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venerdì 26 luglio 2019

Concetti Demoniaci: Giudei & Giudaismo


"Penso che tutti abbiano paura del dolore, e che tutti siano portati ad associare questa idea con quella della morte; ma sapendo che la morte è la fine del dolore, così come della paura, so che è l'opposto di quello che tutti temono." (JackDaw)


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Intanto nel gruppo Spiritual Waking Up si condivide questa ambigua nozione:


Trad.: "L'uomo soffre soltanto perché
prende seriamente ciò che gli dei fanno
per scherzo."

L'ambiguità dell'affermazione consiste nei soggetti della stessa, che sono "l'uomo", distinto da"gli dei", i quali si possono ridurre ad un singolo ideale divino (come ha già fatto qualcuno).
Questo è il divino paradosso umano, o l'umano paradosso divino, che in altri termini è il gioco invincibile della coscienza contro il sub/super-conscio, e quindi dello stato ordinario (o "veglia") rispetto a quelli non-ordinari, a partire dal sonno --o sogno.

Sul principio ludico-orgasmico ed essenzialmente incontrollabile di ciò che è līlā nella tradizione Induista e Buddhista, ho scritto spesso (anche) in questo blog, non occorre insistere: la questione posta nei semplici termini di cui sopra è uno spuntino di riflessione in merito ai ruoli, alle parole, o nomi che deFiniscono realtà fantastiche e fantasie reali nella nostra logosfera come in quella della manifestazione stessa. Uomini e dei; qualcuno non crede in nessun dio, ma non si è mai detto che qualche dio creda in qualche uomo. La natura scherzosa di questo gioco-di-specchi invisibili, è quindi il problema originale in un ordine innaturale, che affligge seriaMente chiunque soffra a causa sua.

"L'uomo" soffre quindi a causa di ciò che gli dei, o anche "Dio", farebbe per ischerzo; ma chi sono questi dei, e chi è questo "Dio" maiuscolo? 
E' una domanda a cui tutti noi possiamo rispondere, ma sempre e solo indiviDualMente, e quindi la risposta è implicita per chiunque la sappia leggere.



...



Durante la mia 1/2 ora di TV serale, mi è tornato in mente il neologismo utilizzato da qualcuno in un commento su Facebook, in merito alla recente tendenza mass-mediatica di harlemizzare tutto.
E' un verbo ironicaMente e tristissimaMente adeguato alla situazione, come vediamo nello spot di Coca-Cola -chè è in sé un prodotto simbolico della global(l)lizazione. Ma c'è anche un po' di islamizzazione, dato che tutti ormai mangiano il mortifero kebab, e le kebaberie sono ormai ad ogni angolo di strada così come le pizzerie:


Un Cinese con l'aria di chi soffre un grave caso di fame chimica (associato a qualche disturbo mentale) si ingozza dei misteriosi resti di cui è composto l'orrendo cilindro:


E va notata qui anche la scelta delle parole; il kebab nessuno l'ha mai fermato prima, quindi non lo farà nessuno in futuro, proprio come per la Grande Palla di Terra; e quando si parla di vipere in seno,



... alla tomba, ovviaMente;

ma questo è sottinteso.

Sulla pizza non si discute, con l'Italiano.

Riguardo l'harlemizzazione, abbiamo un esempio lampante nella sequenza successiva, dove i due protagonisti sono una donna bianca e un negro


che conversano amabilMente scambiandosi qualche altra specialità ad alta concentrazione tossica; come buoni fratelli. O possibili compagni, perlomeno; la suggestione verbale è "mondo senza confini", eloquente e aggiornata.
E nel finale, il tripudio di un sentimento ignoto, che sarebbe quello dato dal gusto (dallo zucchero, soprattutto, ma anche dalla caffeina) di una soluzione chimica notoriamente buona per pulire le cromature e sgorgare i cessi, è affidato ad altri due tizi colorati -sempre di nero:


Quale sia questo "sentimento", lo ignoro -- ma soprattutto intendo ignorarlo per sempre, a differenza del vecchio mandrillo nello spot attuale di Coca-Cola Zero.

L'esempio seguente, nello stesso spazio pubblicitario in prima serata, è quello di Expedia, dove i negri sono protagonisti assoluti; giovani sani e atletici con un look radical chic, turisti globali con un buon reddito che decollano per la California grazie alla magia digitale del famoso sito


Lei sorride felice, lui spalanca bocca e occhi come solo gli Africani sanno fare


e anche qui alla fine vissero tutti felici e contenti del loro lieto rapporto interrazziale, perché anche in questo caso -come sempre- è la pancia che parla (in un fast-food, più probabilMente grida=):


Notiamo anche l' americanizzazione linguistica:


...così che nessuno possa noleggiare niente durante le sue vacanze a meno che non cerchi su Google, e arricchisca così il suo vocabolario globale con certi termini (di un tacito accordo) propri del dizionario commerciale Imperiale; traducibili sì, facilMente -"noleggi vacanze" non è più o meno vago di "vacation rentals"- ma anche questo fa parte del processo in atto Qui e Ora.

Questo è ciò che ho visto in TV questa sera, e in questo raro caso la programmazione televisiva riflette la realtà delle strade cittadine, in cui la plebe Africana è sempre più numerosa, ed è ormai impossibile attraversare il centro senza incrociare qualche faeccia nera
Abbiamo infinite sfumature, fino al giallo asiatico, ma il nero è la tendenza generale di questi tempi.
Io ho un rapporto molto particolare con questo soggetto, come ho scritto prima in merito ai miei demoni personali di origine "onirica" (ergo, sub/super-conscia) che ho (ri)Conosciuti già nei primi anni '80, e pertanto la mia visione non si può assolutaMente paragonare a quella dell'utente medio attuale, al di là di ogni suo pregiudizio, della sua conoscenza, del suo interesse, e del suo approccio personale con la questione "migratoria" attuale. Per me, da allora, questi sono demoni che non sono più o meno irriconoscibili di quelli che "possiedono" i cittadini bianchi - i mangiatori di carogne e veleni, i televedenti, gli auto/sci-muniti, etc.- ma sono Altri. Sono "spiriti" potenti perché non sono stati mai ammaestrati a dovere come quelli nostrani, e oggi si rivelano nelle loro manifestazioni selvagge sullo scenario del Belpaese, cosa di cui leggo spesso su Facebook nei posts dell'amico Carlo:




etc.. etc.

Come nella visione profetica nel mio incubo del millennio scorso, dove i proiettili che sparavo attraversavano il negro ridente lasciandolo indenne, questa cosa non si fermerà nemmeno di fronte alla opposizione violenta del popolo, che dal canto suo si sta comportando proprio come da copione, ovvero da gregge. Ed è la pubblicità a dimostrarlo, ancor prima dei "notiziari", con le sue allusioni pochissimo velate alla tolleranza, alla fraternità, alla convivenza., alla familiarità della massa bianca con la nera, e alla commistione genetica che di questo passo sarà presto inevitabile come -stranamente- prediceva un certo "piano" di cui scrissi a suo tempo.
 Mangiate la pizza e il kebab, bevete la Coca-Cola, e amate i negri; questo dice la pubblicità in TV. 
Infine, tutto ciò per me è letteralMente un incubo che si avvera, a distanza di decenni dalle prime avvisaglie subcoscienti; ma Qui e Ora, esiste davvero qualche mio connazionale per cui questo si potrebbe dire un sogno?

E' una domanda che mi tormenta.


...



Il gruppo dall'invitante nome di This world is sad Enough, so let's smile ("Il mondo è abbastanza triste, perciò sorridiamo") condivide questa fantastica informazione:


Trad.: "Questa rara orchidea conosciuta come "fiore dello Spirito Santo" sboccia una volta all'anno. Prima di sbocciare assomiglia a santi che pregano, e quando fiorisce diventa una colomba in volo".

Ero sul punto di strappare la pagina del post con questa image macro, alla luce dei fatti scoperti poi con Google, ma questo è un buon esempio della nascita di un mito moderno, e anzi virtuale; per il blogger è bastato sostituire l'aggettivo "meravigliosa" (che crea meraviglia, che dell'ignoranza è figlia=) con "fantastica", che è figlia della fantasia, e la mera curiosità diventa così una lezione di vita. (!)

Infatti il fiore di orchidea sulla sinistra qui sopra è della specie Catasetum integerrimum, mentre quello a destra è un esemplare di Pecteilis radiata; è bastato mettere assieme le due foto, e con qualche parola come collante lo scherzo è riuscito perfettaMente, mentre la cosiddetta "Orchidea Spirito Santo", o Peristeria elata, non assomiglia altrettanto ad una Colomba in volo, e tanto meno ad un "santino", come vediamo su Wikipedia:



Ma certo, già leggere la definizione di "santi" per indicare delle figure incappucciate, avrebbe dovuto bastare come indizio sulla credibilità dell'informazione.
Forse in effetti l'unica cosa davvero "santa" a questo mondo è la proverbiale pazienza.

Che la mitica chimera vegetale del gruppo This world is sad Enough, so let's smile sia un  altro appetitoso spuntino di riflessione per il mio lettore; per me questa è altra roba da ameriCani. Fast food cognitivo... Anche un hot dog può essere considerato una lezione di vita, se ti fa abbastanza male.


...



Incollo la traduzione della ambigua definizione condivisa da to
"Il Corpo è soltanto una Bolla d'Acqua. La Mente è come una Scimmia Pazza. Non seguire né il Corpo né la Mente. Segui la Coscienza. E' al di Sopra della Mente. Essa è Permanente. E' la Voce di Dio, la Voce della Verità che Non Cambia Dentro di Te."
~ Sathya Sai Baba 1926 - 2011"

Quella "bolla d'acqua", che può sembrare un concetto adeguato alla descrizione del corpo umano- composto perlopiù di acqua ed effimero come una bolla - è il motivo della mia perplessità perché non è la prima occasione in cui lo leggo in un testo Inglese (Water Bubble) anche se in conTesti meno elevati, e che in genere non descrivono il corpo umano. Certo, una bolla d'acqua può esistere ad es. all'interno di un fluido più denso come l'olio, ma è una rarità soprattutto nella logosfera italica, dove non c'è modo di confondere una "acqua con le bolle" (gassata) con una "bolla d'acqua", e ciò che dura poco ed è pronto a dissolversi da un momento all'altro (proprio come il corpo umano) è definito comunemente "bolla d'aria", o meglio ancora "di sapone".

The Free Dictionary lo riporta fra i suoi idioms (colla M=) come sinonimo di champagne:

"Ancora bubble water, o preferisci qualcosa di più forte?"

(https://idioms.thefreedictionary.com/bubble+water - grassetto aggiunto)

Il che, onestaMente, mi lascia ancora più perplesso di prima.

Forse la definizione volgare di Urban Dictionary per "Bubble Water" è la più consona, data la sua natura organica:
"
(...) aria/gas rilasciati dall'anale maschile/femminile nell'acqua. 
" (SIC - trad. mia)

Anche se qui l'autore non distingue il sost. ano (Ingl. anus) dall'aggettivo anale (anal, appunto), e il fatto che egli definisca le "bolle d'acqua" gross, cioè "grossolane", è sintomatico.

Ma alla fine, se in Principio era il Logos, secondo la versione biblica, e se in effetti questa esistenza non è altro che una recita, un passatempo, un hobby o finanche uno scherzo, o un gioco, allora cos'altro si dovrebbe fare in questa logosfera terrena, se non dei Giochi-Di-Parole?

Ognuno di noi, con il proprio nomen e il cognomen della famiglia, è in sé un gioco-di-parole vivente, che imPersona un certo spirito, o daimon, o in qualunque modo lo si voglia chiamare (qualunque); eppure per il blogger questo appare ancora come un destino enigmatico, o un enigma fatale


...


Mr. Joseph William Smith oggi incolla questo ritaglio nella pagina di Ancient Mysticism.:


Trad.: "L'inizio della Massoneria

(Da dx. in senso orario: 
Equinozio di Primavera, Solstizio d'Estate, Equinozio d'Autunno, Solstizio d'Inverno)
L'antica Scienza Cosmica, della quale la Frammassoneria è la superstite moderna, ci dà la 
data della sua origine, come quella in cui i suddetti "Segni Cardinali" cominciarono il loro regno, cioè il 3995 a.C,, comunemente calcolato come il 4000 d.C., il quale , aggiunto 
all'anno corrente, ci dà la nostra data Massonica."

Lo ritengo un indizio importante per comprendere il profondo, essenziale legame originario fra l'istituzione religiosa internazionale nota come "Chiesa di Roma" e quello della Società Segreta Più Famosa al Mondo, che è la Franc-maçonnerie, o Frammassoneria, e che risale ad un momento protostorico virtuale in cui la croce non definiva più soltanto il Centro del Cosmo, ma quello del "cielo", o Firmamento come perno delle costellazioni note, come vediamo raffigurato qui sopra.
Questa singola immagine riflette la medesima natura AstroTeoLogica dei due sistemi che d'altro canto viene raramente riConosciuta dal Gentile Pubblico Pagante, al di là del suo coinvolgimento nell'uno o nell'altro sistema. E alla luce di questo fatto, sapendo che tutto ciò in cui la gente crede oggi, come ha sempre creduto in materia di entità supere, spiriti immortali e "divini", riConoscendo il valore esatto dei principi generali della scienza astroLogica da cui è derivata la sua stessa religione, il suo stesso credo, come può trascurare il fatto che all'origine di questi pensieri infiniti ed eterni dell'umanità si trovi la stessa sorgente ideale innegabilMente celeste?

Il fatto che la figura ricordi da vicino una croce Celtica, è altrettanto significativo in merito alla origine terrena del fantomatico "inizio", e sembra supportare la controversa ipotesi per cui l'intero corpus mitoLogico ascritto agli antichi abitanti dell'Egitto abbia un'origine Celtica, e quindi druidica.
Dei significati tradizionali della croce Celtica, leggiamo su Wiki:

"Il significato più comunemente assegnato a questo simbolo è quello solare, unito ad un significato di tramite e collegamento tra mondo terreno e mondo celeste, dovuto al fatto che sovente l'asse orizzontale viene ricondotto alla rappresentazione della dimensione terrena mentre quello verticale alla dimensione celeste.
Nell'analisi del simbolo della croce celtica è importante porre attenzione al centro della croce, il punto fisso che tutte le tradizioni sono concordi a designare simbolicamente come il Polo, perché è attorno ad esso che si effettua la rotazione del mondo, rappresentata generalmente dalla ruota, sia presso i Celti sia presso i Caldei e gli Indù. Il centro, il punto fisso, è il Chakravarti o monarca universale: letteralmente è colui che fa girare la ruota, colui cioè che, posto al centro di tutte le cose, ne dirige il movimento senza parteciparvi egli stesso, o che secondo l'espressione di Aristotele, ne è il motore immobile.[5]. Secondo René Guénon si tratta di un simbolo di movimento, che indica una rotazione intorno ad un centro immobile. La forza vorticosa di rivoluzione ciclica sviluppatasi dal centro, motore immobile, porta ad una trasposizione in chiave metapolitica che rimanda al capo di un popolo, che deve essere l'Essere puro per ordinare in modo sacro la società che è destinato a governare senza che, però, gli umori e le pulsioni inferiori della massa lo possano turbare.[5].
"
Come abbiamo già letto nelle parole del Maestro Guénon, la forma che rappresenta il movimento rispetto al centro è (piuttosto ovviaMente) la croce detta swastika, e anche quella Celtica è finita per divenire un simbolo estremaMente popolare della destra politica, e anzi " il simbolo più utilizzato dalla destra anche durante tutti gli anni '80, espandendosi in un uso quotidiano attraverso la sua presenza in ciondoli, poster, T-shirt, copertine di dischi, portachiavi ed anche tatuaggi." (Id.)
StranaMente, in ambito politico questo simbolo fu "adottato" già negli anni '30 dal Partito Popolare Francese, "considerato generalmente come il più vicino al Nazismo[7][8].".
Ce n'è già abbastanza per scrivere un (altro) libro; ma questo è soltanto un (altro) post.


...

Nel post precedente ho scritto che "Non si tratta di imparare qualcosa; si tratta di comPrenderla."; oggi la mia affermazione viene supportata e riAffermata dalle parole del più famoso Maestro di Kung Fu moderno, condivise dal gruppo FB  The Subconscious Mind.:


Trad.: "La comprensione è più profonda
dell'informazione. Sono molti quelli che
ti conoscono ma sono in pochi che 
ti capiscono - Bruce Lee"


Le sue parole sono comprovate nella mia realtà, perché sono davvero molto, molto pochi.
Forse meno di uno.


Qualcosa che tutti dovrebbero imparare, e quindi cercare di comprendere, è ciò che dice la image macro condivisa da Mr. Sherlock Stu:


Trad.: "LA FAME E' IL PRIMO ELEMENTO
DELL'AUTO-DISCIPLINA. SE PUOI
CONTROLLARE CIO' CHE MANGI E BEVI,
PUOI CONTROLLARE OGNI ALTRA COSA."
Dott. UMAR FARUG ABD-ALLAH"

I maomettani come costui ne sanno qualcosa, grazie al Ramadan, cioè il mese in cui praticano il digiuno  (Sawm), come leggo su Wiki Italia:
"La pratica comune durante il Ramadan è il digiuno dall'alba al tramonto. Il pasto prima dell'alba è chiamato suḥūr, mentre quello dopo il tramonto è detto ifṭār. Considerando la grande varietà culturale dei musulmani nel mondo, è pressoché impossibile descrivere un tipico suḥūr o ifṭār. Il digiuno viene rotto al tramonto del sole. La tradizione vuole che si preferisca mangiare un dattero, perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d'acqua."

Il tradizionale digiuno diurno per un mese all'anno può essere una buona cosa, sempre che dopo il tramonto non ci si abbuffi per stare al passo con le proprie abitudini auto-distruttive; soprattutto, non credo sia necessario credere in qualcosa oltre sé stessi e la propria volontà per fare una cosa del genere. In questo caso si tratterebbe di comprendere l'importanza del principio terapeutico insito nella pratica tradizionale (quello dell'astinenza dai veleni quotidiani) in luogo di aderire ciecaMente ad una usanza religiosa; ma da queste parti la gente mangia più o meno tutti i giorni pane (bianco e lievitato) e beve il vino, che sono fra le sostanze d'abuso più tossiche in circolazione, e non di meno sono considerate sacre, e se questo può apparire ironicaMente divino nella prospettiva pranica, in quella etica e filosofica è tragicaMente ridicolo.

Inoltre la gente dipende quasi-totalMente dal sistema per tutto ciò che mangia e beve, e questo fatto dovrebbe essere considerato da tutti, collettivaMente, come un problema sociale prioritario, prima di considerare ciò che ogniUno può fare a questo riguardo per sé stesso. Dunque il benessere si scontra frontalMente con il dogma religioso e il paradigma scientifico, ancora una volta... come sempre.

Qualcuno dovrebbe comprendere anche questo.


...


Il gruppo Spiritual Waking Up oggi condivide una citazione autorevole.


Trad.: "Gli inferni e i paradisi del Buddhismo sono
le condizioni di coscienza in cui vivono gli uomini.
Un uomo il cui cuore è pieno di odio deve vivere in
un inferno da lui prodotto. La saggezza porta con sé
la pace e la pace è il paradiso. - Manly P. Hall"

Invece, delle condizioni che ci appaiono esteriori e immutabili quelle stagionali sembrano essere le più estranee al nostro stato di coscienza, e lo scrivo durante un picco di temperature da record che qualcuno direbbe appunto un caldo infernale. Anche l'amante del caldo che sono (sempre stato) in condizioni simili non può che risentire di un paradossale disagio di ordine fisioLogico, e questo rimanda al discorso dello scherzo infinito di questo mondo, in cui al problema del caldo estivo si alterna soltanto quello dovuto al freddo invernale (a sua volta simile a inFernale), quando ormai da decenni è un luogo comune il fatto che le "mezze stagioni" siano praticaMente estinte. 

Nell'ambiente artificiale e malsano del centro cittadino, ammorbato dall'inquinamento aereo, acustico e sensoriale in genere, queste condizioni "naturali" possono produrre uno stato di esasperazione che più di ogni altro esprime il concetto del dukkha nella realtà quotidiana e, in merito all'odio di cui sopra, che per un individuo "sveglio" e consapevole è facile covare nel profondo per le masse sprofondate in un torpore perenne, malgrado ogni suo possibile buon proposito, soltanto di recente mi scopro in grado di osservare le mie reazioni e i miei comportamenti abituali con il distacco necessario per poter almeno pensare di correggere una condizione che è, essenzialMente, auto-distruttiva.

Scrivo (troppo) spesso infatti del dannato Gentile Pubblico Pagante (sottomesso inconsapevolMente al volere di qualcuno di cui conosce a malapena l'esistenza -- e che non è affatto Gentile), degli auto/sci-muniti colle loro carrette a scoppio, del popolino teleVedente, dei divoratori di cadaveri, dei votanti che si illudono di avere una qualche scelta politica, dei Giocatori di Monopoly Cronici e appassionati, etc., ma tutte queste categorie di persone in vario grado deficienti in qualche facoltà mentale costituiscono quella massa malleabile e acefala che viene comuneMente definita "gente", e di fatto ognuna delle abitudini disastrose riassunte qui sopra sono i fondamenti di quella civiltà che nel mondo-di-parole deFinisce appunto l'insieme dei civili, abitanti --recintati, o murati-- della città.
(Per inciso, vale la pena di notare che anche in questo caso la ricostruzione della radice proto-italica keiwis si merita il Grande Asterisco del Mistero su Wiktionary, e che comunque sarebbe derivata dal  "Proto-Indo-Europeo *ḱey- (stabilirsi, giacere")" (Trad. mia) dove quel "be lying down” (Lett. stare giù sdraiato) che io ho reso in "giacere" non promette nulla di buono, in ogni senso). Merita una noticina anche la assonanza della radice suddetta "key", che -guarda caso- in Inglese sta per chiave)

Città e civiltà sono -piuttosto evidenteMente- due concetti troppo affini per non essere conFusi l'uno con l'altro, e se la Roma imperiale, la città eterna e caput mundi a cui portano tutte le strade, nonché contrario di amor, ne è l'esempio più notevole, sappiamo che i problemi relativi alla convivenza della massa sono sempre esistiti da che mondo è "mondo", e Wiki Eng mi rimanda all'articolo su MedScape da cui traduco l'introduzione, e in cui compare anche il nome della Capitale (una ancient news che avevo già riportata da un'altra fonte, altrove):

"Poiché le loro ruote rumoreggiavano sull'acciottolato, ai carri nell'antica Roma era proibito circolare sulle strade di notte per evitare il rumore che disturbava il sonno e causava fastidi ai cittadini. Secoli dopo, in alcune città dell' Europa medievale fu proibito di portare carri e cavalli sulle strade la notte o il selciato veniva coperto di paglia per ridurre il rumore e assicurare un sonno pacifico ai residenti.[1] In tempi più recenti a Philadelphia, gli artefici della nostra [cioè loro, degli ameriCani, ndt] Costituzione coprivano le strade  di ciottoli con la terra per prevenire le interruzioni del loro lavoro causate dal rumore. Questi esempi indicano due degli effetti principali del rumore dal quale gli uomini di ogni epoca hanno cercato sollievo: l'interruzione del sonno e l'interferenza con un lavoro che richiede concentrazione. E' interessante che i rumori emanati dai vari tipi di strade odierne siano ancora tra le fonti più importanti di rumore ambientale, per quanto i tipi di rumori non siano quelli che esistevano a Roma, nell'Europa Medievale, o nella Philadelphia del  XVIII Sec. Le nostre moderne vie di trasporto (che comprendono le strade, le ferrovie, e l'aria) e i prodotti della moderna tecnologia producono livelli crescenti di rumori indesiderati di vari tipi  e intensità di giorno e di notte, che disturbano il sonno, la concentrazione, e altre funzioni.[4,6,12,13] Questo rumore ci influenza senza che ne siamo consapevoli coscientemente. A differenza dei nostri occhi, che possiamo chiudere per escludere un input visuale indesiderato, non possiamo chiudere volontariamente le orecchie per escludere un input uditivo indesiderato. I nostri meccanismi uditivi sono sempre accesi anche quando dormiamo..[2]
"
(https://www.medscape.com/viewarticle/554566_2 - Trad, mia)

Quando si parla di tortura, il rimando ad una qualche forma di contatto fisico violento è immediato, ma la mia esperienza mi insegna che sono ben poche le cose in grado di dis-turbare la mente, il pensiero e il lieto vivere nel corso del tempo quanto lo è il cosiddetto inquinamento (o inquinaMente) acustico, che in termini meno specifici è la condizione abituale dell'utenza uditiva in qualunque centro urbano.
Sostituire le ruote di legno con quelle di gomma non è stato un grande passo avanti, dal momento che la diabolica tecnologia dello Scoppio (una parola che dice abbastanza) con i suoi cavalli-vapore ha sostituita quella dei (poveri) equini, e se oggi siamo ben lieti di non sentire più le ruote dei carri e gli zoccoli ferrati sul lastricato delle vie, occorre essere toccati nel cervello per poter apprezzare positivaMente il rombo dei motori, o anche il loro più sommesso scorreggìo meccanico -- senza parlare della loro puzza.

Ma, come ho già scritto, per l'umano non può esistere nulla di più attraente della voce umana, e la sua attrazione innata diviene uno strumento autolesionista che non ha pari nell'universo dei suoni, per cui oltre ai mostri meccanici mi devo difendere dai più sottili, infidi attacchi sonori di ogni singolo passante dotato della parola (in genere anche del cellulare), e dove i più devastanti sono quelli dei bambini e/o delle donne -più o meno imparentati fra loro- che si esprimono senza alcun controllo durante le loro passeggiate in centro. Gli strilli dei bambini, che sono fatti apposta per essere sentiti da tutti -a partire dai loro genitori- per diversi chilometri attorno a loro, competono solo con il tono particolarMente alto e squillante delle femmine umane, il quale pure è fatto apposta per attirare l'attenzione del maschio, senza alcuna distinzione per l'effettiva attenzione ottenuta dall'uno e dall'altra, ma con un effetto misurabile in decibel sempre drammatico per il blogger.
Raramente i cani riescono a essere altrettanto insopportabili, e questa non è una misura che un individuo -per quanto civile sia- dovrebbe mai contemplare per i suoi così detti simili.

Il resto dell'articolo di Medscape richiede l'iscrizione al sito, e lo lascio all'eventuale lettore interessato, mentre posso citare liberaMente Wiki, preferendo come sempre la più sostanziosa versione Inglese:
"
Inquinamento acustico, noto anche come rumore ambientale inquinamento sonoro, è la propagazione di rumore con un impatto dannoso sulle attività della vita umana o animale. La fonte di rumori esterni nel mondo è causata principalmente da macchine, trasporti (specialmente aerei) e sistemi di propagazione [? SIC].[1][2] Una urbanistica scarsa può portare alla comparsa di inquinamento acustico, edifici industriali e residenziali affiancati possono  risultare nell' inquinamento acustico delle aree residenziali. Alcune delle fonti principali di rumore nelle aree residenziali comprendono musica alta, rumori dei trasporti, manutenzione dei prati, costruzioni edili nel dintorni, esplosioni [probabilmente l'autore è un americano, ndt], o giovani che urlano (giochi sportivi). L'inquinamento acustico associato ai generatori elettrici casalinghi è un degrado ambientale emergente in molte nazioni in via di sviluppo. Il livello medio di rumore di 97.60 dB ottenuto è superiore al valore OMS di 50 dB consentito nelle aree residenziali.[3] Le ricerche indicano che l'inquinamento acustico è maggiore nelle aree dei residenti con un basso reddito e delle minoranze razziali.[4] I primi problemi documentati associati al rumore ambientale risalgono già all' antica Roma.[5]
Alti livelli di rumore possono contribuire ad effetti cardiovascolari negli umani e in una maggiore incidenza di disturbi coronarici arteriosi.[6][7] Negli animali, il rumore può aumentare il rischio di morte alterando le capacità di predatori o prede, interferendo con la riproduzione e la navigazione, e contribuendo ad una perdita permanente dell'udito.[8] Mentre gli anziani possono avere problemi cardiaci dovuti al rumore secondo la Organizzazione Mondiale per la Salute i bambini sono particolarmente vulnerabili al rumore, e gli effetti che il rumore ha sui bambini possono essere permanenti.[9] Il rumore pone una seria minaccia alla salute infantile fisica e psicologica, e può interferire negativamente sull'apprendimento dei bambini e sul loro comportamento.[10]
"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Noise_pollution - Trad. mia)

In questo modo, chi ha un udito perfetto -come un bambino- è fregato in partenza.

Nella versione Italiana del lemma vediamo il problema nel dettaglio, con un minimo accenno alle conseguenze definite "rischi per la salute" e correlate agli ambienti di lavoro, ma con tanti numerini (dB) che tutto sommato dicono ben poco all'utente sonoro medio. Un forte suono può produrre un tale impatto da lacerare un timpano, che è un grave danno fisico, ma tanti piccoli suoni, comprese le voci, possono punzecchiarlo senza produrre alcun danno materiale, mentre la loro entità nella sfera intellettuale, mentale e psicoLogica è del tutto incalcolabile. Anche il più innocuo dei suoni, come la classica goccia che cade, nel tempo è in grado di provocare uno stato di grave stress, di inquietudine, divenendo una ossessione e causando reazioni psicoLogiche imprevedibili; e posso dire che i rumori di una via cittadina sono più o meno tutti più fastidiosi -e in genere più alti- di una goccia.

Il silenzio è l'unica fonte della pace mentale, la condizione ideale in cui svolgere qualunque attività e in particolare quelle che richiedono concentrazione; nessuna attività -oltre la meditazione- richiede più concentrazione del mero pensare, e dunque si può dire che nelle sue condizioni abituali il cittadino è sempre svantaggiato in questo dal suo habitat collettivo, senza contare quello abitativo familiare o individuale, e dunque che l'abitudine comune di pensare in modo limitato -semmai- è causa delle peggiori conseguenze, comprese tutte le più popolari abitudini che sono assunte per osmosi nell'habitat urbano, e mantenute spesso per tutta la vita...
Senza mai nemmeno poterci pensare attentaMente sopra un attimo.

Mentre scrivo questo, dopo un'altra giornata nell'eterno cantiere dove martelli, seghe, tonfi e tutti gli altri suoni relativi all'edilizia si succedono senza tregua, durante la "bella" stagione, una voce femminile riecheggia nella via, e a confronto con il baccano di prima può sembrare quella di un angelo... ma chi crede che il suono di una singola voce sia meno insidioso in proporzione alla sua intensità, si sbaglia di grosso.
Anche questo è un angelo della morte =)... La mia solita soluzione temporanea è YouTube.

Ho intenzione di dedicare una intera opera letteraria all'inferno urbano in cui vivo Qui e Ora, e questo suo aspetto particolare non potrà certo essere evitato, assieme agli altri tipi di inquinamentE cui è soggetto il blogger; ma questo non è uno spoiler, perché quella che io definisco un'opera letteraria non è un blog.



...


A Bra Ca Dabra!


La mia insolita familiarità con i rappresentanti locali della specie di Columbidi chiamati Palombe è ormai stabilita e accertata da mesi, durante i quali ho sempre osservato il volo di qualcuno di loro alzando la testa al cielo nel momento esatto in cui esso mi sorvolava. Negli ultimi tempi -dopo l'episodio degli 8 di cui ho scritto-  questo particolare evento si è ripetuto con una frequenza sempre molto alta rispetto alle occasioni delle mie camminate all'aperto, e questo semplice pensiero che si traduce in una particolare realtà sensibile è per me sempre una fonte insostituibile di conforto.
Ne scrivo per ricordare a me stesso l'episodio, annotato sul telefono, del 16 Luglio 2019, quando un(a?) Palomba è apparsa in volo sopra di me dopo avere sbattute sonoramente le ali, a differenza delle loro abituali apparizioni silenziose -che rimangono silenziose anche dopo il momento iniziale dell'apparizione.
Questo mi è sembrato un richiamo alla mia attenzione, forse sul fenomeno stesso, o sulla effettiva importanza che nel tempo ha assunta nella mia vita quotidiana.
Ogni volta che questo succede, è per me un piccolo miracolo che però si ripete infinitaMente, quasi-quotidianaMente, a comprovare la mia unica fede nella Magia, e nella natura essenzialmente magica di questa esperienza terrena. Può sembrare magia nera, quando le cose vanno storte -e questo accade sempre più spesso del previsto- o magia bianca per chi è in grado di apprezzare le proprie fortune, ma queste sono distinzioni possibili soltanto all'interno della illusione che è data appunto dal connubio di Luce e Buio. Qualcuno direbbe "Luce e Ombra", ma non potrebbe essere più sbagliato, da che l'ombra è prodotta dalla stessa Luce che non è deviata da un oggetto, e che crea la illuminazione in cui esso è visibile, mentre il Buio è la mera assenza di Luce.
Quindi, nel mondo-di-parole, la Magia "bianca" -della luce- è "positiva", quella "nera" -del buio- è "negativa", ma questo stesso sistema bioLogico è alimentato da un flusso di corrente energetica bipolare, come il computer su cui scrivo e come le dita con cui lo faccio, e dunque ne consegue che l'una esiste solo in virtù dell'altra, così come Tutto in assenza (l'opposto della presenza, o in parole povere materia e antimateria) del Nulla.
E infine questa è la Magia, in sé e per sé; è la Magia di Tutto in luogo del Nulla, qualunque cosa si possa considerare questa "vita" in cui si esperisce "Tutto", l'unica, grande magia -seppure la si possa vedere "grigia"- è che Qui e Ora non siamo -nessuno di "noi"-  Nulla.

Questo è già Qualcosa.

Ma qui sto trattando di un uomo al quale la magia si manifesta spontaneaMente, nel modo suddetto, proprio come farebbe un Prestigiatore su un palcoscenico, che estrae la Colomba dal cilindro.
Qualcuno ce l'ha messa dentro, prima.
Anche se evitiamo di sospettare il mago di turno, l'osservazione della natura esclude che i Columbidi nidifichino nei copricapi -per quanto comodi- degli umani, i quali sono gli unici al mondo che portino il cappello, e il cilindro in part. -- a parte un sospetto singolo caso in epoca Vittoriana.
La "magia" del prestigiatore è un trucco che può incantare l'eterno bambino in ognuno di noi, talvolta così sofisticato che sembra non avere spiegazioni logiche; ma non è così. E' il frutto stesso della logica applicato all'arte dell'intrattenere e distrarre il Gentile Pubblico Pagante, in cui la suggestione ha un ruolo determinante e indispensabile nella messa in scena.
Qualunque cosa faccia il "mago", che seghi una donna a metà o che faccia scomparire Lady Liberty dallo skyline di Manhattan (come fece David Copperfield), il trucco c'è, anche se non si vede; non esistono donne il cui busto è rimasto separato dalle gambe a cagione di un mago alle prime armi, e la Statua della Libertà è sempre al suo posto, e tiene sollevata la Fiaccola di Certa Gente sopra la testa di tutti.
In natura non esistono trucchi, dei quali noi stessi non partecipiamo completaMente ed essenzialMente, con la nostra personale magia, che in altri termini è una forma di energia frattale, potenzialMente illimitata, e che rappresentiamo in genere soltanto nella nostra forma materiale, fisica e bioLogica, con la nostra mera esistenza Qui e Ora.

Quindi, il fatto che queste mie Colombe appaiano in cielo, nell'aria, "dal nulla", è un Gioco Di Prestigio senza trucchi e senza inganni di cui sono testimone -e narratore- e che non ha paragoni nel (mio) mondo; per me oggi non ha alcuna importanza che qualcuno ci possa credere o meno (per chiunque altro sarebbe solo una questione di fede) ma che sia consapevole di vivere in questo mondo in cui ogni giorno, malgrado tutto, un(a) Palomba vola sopra di me. E non sgancia mai niente su di me, che non sia bellezza.
Questo ha importanza.
Deve averne, in qualche modo; e per questo credo di avere sentito quel sonoro schiaffone d'ali l'altro giorno, a una distanza insolitamente ravvicinata; e per questo, credo di averlo scritto qui oggi.



...




Questa sera ho scoperta accidentalMente l'esistenza di una serie TV horror dal titolo eloquente:



Di cui leggo su IMDB:

"Chi ha fame di carne? Courtney Rada è in missione per scoprire i piatti di carne più sontuosi e sorprendenti del Paese. Lungo la strada, incontrerà i ranchers, i fattori, i macellai e i cuochi dietro questi iconici bocconi di manzo." 
(https://www.imdb.com/title/tt7942710/ - Trad. mia)

Con il gioco di parole che riguarda i "beefy bites" dove l'aggettivo derivato da beef (carne di manzo) significa --Google docet: "1. robusto", e un uomo beefy è muscolare, o meglio carnale.

Oggi esistono -temo- decine di programmi TV dedicati al "cibo", a come rendere appetibile un cadavere e a come distruggere i componenti migliori (spesso terapeutici) naturalmente presente nei vegetali, attraverso qualunque metodo di cottura possibile; la maggioranza delle ricette di carne prevede l'uso di ogni possibile condimento di origine vegetale e l'aggiunta di vegetali di ogni specie nella 'ricetta', che siano in grado di rendere sopportabile il sapore di tutti quei pezzi di carcasse animali che l'utente sarcofago non si sognerebbe mai di ingoiare nel loro stato originale, che è quello crudo.

Chiunque affermi di essere un carnivoro dovrebbe innanzitutto dimostrare a sé stesso di esserlo mangiando le proprie prede -dapprima cacciate e uccise- divorandole così come sono al momento della cattura, perché questo è ciò che fa ogni individuo di qualunque specie animale carnivora al mondo. Ma, oltre a difettare di un sistema digerente adeguato allo scopo -con un intestino breve e un sistema digerente ultra-acido in grado di gestire la presenza delle parti di un cadavere in via di putrefazione al suo interno, il sedicente carnivoro umano non possiede mezzi per cacciare e uccidere le sue vittime che non siano degli artefatti (armi), né la dentatura necessaria a mangiarle, per cui anche un semplice pollo si rivelerebbe immangiabile e indigeribile -oltreché altamente tossico- nella sua forma di preda naturale, senza parlare di un suino, di un bovino o un esemplare di altre specie abitualmente consumato dall'utenza alimentare moderna secondo le modalità artificiali della cucina.

 L'uomo, che insiste nel suo ruolo di omni-voro malgrado ogni fatto che lo smentisce senza alcun dubbio, ha bisogno in primis degli strumenti per cacciare e uccidere la sua preda, un compito ingrato per il quale l'utenza alimentare si affida totalmente all'Industria della Morte, e quindi gli occorrono altri strumenti per rendere delle carcasse affettate e spezzettate eduli, a partire dalla magia infernale del Fuoco, elemento senza il quale nessuno dei cosiddetti carnivori sarebbe in grado di masticare, digerire e infine assorbire i succosi veleni di una carcassa di sorta.

Il fatto che questa iniqua forma di consumo di 'risorse naturali' richieda tanti artifici, mentre la mela si coglie dall'albero e si può mangiare sul posto, come gran parte dei frutti della Terra, non sembra interessare il Gentile Pubblico Pagante, dal momento che pressappoco nulla del suo vivere quotidiano ha un legame diretto con quella stessa natura che fornisce ogni sua risorsa più o meno lecita, e più o meno sostenibile. Già vivendo a contatto diretto con le stesse vacche di cui poi si dovrebbe nutrire, qualcuno potrebbe sviluppare una certa idiosincrasia per la carne bovina, e lo stesso vale per qualunque altra specie che è nell'insieme una vittima sistematica dell'utenza consumatrice. Come ho scritto prima, se tutti potessero accarezzare una Gallina forse nessuno le mangerebbe; o perlomeno qualcuno potrebbe pensarci due volte prima di farlo, e se riuscisse poi a pensarci tre volte finirebbe per convincersi che la Gallina è buona in un altro senso, e che invece la sua indifferenza mortale nei suoi confronti è l'opposto di buono.

Ma nessuno accarezza mai una Gallina, una Vacca, un Porco, o nessuna delle altre prede industriali di cui si è sempre nutrito dall'infanzia in avanti; tutti si accontentano di divorarle, nelle forme più disparate dei tagli sul mercato, nelle ricette e nelle preparazioni più elaborate che possano far apparire "prosciutto di Parma" la gamba di un Maiale, "filetto" il muscolo (psoas!) di un Manzo, etc..
Questo è il tipo di illusione-ad-ogni-costo di cui si nutre letteralMente la gente; che in questo caso è il costo della morte di un numero incalcolabile (mostruosaMente alto) di vittime innocenti, dapprima tenute rinchiuse e rimpinzate di cibo per i brevi, ma orribili anni -talvolta mesi- della loro "vita".
Tutto questo è sottinteso, per il Gentile Pubblico Carnivoro, che segua o meno la omonima serie TV americana; sono fatti della vita riguardanti la Carne, che in genere sfuggono alla mente del piccolo consumatore inconsapevole, svezzato a suon di omogeneizzati (la forma più irriconoscibile di un cadavere in assoluto)  e di cui poi tende a farsi una ragione, un po' come per il sesso, senza nemmeno tentare di ragionare sul fatto che di una ragione vera e propria non esiste traccia.


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Qualcuno ricorderà quanto ho scritto prima sulla capacità straordinaria dei negri di spalancare occhi e bocca nel contempo, in una nota figura stereotipica; questa sera vedo questo su IMDB:


che mi (ri)conferma un acuto osservatore.
Per chi volesse assistere allo straordinario spettacolo di cui sopra:


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Esatto è il participio passato maschile del verbo esigere, e non è necessariamente giusto; esattore è chi esige qualcosa, come un pagamento, ed esatta ad es. è una teoria che viene imposta (altro sinonimo della esazione) come verità di fatto, solo perché qualcuno da principio esige che lo sia. Ciò che viene creduto vero perché si ritiene esatto, quindi, può essere vero ma può anche essere il contrario della verità; può essere ciò che qualcuno ha ottenuto soltanto per il suo proprio beneficio, malgrado tutti lo ritengano giusto.



...



Quella demonoLogica è una scienza sacra:

"Un dèmone (AFI/ˈdɛmone/[1]; dal greco antico δαίμων,[2] trasl. dáimōn, «essere divino»[3]) è, nella cultura religiosa e nella filosofia greca, un essere che si pone a metà strada fra ciò che è divino e ciò che è umano, con la funzione di intermediario tra queste due dimensioni.
Nel linguaggio poetico e letterario, il termine demone è usato talvolta col significato di "diavolo, demonio".[4]
"


Poi, stranaMente simile, c'è il Latino domine, "

  1. vocativsingolare di dominus
"

e quindi 
"dominus m (genitivo dominī); seconda declinazione
  1. padrone, possessore, dominatore, signore, proprietario
  2. il padrone di una residenza; il padrone dei suoi servi e schiavi
  3. il capo di un convivio, intrattenitore, ospite
  4. il maestro di una recita o di giochi pubblici, il principale di giocatori o gladiatori
  5. signore (saluto)
 "


Che questa assonanza sia casuale o meno, la lingua Ebraica ci permette di riConoscere i legami tanto profondi e inestricabili quanto invisibili e quindi incomprensibili per tutti i Gentili Lettori (di ogni Bibbia non-Ebraica) che esistono in origine fra il dio degli Israeliti e molti altri personaggi funesti dell'antica letteratura medio-orientale. Ne troviamo delle prove cospicue nella Biblioteca Giudaica Virtuale, da cui traduco:

"

Concetti Giudaici: Demoni & Demonologia



Un demone [demon, ndt] è uno spirito del male [evil, ndt] o diavolo [devil, ndt] nell'uso ordinario del termine Inglese. Questa definizione è, tuttavia, soltanto approssimata. Nelle religioni politeistiche la linea fra dei e demoni è variabile: esistono sia demoni buoni che dei malefici. 
Nei sistemi monoteisti, gli spiriti maligni possono essere accettati come servi dell'unico Dio, cosicché la demonologia è collegata alla angelologia e alla teologia, oppure si possono elevare al rango di opponenti di Dio, nel cui caso il loro status come potenze diaboliche differisce da quello dei demoni nel  politeismo. Inoltre, in nessuna delle lingue dell'antico Medio Oriente, compreso l'ebraico, esiste alcun termine generale equivalente all'Inglese "demon." In generale, la nozione di demone nell'antico Medio Oriente era quella di un essere meno potente di un dio e meno dotato di individualità. Mentre ai grandi dei era accordata una  regolare adorazione pubblica, non lo era ai demoni; vi si ha a che fare nei riti magici e in casi individuali di sofferenza umana, che è la loro sfera particolare.

Demonologia nell'Antico Medio Oriente

La difesa contro gli spiriti maligni era una preoccupazione in Mesopotamia già dai primordi, a iniziare dai Sumeri, ai quali si può fare risalire molta della terminologia e delle prassi correlate ai demoni.
Non esistono differenze qualitative tra grandi dei e demoni; un nome per il demone è "dio malvagio". I demoni, tuttavia, hanno meno potere, benché occasionalmente i miti li dipingano come ribelli contro i grandi dei, con qualche successo. Gli incantesimi spesso elencano quattro, o sette classi di demoni.
I demoni sono messaggeri del signore dell'aldilà, e marciano dinnanzi a lui. Essi vivono nei deserti e presso le tombe, e molti di loro sono fantasmi, spiriti dei morti, specialmente di quanti morirono violentemente o non furono seppelliti a modo. La malattia si può pensare causata dalla possessione demoniaca, e alcuni demoni hanno il nome del male specifico che essi portano, quindi "Emicrania" o "Febbre". Lamashtu è la vecchia strega che uccide i bambini nel grembo e i neonati. Come molti altri demoni, essa è raffigurata come un mostro ibrido. 
Lilitu, la succube Mesopotamica, è menzionata nella Bibbia come Lilith (Isa. 34, 14; V. sotto), e nella tarda demonologia Giudea. Dei buoni demoni sono menzionati molto meno di frequente.
Nei suoi tratti generali la demonologia Canaanita somigliava probabilmente a quella Mesopotamica, a giudicare dalla evidenza piuttosto scarsa preservata. In un testo mitologico di Ugarit, il padre degli dei, El, è spaventato quasi a morte da un demone "che ha due corna e una coda," come il diavolo nelle rappresentazioni successive. Un amuleto Fenicio del VII Sec. a.C., da Arslan Tash, inizia: "Incantamento: O Tu Che Voli, O dea, O Sasam… O dio, O strangolatore di Agnelli! Nella casa in cui entro tu non entrerai; nel cortile in cui passo tu non passerai." Inteso a proteggere le donne durante il parto, esso continua invocando la protezione degli dei, e contiene rappresentazioni dei demoni menzionati: una sfinge volante, etichettata "Colei che Vola, Lil[ith]," e un lupo che divora un bambino. Dettagli del testo e della iconografia hanno dei paralleli nel folklore Mesopotamico, Arabo, classico, e tardo Giudaico, e illustrano  il personaggio quasi universale di tante superstizioni sui demoni.  (Gaster, in: Orientalia, 11 (1942), 41–79).

Demonologia nella Bibbia


La religione ufficiale di Israele contrasta distintamente dai politeismi contemporanei nel ruolo assegnato ai demoni, che nella Bibbia sono praticamente  inesistenti. La magia era proibita presso gli Israeliti fin dai loro esordi, da che la più antica collezione di leggi, il Libro dell'Alleanza, contiene il comando: "Non tollererai una strega" (Es. 22, 17 [Eng. 22, 18 -- nella ver. Ita. CEI UECI: " Non lascerai vivere colei che pratica la magia.", ndt]; cf. Deut. 18, 10–12), e Saul mandò i praticanti di necromanzia fuori dalla terra (I Sam. 28, 3). Da che molta della magia pagana era protettiva – intesa a tenere lontani i demoni o ad espellerli – ovviamente la religione di Israele  puntava ad una estirpazione molto radicale dei traffici con i demoni. Calamità e malattie non venivano dai demoni ma dal Signore. "Avviene forse nella città una sventura, che non sia causata dal Signore (Amos 3, 6).  Per quanto Dio non sempre realizzi immediatamente il proprio volere, ma usi angeli e spiriti come agenti, è solitamente esplicito che gli spiriti siano sotto il Suo controllo. Lo spirito maligno che  turba Saul è "un cattivo spirito di Dio" (I Sam. 16, 14). Pertanto, non si deve sopravvalutare l'importanza delle numerose piccole tracce della credenze nei demoni che sopravvivono nella Bibbia, o sottovalutare le difficoltà implicite nell'interpretarle. La maggioranza dei passaggi in questione sono poetici, ed è spesso impossibile esser certi se il demone nominato sia parte del vivo credo religioso, o soltanto del linguaggio letterario tradizionale. Proprio come alcuni demoni Mesopotamici hanno dei nomi che sono anche sostantivi comuni, così nei casi biblici come dever e mavet (mawet; V. sotto) è difficile esser certi di quando siano nomi veri e propri e quando non lo sono.
La concezione Israelita dei demoni, come esisteva nella mente popolare o nella immaginazione letteraria, somigliava in alcuni aspetti a quella che si trova altrove. I demoni vivono nei deserti o nelle rovine (Lev. 16, 10; Isa. 13, 21; 34, 14). Essi infliggono la malattia agli uomini (Sal. 91, 5–6). Essi turbano le menti degli uomini (Saul; I Sam. 16, 15, 23) e li ingannano (I Re 22, 22–23) – ma non di meno questi spiriti cattivi sono mandati dal Signore. Il misterioso essere che attacca Giacobbe in Genesi 32, 25 esibisce tratti che un credo largamente diffuso associa a certi demoni, che sono spiriti della notte e devono perire all'alba.  Anche nella religione popolare Israelita, comunque, sembra esserci stato un timore relativamente scarso degli spiriti dei morti. La Bibbia spesso menziona le ombre dei morti, ma "l'assemblea delle ombre [dei morti, ndt]" (Prov. 21, 16) conduce una esistenza ombrosa al di sotto, e non sembra turbare i viventi. Alcune qualità del culto Israelita mantengono una somiglianza formale con le misure apotropaiche impiegate in altre religioni. Quindi, le campanelle sull'abito degli alti sacerdoti (Es. 28, 33–35) richiamano l'uso delle campanelle in altre culture in cui si credeva che il loro tintinnio tenesse lontani i demoni. Così pure, le corna (Es. 19:16; Lev. 25, 9; etc.), l'incenso (Lev. 16, 12–13), la spalmatura degli stipiti (Es. 12:7), il colore blu [Num. 15, 38 ("porpora viola" nella Ver. Ita. ndt)], testi scritti (filatteri; Deut. 6, 8; 11, 18) – tutti hanno dei paralleli altrove come strumenti per scacciare gli spiriti cattivi. In ogni caso, però,  è estremamente difficile dire fino a che punto ognuno di questi strumenti furano utilizzati consciamente come protezione contro i demoni in un periodo particolare.

 Demoni Specifici


Gli dei stranieri sono chiamati shedim (Deut. 32, 17; Sal. 106, 37; cf. I Cor. 10, 20), resi in "demoni" o "diavoli" in molte traduzioni. La parola è correlata all'Accadico šêdu ("demone"; buono o cattivo).
SEʿIRIM  ("demoni pelosi, satiri") è applicato anche spregevolmente alle deità straniere (Lev. 17, 7; II Cron. 11, 15). Queste creature infestano le rovine, assieme a Lilith (Isa. 13, 21; 34, 14).
LILITH  (Isa. 34, 14; definitivamente dal Sumero lil, "aria," non dall'Eb. layl(ah), "notte") era in origine una succube, creduta coabitare con i mortali, ma nell'incantesimo di Arslan Tash citato prima ella è identificata con il demone ruba-bambini, una caratteristica che è mantenuta nel successivo folklore. La tradizione per cui il nome significa "assiolo" (in moltissime tradizioni) riflette una antichissima associazione tra gli uccelli, specialmente i gufi, con il demoniaco.
MAVET (Mawet), la parola Ebraica ordinaria per la morte, è anche il nome proprio di un dio Canaanita dell'inferno (Mot), il nemico di Baal nell' epica Ugaritica. Il nome proprio, non il sostantivo comune, si dovrebbe probabilmente comprendere in Isaia 28, 15-18: "Abbiamo concluso un'alleanza con la morte," e in Geremia 9, 20 [Ing. 9, 21]: "Poiché la morte è entrata dalle nostre finestre," (cf. Os. 13, 14; Giob 18, 13, "il primogenito della Morte"; 28:22).
RESHEPH è un altro dio principale della religione Canaanita che diviene una figura demoniaca nella letteratura biblica. Resheph è noto come il dio della peste nella maggior parte del Medio Oriente, in testi e rappresentazioni artistiche che coprono oltre un millennio dal 1850 a.C. B.C.E. al 350 d.C. In Abacuc 3:5, YHWH sul sentiero di guerra è fatto precedere e seguire rispettivamente da Dever e Resheph. (Questa è simile alle figure di due attendenti divini che scortano gli dei principali nei miti antichi.) Così come altri nomi di divinità sono usati come sostantivi comuni nell'Ebraico biblico (Dagon (dagon, "grano"); Ashtaroth (ashtarot, "aumento [del gregge -- o stormo]"), etc.) così Reshef (reshef) è finito con il significare semplicemente "peste" (Deut. 33, 29; Sal. 78, 48), e le saette dell'arco (Sal. 76:4 [Eng. 76:3]; Song 8:6), apparentemente dalla associazione comune di frecce appestate. DEVER ("Pestilenza") è l'altro araldo demoniaco che marcia con YHWH in battaglia (Ab. 3, 5). Dever è menzionato anche in Salmi 91, 5–6: "Non temerai il terrore (Paḥaddella notte né la freccia (Ḥeẓ) che vola di giorno, 6 la peste (Deverche vaga nelle tenebre, lo sterminio (Ketevche devasta a mezzogiorno." Non soltanto Dever ma anche le altre parole succitate in corsivo sono state plausibilmente identificate come nomi di demoni. La "Freccia" è un simbolo familiare nel folklore, per malattie  o dolori improvvisi, e Ketev (Qetev; cf. Deut. 32, 24; Isa. 28, 2; Os. 13, 14) è in questo caso la personificazione del caldo opprimente del mezzogiorno, anche nella demonologia Greca e Romana.
AZAZEL(ʿAzʾazel) ricorre nel rituale del Giorno  dell'Espiazione (Lev. 16, 8, 10, 26). Aronne getta le sorti su due capri, e quello "per ʿAzʾazel" viene presentato vivo dinanzi al Signore, e poi rilasciato  nel deserto. Nelle antiche versioni Greche e Latine si trova ʿAzʾazel come "capra che scappa," da cui lo "scapegoat" [capro espiatorio, ndt] di alcune versioni Inglesi. La maggioranza dei commentatori rabbinici e alcuni dei moderni prendono Azazel per il nome del luogo  cui è condotto il capro. La grande maggioranza dei moderni considera Azazel il nome personale di un demone che si credeva vivere nel deserto.
Il vampiro potrebbe essere menzionato in Proverbi 30, 15: "La alukah (ʿaluqah) [sanguisuga nella ver. It., ndt] ha due figlie: "Dammi! Dammi!". L'Ebraicoʿaluqah può significare semplicemente "sanguisuga", ma da che ʿaulaq ricorre nella letteratura Araba come il nome di un vampiro, ci si può riferire a questa creatura favolosa e alle sue due figlie in questo passaggio piuttosto difficile.

Demoni nella Letteratura Intertestamentale, Compresi i Rotoli del Mar Morto

Un grande cambiamento aveva avuto luogo nell'angelologia e nella demonologia, almeno in certi circoli interni del Giudaismo, negli ultimi secoli a.C. In questo periodo la religione, mentre salvaguardava il suo carattere monoteistico in vari modi, non di meno assunse molti tratti di un sistema dualistico in cui Dio e le forze del bene e della verità venivano opposte in cielo e sulla terra da potenti forze del male e dell'inganno. Questo sembra essere avvenuto sotto l'influenza della religione Persiana, con la sua opposizione di Ormuzd il dio buono e di Ahriman (Angra Mainyu) il dio cattivo, ma allo stesso tempo il dualismo Giudeo attingeva da più antiche risorse native nella costruzione di una più elaborata demonologia. Gli antichi temi mitologici, e le figure della Bibbia solo potenzialmente demoniache, come Satana, furono adottate per riempire la concezione espansa del ruolo dei cattivi spiriti nel cosmo. E' una caratteristica di questo periodo che i cattivi spiriti siano guidati da un principe, spesso chiamato Belial ma anche Mastemah, Satana, o altri nomi. Gli spiriti del bene e del male lottavano anche all'interno dell'anima umana, poiché in questo periodo il ruolo dei demoni è spesso concepito come quello dei tentatori degli uomini nel male piuttosto che di chi infligge un danno fisico. Di conseguenza, in molti passaggi è difficile dire se "spirito" si riferisca ad un demone esterno all'uomo o ad un tratto interno dell'anima umana. Belial (o Beliar, una corruzione della forma originale) è il nome più comune per il capo dei demoni nei Rotoli del Mar Morto, e ricorre in altri testi intertestamentali e in II Corinzi 6, 15. Belial (Eb. Beliyya'al) è una parola composta Ebraica che etimologicamente significa "nessun beneficio" o "nessuna prosperità" e nell'uso liberale è spesso l'equivalente di "canaglia." Ma già nella Bibbia "flussi di Beliyya'al" significa "flutti di distruzione" (II Sam. 22, 5; Sal. 18, 5). Nella letteratura intertestamentale Belial è "lo spirito della perversione, l'angelo delle tenebre, l'angelo della distruzione" e altri spiriti gli sono assoggettati. Mastemah, che come nome comune significa approssimativamente "inimicizia, opposizione" in Hosea 9, 7, 8 e in alcuni passaggi nei Cinque Rotoli, è un demone "Principe Mastemah" nei Giubilei (11, 5, 11, 17-16; etc.), e forse anche nel Documento di Damasco (16, 5). I Vigilanti (Aram. ʿirin) sono un tipo di angeli menzionato in Daniele 4:10, 14, 20. A questa classe la letteratura intertestamentale assegna gli angeli che, secondo Genesi 6, 2-4, coabitarono con le donne prima del diluvio e generarono la razza dei giganti (Test. Patr., Reu. 5:6–7; Test. Patr., Napht. 3:5; cf. Genesi Apocrifa, ii 2:1, 16). Asmodeo (Tobit 3, 8-17) è un demone che aveva uccisi i primi sette mariti di Sara, che divenne moglie di Tobia figlio di Tobit.

Demoni nel Nuovo Testamento
La demonologia del Nuovo Testamento in parte riflette la credenza popolare contemporanea, che si trova anche nella letteratura rabbinica, e in parte nel dualismo attestato nella letteratura settarica del Corano. I demoni sono chiamati "spiriti immondi" o "cattivi spiriti," come nella letteratura rabbinica. Si credono abitare i luoghi deserti. La possessione demoniaca causa, o è associata con, varie malattie, specialmente quelle in cui c'è una perversione della personalità umana, così che il demone, non l'uomo stesso, dirige le sue azioni e parole (Marco 1, 23-26; 9,17–29). La storia di come Gesù curò un indemoniato inviando una legione di spiriti immondi in un branco di suini (Matt. 8, 28–34; Marco 5, 1–20; Luca 8, 26–39) illustra vividamente la persistenza di credenze popolari molto antiche, così come la parabola di Matteo 12, 43–45, in cui lo spirito immondo dopo aver vagato nel deserto porta sette diavoli con sé. D'altro canto, nel Nuovo Testamento i demoni minori hanno poca personalità o poteri indipendenti, ma sono assoggettati ad un principe, Beelzebul o Satan, e il demoniaco è spesso presentato non come qualcosa di occasionale e relativamente innocuo, ma come una realtà cosmica di grande importanza, il nemico di Dio e dell'uomo (Ef. 6, 12). Beelzebul (Beelzebub) è un nome applicato al capo demone sia da Gesù che dai suoi opponenti (Matt. 10, 25; 12, 24-27; Marco 3, 22; Luca 11, 15–19). La corretta spiegazione del nome è assai disputata, e nuove prove da Ugarit non hanno chiarita completamente l'etimologia. La pronuncia di Beelzebub riflette l'identificazione di Beelzebul con Baal-Zebub, dio di Ekron (II Re 1:2). E' possibile che ci fossero due forme differenti originali, con Beelzebul significante "Baal è principe" o "Signore del tempio," e Beelzebub "Signore delle mosche" (cf. Ugaritico il dbb [in Gordon, Textbook, ʿnt 3:43]).

Nel Talmud

Si fanno riferimenti ad un credo demonologico durante il periodo tannaitico. I mazzikim ("spiriti dannosi") si dicono esser stati creati la vigilia del Sabbath della creazione (Avot 5, 6) ma questo tardo riferimento è l'unico ai demoni nell'intera Mishnah. Tra i risultati sia di Hillel (Sof. 16:9) che del suo discepolo R. Johanan b. Zakkai vi fu la conoscenza della "parola degli shedim" ("diavoli," Suk. 28a). Quest'ultimo diede anche l'analogia di un ru'ah tezazit ("il demone della follia") che entrava in un uomo ed era esorcizzato, per spiegare ad un pagano l'anomalia delle leggi della giovenca rossa [V. red heifer, ndt], (...) il Talmud di Gerusalemme è segnatamente privo di demonologia, e di fatto menziona solo tre nomi generali per essi – mazzikim, shedim, e ruhot. Un passaggio nel Talmud Babilonese  afferma specificamente che varie credenze connesse ai demoni che erano diffuse in Babilonia erano ignorate nell' Erez Israel. Dove nell'Erez Israel si traducono shiddah e shiddot (Qoelet. 2, 8) come "trasportatori, [schiavi nella Ver. It., ndt] " nel Babilonese essi sono resi in "demoni maschi e femmine" (Git. 68a). Il Palestinese R. Johanan affermò che i mazzikim che prima dominavano il mondo scomparvero con l'erezione del santuario nel deserto (Num. R. 12, 30). La demonologia, comunque, è più prominente nella Midrashim Palestinese che nel Talmud di Gerusalemme. D'altro canto il Talmud Babilonese trabocca di demonologia, ovviamente per influenza delle credenze nei demoni che erano diffuse ovunque a Babilonia. (...) I Giudei Babilonesi vivevano in un mondo che era pieno di demoni e spiriti, malevolenti e talvolta benevolenti, che abitavano l'aria, gli alberi, i tetti delle case e i gabinetti. Essi sono invisibili; "Se l'occhio potesse vederli nessuno potrebbe resistere. Essi circondano qualcuno da ogni parte. Essi sono più numerosi degli umani, " e sono responsabili di vari inconvenienti. (...). Mentre c'è nella Kabbalah un tentativo di sistematizzare la demonologia (V. sotto) non c'è segno di un tentativo simile nella letteratura talmudica. Il materiale è ampio e disunito, sparso a profusione e senza un sistema in tutto il Talmud e nella Midrashim. I dettagli seguenti, presi tutti tranne dove indicato da un passaggio del Talmud (Pes. 110a–112b), si possono considerare indicativi.
Asmodeo è il re dei demoni. La regina è Agrath bat Mahalath , che ha 10.000 demoni attendenti, ognuno dei quali può recare danno. Ella infesta l'aria. In origine ella dominava tutto il tempo, ma Hanina b. Dosa, che minacciava di esiliarla dalle aree popolate, fu ammansito dalle sue preghiere permettendole di essere attiva nelle notti di Mercoledì e alla vigilia di Sabbath.
L'amora Babilonese Abbaye più tardi la scacciò dalle aree popolate ma ella si annida ancora nei vicoli stretti. Fare cose in coppia, specialmente bere in un numero dispari di coppe, invita le attività malefiche dei demoni; una eccezione sono le quattro coppe unite nel seder della Pasqua per cui tale occasione è detta "notte di vigilanza" (Es. 12:42), ovvero, di protezione dai demoni. I demoni sono particolarmente dannosi dentro e attorno gli alberi di palma*, e le loro attenzioni malefiche sono attratte da chi si libera tra un albero di palma e il muro, o chi passa tra due palme, o chi dorme all'ombra di una palma. Il demone Palga colpisce un uomo che si libera sul ceppo di una palma; il demone Zereda colpisce chi piega la testa su uno di essi. In generale si dovrebbero evitare gli alberi con molti rami o spinosi, ma ci sono alberi speciali che  sono quelli preferiti dagli spiriti infestanti. Nel cespuglio di cappero risiede Ruhe priva di occhi. Ogni albero di sorbo ospita demoni nella sua ombra ed è particolarmente pericoloso quando è nelle vicinanze di una città. Almeno 60 demoni lo infestano, ed essi possono essere esorcizzati solo con un "amuleto per 60 demoni". I demoni chiamati Rishpe vivono nelle radici degli alberi. Il demone Ketev Meriri (Deut. 32, 34) è attivo al mattino. Fu visto da Abbaye quando era in compagnia di Papa e Huna b. Joshua. Nel pomeriggio, il suo posto viene preso da Ketev Yashud Ẓohorayim (Sal. 91:6) che somiglia a delle corna di capra, e possiede le ali. Entrambi questi demoni sono particolarlmente attivi dal I al 16mo di Tammuz.
Secondo la Midrash, Ketev Meriri è attivo durante il periodo di lamentazione dal 17mo di Tammuz al Nono di Av, fra la quarta e la quinta ora del giorno. Nel XIII Sec. Zedekiah Anav riporta che a Roma gli studenti non erano puniti durante questi giorni e queste ore perché allora dominava Ketev Meriri (Shibbolei ha-Leket, 1:203). Esso è ricoperto di squame e peli; ha un occhio nel suo cuore e rotola come una palla tra la luce del sole e l'ombra. Chiunque lo veda, collassa e cade a terra. (Mid. Sal. 91, 3; dal contesto sembra comunque che il riferimento si dovrebbe fare al Ketev Yashud Ẓohorayim). R. Joseph e R. Papa ebbero una amichevole conversazione con un demone chiamato Joseph [o Giuseppe, ndt].
I demoni tendono a infestare il cibo e le bevande lasciate sotto il letto, e uno dovrebbe evitare di bere acqua il Mercoledì e la vigilia di Sabbath dalle pozze e dai fiumi di notte. Il demone Shabriri ("cecità" – cf. Targum Onkelos, Gen. 19, 11) reca danno a chi lo fa, ma un incantesimo che consiste di un abracadabra dove la parola viene ripetuta, levando successivamente una lettera dalla parola (Shabriri, briri, riri, etc.), è un antidoto effettivo. Salomone utilizzo demoni maschi e femmine per costruire il Tempio (Git. 68b) e per portargli acqua dall'India con cui fu in grado di fare crescere ogni tipo di piante esotiche che non crescevano altrove in Erez Israel (Eccles. da R. a 2:5). Gli studiosi erano immuni alle macchinazioni malvagie dei demoni quando erano immersi nello studio, ma Rashi spiega un passaggio del Talmud dicendo, al contrario che essi richiedono una speciale protezione da che i demoni sono invidiosi di loro (Ber. 62a). Il Salmo 91 è detto "il Salmo delle [protezioni contro dannose] visite." Mosè si dice averlo recitato quando ascese al Monte Sinai "a causa della sua paura dei mazzikim… e degli angeli della distruzione." Si ingiunge di recitarlo "poiché il mondo intero è pieno di spiriti cattivi e mazzikim" (Tanh., fine Mishpatim) e le interpretazioni midrashiche di questo Salmo sono un vero tesoro della demonologia (ad es. Mid. Sal. 91; Tanh., fine Mishpatim; Num. R. 12, 3–4). Il potere dei demoni sull'uomo e la sua assenza di difese per fronteggiarlo è illustrata dal fatto che la metafora talmudica per un atto compiuto per force majeure è "come se un diavolo [shed] lo avesse compiuto" (ad es.., RH 28a). I commentatori talmudici e i codificatori accettavano la credenza nei demoni soltanto Maimonide vi si oppose.

*) come abbiamo visto a suo tempo, una delle decorazioni più diffuse dell'epoca era quella delle palme spesso alternate ad un 'angelo' o cherubim, il che conFonde completaMente ogni possibile definizione esatta dei confini tra 'angeli' e 'demoni' - o anche 'diavoli' - della tradizione Giudaica.

Nella Kabbalah

I cabalisti utilizzarono tutti i motifs ricorrenti nel Talmud e nella Midrash in merito ai demoni. Nuovi elementi furono sviluppati o aggiunti, principalmente in due direzioni: (1) i cabalisti tentarono di sistematizzare la  demonologia in modo che rientrasse nella loro concezione del mondo e quindi per spiegare la demonologia nei termini derivati dalla loro comprensione della realtà; (2) nuovi e vari elementi furono aggiunti da fonti esterne, principalmente dalla demonologia medievale Araba, dalla  demonologia Cristiana, e dalle credenze popolari dei Germani e degli Slavi.
Talvolta questi elementi erano correlati, più o meno logicamente, alla demonologia Ebraica e quindi furono "Giudaizzati" in qualche grado. Comunque, spesso il legame era soltanto esteriore; il materiale era incorporato nella demonologia Giudaica quasi senza adattamenti espliciti. Questo è particolarmente vero in merito alle fonti della Kabbalah pratica . Qui il vero credo Cabalistico si mescola con le credenze popolari che di fatto in origine non avevano nessuna connessione con i Cabalisti. Questa combinazione dà alla tarda demonologia Ebraica il suo carattere marcatamente sincretistico [questo carattere non viene mai riconosciuto in genere riguardo la letteratura biblica, malgrado le affinità, ndt]. Il materiale che riguarda questo tipo di demonologia si ritrova in innumerevoli fonti, molte ancora manoscritte. Una estensiva ricerca in questo campo e il suo sviluppo sono uno degli importanti desiderata degli studi Ebraici.
L'opera dei cabalisti contiene anche delle concezioni contraddittorie sui demoni e sul potere dell'immaginazione.  Le tradizioni del passato così come l'ambiente culturale e la visione intellettuale di ogni singolo cabalista ha contributo alla diversificazione dei loro credo. L'idea dei primi cabalisti Spagnoli su questo soggetto fu formulata chiaramente nel commentario di Nahmanide su Levitico 17, 7 e la sua influenza è visibile in tutta la letteratura successiva. Nell' opinione di Nahmanide i demoni (shedim) si trovano nelle discariche (shedudim), nei luoghi in rovina e freddi come al Nord. Essi non furono creati dai quattro elementi ma solo dal fuoco e dall'aria. Essi hanno corpi sottili, impercettibili ai sensi umani, e questi corpi sottili permettono loro di volare nel fuoco e nell'aria. Poiché sono composti di differenti elementi, sono soggetti alle leggi della creazione ed essi decadono e muoiono  come gli esseri umani. Il loro sostentamento viene dall'acqua e dal fuoco, dagli odori e dalle linfe*; quindi i necromanti bruciavano incenso ai demoni. Malgrado l' elemento del fuoco sottile che contengono, essi sono circondati da un freddo che spaventa gli esorcisti (questo dettaglio è giunto soltanto dalla fonti più tarde). Per mezzo del loro volo nell'aria essi possono avvicinarsi ai "principi" dello zodiaco che abitano nell' atmosfera e quindi possono udire le predizioni di un futuro prossimo ma non del distante.
Naḥmanide suggerisce anche (Comm. a Lev. 16, 8) che i demoni appartengano al patrimonio di Samael, che è "l'anima del pianeta Marte ed Esau è il suo soggetto tra le nazioni" (l'angelo di Edom o la Cristianità). I cabalisti Castigliani Isaac b. Jacob ha-Kohen, Mosè di Burgos , e Mosè de Leon (nelle sue opere Ebraiche e nello Zohar), collegano l'esistenza dei demoni all'ultimo grado dei poteri dell'emanazione dei poteri della "parte sinistra" (il sitra ahra, "altra parte," dello Zohar) che corrisponde nei suoi dieci Sefirot del male ai dieci Sefirot sacri. I loro scritti contenevano la descrizione del modo in cui questi poteri emanavano e spiegavano i nomi dei supervisori delle loro armate. Le loro idee erano basate principalmente sugli sviluppi interni dei circoli cabalistici. Nelle varie fonti nomi completamente differenti furono dati agli ordini superiori di queste potenze  demoniache o Sataniche. Comunque, tutti loro concordavano nel relegare le armate dei demoni al mondo subumano, cioè sulla terra, sotto il dominio di Samael e Lilith che appaiono per la prima volta in queste fonti come una coppia. Numerosi dettagli su questi gradi si trovano in Sefer Ammud ha-Semali di Moses di Burgos (Tarbiz, 4 (1933), 208–25).
In contrasto, lo Zohar, seguendo una leggenda talmudica, evidenzia l'origine dei demoni nei rapporti sessuali tra uomini e potenze demoniache. Alcuni demoni, come Lilith, furono creati durante i sei giorni della Creazione, e in part. la vigilia del Sabbath al tramonto, come spiriti incorporei. Essi cercarono di prendere una forma corporea attraverso l'associazione con gli umani**, all'inizio con Adamo quando si separò da Eva e poi con tutti i suoi discendenti [che nella prospettiva biblica dovremmo essere tutti noi, ndt]. Comunque, i demoni che furono creati da tali unioni desiderano anche questo tipo di rapporti. L'elemento sessuale nelle relazioni tra uomo e demoni ha un ruolo prominente nella demonologia dello Zohar, così come in quella di varie opere cabalistiche successive. Da ogni impurità del seme dà vita ai demoni. I dettagli di queste relazioni sono notevolmente simili alle credenze della demonologia medievale Cristiana su succubi e incubi. Essi si basano sull'assunto (contrario alla opinione talmudica) che questi demoni non abbiano la capacità  di procreare da loro e che richiedano il seme umano per potersi moltiplicare. Nella Kabbalah più tarda, si evidenzia come i demoni nati dall'uomo con simili unioni siano considerati i suoi figli illegittimi; essi erano chiamati banim shovavim ("figli maliziosi"). Alla morte e alla sepoltura essi arrivavano per accompagnare il morto, per lamentarlo, e per rivendicare la loro parte di eredità; essi potevano anche danneggiare i figli legittimi. Da cui l'usanza di circondare il morto al cimitero per respingere i demoni e anche il costume (risalente al XVII Sec.) in molte comunità di non permettere ai figli di accompagnare i corpi dei loro padri al cimitero per evitare loro di essere danneggiati dai loro fratellastri illegittimi.
I termini shedim e mazzikim erano  spesso usati come sinonimi, ma in alcune fonti vi è una certa differenziazione fra loro. Nello Zohar si pensa che gli spiriti degli uomini cattivi divengano mazzikim dopo la morte. Non di meno, esistono anche diavoli di natura buona che sono pronti ad aiutare e fare favori agli uomini. Questo si suppone essere particolarmente vero per quei demoni che sono dominati da Ashmedai ( Asmodeus ) il quale accetta la Torah e sono considerati "demoni Giudei." La loro esistenza è menzionata dall' Hasidei Ashkenaz così come nello Zohar. 
Secondo la leggenda, Caino e Abele, che contenevano alcune delle impurità del serpente che aveva avute relazioni sessuali con Eva, possedevano un certo elemento  demoniaco e vari demoni provennero da loro.  Ma, in pratica, l'accoppiamento di diavoli femminili con maschi umani e diavoli maschi con femmine umane continuò per tutta la storia. Questi diavoli sono mortali, ma il loro re e la regina vivono più a lungo degli esseri umani e alcuni di loro, part. Lilith e Naamah, esisteranno fino al giorno dell' Ultimo Giudizio (Zohar 1, 55a). Varie speculazioni furono fatte sulla morte dei re dei demoni, in part. di Ashmedai (Tarbiz, 19 (1948), 160–3). Una visione popolare è che Ashmedai sia soltanto il titolo dell'ufficio [ufficiale, ndt] del re dei demoni, così come Faraone è il titolo del re dell'Egitto e che "ogni re dei demoni è chiamato Ashmedai," da che la parola Ashmedai nella gematria è numericamente equivalente a Faraone [Pharaoh nell'Or., ndt]. Lunghe genealogie dei demoni e delle loro famiglie si trovano nella demonologia Giudeo-Araba.
Apparentemente, l'autore dello Zohar faceva distinzione tra gli spiriti che erano emanati dalla "parte sinistra" ed erano assegnati a funzioni definite nei "palazzi dell'impurità" e diavoli nel senso proprio che viaggiano nell'aria. Secondo le fonti più recenti, questi ultimi riempiono con le loro armate lo spazio del cielo tra la terra e la sfera lunare. Le loro attività hanno luogo principalmente di notte, prima di mezzanotte. I diavoli nati dalla polluzione notturna sono chiamati "percosse di figli d'uomo" (II Sam. 7, 14). Talvolta i demoni scherzano con gli uomini. Raccontano loro bugie sul futuro e mescolano  realtà e fantasia nei sogni. I piedi dei demoni sono  contorti (Zohar 3:229b). In numerosi fonti le madri dei demoni vengono menzionate: Lilith, Naamah, Agrath, e Mahalath (che è talvolta sostituita da Rahab). I demoni sotto il loro dominio escono nelle loro armate in momenti determinati e costituiscono  un pericolo per il mondo. A volte si riuniscono su una particolare montagna "vicino alle montagne delle tenebre dove hanno rapporti sessuali con Samael." Questa è una reminescenza del Sabba [sempre Sabbath nell'Or. !!] delle streghe nella demonologia Cristiana.  Anche streghe maschi e femmine si riuniscono in questo luogo, dedicandosi a  simili attività, e imparano l'arte della stregoneria dagli arci-diavoli, che qui sono identici agli angeli ribelli che caddero dal paradiso (Zohar 3:194b, 212a). L'autore del Ra'aya Meheimna nello Zohar (3:253a) distingue tre tipi di demoni: (1) quelli simili agli angeli; (2) quelli che somigliano agli umani e sono chiamati shedim Yehuda'im ("diavoli Giudei" -- [come si evince dall'originale, della tribù di Giuda, ndt) che si sottomettono alla Torah; (3) quelli che non temono dio e sono come animali.
La distinzione dei demoni secondo le tre religioni maggiori si trova anche nella demonologia Araba così come nelle fonti della Kabbalah pratica; viene menzionata nel testo completo e non censurato di una sezione del Midrash Rut ha-Ne'lam nello Zohar. Un'altra divisione distingue i demoni secondo i  vari strati dell'aria in cui governano – un'opinione comune allo Zohar e Isaac ha-Kohen che ne menziona dei dettagli. D'altro canto, lo Zohar menziona nukba di-tehoma rabba, "la bocca [o stomaco, etc. -- maw nell'Or., ndt] del grande abisso", come il luogo a cui i diavoli ritornano il Sabbath quando non hanno alcun potere sul mondo. Secondo Bahya b. Asher , i diavoli trovarono rifugio anche nell'arca di Noè, altrimenti non si sarebbero salvati dal Diluvio.
Ai re dei diavoli si diedero dei nomi, ma non ai membri delle loro armate, che sono noti con i loro nomi regali:"Samael e la sua armata," "Ashmedai e la sua armata," etc.

 [NOTA: Spesso quello che è arduo tradurre precisamente dall'Inglese "host" -che oggi significa soprattutto ospite, o anche padrone [di casa]- e qui prende il significato arcaico di "armata" è reso in legione nei testi Italiani, compresi quelli biblici, con un ovvio riferimento alle divisioni militari dell'Impero Romano --
Su Wiki Eng troviamo lo stesso concetto dello host applicato alle armate celesti:
"Heavenly host (Ebraicoצבאות‎ sabaoth or tzva'ot, "armate") si riferisce all' esercito di angeli menzionato sia nella  Bibbia Cristiana che in quella Ebraica, così come in altri testi Giudei e Cristiani" - Trad. mia - - https://en.wikipedia.org/wiki/Heavenly_host - ndt]

Ashmedai è considerato in genere figlio di Naamah la sorella di Tubal-Cain, ma a volte anche figlio di Re David e Agrath, la regina dei demoni. Numerosi nomi di demoni provengono dalla  tradizione Araba. Tra di loro si dovrebbe menzionare Bilar (anche Bilad o Bilid), il terzo re che succedette ad Ashmedai. Bilar è una mera pronuncia errata del nome Satanico "Beliar" in diverse Apocalissi e nella prima letteratura Cristiana, che quindi tornò alla tradizione Giudaica attraverso fonti straniere. Egli gioca un ruolo importante nella letteratura "pratica cabalistica" e da qui, travestito da Bileth, entrò nella letteratura magica Germanica associata alla storia del Dottor Faust. Il sigillo di questo re è descritto in dettaglio nel libro Berit Menuhah (Amsterdam, 1648, 39b). Anche gli altri demoni hanno dei sigilli, e quelli che li conoscono possono farli apparire contro la loro volontà. I loro disegni sono preservati nei manoscritti della Kabbalah pratica. I nomi dei sette re [altra ovvia allusione alla storia di Roma, ma del resto i giorni portano i nomi di altri "dei pagani", entità estranee teoricaMente alla logosfera Cattolica, sia in Italiano che in Inglese, che data la loro origine si potrebbero considerare alla stregua degli antichi dei demonizzati, ndt] dei demoni in carica nei sette giorni della settimana, molto popolari nella tarda demonologia Giudea, furono derivati dalla tradizione Araba.  Prominenti fra di loro sono Maimone il Nero e Shemhurish, giudice dei demoni. Altri sistemi originati nella Kabbalah Spagnola posero questi tre re Halama, Samael, e Kafkafuni a capo dei demoni (Sefer ha-Heshek, Ms. in Brit. Mus.; cf. A. Freimann Jubilee). Altri sistemi di demonologia sono connessi con liste degli angeli e dei demoni in carica nelle ore della notte dei sette giorni della settimana o con le interpretazioni demonologiche di malattie come l'epilessia. Queste fonti sono il Seder Goral ha-Holeh e il Sefer ha-Ne'elavim (G. Scholem, Kitvei Yad be-Kabbalah (1930), 182–5). Questi sistemi non sono necessariamente connessi alle idee cabalistiche e alcune le precedettero ovviamente.  Un sistema di demonologia cabalistica completo fu presentato, dopo il periodo dello Zohar, nel Sibbat Ma'aseh ha-Egel ve-Inyan ha-Shedim (Ms. Sassoon 56), il quale sviluppa dei motifs interni al Giudaismo. Una combinazione dello Zohar e di fonti Arabe caratterizza il libro Ẓefunei Ẓiyyoni di Menahem Zion di Colonia (Ms. Oxford, tardo XIV Sec.); esso enumera una lunga lista di demoni importanti e le loro funzioni mentre preserva i loro nomi Arabi. Questo libro fu uno dei canali attraverso i quali gli elementi Arabi raggiunsero i cabalisti praticanti tra i Giudei in Germania e in Polonia, e ricorrono spesso, seppure con degli errori, nelle collezioni della demonologia in Ebraico e in Yiddish. Uno dei più importanti tra questi è il manoscritto Schocken 102, datato alla fine del XVIII Sec.. Tra gli Ebrei Nordafricani e del Medio Oriente, elementi della demonologia cabalistica e Araba furono combinati anche senza intermediari letterari; di particolare interesse è il manoscritto Sassone 290. La collezione di rimedi e amuleti composta dagli studiosi Sefarditi abbonda in questo tipo di materiale. Un esempio eccezionale di una completa commistione di elementi Giudei, Arabi e Cristiani si trova negli incantesimi del libro Mafte'ah Shelomo o Clavicula Salomonis, una collezione del XVII Sec. pubblicata in facsimile da H. Gollancz nel 1914. Anche il re Zauba'a e la regina Zumzumit appartengono al retaggio Arabo. Un ricco retaggio Germanico nel campo della demonologia è conservato negli scritti di Judah he-Hasid e dei suoi discepoli e nel commentario di Menahem Zion sulla Torah. Secondo le testimonianze di Naḥmanide, era costume dei Giudei Ashkenazi di "sguazzare nella materia che concerne i demoni, intessere incantesimi e mandarli lontano, ed essi la  utilizzavano in diverse materie" (Teshuvot ha-Rashba ha-Meyuhasot la-Ramban, no. 283). Il Ma'aseh Bukh (in Yiddish; Trad. Ing. di M. Gaster, 1934) elenca numerosi dettagli su questa demonologia Giudeo-Ashkenazita del tardo Medio Evo.. Oltre alle credenze popolari coeve, gli elementi ebbero origine nella letteratura degli studiosi di magia così come i nomi dei demoni le cui origini erano nella magia Cristiana furono introdotti dalla demonologia Cristiana. Questo si diffuse, non più tardi del XV Sec., tra i Giudei in Germania. Demoni come Astarot, Beelzebub (in molte forme), e simili divennero fissi negli incantesimi e nelle liste di demoni. Un sistema dettagliato di demonologia si trova nell'epoca dell' espulsione dalla Spagna nel libro Ha-Malakh ha-Meshiv. Queste rivelazioni furono attribuite al cabalista Joseph Taitazak di Salonika. In questo sistema, la gerarchia dei demoni è capeggiata da Samael il patrono di Edom [come si è letto prima, nome della Cristianità ! - ndt] e Ammon di No (Alessandria), patrono dell'Egitto, che rappresenta anche l'Islam. Ammon di No ricorre in numerose fonti di questo periodo.
Ḥayyim Vital parla dei diavoli che sono composti di solo uno dei quattro elementi, in contrasto con l'opinione di Nahmanide menzionata prima. Questa visione ha probabilmente la sua origine nella demonologia Europea del Rinascimento. La  Kabbalah di Isaac Luria spesso menziona vari kelippot ("conchiglie") che si dovettero sottomettere all'osservanza della Torah e mitzvot, ma non dà loro generalmente dei nomi propri, e non  li rende in diavoli in quanto tali. Questo processo raggiunse l'apice nel Sefer Karnayim (Zolkiew, 1709) di Samson di Ostropoli, che fornisce molti nomi di kelippot che non si trovano in nessuna fonte antica. Questo libro è l'ultimo testo originale della demonologoa cabalistica.
Alcuni dettagli: secondo Isaac di Acre i diavoli hanno solo quattro dita e non possiedono il pollice. Il libro Emek ha-Melekh (Amsterdam, 1648) menziona dei demoni chiamati kesilim (spiriti "scherzosi") che deviano l'uomo dalla sua strada e si burlano di lui. Da cui  presumibilmente l'appellativo lezim ("buffoni") che ricorre nella letteratura successiva e nell'uso popolare per questo tipo di demoni minori, quelli che mettono a soqquadro gli oggetti di casa e simili (poltergeists). Dall'inizio del XVII Secolo il demone chiamato Sh. D. (ש״ד) viene menzionato, ad es. come Shomer Dappim ("guardiano delle pagine"); egli danneggia l'uomo che lascia un libro sacro aperto. Secondo una credenza popolare degli Ebrei Tedeschi, le quattro regine dei demoni governano le quattro stagioni dell'anno. Una volta ogni tre mesi al cambio della stagione, il loro sangue mestruale cade nelle acque e le avvelena, ed è quindi vietato bere acqua al cambio delle stagioni. Un posto speciale nella demonologia è occupato dalla Regina di Sheba [Saba, ndt], che fu considerata una delle regine dei demoni ed è talvolta identificata con Lilith – per la prima volta nel Targum (Giobbe, cap. 1), e poi nello Zohar e nella letteratura seguente (Tarbiz, 19 (1948), 165–72). Il motif della battaglia tra il principe e il drago o un rettile demoniaco, che rappresenta il potere del kelippah che imprigiona la principessa, è diffuso largamente in varie forme nella demonologia dello Zohar. Drago (o Dragone, ndt] è il nome del re dei demoni che è anche menzionato nel Sefer Hasidim. Secondo Hayyim Vital, quattro regine dei demoni governano su Roma (Lilith), su Salamanca (Agrath), sull'Egitto (Rahab), e su Damasco (Naamah). Secondo Abraham Galante, fino alla confusione delle lingue ne esistevano soltanto due: il linguaggio sacro (cioè l'Ebraico) e il linguaggio dei demoni. La credenza nei demoni è rimasta una superstizione popolare tra alcuni Giudei in certi Paesi.

* Lo stesso concetto si trova nella logosfera dei Maya con lo Itz, dove il termine include ogni liquido vitale denso e vischioso di vegetali e animali (linfa, sangue, seme, etc.)
**Questo rimanda al famoso episodio dei nephilim di biblica memoria, dove questi presero in moglie "le figlie dell'uomo" (adamiche) a loro piacere; per quanto si tratti sempre di un contesto demonoLogico che dovrebbe escludere il rapporto sessuale in favore di quello spirituale, cioè una possessione di tipo demoniaco anziché fisico, una ipotesi non esclude l'altra.


FONTIEncyclopaedia Judaica. © 2008 The Gale Group. Tutti i Diritti Riservati

IN THE BIBLE: IDB, 1 (1962), 325-6, 332, 374, 3-24 (incl. bibl.); E. Ebeling and B. Meissner (eds.), Reallexikon der Assyriologie, 2 (1938), 107-13; I.J. Gelb et al., The (Chicago) Assyrian Dictionary, 1, pt. 1 (1964), 375-7 (S.V. alâ A); 4 (1958), 397-401 (S.V. etemmu); F.M. Cross, Ancient Library of Qumran (1958), 156-61 (incl. bibl.); W. Foerster, Theological Dictionary of the New Testament (1964), S.V. daimon; S. Paul, in: Biblica, 49 (1968), 373-6. IN THE TALMUD: J. Trachtenberg, Jewish Magic and Superstition (1934); E.E. Urbach, Hazal, Pirkei Emunot (1969), 142-4. IN THE KABBALAH: M. Margalioth, Malakhei Elyon (1945), 201-94; G. Scholem, in: Madda'ei ha-Yahadut, 1 (1926), 112-27; idem, in: KS, 10 (1933/34), 68-73; idem, in: Tarbiz, vols. 3-5 (1932-34); idem, in: JJS, 16 (1965), 1-13; I. Tishby, Mishnat ha-Zohar, 1 (1957), 361-77; J.A. Eisenmenger, Das entdeckte Judenthum, 2 (1700), 408-68 (a mixture of talmudic and kabbalistic ideas); P.W. Hirsch, Megalleh Tekufot. oder das schaedliche Blut, welches ueber die Juden viermal des Jahrs kommt (1717); Mitteilungen fuer juedische Volkskunde (1898-1926) especially M. Grunwald, in vols. for 1900, 1906, 1907; Jahrbuch fuer Juedische Volkskunde (1923 and 1925); M. Weinreich, in: Landau-Bukh (1926), 217-38.

(https://www.jewishvirtuallibrary.org/demons-and-demonology - Trad. mia -- Enfasi aggiunta)


E' questo un buon esempio di come la moderna religione monoteista sia derivata da una complessa commistione di antichi sistemi di credo politeisti che contemplavano un numero incalcolabile di entità divine e/o demoniache, difficilmente -se mai- distinguibili se non attraverso le parole, dai nomi che gli scrittori assegnavano, a prescindere dalla loro proprietà effettiva, dal loro ufficio e da titoli ed epiteti di sorta, più o meno conFusi con i 'nomi propri' (talvolta non propriaMente assegnati, ma appropriati), che furono poi anche tradotti e più o meno adattati e/o distorti nelle varie logosfere nel corso dei secoli. Se qualcuno bruciava incenso al suo diavolo preferito, come oggi si brucia per il Signore di Israele anche nelle chiese Italiane, sappiamo che quello stesso ente esigeva dei sacrifici di sangue che nel Gentile Pubblico Moderno -malgrado le abitudini sarcofaghe comuni- oggi susciterebbe ribrezzo se non orrore, e sarebbero molto facilmente presi per una pratica di tipo diabolico anziché sacro. Ma la distinzione, come si è visto, è data dalle parole che sono i nomi di questo e di quello, quando l'intero cielo o firmamento sarebbe colmo di queste "Legioni" di "Spiriti" innumerevoli.

Non vorrei confondere ulteriorMente il lettore con questa mia chiosa , ma al contrario oso sperare che la solita figura valga più delle solite mille parole, e mi riferisco alla citazione di cui sopra sui demoni, secondo la quale "ogni persona ne ha un migliaio alla sua sinistra e diecimila alla sua destra"; questa definizione mi ha rimandato immediataMente a certe rappresentazioni tradizionali di Vishnu, la cui molteplicità è ben espressa in questo tipo di iconografia che sembra l'esatta rappresentazione del concetto espresso nel testo:


(Immagine: VedicFeed)

Infatti, al centro dell'immagine troviamo la Persona... Così come a destra e a sinistra.

Nel frattempo qualcuno ha pubblicato questo avvertimento neotestamentario nel gruppo Ancient Mysticism.:




Trad.: [Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni] "si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche. (1 Timoteo 4, 1)"


Ma anche in questo, come in ogni altro caso, cosa si intenda per i "demoni" della KJV o i "diavoli" della CEI-UECI non ci è dato sapere... PrecisaMente.


...



Il fatto che io rida durante il sonno, come mi ha detto qualcuno, può significare soltanto che quella vissuta Qui e Ora non è la migliore vita che io possa vivere; perché di giorno -da sveglio- in pratica non rido mai. O quasi. Che poi io lo faccia a mia stessa insaputa, è un fatto significativo; e che in seguito non lo ricordi, e soprattutto che non ne ricordi il motivo, non lo è di meno, per quanto in generale sia una cosa piuttosto triste.



...



Non è una novità, ma dovere di cronaca; più che altro, per ricordare di avere superata un'altra emergenza apparenteMente estranea alla mia volontà:





Alla fine sembra che la mia sociopatia, o anche misantropia, non sia poi tanto rara, a giudicare dal post di Mr. Hari Ram Kirtan su Facebook:


Trad.: "COSTRUITE IL MURO ATTORNO A CASA MIA
-- IO ODIO TUTTI"


Che è una richiesta piuttosto strana, presumendo che costui viva in una casa (già) composta di mura; alla fine basterebbe che ci restasse chiuso dentro, per evitare anche di esprimere il proprio odio a -e verso - qualcuno che odia. Ma questo lo faccio già io, per quanto possibile, e c'era proprio bisogno di qualcuno che si prestasse per questa odiosa manifestazione pubblica indiviDuale, così che tutti i bloggers ora possano incollarla nel loro blog dopo la sua apparizione su Facebook... Chiusi tra le mura delle loro case a odiare tutti nell'ombra, davanti al loro computer... Maledetti bloggers.

...Ma di questi tempi fa troppo caldo anche per odiare qualcuno, figuriamoci tutti.

E poi oggi ho avuta la fortuna straordinaria di essere accolto nella casa di Giovanna, la mia nuova fiamma di cui ho già condiviso un video. Eccola qui, al riparo dal solLeone:



(a proposito di interni minimalisti)

Per quanto mi riguarda farei sempre a meno di uscire, murato in casa senza bisogno di altre mura esterne, soltanto per evitare i concittadini umani; senza parlare dei loro contenitori meccanici a scoppio, che sono in(de)finitaMente più fastidiosi. Eppure, il mio lettore ormai lo sa bene, non manco mai di visitare tutti gli aMici sulla mia via-di-fuga quotidiana attraverso tutta la città. Sembrerebbe che là fuori ci siano molti umanoidi troppo odiosi perché io non mi nasconda da loro, ma anche molti aMici troppo amabili perché io resti nascosto qui dentro tutto il giorno.
Giovanna è un caso -e una casa- a parte; la vedo soltanto di Sabato, e lei lo rende un giorno di Festa


Non ero mai entrato nella casa di un Gatto -né di una Gatta- prima d'ora, e anche questo ri-entra nel discorso dei muri attorno a tutti noi.. In effetti credo che in questa casa nessun umano ci fosse mai entrato prima, cosa che mi rende un bipede privilegiato; il fatto che poi lei mi abbia seguito all'esterno, per lasciarsi manipolare a dovere, ha riconfermata la nostra grande aMicizia.


Forse tutto si risolve nel solito Gioco-Di-Parole, per cui l'amore così detto, come rapporto intimo e costante fra entità indiviDuali, è una roba troppo complicata per me, e alla fine mi posso accontentare di tante aMicizie... 
Forse devo... oppure voglio...?

Mi accontento.


...


Esiste (già) un dilemma che collega il discorso sui demoni e sugli animali, che si esprime nella mia domanda posta a Google: i demoni di Salomone erano animali?
Nessuno mai, Google compreso, sarà in grado di rispondere con certezza assoluta all'enigma, ma a me piace curiosare tra le parole che giacciono inerti su internet.
In merito al famoso simbolo di Israel, la stella "di Davide" che abbiamo 'scoperta' essere stata 'adottata' dalla simbologia Induista propria di Marugan, tradotto in Magen David o, in parole povere, al "Sigillo di Salomone", leggiamo su Wiki Eng:
"Il Sigillo di Salomone (o Anello di SalomoneArabo: خاتم سليمان‎ Khātam Sulaymān) è l'anello con sigillo (signet ring, ndt) attribuito a Re Salomone nella tradizione medievale Giudea e nell'occultismo Islamico e Occidentale. Esso fu spesso rappresentato sia in forma di pentagramma o esagramma; quest'ultimo è altrimenti noto come Stella di David(e,ndt)  nella tradizione Giudaica.
Questo anello dà variamente a Salomone il potere di comandare i demoni, i jinn (geni), o di parlare con gli animali. A cagione della proverbiale saggezza di Salomone, il suo anello con sigillo, o il suo presunto disegno, divenne noto come amuleto o talismano, come un simbolo o un carattere nella magia,  nell' occultismo, e nell'alchimia in epoca medievale e Rinascimentale."
(Trad. mia .. e temo che non sia la prima di questo articolo!)

Vale almeno la pena di notare che il nome Arabo è il più attagliato al caso, perché parlando di un anello nella nostra lingua non lo si potrebbe associare ad un nome migliore di Sulaymān =)

By User Securiger on en.wikipedia, SVG version
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5401795

questa sopra è "Una forma semplice del Sigillo"
(Trad. mia);

questa invece è una forma decisaMente meno semplice dello stesso:



"Il sigillo di Salomone nel grimorio del XVII Secolo La clavicola di Salomone"

(Trad. mia)

Secondo una fonte autorevole quanto quella consultata prima in merito ai demoni, e citata da Wiki a pié di pagina:
"
Jewish Encyclopedia: "Salomone è rappresentato avente autorità sugli spiriti, gli animali, il vento, e l'acqua, dei quali tutti obbediscono ai suoi ordini in virtù di un anello magico montato con i quattro gioielli che gli erano stati dati dagli angeli che avevano potere su questi quattro regni. [...] Era abitudine di Salomone di togliersi l'anello quando stava per lavarsi, e di consegnarlo ad una delle sue mogli, Amina, da tenere. In una occasione, quando l'anello era in custodia di Amina, lo spirito ribelle Sakhr prese la forma di Salomone e ottenne l'anello. Egli quindi sedette sul trono e regnò per quaranta giorni, durante i quali il vero re vagò per il paese, povero e infelice. Il quarantesimo giorno Sakhr gettò l'anello nel mare: qui fu ingoiato da un pesce, che fu catturato da un povero pescatore e dato a Salomone per cena. Salomone tagliò il pesce, trovò l'anello e ritornò al potere.  (...) Baiḍawi, ii. 187; Ṭabri, "Annales," ed. De Goeje, i. 592 et seq.)."

Il fatto che l'anello fu fortunosamente recuperato proprio attraverso un animale, è curioso; invece che il pesce fu sventrato dal monarca pescivoro, è disgustoso.
Comunque sia, dal momento che non ho mai avuta alcuna voglia di costruire qualche tempio, o altro monumento colossale con cui immortalare la gloria mia o di altri, né di conoscere i possibili manovali di natura più o meno demoniaca per farlo, la mia curiosità è sempre stata concentrata sulla possibilità di parlare con gli animali, concretizzata -finora- soltanto nella sfera onirica. Posso solo immaginare che degli animali veri e propri, oltre a quelli schiavizzati da sempre nei lavori di fatica, non potrebbero dimostrarsi particolarmente efficaci nel settore dell'edilizia, almeno non quanto certi bestioni antropomorfi che di fatto prestano la loro opera nei cantieri. Già da queste nozioni wiki/ebreo/pediche si evince che il potere del comando sui demoni era ben distinto da quello che consentiva al famoso re di parlare -soltanto- cogli animali, e quindi per ora considero soddisfatta la mia curiosità in merito.

Il libro omonimo che lessi quando ancora leggevo cose stampate sulla carta, è un consiglio per il lettore che si interessi di etologia (probabilmente un consiglio ripetuto); ancora da Wiki:

"L'anello di Re Salomone è un libro scritto dall'etologo austriaco Konrad Lorenz.
La scelta del titolo richiama alla leggenda secondo la quale Re Salomone avesse un anello che gli permetteva di parlare con gli animali e capirne il linguaggio.[1] Il libro tratta appunto del linguaggio degli animali e di come comunichino attraverso il loro comportamento. È stata la prima opera a renderlo noto tra gli scienziati e il grande pubblico."

Intanto la mia indagine sulla identificazione dei moderni demoni non ha fatti grandi passi avanti, ma il campo si è ristretto, e alla fine come sempre me la dovrò sbrigare da solo.
IndiviDualMente.


...


Dal gruppo Eternal Amnesiac:


Trad.: "Il mondo attorno a noi è una produzione di pura magia,
una magnifica illusione. A noi appare vero perché noi siamo 
parte della illusione quanto ogni altra cosa. Di fatto, siamo 
noi i maestri maghi, così come siamo noi i creatori
dell'illusione. - Kalika"

E infine un'altra domanda impegnativa su questo tema difficile:


Trad.: "Come puoi spiegare l'illusione della
realtà ad una illusione della realtà?
San Ashke Nai"

La mia unica risposta al dilemma è quella che posso accettare per me stesso; ci si può considerare "svegli" quando si è compresa l'illusione della realtà al di sopra della realtà illusoria vissuta Qui e Ora, ma il ruolo di insegnante in questo caso è improbabile, malgrado siano esistiti ed esistano tanti maestri delle più disparate scuole filosofiche e mistiche, Orientali e Occidentali.
Poiché è necessario comprendere, non basta imparare la lezione a memoria come si faceva a scuola, e questo si ottiene soltanto nel silenzio e nell'isolamento, con lo studio continuo e profondo dell'unico soggetto che è possibile studiare continuaMente e profondaMente nel corso dell'esistenza, dovunque siamo e qualunque cosa facciamo.
Qualcuno lo chiama "sé"; qualcuno lo chiama "nulla"; qualcuno addirittura "dio".
Ma sono solo parole; in effetti non è necessario chiamare in nessun modo ciò che conosciamo meglio di ogni altra cosa, tutto ciò che possiamo riConoscere come nostro, interiore e immortale.
Al contrario, il silenzio è l'unico Grande Maestro di questa scuola senza mura.
Niente è la materia dello studio, perché soltanto riConoscendolo come l'essenza e la causa di Tutto è possibile riConoscere l'illusione.

Dunque l'unica risposta che posso accettare per me stesso è quella che soltanto io posso dare e comPrendere, attraverso ogni film visto durante la notte a occhi chiusi o, riciclando le parole-chiave di Kalika qui sopra che si attagliano alla mia analogia, la produzione della pura magia, che riConosco nei messaggi del così detto inconscio, o superconscio, o extra-conscio, le 'esperienze oniriche' comuneMente dette sogni.
Perché soltanto questo è in grado di spiegare qualcosa -un poco alla volta- della cosiddetta realtà, con un linguaggio talmente surreale, irreale, soprannaturale, che per un esperto onirologo di sorta (sciamano o psicanalista) è possibile vederci tutto e -appunto- il contrario di tutto. 
Per un Freud tutto è sempre e soltanto colpa del sesso; per uno sciamano la colpa può essere di uno spirito malvagio, o anche un demone; non sono che parole differenti per gli stessi concetti essenziali, che non richiedono alcuna spiegazione 'logica' per essere compresi, e nessuna 'ricostruzione' o 'concettualizzazione' degli eventi oltre quella già esperita completaMente nello stato di sonno, per cui la sola memoria indiviDuale di queste esperienze è l'unica possibilità di vedere uno spiraglio di luce nel gioco di ombre (non solo Cinesi) che si avvicendano incessanteMente durante la 'vita'.

Allora ci si può considerare 'svegli' (o addirittura risvegliati) quando si è in grado di riConoscere la creazione di ciò che si è sognato dormendo, come una forma di creazione formalMente differente da quella esperita Qui e Ora, in stato di 'veglia', ma originata dalla stessa Fonte mentale, o psichica. Ovvero, dalla così detta "anima". Credo che sul principio di questa affermazione si possano avere ben pochi dubbi, che l'idea sia chiara per chiunque; ma le implicazioni sono potenzialMente infinite.

Alla fine, ancora a proposito di film(s), una delle scene più significative in assoluto del cinema moderno, nell'episodio di per sé straordinario del film "Ai confini della realtà" (Twilight Zone: The Movie, 1983) intitolato "It's a good life" e diretto da Joe Dante (tratto dall' omonimo episodio della serie TV prodotto nel 1961), è quella in cui zio Walt, interpretato dal veterano Kevin McCarthy (quello de L'invasione degli ultracorpi) estrae dal suo cilindro un mostruoso coniglio che cresce a dismisura, terrorizzandolo a morte mentre il nipotino Anthony, vero artefice della "magia" se la ride.



E' proprio così, ciò che è spaventoso per qualcuno, è ridicolo per altri; o addirittura divertente.
Prendiamo la vita e la morte, per fare un esempio universalMente valido...

Quindi, Zio McCartney rappresenta l'uomo comune, inconsapevole, che è costretto a produrre un gioco-di-prestigio senza conoscerne l'esito, che in un film di Joe Dante non può che essere orribile... (nella riduzione TV il coniglio non appariva). Egli è terrorizzato a morte dal risultato della magia che finge essere la propria, nel ruolo occasionale del prestigiatore o "mago" fra virgolette, ed è vittima della paradossale realtà "psionistica" del contesto filmico... Che si potrebbe anche definire demoniaca, data l'onnipotenza del protagonista e il suo inevitabile epiteto di "mostro" dato da chiunque altro.
Questo è il ruolo esatto dell'uomo comune, e questa scena di genere "horror", ma moderata in quanto tale -dato il target familiare del film- lo rappresenta a mio parere come nessun altro, e fa del suo protagonista, l'attore già miticizzato dal simbolico film di Siegel una delle massime icone del cinema.
Anche in questo caso, le origini del personaggio "americano" sono sottintese.

[Nota: su YouTube è visibile -nel momento in cui lo scrivo- l'episodio della serie Twilight Zone del '61 in versione originale, e merita questa nota per la sua originalità, dato che il mostro onnipotente e invincibile qui ha un volto ancora più spaventoso di quello del film:

=]

....


Su Ancient, Esoteric, and Occult Wisdom si condivide questa citazione:


"IL SOLE RESTA AL CENTRO DEL PROFONDO
ED E' LA LUCE O IL CUORE CHE PROCEDE
DA TUTTE LE STELLE. IL SOLE E' IL CUORE
DI TUTTI I POTERI IN QUESTO MONDO ED E'
COMPATTO, INCORNICIATO, O COMPOSTO
DI TUTTI I POTERI DELLE STELLE.
COMPRENDETE MAGICAMENTE; POICHE' 
ESSO E' UNO SPECCHIO O UNA SOMIGLIANZA
DEL MONDO ETERNO -- JACOB BOEHME"

D comprendere MagicaMente... perché non c'è altro modo di farlo

Se non è abbastanza interessante la visione cosmica di Jacob Böhme lo è la sua biografia wikipedica, dove il Philosophus teutonicus autodidatta che fu calzolaio, commerciante e mite padre di famiglia, finì con l'influenzare con la sua opera i più famosi filosofi, teosofi e mistici Europei da "Hegel (che lo considerava «il primo filosofo tedesco»)" a Nietzsche, da Carl Gustav Jung a "George Fox (1624-1691), fondatore del movimento dei Quaccheri"... alla famigerata Madame Blavatsky (!)

Tra le sue citazioni su WikiQuote merita una nota:
"
  • Negli esseri di questo mondo troviamo ovunque due esseri in uno: il primo, eterno, divino e spirituale, e il secondo dotato di un inizio, naturale, temporale e corruttibile.[4]
"

In merito alla mia abitudine ormai stagionata di definire ogniUno come indiviDuo, dobbiamo notare che anche in Tedesco, dove quest'ultimo sostantivo è individuell, l'aggettivo "duale" è identico all'Inglese -cioè come l'Italiano senza la E finale- dual, e quindi posso immaginare che anche Herr Böhme potesse avere intesa questa duplicità intrinseca e patente del termine; dopo tutto si tratterebbe solo di individuarla, non è un'opera di fantasia.

Quest'altra citazione mi rimanda ad una battuta del (brutto) film visto ieri sera:
"
  • Mediante la caduta, l'uomo, per quanto riguarda il suo corpo esterno, divenne l'animale di tutti gli animali, cioè l'immagine animale di Dio, in cui la parola di Dio si manifestò in modo terreno.[3]
"

Nel suddetto film di tale Irving Lerner (nome inconfondibilmente AshkeNazi) a titolo Murder by contract (1958) sentiamo dire dal protagonista, killer prezzolato coinvolto in una problematica missione omicida:


Trad.: "La femmina umana è discesa dalla scimmia"

che in altri termini è una affermazione evoluzionista, detta da qualcuno che ha molte probabilità di esser nato da una femmina umana. Il fatto che poi la tassonomia ufficiale elenchi l'homo sapiens fra i Grandi Primati o "ominidi" e non fra le scimmie (caudate) è un dettaglio di second'ordine in questo frangente. L'introduzione del lemma su Wikipedia è addirittura spaventosa:
"Fino ai primi anni sessanta venivano classificati come ominidi solo l'uomo e generi estinti ritenuti appartenenti alla linea evolutiva umana. Il termine viene ancora usato talvolta nel linguaggio comune con tale significato." (https://it.wikipedia.org/wiki/Hominidae)
E questo, ovviamente, non è certo dovuto ai brutti films degli "ebrei" ameriCani. Ma in qualche modo, in ogni caso, quelli c'entrano sempre. Ne abbiamo la prova fotografica, qui:


(Charles Darwin)
Immagine: Brain Pickings


....


Quando iniziai a scrivere un blog intitolato "AdessoInPunto" su blogger.com, qualche anno fa, l'idea era di farne una raccolta di "eventi fortiani" trovati online, ma la scarsità della materia prima mi convinse presto a cambiare argomento. E scrissi poi VerOrizzonte. Oggi qualcuno condivide su FB la notizia di un fenomeno cosiddetto fortiano di proporzioni bibliche, anche se in questo caso le piramidi di sfondo non sono quelle di Giza, ma di Las Vegas:



Trad.: "Anche se la lingua biforcuta dei media bugiardi vuole tenervi buoni chiamandole Cavallette, non vogliono proprio che scopriate qual'è il sostantivo collettivo per le locuste...
E sono sicuro che i New Agers si lamentano di me perché sono negativo e non condivido arcobaleni e morbidi unicorni, ma ditemi, cosa si ottiene quando si ha una piaga di locuste e una stagione della semina così umida che fino al 70% dei fattori non possono piantare nessun raccolto e quelli che l'hanno fatto si aspettano una resa drasticamente inferiore?
Preparati America, le cose stanno per diventare davvero molto interessanti."
(Corsivo aggiunto)

Google conferma, uno dei (3) nomi collettivi per locusts è proprio "PLAGUE", che si traduce nell'It. "piaga", anche se generalmente il termine Inglese con la P maiuscola è utilizzato per "LA Piaga" intesa come "peste bubbonica"...
E quindi ogni riferimento a fatti di memoria biblica non è casuale, nella logosfera anglosassone.
Come abbiamo visto Google propone i sinonimi di "swarm" (lett. sciame - to - > verbo sciamare) e "cloud" (nuvola) come nomi per un assieme di locuste, oltre a "piaga"; il Treccani mi dice che non non abbiamo nulla di simile in Italiano, dove i sinonimi di sciame sono: "
≈ folla, frotta, massa, moltitudine, nugolo, orda, schiera, stuolo, [con riferimento a persone] turba. ‖ falange."

Quindi abbiamo la possibilità che l'associazione linguistica fra lo sciame (di locuste) e la piaga (plague) Inglese sia di derivazione biblica, ma inevitabilMente questo mi porta a sospettare che il concetto stesso dell'invasione di celiferi di qualche specie collegato a quello di una piaga -come le famose 10 d'Egitto- sia in origine Inglese, e non viceversa... Chi o cosa può farmi cambiare idea, quando il mio sospetto supporta benissimo la mia annosa ipotesi dell'Inglese Madre Di Tutte Le Lingue?

Intanto a Las Vegas & dintorni non se la passano bene, come scrive il N.Y. Times (e Mr. Moore), e come vediamo nel video dall'articolo suddetto:


Mr. Vigdor assicura: "Queste cavallette non sono locuste." (Trad. mia) e non di meno gli anglofoni chiamano "piaga" lo sciame di locuste mentre, stando all'elenco delle bibliche 10 piaghe d'Egitto su Wikipedia Italia al numero 8 troviamo una "Invasione di cavallette/locuste", il che rende la faccenda del tutto inestricabile. DefinitivaMente conFusa.
Su Wiki leggiamo in merito a quella d'Egitto che "al termine di questa piaga gli egizi pensarono di potersi rallegrare per aver come cibo le cavallette/locuste morte", (Id.) e anche se loro non poterono farlo, come si è visto di recente si sta tentando di lanciare la moda degli insetti come "cibo" nel mondo anglofono (UK/USA)... Potrebbe essere una fortunata coincidenza per qualcuno, ma io mi affido esclusivaMente ai raccolti per il mio sostentamento, essendo strettaMente "vegan" (SIC) e quindi vedo un simile evento come un disastro totale.


...


E' stato un lungo e sostanzioso post settimanale, che concludo sul finire della Domenica in un momento di sollievo dall'afa.  Per concludere degnaMente, ecco un sipario non proprio nuovo, ma sempre abbastanza fantastico da essere replicato all'infinito; è una foto scattata oggi al Maggiore Pantera, in tutto il suo splendore felino:


con un ringraziamento speciale per la sua aMicizia.

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