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domenica 11 marzo 2018

Sorpresa Cinese

"Il termine sanscrito saṃsāra (devanāgarī संसार, "scorrere insieme") indica, nelle religioni dell'India quali il Brahmanesimo, il Buddhismo, il Giainismo e l'Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota." 
(https://it.wikipedia.org/wiki/Sa%E1%B9%83s%C4%81ra)

Come ho scritto nello scorso blog, anche nel mondo Induista abbonda il simbolo supremo dello Swastika, "traducibile letteralmente come "è il bene" o "ben-essere"."
(
https://it.wikipedia.org/wiki/Svastica#Etimologia)
rappresentazione del principio del movimento cosmico, e quindi simbolo solare per eccellenza, ma il saṃsāra raffigurato in alcuni dipinti non si trova in forma simbolica nella dottrina Induista o Indiana in generale, per quanto esso sia contemplato anche ne "l Brahmanesimo, il Buddhismo, il Giainismo" (Id.)

Lo Swastika simboleggia il movimento vitale come soltanto un simbolo può fare, ma esiste una raffigurazione simile allo Swastika e alla ruota nella cultura Slava, di cui leggiamo su Wikipedia English:

"Secondo il pittore Stanisław Jakubowski il "piccolo sole" (pol. słoneczko) è un antico simbolo pagano Slavo del Sole. Fu inciso su monumenti lignei costruiti accanto ai luoghi di eterno riposo degli Slavi caduti a rappresentare la vita eterna. Il simbolo fu visto per la prima volta in una collezione di Antichi simboli Slavi e caratteristiche architettoniche e compilato dal pittore Polacco Stanisław Jakubowski, il quale lo nominò Prasłowiańskie motywy architektoniczne (Polacco: Motivi Architettonici Slavi primitivi). La sua opera fu edita nel 1923 (...). Il simbolo si ritrova anche nei ricami e nell'arte vascolare della maggioranza dei paesi Slavi. 
In Russia prima della I Guerra Mondiale lo swastika era il simbolo preferito della Imperatrice Russa Alexandra Feodorovna. Ello lo poneva ovunque per avere felicità, arrivando a disegnarlo a matita sulle mura e le finestre della Ipatiev House - luogo di esecuzione della famiglia reale, e (...) sulla tappezzeria sopra il letto, dove ovviamente dormiva l' erede. [91] Fu stampato su alcune banconote del Governo Provvisorio Russo (1917) e su alcuni sovznaks (1918-1922).[92]  Nel 1919 fu ammesso come insegna delle formazioni Calmucche,[93] e per un breve periodo ebbe una certa popolarità presso artisti, politici e gruppi dell'esercito..[94] Fu anche presentato su icone, vesti e abiti clericali[95] ma nella Seconda Guerra Mondiale fu rimosso, essendo divenuto per associazione un simbolo dell'occupazione Tedesca.[96] 
Nella moderna Russia alcuni neo-Nazisti[97][98] e neopagani sostengono che il nome Russo dello swastika sia Kołowrót (Russo: Коловрат, letteralmente "ruota che gira"), ma non esistono fonti etnografiche che lo confermino.[96][99] Nel vernacolo tradizionale lo swastika era chiamato in modi differenti; ad es. "brezza"  – da che nella Cristianità lo swastika rappresenta un movimento spirituale, la discesa dello Spirito Santo, e quindi il "vento" e lo "spirito"– una parola con un [solo] significato.[96] Oppure "oche", "ognevtsi" (dialett. "fiammelle"), "lepri" (gli asciugamani con uno swastika erano detti con le "lepri"), "cavallini", a causa della curvatura della croce.[95][96]
"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Swastika#Europe - Trad. mia)

Molto ovviaMente il simbolo detto Kołowrót dai Polacchi non è uno Swastika vero e proprio, ma è piuttosto una sovrapposizione ideale di due croci ansate, che rende appunto la figura di una ruota a 8 raggi, completando il senso del moto rappresentato in maniera più essenziale dallo Swastika:


"Kołowrót (Polacco: słoneczko "piccolo sole")"

(Trad. mia)
E per quanto ridondante sarà bene notare qui che il concetto geo(o meglio- elio)metrico del "raggio", una linea retta che ha un inizio ideale al centro del cerchio (parte singolare della radiazione solare da non confondersi con teorico raggio solare della "scienza" AstroNoMica) è il medesimo per il Sole e per la ruota così come per ogni figura circolare:
"Secondo la definizione classica della geometria, il raggio di un cerchio o di una sfera è un segmento di retta avente un estremo sulla circonferenza o superficie sferica e l'altro estremo nel centro della figura. Per estensione si definisce raggio di un cerchio o di una sfera anche la lunghezza di un tale segmento"
(https://it.wikipedia.org/wiki/Raggio_(geometria))

e dunque nel nostro mondo-di-parole lo stesso "raggio" sinonimo di radiazione, o irraggiamento  energetico del flusso Solare che mantiene "Ogni forma di vita sulla Terra" (Wiki) scaturisce dal Centro Ideale del Sole, o disco solare; queste "linee rette" sono composte di particelle fotoniche che compiono un movimento a spirale, ma questa è una nozione riservata agli scienziati pazzi e/o ai visionari (in senso letterale, come nel caso del blogger); mentre secondo la visione canonica, accessibile a chiunque, la realtà fisica (apparente, o evidente) di questo mondo ha un principio affatto matematico nello Uno (centro) che dà luogo alle infinite forme differenziate della sfera materica attraverso le modificazioni innumeri dei frattali  ("divisi" o "separati" -- "Dal latino fractus part. pass. di frangere «spezzare» "-- Wikizionario) e -a mio parere- dalla torsione, "uno degli sforzi elementari cui può essere soggetto un corpo". Questa ipotesi rimanda direttamente alla probabile etimologia dello "angelo" come "curvo" (drammaticaMente opposto al concetto dell' "angolo") di cui abbiamo letto prima. Ma questo è un altro discorso.

La mia sorpresa quotidiana proviene sempre da Wikipedia English, dove leggo:

"Caratteri scritti

Lo sauwastika fu adottato come carattere standard in Sanscrito. "卍" (pinyin: wàn) e come tale entrò in vari altri linguaggi Asiatici Orientali, compreso quello scritto Cinese. In Giapponese il simbolo è chiamato "卍" (Hepburn: manji) oppure "卍字" (manji)." 
(https://en.wikipedia.org/wiki/Swastika#Asia_2 - Trad. mia)

Pertanto il simbolo è tutt'ora parte di alcuni '"alfabeti" Asiatici, e sul suo significato leggiamo su Wiktionary:

"Sostantivo

卍 (hiragana まんじ, rōmaji manji)
  1. swastika, specialmente uno swastika antiorario [3]
  2. (cartografia) indica un tempio sulle mappe"

(https://en.wiktionary.org/wiki/卍#Translingual - Trad. mia)

Questo ideogramma primordiale appare nel "sistema di scrittura usato in Giappone che utilizza le lettere dell'alfabeto latino per la romanizzazione della lingua giapponese e dei suoi altri tre sistemi di scrittura: lo hiragana, il katakana e quello logografico basato sui caratteri kanji" chiamato appunto  rōmaji. Come ho da poco scoperto i "kanji (漢字 kanji?, "caratteri han", cioè "caratteri cinesi" o sinogrammi) sono i caratteri di origine cinese usati nella scrittura giapponese in congiunzione con i sillabari hiragana e katakana." (https://it.wikipedia.org/wiki/Kanji); ma se il

"Sostantivo

まんじ (rōmaji manji)"

significa semplicemente ciò che è, ovvero:

"卍, 卍字, 万字: swastika"

qual'è il significato di questo carattere nipponico romanizzato?

Lo troviamo ancora su Wiktionary, dove in apertura alla voce manji leggiamo:

"Vedi anche: Manji e mânji"

e infine cliccando su quest'ultimo link si rivela l'arcano:

"Nome proprio

Manji
  1. nome del Sud della Cina di Marco Polo, come opposto di Cathay"

(https://en.wiktionary.org/wiki/m%C3%A2nji - Trad. mia)

La mia deduzione, alla luce dei fatti qui esposti, e conoscendo la (d)evoluzione del principio dualistico che ricorre in tutti i sistemi religiosi moderni ("da Est a Ovest, tutta in discesa" - cit. mia, nei termini geo-grafici eliocentrici a cui ero limitato allora, e che sono tutt'ora universalMente accettati) è che questo simbolo in termini storici indica il Centro Vitale di questo mondo-di-parole, la matrice originaria delle lingue moderne, o motrice rappresentata dallo Swastika come simbolo del movimento.

Va notato che il termine ro-man-izzato contiene la parola "MAN", che in Inglese sta per uomo, e lo stesso del resto si può dire di "romano"... Non di meno, se la

"Definizione"


in Cinese è:
"卐
  1. swastika"

Wiktionary ci consiglia:

"Vedi anche

"

e se andiamo a vedere anche questo leggiamo:

"Pronuncia


un fonema pari al termine inglese one, cioè "uno", a sua volta molto prossimo a "man" nella pronuncia. Vediamo infatti che wàn è:

"
  1. Trascrizione Pinyin di 卍
  2. Trascrizione Pinyin di 卐
"
(https://en.wiktionary.org/wiki/w%C3%A0n)

ma se lo sentiamo pronunciare:



(https://en.wiktionary.org/wiki/w%C3%A0n)

è praticamente indistinguibile dall'Inglese (Americano) One:



(https://en.wiktionary.org/wiki/one)

Chi crede che queste siano mere "combinazioni" nel senso di "coincidenze casuali" sottovaluta il fatto che solo attraverso una combinazione alfanumerica siamo in grado di comprendere ogni cosa di questo mondo, dove ad ogni cosa corrisponde una parola composta dalle lettere di un codice fisso e numerato, o "alfabeto", e che quella parola è la vera essenza della cosa per come è de-scritta, de-scrivibile e quindi comprensibile per la nostra mente. Esiste un termine per deFinire ogni singola cosa, e tutti i termini definiscono tutte le cose conosciute. Tutti noi compresi.

Cercherò ora di tradurre dalla enigmatica traduzione di Google Chrome in Inglese, la pagina di Wikipedia Japan dedicata allo Swastika in cerca di altri indizi degni di essere evidenziati qui:

"La parola in Sanscrito è Svastika (Devanagari: स्वस्तिक , Swastika, Suvastika). In Inglese  e in Francese è svastika (...). Nel Giapponese moderno "Manji" i caratteri  Cinesi Kun [Kun'yomi, ndt] per "swastika" sono derivati dal Cinese "卐" o "un milione di caratteri".
Esiste uno swastika sinistrorso e uno destrorso, e nel Giappone moderno è spesso utilizzata una spada sinistra. (?SIC -- "left sword", Ndt] In kanji , 卐 è una variante di swastika. 
Un tempo utilizzato come simbolo di buon auspicio indifferentemente nell'Est e nell'Ovest degli Occidentali ["West of the Western", ndt]. Nelle arti in Giappone, in Cina, etc. lo swastika si trova spesso come motivo ripetuto. In Giappone, è utilizzato anche come simbolo topografico per indicare un tempio, ed è incorporato nel disegno dei cimieri di famiglia. [V. cimiero - ndt]. E' anche usato raramente come rappresentazione del ninja."

(https://ja.wikipedia.org/wiki/%E5%8D%8D#%E6%BC%A2%E5%AD%97 - Trad. mia)

Il significato dell'ideogramma Cinese 卐 viene ripetuto ancora alla voce Kanji:

"Fu trasmesso alla Cina attraverso le scritture Buddhiste, tradotto in Cinese nella traslitterazione di Sri Vatosa "Muroyasaki", traslitterato "Yoshiaki Hikaru", "Yoshiyoshi Hikyu" etc. Kumārajīva e Xuan Zang lo tradussero in "virtù", nella Dinastia Settentrionale Wei di Bodhiruci z(VI Sec.) è "dieci aree Kyoron" [...] Nel V Secolo fu tradotto " Naga Atsushi " [--- ???]
[...]
Il carattere dello swastika o 卐 è cambiato in "diecimila" ma esiste una teoria per cui esso è correlato a "dieci milioni" (...) si trova spesso nel sigillo imperiale al fronte estremo del Periodo degli Stati Combattenti. [Nota 1]. Nel "Kanzai" Giapponese il termine è "Manji", che significa "Diecimila caratteri". (...) Nel Cinese moderno si legge wàn."

Perché lo sappiamo, Uno è il Principio di Tutto; che siano diecimila, dieci milioni o cento miliardi, l'unità fondamentale matematica è l'essenza costituente di tutte le cose come lo è l'atomo nella concezione fisica del mondo. E' bene sapere almeno che gli Orientali lo sanno.

Wikipedia China riporta alla voce  卍:

"Ben prima della nascita del Buddhismo  e della sua introduzione in Cina, il carattere 卍 apparve sui vasi dipinti dell'antica cultura Cinese Majiayao oltre 5.000 anni fa. Il carattere 卍 compare anche sulle cinque monete 铢 utilizzate nella Dinastia Cinese Han. Nel Buddhismo (...) il monaco della Dinastia Tang Xuanzang tradusse "swastika" in " virtù." [2] La Imperatrice Wu della Dinastia Tang  chiamò lo swastika "Wan", con il significato di "meraviglia propizia dell'insieme" (V. insieme, NdT)
Nel Buddhismo, esso viene scritto anche come sinistrorso “卍”, ma nello “切經音義 / Everything is sound and righteous” di Tang Shih-hui Lin’s si dice che il destrorso “卐” dovrebber prevalere.".

..


La conoscenza di Sophia è imprescindibile e ineluttabile per il neo-geocentrista; infatti

"Per gli gnostici cristiani, Sophia è un elemento centrale per la comprensione  cosmologica dell'Universo.  Sophia è la componente femminile di Dio, e coincide con lo Spirito Santo della Trinità. Ella è, pertanto, al tempo stesso Sorella e Sposa di Cristo poiché, così come Cristo, Ella viene da Dio [Dio inteso dunque come Padre e come Madre al tempo stesso, poiché Origine e Generatore dei due principi, maschile (Cristo) e femminile (Sophia)]. Sophia risiede in tutti noi sotto forma di Scintilla Divina e Cristo fu inviato sulla terra per accendere la scintilla divina (pneuma o gnosi) che è nell'uomo, risvegliandolo dagli inganni del mondo e del Demiurgo.Nella tradizione gnostica, il nome Sophia è, assieme a quello di Cristo, attribuito all'ultima emanazione di Dio. Nella maggior parte, se non in tutte le versioni della religione gnostica, Sophia provoca un'instabilità nel Pleroma, contribuendo alla creazione della materia. Il dramma della redenzione di Sophia attraverso Cristo o il Logos è il dramma centrale dell'universo.
Pressoché tutti i sistemi gnostici del tipo siriano o egiziano insegnavano che l'universo ebbe inizio da un Dio originario, inconoscibile, definito come Padre o Bythos o Monade. Esso può essere associato anche al concetto di Logos dello stoicismo, o dell'esoterismo, o a termini teosofici come Ain Sof nella Qabbalah o Brahmannell'Induismo. Nello gnosticismo cristiano era noto come il Primo Eone. Da questo inizio unitario, l'Uno emanò spontaneamente altri Eoni, entità accoppiate, in una sequenza di potenza sempre inferiore. L'ultima di queste coppie fu quella formata da Sophia e Cristo. Gli Eoni, tutti insieme, costituivano il Pleroma, o la pienezza, di Dio, e così non dovrebbero essere visti come entità diverse da Lui, ma come astrazioni simboliche della natura divina."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Sophia_(esoterismo))

...


Alla fine l'unica vera attrazione non può che essere di carattere ludico, così come lo fu la prima, quando abbiamo imparato a "vivere", "giocando". 

Non si tratta del solito gioco di parole ma della sua origine, del principio di ogni attività ludica, che nella lingua Inglese è sinonimo di "recitazione", nel verbo to play; il perché è ovvio, durante ogni gioco collettivo o di squadra si assume un "ruolo", per quanto non sia sempre un "gioco di ruolo", e i bambini prendono (una) parte interpretando un personaggio ideale, per cui dicono "facciamo che io ero... " questo e quello, proprio come nella distribuzione delle parti per una manifestazione teatrale.

Questo quindi è il principio logico della nostra "līlā", "gioco", "distrazione", "passatempo", ma anche "grazia", "fascino" ma anche "mera apparenza", "simulazione" (Wikipedia), che si vive prendendo (una) parte in una attività collettiva, in genere, ma della quale il singolo giocatore ha una propria coscienza interiore nella sua scelta del personaggio, il soggetto su cui si sviluppa la sua personalità, ed è quindi parte della sua persona (Lat. maschera teatrale).
Wikipedia cita il " Srimad Bhagavatam, verso 3.26.4:[1]
sa eṣa prakṛtiḿ sūkṣmāḿ
daivīḿ guṇamayīḿ vibhuḥ
yadṛcchayaivopagatām
abhyapadyata līlayā
"Come suo passatempo, la Personalità Suprema della deità, il più grande dei grandi, accettò la sottile energia materiale, la quale è investita dei tre modi materiali della natura."
(Trad. mia)

In merito a questi 3 modi, o guṇa, leggiamo su Wiki Italia:

"Le tre componenti, rajas, sattva, tamas, possono essere così definite:[4]
  • rajas (रजस्), dalla radice rañj: "colorato", "dinamico"; indica la componente che mette in moto la manifestazione
  • sattva (सत्त्व), dalla radice sat: "esistente"; indica la componente che illumina, che rivela il manifesto
  • tamas (तमस्): "oscurità"; indica la componente che tende a ostacolare il dinamismo della manifestazione.
Essendo la prakṛti il sostrato di ogni elemento sia fisico che mentale, i guṇa hanno un aspetto duplice, oggettivo da un lato, soggettivo dall'altro:[12]
  • rajas: instabilità, attività, desiderio
  • sattva: virtuosità, purezza, luminosità, saggezza
  • tamas: torpore, ignoranza, indolenza.
Secondo la visione del Sāṃkhya, come già accennato, fra ciò che noi chiamiamo "materia" e ciò che definiamo "mente" non c'è differenza di qualità, ma soltanto di quantità, di grado. Con la teoria dei guṇa, il Sāṃkhya riesce a dare una spiegazione teorica di come ciò sia possibile: nei fenomeni materiali prevale tamas, mentre in quelli mentali a prevalere è sattva.[13] Insieme alla terza componente, rajas, il differente combinarsi di queste tre qualità determina quindi ogni particolare della manifestazione.[14]Ci si potrebbe chiedere perché postulare comunque una presenza di sattva nel mondo materiale, e una presenza, seppur minima, di tamas nel mondo mentale; o in altre parole, come sia possibile che nella materia si trovi qualcosa che è caratteristico della mente e viceversa. Questa compenetrazione è però, nel Sāṃkhya, proprio la dimostrazione evidente che le cose stanno così: non sarebbe altrimenti possibile l'interazione tra un fenomeno e un altro, fra il materiale e mentale; non sarebbe possibile, in ultima analisi, per la mente conoscere la materia, né per la materia essere conosciuta. Ciò che noi conosciamo non sono idee, ma cose, e una cosa può essere conosciuta soltanto se sussiste un'affinità fra chi conosce e ciò che è conosciuto.[15]]" 

Cosa si trova nella materia che è caratteristico della mente, e viceversa? 
Da bambini un brusco rimprovero da parte di un genitore è in grado di causare una reazione drammatica come il pianto, mentre l'invito suadente di un(') amante può provocare nell'adulto conseguenze che sono al contrario molto gradite; all'ordine del superiore il soldato scatta sull'attenti, si getta a terra, spara per uccidere e la lezione del saggio Maestro è in grado di modificare il nostro pensiero cambiando tutta la nostra vita futura; il potere della parola è immenso, e la formula(zione) di ogni frase è un'opera di pura magia con un potere inestimabile spesso sottovalutato o affatto ignorato dall'utenza fonetica. 

"Conoscere sé stesso" quindi significa riConoscere la tua realtà metafisica che si estende oltre tutte le cose, e si dissolve nella consapevolezza del Nulla da cui sono originate; da che ogni cosa di questo mondo è deFinita da una parola, il cui sinonimo più significativo è termine; soltanto la meditazione è in grado di restituire all'indiviDuo questa coscienza ultra-logica che partecipa immediataMente del nous, da che soltanto nel silenzio è possibile percepire il senso di ciò che è vero, che esiste immutato da sempre al di fuori di ogni particolare logosfera umana, ed è in esso che si esprime il concetto del vuoto, dell'incomprensibile Nulla che è estraneo al Tutto conosciuto da tutti.

Tornando al Kołowrót dei Polacchi, che abbiamo visto rappresentato prima come "piccolo sole", o "Sole Nero", vediamo che il termine compare su Wiki Poland come sinonimo di maszyna prosta, ovvero "carrucola", tradotto in Inglese come "wheel and axle" (ruota e asse) ovvero
"una delle macchine semplici identificate dagli scienziati rinascimentali dai testi Greci sulla tecnologia.[1] Il meccanismo ruota e asse consiste di una ruota collegata ad un asse più piccolo in modo che queste due parti ruotino assieme quando una forza è trasmessa dall'uno all'altro. Una cerniera o cuscinetto supporta l'asse, consentendo la rotazione. Esso può amplificare la forza; una piccola forza applicata alla periferica della grande ruota può spostare un carico più grande collegato all'asse." 
(https://en.wikipedia.org/wiki/Wheel_and_axle - Trad. mia)

Per il lemma wikipedico Italiano V. "Carrucola".


By Czech Wikipedia user Packa - Praca własna, CC BY-SA 2.5
 https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3115303
"Kołowrót zamontowany na studni (kołowrót studzienny)"


Quando si parla di un "pozzo di scienza", riferito ad un individuo dotato di una profonda cultura, si tende a trascurare la semplicità con cui è possibile attingere dal pozzo ideale attraverso un meccanismo mentale che amplifica la forza della mente umana, il quale è inevitabilMente composto di parole. 

Mentre del Sole Nero abbiamo una versione wikipedica Italiana del più esaustivo lemma Inglese, non esiste un articolo in Italiano dedicato al significato mitoLogico di questo nome, riassunto in apertura su Wiki Eng:
"Il Sole Nero nella mitologia Mesoamericana ha molti significati mistici, in cui fra l'altro è connesso al dio Quetzalcoatl e alla sua penetrazione nel mondo infero attraverso la porta occidentale dopo il suo passaggio diurno nel cielo. Per i Mexicas esistevano due soli, il giovane Sole Diurno e l'antico Sole Oscuro. Alcuni studiosi considerano il Sole Nero mitologico come la antica origine femminile di tutto, sia come grembo che come tomba. In tal modo, esso è la unità che integra uniformemente la inconsapevolezza e la morte, ma anche l'aspettativa di fecondità.[1]"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Black_Sun_(mythology) - Trad. mia)

Notiamo qui che mentre "grembo" e "tomba" sono soltanto vagamente simili in Italiano, nella versione Inglese i due termini "tomb and womb" rivelano la natura ideale di questi concetti, nel contempo oscuri e rivelatori per la mente del lettore pronta a comprenderli.
Accenno qui brevemente al fatto che il cairn "a camera" risalente alla più antica tradizione neolitica per le tumulazioni compare esclusivamente in Scozia, la quale " possiede un numero particolarmente alto di cairn a camera, di diverse varietà." ; a differenza di quelli antropomorfi più noti, la struttura dei cairns Scozzesi non lascia dubbi riguardo la loro affinità con l'utero materno

Di Bruce McAdam from Reykjavik, Iceland - Unstan entrance, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5441673

mentre riguardo la loro posizione geografica conosciamo soltanto un tipo di dottrina mistica di origine Scozzese, o comunque direttamente connessa alla cultura esoterica della Scozia: quella che prevede 33 scalini per raggiungere il titolo magistrale. Coincidenze; tutto coincide.

Esiste anche una visione alchemica del Sole Nero, che troviamo descritta su Wiki English nel lemma dedicato ai "Soli nell'alchimia" (un titolo forse troppo ambiguo -o rivelatore- per essere tradotto in Italiano=) per quanto, secondo la antica tradizione misterica, lo troviamo deScritto qui nella lingua più consona, il Latino:

"Sol niger


Il sole nero raffigurato nell'emblema della Putrefazione in Philosophia Reformata  (Johann Daniel Mylius)
Sol niger (sole nero) si può riferire al primo stadio della magnum opus alchemica, la nigredo (annerimento). In un testo ascritto a Marsilio Ficino tre soli sono descritti come nero, bianco e rosso, e corrispondono ai tre livelli dei colori alchemici più usati. Del sol niger egli scrive:
Il corpo deve dissolversi nella più sottile aria di mezzo. Il corpo è dissolto anche dal suo proprio calore e dalla sua umidità; dove l'anima, la natura mediana mantiene la principialità nel colore della nerezza tutto nel vetro: la quale nerezza di Natura gli antichi Filosofi chiamarono testa corvina, o il sole nero
— Marsilius Ficinus, "Liber de Arte Chemica"[3]
Il sole nero è utilizzato per illuminare la dissoluzione del corpo, l'annerimento della materia, o putrefazione nello Splendor Solis,[4] e nel Philosophia Reformata di Johann Daniel Mylius 
"

(https://en.wikipedia.org/wiki/Suns_in_alchemy#Sol_niger .- Trad. mia)


.... ed eccoci di nuovo al Centro... Pronti a ripartire.

2 commenti:

  1. Caro Jack come sempre grazie per condividere con noi le tue osservazioni, ti leggo sempre con interesse. Un saluto!

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  2. Lieto di saperti ancora fra noi.. Grazie a te per il commento e per l'interesse. A presto

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