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lunedì 25 novembre 2019

El Bestia de Milan

Molti conoscono il paradosso socratico, a cui stranaMente non è (ancora) stato dedicato un articolo su Wikipedia Italia, ma che troviamo in Inglese e altre lingue.
Da Wiki Eng sappiamo che ""So di non sapere" è un detto derivato dalla testimonianza di Platone sul filosofo Greco Socrate. Viene anche detto paradosso Socratico. Non è mai stato riportato che questa frase sia stata pronunciata dallo stesso Socrate."
Cosa che lo rende un vero, Grande Paradosso.
In ogni caso, esiste un altro pensiero affine, e a mio parere altrettanto notevole, lasciatoci dallo "ʿālim, teologo musulmano sunnita, e poeta mistico di origine persiana." "Jalāl ad-Dīn Muḥammad Balkhī"(Wikipedia) meglio noto - o più facilmente memorizzabile come Rumi; lo riporta oggi il gruppo Spiritual Waking Up su Facebook:


Trad.: "L'ARTE DI SAPERE E' SAPERE
COSA IGNORARE. - RUMI"


Forse in effetti occorre un approccio artistico della conoscenza, che non mi pare altrettanto ovvio nel pensiero dei filosofi "classici". Ma questa è solo la mia impressione.
La ridondanza cognitiva nell'era multiMediale invece è un fatto; così come la dissonanza, e la inerzia. 
Soprattutto.


...


E' tanto vero che non si sa altro -a parte il non-sapere- che persino la TV me l'ha comProvato oggi, insegnandomi la parola "Mabinogion", di cui leggo:
"La stessa parola mabinogi è una sorta di puzzle, per quanto sia chiaramente derivata dal Gallese mab, che significa "figlio, ragazzo, giovane persona".[19]Eric P. Hamp delle prime tradizioni scolastiche sulla mitologia, trova una suggestiva connessione con Maponos "il figlio Divino", una divinità Gallo-Romana. Mabinogi è applicabile correttamente soltanto al Quattro Rami [20] (Four Branches, NdT) il quale è un quartetto strettamente organizzato molto probabilmente da un solo autore, dove gli altri sette sono oltremodo diversi. (...) Ognuno dei quattro racconti termina con il colophon "thus ends this branch of the Mabinogi" ["così termina questo ramo del Mabinogi", Ndt] (in varie formule), da cui il nome.[21]"

Ma la parte interessante, o perlomeno curiosa per chi considera l'opera di Mastro Lorenzini -detto Collodi- un capolavoro esoterico dell'era moderna, è la pronuncia del nome, di etimologia incerta; per quanto non si sappia esattaMente da dove arrivi, sappiamo invece come si dice, perché ce lo dice proprio Wikipedia English:


(https://en.wikipedia.org/wiki/File:Mabinogion.wav)


Il lettore/ascoltatore italico, ma attento, avrà notata la peculiare assonanza di questo termine "misterioso" con un nome che al contrario si può intuitivaMente derivare da "Pino", cioè dalla specie di albero dal cui legno fu tratto il protagonista collodiano.
Io non ho alcun dubbio sul fatto che il capolavoro di Mastro Lorenzini sia degno di tanta tradizione millenaria e immortale, e che il suo famoso Libro si possa considerare un erede delle leggende (cioè, cose da leggere) di origine Gallese; nessuno può mettere in discussione la sua meritata fama per quanto non ricordi una parola del Libro, se mai lo ha letto.
La palese assonanza fonetica fra Mabinogion e il nome che si differenzia per un ironico "MA" iniziale, si può considerare una mera coincidenza, come praticaMente tutto ciò per cui non si trovi una etichetta migliore con cui colloCarlo nella nostra memoria. Certo, "Collodi Carlo" è un nome che risulta particolarMente facile da sistemare in questo senso... 
Non di meno, "combinazione" è un concetto che vale per una "coincidenza" come per una 'sequenza alfa-numerica' di sorta.
Per quanto poco io sappia di questo mondo, so che è un Mondo Di Parole, e dunque ogni "combinazione" simile mi appare sempre come una nuova "chiave di lettura" del mondo, e sembra attivare un meccanismo cognitivo connaturato, e incontrollabile nella sua attività puntuale e incessante. Anche (o soprattutto) durante il sonno.
 Comunque sia, è tale l'ironia di questo gioco-di-parole mondiale, ed eterno, che anche nel caso del Gallese Mabinogion si parla sempre -figurataMente- di legno, cioè del suddetto Quattro Rami (Four Branches)...
In merito invece alla mia presunta etimologia del nome del burattino famoso, Wikipedia Italia la deriva dal "pinolo", senza nemmeno menzionare la natura del ceppo donato da Mastro Ciliegia a Geppetto; questo l'ha notato il curatore del sito della Falegnameria Troiani, perché ovviaMente sa bene di cosa sta parlando, anche quando scrive:
"Non ci crederete ma Collodi, l'autore del libro di Pinocchio, diede una spiegazione sul tipo di legno utilizzato da Mastro Geppetto per costruire il burattino più famoso del mondo. Ebbene, il tronco da cui nacque Pinocchio era un Pino. Quando poi Geppetto gli disegnò gli occhi li fece molto grandi e gli piacquero molto. Visto che la sua creazione aveva degli occhi bellissimi e veniva dal legno di pino, decise di chiamarlo "Pinocchio"."

A quanto pare Wikipedia non ci crede; il Troiani d'altro canto non cita alcuna fonte di supporto; io sono molto dubbioso su entrambe le versioni, anche se quest'ultima è abbastanza poetica da meritarsi un post-icino qui.
Secondo l'autore, "Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze."
Era legno, e nient'altro...  Ma poi divenne un bambino vero; ormai lo sanno tutti.


Di SunOfErat - Screenshot catturato e caricato dal cofanetto DVD Twin Peaks, Definitive Gold Box Edition dall'utente SunOfErat., Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3932048
"Screenshot della serie televisiva I segreti di Twin Peaks. Episodio 01x06, I sogni di Cooper (Cooper's Dreams). Personaggio: La Signora Ceppo (Margaret Lanterman)."



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L'ipotesi non è mia, ma è condivisa nel gruppo FB Tartary Tech, Pictures, Info, Science Tests, all things Tartary and beyond:

"America, casa del Sacro Impero Romano. 
Notate il Dragone (Quetzalcoatl) che mangia i piedi dell'uomo rispetto al Quetzalcoatl che mangia la testa dell'uomo?
Questo è fatto di proposito. Nella mitologia Americana, Quetzalcoatl non sta mangiando l'uomo, sta mettendo grande conoscenza e saggezza nella sua testa. Dopo di che, essi divengono uno. Per questo motivo gli Indiani Americani [EH!, ndt] portano le penne di Quetzalcoatl sulle loro teste.
L'uomo i cui piedi vengono mangiati viene soltanto divorato."

(Trad. mia)







Qualcuno del gruppo commenta:



Trad.: "Il biscione (...) comunemente noto anche come "la vipera" (...) è un carico araldico che mostra su argento un serpente azzurro nell'atto di consumare un umano; solitamente un bambino e talvolta descritto come un Moro o un Turco Ottomano. La prima menzione di un biscione come emblema dei Visconti di Milano è nel libro De Magnalibus urbis Mediolani, scritto nel XIII Secolo da Bonvesin de la Riva alla fine del XIII Secolo. Una possibile origine del biscione è stata rinvenuta all'inizio del XI secolo portato a Milano..."

Abbiamo un ennesimo indizio di complotto nel seguito dell'articolo Wikipedico:
"La parola "biscione" è un maggiorativo maschile del femminile Italiano "biscia", "serpente dei prati" (corruzione di "bistia", in definitiva dal Latino "bestia"). Come simbolo di Milano, il biscione è anche utilizzato dal football club Inter Milan, dall'azienda automobilistica Alfa Romeo (nota anche come la "Casa del biscione" ... ) e, in una versione dove un fiore sostituisce il bambino (forse a cause delle possibili interpretazioni come simbolo razzista) dalle compagnie di Silvio Berlusconi Mediaset e Fininvest e le sue zone residenziali Milano Due e Milano Tre (un biscione stilizzato composto del numero "5" è anche il simbolo del Canale 5 di Berlusconi). Un simile disegno si ritrova nei sigilli del nobile Ungherese Nicholas I Garai, paladino del Re d'Ungheria (1375–1385). Qui il serpente coronato divora un globo crucigero, in luogo di un umano.[4]
"
L'origine è confermata da Google:

"Lat. bestia, che dal V sec. comincia a indicare ‘il serpente’ •sec. XIII."

Dunque la famosa bestia apocalittica il cui nome è il famoso - e misterioso- numero è di fatto un'altra forma, o sinonimo di "biscia" in lingua Latina, e quindi del famoso "serpente" di biblica memoria;  e io temo che questa nozione sia perlopiù ignorata nella logosfera cattolica. Perché se le cose sono troppo semplici, anche la gente poi tende a capirle... E questo non è bene.
Per qualcuno.

Per me, il Serpente simbolo di Conoscenza che divora il Globo -croce o meno- è un ottimo simbolo della mia rinnovata Coscienza GeoCentrica, e potrebbe esserlo per tutti noi Neo-Geo del XXI Secolo.




....


In ogni luogo e tempo -persino Qui e Ora- c'è qualcUno che conosce sé stesso e di questo consiste la sua vita, della propria conoscenza, che è la conoscenza di Tutto. 
Per chiunque altro, è la conoscenza di Niente.


...


Nel film spaghetti western "Occhio alla penna" (1981) diretto da Michele Lupo, che viene trasmesso ormai regolarmente sui canali digitali RAI, si vede brevemente la antica fotografia di uno sceriffo la cui stella rimanda alla Mezzaluna Islamica:



Esiste una base storica per questa rappresentazione del simbolo della legge nel "vecchio West"?
Grazie a MedievalCollectibles.com scopro che avrebbe anche potuto essere quello di un Marshal:

"Nel selvaggio West, uno sceriffo si occupava delle faccende cittadine, mentre il Marshal si occupava delle faccende del territorio. In questo senso, il Marshal aveva un'autorità maggiore..."

Questa è la riproduzione del distintivo in vendita sul sito:


ma la ricerca su Google rende diversi risultati, compreso questa riproduzione del distintivo dello sceriffo di Cochise County:


questa "misteriosa" antichità su Worthpoint:


e questa meno raffinata -ma anche meno economica- su Icollector:

per soli 800 USD... un vero affare=)

Secondo Wikipedia Eng:

"La stella con mezzaluna è un simbolo iconografico utilizzato in vari contesti storici, ma è perlopiù noto come un simbolo dell' Impero Ottomano. E' spesso considerato un simbolo dell'Islam per estensione, ma questa nozione è negata da che tale religione non porta simboli. Si è sviluppato nella iconografia del periodo Ellenistico (IV-I Sec. BCE) nel Regno del Ponto, nel Regno del Bosforo Cimmerio e in particolare nella città di Bisanzio nel II Sec. BCE. Essa è la rappresentazione di una mezzaluna e di una stella, i cui due elementi costitutivi hanno entrambi una lunga storia precedente nell'iconografia dell' Antico Medio Oriente come rappresentazioni del Sole e della Luna e della Stella del Mattino (o le loro personificazioni divine). Monete con il simbolo della mezzaluna e la stella rappresentate separatamente hanno una storia più lunga, e possibili legami con la più antica  iconografia  Mesopotamica. La stella o il Sole è spesso rappresentata all'interno dell'arco della mezzaluna (chiamato anche stella nella mezzaluna (...), per distinguerlo dalle raffigurazioni di una stella e di una mezzaluna fianco a fianco);[1] In numismatica in particolare, la definizione crescent and pellet (mezzaluna e pallottola) è usata nei casi in cui la stella è semplificata in un singolo punto.[2]
La combinazione è relativamente rara nell'araldica del tardo Medio Evo e all'inizio dell'era moderna. Acquistò importanza con la sua adozione come bandiera ed emblema dell'Impero Ottomano e di alcune delle sue divisioni amministrative (eyalet e vilayet) e più tardi nelle tanzimat (riforme) Occidentalizzanti del XIX Secolo. La bandiera Ottomana del 1844, con una ay-yıldız (Turco for per "mezzaluna-stella) bianca su uno sfondo rosso, continua ad essere utilizzata come bandiera della Repubblica Turca, con leggere modifiche. Anche altri stati che in passato parteciparono dell'Impero Ottomano utilizzarono il simbolo, ompresa la Libia (1951–1969 e dopo il 2011), la Tunisia (1831) e l'Algeria (1958). Lo stesso simbolo fu usato in altre bandiere nazionali introdotte durante il XX Seolo, comprese le bandiere di Azerbaijan (1918), Pakistan (1947), Malesia (1948), Singapore (1959), Mauritania (1959), Uzbekistan (1991), Turkmenistan (1991), Comoros (2001), e Maldive (1965).
Nel tardo XX secolo, la stella con mezzaluna ha acquisita una interpretazione popolare come "simbolo dell' Islam",[3] occasionalmente adottato dal nazionalismo Arabo o dall'Islamismo negli anni dai '70 agli '80, ma è stata spesso disconosciuta come erronea o infondata dai commentatori Musulmani in tempi più recenti.[4]

By User:CristianChirita - self made artistic representation, CC BY-SA 3.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=123325
"Sigillo Templare del XXIII secolo, probabilmente del precettore 
delle commende a Coudrie e Biais (Ducato di Bretagna).[34]"
(Trad. mia)

Cercando online non ho trovata una motivazione per la scelta di questo simbolo da parte delle forze dell'ordine agli esordi degli US of A.  E temo che non la troverò mai.


...






Trad.: "Il silenzio è un recinto attorno 
alla saggezza - Proverbio Tedesco"

...

Il gruppo FB ak Cliff Masonic Lodge #705 oggi condivide un'immagine molto significativa; potrebbe esserlo anche per il lettore, senz'altro lo è per il blogger:



Trad.: "FRAMMASSONERIA
"Quello che abbiamo fatto solo per noi stessi
muore con noi; quello che abbiamo fatto per il
mondo rimane ed è immortale. Albert Pike"


P.S.: io NON sono un frammassone.

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