"L'infame frase di Kissinger al [congresso] Bilderberg del 1992 ad Evian
in Francia: Oggi gli Americani sarebbero oltraggiati se le truppe ONU
entrassero a Los Angeles per riportare l'ordine; domani sarebbero grati.
Questo è specialmente vero se si dicesse loro che c'era una minaccia
dall'esterno, che fosse reale o promulgata, che minaccia la loro stessa
esistenza. E' allora che tutti i popoli del mondo si appellerebbero ai leaders
mondiali per liberarli da questo male. Ciò che ogni uomo teme è l'ignoto.
Quando gli si presenta questo scenario, rinunciano ai diritti individuali per
la garanzia del loro benessere garantita dai loro governi mondiali."
E nel frattempo qualcuno in Italia tenta l'arma dell'ironia:
Ancora una volta, mi rivolgo al mio lettore perché comprenda esattaMente il senso del termine chutzpah, che nella versione originale è חֻצְפָּה (https://it.wikipedia.org/wiki/Chutzpah) rappresentato da tutti questi titoli che ho riportati nel corso del mio blog durante il "lockdown"; non c'è modo migliore per definirli, e soltanto certa gente è in grado di utilizzarlo su scala globale... appunto.
Proseguo qui la mia campagna anti-pubblicitaria, contro i prodotti industriali più popolari e più propagandati in TV:
Proseguo qui la mia campagna anti-pubblicitaria, contro i prodotti industriali più popolari e più propagandati in TV:
3/1 - Prodotti alimentari da forno, dolciario, surgelati, preparati e conservati
Iniziamo con qualche nozione elementare fondaMentale da msdmanuals.com:
"Carboidrati, Proteine, e Grassi
Carboidrati, proteine, e grassi forniscono il 90% del peso a secco della dieta e il 100% della sua energia. Tutti e tre forniscono energia (misurata in calorie), ma la quantità di energia in 1 grammo (...) differisce:
Questi nutrienti differiscono anche nella rapidità in cui forniscono energia. I carboidrati sono i più rapidi, e i grassi i più lenti.
I carboidrati, le proteine, e i grassi vengono digeriti nell'intestino, dove sono divisi nelle loro unità basilari:
Il corpo usa queste unità basilari per costruire le sostanze che richiede per la crescita, il mantenimento, e le attività (compresi altri carboidrati, proteine, e grassi).
Carboidrati
A seconda della misura della molecola, i carboidrati possono essere semplici o complessi.
- Carboidrati semplici: Varie forme di zuccheri, come glucosio e saccarosio (zucchero da tavola), sono carboidrati semplici. Sono molecole piccole, quindi possono essere dissolte e assorbite dal corpo più velocemente e sono la più rapida fonte di energia. Essi aumentano rapidamente il livello glicemico (zucchero nel sangue). Frutta, latticini, miele, e sciroppo d'acero contengono una grande quantità di carboidrati semplici, i quali danno il gusto dolce nella maggior parte dei dolci e delle tortine.
- Carboidrati complessi: Questi carboidrati sono composti di lunghe stringhe di carboidrati semplici. Poiché i carboidrati complessi sono molecole più grandi dei carboidrati semplici, devono essere divisi in carboidrati semplici prima che possano essere assorbiti. Pertanto, essi tendono a fornire energia al corpo più lentamente dei carboidrati semplici ma comunque più rapidamente delle proteine e dei grassi. Dal momento che vengono digeriti più lentamente dei carboidrati semplici, è più improbabile che vengano convertiti in grassi. Essi aumentano inoltre il livello glicemico più lentamente dei carboidrati semplici ma per un periodo più lungo. i carboidrati complessi comprendono gli amidi e le fibre, che si trovano nei prodotti di frumento (come pane e pasta), altri cerali (come avena e mais), fagioli, e tuberi (come patate e patate dolci).
I carboidrati possono essere
Raffinato significa che il cibo è molto lavorato. La fibra e la crusca, così come molte delle vitamine e dei sali minerali che contengono sono stati eliminati. Pertanto, il corpo processa questi carboidrati più rapidamente, ed essi offrono pochi nutrienti per quanto contengano circa la stessa quantità di calorie. I prodotti raffinati sono spesso arricchiti, il che significa che vitamine e minerali sono stati aggiunti per aumentare il loro valore nutrizionale [Questo è vero soprattutto per i prodotti sul mercato USA -- da noi raramente si trovano prodotti 'arricchiti', dove in genere l'aggiunta di vitamine/sali minerali viene evidenziata sulle confezioni, ndt]. Una dieta ricca di carboidrati semplici o raffinati tende ad aumentare il richio di obesità e diabete.
Se la gente consuma più carboidrati di quanti ne abbiano bisogno al momento, il corpo immagazzina alcuni di questi carboidrati all'interno delle cellule (come glicogeno) e converte il resto in grasso. Il glicogeno è un carboidrato complesso che il corpo può facilmente e rapidamente convertire in energia. I glicogeni vengono immagazzinati nel fegato e nei muscoli. I muscoli utilizzano il glicogeni per ottenere energia durante i periodi di attività intensa. La quantità di carboidrati immagazzinati come glicogeni può fornire quasi la quantità di calorie per un giorno. Alcuni altri tessuti corporei immagazzinano carboidrati come carboidrati complessi che non possono essere utilizzati per fornire energia.
Molte autorità raccomandano che dal 50 al 55% delle calorie giornaliere totali consistano di carboidrati. Meno del 10% delle calorie giornaliere totali dovrebbero provenire dagli zuccheri aggiunti. Gli zuccheri aggiunti sono sciroppi e altri dolcificanti calorici utilizzati in altri prodotti alimentari. Gli zuccheri aggiunti sono elencati come ingredienti sulle etichette dei cibi. Essi comprendono zucchero integrale, dolcificante di mais, sciroppo di mais, destrosio, glucosio, sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio, zucchero invertito, lattosio, sciroppo di malto, melassa, zucchero bruno, saccarosio, trealosio, e zucchero turbinado [o demerara, ndt]. Gli zuccheri naturali come quelli nella frutta o nel latte non sono zuccheri aggiunti."
Wiki docet:
"I glucidi o glicidi (dal greco γλυκύς, glucùs, cioè "dolce") sono dei composti chimici organici formati da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno. Sono chiamati anche carboidrati[1] (da "idrati di carbonio") o saccaridi. I glucidi hanno numerose funzioni biologiche, tra cui quella di fonte energetica e trasporto dell'energia (esempio: amido, glicogeno) e quella strutturale (della cellulosa nelle piante e della cartilagine negli animali). Inoltre giocano un ruolo fondamentale nel sistema immunitario, nella fertilità e nello sviluppo biologico" [...]
"I carboidrati sono la più comune fonte di energia negli organismi viventi"(https://it.wikipedia.org/wiki/Glucidi)
Gli zuccheri, semplici e complessi, costituiscono una gran parte di ciò che consideriamo 'cibo', definiti "alimenti di base" soprattutto per noi Italiani, grandi consumatori di pasta e pane, cioè carboidrati . Come ho già scritto spesso, uno dei grandi problemi di questi alimenti è che essi sono composti di glutine:
"Col termine glutine viene indicato un complesso proteico tipico di alcuni cereali caratterizzato, a livello chimico, dall'essere insolubile in ambiente acquoso[1]. Le frazioni, ovvero le componenti, meglio caratterizzate di questo insieme di proteine sono due: la prolammina, nota col nome di gliadina nel frumento e responsabile dei principali fenomeni di reazioni avverse, e la glutenina presenti principalmente nell'endosperma della cariosside di cereali quali frumento, farro, segale e orzo."(https://it.wikipedia.org/wiki/Glutine)
Il glutine quindi è composto di due proteine, gliadina (o prolammina) e glutenina; e di nuovo, dal momento che questa voce non compare (per motivi piuttosto ovvi) nella versione Italiana di Wikipedia, ma ancora (in data odierna) esclusivamente in quella Inglese, traduco di seguito le parti salienti del lemma dedicato agli Anticorpi Anti-gliadina:
"Gli anticorpi anti-gliadina vengono prodotti in risposta alla gliadina, una prolammina che si trova nel frumento. Nel pane di frumento essa è codificata in tre differenti alleli, AA, BB, e DD. Questi alleli possono produrre gliadine leggermente diverse, che possono indurre il corpo a produrre differenti anticorpi.
[...]
Sottotipi
Anti-gliadina IgA
Questo anticorpo si trova in ~80% dei pazienti celiaci .[1][2] Esso è diretto contro le gliadine alfa/beta e gamma (α,β,γ).[3] Esso si trova anche in molti pazienti che non sono enteropatici. Alcuni di questi pazienti possono avere neuropatie che rispondono favorevolmente all'eliminazione del glutine dalla dieta. Questa viene definita gluten-sensitive idiopathic neuropathy [Sensibilità idiopatica non-celiaca al glutine, ndt].[4] Clinicamente questi anticorpi e anticorpi IgG della gliadina sono abbreviati in AGA.
Anti-gliadina IgG
Questi anticorpi IgG sono simili agli AGA IgA, ma si trovano in quantità superiori nei pazienti con il fenotipo IgA-meno. Essi sono associati anche alla sensibilità idiopatica non-celiaca al glutine.[5][6][7]
Gli anticorpi anti-gliadina si trovano frequentemente anche assieme agli anticorpi anti-transglutaminasi.
Anti-gliadina IgE
Gli anticorpi IgE si trovano più comunemente nei disturbi correlati ad allergie come orticaria, asma, e wheat-dependent exercise-induced anaphylaxis [Lett. "anafilassi dipendente dal frumento indotta dall'esercizio", "una rara condizione clinica in cui l'anafilassi, una grave e potenzialmente mortale reazione allergica, viene attivata dall'attività fisica.[1]" ,Wikipedia - Trad. mia- NdT] . Il bersaglio della maggioranza degli anticorpi allergenici è la ω-5 gliadina,[8] la quale è codificata dal gene Gli-1B che si trova nell' aploma B (derivato dello Aegilops speltoides) nel frumento.[9]
"(https://en.wikipedia.org/wiki/Anti-gliadin_antibodies - Enfasi aggiunta -Trad. mia)
Come si è letto qui sopra, gli anticorpi IgG si trovano spesso con gli anti-transglutaminasi, dove le "transglutaminasi, le cui funzioni vanno dalla coagulazione del sangue alla costruzione di capelli e pelle." vengono anche utilizzate a livello industriale: "Nella trasformazione alimentare commerciale, la transglutaminasi è usata per legare insieme le proteine. Esempi di alimenti realizzati con transglutaminasi includono l'imitazione della polpa di granchio (surimi) e le crocchette di pesce (bastoncini)." e inoltre "può essere utilizzato come legante per migliorare la consistenza degli alimenti ricchi di proteine come il surimi o il prosciutto. Viene altresì utilizzata per migliorare l'aspetto di prodotti emulsionati a base di carne, come salsicce, hot dog e "bistecche ristrutturate"."
"Gli anticorpi (o immunoglobuline nel caso fossero su un linfocita B vergine) sono una classe di glicoproteine del siero presenti nei vertebrati[1], il cui ruolo nella risposta immunitaria specifica è di enorme importanza. Difatti la loro produzione, garantita dal processo di maturazione dei linfociti B (che genera le plasmacellule) costituisce una delle funzioni principali del sistema immunitario umorale (umorale perché il sangue è definito dai vecchi anatomisti un "umore")."e inoltre
"Si chiama risposta immunitaria l'insieme dei meccanismi di risposta messi in atto dal sistema immunitario degli organismi superiori quando entra in contatto con un agente che riconosce come estraneo."
Perché il nostro organismo produca degli specifici anticorpi anti-gliadina potrebbe anche definirsi un "mistero" (volendo) ma è certo che esso lo fa in presenza di uno dei due componenti del glutine, di cui sono composti tutti i prodotti a base di frumento e altri cereali. A mio parere questa semplice nozione dovrebbe essere già sufficiente a suggerire qualcosa in merito al tipo di "cibo" che va per la maggiore dalle nostre parti. La mia personale intuizione è che questi prodotti causino disturbi definiti "celiachia" più o meno sintomatici, e che non di meno essi agiscano come delle vere-e-proprie droghe causando una dipendenza fisica; proprio di questo leggiamo in un articolo pubblicato sul sito della US National Library of Medicine dal titolo eloquente:
"
J Health Popul Nutr. 2015; 33: 24. Published online 2015 Nov 24. doi: 10.1186/s41043-015-0032-y PMCID: PMC5025969 PMID: 26825414
Gli effetti oppioidi delle exorfine del glutine: la malattia celiaca asintomatica
Sinossi
I cereali contenenti glutine sono un alimento di base presente nella dieta umana quotidiana, e comprendono frumento, orzo, e avena. Il glutine è associato allo sviluppo della celiachia (..) e correlato a malattie come il diabete mellito di tipo I, alla depressione, e alla schizofrenia. Non di meno, fino ad oggi, non c'è consenso sugli effetti deleteri dell'assunzione di glutine a causa dei sintomi spesso assenti anche nelle persone che sono state provate celiache. La celiachia asintomatica (... ) è presente nella maggioranza dei pazienti affetti ed è caratterizzata dall'assenza dei segni tipici dell'intolleranza al glutine, come diarrea, gonfiore, e dolori addominali. Non di meno, questi individui sviluppano molto spesso malattie che possono essere correlate all'assunzione di glutine. Il glutine può essere suddiviso in diverse sostanze simili alla morfina, chiamate exorfine del glutine. Questi composti sono stati provati avere effetti oppiacei e potrebbero causare gli effetti deleteri delle proteine del glutine sui rivestimenti gastrointestinali e sulle loro funzioni.
Qui descriviamo il loro presunto meccanismo, spiegando come il glutine potrebbe “mascherare” la propria tossicità con le exorfine che vengono prodotte durante la digestione delle proteine."
(Etc. - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5025969/ - Trad. mia)
N.B.: malgrado la fonte autorevole e l'indubbia validità dello studio si tratta pur sempre di una teoria, e come tale va considerata. La presenza di exorfine nel glutine è comunque una realtà scientifica.
Un altro articolo wikipedico che compare solo nella versione Inglese è quello dedicato appunto alle exorfine (a sua volta tradotto solo in 4 lingue, e non in Italiano); lo stesso dicasi per quelle del glutine, con l'alternativa unica dell'esperanto (!):
Le exorfine del glutine sono un gruppo di peptidi oppioidi che si formano durante la digestione delle proteine del glutine . E' stato ipotizzato che le persone con autismo e schizofrenia abbiano una anormale perdita intestinale di questi composti, i quali passerebbero quindi nel cervello e danneggerebbero le funzioni cerebrali, un processo collettivamente noto come opioid excess theory [teoria dell'eccesso oppioide - ndt] o parte della sindrome di iperpermeabilità intestinale.[1] Questa è parzialmente la base per le diete senza glutine e senza caseina. Le prove mediche sono controverse. Due studi clinici su pazienti autistici che hanno seguita questa dieta non hanno trovati benefici.[2][3] Un altro studio ha trovato dei benefici.[4]
(https://en.wikipedia.org/wiki/Gluten_exorphin - Trad. mia)
Al di là della teoria in questione, è cosa nota che la digestione del glutine causa la formazione di questi peptidi oppioidi, il cui nome non lascia dubbi sui loro effetti e su Wikipedia (sempre in Inglese) ne troviamo elencati i più comuni, di cui due nel glutine:
- Casomorfina (dalla caseina che si trova nel latte dei mammiferi, vacche comprese)
- Exorfina del glutine (dal glutine che si trova nei cereali frumento, avena, orzo)
- Gliadorfina/gluteomorfina (dal glutine che si trova nei cereali frumento, avena, orzo)
- Soymorphin-5 (dalla soya)
- Rubiscolina (dagli spinaci)
"
Di questi si legge:"I peptidi oppioidi sono peptidi che si legano ai recettori oppioidi nel cervello; oppiacei e oppioidi imitano l'effetto di questi peptidi. Tali peptidi possono essere prodotti dal corpo stesso, ad esempio le endorfine. Gli effetti di questi peptidi variano, ma tutti loro assomigliano a quelli degli oppiacei. E' noto che i sistemi dei peptidi oppioidi cerebrali svolgono un ruolo importante nella motivazione, nelle emozioni, nell' attaccamento, nella risposta allo stress e al dolore, e nel controllo della fame."(https://en.wikipedia.org/wiki/Opioid_peptide - Trad. mia)
Già a questo punto abbiamo degli indizi molto importanti per comprendere almeno due punti fondamentali in merito ai più diffusi e amati carboidrati a base di glutine sul mercato, conoscendone i principi attivi "nascosti" e generalMente ignorati dal Gentile Pubblico Pagante: 1. i loro effetti pseudo-oppiacei sul sistema nervoso centrale, che malgrado l'assenza di veri e propri oppiacei tra gli ingredienti durante il processo digestivo producono i suddetti peptidi oppioidi, i quali (verosimilMente) causano una dipendenza fisica --ma per evitare un aspetto controverso della questione, è praticaMente certo che essi producano una dipendenza psicologica-- e li rendono quindi la scelta preferenziale (rispetto alle opzioni senza glutine) per il consumatore e 2. i loro effetti sul sistema immunitario perennemente e inutilmente stimolato dalla presenza di sostanze "estranee", che al di là di ogni possibile reazione allergica, o di celiachia più o meno asintomatica, sono potenziali cause scatenanti di svariate patologie più o meno prevedibili -la letteratura in questo caso cita spesso il diabete, ma anche il cancro, etc.- e infine 3. alla luce di queste loro qualità, gli stessi prodotti sono inevitabilMente anche quelli preferiti dal fantomatico sistema militar-industriale, per cui mentre le alternative al glutine -che si sono moltiplicate di recente a seguito del numero allarmante di celiachie e patologie similari- restano sempre e comunque secondarie, a partire da una produzione agricola fondata principalmente sul frumento, nessun tipo di regolamentazione è mai stata presa in esame per limitare il consumo di questi potenziali veleni, che pur essendo sopportabili per chi ha un buon sistema immunitario sono ottimi potenziali alleati dell'industria farmaceutica, e una fonte di facili guadagni tanto per i produttori del "grano" (il cui costo di produzione è ovviaMente irrisorio) quanto per le industrie alimentari che lo utilizzano come materia prima per fare "grano" a palate, in genere con l'aggiunta di due ulteriori famosi intossicanti, sale & zucchero.
Se tutto ciò non bastasse, anche se ne ho già scritto all'epoca della mia scoperta, è inevitabile menzionare il "Caso Creso", riassunta qui in poche parole:
"La varietà di grano duro Creso ha determinato una vera e propria rivoluzione cerealicola in Italia. Nata presso il Centro Ricerche del CNEN (ora ENEA) della Casaccia grazie alle conoscenze sugli effetti delle radiazioni sulle piante, fu ottenuta irradiando con raggi X la varietà Cappelli e, iscritta nel 1974 nel Registro Nazionale delle varietà di grano duro, in pochi anni diventò la varietà più coltivata in Italia"
In breve, il sospetto è che alla "rivoluzione cerealicola" abbia fatto seguito una rivoluzione "celiachica", da che il buon vecchio frumento della varietà "Senatore Cappelli" fu geneticamente mutato con l'irradiazione di neutroni da una sorgente di cobalto 60, per ottenere questo grano Frankenstein, con immensi vantaggi economici per l'industria agricola e alimentare; ne possiamo leggere tutti i dettagli nel PDF del Dott. Luigi Rossi su Fidaf.it. Ora, al di là del fattore etico che riguarda il concetto stesso della mutazione genetica (o mutagenesi), questa mostruosità fu messa in atto principalmente a scopi economici, come leggiamo nelle conclusioni del documento suddetto :
"La varietà Creso è stata determinante per una vera e propria rivoluzione cerealicola in Italia, che ha fatto crescere tutta la coltura del grano duro. Da sinonimo di povertà economica, agronomica, varietale, quella del grano duro è diventata una coltura ad alta tecnologia: seme certificato, tecniche agronomiche accurate; l’industria molitoria e quella pastaria sono diventate le prime del mondo."
(Id.) Non soltanto dal punto di vista agronomico, ma anche da quello alimentare, dove secondo Wikipedia Italia:
"Per quanto riguarda il Creso e le cultivar da esso derivate, sono state sospettate[8] di essere la causa di un aumento nel numero di casi di celiachia, in ragione del suo contenuto di glutine che si dice essere più elevato del normale; si tratta tuttavia di accuse prive di fondamento e non supportate da ricerche scientifiche, inoltre la quantità di glutine del Creso non è diverso da quello di diverse altre varietà di grano[8][9][10]."
Malgrado le affermazioni di Wikipedia ITALIA -dove ricordiamo non compaiono le voci riguardanti gli anticorpi anti-gliadina, le exorfine né i peptidi oppiodi, su MedNat.it vengono riportati due pareri autorevoli, in un lungo articolo sulle mutazioni genetiche che consiglio al mio lettore:
"Discussione fra il sig. Tullio Regge ed il prof. L. Pecchiai sugli OGM pubblicata sul sito/forum di aduc.it ed in particolare sul grano Creso, il quale fra parentesi, contiene una maggiore quantita' di “Glutine”, rispetto a quella contenuta nel grano capelli del quale e' una mutazione genetica.Questo e’ parte della lettera di T. Regge dalla quale ho stralciato solo alcuni particolari senza deturpare il senso del contenuto:(https://mednat.news/alimentazione/mutazioni_gen_grano.htm)
“Nel 1983 la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari sperimentali nel 1975 a oltre il 20 per cento del totale, con una produzione di 15 milioni di quintali all'anno. Il valore in moneta corrente in quell'anno era di circa 600 miliardi di lire.Non ho avuto accesso a dati più’ recenti, ma secondo stime informali l'ascesa del Creso e’ stata irresistibile.E' ben noto, che il frumento del passato era ad alto fusto, cosicchè facilmente allettava (piegarsi in terra - ndr) sotto l'azione del vento e della pioggia. In questi ultimi decenni questo frumento e’ stato nanizzato, attraverso una modifica genetica.Il miglioramento genetico del frumento duro: bilancio di un ventennio di attività apparso su l'"Informatore agrario", Verona, 40, n.29, 1984. Non senza stupore constato che non di robusti e abbronzati agricoltori si tratta, bensì di noti e stimatissimi ricercatori e che, leggete ed osservate, il Creso e’ stato sviluppato presso il "Centro di studi nucleari della Casaccia".Nel lavoro, fra l'altro, si sottolinea l'efficacia della mutagenesi, dell'introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche e intergenetiche, parole che faranno fremere di sdegno i sostenitori delle colture "biologiche".Giro una pagina e leggo che il Creso e’ un incrocio tra la linea messicana del Cymmit e il mutante del Cappelli Cp B144, sottoposto a lunga serie di prove agronomiche in varie localita’ dell'Italia centrale e ottenuto trattando il Cappelli con raggi X.Per altre varieta’, pure in commercio, sono stati utilizzati neutroni termici.Da oltre vent'anni, insomma, gli italiani si nutrono con un OGM, "organismo geneticamente modificato", brevettato e ampliamente commerciato alla luce del sole senza che si siano registrati inconvenienti, anzi con un successo commerciale senza precedenti e di cui non siamo debitori alle multinazionali”.Sintesi del pensiero di Tullio Regge - 18 Mag. 2000
Risposta del prof Pecchiai“Sembra fondata l'ipotesi, che la modifica genetica di questo frumento sia correlata a una modificazione della sua proteina, e in particolare di una sua frazione, la gliadina, che e’ una proteina basica, dalla quale per digestione peptica-triptica, si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale e’ dovuta l'enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento.E' evidente la necessita’ di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario.Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento, prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine, cosi’ da costringere lo Stato ad accollarsi l'onere di fornire a tutti prodotti esenti da glutine, dalla farina alla pasta, ai biscotti (come peraltro gia’ ora avviene)”.By Prof. Dr. Luciano Pecchiai - Libero Docente in Anatomia Patologica - Primario Patologo Emerito dell'Ospedale dei Bambini "Vittore Buzzi" – Milano - Direttore del Centro di Eubiotica Umana di Milano - Esperto di Alimentazione e Medicina Naturale Tratto in sintesi dalle lettere del sig. T. Regge, con la risposta del prof. L. Pecchiai, inviate al sito dell’aduc.it"
Anche in questo caso, le informazioni contrastanti con il mainstream non sono quelle del solito "teorico del complotto", ma di veri e propri esperti nel settore, che a differenza degli anonimi autori di Wikipedia -non per la loro malafede, ma per l'effettiva ignoranza nel campo della alimentazione e della medicina, per quanto preparati possano essere in quello coltivato- sembrano convinti del potenziale danno causato da questa 'invenzione'.
E purtroppo, questi dati temo siano veritieri:
E purtroppo, questi dati temo siano veritieri:
"...si può considerare che buona parte della produzione mondiale di frumento duro è ottenuta da cultivar derivate dal Creso. Esso è stato infatti utilizzato in programmi di miglioramento genetico in molti paesi, dalla Cina all'Australia, all'Argentina, agli USA, al Canada e presso i grandi Centri di Ricerca Internazionali (CIMMYT, ICARDA, CSIRO, ecc.)[7]."(https://it.wikipedia.org/wiki/Creso_(agronomia))
Ora, una pausa di riflessione prima di passare a quello che più comuneMente e non meno giustaMente è considerato uno dei Nemici Pubblici peggiori per la salute - lo "zucchero raffinato"; con le informazioni esposte qui sopra ci si dovrebbe già essere fatti un'idea chiara in merito ai potenziali danni causati da un 'cibo' che evidenteMente non è il più consigliabile per nessuno, e tanto meno per l'infanzia. Pertanto, apprestandomi ad affrontare tutta l'amarezza che riguarda il micidiale saccarosio, o glucosio che dir si voglia, ricordiamo che la stragrande maggioranza dei prodotti alimentari industriali il cui target (Ingl. bersaglio) principale è il consumatore in età scolare e pre-scolare -ma dei quali approfittano spesso e volentieri anche adolescenti e adulti, indistintaMente- sono composti in massima parte da una sostanza a rischio; e malgrado tutto ciò che ho scritto finora non voglio negare la (molto) remota possibilità che qualche caso eccezionale possa reagire positivamente a questo regime, in part. se le mer(en)dine sono alternate ad una dieta a base vegetale, al di là di ogni possibile esito patoLogico più o meno trascurabile secondo un metro indiviDuale; ma, sapendo questo, va tenuto in considerazione il fatto che questi zuccheri complessi, o carboidrati, sono associati nei prodotti industriali a quantità di zuccheri semplici di varia natura, in grado di stroncare un cavallo.
Se si partisse dal presupposto -curiosaMente verosimile- che persino il "comune" panino, finanche privo di companatico, è una sostanza a rischio, io oso immaginare che il consumatore adulto, consapevole e informato, non vorrebbe mai estendere tanto quel rischio iniziale da arrivare a rifilare ai propri figli una base di carboidrati riempita di zuccheri raffinati fin oltre la soglia della tollerabilità; e non di meno, questa è una comunissima abitudine, per cui la mer(en)dina è spesso composta di una "tortina", accompagnata da un "succo di frutta" che è per metà zucchero, e magari per colmo della misura è ottenuto da concentrati, cosa che annulla tutte le proprietà nutritive salienti di ogni ingrediente naturale, senza nemmeno parlare delle "bibite gassate", che dovrebbero essere tutte vietate dalla legge, ma si continuano a preferire all'unico vero elemento vitale a nostra disposizione...
Ricorro di nuovo a Wikipedia per le nozioni di base:
"Il saccarosio, comunemente chiamato zucchero, è un composto organico della famiglia dei glucidi disaccaridi,[3] in quanto la sua molecola è costituita da due monosaccaridi, più precisamente glucosio e fruttosio.[4]A temperatura ambiente e pressione atmosferica si presenta sotto forma di solido (in cristalli) o disciolto in soluzione. Lo si trova largamente in natura, nella frutta e nel miele[3] (in percentuale più bassa rispetto al fruttosio), sebbene, da sempre, esso si estragga dalle piante della barbabietola da zucchero (soprattutto in Europa) e dalla canna da zucchero (nel resto del mondo).
Il saccarosio così estratto viene utilizzato nell'ambito dell'industria alimentare, specialmente dolciaria e pasticciera: lo zucchero comunemente usato in Europa, raffinato quasi completamente, viene chiamato zucchero bianco (o zucchero da tavola o zucchero da cucina), mentre lo zucchero che contiene melassa viene chiamato zucchero bruno."
Come si legge qui, da questa parte del mondo la barbabietola è la fonte naturale del saccarosio; ma già soltanto il processo industriale per ottenerlo è tremendo:
"Dalla barbabietola da zucchero
Il fittone della pianta viene raccolto, lavato, selezionato e sminuzzato in piccoli pezzi bislunghi, di circa 4 cm, di colore bruno scuro, detti cossettes o "fettucce". Vengono dunque spediti allo zuccherificio e passati al processo di "diffusione", e cioè posti sotto un flusso torrentizio di acqua intorno ai 70 °C, che estrae la gran parte delle sostanze, compresi gli zuccheri, e generando anche qui il "sugo" di colore bruno-scuro. Il sugo poi viene purificato per mezzo di calce e di anidride carbonica, quindi viene filtrato. Il sugo che si ricava viene decolorato e concentrato. La massa cotta viene centrifugata e si ottiene lo zucchero grezzo. Lo zucchero grezzo successivamente viene raffinato e assume un colore bianco. I residui delle biete passate vengono usati, poi, come mangime per animali o fertilizzante per piante."
(https://it.wikipedia.org/wiki/Saccarosio)
Il mio punto di vista anche su questa questione è sempre quello della prospettiva pranica, cioè dalla mia convinzione personale (supportata soltanto dai cosiddetti respirariani, e qualche guru Indiano) che il corpo umano non abbisogni di alcuna sostanza solida, ma di aria, acqua e luce solare per mantenere uno stato di salute ottimale; non potendo dimostrare questo (almeno per il momento) nell'unico modo che io considero valido e per il quale invece posso consigliare con nozione di causa una dieta vegetale rispetto alla onnivora, basandomi sul mio doppio ruolo di ricercatore-cavia -o metodo empirico- considero i "cibi" che io definisco "sostanze d'abuso alimentari" in quanto tali, ovvero come droghe di cui valuto in primis se esse valgano tutta la pena di essere utilizzate più o meno regolarMente. Nel caso delle sostanze notoriaMente eccitanti come la caffeina nel caffè o deprimenti, come l'etanolo in ogni bevanda alcolica, che ho smesse da tempo, sono ormai ben certo di avere fatte le scelte giuste, basandomi soltanto sul mio intuito, sul mio stato di salute ottimale, e sulla completa assenza di tentazioni nel consumarle, o addirittura sulla repulsione "istintiva" che provocano in me, da che il solo odore di entrambi mi disgusta profondaMente. Lo stesso posso dire dello zucchero, dal momento che -come ho scritto all'epoca- l'unico caffè d'orzo in cui mi sia azzardato a mettere un singolo cucchiaino di panela mi è risultato (guarda caso) stucchevole al punto che ho faticato a berlo tutto; e da allora -parlo di anni fa- non ho mai ripetuto l'errore benché lo zucchero, integrale o meno, non sia mai mancato in casa.
Il saccarosio, o glucosio, e altri zuccheri raffinati di sorta vengono aggiunti in gran parte dei prodotti alimentari industriali per ottenere principalMente l'effetto desiderato dai loro produttori, che è quello di trasformare il consumatore in un drogato, e di diventare i loro spacciatori fissi; per questo motivo alla fine ho smesso di mangiare anche il pane integrale confezionato ("pan carré") che oltre ad essere trattato (in superficie) con alcol etilico nel 99% dei casi contiene glucosio; ho iniziato a prestare attenzione agli ingredienti di quanto compravo in seguito ai miei problemi con i denti (carie), scoprendo così che praticamente tutti i pani confezionati sul mercato ne contengono. Ancora dalla US National Library of Medicine traduco la sinossi di un articolo in proposito:
"
La biomineralizzazione è un processo dinamico, complesso, lungo una vita, con il quale gli organismi viventi controllano la precipitazione dei nanocristalli inorganici all'interno delle matrici organiche per formare tessuti ibridi unici, ad esempio smalto, dentina, cemento, e ossa. Comprendere il processo del deposito minerale è importante per sviluppare dei trattamenti per le malattie legate alla mineralizzazione e anche per l'innovazione e lo sviluppo di scaffolds (Lett. scaffalature - V. https://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_tissutale). Questo articolo offre una revisione completa delle informazioni attuali sulle teorie che descrivono i possibili meccanismi e i fattori implicati come agonisti e antagonisti della mineralizzazione. Quindi, viene descritto il ruolo degli ioni di calcio e fosfato nel mantenimento della salute dei denti e delle ossa. Per tutta la vita, denti e ossa sono a rischio di demineralizzazione, con una enfasi particolare per i denti, a causa della loro disposizione e della loro posizione anatomica. I denti sono esposti a cibi e bevande, e al microbiota della bocca; pertanto essi hanno sviluppata un'alta resistenza alla demineralizzazione localizzata che non ha pari nelle ossa. I meccanismi con i quali demineralizzazione e remineralizzazione avvengono nei denti come nelle ossa e le nuove terapie/tecnologie che invertono la demineralizzazione o rinforzano la remineralizzazione sono inoltre descritti scrupolosamente.
[etc.]
[...]Il saccarosio, o glucosio, e altri zuccheri raffinati di sorta vengono aggiunti in gran parte dei prodotti alimentari industriali per ottenere principalMente l'effetto desiderato dai loro produttori, che è quello di trasformare il consumatore in un drogato, e di diventare i loro spacciatori fissi; per questo motivo alla fine ho smesso di mangiare anche il pane integrale confezionato ("pan carré") che oltre ad essere trattato (in superficie) con alcol etilico nel 99% dei casi contiene glucosio; ho iniziato a prestare attenzione agli ingredienti di quanto compravo in seguito ai miei problemi con i denti (carie), scoprendo così che praticamente tutti i pani confezionati sul mercato ne contengono. Ancora dalla US National Library of Medicine traduco la sinossi di un articolo in proposito:
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Dinamica di Demineralizzazione e rimineralizzazione di denti e ossa
La biomineralizzazione è un processo dinamico, complesso, lungo una vita, con il quale gli organismi viventi controllano la precipitazione dei nanocristalli inorganici all'interno delle matrici organiche per formare tessuti ibridi unici, ad esempio smalto, dentina, cemento, e ossa. Comprendere il processo del deposito minerale è importante per sviluppare dei trattamenti per le malattie legate alla mineralizzazione e anche per l'innovazione e lo sviluppo di scaffolds (Lett. scaffalature - V. https://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_tissutale). Questo articolo offre una revisione completa delle informazioni attuali sulle teorie che descrivono i possibili meccanismi e i fattori implicati come agonisti e antagonisti della mineralizzazione. Quindi, viene descritto il ruolo degli ioni di calcio e fosfato nel mantenimento della salute dei denti e delle ossa. Per tutta la vita, denti e ossa sono a rischio di demineralizzazione, con una enfasi particolare per i denti, a causa della loro disposizione e della loro posizione anatomica. I denti sono esposti a cibi e bevande, e al microbiota della bocca; pertanto essi hanno sviluppata un'alta resistenza alla demineralizzazione localizzata che non ha pari nelle ossa. I meccanismi con i quali demineralizzazione e remineralizzazione avvengono nei denti come nelle ossa e le nuove terapie/tecnologie che invertono la demineralizzazione o rinforzano la remineralizzazione sono inoltre descritti scrupolosamente.
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Batteri
La carie dentale è la più comune malattia infettiva cronica infantile. E' causata dall'interazione dei batteri, perlopiù Streptococcus mutans, e zucchero sulla superficie dello smalto dentale. I batteri dissolvono i carboidrati fermentabili come glucosio, saccarosio, e fruttosio e producono un ambiente acido che porta alla demineralizzazione con le risultanti lesioni cariogene. 98,99 Sono state proposte svariate teorie su come i batteri orali siano acquisiti. E' noto che alla nascita la cavità orale è effettivamente sterile; non di meno, l'acquisizione avviene attraverso la trasmissione da cibo/latte dalle genitrici, o dalla mucosa orale durante la prima dentizione. L'ipotesi più largamente accettata in merito al ruolo dei batteri nella produzione di acidi e alla formazione di carie è la “ipotesi ecologica”, dove la placca dentale è definita come un ecosistema dinamico microbico in cui i batteri non-mutanti hanno un ruolo di primo piano nel mantenere una stabilità dinamica.93
S. mutans, Streptococcus sobrinus, e i lactobacilli sono i principali patogeni cariogeni a causa delle loro capacità di produrre alti livelli di acido lattico in seguito alla fermentazione dello zucchero e la loro resistenza agli effetti avversi di un basso pH.105,106 In alcuni studi, lo S. mutans si è scoperto essere >30% nella microflora orale nei bambini con carie nella prima infanzia. 107 Una frequenza superiore nell'assunzione di zucchero porta all'aumento del rischio e della suscettibilità alle carie a causa della esposizione prolungata alle condizioni acide, a prescindere dalla quantità ingerita."
La comprensione del processo di demineralizzazione de rimineralizzazione dei denti è molto ben nota. Non di meno, malgrado gli sforzi dei ricercatori e dei medici, mantenere una buona salute orale e dentale durante la vita dei pazienti rimane una grossa sfida. I cambiamenti costanti nella dieta associati all'accessibilità sempre maggiore di bevande gassate zuccherate sta mettendo sotto pressione l'intera professione dentistica per salvaguardare una buona salute orale e dentale, anche nei paesi benestanti. Un sondaggio alla University College durante i Giochi Olimpici di Londra del 2012 ha scoperto che per il 18% degli atleti la salute orale aveva un impatto negativo sulle loro prestazioni e che il 46.5% non era stato dal dentista l'anno precedente. In termini di dentistica, la sfida per il prossimo decennio è di promuovere un cambiamento nelle abitudini della popolazione o da parte degli scienziati lo sviluppo di nuovi prodotti che possano contrastare il processo di demineralizzazione risultante dal consumo di queste bibite gassate zuccherate. La diffusione in continuo aumento delle carie dentali è una conseguenza diretta di questo comportamento sempre più diffuso tra la popolazione e diventerà sempre più importante coinvolgere il pubblico e i pazienti per escogitare delle strategie per superare questo fardello in continuo aumento."
(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5034904/ - Trad. mia)
Oltre ai noti effetti devastanti sui denti, e l'obesità, lo zucchero è colpevole, o il principale sospetto -al di là di ogni controversia relativa- di malattie svariate, di cui si possono leggere numerosi studi sullo stesso sito:
(Consumo di zucchero, malattie metaboliche e obesità. La situazione della controversia)
(Consumo a lungo termine di bevande addolcite con zucchero durante il periodo della crescita promuove l'aggressività sociale nei topi adulti con reazioni proinfiammatorie nel cervello)
(Zuccheri alimentari e formazione endogena di prodotti finali della glicazione avanzata - Meccanismi emergenti della Malattia)
(Stress ossidativo come meccanismo delle malattie cardiovascolari indotte dagli zuccheri aggiunti)
(Zuccheri, obesità e malattie cardiovascolari; risultati da recenti controlli casuali)
(Zucchero - e bevande dolcificate artificialmente in relazione a ictus e demenza - I soft drinks colpiscono duramente il cervello?)
(Nuove intuizioni sul rischio di malattie cardiovascolari negli afro-americani; il ruolo degli zuccheri aggiunti)
(Il consumo di zucchero nelle prime fasi vitali ha effetti negativi a lungo termine sulle funzioni mnemoniche dei topi maschi)
(Consumo di zucchero e disturbo del deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD))
(Il cristallo bianco sbagliato: non sale ma zucchero come eziologico nell'ipertensione e nelle malattie cardiometaboliche)
Reducing Consumption of Sugar-Sweetened Beverages Is Associated with Reduced Blood Pressure: A Prospective Study among U.S. Adults
(La riduzione del consumo di bevande dolcificate con zucchero è associata alla riduzione della pressione sanguigna - uno studio prospettico tra gli adulti statunitensi)
(Un allele comune nel FGF21 associato al consumo di zucchero è associato a forma corporea, bassa percentuale totale di grassi corporei e aumento della pressione sanguigna)
Etc., etc., etc.
Si parla di migliaia di studi i quali, al di là delle loro conclusioni, è lecito dubitare che abbiano come oggetto lo zucchero per una mera antipatia degli studiosi nei confronti di questa sostanza.
Secondo questo studio del 2004 da Elsevier.com - Istituto di Ricerca Molecolare Cerebrale, anche lo zucchero ha effetti oppioidi sul cervello, come si evince dal titolo:
dove
"Un modello animale di abbuffate intermittenti di zucchero ha prodotti effetti simili a quelli degli oppiacei sull'espressione del gene striatale, specialmente nel nucleus accumbens. Questo modello potrebbe aprire una via per identificare neuroni specifici che sono associati alle risposte della ‘‘ricompensa’’. Presumibilmente, questi stessi neuroni vengono attivati anche dalle sostanze d'abuso come la morfina, ma solo incidentalmente, come parte di una più vasta, nonspecifica attivazione dei neuroni, ad esempio, nei campi dopaminorecettivi. Alcuni di questi effetti, compresa una diminuzione nel D2 e un aumento nel D3, suggeriscono un meccanismo compensatorio all'opera per mitigare gli effetti degli eccessi improvvisi di dopamina che viene rilasciata mangiando zucchero."
Sul sito del Blavatnik Institute di Neurobiologia alla Harvard Medical School, si legge in merito allo studio di Vera Novak -MD, PhD, HMS- professoressa di medicina al Beth Israel Deaconess Medical Center:
"Gli effetti del glucosio e altre forme di zucchero sul cervello potrebbero essere i più profondi nei diabeti, un gruppo di malattie in cui gli alti livelli di glucosio nel sangue persistono per un periodo di tempo prolungato. Il diabete di tipo 1 è una malattia in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, un ormone utilizzato dal corpo per controllare i livelli di glucosio nel sangue. Il diabete di tipo 2, causato da fattori alimentari e altri fattori ambientali, è una malattia in cui le cellule sono sopraffatte dall'insulina e non rispondono adeguatamente; esse divengono insulino-resistenti. I diabeti a lungo termine—sia di tipo 1 che di tipo 2—hanno molte conseguenze sul cervello e sui neuroni cerebrali, dice la Novak. Gli alti livelli glucosio possono influire sulla connettività funzionale del cervello, che collega le regioni cerebrali che condividono proprietà funzionali, e la materia cerebrale. Possono causare atrofia o riduzione. E possono portare a microangiopatie, che riducono il flusso sanguigno nel cervello, causando lo sviluppo della demenza vascolare."
(https://neuro.hms.harvard.edu/harvard-mahoney-neuroscience-institute/brain-newsletter/and-brain/sugar-and-brain - Trad. mia)
Secondo Psychology Today:
"Le ricerche indicano che una dieta ricca di zuccheri aggiunti riduce la produzione di un composto chimico nel cervello noto come Fattore Neurotrofico Cerebrale (Brain-Derived Neurotrophic Factor - BDNF). Senza BDNF, il nostro cervello non può formare nuova memoria, e non possiamo imparare (o ricordare) molto di nulla. I livelli di BDNF sono particolarmente bassi nelle persone con un metabolismo glucidico ridotto—diabetici e pre-diabetici—e come il livello di BDNF diminuisce, il metabolismo glucidico peggiora."
In altre parole, mangiare zucchero a lungo termine riduce il BDNF, e quindi i livelli inferiori nel cervello iniziano a contribuire alla insulino-resistenza, che porta al diabete di tipo 2 e alla sindrome metabolica, che nel tempo causa una serie di patologie. Una volta che questo accade, il cervello e il corpo si trovano in un ciclo distruttivo che è difficile se non impossibile invertire."
[...]
Una nuova ricerca ha dimostrato che il consumo di zuccheri aggiunti a lungo termine indebolisce il meccanismo del cervello che vi dice di smettere di mangiarlo. Lo fa riducendo l'attività del sistema anoressigenico dell'ossitocina che è responsabile dell'alzata della "bandiera rossa" che vi impedisce di abbuffarvi. Quando le cellule ossitociniche nel cervello sono indebolite dall'eccessivo consumo di zucchero, la bandiera non funziona più correttamente e voi iniziate a chiedere secondi e terzi, e cercate uno spuntino a mezzanotte.
Quello che indicano molto chiaramente questi studi è che molti di noi stanno seriamente danneggiando loro stessi con dei cibi lavorati con alti contenuti di zuccheri aggiunti, e che il danno inizia nel nostro cervello. Visto in questa luce, il consumo cronico di zuccheri aggiunti non è un problema minore del tabagismo e dell'etilismo. E la triste realtà è che potremmo avere soltanto iniziato a vedere gli effetti di ciò che l'interminabile valanga di zucchero ci sta facendo."
(https://www.psychologytoday.com/us/blog/neuronarrative/201204/what-eating-too-much-sugar-does-your-brain - Trad. mia)
Wikipedia Italia ci informa in merito al BDNF:
"Esistono vari studi che hanno mostrato ci sia un possibile legame tra BDNF e alcune condizioni patologiche, come la depressione,[1][2] schizofrenia,[3] disturbo ossessivo-compulsivo,[4] la sindrome di Alzheimer,[5] malattia di Huntington,[6] sindrome di Rett,[7] e demenza,[8] così come anoressia nervosa[9] e bulimia nervosa.[10]"
Un altro aspetto interessante della questione etno/antropologica è discusso in questo articolo su IFLScience di cui riporto solo il titolo molto significativo:
"Storia Dello Zucchero - Il Cibo Di Cui Nessuno Ha Bisogno, Ma Che Tutti Bramano"
(https://www.iflscience.com/plants-and-animals/history-sugar-food-nobody-needs-everyone-craves/ -- Trad. mia)
Questi erano i risultati della prima pagina della mia ricerca su Google in merito allo zucchero, e non ho intenzione di passare alla seconda; ma per il lettore scettico consiglio di informarsi direttaMente su internet, per scoprire di cos'altro è accusato, e di trarre le proprie conclusioni in merito. Per quanto riguarda il blogger, le controversie possono proseguire fino alla fine dei tempi, ma la mia decisione è stata presa tempo fa, e non ho la benché minima intenzione di cambiare idea... MAI più.
Di nuovo, a questo punto consiglio di riflettere sui possibili effetti causati dall'associazione di zuccheri complessi e semplici -raffinati in primo luogo- sull'essere umano, e in particolare sui bambini, che ne sono i consumatori più voraci, con la complicità dei genitori.
In ogni caso, abbiamo visto che la mia concezione dei "cibi" come sostanze d'abuso alimentari è tutt'altro che fantasiosa; in particolare per quanto riguarda lo zucchero; è una polvere bianca cristallina, esattamente come certe droghe da strada, e il suo status legale, e il fatto che in genere sia assunta per via orale (tranne che nelle fleboclisi) non cambia il fatto che agisca come una droga pesante da cui pochi -semmai- riescono a liberarsi... Non di meno la mia esperienza personale mi suggerisce la possibilità che qualcun altro potrebbe trarne un enorme vantaggio per la propria salute; non ho mai più voluto sentir parlare di zucchero, né più né meno come per l'alcol (che viene trasformato in zucchero per essere assorbito dal corpo) e non ne ho mai sentita la necessità, o la voglia da che ho smesso di usarlo. Qualcosa mi dice che c'è un buon motivo per questo.
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Una breve carrellata delle cronache patoLogiche quotidiane da Facebook, dall'amico Carlo:
Da Simone:
Dall'amico Jack Fitzy:
Trad.: "Manifestanti sfidano il distanziamento sociale
chiedendo la riapertura della California"
Trad.: "Riuniti a migliaia senza distanziamento
sociale per protestare l'ordine state-in-casa"
Dall'amico Dhaval:
Trad.: "IL GOVERNO E' CORROTTO AD
OGNI LIVELLO MA NON VI PREOCCUPATE,
IL GOVERNO INVESTIGHERA' SU SE' STESSO
E VI DIRA' COSA E' SUCCESSO VERAMENTE."
Probabilmente questo succederà nella prossima puntata del Muppet Show...
E ancora una figurina della Grande Raccolta #Corona33 da Mr. James:




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