"Qualcuno può avere una vena artistica,
ma tutti noi abbiamo le ARTErie." (Jack Daw)
Ho scoperto troppo tardi, dopo aver pubblicato il post di ieri, che
Trad.: "Il Pesce d'Aprile è stato cancellato quest'anno
da che nessuno scherzo inventato si potrebbe commisurare
all'incredibile m***a che succede nel mondo reale proprio adesso."
Infatti, un Bobbi Jensen oggi (2 Aprile) pubblica questa image macro:
Trad.: "L'ORIGINE DEL CONIGLIETTO PASQUALE?"
del quale si legge su Wikipedia Italia:
"Ha origine nelle culture dell'Europa occidentale, dove ha sembianze più simili ad una lepre che ad un coniglio. La lepre, animale particolarmente prolifico e le cui scatenate danze amorose si possono vedere nei prati proprio agli inizi della primavera, era nell'antica cultura europea un simbolo di questo periodo dell'anno, incentrato sulla rinascita della natura e sulla fertilità, il quale poi, con l'avvento del cristianesimo, venne più o meno a coincidere con la festività della Pasqua."
Cosa intendesse l'autore con quel "più o meno", lo ignoro; ovviaMente si tratta dell'ennesima tradizione ancestrale che è stata "adottata" dai cristiani, anche se in Italia è noto soltanto in forma di cioccolato, il personaggio è molto popolare nei paesi anglofoni, e infatti nella versione Inglese del lemma troviamo una descrizione più dettagliata:
"Originato presso i Luterani Tedeschi, lo "Easter Hare" [Lepre Pasquale, ndt] copriva originariamente il ruolo di un giudice, "che decideva se i bambini erano buoni o disobbedienti nel comportamento al principio della stagione del Tempo Pasquale ("Eastertide", ndt].[1] Il coniglietto pasquale [Easter Bunny, ndt] viene talvolta raffigurato con degli abiti. Nella leggenda, la creatura porta uova colorate nel suo canestro, dolci e talvolta anche giocattoli nelle case dei bambini, e pertanto essa possiede delle affinità con Santa Claus [Babbo Natale, ndt] o il Christkind ["Bambino Gesù", ndt], da che entrambi portano doni ai bambini la notte precedente le loro rispettive festività. Il costume fu menzionato per la prima volta nel De ovis paschalibus[3] ('Sulle Uova Pasquali') di Georg Franck von Franckenau nel 1682, riferito alla tradizione Tedesca delle uova di una Lepre Pasquale per i bambini.
Simboli
Conigli e lepri
La lepre era una figura popolare nell'arte della chiesa medievale. Era largamente diffusa la credenza (come per Plinio, Plutarco, Filostrato, ed Eliano) che la lepre fosse ermafrodita.[4][5][6] L' idea che una lepre potesse riprodursi senza perdere la verginità menò all'associazione con la Vergine Maria, con le lepri talvolta ricorrenti nei manoscritti miniati e nei dipinti Nord Europei della Vergine e Cristo Bambino. E' stata inoltre associata con la Santa Trinità, come nel motivo delle tre lepri.[4][7] Le uova, come i conigli e le lepri, sono simboli di fertilità[8] dell'antichità. Da che gli uccelli depongono le uova e i conigli e le lepri partoriscono numerosi cuccioli all'inizio di primavera, questi divennero simboli della accresciuta fertilità della terra all'Equinozio Invernale.
Conigli e lepri sono entrambi generatori prolifici. Le femmine di lepre possono concepire una seconda nidiata di cuccioli mentre sono ancora pregnanti della prima.[9][10] Questo fenomeno è noto come superfetazione. I lagomorpha maturano sessualmente in giovane età e possono generare diverse cucciolate ogni anno (da cui il detto "prolifico come i conigli"). Non sorprende quindi che i conigli e le lepri siano divenuti simboli di fertilità, o che le capriole del loro accoppiamento primaverile siano entrati a far parte del folklore Pasquale.
[...]
Associazione con Ēostre
Nel suo Deutsche Mythologie del 1835, Jacob Grimm afferma "La Lepre Pasquale è per me inintelligibile, ma probabilmente la lepre era l'animale sacro di Ostara". La proposta di questa associazione fu ripetuta da altri autori compreso Charles Isaac Elton [17] e Charles J Billson.[18] Nel 1961 Christina Hole scrisse, "La lepre era la bestia sacra di Eastre (o Eostre), una dea Sassone della Primavera e dell'alba."[19] La credenza che Ēostre avesse una lepre per compagna che divenne il Coniglietto Pasquale acquistò popolarità quando fu presentata come un fatto nel documentario della BBC Shadow of the Hare (1993) ["Ombra della lepre", ndt].[20]
Lo Oxford Dictionary of English Folklore afferma: "... non esiste un frammento di evidenza" che le lepri fossero sacre a Ēostre, notando che Beda non la associa ad alcun animale.[21]
Uccello trasformato
Sarah Ben Breathnach in Mrs Sharp's Traditions (1990) offre la storia dell'origine del Coniglietto Pasquale: "Secondo la leggenda, l'animale preferito da Eostre era un grande, bellissimo uccello, che in un accesso di rabbia ella mutò in una lepre."[22] Un'altra versione di questa storia, in cui Ēostre trasforma l'uccello in una lepre come atto di pietà, fu scritta da Jean-Andrew Dickmann e apparve nel Cricket magazine.[23] Tanto la Breathnach che Dickmann presentano le loro rispettive storie dell' 'uccello trasformato' come se fossero leggende, benché non si siano attestate versioni precedenti di ambedue. "
(https://en.wikipedia.org/wiki/Easter_Bunny -Trad. mia)
"...è generalmente ritenuta una divinità germanica collegata a vari aspetti del rinnovarsi della vita, quali la primavera, la fertilità (al pari di Siwa nella mitologia slava) e la lepre (per la rapidità con cui si riproduce). In particolare si fa risalire a quest'ultima associazione la tradizione anglosassone del "Coniglio di Pasqua" (Easter Bunny).[1]Il termine è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi la fa risalire al termine aus o aes, che significa Est. Viene citata nel De Temporum Ratione di Beda il Venerabile come una divinità portatrice di fertilità e legata alla nascita e, in quanto luogo da cui sorge il sole, appunto all'Est. Dal nome della dea si fa risalire anche il termine usato per definire l'equinozio di Primavera, chiamato dai popoli germanici prima "Eostur-Monath" e successivamente "Ostara". Dal nome della dea deriva il termine "Oster" cioè pasqua in tedesco, come anche l'anglosassone "Easter", che indica sia la pasqua che la primavera. Le uova, prima di serpente e poi di gallina venivano decorate e poi regalate in simbolo di fertilità."
Che poi il nome Eostre come il Germanico "Oster" e l'Anglosassone "Easter" per definire la Pasqua siano entrambi molto simili a quello di "Ištar – dea dell'amore, della fertilità babilonese" (Wikipedia) non è certamente un caso, ma la solita "coincidenza", o "combinazione", di cui leggiamo (solo) nel lemma Inglese:
"Nel 1853, il ministro protestante Scozzese Alexander Hislop pubblicò The Two Babylons ('Le Due Babilonie', ndt), un trattato anti-Cattolico. Nel trattato, Hislop connette la moderna Easter Inglese con il teonimo Semitico Orientale Ishtar attraverso la paretimologia. Ad esempio, dalla terza edizione di The Two Babylons:
Da che le affermazioni di Hislop non hanno fondamenti linguistici, le sue affermazioni furono respinte. [SIC] ma the Two Babylons avrebbe continuato ad avere qualche influenza nella cultura popolare.[29] Negli anni 2000, una popolare meme di Internet affermava in modo simile una connessione linguistica scorretta tra l'Inglese Easter e Ishtar.[30]"
(Trad. mia)
Per inciso, il testo integrale dell'interessante opera di Hislop è online su
Come ho già avuta occasione di scrivere su VerOrizzonte, nei codici miniati medievali compaiono spesso Conigli o Lepri intenti nelle più disparate attività, spesso dalle connotazioni macabre, bizzarre o decisaMente sanguinarie:
di cui si possono vedere alcuni esempi notevoli nella mia gallery su Pinterest
compresa la famosa "TriLepre"
Infine, al suddetto post di Mr. Jensen su Facebook risponde un Emilio DeJesus con la didascalia "La vera origine":
Trad.: "ANTICA SAGGEZZA AZTECA
SEGUI IL CONIGLIO BIANCO NELLA TANA DEL CONIGLIO.
CICLO DI RISVEGLIO DEGLI 8 SOLI DEL MILLENNIO
8 SOLI SI RISVEGLIANO PER 200 ANNI / 8 SOLI DORMONO PER 800 ANNI."
Se non altro, oggi ho scoperto che la spiegazione ufficiale di certe "coincidenze linguistiche" inspiegabili ha un nome scientifico appropriato e altisonante come "paretimologia", o "etimologia popolare", per cui "una parola viene reinterpretata sulla base di somiglianze di forma o di significato con altre parole, deviando dalla forma o dal significato originario.[2] In senso lato, si può intendere con lo stesso termine un'etimologia errata o falsa." (Wikipedia).
Perché soltanto qualcuno possiede la conoscenza ineffabile del Verbo (Logos) e a colui spetta l'ingrato compito di ammaestrare il volgo, attraverso quella istituzione accademica che si direbbe imparentata colla religione di Stato definita "cattolica" (dal latino ecclesiastico catholicus, a sua volta dal greco antico καθολικός, katholikòs, cioè "universale"[2] - Wikipedia) così come la Università (dal latino universitas, -atis: comunità, corporazione, associazione - Wikipedia) sembrerebbe condividere la medesima etimologia, per l'occhio e l'eventuale cervellino del profano; ma non è così, si tratta di paretimologia, una conoscenza deviata, se non eretica.
Mi ripeto ancora, senza citarmi questa volta ma ricorrendo al solito Dizionario dello Strong online, secondo il quale καθώς (Kathos) sta per "proprio come, come" e λύκος (lukos) viene reso in "lupo, sciacallo"; in questo caso occorre conoscere un po' di Storia della lettera Greca Y, raccontata da Wikipedia Italia:
"In greco la vocale ipsilon era pronunciata in origine [u]; la pronuncia passò in seguito (nel dialetto ionico-attico) a [y] (il suono dell’u francese e dell’ü tedesco); ancor più tardi, l'ipsilon fu letto [i], che è la pronuncia del greco moderno.I romani usarono l’Y (come la Z) solo in parole derivate dal greco. Essi la utilizzarono inoltre, ma raramente, anche nel loro sistema di numerazione, per rappresentare il numero 150.(V. anche https://it.wikipedia.org/wiki/Ypsilon)
La lettera Y era originariamente una vocale, mentre ora in molte lingue indica il suono d'una semiconsonante.
Per l'evoluzione del grafema, vedi la voce U."
In questo modo si spiega la traduzione dello Strong da "ύ", la lettera Greca Y in minuscolo, nella lettera Latina "u", per quanto il termine λύκος si renda più comunemente il "lykos" (a cui allude il logo del famoso Lycos.com); come leggiamo nella versione Ellenica di Wikipedia, la Y "è direttamente o indirettamente correlata alle lettere U , u , v , v , w , w , y , y di altri alfabeti."
E dunque insisto nel mio fantasioso errare etimologico, e ribadisco la mia ipotesi per cui il termine deriverebbe dal connubio selvaggio di queste due parole, che fanno dell'utente "cattolico" moderno qualcosa che si può propriamente definire "come un lupo"; o finanche uno sciacallo.
...
Tempo di citazioni: ho appena aggiunta al mio florilegio su Facebook la battuta di Sir Alfred Hitchcok "Non raccomandiamo il suicidio come stile di vita"; e ho ripubblicata con una grafica vivace quella di Fort, che è l'aforisma definitivo in materia di scienza; o altro:
Trad.: "Che niente è mai stato provato --
Poiché non c'è nulla da provare"
- Charles H. Fort "
Anche per oggi, ho confermata la fama del grande iconoclasta.







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