Oggi (29.10.19) Trump si vanta di avere ucciso il capo dell'ISIS Abu Bakr Al-Baghdadi, come leggiamo su Google News
Ma sono vecchie news, come ci mostra questa image macro nel gruppo Awakening: Conspiracies, Prophecies, and Truths:
Il bello è che tutte queste "vecchie news" sono "vere", e le possiamo trovare negli archivi di Google News, a partire (almeno) dal 2014; questi sono alcuni ritagli della mia ricerca -- notare le date:
etc., etc.
(fonte: Google News)
Se non altro, adesso possiamo immaginare perché tanti "messia" sono "resuscitati" nel misterioso passato non-vegetale... Forse, sotto-sotto, non erano poi così morti come dicevano, innanzitutto.
E' così che nascono le leggende: con un mucchio di gente che ci crede, anche se non le legge necessariaMente.
-- Addendum: necessariaMente, la notizia su Facebook è diventata una meme di South Park, dove Abu sostituisce il multi-risorto Kenny:
Traduz. tradiz.: "Oh mio dio hanno ammazzato Baghdad!"
"Brutti bastardi!"
..."Brutti bastardi!"
Un commento casuale da Facebook, nella forma classica di image macro:
Trad.: "E' così bello fuori che dovrei
probabilmente chiudere le imposte
così che non ci sia un riflesso sul
mio schermo."
E' solo una probabilità, che potrebbe essere evitata; alla fine un riflesso non è gran cosa...
Per la cronaca oggi il cielo è coperto, non c'è alcun riflesso sul mio schermo, e non vedo l'ora di uscire da questa scatola-per-gente, per vagare nel limbo urbano fin oltre le mura della città.
Sono mura invisibili e altissime, spesso insuperabili per i suoi abitanti.
Adesso poi tutti hanno un vero computer portatile in tasca, e nessuno perde l'occasione di usarlo in ogni situazione possibile malgrado qualunque riflesso sullo schermo, quindi anche uscire di casa non interrompe la connessione globale... Ma continuo a considerare il Cammino di Lunga Vita qualcosa di letterale, oltre che letterario, e continuo a pensare che il camminare sia l'unico esercizio assolutaMente indispensabile all'essere umano. Non dico salutare (per quanto ciò sia maleducato=) ma indispensabile.
Intermezzo umoristico all'Inglese:
Trad. Cartellone:
"Immagina una città meno affollata...
Fai la tua parte FATTI STERILIZZARE! YAY!"
Titolo del NF:
"Cartellone Che Sembra Invitare La Gente Bianca Ad
Essere Sterilizzata Compare a Londra - National File"
Come si legge nel commento del fotografo su Twitter, l'annuncio non soddisfa i requisiti della 'diversità' (etnica), tutti i personaggi nella figura sono bianchi, a differenza degli altri cartelloni londinesi... Nel Grave Frangente Della Marea Nera che sta sommergendo l'Europa -ma anche il Regno Unito, malgrado la sua fuga - la cosa può insospettire... però alla fine la gente di ogni colore è qualcosa che io evito spesso e volentieri, e questo mi riporta al discorso di prima sul mio habitat artificiale, alla scatola-per-gente in cui sono rinchiuso e al fatto che adesso fuori dalla finestra è visibile un barlume di Sole... Quanto basta per convincermi a uscire di Qui, Ora.
A proposito...
"Tutte le strade portano a Roma"... almeno dalle nostre parti:
Trad.: "Tutte le strade in Europa che portano a Roma"
Il social web è pericoloso è sdrucciolevole... basta fare un passo falso e ti ritrovi in Sumeria:
dal gruppo Kiengir:
"Il termine [na₄]za-gin₃ è un termine Sumero per il Lapislazuli. Era l'equivalente del termine Accadico uqnû. [Tra i] Vari termini Accadici per lapislazuli si trovano 'zaginnu,' 'nazaginakku,' 'zagindurû,' e 'zagingutû,'. Il termine za-gin₃ fu anche usato come nome per il colore della pietra. Può essere utilizzato per significare luccicante o prezioso.
Il Lapislazuli è una splendida roccia metamorfica di un profondo azzurro utilizzata come pietra semi-preziosa. Ha un livello da 5 a 5.5 sulla scala della durezza di Mohs. Il Lapislazuli è la più abbondante delle pietre preziose rinvenute nei siti archeologici in tutta la Mesopotamia meridionale. E' anche la più frequentemente attestata fra le pietre preziose menzionate dalle fonti letterarie Sumere. La maggioranza degli oggetti composti di Lapislazuli che sono stati recuperati dai siti sono piccoli oggetti personali come gioielli e sigilli. Woolley trovò una quantità di oggetti in Lapislazuli durante gli scavi delle tombe di Ur che comprendono una coppa, un pugnale e una cote. Nel secondo millennio BCE fu attestato il Lapislazuli artificiale. Il modificatore 'kūru,' (che significa forno o fornace) aggiunto dietro ad 'uqnû' cambia il suo significato in 'Lapislazuli artificiale' (Oppenheim 1995:239, 1956). Il Lapislazuli è menzionato nei testi di incantesimi come materiale componente associato alla purificazione.
Il Lapislazuli era considerato una pietra sacra nell'antica Mesopotamia. La pietra era associata con Nisaba la deità della scrittura e degli scriba. Il tempio di Nisaba ad Unug (Uruk) era chiamato e₂-za-gin₃ o 'Casa dei Lapislazuli'. Le tavolette fatte di Lapislazuli avevano un significato particolare. Si diceva che Nisaba possedesse una tavoletta sacra di Lapislazuli chiamata dub mul-an o 'Tavoletta Stelle dei Cieli Tersi'. La tavoletta è menzionata negli inni a Nisaba e comunque altri testi la citano in una maniera che implica il fatto che fosse una reale tavoletta. I Mesopotamici potrebbero aver creduto che la tavoletta fosse una replica di un sacro diagramma stellare. Potrebbero anche aver creduto che i cieli fossero fatti di Lapislazuli come sottinteso in KAR 307 e AO 8196 spiegando così il colore del cielo azzurro. Diversi testi fanno riferimento ad an-za-gin₃ o 'cieli blu' compreso un incantesimo ad Utu (TCS 3 45:475) e un Inno di Rim-sin ('Mesopotamian Cosmic Geography' Horowitz 1998:167).
Il Lapislazuli è menzionato in molte storie compreso 'Enmerkar e il Signore di Aratta,' le epiche di 'Gilgameš,' ed 'Etana'. Dei testi menzionano una 'Montagna di Lapislazuli' come l'origine della pietra. Era importata grezza dalla regione che è il moderno Badakshan, in Afghanistan e poi lavorata in oggetti finiti quando il materiale grezzo raggiungeva la Mesopotamia. La presenza di frammenti grezzi e bozze di Lapislazuli trovati in depositi nei siti archeologici indica che il lapislazuli veniva lavorato sul posto (Oates et al. 2001:232). Secondo i testi Sumeri il Lapislazuli raggiungeva la Mesopotamia attraverso le vie del commercio in terre come Aratta, Meluḫḫa e Dilmun. 'L'Inno di Ninurta' e il 'Cilindro di Gudea B (XIV:13)' menzionano entrambi l'importazione del Lapislazuli da Meluḫḫa via nave.
Daniel T. Potts:
"Malgrado il fatto che il lapislazuli si trova in molte parti del mondo (von Rosen 1988), Badakshan nell' Afghanistan settentrionale rimane l'unica fonte conosciuta a cui accedevano i popoli dell'Antico Medio Oriente (von Rosen 1990; Casanova 1999; Michel 2001). Molto si è scritto sui metodi e i mezzi con cui il Lapislazuli viaggiava dal luogo di origine ai clienti dell'Ovest e questo indubitabilmente variò da periodo a periodo. E' improbabile che, in qualunque periodo, le spedizioni commerciali lasciassero la Mesopotamia e percorressero tutto il tragitto fino a Badakshan, ma attraverso i venditori ambulanti, le carovane o le famiglie di commercianti, è indubitabile che il Lapislazuli raggiungesse l'elite della Mesopotamia, come testimoniato da molte delle ricche offerte tombali composte di Lapislazuli che compaiono nel Cimitero Reale di Ur. Il fatto che molti degli oggetti fatti di Lapislazuli siano in stile puramente Mesopotamico, comunque, suggerisce che il materiale arrivasse non lavorato (per quanto senza dubbio sgrezzato) nelle botteghe Mesopotamiche, dov'era quindi lavorato nelle tipiche perline, in amuleti (ad es. in forma di rane e mosche), statuette, occhi per le statue antropomorfe delle divinità e vasellame.
Il Lapislazuli era anche una pietra importante per i sigilli cilindrici. E' interessante il fatto che 35 delle tombe Reali di Ur che contenevano oggetti d'oro contenessero anche sigilli di lapis (Rathje 1977:27). D'altro canto, i sigilli di Lapislazuli erano presenti anche in alcune delle tombe più povere (Gorelick e Gwinnett 1990: 53), e perline di Lapislazuli furono rinvenute nelle tombe di molti periodi ad Uruk (Limper 1988). Che individui di uno status relativamente basso potessero permettersi beni di una tale rarità è interessante per molti motivi, e suggerisce che ce ne fossero molti più di quanto uno possa pensare (forse alcuni nelle mani degli artigiani che producevano per una clientela meno elitaria) e che l'emulazione degli individui di ceto superiore da parte di quello inferiore possa essere stato un meccanismo potente per l'apparizione del Lapislazuli in un vasto spettro sociale."
'Babylonian sources of exotic raw materials' (2007) by D.T. Potts
"
"
(Trad. mia)
Quand'ero bambino, mio padre mi chiamava "il mio lapislazzuli". Forse lo faceva ironicaMente, ma non è una cosa che potrei mai dimenticare, in ogni caso.
Quand'ero bambino, mio padre mi chiamava "il mio lapislazzuli". Forse lo faceva ironicaMente, ma non è una cosa che potrei mai dimenticare, in ogni caso.
Oggi quei momenti non mi sembrano meno remoti dei Sumeri in Mesopotamia.
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Oggi ero in vena di Photoshopping, e ho composto questo poster alternativo per il capolavoro di David Lynch:
Quelle immagini mi ossessionano dalla mia più tenera età.
...
Trad.: "Lei: Deve star pensando a un'altra donna
Io: Se mio figlio diventa un prete, lo devo chiamare figlio o padre?"
Meme è ormai sinonimo di image macro, a prescindere dalla viralità che può rendere una image macro -o altro- il "fenomeno" effimero, in genere confinato alla videosfera, che era in origine -e rimane, per definizione- la vera-e-propria meme; infatti esistono vari generatori di memes, come ImgFlip, dove non si menziona alcuna 'image macro', una locuzione che al contrario di 'meme', e delle memes stesse, è piuttosto impopolare. Sarà perché è la "definizione ufficiale"...?
Comunque sia, le cosiddette memes sono la forma di espressione più efficace e completa di una idea, la cui radice etimoLogica è quella dell'antico verbo Greco per "vedere".
Oggi tutto è iniziato con questa del gruppo UNAPPRECIATED PUNS:
Io: Se mio figlio diventa un prete, lo devo chiamare figlio o padre?"
Da ImgFlip ho raccolti quelli che ritengo i quesiti più drammatici ... almeno per LUI
(Lui:) Come fanno le ragazze Amish a sapere se è una cena romantica a lume di candela o soltanto una normale cena?
(Raydog)
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne
(Lui:) Che colore diventano i Puffi quando si scottano al sole?
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne
(Lui:) Mi chiedo se i gemelli si rendano conto che uno di loro non era previsto
(kewlew)
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Sento odore di toast
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Quando una persona sorda vede uno che sbadiglia pensa che stia urlando?
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Quando smette di essere parzialmente nuvoloso e inizia a essere parzialmente soleggiato?
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Chissà se il mio stomaco pensa che tutte le patate siano purè
(Non credo che uno stomaco possa pensare, ma potrebbe crederlo...)
Lei: Scommetto che sta pensando ad altre donne.
Lui: Se la scarpa di Cenerentola calzava perfettamente, perché l'ha persa?
(Perché correva giù per le scale con i tacchi alti, ma questo lo sanno tutti=)
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Altre donne
(Lei:) Probabilmente sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Quando un pesce volante salta fuori dall'acqua trattiene il respiro?
(La risposta è: NO!=)
(Lei:) Scommetto che sta pensando ad altre donne.
(Lui:) Perché i gatti non miagolano alle cose come i cani abbaiano alle cose?
Non voglio entrare nel merito della questione, ma la risposta a questo quesito è piuttosto ovvia, per chiunque conosca cani & gatti... Ma non tutti li conoscono abbastanza per poter dormire tranquillaMente la notte.
Una delle cose a cui potrei pensare io, a dispetto di una ipotetica partner gelosa, potrebbe essere il motivo per cui la Domenica, il nostro Giorno del "Domine" (Dio, il Dominatore delle masse) è il Giorno del Sole nel resto del mondo, e non soltanto nei Paesi anglofoni, dov'è appunto sun-day, ma anche in alcuni Paesi non-occidentali, così com'era in epoca Classica, e come si legge si Wiki Eng alla voce Sunday:
"Etimologia
Il nome "Sunday", il giorno del Sole, è derivato dell'astrologia Ellenistica, dove i sette pianeti, conosciuti in Inglese come Saturn, Jupiter, Mars, Sun, Venus, Mercury e Moon, avevano un'ora del giorno assegnata ad ognuno, e il pianeta che reggeva la prima ora di ogni giorno dava il nome a quel giorno. Durante il I e II Secolo, la settimana di sette giorni fu introdotta a Roma dall' Egitto, e i nomi Romani dei pianeti furono dati ad ogni giorno successivo.
I popoli Germanici sembrano avere adottata la settimana come divisione del tempo dai Romani, ma essi cambiarono i nomi Romani in quelli delle corrispondenti divinità Teutoniche. Quindi, il dies Solis divenne Sunday (Tedesco, Sonntag).
Il sostantivo Inglese Sunday derivò in un periodo precedente al 1250 da sunedai, il quale a sua volta si sviluppò dall'Inglese Antico Inglese Antico (prima del 700) Sunnandæg (che significa letteralmente "giorno del Sole"), il quale è imparentato ad altre lingue Germaniche, compreso l'Antico Frigio sunnandei, l'Antico Sassone sunnundag, l'Olandese Medio sonnendach (Olandese moderno zondag), l'Antico Alto Germanico sunnun tag (nel Tedesco moderno Sonntag), e l'Antico Norvegese sunnudagr (Danese e Norvegese søndag, Islandese sunnudagur e Svedese söndag). Il termine Germanico è una interpretazione Germanica del Latino dies solis ("giorno del sole"), il quale è una traduzione del Greco Antico ek heméra helíou.[3] Anche la lingua Celtica del Galles traduce il Latino "giorno del sole " come dydd Sul. [StranaMente simile al Milanese "dì d'ul Su', ndt]
In molte lingue Indiane, la parola per Sunday [o per domenica, ndt] è Ravivāra o Adityavāra o le sue forme derivate — dove vāra significa giorno, Aditya e Ravi sono entrambi uno stile (un trattamento d'onore) per Surya cioè il Sole e Suryadeva la massima deità solare e uno degli Adityas. Ravivāra è il primo giorno citato nello Jyotisha, il che fornisce un motivo logico per nominare ogni giorno della settimana. Nel calendario solare Thai della Thailandia, il nome ("Waan Arthit") è derivato da Aditya, e il colore associato è il rosso.
In Russo la parola per Sunday è Воскресенье (Voskreseniye) che significa "Resurrezione".[4] In altre lingue Slave la parola significa "niente lavoro", ad esempio nel Polacco Niedziela, in Ucraino: Недiля, in Bielorusso: Нядзеля, in Croato: nedjelja, in Serbo e Sloveno: Nedelja, in Ceco: Neděle, e in Bulgaro: Неделя.
La moderna parola Greca per Sunday, Κυριακή, è derivata dal Greco: Κύριος (Kyrios, Signore) anche a causa del suo significato liturgico come giorno di commemorazione della resurrezione di Gesù Cristo, cioè The Lord's Day [il Giorno del Signore, ndt]
In Coreano, Sunday è chiamato 일요일 Il-yo-Il, che significa "giorno del sole". In Giapponese, Sunday è 日曜日 Nichiyōbi, che si traduce in "sun day" ["Giorno del Sole" ! NdT]
(...)
Sunday* nel Cristianesimo
Corrispondente pagano
Nella cultura Romana, Sunday era il giorno del dio Sole. Nel paganesimo, il Sole era una sorgente di vita, che dava tepore e illuminazione all'umanità. [I bei tempi andati... chissà chi provvede oggi all'umanità cristianizzata...? NdT] Esso era il centro di un culto popolare tra i Romani, i quali si alzavano all'alba per catturare i primi raggi di luce solare mentre pregavano.[in dubbio ]
L'opportunità di trovare nel culto della natura dei loro vicini pagani un valido simbolismo per la loro fede non andò perduta per i Cristiani. Uno dei padri della Chiesa, S. Girolamo, avrebbe dichiarato: "Se i pagani chiamano [il Giorno del Signore] [...] 'giorno del sole,' noi lo accettiamo volentieri, poiché oggi la luce del mondo si è levata, oggi è rivelato il sole della giustizia con la guarigione nei suoi raggi."[7]
Una considerazione simile potrebbe avere influenzata la scelta della data di Natale nel giorno del solstizio invernale. la cui celebrazione era parte del culto Romano del Sole .[in dubbio ][8] Allo stesso modo, le chiese Cristiane sono state costruite e sono ancora costruite (per quanto possibile) con un'orientamento tale per cui la congregazione era rivolta verso l'alba ad Oriente. Molto più tardi S. Francesco avrebbe cantato nel suo famoso cantico: "Be praised, my Lord, through all your creatures, especially through my lord Brother Sun, who brings the day; and you give light through him. And he is beautiful and radiant in all his splendor! Of you, Most High, he bears the likeness."
["A te solo, Altissimo, si confanno, e nessun uomo è degno di te. Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina ed esso è bello e raggiante con grande splendore: di te, Altissimo, porta significazione."
Da notare qui la traduzione di "significazione" in "somiglianza"- likeness- nel testo Inglese, dove la valenza semantica del primo è oggetto di grande interesse in quest'ambito, e di infiniti dubbi, in ogni caso, ndt]
"Uso Cristiano
Gli antichi Romani usavano tradizionalmente il ciclo nundinale di otto giorni, la settimana del mercato, ma all'epoca di Augusto nel I Sec. AD, entrò in uso anche una settimana di sette giorni.
Giustino Martire, alla metà del II Secolo, menziona come le "memorie degli apostoli" venissero lette nel "giorno detto del sole" (Sunday - SIC, NdT) assieme agli "scritti dei profeti." [9]
Il 7 Marzo 321, Costantino I, il primo Imperatore Cristiano di Roma (...), decretò che Sunday [SIC] sarebbe stato osservato come il giorno Romano del riposo:[10]
Malgrado l'adozione ufficiale del Sunday come giorno di riposo da parte di Costantino, la settimana di sette giorni e il ciclo nundinale continuarono ad essere utilizzati contemporaneamente fino almeno al Calendario del 354 e probabilmente anche più tardi.[12]
Nel 363, il Canone 29 del Concilio di Laodicea proibì l'osservanza del Sabbath Giudaico (Saturday ["Sabato", lett. giorno di Saturno, ndt), e incoraggiò i Cristiani a lavorare di Sabato e a riposare nel Giorno del Signore (Sunday) [SIC!!].[13] Il fatto che il canone stesso dovesse essere emanato indica che l'adozione del decreto di Costantino del 321 non era ancora universale, nemmeno presso i Cristiani. Indica inoltre che i Giudei osservavano il Sabbath di Sabato."
In merito alla sua posizione nella settimana, leggiamo inoltre:
"
Cultura e lingue
Nella tradizione dei Giudei e in alcune Cristiane, così come in qualche tradizione Islamica, Sunday è stato considerato il primo giorno della settimana. Una quantità di lingue esprimono questa posizione sia per il nome del giorno o da quello degli altri giorni. In Ebraico è detto יום ראשון yom rishon, in Arabo الأحد al-ahad, in Persiano e lingue correlate یکشنبه yek-shanbe, tutti significanti "primo".
In Greco i nomi dei giorni Lunedì, Martedì, Mercoledì e Giovedì ("Δευτέρα", "Τρίτη", "Τετάρτη" e "Πέμπτη") significano "secondo", "terzo", "quarto", e "quinto" rispettivamente. Questo lascia Sunday in prima posizione nella conta della settimana. Il nome Greco attuale per Sunday, Κυριακή (Kyriake), significa "Giorno del Signore" derivato dalla parola Κύριος (Kyrios), che è la parola Greca per "Signore". Similmente in Portoghese, dove i giorni da Lunedì a Venerdì sono contati come "segunda-feira", "terça-feira", "quarta-feira", "quinta-feira" e "sexta-feira", mentre lo stesso Sunday come in Greco ha il nome di "Giorno del Signore" ("domingo"). In Vietnamita, i giorni lavorativi della settimana sono chiamati: "Thứ Hai" (secondo giorno), "Thứ Ba" (terzo giorno), "Thứ Tư" (quarto giorno), "Thứ Năm" (quinto giorno), "Thứ Sáu" (sesto giorno), "Thứ Bảy" (settimo giorno). Sunday è chiamato "Chủ Nhật", una forma corrotta di "Chúa Nhật" che significa "Giorno del Signore". In alcuni testi colloquiali nel Sud del Vietnam e della chiesa possono ancora utilizzare l'antica forma per indicare Sunday. In Tedesco, Mercoledì è chiamato "Mittwoch", letteralmente "mezza-settimana", indicando che le settimane vanno da Sunday a Sabato [Saturday, ndt].
Il nome è simile nelle Lingue Romanze. In Italiano, Sunday è chiamato "domenica", che pure significa "giorno del Signore" (dal Latino "Dies Dominica"). Si trovano parentele simili in Francese, dove il nome è "dimanche", così come nel Rumeno ("duminică") nello Spagnolo e nel Portoghese ("domingo").
[La mia traduzione di "Signore" qui è dall'Inglese "Lord", distinto da "God" -- "Dio", ndt]
Non vorrei trarre delle conclusioni affrettate ma mi pare che oggi in tanti paesi, più o meno cattolici, dove in teoria dovrebbe valere per tutti un "Giorno del Signore", si continui ad osservare un misterioso "Giorno del Sole", e che questo sia sempre stato fino ad un'epoca storicaMente -ovvero, possibilMente- recente, il Primo Giorno della Settimana, con la celebrazione dell'inizio di un nuovo breve ciclo Solare dedicato al Grande Luminare di biblica memoria, e seguito da quelli chiamati con i nomi delle stelle vaganti (πλάνητες ἀστέρες, o "planētes asteres", da cui i "pianeti") o "piccoli luminari". In ogni caso, che si tratti di divinità Classiche o Greco-Romane, che oggi conosciamo come "pianeti", oppure degli Asi Nordici, è abbastanza ovvio che a capo (cioè all'inizio) di tutti loro si dovrebbe trovare la deità massima, o appunto il dominatore, il quale per colmo dell'ironia è finito invece in fondo alla fila, quando la settimana del calendario Gregoriano ha inizio con il giorno dedicato alla luna.
E' un paradosso enorme, per un culto astroteologico che è molto ovviamente di matrice eliolatrica; ma per qualche motivo io ho sempre sospettato che dietro la misurazione cronoLogica attuale si nasconda un mistero insospettabile per il gregge cristiano, e perlopiù incomprensibile data la stessa natura misteriosa del sistema religioso cattolico; per me è già piuttosto arduo sapere cosa sia successo lunedì scorso, figuriamoci nei millenni di un passato non-vegetale... Non di meno, questo è un sospetto che mi preme di condividere con il mio lettore; non ho ancora capito se Abraxas sia un alter-ego del demiurgo degli Gnostici (il "dio ebreo"), ma la suddivisione degli "anni solari" in 365 giorni, e ogni implicazione più o meno immaginabile nell'esistenza di chiunque viva questi tempi "alterati", ordinati artificialMente e in contrasto con la Tradizione Primordiale (ergo, esoterica) fino alle parole o "nomi" che identificano tutti i giorni delle nostre vite, sono fattori nel contempo fondaMentali e puntualMente trascurati dalla maggioranza degli autori specializzati e degli esperti in materia.
Questa mi sembra un'altra di quelle (molte) cose che nessuno vorrebbe mai davvero conoscere.
...
La notizia del mese (scorso, ma con un lungo strascico social) è l'annuncio della morte del Cubano Carl Ruiz, chef televisivo di Food Network noto soprattutto per la sua idiosincrasia nei confronti della dieta vegan; il poveretto si è spento nel sonno a 44 anni, per un "attacco di cuore" (infarto del miocardio), come si legge su Google News
Su Wikipedia leggo:
"Ruiz era noto per la sua preferenza per i piatti di carne fritta o grigliata, così come per il suo schietto criticismo e il trolling dei vegetariani e dei vegan online. Ruiz è morto di attacco cardiaco all'età di 44 anni."
(https://en.wikipedia.org/wiki/Carl_Ruiz - Trad. mia)
The Epoch Time riporta nel dettaglio:
"Ruiz è morto all'età di 44 anni in Settembre per un disturbo aterosclerotico cardiovascolare, ha confermato il Maryland Department of Health a TMZ Mercoledì.
La Mayo Clinic ha detto che la malattia si manifesta nell'indurimento delle arterie e in una ostruzione di colesterolo e di grasso che forma una placca sulle pareti arteriose."
Non potrebbe esistere una forma di propaganda più efficace di questa in favore del veganismo... Malgrado questo ridicolo nome.
IronicaMente, il grande odiatore dei vegetariani è divenuto un'icona contro le sue proprie malefiche "preferenze"; un martire dell'ignoranza, e un eroe dei suoi odiati erbivori.
Così la famosa foto in cui Ruiz ostentava una t-shirt con la scritta "0% vegan" oggi è divenuta una meme postuma condivisa dal gruppo FB Vegan For The Animals.:
Trad.: "0% VEGETARIANO
VIVO"
Pace all'anima sua... ma nella fantasia cristiana, adesso dovrebbe trovarsi in un ambiente ideale per friggere e grigliare tutto ciò che gli pare.
Come ho scritto su Facebook poco fa, "Karma significa azione"; che è una questione etimoLogica, ma soprattutto logica.
-- Addendum -- dal gruppo Lifes Perspectives una massima che casca a fagiolo (e non a cotoletta!):
Trad.: "Per essere vecchio e saggio,
devi prima essere giovane e stupido."
Verissimo, ma anche alla stupidità c'è un limite... Che a volte è quello più estremo.
A proposito di stupidità (silliness) per gli ammiratori del gruppo comico Inglese Monty Phyton, la notizia che Michael Palin è stato investito del cavalierato porta ad una inevitabile conclusione:
...che finalmente potrà dire "Ni!" anche nella vita quotidiana!!!
Palin è divenuto famoso soprattutto per avere interpretato con grande bravura il balbuziente Ken nel film Un pesce di nome Wanda (1988)
(a proposito di veganismo...)
ma per qualche motivo quello più che serio, mefistofelico di Jack Lint in Brazil (1985) rimane per me uno dei personaggi cinematografici più indimenticabili del millennio passato -- assieme all'idraulico-terrorista Harry Tuttle (De Niro); forse perché conoscendo Palin soltanto come attore comico, il vederlo allora nei panni dell'aguzzino statale fu uno shock per il giovane cinefilo.
InevitabilMente, oggi cercando "Michael Palin in Brazil" su YouTube, si trovano soltanto spezzoni del suo documentario sul viaggio in Brasile durante il giro del mondo, e questo breve video di scarsa qualità (attenzione spoiler):
Forse in effetti la sua apparizione più famosa al cinema è stata quella di Ponzio Pilato nel film Brian di Nazareth (Life of Brian, 1979), nella cui versione Italiana è stato doppiato da Mario Marenco, e dove l'improbabile Biggus Dickus è diventato l'ancor più goliardico "Marco Pisellonio":
Comunque sia, i motivi della nomina sono i suoi '“servizi per i viaggi, la cultura e la geografia" (Wikipedia), servizi prestati appunto durante le riprese della serie TV Michael Palin: Around the World in 80 Days che l'hanno portato letteralmente in tutto il mondo sulla strada ferrata, un'esperienza della quale ha scritto poi in sette libri.
Chi l'avrebbe mai detto, ai tempi dei Python...
Trad.: "Mi fa male il cervello!"
...
Qualcuno del gruppo Spiritual Waking Up si chiede:
Trad.: "Il fine della vita umana è di uscire dal ciclo della reincarnazione, per cosa pensate che
siamo qui?"
"The goal of human life is to escape from the cycle of reincarnation,what do you think why we are here?"
Trad.: "Il fine della vita umana è di uscire dal ciclo della reincarnazione, per cosa pensate che
siamo qui?"
"I saggi dell'Antica India ci dicono che il fine della vita umana è di uscire dal ciclo infinito della reincarnazione. "Non tornate indietro", ci avvertono. Tutto sommato, la situazione dell'entità vivente catturata nel ciclo della vita e della morte è in qualche modo come quella dell'eroe Greco Sisifo, re di Corinto, il quale una volta cercò di superare in astuzia gli dei ma fu condannato ad un fato sfavorevole. Gli fu data la punizione di fare rotolare un enorme masso su una collina, ma ogni volta che il masso raggiungeva la cima, esso rotolata giù di nuovo, e Sisifo era costretto a ripetere infinitamente l'arduo compito. Similmente, quando una entità vivente nel mondo materiale termina una vita, egli deve, per la legge della reincarnazione, iniziarne un'altra. In ogni vita, egli lavora duro per ottenere i suoi scopi materiali, ma i suoi tentativi finiscono sempre con un fallimento, e deve iniziare di nuovo. Fortunatamente, noi non siamo Sisifo, ed esiste una via d'uscita dal ciclo della nascita e della morte. Il primo passo è la conoscenza che "Io non sono questo corpo". I Veda affermano Ahaṁ Brahmāsmi ; "io sono pura anima spirituale" ....Wiki (Eng) docet:
Nella filosofia Hindu, l'aforisma Sanscrito Ahaṁ Brahmāsmi (Devanagari: अहं ब्रह्मास्मि) "io sono l'Assoluto".[1] è uno dei quattro Mahavakya usati per spiegare l'unità di macrocosmo e microcosmo.[2]
Significato
Letteralmente, Aham (अहं) significa "io", ciò che non può essere disertato o abbandonato essendo costante, inevitabile, sempre presente. Brahma (ब्रह्म) significa completamente pieno o intero (ब्रह्म è il primo caso in cui Brahman è singolare) e Asmi (अस्मि) significa "sono," la coniugazione al singolare del tempo presente del verbo "अस्," "essere." Questo mahāvākya è nel Brihadaranyaka Upanishad del Shukla Yajurveda.
Brahman è la Realtà Infinita, l'esistenza di ogni cosa in sé; solo quando l'ego muore questo può realizzarsi. In questo aforisma lo "io" non la è limitato all'ego trasmigrante , al fattore e al recipiente interiore, e nemmeno al corpo e alla mente. L'uomo (il quale è una entità cosciente) da solo ha la capacità di migliorare il suo stato presente, di guidare il proprio futuro, di indagare e conoscere la verità, e di liberarsi dal ciclo della nascita e della morte (vidyā adhikāra) attraverso azioni accorte (karma adhikāra).
Vidyāranya nel suo Panchadasi (V.4) spiega:
- स्वतः पूर्णः परात्माऽत्र ब्रह्मशब्देन वर्णितः |
- अस्मीत्यैक्य-परामर्शः तेन ब्रह्म भवाम्यहम् ||
- "Infinito per natura, il Sé Supremo è descritto qui dalla parola Brahman (lett. in continua espansione, la realtà ultima), la parola asmi denota l'identità di aham e Brahman. Quindi, (il significato dell'espressione è) "Io sono Brahman."
(https://en.wikipedia.org/wiki/Aham_Brahmasmi - Trad. mia)
*) L'inglese "enquiry" derivato dal "Latino inquīrō" (Wiktionary) è ovviaMente più affine all'italiano inchiesta, o inquisizione, ma potrebbe essere frainteso dato il suo uso comune nel contesto legale.
Per quanto mi riguarda, ha la stessa valenza semantica del verbo Greco noto per la frase del tempio delfico, da cui il maccheronico "gnosi":
"
(https://en.wiktionary.org/wiki/%CE%B3%CE%B9%CE%B3%CE%BD%CF%8E%CF%83%CE%BA%CF%89#Ancient_Greek - Trad. mia)
... definire un limite certo qui è impossibile, e relativaMente pericoloso. Comunque sia, io "imparo me stesso", e mi "distinguo"; prendo coscienza di me stesso ogni giorno, mi giudico, mi inquisisco, e mi condanno ogni giorno; soltanto l'ultima parte è ormai del tutto esclusa dalla mia indagine vitale.
Ma questi sono fatti miei.
Come si sfugge allo "io" che per definizione è aham, cioè costante, inevitabile e sempre presente? Per qualcuno sarà inevitabile anche riConoscere l'affinità fra ciò che è aham e il dukkha, mentre è perlomeno curiosa l'assonanza fra Aham e "I am" (soprattutto nella pronuncia del Sud degli USA=); sembra che in ogni caso essere "l'Assoluto" possa portare ad una conclusione altrettanto inevitabilMente dolorosa,
Dopo aver letto il post di cui sopra, ieri mattina ho annotato sul telefono:
*) L'inglese "enquiry" derivato dal "Latino inquīrō" (Wiktionary) è ovviaMente più affine all'italiano inchiesta, o inquisizione, ma potrebbe essere frainteso dato il suo uso comune nel contesto legale.
Per quanto mi riguarda, ha la stessa valenza semantica del verbo Greco noto per la frase del tempio delfico, da cui il maccheronico "gnosi":
"
γιγνώσκω • (gignṓskō)
- Sono cosciente di; io percepisco, osservo, conosco, imparo
- (nella prosa) Io osservo, formo un giudizio, giudico, determino, penso
- (passivo, di persone) Io sono giudicato colpevole
- (passive perfetto con senso attivo) quotations ▼
- Io conosco carnalmente, ho fatto sesso con
(https://en.wiktionary.org/wiki/%CE%B3%CE%B9%CE%B3%CE%BD%CF%8E%CF%83%CE%BA%CF%89#Ancient_Greek - Trad. mia)
... definire un limite certo qui è impossibile, e relativaMente pericoloso. Comunque sia, io "imparo me stesso", e mi "distinguo"; prendo coscienza di me stesso ogni giorno, mi giudico, mi inquisisco, e mi condanno ogni giorno; soltanto l'ultima parte è ormai del tutto esclusa dalla mia indagine vitale.
Ma questi sono fatti miei.
Come si sfugge allo "io" che per definizione è aham, cioè costante, inevitabile e sempre presente? Per qualcuno sarà inevitabile anche riConoscere l'affinità fra ciò che è aham e il dukkha, mentre è perlomeno curiosa l'assonanza fra Aham e "I am" (soprattutto nella pronuncia del Sud degli USA=); sembra che in ogni caso essere "l'Assoluto" possa portare ad una conclusione altrettanto inevitabilMente dolorosa,
Dopo aver letto il post di cui sopra, ieri mattina ho annotato sul telefono:
"Tutti si chiedono perché siamo qui; tutti se lo sono sempre chiesto... Allora cos'altro ci accomuna tutti, Qui e Ora, se non la più grande ignoranza e la più assoluta incoscienza? E' una condizione paradossale di cui nessuno ha mai saputo riconoscere un valore certo e univoco, per cui la vita ha sempre e soltanto quel significato che ognUno può riconoscergli da sé nell'unico modo possibile, vivendola fino alla fine. Possiamo trovare risposte a tutto, logicaMente, ma non alla Domanda Principale; questo suggerisce che non ci sia alcuna risposta, che la logica non ci può aiutare, e che la tendenza generale dell'uomo sia di cercare ciò che non esiste da principio, per poi trovarlo alla fine."
Per quanto riguarda il blogger, posso solo proseguire nella mia inchiesta, che proseguirà incessanteMente anche fuori da questo post.
Voglio concluderlo con la mia impressione data dalla lettura del lemma wikipedico citato qui sopra, in merito al concetto dello aham che per qualche motivo mi ricorda "I am", e il versetto biblico che "rivela" il misterioso nome divino, con l'insuperabile ambiguità tipica degli Israeliti:
"Io sono colui che sono (in ebraico: אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה?, ʾehyeh ʾašer ʾehyeh) è la traduzione italiana comune, ma ambigua[1], della risposta che Elohim diede a Mosè riguardo il nome da presentare agli Israeliti (Esodo 3,13-15). Questo nome è anche la traduzione del famoso Tetragramma biblico, ma anche il nome ufficiale e per eccellenza di Dio, per gli Ebrei e i Cristiani (essendo il “padre“ della Trinità)"
Quando il dio degli ebrei (cioè la loro mente collettiva e immortale -- scripta manent) dice "Io sono colui che sono", è come se dicesse che "Io sono Io", ovvero LO io, che è proprio lo stesso "essere cosciente" o "conscio" che interpreta logicaMente le parole che vengono lette, in questa sorta di ironico indovinello dal tipico spirito chutzpah. Non c'è alcuna differenza tra lo incomodo "io" da cui cerca di sfuggire il brahmano (o brahman umano) e il "dio" della tradizione occidentale, e nel contesto religioso cattolico non c'è verso di elevarsi da questo paradossale "egoismo di massa", perché -appunto- è cattolico, cioè universale nella logosfera giudeo-cristiana. Ci siamo dentro tutti, dal Principio; perché "In principio era il Verbo", ma non era Italiano. E lo sappiamo.























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