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venerdì 30 marzo 2018

Pane Shockante & Morte Voodoo

Queste informazioni sono tratte da un articolo di Mr. Andrew Whitley pubblicato nel 2006 sullo Indipendent e riguardano la panificazione nel Regno Unito, i panettieri, il pane e il mercato del pane in quel Paese; qui si tratta di processi di lavorazione industriale che spesso non sono nemmeno paragonabili a quelli artigianali dei nostri fornai; premesso questo, la mia indagine sulla dannosità potenziale di certi ingredienti prosegue con la traduzione (mia) dei punti salienti.
Il titolo dell'articolo è:

"LA SHOCKANTE VERITA' SUL PANE
[...]
"...Gli enzimi sono il grande segreto della panificazione moderna. Per una lacuna essi vengono classificati come 'processing aids' (sostanza usata nella produzione di lavorazioni alimentari che possono finire nel prodotto finito ma che non devono, per legge, essere dichiarate al consumatore come ingrediente -- Wikipedia, Trad. mia -- NdT), che non devono essere riportati sulle etichette del prodotto. Gli additivi, d'altro canto, devono essere elencati. Non sorprende il fatto che la maggior parte della gente non abbia idea che il loro pane contiene degli  enzimi aggiunti.
Gli enzimi sono proteine che accelerano una reazione metabolica, e sono estratti da piante, animali, funghi e batteri. La chimosina, ad esempio, è l'enzima usato per cagliare il latte per la produzione di formaggio. Esso è derivato dal caglio dello stomaco di un vitello o sintetizzato con l'ingegneria genetica.
Una gran quantità di enzimi vengono utilizzati nella panificazione. Il loro status come supporto della lavorazione è basato sull'assunto che essi vengano utilizzati nel processo produttivo e quindi non siano davvero presenti nel prodotto finito. Questa è una bugia che permette all'industria alimentare di manipolare ciò che mangiamo senza dircelo. Nella loro stessa letteratura commerciale i produttori di enzimi esaltano la 'termostabilità' di questo o quel prodotto; in altre parole la sua capacità di avere un effetto duraturo sul pane cotto.
I produttori hanno sviluppati gli enzimi con due obbiettivi principali: per fare mantenere all'impasto più gas (rendendo il pane più leggero) e perché il pane si mantenga soffice più a lungo dopo la cottura. Molti enzimi della panificazione sono derivati da sostanze che non sono parte della normale dieta umana. Anche se tali enzimi sono chimicamente gli stessi che si trovano naturalmente nella farina o nella pasta del pane, essi vengono aggiunti in quantità maggiori di quelle che si potrebbero mai trovare nel pane normale.
E ora la sicurezza degli enzimi della panificazione è stata radicalmente sfidata dalla scoperta che l'enzima transglutaminasi, utilizzato per rendere l'impasto più elastico nei croissants e alcuni pani, può rendere tossica una parte delle proteine per chi soffre di una grave intolleranza al glutine. Questo sviluppo è importante perché suggerisce come aggiungere enzimi all'impasto del pane può avere conseguenze dannose non intenzionali. Sicuramente nessuno può dire seriamente che gli enzimi per la panificazione dovrebbero essere omessi dall'etichetta del pane.
Penso che dovremmo essere sospettosi nei confronti degli enzimi per la panificazione  per altri quattro motivi:
Gli enzimi possono essere allergeni e dovrebbero essere identificati in etichetta allo stesso modo dei gruppi di allergeni principali.
L'assenza degli enzimi in etichetta impedisce alla gente di fare una scelta informata per la sua dieta.
Esiste una disonestà fondamentale nel trattare gli enzimi come se non avessero effetti sul pane cotto mentre è per questo che vengono usati.
[...]
Abbiamo sviluppato un sistema di panificazione industriale che [...] produce un pane che sempre più gente non potrebbe e non dovrebbe mangiare. 
[...]
Se siete sconcertati dalla corruzione occulta del nostro cibo quotidiano, converrete con me sul fatto che il pane è troppo importante per essere lasciato ai forni industriali. Sempre più gente sta prendendo controllo sulla propria vita e sulla propria salute facendo da sé il suo pane - un pane di cui si può fidare.
... (Questo articolo è tratto da Bread Matters di Andrew Whitley pubblicato da Fourth Estate)"

(https://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/features/the-shocking-truth-about-bread-413156.html -- links ed enfasi aggiunti)

In merito alla transglutaminasi, resa tristemente nota di recente dalla gran quantità di casi di celiachia, leggiamo su Wikipedia Italia che essa è:

"
...un enzima che viene attivato dalla trombina. Questo forma legami covalenti tra le molecole di fibrina.
Nell'organismo umano si riscontrano otto diverse transglutaminasi, le cui funzioni vanno dalla  coagulazione del sangue alla costruzione di capelli e pelle.
Questo enzima è presente anche nell'intestino dove opera la digestione del glutine. In soggetti predisposti naturalmente l'organismo produce anticorpi che non riconoscono come "self" l'enzima e attaccano i villi intestinali rendendo l'assorbimento dei nutrienti, da parte di questi ultimi, più difficoltoso o addirittura nullo. Questa patologia viene detta celiachia.

Nell'industria alimentare

Nella trasformazione alimentare commerciale, la transglutaminasi è usata per legare insieme le proteine. Esempi di alimenti realizzati con transglutaminasi includono l'imitazione della polpa di granchio (surimi) e le crocchette di pesce (bastoncini).
La transglutaminasi commerciale viene prodotta con la fermentazione dello Streptoverticillium mobaraense o estratta dal sangue animale, e viene utilizzata in una varietà di processi alimentari, compresa la produzione di prodotti trasformati a base di carne o pesce.
Transglutaminasi può essere utilizzato come legante per migliorare la consistenza degli alimenti ricchi di proteine come il surimi o il prosciutto. Viene altresì utilizzata per migliorare l'aspetto di prodotti emulsionati a base di carne, come salsicce, hot dog e "bistecche ristrutturate".
"
(SIC -- https://it.wikipedia.org/wiki/Transglutaminasi)

Si sa, nei soggetti "non predisposti naturalmente" questo enzima non dovrebbe produrre alcun effetto collaterale indesiderato; perlomeno, non la "celiachia"... Cosa poi producano, di fatto, dipende dal singolo soggetto.
Questo è il motivo per cui questo soggetto scrivente oggi si fa il pane azzimo in casa.

--

L'Orrore Grammaticale

"Orrore" ed "errore" sono due termini troppo simili perché questa affinità si possa ignorare; ricordo che il mio prof. di Italiano al liceo talvolta diceva di avere corretti degli "orrori" nei temi, per poi correggersi ironicaMente.
Quello che il mio lettore attento ha notato senz'altro nell'esposto di VerOrizzonte, così come per i blogs precedenti e in questo, è la mia idiosincrasia per il cosiddetto "accordo del participio passato", definito dall'Accademia della Crusca "uno dei capitoli più spinosi della sintassi italiana."

Io molto sempliceMente EVITO tutte le spine di questo accordo, ignorandolo; non mi trovo in ACCORDO con questo accordo, e il motivo è -dovrebbe essere- ovvio per tutti: è SBAGLIATO.
Ne scrivo ancora dopo avere anNotata la frase pronunciata in un dialogo del film "La vergine sotto il tetto" diretto e prodotto da (l'ebreo Asche-nazi) Otto Preminger, trasmesso ieri da Cine Sony. Ovviamente qui l'orrore compare solo nel doppiaggio in Italiano, da che l'Inglese è troppo facile per causare simili "incertezze"; qui William Holden as Donald Gresham dice:
"Quella ragazza su cui hai detto tante malignità ne vale cinquanta come te."
Facciamo una rapida analisi grammaticale della frase, ovvero applichiamo "il procedimento per riconoscere quale sia la categoria lessicale (e le relative sottocategorie) di ogni parola nel contesto nel quale è usata.[1]" (Wikipedia): a cosa si riferisce nella battuta qui sopra il participio passato del verbo dire, "detto"? Alle malignità, e nient'altro che quelle; e dunque come potrebbero delle malignità essere detto? L'unico motivo per cui questa frase è costruita in modo da contenere un e/orrore tanto grossolano quanto palese è il maledetto "accordo", poiché di fatto non si può addurre alcuna motivazione logica che lo giustifichi, al di là della convenzione adottata universalMente.

Nella breve "risposta" dell'Accademia leggiamo:

Le principali incertezze possono essere schematizzate nel modo seguente:1) accordo del participio d'un verbo composto con l'ausiliare avere col complemento oggetto posposto ("ho scelto le migliori opere" - "ho scelte le migliori opere": nettamente prevalente, e quindi anche preferibile, la prima soluzione);2) accordo del participio d'un verbo composto con avere con l'oggetto anteposto, costituito da un pronome personale o relativo ("ci ha ingannato" - "ci ha ingannati", "la casa che ho comprato" - "la casa che ho comprata");3) accordo del participio di essere o di un verbo copulativo col soggetto o col nome del predicato ovvero col complemento predicativo ("il suo discorso è stato, è risultato una sorpresa" - "è stata, è risultata una sorpresa");4) accordo del participio d'un verbo pronominale col soggetto o col complemento oggetto, sia esso anteposto o posposto ("la meta che ci siamo prefissati" - "che ci siamo prefissata".La possibilità di scelta per i punti 2, 3 e 4 è esistita da sempre in italiano e le restrizioni di tanto in tanto indicate da qualche grammatico sono da considerarsi infondate. Anche in uno scrittore particolarmente sensibile al problema dell'omogeneità linguistica come Alessandro Manzoni si possono cogliere alternative: "le cose che m'hanno fatto" (I Promessi Sposi, cap. XXXV) - "le ciarle che avrebbe fatte" (cap. III), - [gli uomini] "si riunivano in crocchi, senza essersi dati l'intesa" (cap. XII) - "altri passeggeri s'eran fatta una strada ne' campi" (cap. XI) ecc.»
Dunque sembra che soltanto il buon Manzoni fosse abbastanza, o "particolarMente" sensibile -prima del blogger- da prediligere la formulazione corretta del suo esposto, per quanto non lo facesse in modo costante. Eppure risulta ben chiaro, da tutti i casi d'esempio riportati qui sopra, che nel verbo composto con l'ausiliare avere e il soggetto posposto (1) le opere in oggetto saranno sempre e soltanto scelte, malgrado l'errata convenzione, o convinzione dello scrittore (e dell'autore dell'articolo stesso, che definisce preferibile l'orrore); nel caso del verbo composto con l'oggetto anteposto con un pronome personale o relativo (2) qualcuno ci può avere ingannati tutti quanti, perché sicuraMente è solo il soggetto singolo che può essere ingannato;  nel terzo caso (3) del verbo copulativo col soggetto (qui si va sul piccante) o nome del predicato verbale, o complemento pre-dicativo, la sorpresa non può che essere risultata, da che non c'è verso che qualcuno, in diverse circostanze, si riferisca ad una sorpresa che sia risultato qualunque cosa; semmai può essere il risultato DI qualcosa, ma non è questo il caso. (La cosa non mi sorprende affatto=). 
Infine, per quanto concerne il verbo pronominale con un soggetto o complemento che lo preceda o segua (4) la meta in questione sarà ovviaMente e giustaMente  prefissata, per quanto noi si possa essere pre-fissati nell'utilizzare l'infame accordo in luogo della forma grammaticalMente esatta.
Per quanto mi riguarda, questo accordo così detto partecipa in modo diretto e profondo dello stato di confusione generale che regna nella nostra logosfera moderna; si direbbe proprio che qualcuno si sia messo d'accordo affinché l'errore/orrore, per quanto ovvio e indiscutibile, divenisse una abitudine quotidiana presso l'utenza letteraria del Belpaese, e sui sospetti non possiamo avere dubbi, quando la quasi-totalità della gente impara a leggere e a scrivere a scuola da che l'aio (o precettore) è divenuto una definizione quasi-esclusiva dei cruciverba ed è una figura praticamente estinta, benché ironicamente possa apparire (proprio come un fantasma) in verticale.

Non occorre essere "particolarmente sensibile", né tanto meno "scrittore", per prendere atto della situazione attuale; ciò che dicono preferibile gli accademici non è necessariamente giusto, e in questo caso è vero il contrario, né più né meno come per la teoria eliocentrista diffusa dagli esperti della scienza astroNoMica; mentre, nel pieno della globaLLizazione, tutti credono che la Terra sia una trottola rotante nel vuoto, per quanto essa si diMostri per la superficie piana e immota che è, allo stesso modo tutti si trovano in accordo sull'accordo del participio, per quanto esso sia una convenzione o convinzione universale altrettanto discordante dalla realtà delle cose che vengono dette e ascoltate, lette e scritte, e quindi pensate a questo mo(n)do.

Se la maestra chiede "Hai fatto gli esercizi di grammatica?" al suo discepolo scolastico, si aspetta senz'altro che gli esercizi siano (stati) fatto; ma non è così, che il piccolo utente grammaticale si sia esercitato o meno. Perché diavolo poi dovrebbe fare degli esercizi che prevedono l'uso di un cosiddetto "accordo" che è causa di "incertezza" e fonte di questioni "spinose" come questa, mentre la realtà dell'errore è quanto di più evidente per chiunque conosca i rudimenti della grammatica Italiana?

Come abbiamo visto, la più alta "autorità" in materia ha poco da dire in proposito, ma in compenso quel poco non fa che ribadire l'orrore/errore del parlare comune, in cui i generi dei soggetti si trasformano da singolari a plurali, e da maschili a femminili, o viceversa, con la stessa facilità con cui la gente oggi cambia sesso, o tendenze sessuali.
Io personalMente mi considero a pieno diritto ACE ormai da diverso tempo, certe cose non mi fanno né caldo né freddo, nella "vita reale"; ma vivendo gran parte delle mie giornate online, dove l'odioso accordo è in disaccordo con i miei principi così come lo è fuori della rete, non posso fare a meno di insistere su questo punto fondaMentale. Sono e sarò sempre in completo disAccordo con l'Accordo dell'Errore, per qualunque participio di un passato non-vegetale, e ho tutte le mie Buone Ragioni per esserlo. Se mi chiedessero come possono essere in errore 50 o 100 milioni di italofoni, la mia risposta sarebbe la stessa valida per la teoria eliocentrica: sono stati imparati così.=/

...

In un commento al post di ieri appare la lieta novella della nascita di "un canale informativo alternativo su Telegram: t.me/sisamanonsidice" di cui il curatore, Mr. EpiNeo, dice: "Traggo spunto da diversi giornalisti e informatori (Claudio Messora di Byoblu.com, Giulietto Chiesa di PandoraTv.it e vari altri oltre me stesso)."
Come ho scritto in risposta, ritengo che dei canali "alternativi" come questo, su qualunque supporto mediatico, siano di capitale importanza per fare fronte al flusso incessante e incontenibile del mainstream che alimenta il maelstrom informatico e informativo; e pertanto ribadisco a (+) chiare lettere:


t.me/sisamanonsidice

...

Morte voodoo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (e gratuita)

Morte Vodoo (voodoo death), un termine coniato da Walter Cannon nel 1942 nota anche come morte psicogena o morte psicosomatica, è il fenomeno di una morte improvvisa causata da un forte shock emotivo, come la paura. L'anomalia è riconosciuta come "psicosomatica" da che la morte è causata da una risposta emozionale —spesso la paura—ad una forza suggestiva esteriore. La morte voodoo è particolarmente nota nelle società native e nei campi di prigionia o di concentramento, ma le condizioni non sono specifiche di una particolare cultura.[1]

Walter Cannon e la sua opera

Nel 1942, Walter Bradford Cannon, MD, considerato oggi un precursore della moderna psicologia fisiologica, pubblicò un lavoro in cui postulava l'idea che la paura potrebbe colpire una persona a tal punto che le sue condizioni fisiche deteriorerebbero in risposta allo stress psicologico.[2] Citando gli esempi di morte straordinarie (e le loro circostanze estranee) nelle società aborigene, Cannon postulò l'idea che la paura di conseguenze soprannaturali della rottura di tabù sociali fu causa delle morti testimoniate dai nativi.
Ciò che descrive Cannon è stato da allora definito "sindrome dell'osso puntato" ["bone-pointing syndrome, ndt] per cui se un individuo riceve una qualche sorta di shock—spesso la rottura di qualche tabù socio-religioso—che egli interpreta come un cattivo presagio per sé stesso, le sue condizioni fisiche allora deteriorano rapidamente, ed egli muore nell'arco di un periodo che può essere di sole 24 ore dopo lo shock iniziale.[2]
Cannon cita l'esempio di una donna Maori la quale aveva appreso che il frutto da lei mangiato proveniva da un luogo tapu (tabù); meno di 24 ore dopo era morta. Al contrario, Cannon condivide anche l'esempio di un giovane che si era ammalato quando lo stregone locale aveva puntato un osso contro di lui, un tabù sociale che significava una maledizione mortale; quando il perpetratore aveva spiegato al giovane che tutta la cosa era stata un errore, e che nessun osso era stato puntato contro di lui, il giovane era ritornato istantaneamente in salute.[2]
Cannon nota le affinità di entrambi i casi: gli individui erano ambedue membri di una società in cui la credenza nel soprannaturale è sostenuta ferocemente, e ambedue avevano sofferto ciò che entrambi credevano essere una qualche forma di maledizione secondo il loro credo personale; inoltre, gli individui condividevano sintomi fisici similari. Non di meno, nel caso del giovane, una volta che la causa dello stress psicologico era stata rimossa, la sua misteriosa malattia scomparve. Cannon attribuisce queste ripercussioni piuttosto drastiche come l'opera della emozione della paura sulla mente che tende a portare alla distruzione delle condizioni fisiche.[2]

Cause


La spiegazione di Cannon

Secondo Cannon, l'emozione della paura sulla mente, che egli definì divisione "simpatica" o "simpatico-adrenale" del sistema nervoso, causa la caduta della pressione sanguigna come se fosse prodotta da "una riduzione del volume del sangue circolante".[2] Cannon spiega la perdita del volume sanguigno per la costante iniezione di adrenalina nella piccole arteriole che si restringono, impedendo il corretto flusso sanguigno nel corpo e provocando una caduta a picco della pressione sanguigna.
Da qui, la pressione sanguigna indebolita impedisce la sufficiente circolazione del sangue danneggiando il cuore e i nervi responsabili del mantenimento dei vasi che trasportano il sangue, rendendo difficile la circolazione da che gli stessi organi necessari a mantenere la giusta circolazione sanguigna sono deteriorati. Segue quindi una accelerazione del battito cardiaco, seguita da una respirazione rapida. Da aggiungere a questi sintomi ci sono gli effetti di niente cibo né bevande nella persona affetta dallo stress psicologico: Cannon suggerisce la il vero shock, in senso medico, potrebbe essere la causa della morte come risultato di poco cibo o bevande. Cannon afferma "Se la combinazione della mancanza di cibo e acqua, l'ansia, il polso e la respirazione molto rapidi, associati all'esperienza dello shock hanno un effetto persistente, questo spiegherebbe le condizioni fatali testimoniate nelle tribù primitive."[2].

Spiegazioni moderne

Dal 1942, gli scienziati hanno scoperti molti altri processi coinvolti negli effetti dello stress sul corpo, come la regione del cervello chiamata amigdala. La serie di eventi per cui uno stimolo sensoriale si introduce nella mente, e come l'amigdala processa l'emozione della paura che segue sono chiamati "percorso visivo verso la paura" ["vision-to-fear pathway", NdT], o "percorso-auditivo-verso-la-paura ["auditory-to-fear pathway", NdT] secondo gli stimoli.
La sequenza generalmente riconosciuta di eventi, per come enumerata da Esther M. Sternberg, MD, nel 2002, si pone come di seguito: vari impulsi chimici ed elettrici vengono rilasciati e trasmessi dalle fibre nervose. Simultaneamente, degli ormoni vengono secreti dal cervello, dalle ghiandole adrenali e pituitaria di conseguenza allo stress sul sistema. Aritmie cardiache sono spesso il risultato di una sovrabbondanza di questi ormoni nel sistema.[3]
Nel 1981, Wylie Vale, medico, scoprì la corticotropina, l'ormone dello stresso ipotalamico, o CRH: questo ormone secreto dall'ipotalamo è coordinato con "i centri dell'adrenalina nel tronco cerebrale coinvolti nell'iniziazione della risposta simpatica... causando un rilascio massiccio dei componenti chimici pseudo-adrenalinici e ormoni dello stress. Assieme questi potrebbero ben causare una malattia, compresa la perdita di appetito, debolezza, aritmie cardiache e persino un collasso vascolare che potrebbe portare alla morte."[3]
Martin A. Samuels, medico, elaborò ulteriormente su un altro processo mortale, affermando che con il rilascio di adrenalina e l'aumento del battito cardiaco, talvolta la catecolamina, ormone dello stress, aumenterebbe, portando all'apertura dei canali del calcio e mantenendoli aperti, con il risultato di una sovrabbondanza di calcio nel sistema, e l'uccisione delle cellule.[4]

[La voce Parasympathetic over-activation contiene i dettagli della sperimentazione in vivo con animali da laboratorio, ed è stata pietosamente cassata, NdT]

Valutazione critica


Malgrado la ignoranza generale di Cannon sui particolari del crollo psicologico, gli scienziati negli anni successivi alla pubblicazione dell'opera di Cannon si sono trovati generalmente in accordo con le sue ipotesi fondamentali riguardo la morte voodoo. Generalmente le critiche contro l'opera di Cannon sono dirette alla natura folcloristica dei casi studiati da Cannon, ma studi recenti hanno scoperti numerosi esempi di morte voodoo in varie società.[7] A coloro che affermano la difficoltà dei processi sperimentali per convalidare le teorie di Cannon, Barbara W. Lex, nel suo articolo del 1974 a titolo "Voodoo Death: New Thoughts on an Old Explanation", risponde che la "morte voodoo" può essere facilmente osservata senza esperimenti complicati:
"La costrizione pupillare, facilmente osservabile e indicativa dell'attivazione del sistema parasimpatico... la quantità di saliva, di traspirazione, il grado di tonicità muscolare e il pallore della cute nell'individuo sono altrettanto distinguibili senza una strumentazione complicata."[8]
Non di meno, alcuni contestano le teorie che prevedono danni corporali indotti psicologicamente. David Lester, medico, nel 1972 contesta che le prove di Cannon, in particolare riguardanti gli animali, sono anedottiche e irrilevanti, e propone invece il concetto di "morte per suggestione", e supporta il complesso "giving up-given up" (Lett. "arrendersi-arrendendosi", ndt) avanzato da George L. Engel, attribuendo quindi la causa di morte interamente ad uno stato psicologico dell'individuo in questione piuttosto che alla connessione psicologico-fisiologica addotta da Cannon.[9] Spingendosi ancora oltre, Harry D. Eastwell, medico, nel suo articolo del 1982, "Voodoo Death and the Mechanism for Dispatch of the Dying in East Arnhem, Australia", respinge interamente il concetto di "morte voodoo", affermando che le morti nei casi riportati da Cannon et al. erano più probabilmente dovute a disidratazione piuttosto che ad una qualunque risposta psicologica.[10]

Influenza di questa teoria sulla scienza moderna

Combatti o vola

Profondamente correlata a questi casi di morte improvvisa è ciò che Cannon definì "fight-or-flight response", che è stata classificata come risposta "neurofisiologica-comportamentale". "Fight or flight" è una frase usata per descrivere le risposte istintive e fisiologiche a forti emozioni negli animali come negli umani. Cannon associa le due emozioni della rabbia e della paura a causa degli effetti simili che le emozioni hanno sulla mente e sul corpo —la rabbia porterà alla risposta "fight" [combattere, ndt] mentre la paura induce il "flight" [vola, fuggi. ndt]. La mente, nell'affrontare una o entrambe queste emozioni in risposta ad una minaccia percepita, emetterà adrenalina, e il battito cardiaco aumenterà; non di meno, a volte il sistema è sopraffatto dalle reazioni, e ne consegue un collasso cagionato dall'opera degli ormoni dello stress.[4]
Nel caso della morte voodoo, la risposta "flight" è in grado di sopraffare il sistema, ma esistono poche o nessuna possibilità di azione nella mente dell'individuo affetto dalla minaccia incombente —considerando lo stato delle tribù aborigene,  le vittime credono di essere colpite da una maledizione per cui sono condannati a morire, e quindi si credono incapaci di salvarsi.[11]

Nuovi campi

La teoria di Cannon che riguarda la morte voodoo aprì la ricerca in vari campi dello studio psicologico; dalla pubblicazione dell'opera di Cannon gli scienziati hanno scoperti molti disturbi e simili relativi alle risposte psicosomatiche alle situazioni. A causa del postulato di Cannon che la mente può provocare la morte, gli scienziati sono divenuti più aperti all'idea dell'azione della mente  sul corpo in molti più modi, portando allo sviluppo della medicina psicosomatica.[12]
L'avvento delle teorie che riguardano la morte voodoo nel mondo scientifico ha anche portato allo sviluppo di una branca della psicologia chiamata psicofisiologia.[12]

Casi notevoli

Benché i casi delle società aborigene siano i più comunemente citati quando ricercatori come Cannon utilizzano degli esempi, casi simili di morte psicosomatica sono stati osservati in altre culture.
Nel suo articolo del 1964, James L. Mathis, medico, descrive il caso di un uomo precedentemente in salute che morì di attacchi asmatici quando sua madre lo "maledì" per avere contrariato il suo volere.  Mathis propose che delle "condizioni psicosomatiche fatali" furono la causa della morte dell'uomo, e quindi una forma di morte voodoo.[13]
Un altro scienziato —Clifton K. Meador, medico—nel 1992 discusse il caso di un uomo a cui era stato diagnosticato il cancro il quale, assieme al suo medico e alla famiglia, credeva di stare morendo di  cancro. Dall'autopsia dopo la sua morte, invece, i dottori scoprirono che il cancro non era stata affatto la causa della morte. Meador deduce che il credere nella sua morte imminente fu la causa della morte stessa.[14]

Vedi anche

Riferimenti

  1. Jump up^ Stumpfe, K.D. "The psychogenic death of Mr. J. A case report." pp. 263–73.
  2. Jump up to:a b c d e f Cannon, Walter. "Voodoo Death." pp. 169–181.
  3. Jump up to:a b Sternberg, Esther. "Walter B. Cannon and 'Voodoo' Death: A Perspective From 60 Years On." pp. 1564–1566.
  4. Jump up to:a b Kirn, Timothy. "Voodoo death is brain's lethal response to fear."
  5. Jump up^ Richter, C.P. (1957). "On the phenomenon of sudden death in animals and man". Psychosom. Med19: 191–8. doi:10.1097/00006842-195705000-00004.
  6. Jump up^ Hofer, M.A. (1970). "Cardiac respiratory function during sudden prolonged immobility in wild rodents". Psychosom. Med32: 633–47. doi:10.1097/00006842-197011000-00008.
  7. Jump up^ Lester, David. "Voodoo Death." pp. 1–18.
  8. Jump up^ Lex, Barbara. "Voodoo Death: New Thoughts on an Old Explanation." pp. 818–823.
  9. Jump up^ Lester, David. "Voodoo Death: Some New Thoughts on an Old Phenomenon." pp. 386–390.
  10. Jump up^ Eastwell, Harry D. "Voodoo Death and the Mechanism for Dispatch of the Dying in East Arnhem, Australia." pp. 5–18.
  11. Jump up^ Gomez, E.A. "Voodoo and sudden death: the effects of expectations on health."pp. 75–91.
  12. Jump up to:a b Lane, R.D., Waldstein, S.R., Chesney, M.A, et al. "The Rebirth of Neuroscience in Psychosomatic Medicine, Part I: Historical Context, Methods, and Relevant Basic Science." pp. 117–134.
  13. Jump up^ Mathis, James L. "Sophisticated Version of Voodoo Death." pp. 104–107.
  14. Jump up^ Meador, CK. "Hex death: voodoo magic or persuasion?". South Med J85: 244–7. doi:10.1097/00007611-199203000-00004PMID 1546347.

Fonti

  • Cannon, Walter. "Voodoo Death." American Anthropologist, 44. 1942. 169–181.
  • Eastwell, Harry D. "Voodoo Death and the Mechanism for Dispatch of the Dying in East Arnhem, Australia." American Anthropologist, 84.1. 1982. 5–18.
  • Gomez, E.A. "Voodoo and sudden death: the effects of expectations on health." Transcultural Psychiatric Research Review, 19. 1982. 75–91.
  • Lane, R.D., Waldstein, S.R., Chesney, M.A, et al. "The Rebirth of Neuroscience in Psychosomatic Medicine, Part I: Historical Context, Methods, and Relevant Basic Science." Psychosom Medicine, 71.2. 1 Feb 2009. 117–134.
  • Lester, David. "Voodoo Death: Some New Thoughts on an Old Phenomenon." American Anthropologist, 74.3. 1972. 386–390.
  • Lester, David. "Voodoo Death." Omega, 59.1. 2009. 1–18.
  • Lex, Barbara W. "Voodoo Death: New Thoughts on an Old Explanation." American Anthropologist, 76.4. 1974. 818–823.
  • Kirn, Timothy F. "Voodoo death is brain's lethal response to fear." Clinical Psychiatry Jan 2004. Web. 15 Nov 2009. <http://findarticles.com/p/articles/mi_hb4345/is_1_32/ai_n29068809/?tag=content;col1>.
  • Mathis, James L. "Sophisticated Version of Voodoo Death." American Psychosomatic Society, 26. 1964. 104–107.
  • Meador, Clifton K. "Hex Death: Voodoo Death or Persuasion." Southern Medical Journal, 85.3. 1992. 244–247.
  • Sternberg, Esther. "Walter B. Cannon and 'Voodoo' Death: A Perspective From 60 Years On." Am J Public Health, 92.10. 2002. 1564–1566.
  • Stumpfe, K.D. "The psychogenic death of Mr. J. A case report." Z Psychosom Med Psychoanal, 25.3. 1979. 263–273.

Collegamenti esterni


[SIC -- https://en.wikipedia.org/wiki/Voodoo_death - Trad. mia - links aggiunti/modificati]

"
Volevo solo far notare al mio lettore quella "autopsia dopo la sua morte", che pur non essendo l'unica pecca del lemma wikipedico (ho fatto del mio meglio per renderlo leggibile=) da me tradotto è senz'altro la più divertente.
Il messaggio qui mi sembra abbastanza chiaro: la mente uccide, e forse di fatto non c'è altra vera causa di morte oltre quella, così come non c'è altra causa di "vita" a questo mondo, Qui e Ora.
Non bisogna temere altro che la paura, ma è meglio non fare nemmeno quello, una volta compreso il Principio: l'unica "magia nera" o "voodoo" che possa funzionare, così come per quella "bianca", è quella in cui qualcuno -chiunque- crede. Per chi ne volesse una conferma scientifica, la mia unica e incomparabile fonte è: Teoria Generale Della Magia di M. Mauss e H.Hubert.
Il rimando all'effetto placebo -l'opposto- è inevitabile, e in fondo la "medicina", evoluta dall' "uomo medicina", o stregone, ne è la prova lampante ; la mente guarisce, così come ammala e uccide, e malgrado la quantità di casi documentati a sostegno di entrambe queste realtà "psicosomatiche" manteniamo le nostre convinzioni -e/o convenzioni- su una "realtà materialistica" che esiste solo nella nostra mente (!!!). Sarebbe tempo che la branca più importante della "magia scientifica", quella medica, tornasse ad essere "Bianca" come lo era in origine, in un mondo in cui la vaccinazione contro la salute è obbligatoria per tutti i futuri clienti di Big Pharma; è un mondo in cui la Magia Nera sta vincendo contro ogni buon proposito e ogni buon senso, che sono le uniche armi per sconfiggerla.

2 commenti:

  1. Caro Jack,
    tu ribadisci, e ribadisco anche io: grazie!
    Invito chiunque ad aprire canali del genere, dobbiamo fare SPAM delle notizie che i media mainstream tacciono, penso ad un momento nel futuro in cui al posto che ricevere uno SPAM di immagini di cavolate effimere per Natale, Pasqua, il buongiorno e chi più ne ha più ne metta, si possano ricevere SPAM positivi della storia di Moro, dell'EURO che ci strozza, degli USA che giocano a conquistare il mondo, delle verità su Saddam Hussein e Gheddafi (quest'ultima presto anche su SiSaMaNonSiDice).
    Come ha detto qualcuno: il Sistema non è malato, è proprio stato pensato così.
    È dura ma ce la possiamo fare, se il Sistema sta stringendo la corda del regime è perché ha paura, qualcosa non sta andando proprio come si aspettava, addirittura sembra che Google e Facebook non siano più così ben voluti.
    Scusate per il comizio ma sono ispirato!
    A presto!
    Ema

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  2. anche uno spamming "costruttivo" verrebbe ignorato come quello commerciale, o distruttivo, dalla maggioranza; se una cosa non interessa viene trascurata alla stessa stregua, che si tratti di verità o di viagra... meglio condividere le informazioni su questi canali alternativi cercando di propagarle il meglio possibile, come nel caso tele/fonico di cui si diceva prima, contando + sulla qualità superiore che non su una quantità maggiore - Grazie, a dopo..

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