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domenica 17 febbraio 2019

A Casa Di Dio

Ancora a proposito di "paganesimo", Wikipedia docet:

"Prometeo (in greco anticoΠρομηθεύςPromethéus, «colui che riflette prima»), è una figura della mitologia greca, figlio di Giapeto e di Climene. A questo eroe, amico del genere umano, sono legati alcuni antichissimi miti che ebbero fortuna e diffusione in Grecia. Le tradizioni differiscono talvolta sul nome della madre: al posto di Climene, viene citata Asia, figlia di Oceano, anch'ella un'Oceanina. Una leggenda più antica lo rendeva figlio di un Gigante, chiamato Eurimedonte, il quale lo aveva generato violentando Era, il che spiegherebbe l'avversione di Zeus verso Prometeo. Prometeo ha vari fratelli: Epimeteo ("colui che pensa dopo", a differenza del fratello Prometeo "colui che pensa prima"), AtlanteMenezio. Prometeo si sposò a sua volta. Il nome di sua moglie varia egualmente secondo gli autori: il più delle volte è Celeno, o anche Climene. I suoi figli sono Deucalione, Lico e Chimereo, ai quali si aggiungono talvolta Etneo, Elleno e Tebe.
La sua azione, posta ai primordi dell'umanità, si esplicava in antitesi a Zeus, dando origine alla condizione esistenziale umana. Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso: ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini e subisce la punizione di Zeus che lo incatena a una rupe ai confini del mondo e poi lo fa sprofondare nel Tartaro, al centro della Terra. Ha spesso simboleggiato la lotta del progresso e della libertà contro il potere.
Nella storia della cultura occidentale, Prometeo è rimasto simbolo di ribellione e di sfida alle autorità e alle imposizioni, e così anche come metafora del pensiero, archetipo di un sapere sciolto dai vincoli del mito, della falsificazione e dell'ideologia."

(https://it.wikipedia.org/wiki/Prometeo)


"La creazione dell'uomo da parte di Prometeo raffigurata in un sarcofago romano del III secolo d.C., conservato presso il Museo del Louvre di Parigi. A sinistra di Prometeo si colloca Atena che indossa l'elmo, mentre alla sua destra si pone Ermes con il copricapo alato. «Con acqua e terra Prometeo plasmò gli uomini e donò loro il fuoco che celò in una ferula, di nascosto da Zeus» (ApollodoroI miti greciI,7,1. Traduzione di Maria Grazia Ciani. Milano, Mondadori/Fondazione Lorenzo Valla. 2008, p. 31) «Sostengono, dunque, che questo è ciò che resta di quella argilla dalla quale tutto quanto il genere umano fu plasmato da Prometeo.» (PausaniaViaggio in Grecia, X, 4,4. Traduzione di Salvatore Rizzo. Milano, Rizzoli, 2011, p. 109)"
(https://it.wikipedia.org/wiki/Prometeo#/media/File:Sarcophagus_Prometheus_Louvre_Ma339_(detail).jpg)

Questa è una rappresentazione pittorica di Prometeo:

Heinrich Fuger Art Print featuring the painting Prometheus 
Bringing Fire To Mankind by Heinrich Fuger -- Fine Art America

Trad.: Stampa artistica del dipinto Prometeo porta il fuoco all'umanità di di Heinrich Fuger -- Fine art America"

Il personaggio dipinto qui sopra è letteralMente un lucifero, o anche luciforo, cioè portatore della Luce; questa è una vecchia storia ma riporto il lemma Wikipedico:

"Origine e significato

Il termine significa letteralmente Portatore di luce, in quanto tale denominazione deriva dall' equivalente  latino lucifer, composto di lux (luce) e ferre (portare), sul modello del corrispondente greco  phosphoros (phos=luce e pherein=portare), e in ambito sia pagano che astrologico esso indica la cosiddetta "stella del mattino", cioè il pianeta Venere che, visibile all'aurora, è anche identificato con questo nome. Nella corrispondenza tra divinità greche e romane l'apparizione mattutina del pianeta Venere era impersonificata dalla figura mitologica del dio greco Phosphoros e del dio latino Lucifer. Analogamente in Egitto Tioumoutiri era la Venere mattutina. Nell'antico Vicino Oriente, inoltre, la "stella del mattino" coincideva con Ishtar per i BabilonesiAstarte per i FeniciInanna per i Sumeri.
In ambiti dell'occultismo e dell'esoterismo, infine, Lucifero sarebbe il detentore di una sapienza inaccessibile all'uomo comune."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Lucifero#Origine_e_significato)

Continuare in questa direzione può portare a conclusioni illuminanti, e il passo fra il "cherubino caduto" e il "creatore dell'umanità" è relativamente breve.

E' anche vero che quella di Prometeo non è l'unica figura famosa di un portatore di luce, per fare un esempio notevole


ma occorre distinguere la conoscenza data e quella ottenuta; Lady Liberty è molto chiaramente esposta a diMostrare la grandezza e il potere "esoterico" del Grande Paese (e della Francia), il dipinto di Fuger è praticamente ignoto, e sono due esempi di come il mito sia nascosto sotto i nostri occhi, miscelati nel gran calderone multimediale in cui la "informazione" proveniente dall'Alt(r)o mantiene l'umanità in formazione. Si tratta dei soliti, inafferrabili "modelli primordiali" chiamati archetipi, nessuno può negare che la figura con una fiaccola stretta in un pugno sollevato -come si usa fare per fare luce attorno, nel buio- sia la stessa che rappresenta Prometeo e la "donna" di Eiffel; entrambe sono figure lucifere, e quello che esprimono all'osservatore è lo stesso principio, del farsi luce da sé; di sollevare la torcia sopra la testa per vedere oltre, nel buio... La "libertà" Americana è quella che fa luce per tutti, con il suo ambiguo ma altissimo gigante che è una parodia femminile del Sole.

Leggiamo sull'origine leggendaria e/o storica dell'opera:
"Nel 1865, in una conversazione a casa propria a Versailles, l'intellettuale Edouard Laboulaye, ardente sostenitore dell'Unione nella Guerra di secessione americana, disse: «Se un monumento deve sorgere negli Stati Uniti come un ricordo della loro indipendenza, devo credere che sia naturale realizzarlo con sforzi comuni - un lavoro comune delle nostre due nazioni: Francia e America»[4]. Il commento di Laboulaye non era evidentemente una proposta, ma ispirò un giovane scultore, il francese Frédéric Auguste Bartholdi, che era presente al pranzo[4].
A causa del regime repressivo di Napoleone III, Bartholdi non intraprese alcuna azione in merito, salvo il parlarne con Laboulaye. Invece egli contattò Isma'il PasciàChedivè d'Egitto, per progettare un grande faro in forma di una popolana egiziana fellah (contadina), vestita e portante in alto una torcia, all'ingresso settentrionale del canale di Suez a Porto Said. Schizzi e modelli della proposta vennero approntati, sebbene il faro non sia poi mai stato realizzato. Vi era un precedente classico, per questa proposta di Suez: il Colosso di Rodi: un'antica statua in bronzo rappresentante il Dio Sole Helios. Si ritiene che questa statua sia stata alta oltre 30 m, posta all'ingresso del porto di Rodi.Il sole apparteneva tra l'altro al simbolismo della massoneria, di cui Bartholdi era un membro, ed è rinvenibile nella statua come ad esempio nei raggi che partono dalla testa[5]."
Ma certo, questo "simbolo massonico" che è il Sole non può appartenere esclusivaMente alla massoneria; è il simbolo di Tutto, e di Tutti, non soltanto nella logosfera dei cristiani con il loro dio-sole umanizzato... 


Una ricostruzione alternativa del Colosso Di Rodi:



Mi pare che l'agnizione del personaggio lucifero - o luciforo- che è divenuto l'ennesimo mostro delle leggende cristiane, sia troppo ovvia per poter essere ignorata; si tratta di una "conoscenza esoterica", ma come sempre basta Wikipedia per accedere a queste informazioni "nascoste" che per colmo dell'ironia si dicono "segrete" -- come abbiamo già visto, sinonimo di secrete, cioè emesse...

...


Che la morte è nemica dello spirito e non del corpo; questa è l'intuizione sulla base del concetto Maya del K'atun di cui ho accennato prima, e sulla scoperta che questo mondo-di-parole è rappresentato dalle persone (Lat. maschera teatrale) ovvero di quegli esseri umani che sono stati nominati, e quindi a loro volta sono rappresentati dal proprio nome -- una parola.
In questo pdf  "A Study of the Classic Maya Hieroglyphic Inscriptions of Pusilha, Toledo District, Belize " sul sito dello Ibero-Amerikanisches Institut troviamo vari riferimenti ai regnanti Maya che venivano indicati con un metro "k'atun-età", ovvero in base ai periodi di circa vent'anni solari vissuti dai singoli personaggi; ad es.:

"ch’ajom significa che egli era una “persona 4-k’atun” (C3-D3). Ciò indica che egli era nel suo quarto k’atun della vita, o fra i 60 e gli 80 anni di età come commemorato sulla Stele Q"

(Trad. mia)

Etc.
Ne troviamo un'altra conferma su Wiki English:
"La fine di un k'atun era segnata con numerose ceremonie e a Tikal fu costruito un grande complesso di piramidi gemelle per ospitarle.[1] Il k'atun era anche utilizzato per indicare l'età dei regnanti. Quelli che avevano vissuto per vedere quattro (o cinque) k'atun avrebbero preso il titolo di signore 4-(o 5-)k'atun.[2]  Nel periodo Postclassico quando il Lungo Computo lasciò il posto al Computo Corto, i Maya continuarono a tenere il conto dei k'atun, differenziandoli con la data del ciclo del calendario in cui essi iniziavano. Ogni k'atun aveva il suo assieme di profezie e associazioni.[3]
"
(https://en.wikipedia.org/wiki/K%27atun - Trad. mia)

(V. anche https://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_maya)

Chi si avvia al suo terzo k'atun - come il blogger- ha coscienza della immensità del "tempo" racchiusa in questa breve parola; 20 anni sono "una vita", come si suol dire, e dopo una doppia vita trascorsa Qui -e Ora- il tempo sembra farsi sempre più riconoscibile nella sua propria illusione, immortalata nelle sagge parole di Platone nell'Apologia di Socrate

"“Il tempo, nella sua interezza, non appare più lungo di una notte sola.”

Il che merita un ritaglio da Google Books



L'apparire di questo mondo, è il nostro unico soggetto, l'unica materia del nostro studio e della conoscenza umana "essoterica", attraverso la propria apparizione, che non per niente è associata tanto alla logosfera mistico-spiritistica quanto a quella teatrale e cinematografica. Nei racconti sul tema "appare" una Madonna, una deità oppure un fantasma, uno "spirito", a seconda dello scenario; così appare l'uomo sul palcoscenico in fondo ai cieli, come un attore in maschera (o persona) minuscolo, inerme, ignudo, tremante e piangente, inconsapevole e smarrito. Alla fine, io penso che soltanto la sua consapevolezza possa condurlo sulla via di casa, dopo questa "notte" simbolica che per ogni individuo, con tutti i suoi k'atun, rappresenta una "vita" intera.
 Non per nulla "consapevolezza" è -anche- sinonimo di "coscienza", e l'attinenza con la conoscenza è ovvia. Soltanto il riConoscere l'aspetto simbolico di questo nostro apparire in un mondo di apparenze può rivelare qualunque significato della apparizione stessa, da che il "senso" è unico, uniVersale, o dalla A alla Omega, come leggiamo sulle lapidi. Perché questo è un mondo-di-parole, e noi non siamo altro, che lo si RiConosca o meno.

Un'altra citazione Platonica compare nella mia raccolta su Facebook:
“Time is a moving image of eternity.” —Plato"

Ovvero, "Il tempo è una immagine in movimento dell'eternità". Una immagine, ribadisco, come fa il filosofo senza riferimenti alla sua idea del "tempo istantaneo" di cui sopra, e al suo apparire
Il fatto poi che io abbia incollata la citazione in Inglese -così come l'ho trovata online- è sintomatico.


Chi ci ha mai fatto caso, che quando si dice "il Signor Dei Tali in persona", letteralMente si dice "il Signor Dei Tali in maschera"....?? Questa è una semplice osservazione che può rivelare un aspetto rilevante del nostro apparire Qui, e Ora. E poi, certo, c'è quella parola, il "nome", che distingue il Sig. Dei Tali dai soliti Tizio, Caio e Sempronio, per cui egli è un signore distinto.... Ma è una parola, come tutte le altre. E' un indiviDuo, e come tutti noi, un personaggio, cioè colui che porta la persona in scena.

La persona con il suo eco "fa la voce forte" (da cui l'ambigua etimologia che sarebbe condivisa "magicaMente" con il Fenicio), ma l'attore dietro le quinte se la deve togliere, quando è di nuovo in privato, solo con sé stesso; lo studio della intimità umana equivale a quello del "mistero", e il pensiero nudo, privato, se non segreto, è quello che può fare luce su ogni cosa e tutto. E Altro.
E' la dimostrazione, il dimostrare l'essenza vuota dell'apparizione, che è lo "spirituale".
Anche in questo caso, soltanto la mia esperienza onirica mi è d'aiuto, la parola-chiave della maschera è un lume gettato dalla "visione" nella sua forma più pura -quella che non richiede l'uso degli occhi- e anche in questo caso la mia condivisione sarebbe pressoché illeggibile per chiunque "altro". Ma fidatevi, sono un vero sognatore; e mi avvio verso il mio terzo k'atun, malgrado tutto.


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Dopo aver ceduto alla tentazione, non consiglierei a nessuno il "remake" di "Suspiria" (così come non consiglierei l'originale del 1977), ma devo riconoscere il grande talento visivo e musicale dimostrato in quest'opera, completamente sprecati
Il motivo per cui ne scrivo è la scoperta della location nella stessa provincia in cui abito da sempre, il colossale, elegante e sinistro Grand Hotel Campo Dei Fiori:


http://www.italialiberty.it/scheda/grandhotelcampodeifiori/

trasformato in tempio della danza da macelleria; in realtà un simile monumento liberty si meriterebbe un vero film che ne esaltasse l'aspetto di orrore architettonico, che è nel contempo meraviglioso e spaventoso tanto per le dimensioni che per lo stile, ed è a sua volta posto in una location perfetta, come complemento artificiale e mostruosità innaturale. (Ma si sa, il liberty "imita la natura"....=)

L'altro motivo per il post-icino qui non è una novità, ma è sempre degno di nota, soprattutto quando è così esplicito:


Sempre di architettura si tratta.... Architettura mentale.

La visione dell'emblema sulla copertina sembra provocare una convulsione nella attrice che lo osserva all'inizio del film; un dettaglio abbastanza importante da richiedere un close-up ad effetto sull'Occhio Onnivedente



ma nessun riferimento verbale di alcun tipo, soltanto un Colpo D'Occhio; in pratica, è una pubblicità quasi-subliminale.
Devi solo vedere chi ti guarda, Gentile Pubblico... Intanto paga il biglietto, da bravo.
Insomma, anche "Suspiria" è solo un altro sciocco motivo di vanto per il pirata informatico; ma davvero sciocco, ai limiti dell'insapore, malgrado tanta abilità tecnica, narrativa e suggestiva.
Come ho scritto sopra però c'è una nota positiva, e nostrana, la scoperta del "notevole esempio di liberty italiano[2]" (Wikipedia) di cui si possono vedere i dettagli su italialiberty.it; pur avendo visitata più volte la zona, ricca di misteri, non avevo mai vista prima questa location che Wiki dice  "al 2019 in stato di semi-abbandono.". 
Direi che -malgrado il film- un simile monumento meriterebbe di essere riportato agli antichi fasti, e qualcun altro ne possa catturare gli aspetti quasi-fiabeschi, che hanno certamente a che fare colle streghe - come tutto- ma non necessariaMente colle solite frattaglie...

Ricercando poi i luoghi delle riprese altrettanto suggestivi del capolavoro di Resnais L'Année dernière à Marienbad, ambientato in un immaginario hotel composto di differenti locations che sono le vere protagoniste dell'opera, mi sono reso conto di quanto in passato l'abitazione dei potenti fosse di un tale sfarzo da paragonarsi agli edifici sacri, e come gli abitanti di queste dimore principesche, o anche reali, vivessero in una grandiosità estetica tale da elevare la loro figura al di sopra della società intera, rintanata nell'ombra delle loro bicocche...

Come gli ospiti arrivavano in carrozza dal parco

"Parco Schleissheim"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Schleissheim_Palace)

attraversavano l'anticamera


"Steinerner Saal (Sala di Marmo)
(https://en.wikipedia.org/wiki/Nymphenburg_Palace)

... i corridoi di casa

By Jelly, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3362821
"La Barocca Galleria Ancestrale "
(https://en.wikipedia.org/wiki/Munich_Residenz - trad. mia)

https://en.wikipedia.org/wiki/Munich_Residenz#/media/File:Antiquarium_residence_munich_hdr.jpg

"Antiquarium Rinascimentale della Residenz" (Id.)

per arrivare ad una saletta intima, dedicata soltanto agli specchi

"Interno, Sala degli Specchi"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Amalienburg)

e vedersi qui all'interno di un simile spettacolo visivo doveva essere un'esperienza quasi-mistica, o quantomeno sconcertante, paragonabile a quella dell'entrata in un tempio, al cospetto di una divinità manifesta nell'ambiente stesso. E' talmente ovvio come la grandezza dei personaggi storici sia stata costruita e permanga nel corso dei tempi attraverso le loro immense case, che non sembra nemmeno degno di un pensierino. Ma se qualcuno ci invitasse in un luogo che è in pratica una chiesa personale, come si faceva all'epoca del Castello di Schleißheim, saremmo in grado di entrare nell'ottica evemerica per riConoscere il Grande Inganno della "nobiltà", che è tutto completamente fondato sulle apparenze, in un mondo di apparenze. 
Non può che funzionare sempre, e per sempre, fintanto che la gente non è in grado di vedere al di là del proprio naso.

L'impareggiabile opera di Sokurov "Arca Russa" (Russkiy kovcheg, 2002) che è un lungo fantastico vagare attraverso gli interni dell'Hermitage di S. Pietroburgo (film, al contrario di quello odierno, eccelso) è l'occasione per constatare -oltre al grande talento dell'autore- anche questa emozione nell'essere sopraffatti dall'ambiente in modo del tutto inaspettato, non come una minaccia ma come un eccesso di bellezza.
A questo proposito leggo qui per la prima volta che la famosa "sindrome di Stendhal" è definita anche sindrome di Firenze, la
"affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiri, vertiginiconfusione e   allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stendhal)
Per me questa è una sorpresa per due motivi: perché non conoscevo il nome alternativo della sindrome, né che i primi casi furono diagnosticati a Firenze, ma soprattutto perché in quella stessa città ho vissuto un momento di una tale intensità non da ammalarmi, ma da poter almeno comprendere il motivo dell'esistenza -almeno teorica- di un tale disturbo provocato dall'eccesso di bellezza. Quell'istante notturno in cui, camminando nella vecchia grande città sconosciuta, mi guardavo attorno e mi trovavo improvvisaMente all'interno di un gigantesco museo a cielo aperto, dove tutto era di una bellezza antica ed enorme, resterà per sempre impresso nella mia mente proprio come uno shock, qualcosa che travalica il pensiero logico e la ragione stessa, e quindi -forse sui + deboli di mente- può provocare un trauma vero e proprio.

Wikipedia CC BY-SA 3.0
"Italia Firenze Piazza della Signoria Fontana di Nettuno"

Al contrario della definizione classica della sindrome, relativa agli spazi limitati, nel mio caso la vastità e la mole -in part. Piazza della Signoria, con la sua gigantesca Loggia dei Lanzi abitata da tanti giganti marmorei e la Fontana del Nettuno- mi proiettarono in una dimensione ignota e nel contempo familiare, di completo smarrimento e di riConoscimento (fors'anche di riconoscenza) dell'unico ideale puro e semplice della bellezza in sé, in una sorta di diorama a 360° che contiene tutta la maestà del Rinascimento Italiano dovunque ti volti, in ogni angolo, capace di stordirti; forse in effetti i colossi di pietra bianca rendono anche la vastità della Piazza relativaMente "limitata", e anche questo -ricordo- gioca un ruolo decisivo in quella che in effetti si può esperire come una crisi psicotica.

Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20470503
"La Loggia della Signoria"

Così qualche tempo fa il ricordo, come comparso dal nulla, di quando attraversai Torino sotto i grandi e chilometrici portici di Corso Vittorio Emanuele diretto alla stazione, in una data più prossima a questo millennio


Immagine: Mole24


mi apparve dapprima come quello di un sogno, e anche questa mia impressione postuma riporta alla capacità dell'architettura di imprigionare la mente in uno spazio innaturale, che seppure di grandi dimensioni la costringe e la sottomette; direi anzi che tanto più lo spazio architettonico è vasto, quanto più esso è in grado di catturare la mente attraverso lo sguardo che è recintato da ogni parte, riempito di mura, di linee regolari, di forme artificiali (seppure ispirate alla "natura", o forse questo lo rende ancora più innaturale delle forme geometriche astratte)... Tanto più l'opera è grande, tanto più la mente, che è potenzialMente infinita, si può sentire prigioniera del mondo artificiale umano, rispetto all'immensità "naturale" di cui partecipa, e che a sua volta partecipa della nostra mente.

La suggestione di certi edifici non ha paragone rispetto alle opere delle altre arti proprio in virtù delle sue proporzioni, che possono essere quelle di una piazza, o di una città intera come nel caso di Firenze, e le altezze vertiginose delle architetture sacre, che raggiunsero il culmine con lo stile Gotico, sono l' espressione più notevole della capacità di fare apparire la materia con un aspetto incombente, inconfrontabile, supremo rispetto all'osservatore, che è schiacciato idealMente dalle dimensioni e dalla forza delle figure simboliche, mitologiche, archetipiche, immortalate nella pittura, nella statuaria e nelle costruzioni di concezione ultra-terrena, dedicate evidenteMente a qualcosa che "non è di questo mondo".

Dire quindi che la chiesa, il tempio moderno, è la "casa di dio", è un paradosso curiosamente preciso per chiunque ne possa apprezzare la bellezza metafisica, che si eleva oltre ogni fine pratico e ben oltre il buon senso che suggerirebbe di evitare tanti sprechi per ottenere soltanto uno spazio chiuso e pieno di ombra; il "dio" che vive in quei luoghi oscuri, in cui un singolo raggio di luce appare come un'esplosione di vita sacra, è il Signore di una natura oscura e misteriosa, e così appare agli occhi dell'osservatore e si rivela alla sua mente; l'uomo ha costruite tutte le "case di dio" nel mondo intero, dalle piramidi Egizie e Americane ai grandi templi Greci e Romani, Indiani e Asiatici, fino alle cattedrali Europee; le ha arredate e decorate con ogni tecnica artistica, impiegando i migliori esperti nei vari settori, rendendole degne del suo più alto ideale. L'uomo ha costruito assieme con le case il suo abitante, nel centro di ogni grande città, in modo che nessuno possa negare la sua esistenza, ammutolito dalla maestosità di tutto ciò che appare ai suoi occhi sotto una cupola che rappresenta la volta celeste, su pavimenti decorati che riproducono la Terra, negli spazi saturi di cose apparentemente preziose ma che sono di fatto la mera esaltazione della vanità umana, eccessi deliranti e simbologie malsane che sorreggono i principi dogmatici delle religioni, anch'esse di concezione e manifattura umana. Nessun "dio" inventerebbe mai una "religione" che l'uomo debba seguire e a cui si dovrebbe sottomettere. Parafrasando quella meme (cosa che capita di questi tempi) che fede professavano il Buddha e il Cristo giudeo, arche-tipi letterari dell'uomo "risvegliato"? Non erano certo buddhisti o cristiani, erano uomini capaci di un pensiero indipendente, consapevoli con un certo grado della propria "divinità", considerata in quella che si potrebbe dire una visione "logica" rispetto a quella superstiziosa, destinata a permanere al di sopra della ragione attraverso la religione.
Religione, lo dice la parola stessa, tanto simile a ciò che lega in Italiano, è un principio giusto applicato in ogni possibile modo sbagliato da tutti, e da sempre; che l'unione faccia la forza non è una nozione dogmatica, o una "verità esoterica", ma una realtà energetica, e questo "legame sacro" -che si esprime al meglio nel concetto Induista della "unione cosmica", o yoga- è sempre stato principio di attrito e di scontro, e di qualche (famosa) guerra vera e propria. Al massimo e più alto ideale si oppone la realtà storica di un seme della discordia che viene piantato nelle menti del Gentile Pubblico in ogni modo e con ogni mezzo a partire dal Programma D'istruzione Globale. Da sempre.

Dopo l'Albergo abbandonato del film, questa sera su Facebook Mr. Shane'os Armstrong, sostenitore della teoria di un Impero Tartarico cancellato dalla storia e che avrebbe avuti -tra l'altro- dei camminatori a vapore come quello che Google mi dice invece inventato da un tale George Moore:


condivide questa foto con la sua didascalia: "Big door's for big people - Tartarian architecture."
(Grandi porte per gente grande - Architettura Tartara)


In effetti l'apparenza è impressionante, ma si tratta della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, vista dalle guglie del Duomo; e io non credo che Milano fosse una capitale dell'Impero Tartarico alla fine del millennio passato.... ma in fondo, che ne so. Una teoria tanto strampalata intanto spiegherebbe la profusione di edifici colossali che oggi sembrano appartenere ad un'altro mondo, e non al nostro passato ma sarebbero, come sostiene qualcuno, i resti di una civiltà precedente. Che è sicuraMente "vero", in un certo senso, perché il mondo dell'800 era tanto diverso da quello del 2019 quanto la mentalità di un individuo dell'epoca rispetto a quella di un nostro coevo; ma in senso strettaMente storico, è possibile sostenere l'ipotesi di un intero mondo costruito in una sorta di preistoria artificiale, che da un lato svela i misteri tecnologici della costruzione di megaliti e strutture oggi ritenute impossibili, e dall'altro crea un mistero di proporzioni mondiali sulle origini della stessa umanità?

Un esempio impressionante visto su YouTube è l'arco d'entrata alla Esposizione delle Conquiste dell'Economia Nazionale Russa, opera attribuita ad un Innokenti Melchakov architetto che si sarebbe compiuta nel 1954 durante la "ricostruzione", di cui abbiamo una foto su Wikipedia

By Amigo, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2838820
e una ancor + notevole su balrobotov.ru


e su mos.ru


per non parlare del Padiglione Centrale...

Wikipedia -- CC BY-SA 4.0
Come temo di aver già scritto, la Storia raccontata dal canale NewEarth su YouTube (dove si tratta anche del colossale arco suddetto) è perlomeno più interessante di quella ufficiale, e i misteri dei megaliti di Pumapunku per me non sono più o meno misteriosi di quelli dell'Arco della Galleria in Piazza Duomo. Entrambi provengono da un mondo che non è Qui, né Ora; e molto verosimilMente non è quello che ci vogliono far credere che sia (stato).


...

Un Zee Svatantra condivide l'immagine su Facebook:


con la didascalia: 

"Molti luoghi avevano trasporti elettrici 100 anni fa. Prima che fossero rimossi e rimpiazzati da quelli a petrolio/diesel. Questo è uno scooter elettrico del 1916."
(Trad. mia)
Con Google Images scopro che la foto è quella di "Florence Priscilla, Lady Norman (nata McLaren; 1883 – 1 Marzo 1964, Antibes) fu una attivista e suffragetta Britannica" 
(https://en.wikipedia.org/wiki/Florence_Norman) 

e la stessa immagine appare sul The Guardian online con la didascalia:

1 commento:

  1. "ferula
    /fè·ru·la/
    sostantivo femminile
    1.
    LETT.
    La bacchetta usata un tempo per castigare gli scolari; fig., strumento o motivo di intransigente correzione o costrizione.
    2.
    ARCAICO
    Il pastorale del vescovo."

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