sulla stranezza dell'oggetto in questione, a proposito di "cose" incomprensibili.
      Grazie per il commento, a presto =)

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