JD: "E' un'esperienza extra-mentale... in un corpo"
Mi sono reso conto soltanto dalla faccina che ride del fatto che in Inglese "out of mind" è come il nostro italiano "fuori di mente"; e quindi, mi sono reso contro che è proprio così, in ogni caso, fintanto che si considera la "mente" sinonimo di "psiche", e quindi "anima".
Questa è l'antica leggenda degli "angeli caduti", della gente atterrata Qui e Ora, dove sarà interrata; secondo i Sumeri, erano "dei"... Secondo qualcun altro erano dei personaggi, come tutti gli indiviDui viventi Qui e Ora. I personaggi sono entità virtuali, ma sono stati inventati da persone vere, non necessariaMente reali.
Questa è una esperienza tanto "extra-mentale" vissuta nella decadenza della materia, quanto è "fuori di testa", in uno stato di equilibrio perenneMente precario; quindi non ho sbagliato a scriverlo, e del resto la faccina non sbaglia a riderci sopra. Perché è il solito Gioco Di Parole.
La videosfera social è un ambiente ideale in cui giocare colle parole.
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Merita un posticino l'immagine del Succiacapre vessillario o Caprimulgus longipennis, dove per una volta il nome scientifico è abbastanza eloquente da descrivere letteralMente una specie piuttosto peculiare... e non mi riferisco alle Capre:
L'ho (ri)conosciuto attraverso il gruppo FB Birdquest, in questa foto:
Non c'è che dire, è davvero longipennis. Che poi gli anglofoni lo chiamino"standard winged nightjar" (nightjar dalle ali medie, o standard) è sintomatico dei loro standards.
[N.B. L'amico Webrasta ha commentato il post riportando il reale significato del nome anglosassone, che traduco: "Nel volo normale, queste penne sono trascinate dietro, ma nel volo di corteggiamento esse vengono sollevate verticalmente come stendardi" -- Che in Inglese è appunto standards. -- V. commento a piè di pagina]
Resta il fatto che in mezzo secolo non ne avevo ancora visto uno, nemmeno in fotografia.
Ma adesso anche questa è fatta.
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Nel post prec. ho scritta la mia sulla citazione di Burroughs in merito alle armi; oggi Mr. Don Nordhoffpubblica questa su Facebook:
Trad.: "QUELLO CHE VEDO QUANDO
UN UOMO DICE CHE NON GLI PIACCIONO LE ARMI"
Il solo fatto che questa gente presti tanta attenzione ad un argomento simile, ne dimostra la estrema labilità mentale; quanti di loro sarebbero pronti a imbracciare il fucile per riappropriarsi di tutti i diritti che sono divenuti rovesci recentemente, ovvero ad opporsi violenteMente al potere istituito?
Sarà meglio essere "coraggiosi" oppure "codardi", quando si tratta di sparare addosso a qualcuno?
E perché poi mi preoccupo di cosa pensano gli ameriCani delle armi, e del loro uso...?
Io preferisco di gran lunga non pensarci; ma è un altro esempio pratico di ciò che pensano gli abitanti del Grande Paese, e in sostanza è questo ciò che l'ha reso "grande"... Questo tipo di grandezza è la misura del potere in questo Sistema, e non potrebbe essere più piccola di così.
Questo è quello che vedo io quando un uomo dice che non gli piacciono le armi:
Dal gruppo FB Natives For Life un piccolo esempio della "intelligenza" dei volatili che vengono considerati i più "intelligenti" dai ricercatori nel campo:
Trad.: "Abbiamo nutrita una piccola famiglia di quattro corvi (una coppia e i loro bambini di due anni) per diversi anni. La settimana scorsa per due giorni di fila ci hanno lasciati questi regali, anelli di lattine di birra infilati su rametti di pino. Questo non è soltanto generoso. E' creativo, è arte. La mia mente è esplosa."
Che poi i figli, o "bambini" dei corvi siano definiti "capretti" o "cerbiatti" come quelli degli umani, è abbastanza ridicolo, ma da quanto vedo nella foto l'autore del post originale è Tedesco, e anche lui quindi avrà l'abitudine di chiamare un bimbo o ragazzino Kitz o Rehkitz, che significa appunto cerbiatto o capretto, o cucciolo di un qualunque mammifero cornuto... Per i Tedeschi la parola più usata nel caso dei giovani umani è "Kind", che è piuttosto simile a "kid", ma in Inglese significa "tipo" oppure "gentile"... e come dice Google, "talvolta attraverdo lo Yiddish קינדער (kinder, “children”"... Basta così, per carità. Questo per me -consumatore Italiano- è anche sinonimo di Veleno Puro, che gli stessi "kidz" mangiano a profusione, grazie ai loro genitori sprovveduti.
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Ho ricordato oggi, parlando di volatili con un amico, il mio stupore quando ascoltai per la prima volta uno Storno gorgheggiare; che "sembrava un giocattolo elettronico".
In questo mio breve video recente lo stornello non contiene quelle particolari sonorità dal timbro artificiale, ma merita comunque un posticino qui:
Su YouTube si trovano diversi video sugli Storni, con un vasto campionario dei loro canti straordinari; purtroppo qui non ho sentita quella inconfondibile modulazione, che tutt'ora ascolto durante la bella stagione in un paese qui vicino, e che mi ha strabiliato all'epoca in cui iniziavo ad interessarmi agli Aves
Per non parlare di quello che fanno quando sono in tanti:
Oggi pomeriggio i tre Sparvieri cittadini roteavano verso il Sole
Questa sera la vista di questo Beccolargo Africano Testagrigia (Smithornis sharpei) dal gruppo FB Birdquestmi ha ricordati i Pettirossi Meccanici di Mary Poppins e Blue Velvet
Sembra quasi che gli uccelli siano finti; ma non sono più o meno finti di chi li guarda e li ascolta.
La loro osservazione porta ad una conclusione inevitabile sulla nostra "natura", che è appunto quella magistralMente rappresentata da Mr. Lynch in Velluto Blu.
L'energia che vediamo qui espressa nella forma d'onda del canto di uno Storno partecipa del Grande Disegno Frattale così come lo stormire del vento tra le foglie, il ronzio degli insetti, il mormorio di fiumi e torrenti, lo scrosciare della pioggia, e ...tutto il resto. Nell'ambiente "naturale" il suono è sempre una melodia, al contrario della cacofonia urbana; ma non solo, sono convinto che i suoni di un'area incontaminata dall'uomo siano costruttivi per la mente, almeno quanto sono distruttivi quelli che si sentono in ogni città. I suoni artificiali e le voci indesiderate producono stress, e lo stress non è soltanto una delle cause primarie di morti evitabili, ma è soprattutto stressante.
Gli uccelli non sono reali, ma non sono meno reali di tutti noi, teorici del complotto compresi.
Era, appunto, un Gufo Reale... Chi può dire il contrario?
Il fatto poi che nello stesso film sia mostrato il tapetum lucidum negli occhi di un rapace e in quello degli esseri sintetici chiamati "replicanti" potrebbe non essere casuale.
Il Sig. Merlo (Turdus merula) è una presenza familiare in città:
e all'improvviso mi sento in imbarazzo frequentando i loro più acerrimi nemici; o meglio, i loro predatori cittadini, che sono anche i miei migliori aMici
...ma sono sempre meglio della gente.
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In una pagina piena di volatili come questa non poteva mancare un Jackdaw (Coloeus monedula); è quasi un pulcino, dato che la foto (comparsa oggi nelle memorie di Facebook di 8 anni fa) è del millennio scorso
E' il ritratto di un ragazzo moderataMente sbandato, che seguiva la "moda" del "dark", e di fatto viveva nel buio dell'ignoranza in cui vive una umanità all'oscuro di tutto -- o quasi. La birra nelle mie mani lo dimostra.
Quel momento buio è terminato, assieme al millennio, e non posso proprio lamentarmi.
Io ero un "dark" consapevole soltanto di vivere nell'oscurità, a differenza di tutti i non-dark -e una buona parte dei "dark" dell'epoca; questa immagine rappresenta la mia condizione nel millennio scorso, e quel fuoco che mi ha poi illuminato il cammino nel corso del tempo, l'ho acceso io.
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Non ricordo chi ha condivisa questa image macro su Facebook, ma la incollo qui:
Trad.: "FATTI STUPEFACENTI
L'occhio umano può vedere soltanto tra i 430 e i 770 Thz.
Le nostre orecchie possono percepire soltanto tra i 20 Hz e i 20 kHzl
Queste misure sono una frazione dello spettro totale di suono e luce. Ciò significa che succedono un mucchio di cose attorno a noi che
non possiamo vedere o sentire."
Come sempre, nella nostra misteriosa logosfera neolatina, il verbo "sentire" esprime praticamente un universo, da che la percezione e gli effetti che produce in noi è definita da quello che utilizziamo normalMente per "udire" o "ascoltare", ma anche il vedere, il toccare, il gustare e l'odorare ci fanno sempre "sentire" qualcosa.. perché si tratta sempre di sensi.
"Sentiamo" ben poco, a confronto di molte specie animali che vedono più frequenze di luce "colorata" e percepiscono più frequenze sonore. Questi video che ho visti di recente su YouTube possono suggerire l'idea che forse questa limitazione non è poi tanto male:
La solita polisemia... In questo caso "standard" assume il significato precipuo derivato dal Latino, cioè stendardi, come riportato nella pagina wiki da te linkata: In normal flight, these feathers trail behind, but in display flight they are raised vertically like standards.
Cosa farei senza di te.... adesso però mi tocca di correggere il post per fare sparire le tracce del mio errore assieme al commento... o al suo autore... :D:D:D Anzi, credo che aggiungerò un asterisco che rimanda al tuo impeccabile messaggio, col tuo permesso... è più conveniente per tutti ;-) Grazie per la tua precisazione, tieni alto lo stendardo del sapere! A presto...
Cosa farei io senza la boccata di ossigeno di ogni tuo scritto in questo uni-verso asfittico... Già che ci siamo, ti confesso che da tempo invidio/ammiro profondamente la tua incredibile capacità di riconoscere piante ed uccelli. Ogni volta rimango basito. Io riesco a malapena a riconoscere le Asteracee più comuni (da me riunite salomonicamente sotto la denominazione Tarassaco/Cicoria) grazie alle loro inconfondibili foglie, e (forse) tortore e merli. Come diavolo fai?! Hai dei testi di riferimento? Un metodo?
Sono lieto di essere seguito con tanto interesse, anche se preferirei sinceraMente che il mio ruolo terapeutico fosse sostituito da un "uniVerso" meno asfittico di questo...Riguardo la mia conoscenza di flora&fauna, è limitata alla mia area di residenza, e l'unico metodo adottato è stata l'iscrizione al gruppo FB "Erbacce e Dintorni", che ho citato spesso nei miei blogs e definito "il più grande gruppo di Facebook". E' solo grazie ai suoi membri se oggi so distinguere il Tarassaco dal Crespino e la Piantaggine dal Piattello, ma non vado al di là delle specie onni-presenti sul mio territorio, per quanto siano già più che sufficienti per una insalatona piena di antiossidanti, clorofilla ed enzimi biodisponibili... Lo stesso vale per l'avifauna, una volta identificate le specie indigene (sempre attraverso internet) riconoscerle di volta in volta non è una grande impresa... Purtroppo, dovrei aggiungere, ma in qualche modo adesso mi sono tutti familiari, e la loro presenza fissa è confortante, per quanto può esserlo. Grazie per il commento, e a presto =)
"standard winged nightjar"
RispondiEliminaLa solita polisemia... In questo caso "standard" assume il significato precipuo derivato dal Latino, cioè stendardi, come riportato nella pagina wiki da te linkata: In normal flight, these feathers trail behind, but in display flight they are raised vertically like standards.
andavi di fretta... :)
un saluto
Cosa farei senza di te.... adesso però mi tocca di correggere il post per fare sparire le tracce del mio errore assieme al commento... o al suo autore... :D:D:D
EliminaAnzi, credo che aggiungerò un asterisco che rimanda al tuo impeccabile messaggio, col tuo permesso... è più conveniente per tutti ;-)
Grazie per la tua precisazione, tieni alto lo stendardo del sapere! A presto...
Cosa farei io senza la boccata di ossigeno di ogni tuo scritto in questo uni-verso asfittico...
RispondiEliminaGià che ci siamo, ti confesso che da tempo invidio/ammiro profondamente la tua incredibile capacità di riconoscere piante ed uccelli. Ogni volta rimango basito. Io riesco a malapena a riconoscere le Asteracee più comuni (da me riunite salomonicamente sotto la denominazione Tarassaco/Cicoria) grazie alle loro inconfondibili foglie, e (forse) tortore e merli. Come diavolo fai?! Hai dei testi di riferimento? Un metodo?
Sono lieto di essere seguito con tanto interesse, anche se preferirei sinceraMente che il mio ruolo terapeutico fosse sostituito da un "uniVerso" meno asfittico di questo...Riguardo la mia conoscenza di flora&fauna, è limitata alla mia area di residenza, e l'unico metodo adottato è stata l'iscrizione al gruppo FB "Erbacce e Dintorni", che ho citato spesso nei miei blogs e definito "il più grande gruppo di Facebook". E' solo grazie ai suoi membri se oggi so distinguere il Tarassaco dal Crespino e la Piantaggine dal Piattello, ma non vado al di là delle specie onni-presenti sul mio territorio, per quanto siano già più che sufficienti per una insalatona piena di antiossidanti, clorofilla ed enzimi biodisponibili... Lo stesso vale per l'avifauna, una volta identificate le specie indigene (sempre attraverso internet) riconoscerle di volta in volta non è una grande impresa... Purtroppo, dovrei aggiungere, ma in qualche modo adesso mi sono tutti familiari, e la loro presenza fissa è confortante, per quanto può esserlo. Grazie per il commento, e a presto =)
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