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domenica 12 gennaio 2020

La irriducibile complessità dell'essere

Qualcuno una volta ha detto (o scritto) che la locuzione teatrale "rompiti una gamba" (break a leg) pronunciata prima di una audizione come augurio si riferirebbe al fatto che in lingua Inglese chi si rompe un arto viene  ingessato, e quindi finisce nel "cast", dove questo termine Inglese che definisce l'insieme degli attori è anche "
  1. 1. getto
  2. 2. forma
" (Google) nel senso di "stampo", e viene comuneMente utilizzato anche per quello che noi diciamo ingessatura nel gergo medico.

Trad.: "ROMPITI UNA GAMBA! (NON LETTERALMENTE; PERO')

L'origine del detto, al quale in Italia corrisponde il non meno beneaugurante "In bocca al lupo" (o peggio) e il raffinato "merde" (scusate il francesismo) in Francia, è secondo qualcuno Yiddish, ma le sue origini sono decisamente incerte.
Comunque sia, questo dilemma introduce il gioco di parole involontario, nel racconto di Mr. Stanley (pronipote del famoso esploratore Britannico) nel documentario Lost Soul: The Doomed Journey of Richard Stanley's Island of Dr. Moreau (2014).


"Dovevano avere lo stesso cast
a causa degli effetti di trucco"


"Avevano fatto lo stampo dal vivo di tutti"


"Non potevano proprio fare di nuovo lo stampo 
(o riassumere nel cast) degli attori principali"


"Quindi dovettero cercare di mantenere gli attori originali nel contratto"

Sul set del film The Island of Dr. Moreau (1996), ideato da Stanley stesso (il quale fu licenziato pochi giorni dopo l'inizio delle riprese) molti attori indossavano sofisticati costumi animaleschi 


(l'uomo-bisonte David Hudson)

che richiedevano molto tempo per l'applicazione ed erano stati modellati precisamente sul casting dei singoli individui -- compreso l'uomo più piccolo del mondo, il dominicano Nelson de la Rosa, di cui nel documentario si vede il processo di "stampa" dell'intero corpo, o body casting:


Pertanto, quando Stanley dice che non potevano fare il "recasting" degli attori principali, non è chiaro se si riferisca al casting fisico, scultoreo, oppure a quello contrattuale... Non che la cosa abbia molta importanza; di fatto il film diretto poi da John Frankenheimer fu un fiasco totale, malgrado il nome di Marlon Brando e della stella nascente Val Kilmer, e non è qualcosa che tutt'ora si meriti 96 minuti della vita di una persona intelligente. Ma questo è un aneddoto che la dice lunga sulla ambiguità della lingua Inglese, e meritava quindi un post-icino qui.

...

Il giorno dopo, il gruppo FB The English Language Police condivide la meme:


con il commento: "Just make stuff up?" -- come a dire, "Ci inventiamo le cose?"
Qualche anglofono deve avere pensato che "pignamela" era più appropriato di "ananas" nella sua lingua, e quindi si è inventato lì per lì un nome che a suo avviso poteva descrivere in qualche modo il frutto... o almeno questa è l'impressione che mi dà. Il mio commento al post: "It looks like a pine cone.. but you eat it just like an apple! ... Don't you?" (Sembra una pigna.. ma lo mangi come proprio come una mela! O no?

Ma certo, cos'altro si potrebbe mangiare?


Intanto il gruppo The Great Tartarian Empire - truth and facts condivide:


Trad.: "Il Mistero della Gente dagli Occhi di Luna
La leggenda Cherokee parla di gente dalla pelle chiara 
alta da due a tre piedi con grandi occhi azzurri che 
viveva sugli Appalachi prima che i Cherokee vi
migrassero e li espulsero [costringendoli] a vivere
in caverne sotterranee. Essi erano accecati dalla luce
del giorno, ma erano in grado di vedere di notte, quindi
uscivano soltanto di notte."

Le teorie su una origine non-umana dell'uomo si sprecano, da quella famosa dei primati a quella degli extra-terrestri; la più popolare e la più antica è quella divina, per quanto sia difficile conciliarla con le altre, che del resto fanno a botte anche tra di loro.  Le varie teorie sulla "razza bianca" in particolare sono fonte di dubbi, controversie e di perplessità infinite, un enigma che nessuno sembra essere in grado di risolvere definitivaMente, e la cui risposta non di meno dovrebbe essere fondaMentale per tutti noi ("bianchi"). 
 Dopo secoli di illazioni, ipotesi, teorie, studi e ricerche di ogni sorta, ancora nessuno al mondo è in grado di dire con certezza da dove sia uscito l'uomo, né tanto meno quello dalla pelle bianca; ricercando in questa direzione non troverem(m)o altro che parole, come quelle che deScrivono questo 'mondo' e tutto ciò che conosciamo; le stesse testimonianze storiche --scientificaMente distinte da una leggendaria pre-istoria in cui non esisteva la scrittura-- di ogni epoca e in ogni lingua sono soltanto parole, come quelle che uso Qui e Ora. E questo a mio parere dovrebbe suggerire qualcosa al mio lettore, come a me stesso. In ogni caso sappiamo tutti molto bene da dove è uscito ogni uomo che attualmente vive in questo mondo, e sappiamo tutti che non è un uomo
Questo è il "grande mistero".

Dopo aver scritto queste righe le campane iniziano a suonare, e tornando su FB trovo questo:


Forse questa volta ho scritto qualcosa di giusto...?
Però vorrei tanto sapere cosa stringeva nell'altra mano la signora.


...


... E se il vecchissimo scherzo degli "Indiani d'America" non fosse uno scherzo?
Questa cosa mi ha sempre profondamente irritato, che il presunto errore di "Colombo" di avere scoperte le "Indie Occidentali" abbia destinati gli indigeni della futura "America" ad essere chiamati "Indiani" da tutti gli uomini bianchi per sempre... Oggi gli anglofoni dicono "nativi americani", ma nei films ci sono sempre "cowboys e indiani" che si sparano addosso.
Ora, questa meme sulla pagina del gruppo Facebook Mudflood/Occult History research group mi suggerisce qualcosa d'altro:


soprattutto per il commento: "America was known as the West Indies for a reason..."
ovvero: "L'America era nota come Indie Occidentali per un motivo..."

Si tratta degli stessi personaggi?
Esistevano "Indie Orientali" e "Indie Occidentali" come una cultura unica separata dagli Oceani? Abbiamo le più grandi piramidi Africane e Americane a dimostrare che i "continenti" non erano poi tanto distanti, almeno architettonicaMente -e quindi idealMente- e il simbolo dello Swastika che qui sopra vediamo sul cuore del Buddha è la prova inconfutabile di una u(ma)nità mondiale di cui pure non troviamo traccia nei libri di storia. Perché lo sappiamo, la così detta "Storia" è una storia, con la S maiuscola...
Sull'uso della espressione "Indie Occidentli" nel passato leggo su Wiki Eng:
"La professoressa all'Università di Tulane Rosanne Adderly ha detto:
"[L]a frase "West Indies" distingueva i territori incontrati da Colombo e reclamati dalla Spagna contro le dichiarazioni della scoperta nelle "East Indies" [Asiatiche] da parte di altri poteri ... Il termine "West Indies" fu infine utilizzato da tutte le nazioni Europee per descrivere i loro propri territori acquisiti nelle Americhe... "
(https://en.wikipedia.org/wiki/West_Indies - Trad- mia)
La teoria di Beringia è abbastanza nota e stagionata (risale al '64), ma ne esistono altre meno note, di cui leggiamo su Wiki Italia:
"Alcune datazioni molto antiche di presenza umana nell'America come quelle di Monte Verde (Cile) datate al 33.000 a.C., e Topper (USA) che risalgono a 50.000 anni fa, sono anteriori rispetto alla formazione del ponte di Beringia e, se confermate, suggerirebbero delle vie radicalmente diverse per la colonizzazione americana, incluso un popolamento diverso per quanto riguarda il Sudamerica."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Beringia) E ci risiamo, con le datazioni... Le uniche "prove" a supportare simili illazioni. Secondo qualcuno non è mai nemmeno esistito un periodo di tempo tanto lungo quanto "50.000 anni". Che dire di quello che sarebbe successo allora...?


...


Me ne sono accorto da poco, e questa notizia me lo ha ricordato:


Trad.: "La Food&Drugs Administration avverte che
i popolari medicinali antinevralgici Gabapentin e Pregabalin
sono connessi a seri problemi respiratori e morti."

La notizia non è la minaccia rappresentata dai veleni di sintesi -non è certo una novità- ma la riconferma che una buona parte dei farmaci sono di origine Veneta: in questo caso, vediamo coinvolti il Gabapentin e il Pregabalin
Qualche altro esempio dall'elenco di MSDManuals
Almotriptan, Alogliptin, Ambrisentan, Argatroban, Auranofin, Canaglifozin, Dapagliflozin,  Frovatriptan, etc., etc.
Possiamo dedurne che il racket farmaceutico è capeggiato da un boss dell'Italia nord-orientale, anche se l'unica certezza sui suoi prodotti è che sono armi chimiche micidiali, e purtroppo non sarà il mio spirito umoristico a fermare la strage... Al mio lettore Veneto posso assicurare che questa non è una allusione razzista; la assonanza dei due nomi nell'articolo mi ha ricordata una mia annotazione telefonica che dovevo assolutamente trascrivere qui.
Meglio riderci sopra e stare lontani dalle farmacie, qualunque sia il nome del veleno prescritto.


...


Del mio avvistamento del 5 Gennaio ho scattate molte foto, di cui queste con zoom digitale mi sembrano migliori di quelle pubblicate prima:



ingrandimento:



Sono sempre convinto del fatto che non fosse un pallone, ma si tratta di una mia convinzione. O forse dovrei dire impressione.


...


Immaginiamo che la teoria condivisa sulla pagina del gruppo FB Mudflood & Hidden History Researchers sia esatta e corrisponda quindi alla realtà, energeticaMente parlando:


Trad.: "I SIMBOLI RELIGIOSI
SONO RISUONATORI DI ELETTRICITA'"

E' la prima volta che leggo il termine "risuonatore", quindi non posso proprio dire di essere ferrato in materia; secondo Wikipedia "Un risuonatore (o risonatore) è un corpo elastico cavo."
dal principio del funzionamento ne posso dedurre che qui si tratta di energia di tipo "elettrico" nella sua manifestazione, come tutto in essenza è energia manifesta, la quale è convogliata attraverso la risonanza:
"...una condizione fisica che si verifica quando un sistema oscillante forzato viene sottoposto a sollecitazione periodica di frequenza pari all'oscillazione propria del sistema stesso"
Non abbiamo dubbi sul fatto che un oggetto come una antenna sia in grado di ricevere e trasmettere energia, perché sappiamo come funzionano le trasmissioni TV, e sappiamo anche dello sfortunato caso di Mr. Tesla, che sapeva come (attirare e) trasmettere energia elettrica attraverso l'etere, con la sua famosa torre.
In questo caso, la conoscenza esoterica dei diversi simboli utilizzati potrebbe riguardare appunto la loro precisa forma, e i diversi tipi di "energia" o anche "spiriti" che si potrebbero attirare; tutti noi abbiamo un qualche grado di consapevolezza del potere di questi simboli, per l'effetto che producono sulla nostra mente soltanto guardandoli, senza conoscere nulla dei loro "significati nascosti". 
Sono forme antichissime, senza tempo, che agiscono inconsciaMente prima ancora che sulla mente conscia, "fanno effetto" a vedersi, e possono produrre un effetto di dissonanza cognitiva rispetto alla conoscenza del soggetto che nella gran parte dei casi proviene dal Programma D'istruzione Globale, e non dalle ricerche del singolo osservatore. L'effetto che produce la visione di una croce (simbolo del Centro, e quindi di Uno) è più o meno profondo e significativo per ogni singolo individuo a causa della sua 'istruzione', ad es. sappiamo che una certa croce, uno dei simboli più antichi che in origine era il più positivo in assoluto, il simbolo apotropaico per antonomasia, oggi suscita un sentimento di ostilità o anche di paura, per l'uso che se ne è fatto in tempi storicaMente recenti; non di meno, il significato di swa/sti(ka) è "bene-essere" o "è bene", e dunque non abbiamo dubbi sul suo valore benefico. 
(Qui sopra lo vediamo sul tetto di uno stupa Buddhista, probabilmente in Tibet on in Giappone, dove il suo significato è ben noto al popolo.)  
Al contrario, chi è consapevole dei genocidi compiuti nelle Americhe con la benedizione della Chiesa romana, guarda alla più comune croce, quella cristiana, con la dovuta diffidenza. O mero terrore.
Lo stesso vale per la conoscenza del potere occulto sionista nella politica internazionale, che è un potere intimamente legato a quello religioso, etc., etc.

Esistono infiniti simboli, come ad es. i complicati "pentacoli angelici", o diabolici, e simili, che secondo i maghi dell'antichità avrebbero un certo effetto soltanto disegnandoli sulla carta (o sul pavimento, a seconda delle circostanze=); figuriamoci quindi a costruirne uno enorme, in metallo, per poi innalzarlo al di sopra di tutte le abitazioni dei comuni mortali; l'effetto che produce alla sola vista, non è già abbastanza potente da suggerire l'idea di una rice/trasmissione di energia? La sua presenza fissa al di sopra di tutto e tutti nel corso delle generazioni lo rende invincibile.
Ma se in effetti questa energia, che secondo la meme sarebbe "elettrica", fosse quella stessa forza essenzialMente sconosciuta che alimenta l'intera manifestazione cosmica, e che prima di manifestarsi in "elettricità" -o altro- sarebbe una forza in potenza, proprio come il fulmine prima di precipitare al suolo?

Che la forma di un oggetto possa modificare in qualche grado l'energia è un principio che troviamo nella ovvia somiglianza tra il corpo dell'essere umano e il pentagramma, cioè quello della "stella" per come è sempre stata comuneMente rappresentata dall'alba dei tempi, nell'infanzia dell'Uomo come dell'individuo. Nella sua forma più diffusa, il pentagramma con le sue 5 punte corrisponde alla forma umana con la sua testa in alto, le braccia al centro e le gambe di sotto; deve esserci un motivo per cui l'uomo è stato disegnato così, ma qualunque esso sia sappiamo che in termini generici esso funziona, e sicuraMente un simile forma non è frutto del "caso". Come l'uomo "a cinque punte" funziona, così dev'essere per il progetto originale, il disegno, appunto, che è lo stesso della stella.
SimbolicaMente, noi tutti siamo "stelle"; anche se non siamo "stars".

Questo discorso sembra dare un qualche senso all'antica usanza degli oggetti apotropaici di sorta, dagli amuleti appesi al collo, a quelli appesi alle pareti, o portati in tasca, etc., ovvero la possibilità di attirare o allontanare, o deviare o modificare determinati flussi energetici in virtù della forma dell'oggetto, che nella teoria dei risuonatori architettonici è magnificata all'ennesima potenza, potrebbe essere un motivo valido per una abitudine dell'uomo che ha sempre assunta come tale, per osmosi, dal proprio ambiente sociale, senza conoscerne il principio. Un po' come tutto il resto.
Nell'ottica materialista dell'uomo moderno, dove i templi religiosi di qualunque nazione hanno un grande simbolo metallico sulla cima, questa 'materialità' sembra necessaria, ma ad es. nel caso dei pentacoli amorosi certi particolari disegni fatti sulla carta dovevano essere tenuti in tasca, oppure nascosti in determinati punti, o seppelliti, etc.; il potere dei simboli è insito in ciò che sono, per come sono voluti e creati dall'uomo, e non nell'artefatto che se ne produce. Certo, una croce alta dieci metri non solo è visibile da lontano, ma il suo potere sarà proporzionale alla quantità di gente in grado di vederla, e di avvertirne quindi il potere, soltanto vedendola.
Per quanto ne so, è un grave danno arrecato ad ogni paesaggio di questa Terra.

Un uomo con una croce al collo, dichiara la sua fede ma con essa anche l'appartenenza ad una associazione composta di innumerevoli individui, con un indiscusso potere anche secolare; la sua vista può provocare attrazione nel credente, e repulsione nello gnostico.
  

...


Per me il post nel gruppo FB National Geographic: Photography and Photos of the Day è molto interessante anche per il commento, oltre che per la straordinaria immagine:


Il testo dice:
"Momento exacto. ...cuando cae un rayo en el mar" ovvero: "Momento esatto... quando cade un fulmine nel mare" (Trad. mia=) 
E' interessante, dicevo, perché quel "rayo" mi ricorda alla lontana un vocabolo Italiano, il quale non è nemmeno lontanamente associato all'idea del fulmine; infatti quando si pensa al fulmine l'ultima cosa che viene in mente è un raggio, che per noi italici può essere "di luce", "di Sole" o anche "laser", ma non è mai confuso con una saetta.
Eppure lo Spagnolo e l'Italiano non sono tanto diversi, e lo dimostra il fatto che tutta la frase qui sopra è ben comprensibile dal lettore Italiano medio; tranne quel rayo, appunto. Lo comprova anche il fatto che i significati del rayo Spagnolo sono gli stessi dell'Italiano raggio, da quello principale:
"Porzione di qualunque forma di energia radiante che si propaga in linea retta."
e quindi con questo anche il significato geometrico del raggio, così come il secondario:
"Línea di luce che procede da un corpo luminoso, in particolare quella che procede dal Sole."
ma la terza definizione è quella davvero straniera:
"Scarica elettrica tra due nubi cariche di elettricità statica o tra nube e la terra che si mostra nella forma di un lampo di luce viva e momentanea."
Non c'è dubbio, si tratta di un fulmine: e gli Spagnoli utilizzano lo stesso rayo anche in senso figurato come noi usiamo "fulmine", cioè, la 4a e 5a definizione date da Google:
"Si usa per esprimere la straordinaria rapidità ed efficacia con cui una persona realizza una azione o con cui una cosa produce un effetto"
E
"... la straordinaria agilità mentale con cui una persona risolve determinati problemi"
(Google - Trad. mia)
In entrambi i casi, dalle nostre parti si direbbe "un fulmine". In qualche potrebbe essere (in) "un lampo", ma certaMente non "un raggio".
E lo so, gli Spagnoli chiamano "aceite" l'olio, quindi certe "stranezze" sono relative all'artificio stesso della parola, irrimediabilMente corrotto in una conFusione di biblica memoria... Ma questa cosa del raggio fulminante mi ha colpito abbastanza da doverla postare Qui, Ora. Ed è una gran bella foto, oltretutto.


...



Un altro scherzo Inglese è quello che riguarda il titolo di Dame; Dame è l'equivalente femminile del titolo onorifico di Sir:
"(Nel Regno Unito) titolo dato ad una donna con il rango di Comandante della Cavalleria o reggente della Grand Cross [Grande Croce] negli Ordini Cavallereschi."
Non di meno, lo stesso termine definisce 
"
BRITannico
"un personaggio femminile di mezza età nelle moderne pantomime, solitamente interpretato da un uomo"
(Id.)
Il gruppo Inglese Monty Python divenne famoso per le improbabili dames interpretate dagli attori comici, tutti uomini.
Il MacMillan definisce così la "dame" (pl. dames) d'oltreoceano:
"Americano informale obsoleto una donna. E' talvolta usato con spirito umoristico ma molte donne lo trovano offensivo."


Certo, queste sono due logosfere che secondo lo stereotipo linguistico sono "divise da più di un oceano", non abbiamo dubbi su questo punto conoscendo seppure a spanne U.S. e U.K.
Non di meno, mentre in Inghilterra dame è un titolo onorifico, in "America" è quasi una parolaccia; non è un epiteto apertamente offensivo ma, peggio ancora, ambiguo in tutta la sua eloquenza, da che sono noti i significati della pantomima maschile che può alludere alla scarsa femminilità, o ad un personaggio grossolano nella figura o nei modi, e soprattutto in merito alla "mezza età" (!!!) ma il sottinteso statunitense -da quanto ho capito- è quello dell'appartenenza della dame ad un rango tanto infimo da non meritarsi nemmeno di essere chiamata per nome. 
 In questo senso ricordo epiteti meno raffinati e più anatomicaMente espliciti, per riferirsi ad una compagna occasionale nel Belpaese (dove la lingua è sempre Volgare, mentre in Francia è un must). ........Ma si parla del millennio scorso, non ho più dimestichezza con queste materie. 
L'assonanza più ovvia nel nostro gergo popolare è quella che stranaMente definisce l'intero genere femminile, di "donna".; come quando si dice(va) "Stasera chiamo la (mia) donna", oppure anche "Vado al dancing colla donna", etc. etc. 
 Ma gli anglofoni in generale non chiamano mai una donna "woman", che è sicuramente usato in modo scherzoso per dire "Dov'è il mio pranzo, donna?", etc.; e mai seriaMente
Ricordo un film (statunitense) in cui l'epiteto di "dames" usato da un uomo per definire delle partners femminili dava sui nervi ad un'altra dame, che lo rimproverava; come dice l'autorevole MacMillan, "dame" viene trovato offensivo da alcune donne benpensanti che evidenteMente non sono abituate come tante millennials americane a sentirsi chiamare "bitch". E' quasi impensabile che, mentre l'appellativo di cagna è ormai divenuto popolarissimo nel gergo giovanile (attraverso la "cultura hip hop" et sim.) per indicare qualunque donna, ancora ci si debba preoccupare di non riferirsi ad una donna come "dame", che molto ovviaMente è sinonimo di dama (anche come termine obsoleto) e come si è visto è il nome della compagna di un Sir nel Vecchio Mondo... Temo che questo discorso abbia qualcosa a che fare con la globalizzazione, che sta per americanizzazione di un "pianeta" inesistente, in cui la anti-conoscenza è obbligatoria per ogni cittadino del mondo, e soltanto una fede cieca è in grado di guidarlo sulla via verso il successo. 
Merita una nota anche l'origine etimoLogica di questo epiteto quasi-offensivo, e quasi-nobiliare:
Sull'etimologia leggo:
“Domina” ha le sue origini nella stessa parola Latina di “domestico[/a]” derivato da “domus”, significante “casa”. Nel XXII secolo, "dame” era sinonimo di “dominatrice femminile” (e di fatto anche oggi “Dame” è considerato l'equivalente di “Sir”, come nella cavalleria, nello UK)" 
(http://www.todayifoundout.com/index.php/2012/08/why-are-women-called-sluts-dames-and-broads/ - da Google)
Come per la nostra dama, che ha dei significati poco noti:
"sostantivo femminile
  1. Donna di nobile condizione (signora feudale o moglie di un feudatario o di un cavaliere; quindi titolo onorifico generico); tradizionalmente vi si accompagna il senso della levatura morale e più ancora dell'eleganza e della squisitezza dei modi e del portamento: ...le moderne scarabattole delle donne fiorentine; Voglio dir non delle dame, Ma bensì delle pedine (Redi); talvolta ironico o polemico.
    "fare la gran d."
    • Dama di corte, nobildonna appartenente alla corte di una sovrana.
    • Dama di compagnia, signora stipendiata per assistere o accompagnare una persona anziana o di riguardo.
    • Bocca di dama, tipo di dolce (vedi la voce).
  2. 2.
    Signora o signorina che presta attivamente la sua opera in un ente di assistenza o di beneficenza: d. della Croce Rossa; al pl., denominazione di alcune associazioni o congregazioni femminili a carattere caritativo o assistenziale: Dame della carità o di s. Vincenzo de’ Paoli.
  3. 3.
    Nei balli, la donna che danza in coppia col ballerino, cioè col suo ‘cavaliere’.
  4. 4.
    Gioco che si svolge fra due giocatori su una scacchiera di 64 caselle con 24 pedine di colore diverso (bianche e nere), ciascuna delle quali, arrivata a una casella dell'ultima fila dell'avversario, si raddoppia, ed è quasi ‘signora’ del gioco (donde la denominazione) perché può muoversi in qualunque senso, ‘mangiare’ (cioè eliminare) le pedine dell'avversario e non essere ‘mangiata’ se non da un'altra dama: vince chi riesce a eliminare tutte le pedine dell'altro.
  5. 5.
    Stampo di ghisa detto anche chiodaia.
  6. 6.
    Cassaforte (nel gergo della malavita)."

L'origine è Gallica:

"Dal fr. antico dame •inizio sec. XIV."

E dunque è la stessa dell'Inglese Medio
"attraverso il Francese Antico dal Latino domina ‘mistress’.

e lo stesso Google offre un assaggio del multiforme "mistress":
"
  1. 1. padrona
  2. 2. signora
  3. 3. maestra
  4. 4. insegnante
  5. 5. mantenuta
"

dove il ruolo di "dominatrice" rende lecito ogni dubbio.

Credo di averlo già scritto, ormai negli USA qualunque cosa e tutto è "shit"; ha sostituito il troppo raffinato "stuff" nel senso generico di "roba", e questa "nuova roba" ha invaso ogni angolo, allagato ogni ambiente e classe sociale; il gruppo THE BLACK CAT APPRECIATION GROUP (Gruppo di apprezzamento del gatto nero) condivide oggi questa meme felina:


Trad.: "TIPO, LA TUA ME**A 
ERA SULLA NOSTRA STRADA."

Ammettiamolo, nessun Italiano direbbe mai "la tua me**a" per definire qualunque cosa che non fossero degli escrementi solidi, O in un momento di estrema tensione, prossimo al collasso nervoso, durante un dialogo che avrebbe delle conseguenze, riferito ad un soggetto particolarmente pessimo. Gli ameriCani invece lo dicono in tono leggero, scherzoso, di tutto; lo fanno dire anche ai gatti.
E non dicono o scrivono (quasi) mai "crap", che è la nostra "cacca"; dicono shit, che è la nostra "me**a"; le rare eccezioni confermano questa regola, che molto ovviaMente è una Regola di Me**a.
Seguiamo gli interessanti risvolti scatologici del processo, socialMente. Non promette proprio niente di buono, ma è un dovere di cronaca.


...

Ancora sull'Inglese, un intermezzo umoristico:


Trad.: "Cervello: "Stai per metterti a dormire?"
Donna: "Sì. Adesso stai zitto."
Cervello: ""W" inizia con una D"
Donna: O_O"

Infatti la lettera W in Inglese è detta double U, la cui pronuncia è
"/ˈdʌb(ə)lˌjuː/"(Google)
e quindi in effetti la W inizia con la lettera D; sul perché si dica "U doppia" anziché "V doppia" come in Italiano (che si direbbe una scelta più sensata), leggo ora:
"Nel Latino Classico, il suono /w/ era rappresentato dalla lettera “v”. ... per distinguere il suono della “w” sia dalla “v” che dalla precedente “u”, una forma doppia della u” fu posta a rappresentare l'originale “v” del Latino Classico, scritta come 'uu. ' Le lettere composte utilizzate per rappresentare un fonema sono chiamate digrammi."
(https://www.dictionary.com/e/w/ - via Google - Trad. mia)

Contenti loro........


...


Su FB mi sono iscritto ad una quantità di gruppi Massonici, nella speranza di avere qualche lume sulla Società Segreta Più Famosa Nel Mondo; il mio lettore di lunga data sa che questa idea non ha mai funzionato granché, le informazioni condivise nel social web sono generiche e più o meno irrilevanti, ma mi capitano delle curiosità che valgono la pena di essere conosciute, come nel caso del post del gruppo Scottish Rite Atlanta (Rito Scozzese di Atlanta) che oggi pubblica questo:


Trad.: "I gradi del Rito Scozzese ci spingono a riflettere sulla
ricerca universale della luce dell'umanità, così come
i nostri sforzi universali contro la tenebra. In profonda
contemplazione possiamo meglio renderci conto che un
 solo Spirito smuove Fede, Speranza e Carità nell'anima di
tutti, a prescindere dai nostri differenti credo e alleanze.
Quindi nessun Massone del Rito Scozzese condanna un'
altra religione , non importa quanto essa sia miseramente
rappresentata. Invece, è un nostro obbligo unirci alla gente
di ogni fede per disperdere l'intolleranza e il fanatismo con 
l'amore. E' dunque un'abitudine che i nostri altari portino i
testi sacri di più d'una religione, compreso il Tanakh del
Giudaismo, la Sacra Bibbia della Cristianità, il Corano dell'
Islam, e altri."

Non aggiungerei altro, a parte il fatto che il mio grassetto aggiunto evidenzia la pretesa eretica della Frammassoneria come religione assestante, quale che sia la religione di stato del paese in cui essa è presente; si può pensare che i preti approfittino della buona fede della gente per i loro interessi, ma poi c'è chi approfitta della fede in sé, come ideale e come istituzione religiosa (inter)nazionale, e questo può essere considerato un indizio rilevante per comprendere la portata del loro segreto...

Qualche ora dopo compare questo post del gruppo Oak Cliff Masonic Lodge #705:


Trad.: "La Massoneria non fu fatta per dividere gli uomini,
ma per unirli, lasciando ogni uomo libero di pensare i suoi
propri pensieri e modellare il suo proprio sistema di verità
ultima.... Non esistono stranieri nella Frammassoneria, 
soltanto amici che devi ancora incontrare..."

Il che suona piuttosto ambiguo, riguardo una società segreta fondata e mantenuta nel corso dei secoli su una base squisitaMente dogmatica, che non ha proprio nulla da invidiare alle "vere religioni" (che non sono meno vere di questa), e dunque una simile affermazione sulla libertà di pensiero proveniente da una setta è apparenteMente, ma anche assolutaMente paradossale.
Spero che questi pochi indizi, dopo tanto ricercare e condividere online, possano aiutare a comprendere la portata del fenomeno indagato; il fatto che questa sia una Società Segreta, pur non nascondendo nulla al pubblico profano, è tutto quanto c'è da sapere, e gli "agganci" con la chiesa locale dietro le quinte non sono visibili, ma si possono almeno immaginare attraverso queste stesse parole diffuse dai confratelli.

Per chiudere la parentesi in bellezza, il gruppo Pennsylvania Academy of Masonic Knowledge  (Accademia della Conoscenza Massonica della Pennsylvania) offre queste piccole, poche, ma molto significative immagini con testo allegato:





"Fratello Buzz Aldrin camminò sulla Luna nel 1969. Egli portò con sé una delega speciale che gli permetteva di dichiarare la Luna sotto la giurisdizione della Grande Loggia del Texas. Più tardi, la Tranquility Lodge No. 2000, del Texas, fu fondata "con l'intento di promuovere, incoraggiare, condurre e allevare i principi della Frammassoneria." "
(Trad. mia)

A suo tempo ne ho scritto più volte su VerOrizzonte, compreso l'aneddoto della delega 'spaziale' di Aldrin, ma questa è l'occasione per ribadirlo ancora una volta: così come tutte le 'scienze' insegnate nelle scuole, quella considerata (non a caso) La Più Alta dalla Massoneria stessa è anche il vertice dell'Inganno perpetrato dal Sistema D'istruzione Globale, che si potrebbe anche dire di Ostruzione Pubblica. Questa è la scala delle "sette arti liberali e delle scienze", di cui scrissi già su VerOrizzonte:


(Immagine: pinterest.ru)


Nell'articolo di MasonicWorld dedicato a questa immagine, leggiamo in merito all'ultimo gradino:
"
7. Astronomia
L'Astronomia è i'ultima, in questa lista delle Arti e delle Scienze quando contempliamo le stelle e i pianeti, e sì, il G.A.D.U. [Grande Architetto Dell'Universo -- nell' Or. G.A.O.T.U. -Great Architect Of The Universe -- NdT) 
Tempo e spazio sembrano renderci minuscoli. Ci sentiamo minuscoli mentre guardiamo la Via Lattea. Spesso si dice che il Timore di Dio è l'Inizio della Saggezza. Guardando l'universo aiuta ad instillare sia paura che un senso di gloria dell'universo."
(https://www.masonicworld.com/education/files/artjan02/marcus/sevenliberalartsandsciences.htm - Trad. mia)

Certo, se guardiamo allo "spazio esterno" buio e infinito dipinto dalle scienze moderne, guardiamo in un Abisso di Vuota Desolazione ed equilibri molto precari -invero, del tutto impossibili- in un Sistema dell'Assurdo in cui le leggi della fisica note e dimostrabili sulla Terra non hanno più alcun valore di sorta, e dove il significato stesso di "sopra" e "sotto" è annichilito dall'idea delle Grandi Palle Universali che ruotano sospese in un vuoto immaginario, a partire dalla Grande, Grande Palla Di Terra che è alla base della Questione Più FondaMentale

Dal momento che non esiste una versione Italiana del lemma wikipedico, a questo punto è inevitabile per me tradurre (come sempre) dall'Inglese:

"

Il Grande Architetto dell'Universo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (e/o gratuita)


Il Grande Architetto dell' Universo (anche Supremo Architetto dell'Universo) è una concezione di Dio discussa da molti teologi e apologeti Cristiani. Come designazione, essa è utilizzata all'interno della Frammassoneria per rappresentare la deità neutralmente (in qualunque forma, e con qualunque nome nel quale possa credere individualmente ogni membro). Essa è anche una concezione Rosacrociana  di Dio, per come espressa da Max Heindel. Il concetto del demiurgo come un grande architetto [...] ricorre anche nello gnosticismo così come nell'Induismo.



Cristianesimo

Il concetto di Dio come Grande Architetto dell'Universo è stato usato molte volte all'interno del  Cristianesimo. Una illustrazione di Dio come architetto dell'universo si trova in una Bibbia del Medio Evo [1] e la comparazione di Dio con un architetto è stata utilizzata dagli apologeti e dagli insegnanti Cristiani.


"La scienza, e in particolare la geometria e la astronomia, era collegata direttamente al divino per la maggioranza degli studiosi medievali. Da che Dio creò l'universo su principi geometrici e armonici, ricercare questi principi era quindi ricercare e venerare Dio."
(N.B.: l'illustrazione qui sopra, tratta da una antica edizione della Bibbia, compare anche nella prima edizione libro di Benoit Mandelbrot The fractal geometry of nature, voluta dall'autore stesso -- Si tratta indubbiamente di una primitiva raffigurazione di un insieme frattale)

Tommaso d'Aquino disse nalla Summa: "Dio, il Quale è il primo principio di tutte le cose, si può comparare alle cose create come l'architetto alle cose progettate (ut artifex ad artificiata)."[2]  I commentatori hanno evidenziato che l'asserzione per cui il Grande Architetto dell'Universo è il Dio Cristiano "non è evidente sulle basi della 'teologia naturale' soltanto ma richiede un 'atto di fede' addizionale basato sulla rivelazione della Bibbia".[3]
Giovanni Calvino, nel suo Institutes of the Christian Religion (1536), chiama ripetutamente il Dio Cristiano "l'Architetto dell'Universo", riferendosi anche alla sua opera come "Architettura dell'Universo", e nel suo commentario al Salmo 19 si riferisce al Dio Cristiano come al "Grande Architetto" o "Architetto dell'Universo".
Il concetto di un Grande Architetto dell'Universo ricorre anche nel Martinismo. Nella dottrina Martinista il Grande Architetto non dev'essere adorato. I Martinisti ritengono che mentre è possibile "invocarlo", non lo si deve adorare.[4]

Induismo

Nella mitologia Hindu, il Signore Vishvakarman è considerato il “Dio dell' Architettura”. Egli è il supremo dell'artigianato, l'ingegnere della perfezione. Viśhwákarma (che significa "creatore di tutto" in Sanscrito) è la divinità del potere creativo che tiene assieme l'universo secondo i Rigveda ed è considerato il creatore originale, l'architetto, il divino ingegnere dell'universo da prima dell'avvento del tempo, e anche il concetto alla radice di figure più tarde nelle Upanishad di Brahman e Purusha nella religione Vedica storica.
Le scritture Hindu descrivono molte delle opere architettoniche di Vishwakarma.
Attraverso i quattro yuga (eoni della mitologia Induista), egli ha costruite diverse città e palazzi per gli dei. Tra di essi ci furono, in ordine cronologico, Svarga (il Paradiso) nello Satya YugaLanka nel Treta Yuga, e Dwarka (la capitale di Krishna) nel Dwapara Yuga.

Frammassoneria

Gli storici Massonici come William Bissey[5] Gary Leazer (citando la Coil's Masonic Encyclopaedia),[6]  e S. Brent Morris,[7] asseriscono che "la abbreviazione Massonica  G.A.O.T.U., che sta per Great Architect of the Universe, prosegue una lunga tradizione dell'uso di un nome allegorico per la Deità." Essi risalgono a come il nome e l'abbreviazione entrarono nella tradizione Massonica dal Book of Constitutions scritto nel 1723 dal Reverendo James Anderson. Essi notano anche che Anderson, un ministro Calvinista, probabilmente prese il termine dall'uso di Calvino.
La spiegazione di Christopher Haffner sul concetto Massonico di un Grande Architetto dell' Universo, come sostituto dell'Essere Supremo preferito da ognuno, è data in Workman Unashamed:
Ora immaginate che io sia nella loggia con la mia testa chinata in preghiera tra Fratello Mohammed Bokhary e Fratello Arjun Melwani. Nessuno di loro concepisce il Grande Architetto dell'Universo come Sacra Trinità. Per Fratello Bokhary Egli è stato rivelato come Allah; da Fratello Melwani Egli è probabilmente concepito come Vishnu. Da che io credo che esista un solo Dio, mi si pongono tre possibilità:
Essi stanno pregando il diavolo mentre io prego Dio;
Essi stanno pregando nulla, da che i loro Dei non esistono;
Essi stanno pregando lo stesso Dio che prego io, ma la loro comprensione della Sua natura è parzialmente incompleta (così com'è invero la mia — 1 Cor 13:12)
Senza alcuna esitazione, io accetto la terza possibilità.
— Christopher Haffner
Il Rito Svedese, il quale ha il prerequisito di professare la Fede Cristiana, utilizza la forma "Il Triplice Grande Architetto dell' Universo".

Ermetismo

Il Grande Architetto potrebbe anche essere una metafora che allude alla potenzialità divina di ogni individuo. "(Dio)... Quella potenza invisibile che conosce tutto esiste, ma compresa con molti nomi differenti come Dio, Spirito, Essere Supremo, Intelligenza, Mente, Energia, Natura e così via.." [8]  Nell' Ermetismo, ogni persona e tutte hanno il potenziale per divenire Dio, in questa idea o concetto Dio è percepito come interiore invece che esterno. Il Grande Architetto è anche una allusione dell'universo creato dall'osservatore. Noi creiamo la nostra propria realtà; quindi noi siamo l'architetto. Un'altro modo di dirlo sarebbe che la mente è il costruttore.

Rosacroce

Nell'esposizione di Max Heindel, il Grande Architetto dell'Universo è l'Essere Supremo, il quale procede da L'Assoluto, all'alba della manifestazione.

Gnosticismo

Il concetto del Grande Architetto dell'Universo ricorre nello Gnosticismo. Il demiurgo è il Grande Architetto dell'Universo, il Dio dell'Antico Testamento, in opposizione a Cristo e Sophia, messaggeri della Gnosi del Vero Dio. Ad esempio: gli Gnostici come i Nasoræani credono che Pira Rabba sia la fonte, l'origine e il contenitore di tutte le cose, la quale è riempita dal Mânâ Rabbâ, il Grande Spirito, da cui emanò la Prima Vita. La Prima Vita prega per compagnia e progenie, mentre la Seconda Vita, la Ultra Mkayyema o Eone costituente del mondo, l'Architetto dell'Universo, viene in essere. Da questo architetto provengono una quantità di eoni, i quali erigono l'universo sotto la direzione del Mandâ d'Hayye o gnôsis zoês, la Conoscenza della Vita Personificata.[9]

Altri

Anche James Hopwood Jeans, nel suo libro The Mysterious Universe, impiega il concetto di un Grande Architetto dell'Universo, dicendo ad un certo punto che "Ritornando ancora al linguaggio crudelmente antropomorfo che abbiamo già usato, possiamo dire che abbiamo già considerata sfavorevolmente la possibilità che l'universo sia stato progettato da un biologo o da un ingegnere; dalla evidenza intrinseca della sua creazione, il Grande Architetto dell'Universo ora inizia a sembrare un matematico puro."[10][11]  A questo Jinarajadasa aggiunge la sua osservazione che il Grande Architetto è "anche un Grande Geometra. Poiché in un modo o nell'altro, che sia ovvia o nascosta, sembra esserci una base geometrica di ogni oggetto nell'universo."[12]
"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Architect_of_the_Universe - Trad. mia)


Questo porta (attraverso il link a piè di pagina) ad una questione affine, ma particolare: quella de

"

Il progettista intelligente

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (e/o gratuita)


Il progettista [nell'Or. designer, qui di seguito tradotto così oppure lasciato nell forma originale  Inglese, NdT] intelligente, altrimenti detto agente intelligente, è la entità ipotetica auto-cosciente e guidata da una volontà che il movemento dell'intelligent design ritiene abbia avuto un qualche ruolo nell' origine e/o nello sviluppo della vita. Viene utilizzato anche il termine "causa intelligente", che implica le loro supposizioni teleologiche di direzione e scopo nelle qualità dell' universo e delle cose viventi.

Storia

Il movimento popolarmente detto intelligent design movement è una campagna neo-creazionista che sorse dal movimento scientifico Cristiano fondamentalista della creazione.[1][2][3] I proponenti dell'intelligent design asseriscono pubblicamente che il loro concetto non propone l'identità del designer [o progettista, NdT] come parte di questo movimento, ma nelle affermazioni della loro costituzione, che consiste in gran parte di conservatori Cristiani, essi identificano il progettista come Dio.[4][5][6][7] Il Discovery Institute ha dichiarato che le critiche universitarie contro il design intelligente sono equivalenti al "sostegno di una visione anti-religiosa"[8]

Identità

William Dembski afferma nel suo libro Design Inference che la natura del designer intelligente non si può inferire dal design intelligente [9] e suggerisce che il progettista, se mai ne è necessario uno per l'inferenza del progetto, potrebbe essere "il Dio delle Scritture" o meno[10] Nel Dicembre 2007 Dembski disse a Focus on the Family, "Io credo che Dio abbia creato il mondo per un fine. Il progettista del design intelligente è, alla fine, il Dio Cristiano."[11]
Alcuni dei proponenti principali del design intelligente hanno asserito che l'identificare o caratterizzare il progettista va oltre lo scopo del design intelligente come linea d'indagine. I proponenti hanno sperato che, evitando di invocare la creazione di una specifica entità soprannaturale, (come quella impiegata dalla scienza della creazione), il design intelligente sarebbe considerato scientifico e non violerebbe la clausola della istituzione della costituzione degli USA. I proponenti temevano che se il design intelligente fosse identificato come una consolidazione di forme precedenti del creazionismo, ne sarebbe precluso l'insegnamento nelle scuole pubbliche dopo la decisione del 1987 della Corte Suprema degli Stati Uniti nel processo Edwards contro Aguillard. Questa linea di pensiero non fu particolarmente persuasiva per la maggioranza della comunità scientifica, la quale respinse decisamente il design intelligene sia come linea d'indagine scientifica che come base per una sana educazione alla scienza.
Il 20 Decembre 2005 la corte del distretto federale sancì nella sentenza Kitzmiller contro il Distretto Scolstico dell'Area di  Dover che il design intelligente non era scienza ed era essenzialmente di natura religiosa. La sentenza non solo giudicava incostituzionale l'adozione delle scuole pubbliche del distretto come una alternativa alla evoluzione nei corsi di scienza, in base al fatto che la sua inclusione violava la clausola della istituzione del Primo Emendamento, ma convalidava le obiezioni dei critici i quali scartavano l'affermazione dei proponenti che l'identità non fosse Dio.
Evidenziando queste affermazioni di mutua esclusione sul progettista, Dembski, malgrado avesse detto che il designer o i designers intelligenti sarebbero potuti essere qualunque dio o dei, o persino degli  alieni spaziali, disse anche che "il design intelligente non si dovrebbe percepire come la prova che Dio ha posta in natura per dimostrare che il mondo fisico è il prodotto dell'intelligenza e non semplicemente il risultato di forze materiali amenti"[12] e che  "il design Intelligente è soltanto la teologia del Logos del Vangelo di Giovanni traslato nell' idioma della teoria dell'informazione."[13]
Michael Behe, nel suo libro Darwin's Black Box, suggerisce che il progettista potrebbe essere un biologo cellulare che viaggia nel tempo.[14]
In varie epoche, i maggiori proponenti  dello intelligent design movement hanno chiaramente espresso che essi ritengono essere il Dio Abramico "Elohim" nel suo ruolo di Dio creatore, il designer intelligente e hanno negato che il designer intelligente sia Dio, a seconda del pubblico a cui si sono rivolti. Un esempio è quello di William Dembski, il quale nel suo blog in risposta alla domanda "il progettista è responsabile di un Dio biologicamente complesso [? SIC -- "biological complexity God"] disse "non necessariamente" e "Chiedere chi o cosa sia il progettista di un oggetto particolare è come chiedere chi sia l' agente di intelligenza immediata responsabile per il suo progetto. Il punto è che Dio è in grado di operare attraverso intelligenze derivate o surrogate, le quali possono essere ogni cosa dagli angeli ai principi organizzativi insiti nella natura."[15] Ai costituenti Cristiani conservatori dello intelligent design movement  Dembski aveva detto "il design intelligente si dovrebbe percepire come la prova che Dio ha posta in natura per dimostrare che il mondo fisico è il prodotto dell'intelligenza e non semplicemente il risultato di forze materiali amenti. Questa prova è disponibile per tutto tranne che per la speciale rivelazione di Dio nella storia della salvezza per com'è raccontata nelle Scritture.... Il design intelligente rende impossibile essere un ateo intellettualmente soddisfatto.  Questo rende il design intelligente una incredibile attrazione come strumento per gli apologeti, aprendo la questione Divina agli individui che pensano che la scienza abbia seppellito Dio."[16] e "Pertanto, nella sua relazione con il Cristianesimo, il design intelligente si dovrebbe vedere come un'operazione di spianamento per liberarsi della spazzatura intellettuale che per generazioni ha impedito al Cristianesimo di ricevere una seria considerazione."[17]   Stephen C. Meyer, fondatore e capo del programma di intelligent design del Discovery Institute ha ammesso alla televisione nazionale di credere che il progettista sia Dio.[e18]
Phillip E. Johnson, considerato il padre del movimento ID ha dichiarato il fine dello intelligent design movement:
"La nostra strategia è stata quella di cambiare un po' il soggetto così da portare il problema del design intelligente, che invero significa la realtà di Dio, di fronte al mondo accademico e nelle scuole." -- Phillip E. JohnsonAmerican Family Radio, 10 Gennaio 2003 [19]
"Questo non è in realtà, e non è mai stato, un dibattito sulla scienza. E' sulla religione e sulla filosofia." -- Phillip E. JohnsonWorld Magazine30 Novembre 1996 [20]
Il Wedge document trapelato dal Discovery Institute delinea i fini politici del movimento, compreso:
"Sostituire le spiegazioni materialistiche con la concezione teistica che la natura e l'essere umano sono creati da Dio." . . . "La teoria del design si ripromette di ribaltare la dominanza soffocante della visione materialistica mondiale, e di sostituirla con una scienza consonante con le convinzioni Cristiane e teistiche."[21] -- The Wedge Document, pamphlet del Discovery Institute del 1999 

Azioni conclamate

L'opinione riguardante la quantità della creazione del designer intelligente varia all'interno del movimento ID. Il concetto di complessità irrrducibile di Michael Behe si basa sulla selezione naturale per la maggioranza dell'evoluzione a parte il contributo del progettista intelligente per il progetto di alcune proteine. Altri nel movimento ID contestano concetti come la discendenza comune, in particolare degli umani e di altri primati. Benchè la maggior parte dei membri del movimento ID sembrino essere Creazionisti della Vecchia Terra, alcuni sono a Creazionisti della Nuova Terra che credono nello ex-nihilo.
La quantità della creazione dovuta al designer intelligente è stata anche accusata dai Creazionisti della Giovane Terra di non essere abbastanza specifica, e in particolare di contraddire le loro credenze sulla ineffabilità Biblica e sulla giovane terra.[22][23] Alcuni proponenti del design intelligente dicono che il progettista intelligente ha regolate finemente le costanti fisiche delluniverso in modo che la vita sia il risultato delle costanti fisiche universali in relazione l'una all'altra in un modo che permette alla vita di esistere. La questione del fine-tuned universe è una premessa centrale o è presentata  come dato di fatto in molte delle opere di prominenti sostenitori del design  intelligente, come  William A. Dembski e Michael Behe.

Critiche

Il design Intelligente è stato presentato dai suoi proponenti come strategia della "grande tenda" nella quale diversi concetti della creazione possono trovare posto. Se la versione del design intelligente fosse approvata e inclusa nelle materie di studio delle scuole pubbliche, allora si aprirebbe una via di dialogo per le alternative non solo verso la selezione naturale ma anche verso il naturalismo, e infine i concetti religiosi sull' origine della vita. La grande maggioranza degli scienziati respingono il concetto di design intelligente del designer intelligente. Invece la spiegazione più largamente accettata è che i processi fisici come la selezione naturale siano la causa della complessità della vita e altri fenomeni e qualità dell' universo. I tentativi di inserire le  teorie del design intelligente nei programmi scientifici delle scuole pubbliche rientra negli intenti sociali del movimento del design intelligente,attraverso il capovolgimento del secolarismo Occidentale dettagliato come nella strategia del cuneo. Il concetto di designer intelligente è stato criticato come una questione di Dio dei Vuoti. L'introduzione delle ipotesi del designer intelligente  introduce il problema irrisolto riguardante l'origine di tale designer (causa primaria).
Sollevando la questione sul bisogno di un progettista per oggetti di complessità irriducibile, il progetto intelligente solleva anche la questione, "cosa ha disegnato il designer?" Richard Dawkins ha proposto che "se gli organismi complessi richiedono una spiegazione, lo fa anche un progettista complesso. E non è una soluzione proporre l'appello del teologo che Dio (o il designer intelligente) sia semplicemente immune alla normale richiesta di una spiegazione scientifica,"[24] da che tale risposta non sarebbe scientifica. Con il creazionismo religioso, alla domanda "cosa ha creato Dio?" si può rispondere con argomentazioni teologiche, ma con il design intelligente, la catena dei designers si può seguire all'indietro indefinitamente in una regressione infinita, lasciando la questione della creazione del primo designer in sospeso. Di conseguenza, il design intelligente non spiega come sia accaduta la complessità in primo luogo, la sposta soltanto.[25]
Elliott Sober dice che per il design intelligente in sé, un designer in grado di creare una complessità irriducibile deve anche'egli essere irriducibilmente complesso: "Ogni mente in natura che progetta e costruisce un sistema di complessità irriducibile è essa stessa irriducibilmente complessa"[26] Sober dice che questa è una questione alla quale i proponenti del design intelligente devono ancora dare una risposta.
Se i  proponenti del design intelligente invocano una causale senza causa o una deità per risolvere questo problema,[27] essi contraddicono un assunto fondamentale del design intelligente che il progetto richiede un progettista[28][29] e riducono il design intelligente a creazionismo religioso. Un'altra possibile controargomentazione potrebbe essre una regressione infinita dei designers. In ogni caso, ammettendo un numero infinito di oggetti permette anche l'occorrenza di ogni evento arbitrariamente  improbabile,[30] come un oggetto dalla complessità "specifica" che si assembla da sé per caso. Di nuovo, questo contraddice un assunto fondamentale del design intelligente che un progettista è necessario per ogni oggetto specificamente complesso, producendo una contraddizione logica.
[...]

Il processo di Dover 

Nel 2005, le argomentazioni dei proponenti del design intelligente riguardanti l'identità di un progettista divennero oggetto di discussione in sede legale nel processo Kitzmiller contro il Distretto Scolastico dell'Area di Dover, il "processo di Dover," in cui i querelanti proposero con successo che il design  intelligente fosse una forma di creazionismo, e che la politica del distretto scolastico che richiedeva la presentazione del design intelligente in alternativa all' evoluzione come una "spiegazione delle origini della vita" violava quindi la clausola della istituzione del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Nel suo verdetto, il giudice, John E. Jones III, dichiarò che 
"Comunque, come ha testimoniato il Dott. Haught, chiunque abbia familiarità con il pensiero religioso Occidentale farebbe immediatamente l'associazione che il progettista tatticamente anonimo è Dio..." -- Ruling, Kitzmiller v. Dover Area School District, pag. 25
Jones commentò anche che l'apparenza del design è soggettiva:
"E' prontamente apparente alla Corte che l'unico attributo del design che i sistemi biologici sembrano condividere con gli artefatti umani sia la loro apparenza complessa, cioè se appare complesso o progettato, dev'essere stato progettato. (23:73 (Behe)). Questa inferenza sul design basato sull'apparenza di un "arrangiamento utile delle parti" è una proposizione completamente soggettiva, determinata nell'occhio di ogni osservatore e nel suo punto di vista concernente la complessità di un sistema." -- Ruling, Kitzmiller v. Dover Area School District, page 81
"Per gli artefatti umani, conosciamo l'identità del designer, umano, e il meccanismo del design, da che abbiamo esperienza basate su prove empiriche che gli umani fanno tali cose, così come molti altri attributi che comprendono la facoltà di progettare, le necessità, e i desideri. Con lo ID, i proponenti asseriscono di rifiutare di proporre ipotesi sull' identità del progettista, e il progettista, egli/ella/essi, non è mai stato visto. In questo senso, l'esperto della difesa Professor Minnich conviene sul fatto che nel caso degli artefatti e degli oggetti umani conosciamo l'identità e le capacità del designer umano, ma non conosciamo nessuno di questi attributi del progettista della vita biologica. Inoltre, il Professor Behe conviene sul fatto che per il design di artefatti umani, conosciamo il progettista e i suoi attributi e abbiamo una linea di base per il design umano che non esiste per il progetto di sistemi biologici. La sola risposta del Professor Behe a questi motivi di disanalogia apparentemente insormontabili è stata che l'inferenza funziona ancora nei film di fantascienza. -- Ruling, Kitzmiller v. Dover Area School District, page 81
Il giudice sentenziò che "lo ID non si può dissociare dai suoi antecedenti creazionisti, e quindi religiosi"[33] e "che lo ID è un argomento teologico interessante, ma che non è scienza."[34]

(https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligent_designer - Trad. mia)

Mr. Demski affermò quindi che l'anonimo Progettista "potrebbe essere "il Dio delle Scritture" o meno[10]"; questa ipotesi rimanda ovviamente all'identità del nefando Demiurgo che secondo gli antichi Gnostici era appunto il dio degli ebrei. Possiamo credere che sia una ennesima coincidenza; del resto, possiamo anche credere in Yahwé come creatore del cielo e della terra.... Ma chi potrebbe mai credere a una cosa simile?


...



Ancora a proposito di Design Intelligente, esiste un sito web dedicato all'Alfabeto Delle Farfalle:

"Kjell Sandved



Chiungue può vedere la bellezza nel delicato disegno delle ali di una farfalla o nella graziosa curva di un fiore. Ma quanti di noi possono guardare delle ali e vedere l'alfabeto? Kjell B. Sandved ha fatto proprio questo, fotografando alcune delle creazioni più minuscole della natura -- disegni "dipinti" nelle cellule microscopiche delle ali di farfalla. Nei suoi posters, nelle stampe e nel suo classico libro per bambini, Butterfly Alphabet, il naturalista, fotografo e conferenziere allo Smithsonian da lungo tempo ha condiviso con il mondo -- in particolare con i bambini -- la sua capacità unica di vedere un significato nei più piccoli dettagli"





Dal sito http://www.butterflyalphabet.com/ (Trad. mia)
Quando si parla di "Design Intelligente", non è possibile trascurare il significato originario della logica, e quindi della parola in questo Mondo-Di-Parole, dove tutto E' una parola, ogni cosa è deFinita da una parola, o termine, e tutte le parole deFiniscono questo "mondo"; come sappiamo l'Inglese "world" (mondo) non è altro che una parola, cioè "word", con una L in mezzo.
Del resto la vita, "life", è soltanto una bugia, "lie", con una F aggiunta.
Come sempre, anche nel caso delle farfalle si può credere ad una "coincidenza", perché in effetti i segni sulle ali coincidono con quelli che chiamiamo "lettere" e che costituiscono l'alfabeto, la materia prima dei nostri stessi pensieri... per una straordinaria coincidenza, il termine in Greco antico 'psiché' (ψυχή) indicava in origine proprio la Farfalla. 
Si può dire una combinazione, e di fatto combinando questi segni si ottengono tutti i vocaboli di cui è composta la nostra lingua. Mentre le sofisticazioni intellettuali del movimento del design intelligente appaiono pedanti e pretenziose, se non eretiche agli occhi del fedele, anche la mera accettazione di un intero mondo di evidenze a sostegno della teoria del "progetto" non si direbbe l'approccio migliore.


...


Ritorniamo sulle tracce del mitoLogico Passato Non-Vegetale, con questo interessante confronto  visivo proposto dal gruppo Facebook Sacred Geometry:


Trad.: "Oscillatore Elettrico di Nikola Tesla"
--
"Ankh Egiziana"

Il mio commento al post potrà apparire semplicistico, ma è perlomeno onesto:

I think that 'electricity' is a synonym of "life", and we still know very, very little about that
(Io penso che 'elettricità' sia sinonimo di "vita", e ne sappiamo ancora molto, molto poco)

Non di meno, le due immagini qui sopra parlano chiaro; le conclusioni dell'osservatore potranno essere variabili, ma in merito all'evidenza dei fatti matematicaMente -ovvero geoMetricaMente- certi non vale la pena di discutere. Qualche tempo fa abbiamo seguita la telecronaca in differita della genesi umana a partire da un "fulmine" di zinco, cosa che ha comprovata (con grande soddisfazione, devo ammettere=) la mia stagionata intuizione personale in merito alla realtà genetica e microcosmica dell'essere umano generata da un "fulmine"di sorta, a livello di esperimento da laboratorio in vivo. Ora, non si conosce il legame diretto tra la "vita" cosiddetta e la forza conosciuta come "elettricità", cioè una forma sensibile e misurabile della Energia cosiddetta elettro-magnetica, la quale è assimilabile almeno in parte a quella "eterica"; non di meno, sappiamo che bioLogicaMente la vita si manifesta attraverso scariche elettriche di modesta entità, quelle che attraversano il cervello e i muscoli del corpo, anch'esse misurabili attraverso un ElettroEncefaloGrafia -cioè "la registrazione dell'attività elettrica dell'encefalo" (Wikipedia)- e un ElettroCardioGramma, ovvero "la riproduzione grafica dell'attività elettrica del cuore(Wikipedia)
Questo è quanto sappiamo per certo della elettricità rispetto alla nostra "vita"; che al di là di ogni frequenza particolare del singolo indiviDuo, e alla capacità di misurarla con precisione, fintanto che esiste un flusso energetico, ovvero una vera e propria corrente elettrica interna, l'uomo funziona
Non mi pare che questa realtà tanto ovvia quanto fondaMentale  mi sia mai stata esposta altrettanto chiaraMente ai tempi della scuola, dai miei insegnanti; so che si parla del millennio scorso, ma temo che il programma scolastico, o Programma D'istruzione Globale, non sia cambiato molto da allora...
Il fatto che l'uomo sia de facto un dispositivo elettrico quasi-autonomo (ma NON autonomo) non mi sembra essere una nozione ancora abbastanza chiara, a livello generale....
Forse perché è piuttosto vera?
La possibilità di misurare l'attività elettrica del muscolo cardiaco è nota (almeno) dalla prima metà dell'800, e i primi successi (relativi) con la EEG sono datati a cavallo dei secoli scorsi; sicuraMente non è a causa della novità storica che questa realtà bioLogica non è contemplata nella tabella della programmazione scolastica, tanto che la mia conclusione seppure 'semplicistica' di questi fatti appare comunque sconcertante, sullo scenario culturale del XXI Secolo.

Per quanto mi riguarda non c'è molta differenza tra l'artefatto elettrico di Tesla e quello artistico degli Egizi, entrambi appartengono ad un tempo leggendario che non esiste affatto Qui e Ora. Questo è l'unico tipo di "realtà" che tendo a considerare di recente, e dopo avere superate tutte le fasi relativaMente drammatiche della dissonanza cognitiva derivata dalla mia coscienza geocentrica, nel corso degli anni, non mi è possibile accettare ognuna e tutte le affermazioni della stessa 'scienza' che condivide i principi di quella AstroNoMica, la più "alta" di tutte, e come ben sappiamo la peggiore in assoluto.
Di entrambi posso soltanto leggere sui libri, sul web, e ovviamente su Wikipedia:

L'ankh (☥) (anche croce ansata e conosciuta anche come chiave della vita), è un antico e sacro simbolo egizio che essenzialmente simboleggia la vita. Gli dèi sono spesso raffigurati con un ankh in mano, o portato al gomito, oppure sul petto. In funzione di geroglifico l'ankh, oltre che significare "vita", assume diverse sfumature, in base al contesto in cui è inserito, sebbene sempre con caratteri mistici e religiosi.

Significati

Il significato originale di questo simbolo nella cultura egizia rimane un mistero per gli egittologi, molte e in contrasto sono infatti le teorie che ipotizzano le origini dell'ankh. Molti hanno speculato si tratti di:
  1. una rappresentazione stilizzata del grembo materno;
  2. il nodo del laccio delle antiche calzature egizie, i sandali egizi. Tra i fautori di questa teoria ricordiamo Alan Gardiner che ha ipotizzato che l'origine dell'ankh sia da ricollegare al laccio delle antiche calzature egizie. Questa interpretazione (la parte circolare circonda la caviglia, il laccio orizzontale si collega alla tomaia e la parte verticale è collegata con la punta della scarpa) può essere interpretata in senso mistico, tenendo presente che la saggezza egizia vedeva la vita come un sentiero da percorrere, ricco di negatività alternate alle positività, che ogni uomo percorre per giungere alla propria meta, alla propria realizzazione, intesa anche dal punto di vista spirituale: si collega al concetto di Andare, portato dalle divinità del pantheon in simbolo di energia eterna, si collega alla circumambulazione del Cerchio nella Magia rituale egizia;
  3. una stilizzazione dei genitali umani in atto di unione. Tra i fautori di questa teoria ricordiamo Howard Carter che afferma che l'origine dell'ankh sia da ricollegare alla simbolica unione mistica dei due principi, il principio maschile e il principio femminile. Le due parti dell'ankh, la tau sottostante e l'ansa sovrastante, corrispondono infatti ai simboli di due delle divinità più importanti della religione egizia, Iside e Osiride. L'ansa è il simbolo isiaco, probabilmente una stilizzazione dell'utero; la tau, ovvero una croce senza l'estensione superiore del braccio verticale, è invece il simbolo di Osiride, rimandabile al pene;
  4. una rappresentazione simbolica del sorgere del sole, con il cerchio simboleggiante il Sole che si è appena levato dall'orizzonte rappresentato dalla linea orizzontale. La sezione verticale sotto la linea orizzontale simboleggerebbe il cammino del Sole;
  5. una rappresentazione dello stesso Egitto: la parte superiore sarebbe il delta del Nilo e il tratto verticale sottostante il Nilo stesso, mentre le due braccia orizzontali raffigurerebbero il deserto libico, ad ovest, e quello arabico, ad est;
Come simbolo dell'unione dei due principi cosmici sta ad indicare anche l'unione mistica tra il cielo e la terra, ovvero il contatto tra il mondo divino e il mondo umano, nonché l'unione dei due principi intesa come generatrice dell'esistenza. La denominazione chiave della vita, oltre che un richiamo alla forma del simbolo stesso, sta ad indicare anche il significato escatologico del simbolo: l'ankh è anche infatti vita eterna, grazie alla quale l'uomo riesce a superare la morte, per giungere alla rinascita.
In quanto simbolo della vita e dell'immortalità, il suo significato è estensibile a quello di simbolo dell'universo, dato che il cosmo è pura vita, pura esistenza ed eterno alternarsi di cicli regolatori, oltre che costantemente generato dall'alternarsi di principi in eterna opposizione.

Nell'Antico Egitto

L'ankh appare di frequente nelle opere artistiche dell'Antico Egitto. Nelle raffigurazioni divine appare come caratteristica delle stesse divinità, ad indicare la natura ultraterrena e l'eterna esistenza di esse. In quanto è la vita il suo significato principale, abbinato agli dèi ne indica la natura di forze cosmiche, generatrici dell'universo e dunque della vita. L'ankh veniva utilizzato in particolare come amuleto, capace di infondere salute, benessere e fortuna. Spesso alla morte di una persona, che venisse mummificata o meno, l'ankh era un elemento fondamentale, con il quale il corpo doveva essere sepolto. Un altro uso frequente dell'ankh era quello che lo vedeva in funzione di specchio, nel quale il vetro riflettente era posto nell'ansa.

Nel regno di Giuda

Nel 2009, nel corso di uno scavo archeologico effettuato ai piedi del lato meridionale del Monte del Tempio a Gerusalemme, fu rinvenuta una bulla riportante il sigillo impresso del re Ezechia (727–698 a.C.). Il sigillo, riportante il testo in antico ebraico "Appartenente a Ezechia [figlio di] Ahaz re di Giuda", raffigura anche un sole alato, con due ali rivolte verso il basso, fiancheggiato da due ankh[1].

Nella tarda antichità

In epoca romana è probabile che l'ankh abbia influenzato il simbolo della mano di Venere (o specchio di Venere), simbolo della divinità, in seguito adottato come simbolo dell'omonimo pianeta nell'astrologia; come simbolo del rame nell'alchimia e come simbolo del sesso femminile nella biologia.
Con l'imposizione del Cristianesimo, e conseguente destituzione e persecuzione del Paganesimo, tutti i simboli appartenenti alla sfera di quest'ultima forma religiosa vennero repressi. Nonostante ciò l'ankh continuò a mantenere una certa importanza in Egitto date le profonde radici che il simbolo aveva nella cultura del luogo, e finì con l'essere assimilato dalla Chiesa copta ortodossa e adottato come simbolo stesso del Cristianesimo copto, data la similarità con la croce e l'assenza di elementi zoomorfici o  antropomorfici, ripudiati in origine dalla religione cristiana. Da qui la denominazione latina di crux ansata, ovvero "croce ansata". Anche in epoca cristiana mantenne l'uso di amuleto."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Ankh)

Come si è visto, le possibili origini dell'Ankh che travalicano i significati simbolici, e rischiano di risultare troppo materialistici, come la somiglianza con l'oscillatore elettrico di Tesla, non sono prese in considerazione dalla egittologia, che è una scienza seria e non una scienza d'Egitto. Queste sono cose da meme su Facebook.

Sempre su Wiki vale la pena di leggere anche la versione Inglese delle origini, per quanto la premessa sia ovviaMente identica: "The origins of the symbol are not known" (Le origini del simbolo non sono note)

"I primi esempi del segno ankh risalgono alla Prima Dinastia[8] (c. dal 30mo fino al 29mo secolo aC).[6] Non vi è accordo su quale oggetto fisico rappresentasse il segno originariamente.[9]
Molti studiosi credono che il segno sia un nodo composto di un materiale flessibile come tessuto o canne,[9] da che le più antiche versioni del segno mostrano la barra inferiore della ankh di due diverse lunghezze di un materiale flessibile, che sembrano corrispondere alle due estremità del nodo.[4] Queste prime versioni hanno una certa somiglianza con il simbolo tyet, un segno che rappresentava il concetto di "protezione". Per questi motivi, gli Egittologi Heinrich Schäfer ed Henry Fischer pensavano che i due segni avessero una origine comune,[10] e vedevano la ankh come un nodo che era usato come amuleto piuttosto che per qualunque scopo pratico.[9][11]
La scrittura geroglifica utilizzava segni pittorici per rappresentare i suoni, così che, ad esempio, il geroglifico di una casa poteva rappresentare i suoni p-r, i quali furono rinvenuti nel mondo Egizio come "casa". Questa pratica, nota come principio del rebus, permetteva agli Egiziani di rappresentare cose, come dei concetti astratti, che non potevano essere raffigurati.[12] Gardiner credeva che la ankh fosse stata originata in questo modo. Egli evidenziò che le illustrazioni del laccio del sandalo sui feretri del Regno Medio rassomigliavano al geroglifico, e dedusse che il segno originariamente rappresentasse i nodi come questi e furono in seguito usati nella scrittura di tutt'altre parole che contenevano le consonanti Ꜥ-n-ḫ.[5] La lista dei segni geroglifici di Gardiner etichetta la ankh come S34, ponendola nella categoria degli oggetti per l'abbigliamento e subito dopo S33, il geroglifico per il sandalo.[13] L'ipotesi di Gardiner è tutt'ora valida; James P. Allen, in un libro introduttivo sulla lingua Egiziana pubblicato nel 2014, assume che il segno significasse in origine "laccio di sandalo" e lo usa come uno degli esempi principali del principio del rebus nella scrittura geroglifica.[1]
Vari autori hanno proposto che il segno in origine rappresentasse qualcosa che non era un nodo. Qualcuno ha suggerito che avesse un significato sessuale.[14] Ad esempio, Thomas Inman, un mitologo amatoriale del diciannovesimo secolo, pensava che il segno rappresentasse gli organi riproduttivi maschile e femminile, uniti in un singolo segno.[15] Victor Loret, un Egittologo del diciannovesimo secolo, propose che "specchio" fosse il significato originale del segno. Un problema con questa ipotesi, riconosciuto da Loret, è che le deità sono frequentemente mostrate mentre impugnano la ankh per il suo circolo, e le loro mani vi passano attraverso dove dovrebbe esserci la solida faccia riflettente di uno specchio a forma di ankh. Andrew Gordon, un Egittologo, e Calvin Schwabe, un veterinario, propongono che l'origine della ankh sia correlata ad altri  due segni di origine incerta che spesso appaiono assieme ad essa: lo scettro was, che rappresenta il "potere" o il "dominio", e la colonna djed, che rappresenta la "stabilità". Secondo questa ipotesi, la forma di ogni segno sarebbe disegnata da una parte dell'anatomia del toro, come certi altri segni geroglifici che si sanno essere basati sulle parti del corpo di animali. Nel credo Egizio lo sperma era connesso con la vita e, in un certo grado, con il "potere" o il "dominio", e alcuni testi indicano che gli Egizi credevano che il seme avesse origine nelle ossa. Pertanto, Calvin e Schwabe suggeriscono che il segno sia basato su parti dell'anatomia taurina attraverso le quali il seme si credeva passasse: la ankh è una vertebra toracica , la djed è la vertebra sacrale e lombare , e la was è il pene essiccato di un toro.[16] 

In merito all'Oscillatore di Tesla, troviamo la stessa immagine in questo post su nikola-tesla-free.blogspot.com, assieme a questo famoso bassorilievo:

"Lampade magnetiche. Dendera, Egitto. Foto di Lorella Binaghi."

Sul blog troviamo la descrizione del dispositivo definito prima 'oscillatore elettrico e qui "aggeggio" il quale "sembrerebbe utilizzare lo stesso principio di captazione e accumulazione d'energia magnetica minerale lungo un filo in rame (?)." (Id.)

Infine, l'apparente somiglianza fra la ankh e il dispositivo di Tesla potrebbe non andare oltre l'apparenza, da che l'ankh potrebbe essere un laccio del sandalo, oppure uno strumento di misura, impugnato come simbolo di potere (che temo siano delle mie reminescenze sitchiniane) o finanche qualche organo sessuale di varia specie; in ogni caso un oggetto come il Djed  raffigurato qui sopra, e che dovrebbe rappresentare la "stabilità" ha una apparenza estremaMente moderna:

By Sailko - Own work, CC BY 3.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33927983

"Amuleto a forma di Djed"

Ricorda da vicino un isolatore ("uno strumento, un materiale o un corpo che ha la funzione, per l'appunto, di isolare, ossia di impedire — o grandemente ridurre — il propagarsi di una grandezza fisica. In relazione al tipo di grandezza fisica che isolano, si possono avere) di tipo elettrico come ad es. questo:

CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=840191

"Isolatore rigido per medie tensioni"

Questo non lo possiamo proprio negare.

In questo ritaglio dal libro Technology of the Gods: The Incredible Sciences of the Ancients su Google Books vediamo una "colonna Djed", con un interrogativo tanto prosaico quanto insolvibile:


Trad.: "Per quanto il dispositivo possa essere stato un semplice, per quanto esotico, generatore statico, esso potrebbe anche essere stato una torre di luce elettrica auto-generata con una lampada. Una palla elettrica al centro di un tempio ornato sarebbe stata una vista impressionante. Gli Egizi utilizzavano l'illuminazione elettrica? Sembra di sì!
Una parte della prova che ci fosse elettricità nell'antico Egitto sta nel mistero sul perché le tombe e i passaggi sotterranei siano riccamente dipinti e decorati, malgrado non ci siano residui di fumo o segni di torce sui soffitti! Si prende normalmente per assunto che gli artisti e gli artigiani avrebbero lavorato alla luce delle torce, così come fecero gli Egittologi dell'800. Eppure, non è stato trovato fumo sulle tombe. Una ingegnosa teoria era che i passaggi e le camere fossero illuminate da serie di specchi, che avrebbero portata la luce dall'entrata. Però molte tombe sono troppo elaborate, con percorsi troppo profondi e contorti, perché questo potesse funzionare."

E' un'altra di quelle cose troppo evidenti perché si diano delle risposte scientifiche chiare e semplici; basta escludere la domanda dall'equazione culturale, e il gioco è fatto.
Forse gli antichi artisti Egizi erano dotati di occhiali ultravioletti per lavorare al buio, ma nemmeno di questi si è trovata traccia.

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